Domenica appuntamento con la Tartufo Trail Running

Domenica 7 ottobre appuntamento con la Tartufo Trail Running. Appuntamento a Calestano con quattro tracciati, dai 17 al 68 chilometri. «I percorsi sono confematissimi - aggiunge Roberto Mattioli, questa volta come organizzatore della Tartufo - sono stati tracciati in modo permanente con i punti di sicurezza disseminati sul territorio, utili per i runner ma anche disponibili per chi in questo territorio vive e lavora. Si corre nella Riserva MAB, Man and the Biosphere, tra il Monte Sporno e il Montagnana, le guglie rocciose dei Salti del Diavolo, la Via degli Scalpellini e la Via Francigena… sarò di parte, ma sono posti bellissimi». Posti bellissimi, ma anche cibi buonissimi a partire dal tartufo di Fragno, che dà il nome alla gara, passando per prosciutto di Parma, Parmigiano-Reggiano, vino dei colli: tutto questo fa mettere in viaggio tanti runner verso Calestano. «Questa è una bella gratificazione - conclude Mattioli - nella starting list è cresciuta sempre di più la presenza internazionale, siamo arrivati a quindici nazioni. Siamo ovviamente contenti e faremo il massimo perché siano i nostri primi ambasciatori nel mondo. Perché conta la gara, ma conta anche la promozione del nostro Appennino».
La prova è tappa finale del Trofeo BPER Banca Agisko Appennino Trail Cup: sapremo dunque chi volerà a Malta per l’Xterra Gozo Trail Run (con pettorale e fine settimana in albergo tutto compreso per conquisterà primo posto), premio per i leader del circuito. E sarà lotta serrata per a aggiudicarsi la graduatoria finale maschile con tre atleti racchiusi in pochissimi punti (Marco Franzini a 738.5, Pietro Ferrarini a 725 e Alberto Ghisellini e 722.5) mente al femminile Katia Fori ha piazzato la stoccata vincente superando quota 1000 davanti a Moira Guirini e Giulia Magnesa.


Vola Axelle Mollaret: 34’36” nuovo record sul chilometro verticale

34’36”, vola Axelle Mollaret. La francese vince il Verticale du Grand Serre, tappa del Vertical Kilometer World Circuit, e lo fa migliorando di 8 secondi il record sul chilometro verticale, stabilito nel 2014 da Christel Dewalle a Fully. Un vertical quello francese, durissimo: 1000 metri di dislivello in appena 1,8 km, salendo a quota 2,140 metri. «Non pensavo certamente al record - ha dichiarato la francese - la gamba c’era, ma puntavo solo a migliorare il mio personale, non al record del mondo».
Piazza d’onore proprio per la Dewalle, in 34’56”, terza la slovacca Marianna Jagercikova in 39’11”.
Al maschile primo Rémi Bonnet - che ha firmato il nuovo best crono della gara in 30’13” -, secondo Xavier Gachet in 31’53”, terzo Ferran Teixido in 32’16”.


La Nazionale pronta al debutto: a fine ottobre il primo raduno

Lo ski-alp azzurro si presenta al via della stagione con grandi ambizioni: aumentato dalla FISI, anzi raddoppiato, il budget; cresciuto lo staff della Nazionale con i confermati Stefano Bendetti e Davide Canclini affiancati a tempo pieno dei due tecnici del CS Esercito, Denis Trento e Manfred Reichegger. «Abbiamo in programma una serie raduni prima del via della stagione, di più giorni rispetto al passato - spiega il dt Bendetti - il primo a fine ottobre, nella settimana che precede Skipass a Modena (in programma dal 1 al 4 novembre, dove saranno premiati anche gli azzurri dello ski-alp). Dobbiamo ancora decidere dove, in attesa di capire quali siano le migliori condizioni di innevamento. E poi attenzione ai giovani, in prospettiva Losanna 2020».
La direzione agonistica seguirà anche la stesura dei calendari. «Ho già un bel malloppo di richieste-gare - ancora Bendetti -, aspettiamo ancora i ritardarti nelle prossime due settimane, poi valuteremo le richieste e stileremo il calendario, puntando prima di tutto su campionati italiani e Coppa Italia, anche in prospettiva Coppa del Mondo e Mondiali, per avere indicazioni sul campo delle condizioni degli atleti. Il trittico degli assoluti, vertical, sprint e staffette, dovrebbe andare in scena a metà dicembre, poi due individuali di Coppa Italia verso fine dicembre e inizio gennaio».


Ski-Trab conferma tutti i suoi atleti. Compresa Laetitia Roux

In un’estate di cambiamenti materiali (Davide Magnini ad Atomic, Damiano Lenzi a Dynafit), gli atleti Ski-Trab sono stati tra i più corteggiati, da Michele Boscacci e Robert Antonioli, sino ad Anton Palzer. «Ma alla fine sono rimasti tutti con noi - spiega Marco Colombo, uomo sul campo dell’azienda valtellinese -, una bella soddisfazione avere ancora tutto il gruppo dello scorso anno, compresi Jakob Herrmann, Katia Tomatis e Laetitia Roux». Già, cosa farà la francese? «Non lascerà lo ski-alp - ancora ‘Colo’ - continuerà a gareggiare, anche se ha scelto di concentrarsi sulle prove de La Grande Course e non sulla Coppa del Mondo. In estate si è allenata molto in bicicletta, anche per non sollecitare troppo le ginocchia, ed è pronta per la stagione invernale».


Volete organizzare una gara di ski-alp? Il tempo stringe

Prima riunione della nuova commissione di sci-alpinismo. «Un primo incontro costruttivo - spiega il presidente Marco Mosso -, c’erano i rappresentati di tutti i comitati alpini, oltre a quello della Liguria. Molti volti nuovi, abbiamo illustrato i programmi e i progetti della commissione. Poi si è passati subito alla discussione sui calendari».
Già, come funziona quest’anno? «Sarà la direzione agonistica che detterà le linee guida - ancora Mosso -, indicando le gare di interesse nazionale, campionati e coppa Italia, e soprattutto le date utili, considerando gli impegni internazionali. Come accede nelle altre discipline della FISI. Sono già arrivate molte richieste da parte degli organizzatori, quasi una quarantina, ma abbiamo ancora lasciato una finestra sino a metà ottobre. Tassativa aggiungo, perché vogliamo completare la griglia delle gare a novembre».
Cosa cambia con il nuovo sistema? «Non molto direi. Le richieste devono essere presentate al comitato regionale che lo gira in versione cartacea in FISI, alla commissione e alla direzione agonistica, che farà una valutazione, indicherà il tipo di gara e la data. Sarà poi il comitato regionale ad occuparsi dell’inserimento in FISIonline».


Obiettivo Dhaulagiri

Gli 8.000 sono ritornati di grande attualità per gli sciatori del ripido. Mentre due spedizioni, come già segnalato da Skialper, si trovano già o lo saranno a breve tra le montagne più alte della terra (quella di Hilaree Nelson e Jim Morrison al Lhotse e quella di Anton Pugovkin e Vitaly Lazo all’Annapurna), ecco che il sito spagnolo desnivel annuncia che in autunno ci sarà un terzo tentativo di discesa, dal Dhaulagiri (8.161 m). A provare la discesa integrale, mai riuscita, Herbert Hellmuth e Sergey Baranov. David Fojtik nel 2009 lo ha sciato da circa 20 metri sotto la cima e fino a qualche metro sopra il campo 3. A luglio Andrzej Bargiel aveva sciato per la rima volta il K2 ed è stato sciato anche il Laila Peak, ad opera dei francesi Carole Chambaret, Tiphaine Duperier e Boris Langenstein. Discesa ripetuta pochi giorni dopo anche da Cala Cimenti e Matthias Koenig. «Marco Siffredi ha disceso per la prima volta l’Everest in snowboard lungo il Couloir Norton, il 23 maggio del 2001 e la sua, compiuta lungo un itinerario differente rispetto alla linea di salita, può essere considerata l’inizio della ‘new age’ dello sci ripido d’altissima quota. Fino a quel momento lo sci sulle montagne di 8.000 metri, esclusi pochi sporadici tentativi d'avanguardia, andava piuttosto alla ricerca della ripetizione in discesa di itinerari classici di salita» dice Emilio Previtali, esperto di spedizioni e prime discese in Himalaya. Al Dhaulagiri è tornato anche il settantanovenne spagnolo Carlos Soria, che aveva già tentato la montagna a maggio e nel 2017 e raggiungendola arriverebbe a una sola vetta dal suo obiettivo, quello di diventare la persona più anziana ad aver scalato i 14 ottomila. Gli mancherebbe solo il Shishapangma.


Sabato in FISI la prima riunione della Commissione di sci-alpinismo

Sabato ci sarà in FISI la prima riunione della Commissione di sci-alpinismo, presieduta da Marco Mosso: presenti tutti i responsabili dei comitati regionali e la direzione agonistica al completo. Tra gli argomenti all’ordine del giorni ovviamente i calendari nazionali della prossima stagione. Il dt Stefano Bendetti chiederà le date per fissare i campionati italiani e la prove di Coppa Italia perché siano funzionali rispetto agli impegni della Nazionale e alla Coppa del Mondo. Ma soprattutto saranno fissate le scadenze per la presentazione delle domande da parte degli organizzatori, e le modalità con il nuovo sistema FisiOnline di CONINET. L’obiettivo (e la speranza, aggiungiamo noi) è quello di avere un calendario pronto con ‘ampio margine’ rispetto al via della stagione agonistica.


La sprint che apre la Coppa del Mondo sul trampolino di Bischofshofen!

Tempo di sopralluoghi in vista della prossima stagione di Coppa del Mondo: il general manager Roberto Cavallo e il delegato tecnico Stafano Mottini hanno fatto visita ai campi gara di Madonna di Campiglio, Disentis e Bischofshofen. Tutto confermato con una novità: la sprint in Austria, nella tappa d’apertura alla Hochkönig Erztrophy, verrà stracciata nella zona del salto di trampolino di Bischofshofen.


In Val Seriana l’italiano di VK

Domenica 30 settembre in alta Val Seriana, a Valgoglio, con partenza dalla Centrale di Aviasco, si terrà lo spettacolare ‘This Is Vertical Race’, valevole per il campionato italiano FISKY. Si tratta di una manifestazione particolarmente attesa su un percorso che è di certo uno dei più verticali del mondo, con i suoi 1000 metri di dislivello per uno sviluppo di 1,8 km. Gli atleti, partiti a 30 secondi l’uno dall’altro, - il primo alle 9 - supereranno dapprima ripide scalinate naturali nel bosco per poi affrontare vertiginosi prati sino a raggiungere località Cazzat. Un vertical così ripido che i partecipanti potranno essere ammessi alla partenza solo se dotati di casco da alpinismo, skialp o bicicletta. Si segnala che per i non iscritti Fisky vi è la possibilità di un tesseramento giornaliero. Seguirà un simpatico appuntamento gastronomico. E’ prevista la possibilità di affidare gli indumenti da elitrasportare all’arrivo. Info su www.sciclubgromo.it.


Due spedizioni in Himalaya per sciare Lhotse e Annapurna

Dopo i successi di Bargiel al K2 e del trio francese Carole Chambert, Tiphaine Duperier e Boris Langenstein al Laila Peak, le vette più alte della terra sono al centro di altri progetti di discese. La prima spedizione prevede di scendere in autunno il Lhotse (8.516 m). A farne parte Hilaree Nelson e Jim Morrison, con loro anche Dutch Simpson, Michael e Nicholas Kalisz. La Nelson nel 2012 ha scalato in 24 ore Everest e Lhotse e insieme a Morrison, che quest’anno ha sciato in parte l’Everest, ha disceso Denali e Cho Oyu. I russi Anton Pugovkin e Vitaly Lazo si trovano già all’Annapurna (8.091 m) che tenteranno di sciare dopo avere sciato l’anno scorso il Manaslu (8,156 m). Nei loro progetti anche Nanga Parbat (2019), Everest (2020) e K2 (2020).


La francese Liv Sansoz scala tutti i 4.000 delle Alpi

She did it. La francese Liv Sansoz ha portato a termine a metà settembre il suo progetto di scalare tutte le 82 vette di 4.000 metri delle Alpi. Un progetto che si è chiuso con la salita dell’Aiguille Blanche de Peuterey (4.112 m) e del Grand Pilier d’Angle (4.243 m), nel gruppo del Monte Bianco, in compagnia dello svizzero Roger Schaeli, e con un volo in parapendio dalla vetta. L’idea di salire tutti i 4.000 era venuta a Liv dopo che nel 2015 Ueli Steck aveva portato a termine l’impresa in 62 giorni. Liv si era data 12 mesi e a marzo 2017 era partita forte: 21 cime in tre settimane in compagnia di Colin Haley. Poi alla numero 38, Aletschorn, un infortunio con relativo congelamento e uno stop che l’aveva portata a -6 vette nei 12 mesi. Per le salite e discese non è stato utilizzato alcun mezzo meccanico: solo alpinismo, sci e parapendio.


Luca Manfredi Negri si aggiudica l’Adamello Ultra Trail

Già terzo qui due anni fa, Luca Manfredi Negri vince l’AUT 2018, confermandosi trailer da tracciati duri. A luglio sul gradino più alto del podio della Monterosa Walser Trail, questo fine settimana ha ingaggiato un serrato testa a testa con Jimmy Pellegrini, prima di innestare il turbo e involarsi in solitaria verso il traguardo di Vezza d’Oglio. Per lui una finish time di 28h33’51” che gli ha permesso di tenere dietro Andrea Mattiato (31h08’17”) e Nicola Manessi (31h54’54”).
Davvero combattuta la quinta edizione della long distance disegnata sui camminamenti della Grande Guerra. Sui 165 km con 11.500 metri di dislivello il due volte vincitore Jimmy Pellegrini ha provato a centrare una storica tripletta, ma a complicare i suoi piani ci ha pensato il forte atleta lariano che è riuscito a tallonarlo per tutta la prima giornata. Nella discesa che vede la competizione sconfinare in territorio trentino, Pellegrini ha tentato l’affondo acquisendo un vantaggio massimo di 7’. La sua fuga è però sfumata quando Manfredi Negri e Mattiato sono riusciti a rientrare.
Alle prime luci dell’alba, la svolta. Pellegrini ha alzato bandiera bianca, mentre Manfredi Negri ha progressivamente allungato sino ad ottenere un importante margine nell’ultimo tratto.


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