Allenatori di scialpinismo: si parte

Diramato il regolamento ma alcuni punti non sono chiari

La figura di allenatore di scialpinismo entrerà a far parte delle figure previste nell’STF, scuola tecnici federali.
Il Consiglio Federale ha approvato il documento e la commissione scialpinismo ha messo a punto le norme che regoleranno lo svolgimento e, soprattutto, la partecipazione al primo corso per allenatori di scialpinismo.
Il regolamento premette che i corsi si terranno solo se ci sarà un minimo di 15 partecipanti con un massimo di 40.

Ecco i requisiti per accedere alla prova di selezione:
«Cittadinanza italiana o equiparata
Avere il Tesseramento FISI della stagione corrente.
Essere Maestro di Sci
Età minima 23 anni compiuti
Visita medico-sportiva Agonistica»

Ma il regolamento dice anche che:
 
«Verranno riservati i seguenti posti (rientranti nei 40 previsti): 
nr.  5 posti per atleti ex nazionale Italiana (ultimi 5 anni)
nr.  2 posti (minimo) quote rosa.»

La prova di selezione prevede:
«nr. 1 giorno selezione tecnica (progressione su un percorso di gara, salita con gli sci, tratto a piedi, (1.200 mt in salita,  discesa)  questionario scritto, la somma dei punteggi servirà per stilare una graduatoria d’ingresso al  corso.»

Tutto ok finora ma le guide?
Non si parla di guide alpine in questo regolamento, quindi il titolo di guida non rientra fra i requisiti per accedere ai corsi e nemmeno alle selezioni…

Il corpo docente sarà così composto:
«n° 1  Rappresentante  STF (o suo sostituto)
n° 1  Allenatore DASA
n° 1  Presidente Commissione Sci Alpinismo 
n° 1 Istruttore Nazionale Sci Nordico ( con la conoscenza dello Sci Alpinismo)
n° 1 Istruttore Nazionale Sci Alpino  ( con la conoscenza dello Sci Alpinismo)
n° 1  Istruttore Nazionale delle Guide  Alpine 
n° 1 Istruttore Nazionale Snowboard ( con la conoscenza dello Sci Alpinismo)»

E qui compare la figura di Istruttore delle guide… Forse la più qualificata per stabilire le attitudini dei vari candidati.
Ma anche il rigido regolamento federale al fondo si smonta da solo con una sibillina parte conclusiva che recita:
«NORMA TRANSITORIA
In fase di prima attuazione verrà nominato un corpo docenti formato da  8 tecnici (solo per il primo corso) scelti dalla Commissione Sci Alpinismo,  in accordo con STF. Tali candidati potranno anche essere privi delle qualifiche richieste.»

Qui non si capisce se si parli di docenti o di candidati o ancora di candidati docenti.

Per quanto riguarda le prove d’esame si legge:
«Le  prove d’esame sono le seguenti:
prova pratica: progressione su un percorso di gara, salita con le pelli, tratto a piedi, discesa con gli sci.
prova scritta: sottoforma di questionario
prova orale: colloquio su tutte le materie trattate.
La votazione è costituita dalla somma dei voti riportati dal candidato nelle singole prove.
Valutazione:     valgono tutti i voti degli esaminatori (senza scarto di voto); il voto riportato in ogni singola prova è il risultato della media delle votazioni. La votazione finale è la somma delle valutazioni riportate nelle singole prove o gruppi di prove e darà luogo alla graduatoria di merito degli aventi diritto al titolo. Secondo insindacabile decisione della commissione esaminatrice.
Il voto finale sarà composto dalla media della somma di voto d’ingresso + votazione finale delle prove sopra elencate.»
In queste prove non troviamo progressioni con ramponi, tecniche di assicurazione e altre quisquiglie che potrebbero anche riguardare la pratica di questa disciplina…
Lo stesso Adriano Favre ha spergiurato che dal prossimo Mezzalama sarà severissimo e pretenderà da ogni concorrente la conoscenza delle tecniche alpinistiche e dell’uso delle attrezzature.
A questo punto siamo certi che le guide possano dare il loro apporto con un istruttore dal momento che sono state escluse dalla possibilità di accedere ai corsi?

Qualche perplessità ci sorge spontanea pensando al nostro Direttore agonistico Oscar Angeloni: dal momento che non possiede nessuno dei requisiti richiesti per accedere ai corsi ma da anni la Fisi si avvale della sua preziosa opera non sarebbe il caso di inserire una norma ad personam che lo porti fuori da questa scomoda situazione?

Certamente la commissione sta facendo un grande sforzo per portare lo scialpinismo al livello delle altre discipline della neve e questo avrà senz’altro eco positivo per un eventuale inserimento fra quelle olimpiche ma a nostro avviso alcuni passi del regolamento vanno ancora approfonditi e meglio chiariti.

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