Marco Facchinelli si impone nel Vertical Rodella

Seconda tappa del circuito La Sportiva Vertical Throphy

Si è corso domenica 8 luglio il Vertical Rodella di Canazei, valido come seconda tappa del circuito La Sportiva Vertical Trophy e organizzato ottimamente dai Bogn da Nia con 120 atleti alla partenza. Un buon risultato, se si considera che la gara ha visto anche concorrenti iscritti da fuori regione e un livello tecnico davvero interessante. Cinque chilometri di sviluppo per 980 metri di dislivello, su tratti decisamente ripidi da vertical puro alternati a saliscendi più graduali. «Abbiamo scelto gare che presentino tracciati semplici, seppure con una componente tecnica, in modo da avvicinare più appassionati possibile a questo tipo di manifestazioni. Ci interessa anche far conoscere nuovi sentieri e zone dove correre sulle nostre montagne. La graduatoria finale del circuito vedrà premiati con materiale tecnico La Sportiva i migliori atleti, tenendo conto di quattro risultati su sei gare a disposizione» ha spiegato Massimo Dondio de La Sportiva, main sponsor del circuito.
La vittoria nella classifica generale è andata a Marco Facchinelli, un atleta in costante crescita. «Ho potuto sicuramente avvantaggiarmi dal fatto che Urban Zemmer non fosse alla partenza, anche se mi auguro di ritrovarlo prima possibile con il pettorale - ha commentato Marco -. Comunque è stata una bella gara, organizzata con attenzione, con alcuni spunti tecnici interessanti e altri tratti più corribili». Marco viene dal running, dove vanta un passato di alto livello (personali di 31 minuti sui 10.000 metri e di 8.36 sui 3.000) ma ora è a tutti gli effetti uno scialpinista. «Sono tornato recentemente alla corsa, prima come allenamento estivo per lo ski-alp, ora quasi per avere una doppia stagionalità nelle competizioni». Gli obiettivi non mancano. «Sicuramente punto a migliorare più possibile nella graduatoria FSA del vertical, ma anche alla classifica di Coppa del Mondo, dove anche se sono partito tardi, ho tre appuntamenti importanti per cercare di mettermi in luce».
Tornando al Rodella, alle spalle di Facchinelli (che corre per il sodalizio organizzatore Bogn da Nia) il convincente vicentino Davide Pierantoni, quindi Stefano Gardener e Henry Hofer. «È stata una sfida tra scialpinisti e fondisti, si potrebbe dire!» ha concluso Marco. In campo femminile ancora una vittoria per Jennifer Senik del Montanaia Racing, davanti a Nadia Scola e Jennifer Benedetti. Prossima tappa del circuito La Sportiva Verical Trophy il 22 settembre.


Ufficializzate le squadre nazionali di scialpinismo

Abbiamo intervistato il ct azzurro Oscar Angeloni

«L'impressione generale è che lo scialpinismo sia un po' più considerato». Soddisfatto il ct azzurro Oscar Angeloni il giorno dell'ufficializzazione delle squadre nazionali per la stagione agonistica 2012/2013. «La nostra è una disciplina in costante crescita e giustamente in FISI vogliono dare importanza ad un movimento sano, che porta nuovi praticanti e tesserati. Credo che sia un buon segnale, ora mi auguro che anche gli sponsor ci seguano!». A proposito di sponsor, è appena stato siglato il rinnovo del contratto con Scarpa, mentre andrà in scadenza a fine stagione 2012/2013 quello di fornitura di abbigliamento tecnico con Haglofs. L'obiettivo del presidente Roda e del consiglio federale sarebbe di vestire anche la squadra di scialpinismo con il main sponsor Kappa, come tutte le altre. Si tratterà di capire quale delle aziende tecniche di settore possa occuparsi di produrre l'abbigliamento in collaborazione con il gruppo torinese Basic Net.

SQUADRE SOSTANZIALMENTE CONFERMATE -
Nessuna sorpresa tra gli atleti, dunque, come già ci aveva fatto intendere Oscar nelle settimane scorse, senza tuttavia mai 'sbottonarsi' su nomi e situazioni particolari. Il settore scialpinismo potrà cointare su un budget che oscilla tra i 70 e gli 80.000 euro, più che sufficiente per coprire le esigenze della squadra. Il gruppo è forte e compatto, con un giusto mix di giovani leve e atleti più esperti. Ci sarà a tutti gli effetti un professionista in più, visto l'arruolamento nell'Esercito di Antonioli, e forse possiamo dire uno e mezzo perché anche Michele Boscacci potrebbe aggregarsi dall'autunno al gruppo di Manuel Conta.

NESSUN 'OSSERVATO' - Scompaiono dall'organigramma le squadre 'osservati' che nella scorsa stagione hanno creato qualche malumore. «Partiamo da questo nucleo, poi se ci sarà da tenere d'occhio qualcuno, sarà nostra cura farlo con massima attenzione. Ci ho sempre tenuto a ribadire che queste non sono squadre 'blindate', ma che le porte sono girevoli. Se qualcuno si mette in luce a inizio stagione, avrà lo spazio che merita, specialmente tra i giovani». Inserito a pieno diritto in squadra Alessandro Follador, sono invece usciti Daniele Pedrini, Martina Valmassoi e Corinne Clos.
«Alessandro si è meritato la convocazione con una stagione concreta, fatta di buoni piazzamenti. Solitamente entra in forma da metà inverno in poi, vediamo se quest'anno, modificando un po' la preparazione, riuscirà ad essere competitivo fin da subito. Quest'anno ai Mondiali avremo cinque posti nella gara a coppie invece di quattro e un elemento del suo valore può senz'altro tornare utile. Per quanto riguarda le donne, Corinne non ha potuto assicurarmi la continuità richiesta per motivi personali e lavorativi, mentre Martina si trova in Australia per tre mesi e mi ha detto che al ritorno mi comunicherà cosa intende fare in futuro, se continuare ad allenarsi seriamente o scegliere altre strade». La stagione si preannuncia dunque ricca di appuntamenti e il team di Oscar Angeloni e Nicola Invernizzi sembra avere le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista. Appuntamento in autunno con i primi raduni. Ski-alper, naturalmente, ci sarà per raccontarvi tutto!

Ecco l'organigramma completo per la stagione 2012/2013:

Cadetti

Omar Campestrini ('97, Cima Dodici)

Giulia Compagnoni ('96, Alta Valtellina)

Davide Magnini ('97, Brenta Team)

Espoir

Robert Antonioli ('90, Sc Alta Valtellina)
Michele Boscacci ('90, Pol. Albosaggia)

Alessandra Cazzanelli ('92, Sc Corrado Gex)

Elisa Compagnoni ('90, Sc Alta Valtellina)

Junior
Alba De Silvestro ('95, Sc Val Visdende)

Luca Faifer ('94, Sc Alta Valtellina)
Nadir Maguet ('93, Sc Corrado Gex)

Federico Nicolini ('94, Sc Brenta Team)

Stefano Stradelli ('93, Sc Corrado Gex)

Senior

Dennis Brunod ('78, Pol. Mont Avic)
Matteo Eydallin ('85, Cs Esercito)

Alessandro Follador ('83, Dolomiti Ski-Alp)

Lorenzo Holzknecht ('84, Sc Alta Valtellina)

Pietro Lanfranchi ('78, Sc Valgandino)

Damiano Lenzi ('87, Cs Esercito)

Elena Nicolini ('88, Sc Brenta Team)

Gloriana Pellissier ('76, Cs Esercito)

Manfred Reichegger ('77, Cs Esercito)

Denis Trento ('82, Cs Esercito)


Luis Hernando ancora in forse per la Stava SkyRace

La decisione potrebbe arrivare all'ultimissimo momento

Si avvicina l'appuntamento con la Stava SkyRace di domenica 24 giugno e tutto il comitato organizzatore è in fibrillazione. Le iscrizioni sono in linea con le attese, attorno ai 250 runners, di cui 90 dovrebbero cimentarsi nella prova di vertical (valida come qualificazione per gli Sky Games di Ribagorza) e tutti gli altri sull'impegnativo percorso della skyrace inserita nel calendario La Sportiva Gore-Tex Mountain Running Cup. «Il percorso è impegnativo, si tratta di una gara tosta, una vera skyrace - ha commentato 'Macha' Dondio, anima del comitato organizzatore - e forse per questo motivo da noi ci sono meno iscritti interessati ad una 'sgambata' in luoghi da cartolina e più atleti che puntano alla prestazione tecnica». Questa, aggiungiamo noi, è forse anche la causa di un numero di donne non altissimo nella lista di partenza, nonostante siano attese al via le fuoriclasse Emanuela Brizio e Nuria Dominguez.

«Nel week-end dovrebbe continuare a fare caldo e per certi versi questo è un problema, specialmente per i concorrenti. Sabato sono previsti temporali, che potrebbero rinfrescare un po' l'aria, ma domenica è prevista comunque una bella giornata». Favoriti? Numerosi, anche se l'atleta che sembra avere una marcia in più, il castigliano Luis Hernando Alzaga, è ancora in forse per il dolore al ginocchio accusato durante i recenti campionati nazionali. «Luis correrà un paio di volte oggi e domani e deciderà il da farsi. Ci ha detto che ha già trovato un volo nella giornata di sabato, quindi potrebbe rimandare la decisione all'ultimissimo momento. Di sicuro ci tiene molto a partecipare, anche perché punta alla vittoria finale del circuito La Sportiva Gore-Tex Mountain Running Cup» ci ha spiegato Macha, in stretto contatto con il campione iberico.

In assenza di Hernando, potrebbero aprirsi scenari interessanti per la vittoria finale: il dominatore della scorsa edizione, Miguel Caballero Ortega e il connazionale David Lopez Castan, ma anche il romeno Ionut Zinca. In casa Italia i nomi su cui puntare per il podio sono quelli di Mikhail Mamleev, Paolo Larger, Gil Pintarelli e Michele Tavernaro.
In quanto al vertical il pronostico è blindato: duello spettacolare tra il campionissimo Urban Zemmer e Nicola Golinelli. Una sfida che promette grandissimo spettacolo sul Monte Cornon.
Tra gli scialpinisti, attesi al via Fabio Bazzana e Davide Pierantoni, mentre Thomas Trettel sarà impegnato nel vertical.
Per il pubblico è possibile salire fino al piazzale dell'Alpe di Pampeago, per poi raggiungere in una ventina di minuti di camminata le zone più spettacolari del percorso di gara. Le iscrizioni si chiudono domani alle ore 12.


Robert Antonioli arruolato dal Centro Sportivo Esercito

L'atleta valtellinese arruolato nel concorso speciale per meriti sportivi

Si sono presentati ieri presso la caserma Perenni di Courmayeur gli undici atleti neo-arruolati grazie al concorso straordinario Vfp4 dell'Esercito. Un bel numero, vista la crisi nel settore e gli ingenti tagli che altri gruppi sportivi militari hanno dovuto apportare al proprio organico. «È stato uno sforzo importante, voluto dallo Stato Maggiore dell'Esercito, per dimostrare quanto crediamo nello sport e nei giovani» sono state le parole del colonnello Marco Mosso.
«I problemi economici credo che siano un fattore comune in questo particolare momento storico, ma abbiamo ritenuto opportuno dare un segnale: l'Esercito può e deve rimanere un obiettivo per la carriera dei giovani sportivi. Sono stati tutti arruolati con il grado di caporale vfp4 con una selezione per meriti sportivi».

ANTONIOLI ENTRA A FAR PARTE DEL GRUPPO -
Tra gli undici nomi delle diverse discipline invernali, spicca quello di Robert Antonioli, giovane talento dello sci club Alta Valtellina, uno dei giovani di spicco del panorama scialpinistico azzurro. Le complicate tabelle che assegnano i punteggi e determinano la graduatoria hanno premiato Antonioli a discapito allo 'storico' compagno Michele Boscacci (c'era un solo arruolamento a disposizione per lo scialpinismo). Non è da escludere, però, un ruolo da aggregato all'esercito nella stagione invernale per il forte portacolori della Polisportiva Albosaggia. Tutti gli altri atleti dell'Esercito sono stati confermati: Reichegger, Eydallin, Lenzi, Trento, Cazzanelli e l'unica donna Gloriana Pellissier, sempre agli ordini dei tecnici Nicola Invernizzi e Manuel Conta.
«Per noi la sezione di scialpinismo è un vanto e fa parte delle tradizioni del corpo degli Alpini - ha aggiunto il colonnello Mosso -. Ma non è solo questo che ci spinge a puntare su questo sport: infatti lo consideriamo un'attività molto spettacolare, in grande espansione, che merita attenzione e investimenti. Non sarebbe male tra qualche anno vederla inserita nel programma olimpico».

IL FUTURO DELLO SKI-ALP IN FISI - Importante questa considerazione di Marco Mosso, anche perché ricopre il ruolo di presidente della commissione nazionale scialpinismo in seno alla FISI. «La settimana scorsa abbiamo incontrato il direttore agonistico della nazionale Oscar Angeloni e gli abbiamo confermato l'incarico per il prossimo biennio. Il presidente Roda crede molto in questa disciplina e penso che questo sia il miglior viatico per una crescita importante, soprattutto nel settore giovanile». Tra gli obiettivi a breve termine nell'agenda della FISI c'è sicuramente quello di lavorare sui regolamenti e magari di fare un passo avanti sulla formazione degli allenatori di scialpinismo.


Damiano Lenzi lascia alle spalle una stagione difficile

Lo abbiamo intervistato per capire i motivi della stagione deludente

Da protagonista atteso ad autentico 'desaparecidos'. Questa è stata la parabola di Damiano Lenzi nell'ultima stagione agonistica dello scialpinismo. L'atleta ossolano del Centro Sportivo Esercito, infatti, non è mai riuscito a trovare la condizione per scaricare sulla neve i cavalli di cui è dotato il suo potente motore. La spiegazione ce l'ha data lui stesso. «Credo per una questione di overtraining. Sono arrivato 'cotto' già a inizio stagione, avevo esagerato con i carichi e non andavo più avanti. Nelle prime gare sono riuscito a tener duro per orgoglio, faticando come un pazzo, poi non ce la facevo più e anche il morale mi ha via via abbandonato». Stagione da dimenticare, dunque. «Prendiamo il lato positivo, ho imparato una lezione. Ero abituato a carichi di lavoro pesanti quando facevo il fondista, poi dopo un paio di stagioni 'fai da te' quando ho ricominciato a fare il professionista probabilmente avrei dovuto dosare di più l'allenamento. Ma avevo tempo, voglia e entusiasmo e ho provato a bruciare le tappe». In tutto questo anche una sospetta mononucleosi. Insomma, una stagione da dimenticare per Damiano. «A fine marzo ho mollato con le gare e ho iniziato un periodo di scarico. Ora sto bene, ho ricominciato ad allenarmi, sto pedalando e correndo. A luglio, se mi sentirò a posto, mi iscriverò a qualche skyrunning, ma senza esagerare». Il 18 giugno, intanto, l'Esercito ricomincerà con i raduni che avranno cadenza abbastanza regolare, ogni due settimane. Lezione imparata? A giudicare dalle sue parole sembrerebbe di sì. Questo vorrebbe dire per lo ski-alp azzurro ritrovare un protagonista per la prossima stagione invernale.


Angeloni confermato direttore agonistico fino al 2014

Abbiamo intervistato Oscar subito dopo l'incontro con il presidente Roda

Rinfrancato e soddisfatto. Così abbiamo sentito il dt dello scialpinismo azzurro, Oscar Angeloni, subito dopo il colloquio con il nuovo presidente della FISI, Flavio Roda. Questa, di per sé, sarebbe già una notizia, vista la situazione in cui versava la federazione negli ultimi tempi. «Sono davvero soddisfatto della riunione. È stato un incontro informale, a cui ha preso parte Roda insieme al consigliere Marco Mosso, referente della disciplina in consiglio federale. Sono rimasto sorpreso dell'attenzione dimostrata per questo settore dal presidente, che era documentato e preparato su tutte le questioni».

Angeloni è stato confermato alla direzione agonistica dello scialpinismo per le prossime due stagioni e ha avuto modo di gettare le basi per l'attività futura con i vertici federali. «Ho ottenuto carta bianca sulla gestione tecnica, ma anche notevole autonomia nella gestione logistica e di eventuali sponsorizzazioni. Un bel modo di lavorare, in cui dialogo e confronto non limitano la libertà d'azione». Lo staff tecnico della nazionale non subirà sostanziali modifiche, con 'Lillo' Invernizzi che continuerà ad affiancare Angeloni. «Non escludo di inserire un terzo tecnico di supporto nelle occasioni più importanti. Lungo il percorso di gara ci siamo accorti che una persona in più potrebbe essere d'aiuto per i ragazzi, ma anche nella gestione della logistica e delle trasferte».

Anche sul fronte degli atleti non ci saranno stravolgimenti, anche se Oscar non ha voluto rilasciare dichiarazioni in attesa dell'approvazione ufficiale delle squadre. Si può ipotizzare una continuità nel settore maschile, dove Pietro Lanfranchi ha confermato che sarà al via ancora per una stagione e tutti gli altri saranno confermati. Qualche dubbio sulla squadra femminile, dove il dt si è riservato di valutare alcune situazioni. Primo raduno previsto a novembre. «Nei prossimi giorni parlerò con tutti i ragazzi per sentire come stanno, ma sono molto tranquillo. Anche se il loro status è quello di dilettanti e ognuno di loro ha altri impegni nella vita, in realtà sono tutti professionisti veri, che conoscono alla perfezione il proprio fisico e sanno dosare periodi di recupero ed allenamenti. A novembre ci guarderemo negli occhi e partirà la stagione vera e propria». Obiettivi? Molto chiari, a giudicare dalla risposta di Oscar... «Quest'anno ci sono i Campionati del Mondo a Pelvoux e vogliamo fare bene. C'è un titolo europeo a coppie da difendere, ma non ci limiteremo a questo. E poi la Coppa del Mondo, dove proveremo a scalare le classifiche». In attesa dunque dell'ufficializzazione delle squadre, registriamo l'ottimismo del direttore agonistico del settore. Con i tempi che corrono, non è poco…


Il Team Vibram rinnova la sfida all'UTMB

Proiettato a Courmayeur il film The extraordinary story sull'edizione 2011

La Valle d'Aosta ha confermato il ruolo di capofila nel mondo del trail in occasione della presentazione del film 'The extraordinary story' di Alessandro Beltrame (già in concorso alla 60° edizione del Trento Film Festival), proiettato in anteprima venerdì scorso presso la sala gremita di pubblico del Centro Congressi di piazzale Monte Bianco a Courmayeur, alla presenza dell'assessore regionale Aurelio Marguerettaz. Iniziativa voluta da Vibram, azienda italiana leader nel mondo nel settore delle suole in gomma ad alte prestazioni, un marchio che gli appassionati di outdoor ormai riconoscono come garanzia di qualità. L'azienda varesotta è stata lo sponsor di questo progetto, partito nella scorsa stagione, che prevedeva un team di cinque persone che si sono preparate a fondo per cimentatarsi nel massacrante percorso - ma altrettanto ricco di fascino - dell'Ultra Trail Mont Blanc.

ORDINARY PEOPLE -
Se la storia è davvero straordinaria, il racconto dello sforzo di questi cinque ragazzi lungo i 9.600 metri di dislivello positivo 'spalmati' su 168 km da Chamonix a Chamonix, passando per Courmayeur (e per sette vallate…), il loro background è assolutamente normale. «Abbiamo scelto sportivi comuni, ragazzi che amano la montagna, lo sport, disposti a cercare i propri limiti, motivati ad allenarsi seriamente. I nostri prodotti servono per aiutare la performance di tutti gli atleti, non solamente dei big, quelli che viaggiano a medie stratosferiche e si contendono la vittoria. Per questo il team Vibram è nato con questa filosofia, quella degli 'ordinary people'» è stato il commento del responsabile marketing di Vibram, Jerome Bernard. «Dopo la prima esperienza, che è raccontata magnificamente in questo film, abbiamo ricevuto un sacco di richieste di atleti che volevano entrare a far parte di questo gruppo. È stato un successo, non c'è dubbio, ma abbiamo voluto mantenere anche per questa seconda stagione la stessa filosofia, lo stesso spirito, anche se la squadra è oggettivamente più forte».

UN FILM COINVOLGENTE - Quaranta minuti di emozioni nelle riprese del team di Sportmaker Entertainment diretto da Alessandro Beltrame. Tre gruppi di lavoro di altrettanti elementi sono riusciti nell'impresa di documentare i passaggi chiave dei protagonisti, dalla partenza sotto la pioggia a Chamonix, in tutti i momenti clou della corsa. Un montaggio dinamico, avvincente, che permette anche allo spettatore 'profano' di trail running di entrare nel vivo di questa competizione massacrante. I protagonisti, su tutti Marco Zanchi, Beppe Marrazzi e Raphael Bodiguel, 'bucano' il video con la loro fatica che non ha nulla di super-uomo, con l'alternanza repentina di stati d'animo e motivazioni, con quell'umanità da 'ordinary people' alle prese con qualcosa di più grande di loro.

IL TEAM 2012 -
Subito dopo la proiezione, salutata da uno scrosciante applauso del pubblico, è stato presentato il team 2012. Al simpaticissimo 'capitano' Giuseppe Marrazzi («…durante la corsa mi sono ripetuto continuamente 'mai più, mai più', ma qualche giorno dopo la gara stavo già pensando alla prossima edizione…») sono stati affiancati nuovi compagni di avventura (Marco Zanchi, 32° nella scorsa edizione, ha provvisoriamente 'salutato' il gruppo per dedicarsi al progetto Tor des Géants). Dall'ironman francese Sebastien Nain, al quarantenne David Gatti (nella vita responsabile del mercato professionale per Polartec), dal giovane bresciano Nicola Gatti, al chirurgo francese Ronan Moalic, fino all'attesissima Francesca Canepa, valdostana con un passato di altissimo livello nello snowboard alpino e ora portacolori di spicco dei Courmayeur Trailers.
Per tutti l'obiettivo è di portare a termine l'UTMB, per qualcuno non è poi così remota la speranza di fare una grande prestazione. Per tutti, però, la priorità assoluta di rappresentare al meglio lo spirito con cui Vibram ha deciso di lanciare questo team.

DIVISE SPECIALI -
Le divise ufficiali del team Vibram sono frutto di uno studio portato avanti da Polartec e dagli atleti in prima persona, alla ricerca della migliore soluzione in fatto di comfort e tecnologia. Le magliette a maniche lunghe e corte sono in power dry light weight, tessuto leggerissimo, ideale per mantenere la pelle asciutta per tutta la durata del percorso, lungo il quale le condizioni meteo possono essere fortemente mutevoli così come gli sbalzi di temperaturta (vedi scorsa edizione). Come insulation, richiesto dall’organizzazione, è stato adottato il Power Dry High Efficiency in grado di assicurare un 30% in più in termini di traspirabilità e di mantenimento del calore. La protezione esterna, guscio e pantaloni, è assicurata dai modelli Neoshell, disegnati per il trail running, un ottimo compromesso tra leggerezza, traspirabilità e resistenza. Anche in questo ambito, insomma, non è stato lasciato nulla al caso, rivolgendosi ad un marchio leader a livello internazionale come Polartec.


Grantour: la traversata della Corsica

Video backstage del grantour proposto la scorsa primavera

Una proposta davvero avvincente, un servizio che nella scorsa stagione ha riscontrato un grande successo. Il video-backstage della traversata della Corsica realizzato da Enrico e Idalba. Da non perdere anche le immagini storiche del gruppo del CAI di Bergamo guidato dal mitico Maestrini.


Ultimi test: è la volta degli attacchi race

Ne abbiamo approfittato per provare anche Carbonstreet e La Sportiva RSR

Abbiamo approfittato della nevicata di ieri per portare sulla neve il migliori attacchi race che il mercato offre. Sulla neve ventata del Serrù in Alta Valle dell'Orco sono scesi in pista: La Sportiva RSR, Ski Trab Race, Atk SL Race, Kreuze Spitze, Dynafit Low Tech Race, Gignoux Ultimate.
Testatore Andrea Basolo, coadiuvato da Enrico Marta, che ha avuto il suo bel da fare a risalire e ridiscendere un pendio in neve fresca per cogliere tutte le particolarità dei modelli presi in considerazione.
Cambi pelle, virate, salita e discesa.
Ne abbiamo approfittato per provare anche il nuovissimo scarpone superleggero della Carbonstreet e lo sci da gara de La Sportiva che si presenta così al mondo delle gare con un completo di alto livello: scarpe Stratos e sci e scarponi RSR.
Il risultato delle prove sarà pubblicato a giorni sul numero 81 di Ski-alper in edicola prima di Natale.
 


Primi assaggi di ski-alp in Valle d'Orco

Le perturbazioni della settimana hanno portato un buono strato di neve

Non solo disastri e disgrazie: il maltempo che si è accanito sull'area nord occidentale della nostra penisola ha lasciato al suolo a partire dai 1700 metri uno strato di neve che va aumentando man mano che si sale di quota e che potrebbe fare da base per le nevicate successive. Una gioia per gli ski-alper.
In particolare, nell'Alta Valle dell'Orco a partire dai Chiapili di Sopra, si possono calzare gli sci e salire alla volta del Serrù e del Nivolet.
Il manto nevoso dapprima sottile - 20 cm - diventa via via più consistente: alla diga del Serrù oggi lo spessore era ancora di 85 cm di neve buona, pesante, al Lago dell'Agnel una ventina di centimetri in più per aumentare ancora verso il Nivolet.
Tempo grigio e piovigginoso a fondo valle ma limpido e radioso in alto. La strada che porta al Nivolet è un ottimo itinerario per racchettisti ma anche perfettamente adatto a quelli come noi che hanno voluto far prendere una boccata d'aria all'attrezzatura… E domani la meteo dovrebbe essere ancora buona.


Test delle pelli di foca alla Basei

Testatore d'eccezione Fabio Meraldi

Sei modelli di pelli, le più usate dagli ski-alper, tagliate e montate rigorosamente allo stesso modo con identico top fix sono state trasportate sulla neve per una prima prova.
Testman d'eccezione Fabio Meraldi, località il Ghiacciaio della Basei raggiunto dopo una bella camminata con sci e scarponi sulle spalle dal Colle del Nivolet. A 3000 metri 20 cm di neve nuova sul ghiaccio. Sotto esame le tre pelli della Colltex, due della Pomoca e una Black Diamond. Salite in massima pendenza, passaggi sul ghiaccio vivo, tratti in discesa, durante il test si è anche valutata la facilità di scollatura delle pelli.
Le prove verranno già pubblicate sul primo numero di Ski-alper anche se il test si protrarrà per tutto l'inverno: sull'ultimo numero della stagione verrà pubblicata un'importante valutazione finale che terrà conto delle prove su altri tipi di neve e della tenuta della colla e dell'usura della pelle.


Morenic Trail, s'impone Marchetti

110 chilometri attraverso l'anfiteatro morenico della Dora

A Brosso, nel cuore del Canavese, si è cantato e ballato fino a notte inoltrata. Stefano Roletti, ideatore del trail, ha accolto con calore sulla linea del traguardo ogni concorrente.
Un percorso duro partito da Andrate - 21 km lungo la caratteristica Serra d'Ivrea - fino al Lago di Viverone, poi altri 35 km verso ovest per raggiungere il Lago di Candia, altri 35 per iniziare a risalire la morena canavesana fino a Strambinello e ultimo 18 km di sola salita per raggiungere il traguardo situato a Brosso in Valchiusella.
Vittoria di Igor Marchetti grazie anche alla pesante penalizzazione inflitta al battistrada Giuliano Cavallo retrocesso al secondo posto per aver sbagliato percorso. In campo femminile si è imposta la Canepa.
Sempre spettacolare e piena di colore la gara a squadre con i componenti le pattuglie ad attendere i compagni sul traguardo.
Vittoria dei Casalinghi Disperati - e il nome la dice lunga - che schieravano Galanzino, Ponta, Giacobone e Cremonte.
Numerosi gli iscritti: 130 per l'individuale e una quarantina le squadre.

Classifica
individuale maschile
1. Igor Marchetti 11.06
2. Giuliano Cavallo 11.15
3. Stefano Ruzza 11.34

individuale femminile
1. Francesca Canepa 14.37
2. Ilaria Pozzi 14.53
3. Alessandra Perona 15.19

a squadre
1. Casalinghi disperati 9.24
2. Scarface 10.01
3. Pietà lé morta 10.10