Ueli piu' veloce di Kilian?
In un tratto della salita all’Innominata Steck sarebbe andato più forte
Le premesse sono d’obbligo, la salita di Ueli Steck dei giorni scorsi sul Monte Bianco dall’Innominata (leggi qui l’articolo) e quella del settembre 2012 di Kilian non sono perfettamente confrontabili, anche perché Kilian partì da Courmayeur e Steck dalla Val Veny. Però il sito spagnolo Desnivel ha provato a confrontare alcuni parziali. In particolare quello che sembra sovrapponibile, dall’Eccles alla cima, il tratto più tecnico. Secondo quando scritto da Steck sul suo account Facebook il tempo impiegato è stato di 2 ore e 25 minuti, mentre Kilian impiegò 2 ore e 47 minuti. Kilian impiegò 6 ore e 17 minuti da Coumayeur alla vetta e 2 e 19 per scendere a Chamonix, mentre Steck è salito in 5 ore e 30 (dalla Val Veny) e sceso al punto di partenza in 3 ore e 55 minuti. Steck, che ieri ha partecipato alla gara di trail OCC nell'ambito della settimana dell'UTMB, con arrivo a Chamonix, ha ammesso di essere stanco a causa dell'impresa sul Monte Bianco e perché «Non spingi mai così forte come in una gara perché c'è sempre qualcuno dietro o davanti a te».
E se incontrassimo un orso?
Ne parliamo su Skialper di agosto-settembre
Incontrare un orso sul sentiero, magari quando si cammina o si corre nel silenzio? In Italia è un’esperienza remota ma non impossibile. E l’orso che frequenta le Alpi non è certo un Grizzly… Però è sempre meglio conoscere le abitudini chi si potrebbe incontrare nel bosco. Ecco perché su Skialper 107 Ruggero Bontempi ha affrontato l’argomento.
QUASI ESTINTO - Fino al XVII secolo tutte le zone di montagna e di pianura caratterizzate da un’estesa copertura boschiva, nel Nord Italia e su tutto l’arco alpino, ospitavano una consistente popolazione di orsi bruni. L’habitat di questa specie (Ursus arctos) ha subito successivamente tra il XVIII e il XIX secolo una drastica riduzione. Le cause principali vanno ricondotte al disboscamento, finalizzato a ottenere una maggiore estensione delle aree a disposizione per le attività agricole e dei pascoli per il bestiame e alla sempre più diffusa presenza dell’uomo sulle montagne. A partire dalla metà del XIX secolo si è aggiunto un altro fattore decisivo: la persecuzione diretta, così alla fine del XX la specie era quasi scomparsa. Per scongiurare questo evento è stato avviato nel 1996 un ambizioso progetto da parte del Parco Naturale Adamello Brenta e oggi gli esemplari sull’arco alpino vanno da un minimo certo di 48 fino circa a 54.
GRANDE CAMMINATORE - L’animale ha un’indole solitaria: incontrarlo rappresenta un’esperienza statisticamente remota ma possibile anche per i runner. È un grande camminatore e frequenta ambienti forestali diversificati distribuiti tra i 300 e i 1.400 metri di quota, ma può spingersi anche all’interno di aree fortemente caratterizzate dalla presenza dell’uomo.
INCONTRI CON I RUNNER - Nel 2015 in provincia di Trento sono state registrate due aggressioni da parte di orsi a persone che stavano correndo in montagna. Ma l’orso non è pericoloso e basta seguire delle semplicissime regole per ridurre quasi del tutto la possibilità di incontrarlo. Quali regole? Basta comprare Skialper 107 per leggere i consigli degli esperti.
DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di agosto-settembre è disponibile nelle migliori edicole da questa settimana e già scaricabile su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
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Scarpa da strada o da trail?
Ne parliamo con Bernard e Martin Dematteis su Skialper di agosto
Sfogliando l’album dei ricordi dello skyrunning non sarà sfuggito agli occhi più attenti che atleti del calibro di Fabio Meraldi e Adriano Greco correvano con scarpe da… strada. Agli albori dell’era verticale era una scelta obbligata perché non esistevano scarpe da skyrunning o trail, ma oggi, come ben sa chi ha sfogliato la nostra Buyer’s Guide Summer, il segmento A5, quello delle scarpe da trail, che comprendono anche skyrunning e vertical, è particolarmente affollato e anche i marchi ‘generalisti’ propongono modelli adatti alla corsa off-road. Per molti, soprattutto chi arriva dalla strada, rimane però il bivio: perché comprare un modello da trail? Servirà veramente? Alzi la mano chi, ai primi approcci con sterrati e prati, non se l’è posta. La questione, dibattuta da anni, è ancora di attualità, a giudicare dai messaggi arrivati in redazione negli ultimi mesi. Per capire pro e contro di una o dell’altra scelta, siamo andati a correre con Martin e Bernard Dematteis, rispettivamente campione europeo e vice-campione di corsa in montagna. La risposta… su Skialper 107 di agosto.
FATTORI - Se sul mercato esistono centinaia di prodotti di svariati marchi un motivo ci sarà… però. Però, esistono delle eccezioni da valutare attentamente che in alcune situazioni potrebbero portare alcuni a preferire una stradista, magari una A2 o A3, non proprio una minimalista destrutturata al massimo. O quantomeno a rendere affrontabili certi terreni e condizioni anche con una stradista. Dipende da… ‘manico’ dell’atleta, terreno, distanza affrontata, protezione. Insomma, se volete saperne di più meglio leggere attentamente Skialper di agosto.
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Ueli Steck in 5 ore e 30 minuti in cima al Bianco
Partendo da Courmayeur sulla via dell’Innominata
Nuova prestazione da record per Ueli Steck: l’alpinista svizzero è salito in vetta al Monte Bianco partendo da Courmayeur in cinque ore e trenta minuti attraverso la via dell’Innominata. Partito dal camping La Sorgente alle 5.03 del 18 agosto è arrivato al rifugio Monzino (dove si è fermato una ventina minuti per colazione e un 'buon caffè'), da lì ci ha impegato un’ora e 45 minuti per arrivare a Pic Eccles e quindi in cima. Poi è sceso al rifugio Torino, per proseguire sino a Courmayeur per un totale di 9 ore e 25 minuti.
Abbuffata di Appennino
Su Skialper di agosto un reportage sulla Grande Escursione Appenninica
C’è un sentiero che sfiora i 400 chilometri e che può mettere a dura prova il più allenato backpacker a causa delle difficoltà di orientamento, delle condizioni meteo mutevoli e della wilderness incredibile che si può incontrare in centinaia di ettari di fitti boschi a due passi dalla civiltà. Sono le gioie e i dolori dell’Appennino, da tanti snobbato ma mai banale. La GEA, Grande Escursione Appenninica, della quale parliamo in un ampio reportage su Skialper 107 di agosto-settembre, parte poco sopra l’Adriatico e arriva a breve distanza dal Tirreno, attraversando tutto l’arco appenninico a cavallo tra Emilia Romagna e Toscana. Un itinerario diviso in 20 o 28 tappe che il nostro Gianluca Gaggioli ha voluto provare a percorrere in versione fast & light, riducendolo a sole 9 tappe. Ma… vi consigliamo di ridurlo a 6 tappe, tagliando la noiosa parte iniziale…
MONTAGNA VERA - La GEA affronta diversi tratti di media e bassa montagna, inesorabilmente simili. Il bello viene soprattutto nella sezione centrale, dal Passo del Malandrino o a ridosso dei tanti Laghi Santi che si incontrano. In ogni caso una grande route che può mettere in difficoltà anche un fastpacker esperto. «Sembrerebbe una scampagnata, ma non lo è stata -scrive Gianluca Gaggioli -. Ho anche vissuto situazioni un po’ difficili, dove il mio passo non mi ha permesso di seguire il programma, facendomi perdere nel bosco nelle ore buie della notte, testardo nel continuare per raggiungere la meta, nella nebbia e con la pioggia, a guadare ruscelli che non avrei dovuto incontrare. Perché avevo solo le mappe, non avevo portato il GPS né attivato app specifiche sullo smarthphone (tanto non prende…). O con il rifugio che non si vedeva nella nebbia e che era solo a una decina di metri dal sentiero. Un’ora persa per trovarlo. E tutti i pensieri che mi sono passati per la mente, le canzoni cantate e ricantate…».
L’ITINERARIO - Se si volesse seguire l’intero percorso bisogna mettere in conto di andare da Bocca Trabaria al Passo dei Due Santi, dai rigori appenninici mitigati dal vicino Adriatico, fino ai panorami sul Tirreno…
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Sara' una estate 2017 fast and light
Su Skialper di agosto tutte le anteprime presentate alla fiera Outdoor
Aspettatevi una estate 2017 fast & light. È questo il trend più evidente che emerge dalle proposte spring summer presentate dai principali marchi alla fiera Outdoor di Friedrichshafen, in Germania, dal 13 al 16 luglio scorsi. Fast & Light può voler dire tutto e niente, come il titolo di un articolo, che condensa bene lo spirito outdoor per la prossima - ma ci sentiremmo di declinare al plurale l’aggettivo - stagione estiva.
DUE TREND - Però all’interno della moda ‘leggeri e veloci’ si delineano in particolare due trend più profondi, sui quali riflettere. Volendo riassumerli con due parole anglofone, potremmo dire alpine e cross. La prima tendenza indica la nascita di un segmento che si posiziona sopra lo speed hiking o il trail e sotto l’alpinismo, almeno quello più complesso. Insomma uno sport che prevede un po’ di corsa, passo veloce, qualche passaggio su roccia. Un’impresa per piccoli Kilian. È l’andare per montagne per farsi del bene, per sfidare se stessi più che gli altri. Il secondo filone è quello della trasversalità. Il consumatore vuole sempre più prodotti validi per diverse attività.
44 NOVITÀ - Scarpe da trail e hiking (tante), zaini, giacche, pantaloni, bastoni, lampade frontali… i nostri inviati hanno girato veloci e (meno) leggeri, visto il carico di materiale raccolto, tra i padiglioni per anticiparvi gli articoli sportivi più interessanti che indosserei fra un anno.
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Medaglie gemelle
Su Skialper di agosto tutto su Martin e Bernard Dematteis
Arco di Trento, 2 luglio 2016. Campionati Europei di Corsa in Montagna. Bernard Dematteis è davanti, dietro il fratello gemello Martin. Poco prima del rettilineo il primo si ferma, aspetta l’altro con il tricolore in mano e lascia a lui la vittoria, primo oro all’Europeo, che Martin dedicherà al piccolo Matteo, prematuramente scomparso. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo, ripresa da telegiornali e media nazionali. Noi però, su Skialper di agosto, siamo andati a vedere il prima e il dopo di quell’attimo fuggente passando da casa Dematteis.
FOTO ESCLUSIVE - Le immagini del servizio sono state realizzate da Federico Ravassard nella casa dove Bernard e Martin vivono con mamma Anna e papà Francesco insieme alla sorella Margherita. Si tratta di un bel rustico, sapientemente ristrutturato da Francesco, nel borgo di Rore, in Val Varaita (CN). Un rustico che si affaccia su una panoramica piazzetta e il grande orto di famiglia. La famiglia di Bernard e Martin ha anche una casa in quota, dove pascolano liberi i cavalli di razza Merens che i gemelli, di tanto in tanto, per allenarsi, vanno a controllare.
SOGNO O DESIDERIO? - «Mio fratello non sapeva niente. La notte prima di una gara sono agitato come quando ero Cadetto. La scena me la sono immaginata in un sogno, o forse era un desiderio» ha detto Bernard Dematteis.
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Valchiusella outdoor destination
Su Skialper di agosto un ampio reportage per scoprire la valle piemontese
Gli estremi si attraggono. Con un minimo comune denominatore: essere santuari outdoor. Cosa ci può essere in comune tra Finale Ligure e la Valchiusella se non la possibilità di praticare arrampicata, correre o pedalare in salita? È l’unica identità tra queste due outdoor destination che abbiamo deciso di trattare su due numeri consecutivi di Skialper. Realtà completamente diverse. Famosa in tutto il mondo la prima, sconosciuta ai più la seconda. Da una parte si è creduto anni fa nello sviluppo e nella promozione del turismo sportivo all’aria aperta, dall’altra c’è una miniera di possibilità (a due passi da Torino) per chi ama fare fatica nella natura, un piccolo paradiso non ancora scoperto e valorizzato come potrebbe. Almeno dagli italiani. Anche questa è una outdoor destination… E per questo è stata oggetto di un ampio reportage su Skialper di agosto.
CLIMB & RUN - Le vie di arrampicata in falesia di Traversella sono famose anche all’estero e tra un tiro e l’altro potrebbe anche capitarvi di incontrare Caio, il vignettista che i lettori di Skialper conoscono bene. Però… però la Valchiusella offre molto altro. Per esempio percorsi di running off-road di diverse distanze, affrontabili anche pi lentamente, ma comunque su sentieri selvaggi. Il local Roberto Giacchetto consiglia il Sentiero delle Anime, dove si possono anche veder numerose incisioni rupestri sui massi. Se cercate qualcosa di più lungo, ecco venirvi in soccorso Paolo Rossi, con una proposta oltre i 40 chilometri.
BICI E NON SOLO - La salite ad Alice Superiore è un classico per chi vuole testare la propria condizione sulle due ruote della bici da strada. Oppure si può decollare da Cima Cavalleria con il parapendio, oppure semplicemente gustare una deliziosa zuppa alle ajucche. Insomma, la Valchiusella potrebbe essere il vostri ben ritiro per una vacanza last minute se siete ancora indecisi…
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Rivoluzione Watt?
Allenarsi misurando la potenza? Ne parliamo su Skialper di agosto
Nel ciclismo si usa da molti anni la misurazione della potenza come dato oggettivo della prestazione, perché quindi non portare lo stesso concetto nella corsa? Questa è forse la domanda che si sono posti gli inventori di Stryd, una delle più interessanti novità per chi pratica la corsa nelle sue varie declinazioni: si tratta di un sensore simile a quelli che rilevano la frequenza cardiaca e che si indossano con una fascia al torace. Però, oltre a rilevare il battito, misura anche le accelerazioni sui tre assi e, grazie a un sensore barometrico, le variazioni di quota. I dati vengono quindi elaborati e trasformati in un valore unico che è la potenza espressa dall’atleta durante la corsa.
UN PASSO AVANTI PER IL TRAIL - Del resto gli atleti sono alla costante ricerca di dati per impostare gli allenamenti e le gare ma finora nella corsa ci si era limitati a calcolare le velocità di riferimento per i vari ritmi di allenamento e le frequenze cardiache correlate; questi valori sono sicuramente sufficienti quando si corre in piano, ma sono di scarsa utilità per coloro che affrontano percorsi in salita o che corrono su percorsi trail. In questi casi la pendenza impedisce di contare sulla velocità di riferimento e quindi il runner deve fare affidamento solo sulle proprie sensazioni o sulla frequenza cardiaca che però, come noto, è influenzata da molteplici fattori quali la temperatura, la quota, la stanchezza. La possibilità di misurare in maniera oggettiva lo sforzo fisico è quindi quanto mai interessante e apre nuove prospettive per l’allenamento e il monitoraggio della performance.
IL NOSTRO TEST - Il nostro esperto di medicina dello sport, il dottor Massimo Massarini di Vitalia Salute, ha fatto i primi test di Stryd con due runner amatori e Simone Eydalin, del Team Dynafit, che ha utilizzato poi l’apparecchio anche in gara al Red Bull K3. Scoprendo che…
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GR20, la grande route dei record
Su Skialper di agosto un ampio reportage sul record di D'Haene in Corsica
La Corsica, come la Sardegna, al suo interno, è una delle isole più selvagge del Mediterraneo. A differenza della Sardegna, però, è molto più montuosa… è uno degli angoli di Francia che sono rimasti più naturali, con paesaggi incredibili e cime che sfiorano i 3.000 metri, dove può nevicare in quasi tutti i mesi dell’anno. Attraversarla lungo la spina dorsale montuosa, seguendo il sentiero GR20, è il sogno di ogni atleta che voglia scrivere il proprio nome nel libro dei record. E di ogni amante dell’outdoor. Il GR20 attraversa la Corsica da nord a sud per una lunghezza di 170 chilometri suddivisi in 15 tappe e circa 14.000 metri di dislivello positivo. Non è un sentiero da trekking tradizionale, ma rispecchia l’anima selvaggia dell’isola. Parte da Calenzana, villaggio tipicamente corso sopra Calvi, sulla costa ovest, e arriva quasi sul mare a Conca, sulla costa est. Percorrere le tante creste lungo il mitico GR20 non è un gioco da ragazzi. Bisogna armarsi di santa pazienza, avere un morale d’acciaio, una buona condizione fisica, un’ottima tecnica e rimanere sempre prudenti.
IL RECORD DI D’HAENE - Dopo Kilian Jornet nel 2009, dopo Guillaume Peretti nel 2014, a inizio giugno l’ultra-runner francese François D’Haene si è cimentato nell’impresa di percorrere il sentiero nel più breve tempo possibile. Risultato? 31 ore e 6 minuti, record battuto. Su Skialper il reportage esclusivo di Damien Rosso, che ha seguito François.
LA NOSTRA PROPOSTA - Volete provare a percorrere il GR20 in 5 invece di 15 tappe? Alessandro Brunetti, che è riuscito nell’impresa, proprio pochi giorni dopo D’Haene, vi spiega come… allora non resta che andare in edicola o su app e acquistare Skialper!
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Marmarole, l'altra Cortina
Su Skialper di agosto alla scoperta del selvaggio massiccio
«Cortina d’Ampezzo. Più che un nome di località sembra quasi una formula magica, che negli ultimi 50 anni, una volta pronunciata, ha avuto significati mai uguali: la perla delle Dolomiti, il punto migliore e più luminoso per viverle anche nella stagione invernale per l’elegante aristocratico riposo low profile anni Cinquanta e Sessanta, fino a diventare carta moschicida per parvenue e cafoni anni Ottanta e Novanta, che vivevano la montagna come la passerella invernale di sfoggio dei Rolex e delle Maserati». Inizia così l’articolo di Tommaso de Mottoni su Skialper 107. Un articolo, con le belle foto di Niccolò Zarattini, per partire a piedi alla scoperta di un angolo selvaggio di Dolomiti a pochi passi dallo struscio di Via Roma.
STAMBECCHI E FERRATE - Chi ama le Dolomiti e le viste di Cortina, ma non sente suo lo struscio che rappresenta, è pronto per imparare una nuova formula magica, una parola che da Cortina apre un portale dimensionale su un’altra realtà; su un mondo alternativo lontano anni luce da questa metropolina, ma che vi si affaccia, guardandola dall’alto. Senza presunzione, dall’alto perché sempre sopra i duemila. La parola magica, che potete tranquillamente svelare a tutti è Marmarole: un balcone con una vista che mette in imbarazzo. Lo sguardo si perde dal Gruppo del Sorapis al Cristallo, rimbalzando per i Cadini di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo da un lato, dalla più accessibile e placida Val d’Oten dall’altro e quasi a toccare a oriente le altrettanto belle, selvagge e sconosciute Dolomiti Friulane, lungo l’Altavia 5. Si dorme in bivacco o ci si deve muovere velocemente, anche i tratti di ferrata non sempre sono completi e in condizioni buone ed è necessaria una dose di attenzione superiore a quella che si presta sugli itinerari più battuti, dall’altro lato è molto probabile che, anche in altissima stagione, gli unici incontri siano gli stambecchi che qui guardano ancora gli escursionisti con un distaccato stupore. Ecco perché su Skialper potrete trovare due proposte, una più lunga e una più corta, per partire a piedi alla scoperta… delle Marmarole.
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Gia' disponibile su app Skialper 107 di agosto
Tante idee per vacanze in movimento e le novita' dell’estate 2017
Sarà disponibile a partire dalla prossima settimana in edicola ed è già pronto per il download sulla app per dispositivi iOS e Android il numero di agosto-settembre di Skialper (6 euro, 144 pagine), un’uscita con il viaggio tra i monti come leitmotiv, a partire dalla bella copertina di Giovanni Marchesi scattata durante l’ultima edizione dell’Orobie Ultra Trail.
GR20 DA RECORD - A inizio giugno il nuovo primato di François D’Haene su quella che viene considerata una delle grande route più dure al mondo, il GR20, che attraversa la Corsica. Dopo Kilian e dopo il corso Peretti, l’ultra runner francese ha stabilito un nuovo record attraversando l’isola in 31 ore e 6 minuti. Tutta l’impresa minuto per minuto: emozioni, difficoltà e imprevisti sulle selvagge montagne dell’isola. E poi la nostra proposta per affrontare il GR20 in 5 tappe invece di 15.
GEA - Si chiama Grande Traversata Appenninica e corre per quasi 400 chilometri dal versante adriatico a quello tirrenico a cavallo tra Emilia e Toscana. Un itinerario lunghissimo per conoscere il cuore selvaggio dell’Appennino, un sentiero spesso snobbato che invece può mettere alla prova il backpacker più esperto, come per esempio il nostro Gianluca Gaggioli. Il meteo che può variare repentinamente, tratti interminabili e sempre uguali…
VALCHIUSELLA OUTDOOR DESTINATION - Dopo Finale, la Valchiusella. Detto così sembra un controsenso, invece la valle non lontano da Ivrea e Torino ha molto da proporre in chiave outdoor, solo che non la conoscono in tanti. Falesie per arrampicare famose anche all’estero, sentieri selvaggi che sembrano creati apposta per un trail in autonomia, spesso tra massi con le incisioni rupestri, ma anche lanci con il parapendio o cronoscalate in bici. Senza dimenticare le gioie della gastronomia locale…
L’ALTRA CORTINA - C’è la Cortina dello struscio in via Roma e dei rifugi affollati e… ci sono le Marmarole. Sentieri e ferrate poco frequentati, stambecchi a salutare i pochi fortunati frequentatori e la bellezza unica delle Dolomiti. Con vista sulla capitale mondana della montagna italiana… Vi proponiamo un anello per partire alla scoperta di questo angolo di natura.
RIPIDO FOREVER - Una stagione all’antica, con tante linee e ripetizioni in primavera e inizio estate e poca neve a inizio stagione. Come di consueto Andrea Bormida ha riassunto il 2016 dello sci ripido. Per chi non riesce a stare lontano dalla neve neanche in spiaggia.
ANTEPRIMA ESTATE 2017 - La fiera Outdoor di Friedrichshafen è la vetrina sull’estate che verrà. Noi siamo andati in tre a curiosare tra gli stand per presentarvi tutte le novità che troverete nei negozi fra un anno.
GIIR, NON LA SOLITA SKYRACE - Chi ci è stato lo sa: il Giir di Mont è una gara diversa, con emozioni e partecipazione locale difficili da riscontrare altrove. Ecco perché abbiamo mandato Federico Ravassard a documentare l’ultima edizione della gara di Premana, non tanto il Giir dei big, ma quello dei tifosi, della pancia del gruppo, dei 400 volontari…
RIVOLUZIONE WATT - Ci avete mai pensato? Invece di calibrare l’allenamento sulla velocità e frequenza cardiaca, modularlo sulle potenze da sviluppare in watt. Non è un’utopia, grazie a un nuovo dispositivo, e potrebbe essere particolarmente utile proprio per la corsa off-road e in salita. Noi l’abbiamo fatto provare al dottor Massimo Massarini e a Simone Eydallin insieme ad alcuni ‘amatori’.
FINO A DOVE? - Alcuni si spingono con la scarpa da strada sui sentieri del trail. Ha senso? Quali rischi ed eventuali vantaggi? Per capirlo, abbiamo chiesto ai gemelli Dematteis che cosa ne pensano. Volete saperlo? Basta leggere l’articolo nel quale segnaliamo anche alcuni modelli di scarpe dei principali brand.
GEMELLI D’ORO - Siamo stati a casa di Bernard e Martin Dematteis, protagonisti di una bellissima storia agli Europei di Corsa in Montagna, nei quali uno ha aspettato e fatto vincere l’altro. E vi spieghiamo come è nato il gesto e chi sono i due miti della corsa in montagna.
INTERVISTE - La sezione Up & Down è particolarmente ricca di interviste a runner: Francesca Canepa, il neo-campione del mondo di corsa in montagna lunghe distanze Alessandro Rambaldini, Gediminas Grinius, Cristiana Follador, Stefano Trisconi, Moreno Pesce…
LAST RACE - Orobie Ultra Trail, ma anche i Mondiali assoluti e giovanili ISF, Giir di Mont… le news dalle ultime gare disputate.
MEZZALAMA & GLO - C’è già grande attesa per la più famosa delle gare di skialp, in programma nella prossima primavera e noi siamo andati sul percorso con il patron Adriano Favre a scoprire le novità. Chissà cosa ne penserà una veterana come Gloriana Pellissier che abbiamo intervistato per commentare il suo ritorno alle gare.
OPINIONI - Andare in montagna non solo per la performance ma anche per guardarsi intorno e il tema, sempre caldo, del doping sono gli argomenti delle opinioni, a firma di Enzo Sesia e Tommaso de Mottoni.
DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di giugno-luglio sarà disponibile nelle migliori edicole nei prossimi giorni ed è già sull’apposita app per dispositivi mobili. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!












