Rubrica tecnica con Fabio Meraldi

Realizzati alcuni servizi per la rivista Ski-alper nel cuore dello Stelvio

Sarà ancora Fabio Meraldi a curare la rubrica di tecnica dello scialpinismo per Ski-alper: a margine dei test degli sci, in un contesto glaciale di incredibile bellezza, siamo riusciti a ritagliarci una mattinata per effettuare riprese video e foto con Fabio. Argomento: l'utilizzo delle pelli e la progressione in sicurezza, coltelli o non coltelli, la calata del compagno e altri interessanti suggerimenti che l'esperta guida ha messo a disposizione, come sempre, dei lettori.
L'ambiente è stato quello che dalla bocchetta in cima ai Geister si affaccia sulla ovest dell'Ortles. Una giornata splendida, radiosa: pochi metri e i rumori delle piste e dei tracciati sono già lontani. Una discesa sull'invitante e ripido pendio che precipità sul ghiacciaio sottostante, poi la salita con tutti gli accorgimenti che il terreno a 40° richiede. Io e Fabio come ai vecchi tempi quando in un anno o due mi ha permesso di bruciare le tappe in questa disciplina e acquisire le nozioni di tecnica più moderne ed efficaci. E rieccoci qui a scherzare mentre risaliamo il pendio scattando foto e riprendendo particolari. Idalba appollaiata contro le rocce ci aspetta anche lei con la macchina fotografica. L'insidia è quella dei crepacci ma come al solito Fabio elargisce quel suo «tranquillo!» che si passa, il buco è piccolo, dopo averlo sondato con i bastoncini.
Poi tocca ad Idalba farsi calare per le riprese di sicurezza con corda e ancoraggio…
E intanto mi viene da pensare: difficilmente, se non avessi incontrato Fabio Meraldi, sarei stato in grado di progettare una rivista come Fondo Ski-alp prima e Ski-alper poi…


Il giorno della verifica

Seconda, intensa, giornata di test materiali allo Stelvio

Ancora una splendida giornata qui sul ghiacciaio dello Stelvio: neve dura e compatta per tutta la giornata e nella parte alta condizioni invernali.
Ne abbiamo approfittato per scendere ancora in campo per le ultime verifiche: non più la massa degli sci da testare, ma alcuni modelli sui quali nelle prove precedenti si era concentrata la nostra attenzione. Un compito difficile stabilire il miglior sci 2011-2012 nelle tre categorie race, grantour e XXL. Meglio non lesinare un'uscita in più sulla neve: ecco dunque che a test ultimati siamo ripartiti oggi pomeriggio alla volta del Geister per tirare le ultime curve prima di metterci davanti al computer e buttare giù giudizi su giudizi.
Ovviamente i risultati dei test saranno pubblicati sul primo numero di Ski-alper (in edicola il 15 novembre prossimo) e non prima, dopdiché i giudizi live, così come li abbiamo filmati durante i test verranno messi on line sul sito skialper.it.
Domani si riparte: è il giorno di Fabio Meraldi con il quale parleremo di un argomento che ci sta molto a cuore: le pelli, vale a dire la vera essenza delloski-alp...


Prima giornata di test allo Stelvio

Si lavora per determinare i migliori sci dell'anno nelle varie categorie

Dal giorno in cui si è diffusa la voce della grande quantità di neve caduta in Alta Valtellina ci siamo prodigati per radunare la nostra squadra di terstatori per continuare il lavoro impostato durante l'estate. Nella splendida cornice del ghiacciaio dello Stelvio abbiamo portato sulla neve gli sci race per un'ulteriore verifica con condizioni differenti neve. Approfittando della neve quasi invernale abbiamo anche sciato con gli sci XXL. 12 modelli top di gamma: a patto che rimanessero al di sotto dei 1700 grammi per asta.
Curve condotte su neve battuta ma soprattutto curve ampie e veloci in neve fresca: 30 cm appena ventata, fredda.
Inoltre abbiamo svolto una prima prova degli scarponi race: i migliori, i più leggeri. Gignoux, La Sportiva, Scarpa, Dynafit. E soprattutto un primo assaggio dell'Alien con gambetto in Grilamid: un'autentica 'chicca' che Scarpa ha voluto fornirci in anteprima.
Una squadra di testatori composta dai soliti Seletto, Basolo e Zarattini, ai quali si è aggiunta una new entry: Simone Origone che ha sostituito degnamente il preziosissimo 'Corvo' assente per impegni di lavoro.
Oggi si prosegue: nuovamente sci ai piedi per determinare i top modelli, categoria per categoria. In particolare si stabilirà il miglior sci grantour nel rapporto peso - prestazioni.


La morte di Bonatti: un grande senso di vuoto

Il ricordo di Enrico Marta

Sono certo che la notizia della morte di Walter Bonatti sia stata letta e riletta più volte per essere certi di aver letto giusto: soprattutto da parte degli ultrasessantenni che in Bonatti hanno visto il mito, la musa ispiratrice, che li ha spinti ad avvicinarsi all'alpinismo sin da ragazzi.
«Fortunati quegli uomini che per sentirsi tali non hanno bisogno di sottoporsi a queste prove…» Suonava più o meno così la frase contenuta in uno dei suoi libri dove si narra di quelle avventure incredibili in parete dalle quali Bonatti è sempre uscito indenne mentre altri forti alpinisti hanno perso la vita. Di qui si è rafforzata in tutti noi l'idea che lui fosse invincibile e, soprattutto, immortale. Un volto che trasmetteva un senso di forza, di essenzialità, che nonostante la grande fama non ha invaso i media lasciando che un'aura mitica lo avvolgesse. E così noi adolescenti nel sessanta ci siamo avvicinati all'alpinismo cercando di emularlo: lo zaino era blu come il suo, gli scarponi erano degli Alta Quota Bonatti - eravamo in piena era Vibram - i pantaloni al ginocchio avevano una foggia particolare, più snella rispetto ai modelli precedenti, l'autoassicurazione si faceva anche con il cordino del martello - lo aveva ammesso lui raccontando una delle memorabili imprese - cimentandoci su vie per noi severe e ormai superate dal miglioramento delle attrezzature e delle tecniche. E adesso il mito se ne è andato, così, all'improvviso, lasciando un vuoto incolmabile.


1000 metri del guardaparco a Ceresole

Grande ritorno di Jean Pellissier

Un grande campione come Jean non poteva che far segnare un gran tempo su questo vert. Assenti Marco De Gasperi e Matteo Eydallin il valdostano non ha incontrato resistenze ed è andato a vincere con un tempo molto vicino al record della gara. un po' di vento, qualche nuvola con gocce di pioggia, poi uno spettacolare arcobaleno, e i 74 concorrenti hanno potuto godersi la bellezza del paesaggio su questo balcone in faccia alle Levanne.
Grande prestazione da parte della guardaparco volante Raffaella Miravalle che si è sbarazzata presto della compagnia della neo azzurra Nicole Peretti. Un ottimo tempo il suo, forse il migliore da quando gareggia su questo percorso. Secondo, un certo Di Gioia che non appena ha tagliato il traguardo si è bloccato: forse crampi, forse menisco, fattostà che qualcuno se lo è dovuto caricare a spalle fino a Ceresole.
Poi la simpatica premiazione con sorteggio condotta magistralmente da Andrea Basolo che con l'amico Mario Nigretti è un po' l'anima di questa manifestazione.
Manifestazione che si è conclusa con l'intervista a Marco De Gasperi che, se non ha potuto correre per la recentissima Sierre Zinal da lui vinta, ha almeno onorato la manifestazione con la sua presenza.
Genuino pranzo dopogara con toma d'alpeggio, riso e salumi. Possiamo dire: tutto ok!

Classifica
1. Pellissier Jean 39.26
2. Di Gioia Massimiliano 41.14
3. Bertino Mirko 41.29
4. Antonelli Roberto 42.21
5. Bianco Francesco 42.41

femminile
1. Miravalle Raffaella 47.40
2. Peretti Nicole 48.50
3. Cabodi Mirella 51.51


Super trekking dei poveri

Incredibile e forse vero: scoperto un insediamento salasso

Sabato, durante un tentativo di super trekking fra Val Soana e Valchiusella, - in realtà avremmo dovuto, Idalba ed io, percorrere le 15 cime che dalla Quinzeina, la prima montagna sul Canavese, vanno fino al Monte Marzo sopra Piamprato - con tanto di tendina da bivacco al seguito, siamo stati dirottati a causa della nebbia in una valle laterale molto poco frequentata dove per puro caso ci siamo ritrovati in un sito molto simile a quelli visitati e descritti in Valle d'Aosta.
Non c'era alcun dubbio che il popolo Salasso fosse insediato fra Canavese e Valle d'Aosta ma sino ad ora solo in valle erano stati scoperti e catalogati dei veri e propri insediamenti che noi abbiamo descritto sul numero 76 di Ski-alper dopo averli visitati sia in estate che in inverno con gli sci.
Come abbiamo detto, sabato, in una zona completamente fuori dal mondo e dai sentieri battuti, ci siamo ritrovati su un terrazzamento sopra i 2000 metri in cui erano visibili tracce di basamenti di abitazioni del tutto simili a quelli da noi visitate sul Tantané e al Col Pierrey. Stessa tipologia costruttiva, stessa disposizione su un ripiano a metà pendio con ampia veduta sulla Val Soana e su altre montagne sulle quali da anni raccogliamo documentazione in materia.
Ovviamente non abbiamo la certezza che si tratti veramente di un antico insediamento salasso ma se lo paragoniamo ai siti della Valle d'Aosta possiamo quasi esserne certi, fatti ovviamente altri approfonditi sopralluoghi...


Royal Ultra Sky, quarta edizione

Percorso entusiasmante e record di iscritti

La giornata non troppo bella nel fondovalle si è mantenuta accettabile in quota permettendo la perfetta riuscita di questa suggestiva gara di trail in alta montagna. La novità di quest'anno consisteva nella possibilità di scegliere fra percorso lungo e corto. Il primo, classico, dalla diga del Teleccio fino a Ceresole attraverso il Colle dei Becchi, la Bocchetta del Ges, il Colle della Porta, il Colle della Terra, il Colle del Nel. Il secondo con deviazione alla volta del Colle Sià arrivando sul traguardo lungo il sentiero di Cà Bianca.
Concorrenti equamente divisi sulle due distanze.
Al Colle della Terra fra un banco di nebbia e l'altro la gara sembrava aver preso la propria fisionomia con Fenaroli saldamente al comando inseguito a qualche minuto da Fornoni e Cavallo che con Zenoni ci hanno regalato un argento ai recenti mondiali di trail. Alle loro spalle Matteo Bolis, mentre la Miravalle, prima indiscussa in campo femminile, transitava in settima posizione assoluta.
Il colpo di scena nell'ultima parte di gara dove il Fenaroli sbaglia percorso al bivio del Vallone del Carro, via libera per Giuliano Cavallo che se la batte allo sprint in un emozionante testa a testa con il compagno azzurro Zenoni.
7.19.06 il tempo del valdostano, 7.19.31 quello del bergamasco.
Commenti entusiastici e decisamente positivi per questo durissimo percorso lungo le strade di caccia di re Vittorio Emanuele II che nel 1800 amava trascorrere settimane su queste montagne a caccia di stambecchi.
Da quest'anno la gara diventerà probabilmente biennale, appuntamento quindi per il 2013.

Classifica percorso lungo dopo l'arrivo dei primi concorrenti
1. Giuliano Cavallo 7.19.06
2. Marco Zenoni 7.19.31
3. Maurizio Fenaroli 7.22.23
4. Matteo Bolis 7.22.32
5. Daniele Fornoni 7.29.17

femminile
1. Raffaella Miravalle 8.11.15

percorso corto
1. Alfonso Bracco 3.52.14
2. Francesco Scrimadore 4.00.14
3. Emanuele Gervasoni 4.07.50
4. Federico Pennella 4.10.51
5. Simone Milano 4.21.05


Nirvana, il nuovo scarpone da gara

Ecco in anteprima l'ultima opera dell'ingegner Bazzani

In occasione del briefing del Mezzalama abbiamo avuto la fortuna di toccare, aprire e soppesare il nuovissimo scarpone race della Kinalab. Titolare e progettista è l'ingegner Andrea Bazzani che ci ha illustrato nel dettaglio il funzionamento di questo nuovissimo scarpone da gara.
Alcune caratteristiche sono piuttosto innovative: la scocca per esempio non è in carbonio puro ma un composito di altre fibre. Il bloccaggio è a dir poco geniale - certamente opera di un progetto ingegneristico - e se funziona sul campo, ai piedi di qualche atleta di livello può certamente far parlare di sé. Al tutto si aggiunga un peso che lo rende concorrenziale anche per il leggerissimo Pierre Gignoux. Il prezzo? Elevato, ma nella media degli altri prodotti del segmento.
A breve la prova sul campo e un filmato in cui vengono svelate le caratteristiche salienti del Nirvana.


Allenatori di scialpinismo: si parte

Diramato il regolamento ma alcuni punti non sono chiari

La figura di allenatore di scialpinismo entrerà a far parte delle figure previste nell'STF, scuola tecnici federali.
Il Consiglio Federale ha approvato il documento e la commissione scialpinismo ha messo a punto le norme che regoleranno lo svolgimento e, soprattutto, la partecipazione al primo corso per allenatori di scialpinismo.
Il regolamento premette che i corsi si terranno solo se ci sarà un minimo di 15 partecipanti con un massimo di 40.

Ecco i requisiti per accedere alla prova di selezione:
«Cittadinanza italiana o equiparata
Avere il Tesseramento FISI della stagione corrente.
Essere Maestro di Sci
Età minima 23 anni compiuti
Visita medico-sportiva Agonistica»

Ma il regolamento dice anche che:
 
«Verranno riservati i seguenti posti (rientranti nei 40 previsti): 
nr.  5 posti per atleti ex nazionale Italiana (ultimi 5 anni)
nr.  2 posti (minimo) quote rosa.»

La prova di selezione prevede:
«nr. 1 giorno selezione tecnica (progressione su un percorso di gara, salita con gli sci, tratto a piedi, (1.200 mt in salita,  discesa)  questionario scritto, la somma dei punteggi servirà per stilare una graduatoria d'ingresso al  corso.»

Tutto ok finora ma le guide?
Non si parla di guide alpine in questo regolamento, quindi il titolo di guida non rientra fra i requisiti per accedere ai corsi e nemmeno alle selezioni…

Il corpo docente sarà così composto:
«n° 1  Rappresentante  STF (o suo sostituto)
n° 1  Allenatore DASA
n° 1  Presidente Commissione Sci Alpinismo 
n° 1 Istruttore Nazionale Sci Nordico ( con la conoscenza dello Sci Alpinismo)
n° 1 Istruttore Nazionale Sci Alpino  ( con la conoscenza dello Sci Alpinismo)
n° 1  Istruttore Nazionale delle Guide  Alpine 
n° 1 Istruttore Nazionale Snowboard ( con la conoscenza dello Sci Alpinismo)»

E qui compare la figura di Istruttore delle guide… Forse la più qualificata per stabilire le attitudini dei vari candidati.
Ma anche il rigido regolamento federale al fondo si smonta da solo con una sibillina parte conclusiva che recita:
«NORMA TRANSITORIA
In fase di prima attuazione verrà nominato un corpo docenti formato da  8 tecnici (solo per il primo corso) scelti dalla Commissione Sci Alpinismo,  in accordo con STF. Tali candidati potranno anche essere privi delle qualifiche richieste.»

Qui non si capisce se si parli di docenti o di candidati o ancora di candidati docenti.

Per quanto riguarda le prove d'esame si legge:
«Le  prove d'esame sono le seguenti:
prova pratica: progressione su un percorso di gara, salita con le pelli, tratto a piedi, discesa con gli sci.
prova scritta: sottoforma di questionario
prova orale: colloquio su tutte le materie trattate.
La votazione è costituita dalla somma dei voti riportati dal candidato nelle singole prove.
Valutazione:     valgono tutti i voti degli esaminatori (senza scarto di voto); il voto riportato in ogni singola prova è il risultato della media delle votazioni. La votazione finale è la somma delle valutazioni riportate nelle singole prove o gruppi di prove e darà luogo alla graduatoria di merito degli aventi diritto al titolo. Secondo insindacabile decisione della commissione esaminatrice.
Il voto finale sarà composto dalla media della somma di voto d'ingresso + votazione finale delle prove sopra elencate.»
In queste prove non troviamo progressioni con ramponi, tecniche di assicurazione e altre quisquiglie che potrebbero anche riguardare la pratica di questa disciplina…
Lo stesso Adriano Favre ha spergiurato che dal prossimo Mezzalama sarà severissimo e pretenderà da ogni concorrente la conoscenza delle tecniche alpinistiche e dell'uso delle attrezzature.
A questo punto siamo certi che le guide possano dare il loro apporto con un istruttore dal momento che sono state escluse dalla possibilità di accedere ai corsi?

Qualche perplessità ci sorge spontanea pensando al nostro Direttore agonistico Oscar Angeloni: dal momento che non possiede nessuno dei requisiti richiesti per accedere ai corsi ma da anni la Fisi si avvale della sua preziosa opera non sarebbe il caso di inserire una norma ad personam che lo porti fuori da questa scomoda situazione?

Certamente la commissione sta facendo un grande sforzo per portare lo scialpinismo al livello delle altre discipline della neve e questo avrà senz'altro eco positivo per un eventuale inserimento fra quelle olimpiche ma a nostro avviso alcuni passi del regolamento vanno ancora approfonditi e meglio chiariti.


Quattro chiacchiere con Cristoph Hainz

Abbiamo incontrato l'alpinista altoatesino al nuovo Salewa Store di Aosta

In occasione dell'apertura del nuovo Salewa Store nella via centrale di Aosta di venerdì scorso, abbiamo avuto occasione di incontrare un grande della montagna, Cristoph Hainz, testimonial dell'azienda del gruppo Oberalp, e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione per scambiare quattro chiacchiere sull'argomento scialpinismo. «Sì certo, pratico da sempre questo sport, è parte integrante del mio mestiere di Guida Alpina. A inizio inverno, fin quando ci sono le condizioni per le cascate di ghiaccio, mi dedico a quelle, poi da fine febbraio ad aprile sono in giro per le Dolomiti con le pelli di foca. I clienti? Ce ne sono di tutti i tipi, da quelli super-preparati, a quelli che di montagna ne capiscono poco. Fa parte di questo lavoro...». Una vita in montagna per questo quarantunenne di Selva dei Molini, in Alto Adige. «Nel mio paese è nato un forte scialpinista, Manfred Reichegger, lui sì che va forte…». Ma anche Cristoph si è dedicato in un primo tempo alle gare di ski-alp. «Sì, ma partivano troppo forte! Soffrivo come un pazzo i primi 500 metri, poi pian piano veniva fuori la mia condizione e l'abitudine a stare in montagna. Ma appena davano il via, partivano tutti come assatanati. Ricordo che la mia prima gara l'ho fatta con Oswald Santin. Poi però ho capito che non faceva per me, anche se mi sembra uno sport davvero tosto, per gente dura e preparata!». Già, però da buona guida alpina, Christoph ha notato anche un altro genere di concorrenti.. «Ci sono anche quelli che si iscrivono alla gara per poter fare un'escursione nelle retrovie su un percorso ben preparato e al sicuro da pericoli di valanghe. È una soluzione intelligente. Certo, ci vuole anche in questo caso una discreta preparazione, se no si rischia di non godersi più la gita per arrivare in tempo ai cancelli orari».
In uscita in questi giorni c'è un libro, 'Sfide in verticale' che racconta le grandi imprese dolomitiche di Hainz, ma anche il suo record sulla Nord dell'Eiger oppure l'ascesa al Fitz Roy. Vale la pena darci un'occhiata. Noi, intanto, ci siamo fatti lasciare il numero di telefono: quest'inverno sarà uno dei nostri 'ski-alp people' con cui percorreremo un itinerario per realizzare l'intervista per Ski-alper.


Mersi e Milesi nel Monte Camino

Giornata radiosa per la classicissima di corsa in montagna

Erano in 317 al via per questa gara antica che dalle strade cittadine di Biella si inerpica nella parte finale su per le pendici del Monte Camino.
Più di duemila metri di dislivello spalmati sui 23 km del percorso. A darsi battaglia sin dall'inizio Mersi, Milesi, Pellissier e Bianco - il vincitore dell'ultima edizione - e ad un certo punto sono i primi due a sganciarsi: gara parallela la loro che nonostante la notevole differenza di età e di esperienza si conclude mano nella mano proprio in vetta del Monte Camino con il tempo di 2.32.44.
Splendida giornata di sport con Bianco al terzo in 2.38.53, Pellissier in 2.42.12 e Fornoni con 2.43.00 quinto,  proprio quest'ultimo fra un paio di settimane difenderà i colori azzurri ai mondiali di trail: Daniele Fornoni è infatti fra i convocati per l'evento iridato che si disputerà in Irlanda verso l'otto di luglio.
In campo femminile successo di Belletti Marcella che ha fermato i cronometri a 3 ore e  otto minuti.
Oltre al successo organizzativo della gara va evidenziata la grande affluenza di pubblico che è salito ad incitare i propri beniamini approfittando della splendida giornata di inizio estate.


Nord Aiguille Rouge condizioni ideali

Ma finisce in anticipo la stagione in Alta Valle dell'Orco

Un mese in anticipo, queste le considerazioni osservando il paesaggio intorno dal Colle della Vacca a cavallo fra Italia e Francia. Ma la giornata è ideale: un vento freddo e un buon rigelo notturno, neve dura trasformata in basso e fredda ventata in quota. Come ogni week end la zona è presa d'assalto dagli irriducibili, i superappassionati delle pelli, quelli che non amano troppo l'arrivo dell'estate…
Io e Idalba finalmente in gita, senza impegni di sorta, salvo quello di pubblicare questo breve articolo.
A piedi sul sentiero del Rifugio Ballotta, breve consultazione alla base del canale del Ballotta: io sono per ramponi su per il canalino ancora innevato, lei è per la ferratina che sale dal tetto del rifugio. Vince Idalba salvo poi ammettere che con gli scarponi da ski-alp non si arrampica bene.
Sul Pian Ballotta alcuni scialpinisti sono già alle prese con la parte ripida del Colle della Vacca.
Calzano i coltelli su una neve dura e porosa e dalla superficie irregolare. Io sono pronto a togliere gli sci e calzare i ramponi ma alla fine le condizioni sono così buone che riusciamo a passare prima che il sole scaldi troppo e renda insidiosa la superficie del manto nevoso, tutto questo a sostegno e conferma delle nostre convinzioni circa l'eterno dibattito «coltelli sì, coltelli mai» che sarà probabilmente argomento tecnico da approfondire su Ski-alper della prossima stagione.
Al Colle della Vacca lo spettacolo è eccezionale: da una parte il Gran Paradiso, dall'altra la Grande Motte con gli impianti di risalita di Tignes.
Proseguiamo verso il Col d'Oin e qui la nostra attenzione è attratta dai numerosi ski-alper che salgono e scendono la Nord della Grande Aiguille Rouge. Un tempo sci ripido ma oggi alla portata di molti. La traccia seguita in linea di massima pendenza in salita scollina poco a destra della cima. La discesa viene affrontata poco sopra la metà del pendio: la prima parte di discesa avviene in cresta per poi attraversare e raggiungere le tracce della salita. Io e Idalba seguiamo da spettatori le evoluzioni di chi si cimenta con la discesa: non tutti sembrano in possesso di grande tecnica, qualcuno è decisamente in difficoltà ma tutti portano a termine felicemente la prova a dimostrazione che il livello medio degli scialpinisti si è alzato enormemente in questi ultimi tempi.
«Mi aspetti qui tranquilla al sole del Col d'Oin che vado anch'io a farmi due curve là sopra?»
«No.»
E allora, approfittando delle condizioni ancora buone della neve iniziamo la discesa verso il passaggio del palo.
Due togli e metti poi la discesa del palo, molto ripida e gelata dal momento che il sole ha appena sfiorato questo tratto ripido. Di quelle nevi che ti fanno scendere i calzini ma dopo un po' di derapate e raccomandazioni - non arretrare, derapa con gli sci più vicini... - Idalba porta a termine il tratto impegnativo.
Ultimo tratto con sci a spalle verso la diga del Serrù.