Perché?

Riflessioni, speriamo costruttive, sul futuro dello ski-alp

Perché in un momento storico, ma al tempo stesso delicato, il mondo dello ski-alp si disunisce e dal prossimo anno si spacca?
Stiamo parlando di ISMF e LGC, ovviamente. Due mondi diversi, due filosofie diverse, ma pur sempre tutto ski-alp. Se quest’inverno c’è stata una sorta di ‘pace’, prima sulla Cina, poi sui calendari, con marzo dedicato alla LGC senza tappe di Coppa del Mondo ISMF (seppur con la concomitanza tra Sellaronda e Pierra Menta, anche se siamo in mondi ancora diversi tra loro), dal prossimo inverno non sarà così. Le date dei Mondiali ISMF in Svizzera coincideranno con quelle della Pierra Menta. Dove andare? Cosa faranno gli atleti top? Un vero e proprio scontro. E non certo un bel biglietto da visita per il movimento. Gli organizzatori svizzeri, dicono all’ISMF, non avevano altre date a disposizione, quelli della Pierra Menta non potevano cambiare un appuntamento fisso da oltre trent’anni. E crediamo lo scontro continuerà sulla Cina: la LGC ha già annunciato che ci andrà, l’ISMF è pronta a rinnovare per altri cinque anni. Le gare saranno negli stessi giorni?

Tutto questo mentre resta in ballo il discorso Giochi Olimpici. Da PyeongChang è arrivata una sorta di doccia fredda per Pechino 2022, senza l’annuncio di nuove discipline per le prossime olimpiadi invernali cinesi, ma in casa ISMF resta la speranza di poter ancora rimanere in corsa. Una delegazione è volata in Cina proprio alla fine degli Europei siciliani, per parlare non solo di Coppa del Mondo, ma anche di Giochi Olimpici. Intanto a quelli giovanili del 2020 ci sarà. Snatura lo sport, si dice. Quello non è vero ski-alp, le critiche dei più. Le stesse frasi sentite nei giorni del passaggio olimpico dello snowboard o della mountain-bike. L’arrampicata sportiva ci è arrivata ai Giochi: ha avuto una sola medaglia, ha cercato un compromesso su come assegnarla e a Tokyo tra due anni ci va. Ora è chiaro che alle Olimpiadi non ci sarà mai una prova d’alta montagna, ma resta pur sempre che sarebbe una gara di ski-alp ai Giochi Olimpici. Agli Europei sull’Etna (negli stessi giorni di PyeongChang …) parlando con gli atleti, la maggioranza vuole i Giochi. Perché una Olimpiade è tutto per un atleta. Qualcuno ti arriva a dire con qualsiasi specialità, basta che si vada.

Lo sappiamo bene: una gara LGC non è una individual (né tantomeno una sprint o un vertical) ISMF, ma possiamo considerarle entrambe ski-alp agonistico? Se la risposta è sì allora dobbiamo fare in modo che le immagini di un Mezzalama siano anche una vetrina di Coppa del Mondo, altrimenti sarà sempre e solo scontro. Che non giova a nessuno, aggiungiamo noi. Lo dicono anche i numeri in calo degli iscritti alle gare, il poco interesse di certe aziende, l’appeal verso sponsor e media, e via di seguito. Mai come quest’anno ci sono state individual lottate sul filo dei secondi; vedremo le prossime LGC, ma negli ultimi anni la lotta era limitata a pochissime squadre. Insomma nessuno ha la bacchetta magica per avere la gara perfetta.
Certo l’ISMF deve lavorare molto di più per far crescere l’interesse della Coppa del Mondo. Creare eventi come quelli della LGC. Arrivare a delle classiche di Coppa del Mondo come nello sci alpino, per esempio. O come le LGC.
Intendiamoci non che a certe gare di Coppa del Mondo della FIS, sci alpino e alcune di fondo a parte, ci sia il finimondo a seguirle (quelle di ski-cross per esempio sono per pochi intimi…), ma rendere tutto più spettacolare, visibile (e comprensibile) al pubblico quello deve farlo. Come ad Andorra dove in tanti vanno a incitare gli atleti, non come a Puy St. Vincent, quando il vertical è partito alle 8.30 con gli impianti della stazione sciistica ancora chiusi.

Creare delle Premana e delle Zegama nello ski-alp per la Coppa del Mondo ci ha detto Kilian a Nicolosi. Ecco su questo l’ISMF deve ancora fare passi avanti. Trovare i posti giusti dove c’è passione e tradizione, organizzare manifestazioni di contorno, anche solo uno stand dove atleti e appassionati si ritrovino per una birra insieme, sfruttare di più l’Austria (dove lo ski-alp è entrato nella potente ÖSV, la stessa federazione di Hirscher…), oppure la Germania.
Lasciamo da parte Kitz o Wengen nello sci alpino, ma siete mai andati a vedere una gara di biathlon ad Anterselva? Certo l’IBU è altra cosa, anche per i soldi che ha a disposizione, grazie soprattutto alla televisione, ma l’ISMF se taglia il traguardo olimpico deve puntare a qualcosa di più della Coppa del Mondo attuale.

Fare un passo indietro tutti, capire le criticità che ci sono e provare a risolverle tutti insieme, mettendo a frutto l’esperienza di tutti quanti. Tutti dalla stessa parte, quella dello ski-alp.
Basterebbe che la festa del Grand Mont ci fosse per una individual di Coppa del Mondo. Chiediamo troppo?

1 commento

  1. Perchè? Perchè si è perso in parte il vero spirito dello scialpinismo, quello dove fare una gara era “fare una gita un po diversa” quello dove campioni e amatori condividevano le stesse gare, gli stessi spazi, stesse stanze d’albergo, stessi problemi ai controlli materiali, quello dove gli organizzatori di eventi non erano subbissati da regolamenti, burocrazia, ossessione per la sicurezza…la sicurezza stava nella testa dell’atleta che era, prima di tutto, un uomo di montagna che sa quello che fa e a cosa va incontro. Dieci o dodici anni fa, un qualsiasi amatore (io in primis) poteva fare tranquillamente 15, 20…forse 25 gare all’anno tra notturne, diurne ecc…senza andare poi così distante…ora? A mio avviso impossibile!!
    Credo che, i passi indietro da fare siano ben più di uno: recuperare un po quello spirito di un tempo, più da “ritrovo tra amici” che da “cancelletto di partenza di Wengen” e da li ripartire…e ripartire anche, oltre che dai giovani, dalle gare di paese, organizzarle e sostenerle…quelle sono il vero motore del movimento che poi creano appassionati, pubblico, tifosi, appeal per le aziende ecc.

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