Il Mezzalama festeggia 90 anni

Nel 2023 le candeline saranno 90 e per festeggiare il quasi secolo il Trofeo Mezzalama si regala qualche novità e qualche conferma. La regina delle gare di skialp è stata presentata questa mattina, come di consuetudine, a Milano. Appuntamento il 22 aprile prossimo e iscrizioni sul sito www.trofeomezzalama.it a partire dal 4 febbraio. Il percorso della XXIII edizione? «Come già previsto nel 2019 - ha detto il direttore tecnico Adriano Favre - invece di cominciare la discesa verso Gressoney appena valicato il Naso, da quota 3.900 gli atleti risaliranno con gli sci verso il Colle del Lys fino alla Roccia della Scoperta (4.177 m). Questo percorso ricalca il Mezzalama del 1978, volendo ricordare l’impresa dei sette montanari di Gressoney che nel 1778 raggiunsero questo piccolo isolotto roccioso che emerge dai ghiacciai tra Valle d’Aosta e Vallese». Un percorso che deve tenere in considerazione il cambiamento climatico. «Il prossimo 22 aprile dovremo fare i conti con le condizioni del ghiacciaio, - ha aggiunto Favre - dopo l’ultimo inverno assai avaro di precipitazioni e un’estate torrida, il ghiacciaio è severo con pochissima neve e molti tratti di ghiaccio verde. Speriamo che nei prossimi mesi le precipitazioni nevose possano in qualche modo migliorare la situazione, in ogni caso si il tracciato non subirà modifiche». Ad affiancare Adriano Favre arrivano Emrik Favre e François Cazzanelli, che seguiranno in particolare il Mezzalama Jerunes. «Il prossimo 22 aprile - ha raccontato François Cazzanelli - il Mezzalama Jeunes si correrà in concomitanza con il Trofeo Mezzalama. I giovani atleti sono il futuro dello scialpinismo, proprio per questo vogliamo che per loro il giorno della gara sia un momento di festa e di gioia insieme a tutti gli altri mezzalamisti, accolti dal calore del pubblico presente sul traguardo». Si deve a Emrik Favre e Cazzanelli la novità per quanto riguarda il materiale obbligatorio: una vite da ghiaccio. Ci sono novità anche per gli sci club. «Sappiamo quante fatiche ci siano dietro l’organizzazione di una squadra giovanile - ha detto Favre -, basandoci su questo presupposto abbiamo pensato di dare un premio in denaro allo sci club che classificherà il maggior numero di atleti». A rimanere invariato sarà lo spettacolo di una gara per squadre di tre che tocca ben tre quattromila, la vetta del Castore (4.126 m), il Naso dei Lyskamm (4.272 m) e la Roccia della Scoperta (4.177 m), da Breuil-Cervinia a Gressoney La Trinité, per un totale 45 km 3.272 m D+. 

Adriano ed Emrik Favre insieme a François Cazzanelli e Michele Boscacci alla presentazione del Trofeo Mezzalama

Tornano le Ortovox Safety Academy

Dal 2018 sono una presenza fissa nel calendario invernale, su tutte le Alpi. Le Safety Academy del marchio bavarese di abbigliamento e attrezzatura sono corsi di formazione sulla sicurezza e di ricerca in valanga per principianti e per professionisti in collaborazione con le scuole alpine.

I corsi

Tre tipologie di corsi dai diversi formati trasmettono una solida conoscenza sui temi legati al rischio valanghe e sull’utilizzo dei dispositivi ARTVA. Il corso Training Basic dura un giorno e tratta le basi della sicurezza per poter affrontare una giornata in ambiente alpino. Oltre a una panoramica sull’attrezzatura necessaria, vengono illustrati anche i comportamenti corretti da adottare durante un’uscita di scialpinismo e le regole essenziali per la ricerca dei travolti. Inoltre, frequentando il corso, si ha la possibilità di noleggiare gratuitamente le più recenti attrezzature di emergenza Ortovox. 

Il corso Tour and Training Basics dura un intero fine settimana e prevede anche un’uscita in ambiente durante la quale mettere in pratica quanto appreso. Oltre all’allenamento alla ricerca dei travolti, il programma comprende la valutazione del bollettino valanghe e la pianificazione dell’itinerario. 

Tour and Training Advanced è il corso più completo. Per iscriversi è necessario aver già partecipato al corso base o disporre di una conoscenza analoga. Il corso avanzato prevede due giornate e mezza di intensa esercita- zione in ambiente alpino. Oltre alla verifica delle condizioni del tracciato su terreni più difficili, le conoscenze acquisite vengono messe in pratica sul campo, durante due uscite più lunghe. 

Per informazioni:

https://www.ortovox.com/it-it/ safety-academy/corsi-di-formazione/corsi-antivalanga 


Gli skitrabber si ritrovano a Bormio

Robert Antonioli, Giulia Murada, Samantha Bertolina, Federico Nicolini, Tatjana Paller dalla Germania e Iwona Januszyk dalla Polonia. E poi Giuliano Bordoni, Bruno Mottini, Max Cusini, Adriano Greco, Ben Tibbetts, Valentine Fabre, Mathéo Jacquemoud, Bard Smestad, Benjamin Vedrines, Wolfgang Hell. Sabato 29 ottobre, nella nuova sede Ski Trab di Bormio, è andata in scena la prima edizione dell’International Skitrabber Meeting, portando a Bormio alcuni dei nomi che contano dello scialpinismo e della montagna. 

Nella piazzetta interna della Corte Ski Trab, che ben si presta agli eventi, gli ospiti si sono disposti in cerchio per creare un’atmosfera conviviale, insieme a un numeroso pubblico di appassionati, giovani atleti dello sci club locale, allenatori, Guide alpine e agli atleti e ambassador del marchio. La serata è stata anche l’occasione per presentate le novità della stagione 2022/23, tra le quali lo sci Ortles 90 e il Neve. Oltre a Bordoni, che del Neve è un po’ il papà, c’era anche Daniele Molineris, che ne ha disegnato la grafica.

Gli skitrabber si sono poi dati appuntamento domenica al Passo dello Stelvio, per una giornata dedicata ai test di sci e attrezzatura Ski Trab.

Benjamin Vedrines in azione allo Stelvio

Il Kima è di Finlay e Gerardi

Dopo quattro anni di attesa non sono mancate le emozioni al Trofeo Kima. Ieri sul sentiero Roma lo scozzese Finlay Wild e la statunitense Hillary Gerardi hanno scritto il loro nome su un albo d’oro prestigioso, portando a casa anche il primo ISF Technical Award, il premio messo in palio dalla federazione internazionale sul tratto più tecnico.

Fino a metà gara Nadir Maguet ha provato a sgranare il gruppo di testa cercando si sfiancare il francese Alexis Sevennec, il norvegese Stian Angermund, e lo scozzese Finlay Wild. Il suo forcing ha però presentato il conto al campione del CS Esercito che nella seconda parte di gara ha dovuto fare i conti con i crampi. Sul tecnico Wild, già vincitore dello scorso fine settimana della Matterhorn, è salito in cattedra, avvicinandosi non poco ai parziali fatti registrare nel 2018 dal recordman della gara Kilian Jornet.  Vittoria in 6h10’14”. Secondo posto ex aequo per Stian Angermund e Alexis Sevennec in 6h22’33” (nelle ultime tre edizioni del Kima, Sevennec ha centrato un quarto e due secondi posti). Ai piedi del podio Nadir Maguet in 6h26’00”, quinto il marocchino naturalizzato spagnolo Zaid Ait Malek. Chiudono la top ten di giornata Mattia Gianola, Johann Baujard, Rob Sinclair, Daniel Antonioli e Dany Jung.

La vincitrice 2018 e già detentrice della migliore performance cronometrica sul Sentiero Roma, Hillary Gerardi, ora è a tutti gli effetti la vera regina di queste montagne. Suo infatti il nuovo record della gara in 7h30’38”. Secondo posto per la polacca Marcela Vasinova in 7h58’35”, mentre terza è giunta la messicana Karina Carsolio (8h02’03”). Strappano un posto nella top five 2022 anche Giuditta Turini e Giulia Saggin.

© Trofeo Kima/Maurizio Torri
©Trofeo Kima/Francesco Bergamaschi

Kilian riscrive la storia dell’UTMB

Quella di oggi è una giornata storica per il mondo dell’ultra-running. Dove in tanti hanno provato invano, Kilian riesce con un’apparente leggerezza che lo consegna definitivamente come leggenda del trail: 19h49’30’’. Finalmente quella barriera delle 20 ore per la quale sono stati organizzati anche eventi ‘Breaking 20’ cade. Non è solo il record di gara, neppure la quarta vittoria nella cento miglia attorno al Monte Bianco (eguaglia D’Haene come il più vincente di sempre a Chamonix) a essere incredibile, quello che stupisce è che Kilian ha messo in dubbio la partecipazione perché risultato positivo al Covid poco dopo la Sierre-Zinal. Kilian Jornet è stato sempre nel pacchetto di testa, nella lunga notte con Jim Walmsley, in forma fino alle prime luci dell’alba, in Svizzera, poi Kilian è scappato e ha fatto da elastico a Mathieu Blanchard, fino a mettere il turbo nel tratto finale, quello che comprende la Tête aux Vents e la discesa su La Flegère e Chamonix. Ma non è stata una fuga, perché Blanchard è comunque sceso sotto le due ore e ha accusato un ritardo di poco più di cinque minuti. Jim Walmsley, insieme a Kilian il grande favorito, ha dovuto accontentarsi del quarto posto, superato dall’inglese Thomas Evans (20h34’35’’). Nella top ten, in ordine: Zack Miller, Benat Marimissole, Arthur Joyeux-Bouillon, Jonas Russi, Robert Hajnal, Thibaut Garrivier. Tra le donne vittoria della statunitense Katie Schide (23h15’12’’), davanti alla canadese Marianne Hogan (24h31'22'') e alla connazionale Kaytlyn Gerbin (25h07'44). Nono posto per la testatrice della nostra Outdoor Guide Francesca Pretto in 27h31'45''..


Super Martina Valmassoi, la TDS è tutta sua

Non poteva esserci annata migliore per Martina Valmassoi. Dopo la vittoria a sorpresa a Canazei, per la runner del team Salomon arriva uno straordinario successo alla TDS (145 km, 9.100 m D+) corsa sempre in testa. L’arrivo ieri sera in 22h42’47’’ davanti alla spagnola del team Asics Claudia Termps (22h59’38’’) e alla tedesca Katharina Hartmuth (23h22’18’’). Martina è anche il primo atleta italiano assoluto nella gara. Tra gli uomini ha vinto il francese Ludovic Pommeret (18h37’04’’) sul runner dell Ecuador Joaquin (19h32’09’’)Lopez e sul francese del team Salomon Elias Kadi, autore di una grande rimonta (19h49’51’’).

La giornata di ieri è stata funestata da un incidente mortale lungo il percorso della PTL, nella zona di Saint-Gervais. Un runner di origini brasiliane è caduto per alcune decine di metri in un traverso. I concorrenti sono stati avvisati e lasciati liberi di continuare o ritirarsi. L'anno scorso si era verificato un incidente mortale lungo il percorso della TDS.

© Jordi Saragossa
© Jordi Saragossa

Zegama, the king Kilian is back

Dopo la quattordicesima Champions del Real Madrid, ecco la decima vittoria di Kilian Jornet a Zegama, la prima con ai piedi le nuove Nnormal al posto delle Salomon con le quali ha scritto la storia della gara basca. Passano gli anni, ma Kilian non molla. «Sono passati 16 anni da quando sono venuto qui per la prima volta e tornare a vedere gli organizzatori e gli spettatori è stata per me la vittoria più grande. Questa decima vittoria dimostra anche che ho continuato a migliorare e che il mio livello non è sceso, è quello che mi interessa di più! Dimostra anche che posso ancora correre con i giovani ed essere competitivo». Giornata insolitamente soleggiata e senza fango oggi a Zegama, primo appuntamento con le Golden Trail World Series e primo appuntamento per la gara mito dello skyrunning dopo lo stop imposto dalla pandemia. Kilian Jornet vince in 3h36’40’’, battendo il record di 3h45’ di Stian Angermud del 2017, ma sulla salita di Sancti Spiritu, tra le urla di 30.000 spettatori, lascia la testa a un indiavolato Davide Magnini. Però poi sulla lunga discesa, la tecnica del campione catalano rimette la classifica nell’ordine giusto. Per Davide Magnini l’onere o l’onore di essere il portabandiera del team Salomon con un crono di 3h39’31’’ che gli vale il secondo posto davanti a Manuel Merillas (team SCARPA), terzo in 3h45’43’’. «Non ho mai pensato di poterlo battere, è troppo forte, soprattutto sulle discese tecniche, ma correre insieme sulla salita, con tutti quei tifosi, è stata un’esperienza folle» ha detto Magnini. Tra le donne vittoria e record della gara per l’olandese Nienke Brinkman (team Nike), 4h16:43’’ sulla svizzera del team Salomon Maude Mathys (4h26’03’’) e sulla basca Sara Alonso (Salomon, 4h26’40’’). Quinta Fabiola Conti (Salomon, 4h36’43’’).


Nuova intersuola ZipFoam per la Trailventure 2 WP di Topo Athletic

È tempo di escursionismo e arriva la v2 di Topo Athletic Trailventure 2 WP lo scarponcino da hiking che porta il feeling trail del marchio di Tony Post sui sentieri. La seconda edizione è stat potenziata in termini di comodità, robustezza e impermeabilità. Nonostante il leggero incremento dell’altezza da terra (33 mm x 28 mm), confermato il drop di 5 mm. La principale novità è l’inserimento dell'intersuola ZipFoam, la speciale mescola brevettata dal marchio. Grazie all’unione di TPU ed EVA, il modello presenta una doppia densità, confortevole direttamente sotto il piede, più rigida nello strato inferiore per garantire un buon ritorno di energia. Anche la piastra rock ESS conferisce ulteriore sensazione di sicurezza e stabilità, proteggendo da possibili urti contro radici e rocce. 

L’ampio spazio in punta, che permette alle dita di muoversi e allargarsi in modo naturale secondo la tipica filosofia del marchio americano, è perfettamente equilibrato dall’avvolgente parte centrale e posteriore del piede, protetta da un tallone esterno in TPU. La tomaia in mesh, integrata da un collare in schiuma sagomata intorno alla caviglia, favorisce il contenimento del piede attribuendogli una copertura impermeabile attraverso l’applicazione della membrana eVent, microporosa e resistente all’acqua, oltre che traspirante.

Il plantare antimicrobico è firmato Ortholite, la suola utilizza mescola Vibram Megagrip. Anche Trailventure 2 WP è dotata di due attacchi sul tallone e di un terzo anello alla base della linguetta compatibili con la ghetta performance del brand per tenere fuori lo sporco. 

Trailventure 2 WP è acquistabile su topoathletic.it/ e nei punti vendita specializzati segnalati nella sezione Store Locator del sito. 

© Stephen Matera

Marco Confortola, obiettivo Kangchenjunga e Nanga Parbat

Marco Confortola è partito venerdì scorso per il Nepal. Obiettivo Kangchenjunga, la terza montagna più elevata della terra, con i suoi 8586 m s.l.m., e poi Nanga Parbat (8.125 m), in Pakistan, la nona vetta più alta del pianeta. Se le salite avranno successo, saranno rispettivamente il dodicesimo e tredicesimo ottomila per il valtellinese che è salito su Everest, Shisha Pangma, Annapurna, Cho yOu, Broad Peak, K2, Manaslu, Lhotse, Makalu, Dhaulagiri e Gasherbrum II. Al Kangchenjunga sarà la terza volta, dopo i tentativi del 2014 e 2018 e la spedizione durerà circa tre mesi. A supportare il valtellinese, lo sponsor tecnico Ferrino.


A Jacquemoud-Equy Millet Tour Du Rutor e Mondiale long distance

Doppietta francese al ventesimo Millet Tour Du Rutor Extrême, valido anche come Campionato del mondo long distance. All’arrivo della terza tappa, a Planaval, hanno trionfato nella classifica di tappa e in quella finale Mathéo Jacquemoud – Samuel Equy e Axelle Mollaret – Emily Harrop. Nonostante tre giorni di condizione meteo a dir poco complicato, anche oggi i tracciatori dello Sci Club Corrado Gex sono riusciti a proporre ai 348 atleti a rappresentanza di 15 differenti nazioni un tappone di 2.340 m di dislivello positivo con partenza e arrivo nel cuore della Valgrisenche, a Planaval.  Due importanti salite, temperature che, in vetta allo Château Blanc (3.442 mslm), hanno sfiorato i -20°, e una picchiata in discesa su neve fresca di quasi 2.000 m.  

Al termine di tre giornate tirate, i francesi Mathéo Jacquemoud e Samuel Equy si sono conquistati l’oro iridato tagliando per primi il traguardo con tempo finale di 2h18’20”. Seconda piazza che vale l’argento mondiale per gli italiani Davide Magnini – Matteo Eydallin 2h21’11” e terzo posto per gli altri francesi William Bon Mardion – Xavier Gachet 2h24’34”.

Al femminile, come da pronostico, le francesi Axelle Mollaret – Emily Harrop vittoriose per la terza volta consecutiva. Per loro finish time di 2h51’22” e medaglia d’oro. Come nelle precedenti tappe, seconde al traguardo le azzurre Giulia Murada – Alba De Silvestro (2h57’27”). Terze di giornata in classifica, ma non nel ranking iridato perché appartenenti a nazioni diverse, la slovacca Marianna Jagercikova e la polacca Iwona Januszyk  (3h01’43”). Quarte assolute e terze nella classifica mondiale le azzurre Mara Martini – Ilaria Veronese.

Thomas Magnini, Vanessa Marca tra gli Under 16, Marcello Scarinzi, Clizia Vallet nella categoria Under 18 e Rémi Cantan, Noemi Junod in gara Under 20 sono i vincitori del TDR Giovani. Anche oggi, come ieri, spazio alle giovani leve che hanno avuto la possibilità di gareggiare su itinerari di alta montagna. Per le 67 promesse dello skialp, un tracciato loro dedicato, meno duro, ma non per questo meno spettacolare. Gli Under 20 (maschili e femminili) e gli under 18 si sono affrontati su un tracciato di 1.278 m di dislivello positivo (due salite, altrettante discese, due tratti a piedi e, passaggio al GPM di giornata sul Ghiacciaio dello Château Blanc a 2850 di quota ). Le under 18 e gli under 16 (maschili e femminili) hanno invece corso su percorso di 900 m (due salite, due discese, un tratto a piedi).

Prossimo appuntamento con La Grande Course alla Patrouille des Glaciers nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio.

© Pierre Lucianaz

La Sellaronda è di Boscacci-Eydallin

Non cambia il tempo di riferimento, ma l’adrenalina è sempre alta alla Sellaronda Skimarathon. Ieri sera il crono da battere era 2h56’59’’ (Filippo Barazzuol-William Boffelli) e quel crono resterà lì anche l’anno prossimo, se qualcuno vorrà provare a ritoccarlo sui quattro passi dolomitici Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena. La premiata ditta del CS Esercito composta dal valtellinese di Albosaggia Michele Boscacci e dal piemontese di Sauze Matteo Eydallin ha vinto l’edizione 2022 chiudendo il tour di 42 chilometri e 2700 metri di dislivello positivo in notturna in 3h03’03”. A seguire Alex Oberbacher-Davide Magnini (secondi in 3h05’51”) e Jakob Herrmann-Christian Hoffmann (terzi in 3h06’02”). Completano la top five di giornata Daniel Ganahl-Paul Verbnjak quarti in 3h07’49” e Filippo Beccari–Martin Stofner quinti in3h16’14”. Fin dalle prime battute le coppie più forti hanno imposto un ritmo insostenibile che ha sgranato il gruppo di testa. Da metà gara i due alpini hanno però preso il largo mettendo in cassaforte il successo finale.

GARA DONNE
Colpo di scena al femminile. Con una gara tutta in rimonta vincono le esperte Katia Tomatis – Elena Nicolini (3h46’56”) sulle favorite Alba De Silvestro - Alessandra Schmid (3h47’31”). Davanti con margine fino a metà gara, Alba De Silvestro non è riuscita a inanellare uno storico tris di successi  (quest’anno ha vinto la Monterosa Skialp in Valle d’Aosta e la Mountain Attack in Austria). Sulle ultime rampe la svizzera Alessandra Schmid ha infatti cominciato a perdere colpi: la veneta l’ha aiutata con il cordino, ma non è servito a evitare il rientro del duo piemontese - trentino. Terzo posto per Sarah Dreier e Victoria Kreuzer (3h50’14”).

GARA MIXED
Nella speciale gara delle coppie miste a dominare è stata la squadra composta da Lukas Hiemer (GER) e Johanna Hiemer (AUT) con il tempo di 3h45'53. In seconda posizione si sono classificati Mirco e Paola Pervangher (SUI). Il podio è completato da Martin Kaschmann e Stephanie Kroll (AUT) in 3h57'00''.

IL PERCORSO
La partenza da Corvara (1.535 M) e la prima salita verso Passo Campolongo e Bec de Roces (2.080 m) affrontata con le luci del tramonto. Giunti al primo scollinamento, frontali accese e giù dritti verso il secondo cambio d’assetto posto nel centro di Arabba (1.605 m). Il viaggio continuava verso Passo Pordoi (2.239 m), Canazei, Passo Sella (2.174 m) e Selva Gardena. Da qui l’ultima salita verso Passo Gardena (2.298 m).

Classifiche 2022


Blogger Contest: ecco i vincitori

La decima edizione del Blogger Contest chiedeva a scrittori, blogger, podcaster e illustratori di raccontare una storia unica e inclassificabile come Il Monte Analogo dello scrittore e poeta francese René Daumal. La giuria di selezione, composta da Simonetta Radice, Lara Cesati, Giulia Ficicchia, Livia Olivelli, Nicola Carpene e Piero Carniel, ha ritenuto di ammettere tutte le 74 unità multimediali alla fase finale. Dal mese di febbraio a marzo 2022 la giuria di premiazione, composta dalla presidente Luisa Mandrino (autrice e sceneggiatrice), Leonardo Bizzaro (giornalista e giurato del Premio Itas del Libro di Montagna), Marzia Coronati (giornalista radiofonica e audio documentarista), Nadia Bordonali (editrice e curatrice di mostre ed eventi culturali dedicati al fumetto), Simona Righetti (direttrice della nostra casa editrice), Luciano Caminati (vincitore del Blogger Contest 2020), ha esaminato le 74 opere finaliste, applicando i criteri di giudizio indicati nel regolamento, e ha decretato vincitori della 10a edizione del Blogger Contest:

Alessandra Cella, Giacomo Revelli e Irene Borgna sono i vincitori della sezione racconti brevi; Silvia Benetollo, Raffaele Negri e Sara Filippi Plotegher vincono nella sezione web comics; Vincenzo Picone, Aronne Pel e Francesca Camilla D’Amico sono i vincitori della sezione audio storie.

Oltre ai vincitori il regolamento stabilisce che la giuria può segnalare anche le opere di alcuni autori meritevoli di menzione, ai quali viene attribuito un premio speciale offerto da un’azienda partner del Blogger Contest. In questa edizione vengono assegnati sette premi speciali. Gli autori premiati con una esperienza o viaggio outdoor, avranno la qualifica di inviato speciale di altitudini con il compito di raccontare la loro esperienza.

A Marco Rossignoli il premio PalaRonda, ad Alessandro Carletti il premio Alta Via Dolomiti Bellunesi, ad Angelo Ramaglia il premio il Giro del Confinale, a Giulio Carcani il premio Unione Valdostana Guide Alta Montagna, a Sara Invernizzi il premio Carnet de Voyage di Rene Daumal, a Francesco Cestari il premio Mulatero Editore, a Marina Consolaro il premio MonteRosa Edizioni.

La premiazione avverrà in occasione della Réunion di altitudini, incontro aperto a chi ama le belle storie e i luoghi fuori traccia. Si svolgerà ad inizio giugno nelle Dolomiti Bellunesi, tra le montagne dove dieci anni fa è nato altitudini e il Blogger Contest. A breve verrà pubblicata la data e il programma.

Qui tutti i vincitori e i premiati: www.altitudini.it/vincitori-premiatidel-bc2021