Monte Pioda (3.431 m), parete Ovest
Goulotte del Pioda
Il 2 dicembre 2013 Valentino Cividini, Matteo Tagliabue e Alessandro Monaci hanno salito la Goulotte del Pioda alla parete Ovest del Monte Pioda (3.431 m) nel gruppo del Disgrazia, effettuando una delle probabili poche ripetizioni della via aperta da Mario Vannuccini e Giacomo Casiraghi il 19 maggio 2011.
Il tratto chiave della salita è la colata iniziale che presenta pendenze a 85° nelle condizioni attuali, successivamente si incontrano alcuni passaggi a 75° fino ad uscire in cresta a pochi metri dalla vetta per un dislivello di 500 m.
Il Monte Pioda non è altro che il prolungamento ad Ovest del Monte Disgrazia e il versante dove corre la via fu esplorato per la prima volta dal mitico Klucker verso la fine dell'800 ma sicuramente la parete non aveva le caratteristiche di oggi. Sul versante Nord/Nord-Est del Pioda che altro non è che il prolungamento della Nord del Disgrazia corrono invece numerosi couloir e la prima salita in piolet venne effettuata da Benigno Balatti con la moglie Giovanna Cavalli nel maggio 1998 aprendo la via "couloir dei Sogni".
Prima salita del Likhu Chuli I (6.719 m)
Ines Papert e Thomas Senf lungo la parete Nord
Il 13 novembre 2013 l’alpinista tedesca Ines Papert e il fotografo svizzero Thomas Senf hanno effettuato la prima salita della parete Nord del Likhu Chuli I (6.719 m) in Nepal. La salita, quasi interamente su ghiaccio e neve, senza particolari difficoltà tecniche, ha però dato del filo da torcere per via del freddo, della neve fresca e per il superamento di alcune grosse cornici all’uscita dalla parete che hanno costretto i due alpinisti al bivacco pochi metri sotto la cresta.
Sulla lunga cresta sommitale si è reso poi necessario un ulteriore bivacco e una variante a causa della neve fresca presente, inoltre, dopo i primi segni di congelamento ai piedi lo svizzero Senf ha deciso di fermarsi a quota 6.600 m mentre la Papert ha raggiunto in solitaria la vetta. I due alpinisti si erano recati nella valle del Khumbu con l’intento di aprire una nuova via sulla parete Nord del Tengkangpoche (6487 m), salita per la prima volta da Ueli Steck e Simon Anthamatten nel 2008, ma la mancanza di ghiaccio sulla linea da loro scelta li ha costretti a rivedere i piani e così dopo l’acclimatamento si sono recati sull’inviolato Likh Chuli I.
Ueli Steck intervistato da Herve' Barmasse
'Non posso spingermi ancora piu' in la' di cosi'
Una settimana dopo l'incredibile salita in solo di Ueli Steck sulla parete Sud dell'Annapurna, Hervé Barmasse lo intervista a tutto tondo. In questo video Steck torna più volte sulla questione del 'limite', argomento di cui ha parlato immediatamente dopo essere ritornato vivo al campo dall'8000 più pericoloso.
ALCUNI SPUNTI DI UELI - «Gli alpinisti che mi hanno ispirato sono stati Wolfgang Güllich per il livello tecnico inaudito che esprimeva. E soprattutto Walter Bonatti, che si spingeva al proprio limite personale. Aveva smesso perché aveva capito che, a un certo punto, se vai ancora un passo più in là ti ammazzi».
«La differenza tra il solo climb nelle Alpi e quello in Himalaya è che laggiù con un solo errore sei sicuramente morto. Nelle Alpi magari ti restano ancora delle possibilità».
«C'è in giro un sacco di gente più forte di me. La differenza sta solo nella testa».
«I miei programmi futuri? Ora devo stare attento. Non posso spingere ancora in questa direzione, a questo punto il mio alpinismo è diventato troppo pericoloso. Non voglio smettere, sia chiaro, si può migliorare ancora ma poi non può andare sempre bene!»
Tanta neve sulle alpi: si comincia!
…ricordandosi sempre di usare la testa
È arrivata la neve, finalmente. In questi ultimi giorni due distinte onde perturbate hanno depositato quantitativi di neve molto variabili secondo le zone e le esposizioni ma…la stagione è aperta!
RISCHIO VALANGHE 3 - Occhio, però. Molti bollettini regionali del rischio valanghe non sono ancora operativi (l'amministrazione pubblica ha sempre ben altro cui pensare, anche se in terra ci sono due metri di neve), ma quelli funzionanti segnalano rischio 3 - marcato.
COPERTURA NEVOSA CONTINUA OLTRE I 1000 METRI - Il limite della neve si è stabilito generalmente al di sopra dei 1000 metri di quota, inteso come copertura continua al suolo alla fine di precipitazioni nevose che si sono spinte fino in pianura. Lo spessore del manto è molto variabile, ma oltre i 1800 metri sembrerebbe sempre superiore al metro. In qualche area si parla di quasi due metri. Si parte!
IL VENTO - Valutazioni difficili perché oltre il limite del bosco ha tirato vento anche forte, e il suo perdurare favorirà il trasporto della neve nelle conche e negli avvallamenti. In quota si notano già evidenti zone fortemente erose e scoperte.
POSSIBILI DISTACCHI ANCHE SPONTANEI - Oltre il limite boschivo saranno possibili scaricamenti e valanghe a lastroni generalmente di piccole e localmente di medie dimensioni, a tutte le esposizioni. Il distacco di lastroni da vento è già possibile con debole sovraccarico, e diventerà anche spontaneo con il passare delle ore e l'aumento degli accumuli.
FATTORI DI RISCHIO ULTERIORI - In queste situazioni di inizio stagione vanno normalmente considerati degli elementi di rischio in più, come il suolo ancora caldo e quest'anno anche particolarmente bagnato. E l'entusiasmo delle prime uscite, unito al ricordo troppo lontano dell' attenzione che bisogna prestare alle condizioni ambientali.
Il freddo previsto nei prossimi giorni non è di per sé un fattore di diminuzione del grado di rischio. Quindi: tutti fuori, ma ricordiamoci di mettere la testa sotto il berretto!
Torri del Paine, parete Sud-Est Torre Sud
Prima salita di Wall of Paine
I britannici Mike Turner, Jerry Gore, Calum Muskett seguiti dal cameraman francese Raphael Jochaud hanno effettuato la prima salita di “Wall of Paine” sulla parete Sud-Est della Torre Sud delle Torri del Paine in Patagonia.
Dopo ben 900 m di via con difficoltà di artificiale fino all’A3+ hanno dovuto rinunciare alla tanto sospirata vetta che distava ormai solo 100 m per via del forte maltempo.
Per chi non lo sapesse le Torri del Paine sono un gruppo di enormi monoliti di granito, per la precisione tre torri: la Torre Centrale alta circa 2800 m è la più alta delle tre, scalata per la prima volta dal britannico Chris Bonington nel 1963; la Torre Nord, salita da Guido Monzino e la Torre Sud conquistata da Armando Aste.
La parete Sud-Est della Torre Sud è stata una delle pareti inviolate più ambite proprio per la sua compattezza e assenza di punti deboli.
Mike Turner è ormai un veterano della Patagonia dove dalla fine degli anni ’80 ad oggi ha salito diverse grandi vie compiendo anche prime salite.
Prima discesa italiana dall'Ice Fall
Seconda discesa assoluta per Federico Colli
Durante questo autunno, nel mese di ottobre una spedizione italiana composta da Edmond Joyeusaz, Federico Colli e Carlo Limonta, ha tentato di scalare la parete Nord-Ovest del Lhotse per poi ridiscenderla sci ai piedi. Fino ad allora ci aveva provato solo un'altra spedizione americana nel 2010 senza riuscirci.
Per la cronaca il Lhotze (8516 m) è la quarta montagna della terra per altezza e si erge praticamente in fianco all’Everest, separato solo dal Colle Sud.
Purtroppo il meteo avverso ha compromesso i piani iniziali del team italiano, tuttavia Federico Colli è riuscito a tornare a casa con una bellissima discesa colta proprio sul finale. Si tratta della discesa dall’Ice Fall, un dedalo di crepacci e seracchi che scende dall’Everest, compiendo tra l’altro la prima italiana e la seconda assoluta dopo quella del 2000 di Davo Karnicar, lo sloveno che è anche stato il primo uomo a sciare dalla vetta dell’Everest stesso.
La discesa è iniziata da quota 6100 m e presenta pendenze fino a 50° con diversi passaggi molto delicati vista la complessità del ghiacciaio.
Per maggiori informazioni e foto sulla spedizione: lhotseskichallenge.com
Prima salita del Monte Dayantianwo (5220 m) in Cina
Nuova via sulla parete Sud-Ovest "Three Sheep Bring Prosperity"
Il 15 settembre 2013 una spedizione composta dall’americano Dave Anderson, dal cinese Chaohui Zheng e dal taiwanese Szu-ting Yi ha compiuto la prima salita del Monte Dayantianwo (5220 m) nella valle Shuangqiao in Cina.
Questa cordata internazionale ha salito la parete Sud-Ovest aprendo una nuova via di 600 metri ribattezzata “Three Sheep Bring Prosperity” ed incontrando difficoltà su roccia fino al 5.10, equivalente ad un VII, e 60° su neve/ghiaccio. Il nome della via “Tre pecore portano prosperità” è stato scelto dopo aver visto tre pecore muoversi su terreno roccioso di almeno V nei pressi della vetta.
L’imponente valle Shuangqiao nel Parco Nazionale Siguniang è ricca di montagne e grandi pareti ancora inesplorate che possono offrire ingaggio e nuovi terreni d’azione per tutti gli alpinisti che vi vogliano mettere piede.
La Frontera Invisible, il nuovo libro di Kilian
Gia' acquistabile la versione in spagnolo e catalano
Dopo Correr o Morir, l’atleta catalano Kilian Jornet esce con il suo secondo libro intitolato La Frontera Invisible. Il libro è già stato pubblicato in spagnolo e in catalano e prossimamente uscirà la versione in inglese.
La Frontera Invisible è acquistabile sul sito di Kilian Jornet al prezzo di 18,90 euro o al prezzo di 9,99 nella versione e-book. E’ anche possibile leggere il primo capitolo del libro gratuitamente.
QUI il riferimento per l’acquisto.
Il libro inizia proprio dall’aereoporto di Ginevra dove Kilian sta aspettando il volo per Katmandu. Dentro un negozio compra un bloc notes Moleskine rosso di 240 pagine, una Bic e una matita per quando farà freddo. Riposto il suo note-book in testa, saranno questi gli strumenti che utilizzerà per raccontare la sua avventura.
«Tre uomini e una montagna, tre uomini e una avventura impossibile. Una spedizione in Nepal selvaggia, fatta di orizzonti lontani e picchi più remoti, con improbabili salite, intrepide discese, sfide, rischi e pericoli. Una spedizione è sia un'indagine, sia una via di fuga e di condivisione, dove le emozioni e le sensazioni si moltiplicano e vivono vicino alla superficie, dove le parole, i silenzi e le memorie acquistano nuove profondità».
Traversata del Monte Bianco in giornata
41 km e 5000 m di dislivello per il britannico Jon Griffith
Durante il mese di luglio 2013 Jon Griffith, alpinista e fotografo inglese residente a Chamonix, ha compiuto in giornata la traversata del Monte Bianco sul versante francese, partendo da Les Contamines e arrivando all’Aiguille du Midi.
Le vette toccate sono l’Aiguille de la Berangere (3425 m), l’Aiguille de Bionnassay (4052 m), il Monte Bianco (4810 m) fino a raggiungere l’Aiguille du Midi (3842 m) passando per la via dei tre monti; il tutto per uno sviluppo di 41 km e 5000 metri di dislivello positivo.
Griffith non è nuovo a salite in giornata e concatenamenti: tra le sue sgambate ricordiamo la Cassin al Denali in velocità, la cresta Integrale di Peuterey salita no-stop e il concatenamento in solitaria delle tre pareti Nord simbolo dell’Argentiere, ossia Aiguille Verte, Les Droites e Les Courtes rispettivamente per Couturier, Lagarde e via degli Svizzeri.
Anche se la notizia è ormai datata si tratta di un bellissima traversata in leggerezza e velocità e di una gran prestazione sia fisica che psicologica che merita di essere portata all’attenzione di tutti gli appassionati di montagna.
In edicola Test 2014 - Buyer's Guide
Il numero speciale di Ski-alper dedicato ai test materiali
È in distribuzione in questi giorni nelle migliori edicole di tutta Italia il numero speciale di Ski-alper dedicato ai test materiali (Test 2014, Buyer’s Guide - 224 pagine - 7,50 euro). Si tratta di un lavoro unico nel suo genere in questo settore, evoluzione di un’esperienza che la nostra redazione porta avanti da anni.
SELEZIONE ACCURATA - Non abbiamo testato e presentato tutti i prodotti disponibili sul mercato. Ci siamo mossi con l’ottica di chi deve entrare in negozio per cambiare l’attrezzatura. Abbiamo scelto solo il meglio, quei prodotti che a nostro giudizio - e in base alla nostra esperienza - meritano davvero attenzione. Al di fuori di questa editor’s choice, per dirla all’americana (55 sci, 18 scarponi, 15 attacchi), salvo rare eccezioni, c’è davvero poco altro su cui valga la pena spendere.
VALUTAZIONI METICOLOSE - Proprio in quest’ottica, dopo aver scelto i migliori prodotti, li abbiamo testati in tutte le condizioni. In laboratorio, innanzitutto, valutando lo stato di finitura al momento della consegna (aspetto importante, dato che il compratore dovrebbe poter mettere lo sci nuovo ai piedi senza spendere ulteriori cifre in messa a punto), quindi esaminando il comportamento sottoposto a sollecitazioni di torsione e flessione. Li abbiamo montati tutti allo stesso modo e ci abbiamo sciato su ogni tipo di neve: dura, trasformata, molle e in un metro di powder. Per ogni prodotto è stata redatta una meticolosa scheda che contiene una presentazione dello sci (o scarpone), le considerazioni al banco, quelle sulla neve, la scheda tecnica, i nostri rilevamenti strumentali, gli indicatori grafici (tipo di utilizzo consigliato, livello tecnico necessario per sfruttarli al meglio, nevi su cui rendono di più, etc..) ed infine il nuovo rating di Ski-alper.
IL NOSTRO RATING - Esordisce una nuova forma di valutazione finale. Il rating, preso a prestito dalle agenzie che esaminano il rischio finanziario di nazioni e aziende sui mercati internazionali. Ci è piaciuto proprio perché tiene in considerazioni moltepici aspetti, spinge uno sguardo nel passato prossimo e butta un occhio al futuro. Pochi prodotti hanno ottenuto la prestigiosa A+, pur partendo già da una selezione di ciò che di meglio offre il mercato. Le schede vanno comunque lette con massima attenzione, è l’unico modo per identificare i prodotti più adatti all’uso che ne volete fare.
PARTIAMO DALLO SCIATORE - In un settore sempre più variegato nell’offerta, in cui i produttori sono alla ricerca di nicchie in cui specializzarsi, abbiamo suddiviso in Sport, Classic e Free i tre macro-mondi, all’interno dei quali ci sono alcune sotto-categorie. Queste non nascono dalle indicazioni delle aziende, bensì dal tipo di utilizzo che lo scialpinista abbiamo ritenuto intenda fare dei prodotti: competizione, grandi dislivelli fast&light, grantour, élite, free touring, ripido, freeride puro. Sarà facile e immediato riconoscervi negli utilizzatori tipo che abbiamo identificato.
UN TEAM ALTAMENTE QUALIFICATO - Tutta la squadra che ha contribuito alla realizzazione di questo prodotto è davvero di altissimo livello. È stato uno sforzo importante e corale, nato lo scorso mese di febbraio all’ISPO di Monaco e concluso due settimane fa, quando finalmente la Buyer’s Guide è entrata in stamperia. Dal direttore della rivista Davide Marta al coordinatore del test Guido Valota, che hanno strutturato, ideato e sviluppato l’intero progetto. Passando dal team dei testatori composto da Robert Antonioli, Martin Riz e Carlo Battel per l’area Sport e Classic, da Niccolò Zarattini, Alberto Casaro e Jimmy Sesana per quella Free: maestri di sci, istruttori nazionali, guide alpine, atleti in attività, ex-atleti, titoli mondiali ed europei, insomma gente che di sci ne sa, eccome se ne sa! Il prezioso lavoro in laboratorio di Danilo Noro, che nel suo XL Mountain a Settimo Vittone ha valutato, preparato, montato e smontato tutti gli sci del test. E poi i fotografi, da Alo Belluscio che ha curato tutto lo shooting in azione, a Klaus Kranebitter che si è occupato degli scatti tecnici, ad Enrico Schiavi che ha fotografato in studio tutti i prodotti.
BONUS - Non solo test all’interno di questo speciale di ben 224 pagine. Infatti troverete interviste con i responsabili R&D delle principali aziende (Dynafit, La Sportiva, Scarpa, Ski Trab), che abbiamo incontrato per parlare di materiali, tecniche costruttive, progettazione e per farci svelare piccoli segreti preziosi per comprendere al meglio i vari prodotti da acquistare. E poi sezioni tecniche, tricks&tips, consigli di preparazione e messa a punto. Da non perdere, infine, l'allegato Dynafit in omaggio in ogni copia!
IL LISTINO COMPLETO - In appendice da non perdere il prezioso Listino 2014. Ben 560 prodotti per lo scialpinismo (sci, scarponi, attacchi, bastoni, zaini, artva, pale, sonde) con tutti i dati tecnici e i prezzi di listino. Avete presente, ad esempio, il listino delle auto su Quattroruote?
NELLE MIGLIORI EDICOLE E IN DIGITALE - Da oggi è in distribuzione nelle migliori edicole di tutta Italia. Vi consigliamo di richiederla al vostro edicolante di fiducia, dato che il prodotto è davvero molto atteso. Per chi volesse ordinare la Buyer’s Guide e riceverla direttamente a casa, è possibile contattare il nostro ufficio diffusione. Si può anche acquistare in versione digitale, su smartphone e tablet, sia con sistema operativo iOS (iPhone, iPad) che Android: è sufficiente scaricare la app di Ski-alper e procedere direttamente con il pagamento in-app.
Nuova via sul Kang Nachugo (6735 m)
Santiago Padros e Domen Kastelic aprono Monsoon (1500 m 75°)
Lo spagnolo Santiago Padros e lo sloveno Domen Kastelic hanno effettuato, il 21 e 22 ottobre 2013, la salita dell’inviolata parete Sud-Ovest del Kang Nachugo (6735 m), in Nepal nella poco conosciuta valle del Rolwaling.
La loro via, ribattezzata “Monsoon”, misura 1500 m con pendenze fino a 75°: i due hanno scalato ininterrottamente per una giornata bivaccando sotto la parte terminale della parete ed uscendo sulla cima Est del Kang Nachugo il giorno dopo. Non sono riusciti a raggiungere la vetta vera e propria per via delle non ottimali condizioni dell’affilata cresta che la separa dalla cima Est; la discesa è poi avvenuta con 20 calate in circa 7 ore.
La via di Padros e Kastelic è la seconda salita mai effettuata di questa montagna dopo quella di Joe Puryear e David Gottlieb che avevano salito la cresta Ovest nell’autunno del 2008 in 5 giorni.
Prima salita del Kishtwar Kailash per Fowler e Ramsden
Una nuova via e' stata aperta dai due britannici
Nello scorso mese di ottobre i due britannici Mick Fowler e Paul Ramsdsen hanno effettuato la prima salita del Kishtwar Kailash, un colosso di 6451 m nell’Himalaya indiano.
I due forti alpinisti, ormai non più giovanissimi, ma sempre in forma smagliante, hanno salito dal 4 al 10 ottobre una linea di 1500 m sulla parete Sud-Ovest, con diversi tratti di misto difficile e ghiaccio anche verticale; naturalmente il tutto in stile alpino.
A quanto è dato sapere questa montagna era stata tentata solo nel 1989 da una cordata scozzese, poi più nulla fino alla prima dei due inglesi. Fowler aveva, però, già tempo addietro, durante una spedizione in quella zona dell’Himalaya, buttato l’occhio su questa bella montagnona.
Fowler e Ramsden sono ormai due veterani di questo genere di salite e insieme hanno già salito pareti un po' su tutte le montagne del pianeta, prediligendo vie di misto e sempre in stile alpino. Alcune loro imprese li hanno portati a vincere addirittura il Piolet d’or.
SU GHIACCIO SOTTILE - Se volete farvi un'idea di chi sia Mick Fowler e dello spessore alpinistico delle sue salite leggete il suo libro “Su ghiaccio sottile. La normalità delle Imprese straordinarie”.












