Nadir Maguet e Axelle Mollaret da record a Punta Helbronner
Un altro vertical da record. La quarta Uyn Courmayeur Mont Blanc ha portato sulle pendici del Monte Bianco oltre 450 concorrenti, 100 che hanno scelto di correre il K1000 di venerdì sera, gli altri che invece hanno puntato sulla doppia distanza di sabato. In Valle d’Aosta e nel cuore della catena del Monte Bianco sono state due giornate strepitose, con una sfida stellare tra i grandi favoriti e con i vincitori Nadir Maguet e Axelle Mollaret che hanno fatto segnare i nuovi record della gara verticale, partita da Courmayeur e arrivata sulla terrazza panoramica di Punta Helbronner.
Nel K2000 maschile gli alpini Nadir Maguet e Davide Magnini sono entrambi partiti per battere il record. I due ski-alper non hanno tradito le aspettative e già al passaggio del Pavillon hanno preso un buon margine sugli inseguitori. Con loro a metà gara anche lo spagnolo Oriol Cardona Coll che in mezzo al ripidissimo tratto di roccia ha poi perso terreno. Magnini voleva vincere, Maguet era invece in cerca della tripletta, arrivata dopo una gara corsa con le gambe e con la testa. L’alpino ha chiuso gli 11 chilometri in 1h 40’59”, abbassando di 18” il suo primato dello scorso anno. Alle sue spalle il trentino Magnini, staccato di 42”, con terzo gradino del podio per lo spagnolo Cardona Coll, a 4’41” dalla vetta. Record letteralmente frantumato nella gara femminile, dove la sci alpinista francese Axelle Mollaret - vincitrice di ormai tutte le prove de La Grande Course - ha dominato in 2h 01’11”, abbassando di 11’ il precedendo record firmato nel 2017 da Chiara Giovando, oggi terza a 12’17” dalla vetta. Il podio è stato completato da Ilaria Veronese, all’arrivo in 11’39”.

Venerdì sera invece un centinaio di trailers hanno gareggiato nel K1000 serale con arrivo al Pavillon. Anche nella 7 chilometri hanno dominato gli atleti del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur, applauditi anche dal nuovo colonello Patrick Farcoz. La prova maschile è stata vinta da Daniel Antonioli in 46’08”, davanti al compagno di squadra Damiano Lenzi (47’31”) e a Davide Cheraz (48’11”). Tra le donne successo per l’alpina Giulia Murada (57’01”), a precedere Marcella Pont (1h 05’12”) e la britannica Sophie Grant (1h 06’13”).
Applausi a scena aperta anche per sei concorrenti che hanno deciso di correre sia il K1000 di venerdì, sia il K2000 di sabato. Una doppia sfida da brividi per Enea Amato, Ruggiero Isernia, Jules Pijourlet, Paolo Pajaro, Alessio Albanese e Dominique Comte.
Nella mattinata di venerdì, sui tracciati del Pavillon, hanno corso anche una quarantina di bambini e ragazzi in una prova non competitiva. Gioia, entusiasmo, voglia di fare sport, senza pensare al cronometro. Per tutti premio e Nutella party finale.
Ritornare
«Mhtar non lo avevamo avvisato del nostro ritorno, non sapevamo neppure che nascondesse un vecchio cellulare tra le pieghe del suo burnus,la veste berbera con cappuccio ormai sbiadita dal sole dell'Alto Atlante. Siamo tornati al suo douardando per scontato che fosse là. La strada la conosciamo a memoria e si differenzia dall’anno precedente solo per il colore della vegetazione». Mhtar e la moglie Naima sono alcuni dei personaggi che Giacomo Frison e GlorijaBlazinšekhanno ritrovato nel loro viaggio tra le montagne del Marocco, uno dei progetti di Altripiani, un insieme di fotografia, alpinismo, ricerca culturale, antropologica e linguistica, che ha come intento quello di tracciare sentieri nuovi e percorsi diversi. Linee che non corrono da una città all’altra, ma che attraversano lentamente catene montuose e piccoli villaggi alla ricerca di volti e memorie.Ne parliamo in un ampio reportage su Skialper 119 di agosto-settembre.

OSPITI O AMICI? - «Ritornare è per noi diventato una filosofia di vita. Vogliamo chiamare tutti per nome tanto che non scattiamo fotografie a caso, perché in ogni ritratto c’è la storia di una persona e del luogo che le appartiene. Perché ritornare è anche recuperare e restituire qualcosa a qualcuno che non ha avuto paura di accoglierti in casa. Di anno in anno si aggiungono viaggi, esperienze, delle nuove linee e sta diventando sempre più impegnativo ritornare da ognuno, perché viaggiando leggeri senza rendersene conto si entra in un’altra dimensione, si entra nel cuore delle persone con la mente libera e la forza della curiosità reciproca. Ci sentiamo spesso come una matita leggera che disegna una mappa di traiettorie nuove, ricche di identità sempre più preziose e pronte a testimoniare la bellezza e la fragilità dei luoghi remoti. Ritornare non è sempre facile, ma l’impegno è quello di farsi accettare, perché un po' alla volta non sei più l'ospite, ma un amico, uno di casa che è solamente andato via per un po'».

ALTRIPIANI - Giacomo Frison, fotografo nato e cresciuto a Venezia, appassionato di montagna e ideatore del progetto e Glorija Blazinšek, istriana multilingue, sono le anime di questo bel progetto.L’idea nasce nel 2015 dalle passioni e dagli studi di Giacomo che traccia la prima linea del progetto con un amico antropologoesplorando le montagne del Caucaso fino agli altipiani iraniani. Nel 2016 con Glorija intraprende il viaggio lungo i Monti Carpazi nel centro-est Europa e dal 2017 insieme percorrono più volte l’Alto Atlante in Marocco.Viaggi che esplorano la delicatezza dei confini nazionali, cercando e trovando la sovrapposizione di popolazioni e culture di montagna spesso divise da confini innaturali. Storie di vita e di resistenza in paesaggi mozzafiato. www.altripiani.org

Marco Mosso responsabile della Commissione Sci-alpinismo della FISI
Inizia a definirsi la squadra FISI anche per lo sci-alpinismo. Restava da definire il ruolo di responsabile della commissione: alla fine la scelta è caduta su Marco Mosso, già responsabile del Centro Sportivo Esercito e ora presidente del comitato ASIVA. «Ne ho parlato con il presidente Roda la settimana scorsa - spiega Mosso - e alla fine ho accettato l’incarico. Per quanto riguarda i membri della Commissione, parlerò con i responsabili dei comitati nei prossimi giorni: diciamo che dopo la settimana di Ferragosto avremo la composizione definitiva».
Calendario e soprattutto staff tecnico della Nazionale in agenda. «Più che una speranza è una necessità, quella di adeguare lo scialpinismo alle altre discipline della FISI: a metà agosto da Milano arriveranno termini e modalità per le richieste per il nuovo portale della FISI dedicato a quest’aspetto che sarà operativo da metà settembre. Avremo un maggiore riguardo per le gare di interesse nazionale, Campionati italiani e Coppa Italia, dopo adegueremo il resto del calendario in modo da renderlo ufficiale molto prima dell’inizio della stagione, come per tutte le altre discipline della FISI».
Capitolo direzione agonistica. «Ci siamo trovati con lo staff delle ultime stagioni. Credo che già la settimana prossima ci sarà una decisione definitiva in merito».
Lavaredo Ultra Trail: La Sportiva è il nuovo title sponsor
Tremilaseicento atleti iscritti per oltre sessanta nazioni rappresentate da ultra e trail runner di livello internazionale, unica tappa italiana del circuito Ultra Trail World Tour con la qualifica di gara ‘Series’ dedicata alle sei gare ultra più prestigiose al mondo: immersa in uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti, la Lavaredo Ultra Trail è senza dubbio il sogno di tutti i trail runner. Dodici le edizioni disputate sino ad oggi in un percorso di crescita costante in termini di iscritti, servizi offerti ai partecipanti e comunicazione: tre le gare, con una quarta lunghezza pronta ad affiancarsi nel 2019 alle ormai classiche Ultra Trail (120 Km con partenza dal centro di Cortina d’Ampezzo), Cortina Trail (48 Km), Skyrace (20 Km) oltre alla Cortina Kids dedicata ai più piccoli.
Percorso di crescita analogo sviluppato in oltre novant’anni di storia, lo ha compiuto La Sportiva: la storia dell’azienda nel settore del trail running è di quelle di lunga data e vede il lancio della prima calzatura da Mountain Running®, marchio registrato proprio da La Sportiva, già nei primi anni 2000.
Percorsi convergenti dunque che culminano, dopo qualche anno di corteggiamento, in un accordo di sponsorizzazione per i prossimi tre anni: dal 2019 la LUT si farà chiamare La Sportiva Lavaredo Ultra Trail, un passaggio importante in termini di immagine che andrà a sottolineare ancora di più il carattere dolomitico e territoriale della manifestazione.
«Non abbiamo mai nascosto il nostro interesse per la LUT, una gara dal carattere internazionale e riconosciuta non solo per la spettacolarità del suo percorso e delle sue cime, ma anche per il livello di organizzazione e servizi offerti ai runner – commenta Lorenzo Delladio, CEO & president de La Sportiva - si tratta di una competizione di assoluta eccellenza, oltretutto a pochi km da casa nostra: sarà un’ottima occasione per comunicare l’appartenenza a questo territorio».
«I prossimi tre anni rappresentano un’ulteriore sfida per la LUT – affermano Simone Brogioni e Cristina Murgia ideatori ed organizzatori della manifestazione – l’intento è di continuare a crescere aggiungendo anche un’ulteriore competizione su un percorso di 90 km che porterà il nome di UltraDolomites e garantendo i servizi e l’immagine che la Lavaredo si è costruita in questi 12 anni di storia: La Sportiva è stata una scelta naturale in questo senso, è un’azienda italiana che crede nel nostro sport e da sempre si impegna per farlo crescere in interesse e partecipanti: la partnership per i prossimi 3 anni ci permette di programmare i prossimi passi con molta serenità».
Inizia quindi il countdown per La Sportiva Lavaredo Ultra Trail edizione 2019 che si terrà a Cortina d’Ampezzo con partenza dal celebre corso Italia, dal 27 al 30 giugno prossimo: le Tre Cime, le Cinque Torri, le Tofane ed il Cristallo si tingeranno per la prima volta di giallo.
Giochi 2026, l'Italia con Milano-Torino-Cortina
Prima i dubbi di Torino, poi quelli di Milano (‘pronta ad ospitare gare, ma non a mettere mano nell'organizzazione’): alla fine il CONI ha deciso di andare avanti con una candidatura unica, delle tre sedi, prevedendo una spesa di 376,65 milioni di euro, un costo inferiore di quello previsto di ciascuno dei singoli studi. Tre medal plaza, tre villaggi olimpici (Milano, Bormio e Cortina), due hotel degli atleti (Torino e Val di Fiemme). Questo il piano; sul sito del Coni è stata pubblicata la proposta della Comissione di Valutazione con il masterplan: eccola se volete leggerla tutta Candidatura_Italiana_Giochi_2026. Di sci-alpinismo non si parla: quando il CIO a ottobre dirà chi tra Italia, Canada (Calgary), Svezia (Stoccolma), Turchia (Erzurum), Giappone (Sapporo) se la giocherà per il 2026 si potrà capire quali saranno le sedi che vorranno avere nel loro programma lo ski-alp. Ultimo passo sarà quello della scelta finale che sarà nella riunione del CIO prevista a settembre 2019.
Magnini-Maguet, si rinnova la sfida a Courmayeur
Sul tetto d’Europa, con il Monte Bianco in bella vista, a esaltare il gesto tecnico dei runners. L’attesa è finita e Courmayeur si prepara ad accogliere oltre 400 atleti che venerdì e sabato parteciperanno alla quarta edizione della Uyn Courmayeur Mont Blanc, la spettacolare gara che percorrerà i ripidi sentieri verso il Pavillon e Punta Helbronner, nel cuore del celebre Quattromila.
Tutto esaurito nel K2000 (sabato 4 agosto), la gara regina dell’intero evento organizzato dalla Trail Mountain. Dal centro di Courmayeur (piazza Brocherel, ore 7,30) ai 3.560 metri di Punta Helbronner, una salita che toglierà il fiato per le sue pendenze e per i panorami che regalerà. Una gara che dopo 11 chilometri (dislivello positivo di 2.200 metri) arriverà sulla terrazza panoramica e che ha catturato l’attenzione di molti stranieri, provenienti da Belgio, Brasile, Russia, Finlandia, Francia, Australia, Gran Bretagna, Svezia e Germania.
Nadir Maguet e Chiara Giovando faranno ancora una volta una grande andatura per provare a vincere, proprio come nel 2017 quando tagliarono il traguardo con il tempo di 1h 41’ 15” e 2h 12’35”. Al femminile, Giovando sfiderà Barbara Cravello e Christiane Nex, mentre con Maguet ci sarà anche Henri Grosjacques, ma soprattutto Davide Magnini. Venerdì 3 agosto sarà un’altra giornata ricca di eventi. Rimanendo in ambito agonistico, alle 21 partirà il K1000 con un percorso che da Courmayeur porterà fino al Pavillon, a quota 2.173 metri. Una prova di 7 chilometri (900 metri dislivello positivo) che si correrà con le frontali accese e che è stata scelta da Enzo Benvenuto, Lisa Borzani, Marco Béthaz, Marcella Pont, Denis Trento e da tanti altri concorrenti.
NON SOLO CORSA - Venerdì alle 11 toccherà invece ai bambini che saranno protagonisti di una prova Kkids non competitiva in zona Pavillon. Nessuna classifica, ma gadget ricordo e un grande Nutella party per il futuro del vertical. Sempre venerdì, alle 18, il Jardin de l’Ange di Courmayeur ospiterà un dibattito incentrato sulla disabilità e la montagna, organizzato dalla Trail Mountain e da Technos Media, partner ufficiale del Tour Trail della Valle d’Aosta e del Défi Vertical, circuito all’interno del quale è inserita anche la prova lunga della Uyn Courmayeur Mont Blanc. Interverranno il preparatore atletico Alessio Alfier, la psicologa dello sport Federica Farcoz, il maestro di sci Andrea Borney e Moreno Pesce, atleta amputato e protagonista di numerose imprese in montagna.
PROGRAMMA - I pettorali potranno essere ritirati venerdì dalle 17 alle 20,30 all’auditorium delle scuole elementari di Courmayeur e sabato mattina dalle 5,30 alle 7 negli stessi locali. Le iscrizioni per la gara bambini verranno prese venerdì mattina alla partenza della funivia Skyway oppure nel negozio Les Pyramides di Courmayeur. Gli atleti, mostrando il pettorale, avranno la discesa gratuita sulla Skyway, mentre gli accompagnatori potranno beneficiare di prezzi agevolati sia per la discesa, sia per la cena di venerdì o il pranzo di sabato al ristorante del Pavillon. Il main sponsor della manifestazione Uyn omaggerà tutti i partecipanti con una maglietta celebrativa della quarta edizione del vertical, riservando un gilet a tutti i finisher del K2000. Ma i premi saranno davvero tanti altri, lo spettacolo garantito.
Enrico Brizzi, partire adesso
Dal 2004 Enrico Brizzi scrive di viaggi a piedi. Insieme ai suoi buoni cugini, i pellegrini con cui ha fondato il gruppo degli Psicoatleti, l’autore di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, romanzo cult di almeno tre generazioni, ha compiuto alcuni straordinari cammini: dal Tirreno all’Adriatico, da Canterbury a Roma lungo il percorso della Via Francigena e poi da Roma fino a Gerusalemme. E ancora: ha percorso l’Italia da Nord a Sud durante i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario del tricolore, ha camminato da Torino a Finisterre, calpestato ogni singolo miglio del Vallo di Adriano e, di recente, calcato palmo a palmo i terreni carichi di storia delle Residenze Reali Sabaude col patrocinio dell’omonimo consorzio. Ma cosa significa camminare per Enrico Brizzi. Lo ha intervistato per noi, su Skialper 119 di agosto-settembre, un altro scrittore, Simone Sarasso, fresco vincitore del premio letterario Bancarella Sport.
NUOVA ISPIRAZIONE - A dieci anni esatti dall’inizio della sua avventura editoriale, per la prima volta, Enrico si ritrova a provare una sensazione mai sperimentata prima: «Stavo scrivendo una storia per Mondadori e non provavo nessuna emozione. Mi pareva di scrivere semplicemente perché dovevo ottemperare a un contratto. Era scioccante: è come accorgersi, di punto in bianco, che la donna con cui stai da una vita non prova più niente per te». La scrittura, che prima era piacere puro e autentico, è di colpo diventata fatica. È allora che Enrico decide di prendere una pausa dalla tastiera. Di staccare andando a fare qualcosa che ama da sempre: perdersi per le montagne con uno zaino in spalla. E allora perché non realizzare quel sogno tante volte immaginato in classe, durante i giorni più noiosi, fissando la cartina d’Italia? Attraversare lo Stivale nel senso stretto, proprio come gli eroici ciclisti della Tirreno-Adriatica tante volte acclamati per le strade dell’infanzia. Ma a piedi. Ed è così che da allora Brizzi programma due lunghi viaggi a piedi all’anno…
Tutti insieme per i Giochi 2026
Mercoledì alle 15 ci sarà un Consiglio nazionale straordinario del CONI: all’ordine del giorno la scelta della candidatura italiana per l’organizzazione Giochi Olimpici Invernali del 2026. Il presidente del CONI, Malagò ha da sempre annunciato di volere una candidatura condivisa. Milano e Cortina ha subito detto sì, mancava all’appello Torino. Che nutriva qualche perplessità, ma anche alla fine (come si legge nella lettera della sindaca Appendino pubblicata da La Stampa) ha accettato. Milano però, un po' si defila: pronta ad ospitare gare, ma non a mettere mano nell'organizzazione come si legge nella lettera del sindaco Sala (da Corriere.it). Una candidatura multipla, dunque: vedremo come si chiameranno (Alpi italiane?), quale sarà la sede dell’inaugurazione, e se ci sarà spazio per lo ski-alp...
Sabato c'è la CUET
A pochi giorni dal via, va a delinearsi la starting list della Comano Ursus Extreme Trail, che sabato 4 agosto vivrà la propria terza edizione sul doppio percorso di 34 e 58 chilometri, con partenza e arrivo nel suggestivo borgo di Rango, nel cuore delle Giudicarie Esteriori.
Sfogliando la starting list della gara organizzata dalla Comano Mountain Runners, figurano anche alcuni big della specialità, tra i quali spicca il bergamasco Luca Carrara, atleta che nel weekend appena trascorso si è imposto per il secondo anno consecutivo al Gran Trail Orobie e che, sempre nel mese di luglio, aveva fatto sua anche la DoloMyths Run Ultra di Canazei.
Tra gli atleti locali, invece, gli osservati speciali saranno il runner di Fai della Paganella Enzo Romeri e il portacolori della società organizzatrice Ivan Serafini, impegnati al pari di Carrara sulla distanza di 58 chilometri. Per la gara ‘corta’ ha già garantito la propria presenza il vincitore della passata edizione, il trentino del Gs Fraveggio Luca Miori, al quale si aggiungono Davide Delladio (terzo nel 2017) e l’atleta del Team La Sportiva Francesco Trenti.
Al femminile, nel 2017, s’impose l’altoatesina Anna Pedevilla, che nelle prossime ore scioglierà le riserve in merito alla sua partecipazione. Medesimo discorso per la veneta Cristiana Follador, che come Carrara è reduce dal successo alla DoloMyths Run Ultra e ha manifestato agli organizzatori la propria volontà di prendere il via sabato prossimo.
La gara avrà anche un marcato profilo internazionale, garantito dalla presenza di atleti provenienti da sette nazioni, tra cui anche la lontana Cina, quindi Estonia, Polonia, Ucraina, Finlandia e Romania. Le iscrizioni alla CUET 2018, disponibili online sul sito della società organizzatrice www.comanomountainrunners.it, sono ancora aperte e la chiusura è stata prorogata alla mezzanotte di giovedì 2 agosto.
Lo start verrà dato alle ore 6 per la gara di 58 chilometri (4580 metri di dislivello positivo) e alle 8.30 per quella di 34 chilometri (2380 metri di dislivello). Partenza e arrivo verranno allestiti a Rango, conosciuto come uno dei più bei borghi d’Italia, con suggestivi passaggi sul Monte Casale, sulla Cresta del Brento, al rifugio San Pietro, al Lago di Tenno, al Passo del Ballino e in vetta all’impegnativa ascesa del Doss della Torta, a precedere il giro delle Cime, la discesa da Malga Stabio e l’ultimo tratto verso il traguardo.
Nel pomeriggio sempre di sabato 4 agosto, con partenza alle ore 14, ci sarà anche uno spazio dedicato ai più giovani, protagonisti in occasione del primo Mini TrAIL. Baby, Cuccioli, Ragazzi, Cadetti e Allievi si affronteranno su percorsi di differente difficoltà e lunghezza (da 1,5 km a 6 km) e il ricavato delle iscrizioni verrà devoluto interamente in beneficienza all’AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie.
Un uomo e due cani
«Il mio sogno è addormentarmi sul divano e il mio è un divano scomodo, molto scomodo, con i poggiabraccia di legno». Così parlò Giorgio Garello. E il divano è una parte importante dell’ultima fase della sua vita, quella podistica. Perché? Perché per evitare di starci troppo Giorgio ha deciso ci prendere un cane, un Border Collie e di fare migliaia di chilometri a piedi. Naturalmente con Walk, questo il nome del cane. Ne parliamo su Skialper 119 di agosto-settembre.


2.000 KM ALL’ANNO -Fine settembre 2009. Giorgio è al via della Spartathlon, l’ultra maratona tra Atene e Sparta, il coronamento di un sogno, la chiusura di un cerchio, dopo 15 anni di atletica. Ha già deciso che sarà la sua ultima gara, che di quella vita di allenamenti duri per limare secondi ne ha abbastanza. Qualche giorno prima, per la precisione il 9 settembre, da una cucciolata è nato un batuffolo bianco e nero, un bellissimo Border Collie che prenderà il nome di Walk. Giorgio ancora non lo sa, però ha deciso di affrontare la sua passione per il movimento e la montagna in un modo diverso, più lento. E ha deciso che, per evitare di cadere nella tentazione di stare sul divano, quel maledetto divano con i poggiabraccia in legno, avrà bisogno di un compagno. Giorgio e Walk, da allora, hanno percorso insieme più di 2.000 chilometri all’anno. Giorgio è Giorgio Garello e nel mondo del running è un personaggio conosciuto: cuneese, residente a Rivoira di Boves, technical representative di Asics, ha corso un centinaio di gare dalla maratona in su e un altro centinaio di mezze o distanze simili. «Se vuoi riprendere coscienza di te stesso e di quello che il quotidiano ti nega hai solo due modi, sederti a un tavolino o mettere i piedi uno dietro l’altro». Meglio se lo fai a sei zampe, un uomo e un cane. Anzi, a dieci zampe, visto che a Walk si è aggiunta Noosa, anche lei Border Collie. E forse la pagina FacebookUn Uomo Un Canedovrebbe diventare… Un Uomo Due Cani!

Rambo re della Bagolino Alpin Run
Uno strepitoso Alessandro Rambaldini e una splendida Ana Nanu hanno vinto la nona edizione della Bagolino Alpin Run, disputata oggi a Bagolino (BS). 303 gli iscritti alla gara competitiva (di 16 km) e 50 alla non competitiva (di 9 km) che alle 9.10 sono partiti dal parco Pineta. Vittoria del campione del mondo 2018 di corsa in montagna lunghe distanze Alessandro Rambaldini in 1 ora 21 minuti e 22 secondi, precedendo nell’ordine Marco Zanoni (vincitore nel 2017), Davide Danesi, Patrick Facchini (campione italiano vertical alla prima esperienza a Bagolino), Andrea Bottarelli, Davide Bottarelli e Roberto Bresciani. Tra le donne la vittoria è andata ad Ana Nanu che ha tagliato il traguardo in 1 ora 49 minuti e 40 secondi. Alle sue spalle Lara Bonora, Monica Vagni e Daniela Vassalli. La corsa, che valeva anche come ultima prova del Grand Prix di Corsa in montagna Valle Sabbia ed Alto Garda, ha assegnato anche i titoli di campione regionale FIDAL di corsa in montagna. Ed ora la BAR si appresta a vivere l’anno prossimo il decimo anniversario con un’edizione tutta da scoprire!
Egea Aritz e Silvia Rampazzo si prendono il Giir di Mont
Premana in festa per il suo Giir di Mont. La ventiseiesima edizione della classica lecchese ha visto il successo di Egea Aritz e Silvia Rampazzo.

Il basco ha chiuso i 32 km in 3h22’05”, precedendo Cristian Minoggio (3h24’45”) e Daniel Antonioli (3h30’06”), quarta piazza per Alberto Comazzi (3h30’23”), quinto Filippo Bianchi (3h30’30”), quindi Ionut Zinca, Danilo Brambilla, Daniele Cappelletti, Jan Zemaník e Davide Invernizzi a completare la top ten.

Nella gara rosa Silvia Rampazzo si è imposta in 3h54’52” in un testa a testa con Elisa Desco (3h58’45”) e Denisa Dragomir (3h59’41”); ai piedi del podio la scozzese Charlotte Morgan e Daniela Rota. Nelle prime dieci Maite Maiora, Barbara Bani, Giulia Compagnoni, Luisa Nicandra Peña Vasquez e Marta Cereda.

Nella Mini da 20 km, primo il keniano Dennis Bosire Kiyaka in 1h39’53, davanti a Gabriele Bacchion (1h42’03”) e Giovanni Rossi (1h43’27”), quarto Andrea Prandi e Luigi Pomoni. Sul podio femminile sale sul gradino più alto Sara Rapezzi (2h09’59”), seconda Arianna Oregioni (2h10’48”) e terza Lorenza Combi (2h14’04”), quarta Elisa Pallini, quinta Serena Gianola.







