Le valanghe primaverili

Su Skialper di aprile un articolo sui distacchi di fine stagione

«In questa stagione la neve se ne va, rapidamente a fondo valle, più lentamente alle quote più elevate, e questo ritardo ci permette di prolungare la nostra stagione sciistica. Andiamo tranquilli in montagna perché siamo convinti che la neve sia ormai ben assestata, ma questa convinzione rischia di trasformarsi in quel pericolo soggettivo che ora viene definito overconfidence, ossia un’eccessiva fiducia nelle nostre capacità di giudizio delle condizioni della neve. Di solito a maggio viene a cessare anche l’emissione dei Bollettini Valanghe e non possiamo contare neppure (se mai ci abbiamo contato) sulle informazioni che questi ci possono fornire». A scrivere è Renato Cresta, l’esperto di valanghe e sicurezza di Skialper. Sulla rivista di aprile-maggio un ampio articolo sulle valanghe di fine stagione.

CALORE - Sappiamo che il calore della forgia, che riscalda una barra di ferro, permette al fabbro di lavorarla senza difficoltà perché, anche se ancora lontano dal punto di fusione, ha diminuito la resistenza del metallo. Il colore della barra annuncia al fabbro che il ferro è caldo a sufficienza per poterlo lavorare ma, purtroppo, il colore della neve non cambia secondo la temperatura e noi ci accorgiamo che la neve si è riscaldata solo quando la vediamo inumidita dall’acqua di fusione: può già essere troppo tardi, perché la diminuzione della resistenza è iniziata molto prima. Alle nostre latitudini, ogni pendio tra i 30° e i 40° esposto a sud riceve più del doppio della radiazione ricevuta da una superficie piana con la stessa esposizione; questi pendii sono proprio i più graditi per la nostra attività. Gli effetti dell’irraggiamento solare si fanno sentire per non più di 30 cm nel manto nevoso, e anche meno se lo strato di superficie è costituito da grani di piccole dimensioni (< 1 mm), ma questo strato superficiale perde comunque in resistenza e può muoversi in valanga.

VALANGHE DI SUPERFICIE E DI FONDO - Durante una notte serena la superficie della neve si raffredda fortemente e congela la situazione, per cui le ore del mattino sono meno rischiose di quelle che seguiranno. Al sorgere del sole la temperatura dell’aria aumenterà rapidamente e darà inizio al progressivo indebolimento degli strati di superficie, iniziando dai pendii rivolti a levante, per proseguire durante il giorno, fino a interessare l’intera superficie innevata. Potranno così verificarsi due tipi di valanghe: di superficie o di fondo ed entrambe potranno essere di neve a debole coesione oppure a di neve a lastroni, secondo le condizioni del pendio.

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Selvaggia Val di Tovel

Un classico di fine stagione, la Cima di Santa Maria, nel Gruppo del Brenta

Tantissimi sono gli itinerari scialpinistici in Trentino, moltissimi libri sono stati scritti in questi ultimi anni con le gite e le cime più frequentate dagli appassionati.
Ma a fine stagione, dopo avere macinato magari 200.000 metri di dislivello e fatto un numero folle di escursioni, ci accorgiamo che le uscite davvero belle, remunerative, che ci hanno lasciato un ricordo particolarmente intenso e piacevole, si contano sulle dita di una mano. Tra questi sicuramente la scialpinistica primaverile a Cima Santa Maria con partenza dal Lago di Tovel, della quale parliamo dettagliatamente su Skialper di aprile-maggio.

DUE VARIANTI - Il parcheggio in prossimità del lago lo si raggiunge con 10 chilometri di strada asfaltata che si imbocca nell’abitato di Tuenno, paesino nelle vicinanze di Cles, a 20 chilometri dall’uscita dell'autostrada di San Michele all’Adige, lungo la A 22 del Brennero. La strada riapre generalmente in primavera quando la quota della neve sale attorno ai 1200-1400 metri, solitamente fine marzo-primi di aprile. La salita alla cima si può effettuare da due diversi itinerari, uno più lungo e facile ma che prevede 2.000 metri di dislivello, transitando da Passo della Gaiarda e Malga Spora; l’altro, più corto, che prevede 1.500 metri di dislivello e uno sviluppo più contenuto, ma con gli ultimi 200 metri per raggiungere la cima un po’ più alpinistici, dove è consigliato l’utilizzo di ramponi e piccozza su pendenza mai superiore ai 40 gradi. Si tratta di un itinerario poco difficile, a parte i già citati 200 metri un po’ alpinistici.

SPOT UNICI - «Siamo letteralmente circondati da quelle che sono le più belle cime del Brenta Settentrionale e la gita inizia a darci le prime soddisfazioni dal punto di vista panoramico. Si seguono le indicazioni per Passo della Gaiarda, oltrepassando la rampa subito a ridosso della malga e in 15 minuti ci si trova nell’immensa distesa del 'Campo di Flavona', dominato al centro da uno sperone roccioso a forma di nave: il monte Turrion. Alla vostra destra il gruppo della Pietra Grande e a sinistra finalmente potete ammirare la meta dell'escursione, Cima Santa Maria» scrive l’autore Thomas Martini. Un altro luogo magico è Passo della Gaiarda in un ambiente aperto e selvaggio che dà la sensazione di essere in un deserto nevoso pieno di dune.

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Non sempre i grassi sono ‘cattivi’

Quali e quanti lipidi servono all'atleta? La risposta su Skialper di aprile

«Anche se adesso sembra la causa di tutti i mali, il grasso ci è servito milioni di anni per sopravvivere: come strato sottocutaneo per proteggerci dal freddo, come grasso bruno dei tessuti profondi per generare calore e soprattutto come indispensabile riserva energetica. Il grasso è perfetto per accumulare energia: non trattiene acqua (che pesa), ha un peso specifico basso (galleggia nell'acqua) e, cosa importante, fornisce 9 kcal per grammo di peso contro le 4 di carboidrati e proteine». Inizia così il dottor Alessandro Da Ponte il suo articolo sui grassi e il loro utilizzo negli sport endurance, pubblicato sul numero di aprile-maggio di Skialper.

LA DIETA - In una dieta bilanciata i grassi o lipidi rappresentano il 30% circa della calorie (contro il 55% di carboidrati e il 15% di proteine) con una quota limitata di grassi saturi (quelli solidi di origine animale come il burro per intenderci) a favore di quelli insaturi vegetali che ci forniscono tra l'altro indispensabili vitamine (A, D, E, K, F). Quali e quanti grassi (e quando) servono all'atleta quindi per coprire quel 30% di fabbisogno energetico giornaliero? Certamente vanno del tutto evitati nel pasto prima della gara gara o comunque nelle tre ore precedenti l'attività fisica perché rallentano lo svuotamento gastrico e sono di lenta digestione e assimilazione. A bassa intensità (quindi fino al 60-70% della massima frequenza cardiaca) il nostro organismo utilizza principalmente i grassi come fonte energetica e la caffeina, assunta prima dell'esercizio, potrebbe migliorarne la disponibilità…

OCCHIO AGLI ZUCCHERI - Sono soprattutto gli zuccheri semplici in eccesso (dolci, bevande zuccherate come le bibite gasate) che, facendo liberare insulina, vengono trasformati e immagazzinati in grasso mentre gli acidi grassi omega 3 sono fattori protettivi contro l’osteoporosi. Questo e tanto altro su Skialper di aprile-maggio.

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Avalung mi ha salvato la vita

Su Skialper di aprile-maggio un racconto vero da dentro la valanga

«Inizio subito garantendovi che quanto racconto è assolutamente accaduto. Questo perché io stesso rimarrei un po’ incredulo. Sono un alpinista-scialpinista piuttosto esperto, con un lungo curriculum di escursioni e cime impegnative. Ho fatto parte per diversi anni del Soccorso Alpino. Anche la mia preparazione fisica è elevata in quanto gareggio da anni con gli sci d'alpinismo e ho vinto numerose e importanti gare FISI. Ogni anno metto nelle gambe dai 150.000 ai 200.000 metri di dislivello positivo. Vi espongo tutto questo non per vantarmi - lo prova il fatto che ho deciso di restare anonimo - ma per darvi un quadro completo della situazione e farvi capire che in montagna non sono uno sprovveduto». Inizia così il racconto anonimo di una storia vera, quella di un sopravvissuto alla valanga, su Skialper di aprile-maggio.

GRAZIE ALL’AVALUNG - Il nostro ‘malcapitato’ proprio qualche settimana prima di rimanere sotto la valanga aveva avuto modo di vedere da vicino un Avalung. Sono ancora le sue parole a descriverlo: «lo scopo è prolungare la disponibilità di ossigeno nel caso si venga travolti da una valanga, grazie a un boccaglio. Quello che ho capito di questo apparecchio è che non si tratta di una riserva di ossigeno, ma di un filtro che recupera aria dalla neve che ti travolge o dallo zaino e ti dà un’autonomia di respiro di circa 20-30 minuti». Il nostro decidere di comprare anche lui un Avalung e un giorno rimane sotto una valanga. Il fatto di potere respirare, a suo avviso, lo ha fatto rimanere lucido e salvato. Ha percorso 350 metri di dislivello in 40 secondi con una velocità che per gli ultimi 25 secondi è stata di 80 chilometri orari… Su Skialper di aprile-maggio il racconto e i pro e i contro provati sul campo.

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Terremoto Nepal, un aiuto subito con Fausto De Stefani

La Rarahil School importante centro di aiuto. Ecco come finanziarla

Dopo il terribile terremoto che il 25 aprile ha devastato il Nepal, è fondamentale intervenire in tempi rapidi. Grazie al progetto Rarahil Memorial School dell'alpinista Fausto De Stefani è possibile dare un aiuto diretto; le nuove strutture della scuola, costruite recentemente coi criteri antisismici occidentali, hanno retto al terribile sisma e sono diventate un importante presidio medico per il primo soccorso e per la distribuzione alimentare di migliaia di pasti caldi al giorno. Se vuoi contribuire ad aiutare la popolazione locale, puoi effettuare un versamento con causale ‘pro terremoto’ su uno dei seguenti conti corrente:

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CASTEL GOFFREDO (MN)
IBAN: IT 27 M 08466 57550 000000008029
UNICREDIT BANCA FILIALE DI CASTEL GOFFREDO (MN)
IBAN: IT 79 Y 02008 57550 000101096404
C/C POSTALE 14866461 intestato a: FONDAZIONE SENZA FRONTIERE
ONLUS
Via S. Apollonio, 6 - 46042 CASTEL GOFFREDO (MN)
CF: 90008460207


Vado al Maximo

Su Skialper di aprile Robert Antonioli ha testato il nuovo sci Trab

Ski Trab costruisce sci secondo una filosofia precisa: solo attrezzi che servono per andare in montagna vera, che permettono salite impegnative in assoluto, che facilitano una sciata efficace senza lacune, che risolvono le situazioni impreviste. E con queste premesse è nato anche il ‘maxi’ sci Maximo che arriva fino a 94 mm al centro nella versione 157 cm. Uno sci che abbiamo portato sulla neve e testato in anteprima sul numero di Skialper di aprile-maggio. Con un testatore di eccezione…

TECNOLOGIA DEL LEGGERO FREESKI - Il carattere dello sci viene fornito prima di ogni altra soluzione dall'anima in legno e attorno all'anima Liwood è applicata la collaudatissima struttura cap Piuma Quadriaxial. Niente rocker: tutta la lamina possibile rimane sulla neve a fare il proprio lavoro. «Maximo è più maneggevole e facile di quello che ci si aspetta dalle sue dimensioni. È uno sci ben equilibrato tra centro ed estremità, che lavora sulla neve con continuità lungo tutta l’asta».Parola di Robert Antonioli.

SALITA/DISCESA - Insomma Maximo sembra continuare a offrire le performance concrete della tecnologia Ski Trab. Nel suo rapporto peso-sciabilità, e secondo i criteri attuali, si tratta di un attrezzo per chi punta le risorse sulla discesa più che sulla salita… ma vuole guadagnarsi la discesa di qualità con le proprie gambe. Nella misura 171, centro di gamma, Maximo si contiene in 1.250 grammi e rimane attorno ai 1.300 grammi nella taglia 178 con raggi attorno ai 20 metri.

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Kilian cancella il record all’Everest

Il catalano e’ partito oggi per aiutare la popolazione nepalese

Kilian Jornet ha deciso di continuare il viaggio in Nepal in programma per tentare il record di salita e discesa dell’Everest, ultima prova di Summits of my Life, ma con un cambio nel progetto. Questo l’annuncio odierno, con un breve comunicato stampa: «Dopo il tragico terremoto del fine settimana in Nepal, abbiamo deciso di modificare i nostri programmi… sicuramente non seguiremo il planning previsto. Vogliamo collaborare, nel limite del possibile, e portare aiuto nelle zone remote e di montagna». Un riferimento al Paese colpito dal terremoto: «Il Nepal è un Paese che è rimasto nel nostro cuore e per questo abbiamo deciso di continuare il nostro viaggio». Kilian dovrebbe arrivare in Nepal domani.

 


Il Gran Paradiso non può attendere

Su Skialper di aprile sci ripido su 3 versanti e un tour skialp di 15 ore

Il Gran Paradiso è l’unico 4.000 interamente italiano e, nelle giornate serene, ben visibile da Torino. «4.061 metri tutti italiani, una montagna dal nome affascinante che può essere sciata da tutti i versanti, a patto di essere preparati e saper cogliere l’attimo. 4.061 metri che si affacciano sulla pianura del nord ovest, in modo discreto. Non la ammaliante mole bianca del Monte Rosa o la irriverente silhouette del Cervino, senza neanche l’inconfondibile sagoma del Monviso che, pur mancando l’appuntamento con la fatidica quota di 150 metri, risulta essere assai più invadente nella skyline della pianura piemontese» scrive Andrea Bormida nell’articolo sul numero di aprile-maggio di Skialper. Un ampio dossier su linee scelte anche da grandi dello sci ripido come Stefano De Benedetti e Remy Lecluse.

PARETE EST - La parete est del Gran Paradiso è uno specchio: riflette i primissimi raggi del sole ed è così visibile dalla maggior parte delle montagne valdostane e, se uno sa dove guardare, anche di taglio da Torino. La sua conformazione, liscia, regolare, solare ai primi raggi, garantisce che nel periodo giusto (che può andare da fine aprile a giugno) spesso si trovi quella neve che tutti gli amanti di pendii ripidi e di sci primaverile si augurano di sciare. Una sciata bellissima, su pendenze che flirtano con i 50° nella parte alta.

PARETE NORD-OVEST - Così evidente, è forse il lato meno riservato della montagna. Con le forme sinuose della cresta sommitale domina la valle e invita. Per lo sciatore un vero sogno: pendenze fino a 55°, con le condizioni del seracco sommitale di questi anni, la parete nord ovest è il più bel lenzuolo che si potrebbe sognare di rigare: regolare, ampia, guarda dall’alto pendii perfetti, è un’attrazione irresistibile e sa di esserlo! Come le belle donne sa fare la preziosa, può permettersi di non concedersi subito, insomma ti fa penare: il suo innevamento è il vero cruccio! Visto che è decisamente ripida e completamente glaciale, la neve assai di rado aderisce in modo sufficiente per poter permettere una bella sciata.

PARETE SUD - A essere precisi è la parete sud del Roc. Cima di 4.026 m, satellite della cima principale, a pochi metri da essa. Ed è perfettamente visibile da Torino… un vero e proprio sogno metropolitano con pendenze fino a 50°.

LE VIE NORMALI -
Per chi invece non vuole stressarsi nella ricerca delle condizioni, o semplicemente vuole calzare i propri assi a 4000 m nel cuore della Valle d'Aosta per concludere la stagione scialpinistica, il Gran Paradiso rappresenta un valore sicuro su cui investire in termini di neve e paesaggio. Due sono le vie normali che salgono dalla Valsavaranche.

IL TOUR DEL GRANPA - Un itinerario di 15 ore attorno al Gran Paradiso, un periplo perfetto per chi ha gambe e allenamento. Ecco la proposta che chiude il dossier, perché per divertirsi non è obbligatorio cercare lo sci ripido. Partenza e ritorno da Valnontey, 4.400 metri di dislivello: è la proposta di Silvio Bertone e Fabrizio Pistoni.

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Transalp, 5 tappe per attraversare le Alpi

Su Skialper di aprile il reportage del raid da Sappada a Konigsee

«Ad essere sincero, prima della Transalp non avevo mai fatto un raid con le pelli. Anzi, non avevo mai fatto sei giorni consecutivi, zaino in spalla, su e giù per le montagne. Uscite di due, tre giorni, ma mai qualcosa di così lungo. D’estate sì, però è un’altra cosa. Così quando sono partito per Sappada non sapevo bene cosa aspettarmi, cosa sarebbe successo a me e ai miei sci con uno zaino forse troppo pieno e una caviglia gonfia già prima di partire. Potevo solo partire e scoprirlo strada facendo». Comincia così il racconto di Federico Ravassard dedicato alla sua esperienza Transalp, da sud a nord delle Alpi, sci ai piedi.

ATTRAVERSO LE ALPI - Giunta ormai alla sua quinta edizione, la Fischer Transalp è l’iniziativa attraverso la quale l’omonima casa austriaca offre a sei partecipanti di prendere parte alla traversata delle Alpi in compagnia di atleti e guide alpine, fornendo un set completo di attrezzatura. Quest’anno per la prima volta si è sdoppiata: Transalp East, per scialpinisti da Austria, Germania e Italia, con un percorso da Sappada a Konigsee, Transalp West per francesi e svizzeri lungo la classicissima Haute-Route Chamonix-Zermatt. Chiunque può provare a partecipare, inviando la propria candidatura online e, in caso di esito positivo, partecipando a una giornata di casting sul campo in cui vengono verificate le capacità necessarie per un tour come questo. Sono richiesti un buon allenamento - i dislivelli non sono impossibili (tra 1.000 e 1.500 metri giornalieri) ma ‘cuociono’ giorno dopo giorno -, ottima tecnica per procedere in sicurezza tanto in salita, anche sulla roccia, quanto in discesa e sapere collaborare e fare team con gli altri partecipanti.

LE TAPPE - Prima tappa da Sappada a St. Lorenz, poi Tuffbad - Lienzer, Lucknerhaus - Großglockner - Lucknerhaus, Kals (Taurerwirt) - Zell am See, Zell am See - Maria Alm e Maria Alm - Königsee. In totale sono 8.000 metri di dislivello.

IDEA BELLISSIMA - «Prima di partire, pensavo che la Transalp fosse una trovata pubblicitaria tanto carina quanto tranquilla. Mi sono ricreduto con il passare dei giorni, man mano che le gambe si facevano sempre più stanche e i metri di dislivello si accumulavano, insieme a qualche bastonata dovuta a degli itinerari e delle condizioni non sempre facili. Lo spirito di questa iniziativa è stato veramente genuino, tanto che Christian (responsabile del marketing di Fischer) era a pellare con noi, non a trafficare contratti in ufficio. Alla sera non si parlava di come andassero i loro sci, ma delle montagne che si sarebbero salite il giorno dopo. L’idea di attraversare le Alpi, e farlo con l’attrezzatura il più evoluta possibile, è bellissima».

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In uscita Outdoor Running 2015

Dal 27 aprile in tutte le edicole, dalla prossima settimana su app

Sta per uscire l’edizione 2015 di Outdoor Running, il numero speciale della rivista Skialper dedicato alla corsa off-road. Si tratta di un annuario, giunto alla terza edizione, che contiene tutte le informazioni per chi ama correre nella natura, diviso in due sezioni fondamentali: il calendario completo delle gare, con la recensione degli appuntamenti più importanti e le proposte curiose a livello nazionale ed internazionale. E poi il test di tutti i prodotti per il trail running e lo skyrunning: scarpe, zaini, cinture portaborraccia e bastoni. Quasi 300 pagine, ricchissime di informazioni, tutte realizzate dalla redazione con la massima cura nei particolari e nella raccolta delle informazioni.

GARE PER TUTTI I GUSTI - Un calendario razionale e selezionato di ben 450 appuntamenti distribuiti su tutto l’arco della stagione. Tra questi abbiamo scelto le gare internazionali da sogno, gli appuntamenti alternativi (i migliori city trail, ad esempio), ma anche quelle gare curiose che valgono un viaggio, almento una volta nella vita. E poi tutte le classiche del calendario italiano e le new-entry più interessanti, con schede dettagliate, recensioni complete, il punto di vista di organizzatori e atleti protagonisti, foto bellissime e altimetrie.

UNA SCHEDA PENSATA PER VOI - Abbiamo cercato tutte le informazioni fondamentali per chi ama gareggiare. Possiamo dire che ogni gara è stata davvero passata ai raggi x dalla redazione: nome della manifestazione, albo d’oro, distanza, dislivello e numero finisher dell’ultima edizione, breve presentazione, descrizione dettagliata del percorso, intervista all’organizzazione, classifica dell’ultima edizione, intervista ad uno dei protagonisti dell’ultima edizione, altimetria, curiosità (perché farla, ‘lo sapevi che’, l’edizione indimenticabile, i post curiosi dai social network). E poi la scheda: data, affiliazione, circuito di appartenenza, località di partenza e arrivo, orario di partenza, quota massima raggiunta, costo di iscrizione, altre eventuali distanze previste nel programma, numero limite iscritti, tempo record maschile e femminile, tempo limite, contenuto del pacco gara, premio finisher (dove previsto).
Manca qualcosa?

UN TEST SENZA PARAGONI - Il test è un po' un fiore all'occhiello della redazione. Non esiste un lavoro così approfondito sull’attrezzatura per il trail running in nessuna delle più quotate riviste europee. Perché a noi piace fare le cose a modo nostro, in maniera approfondita. Stare sempre dalla parte del lettore, immedesimarci negli appassionati che devono entrare in negozio per scegliere l’attrezzatura. Ogni prodotto segue un percorso molto preciso: lo scegliamo dai cataloghi delle aziende o alle fiere di settore, ci confrontiamo con i responsabili prodotto per raffinare la scelta, ordiniamo il materiale che deve essere rigorosamente nuovo e identico a quello che entra in negozio. Poi lo fotografiamo, misuriamo, analizziamo in tutti i dettagli. Infine lo sottoponiamo alla prova di un test team di professionisti. Gente che corre ad altissimo livello, che è abituata a valutare ogni minimo dettaglio dell’attrezzatura per ottimizzare le proprie prestazioni. Gli chiediamo di mettere la loro meticolosità ed esperienza a servizio di tutti i runner.

DREAM TEAM - Rispetto al nucleo del test team 2014 abbiamo fatto qualche leggera modifica, anche se sostanzialmente abbiamo scelto la continuità, convinti della massima ‘squadra che vince non si cambia’.
Il coordinatore è rimasto Alessandro Pilloni, affiancato nell’occasione da Claudio Primavesi e Giovanni Romano della redazione. La parte fotografica è stata curata da Luca Parisse, la produzione video da VisualWorking. E poi i testatori: confermatissimi Marco Zanchi, Katia Fori, Lele Manzi, Paolo Gotti, Elisa Desco e Stefano Trisconi, new-entry 2015 Franco Collè, Paolo Bert e Dimitra Teocharis.
A loro si è affiancato anche un gruppo di vip e consumer per dare ulteriori feedback: Stefano Gregoretti, Stefano Punzo, Giorgio Macchiavello, Renzo Moltrazio, Roberto Giordano e Laura Galli.
Scusate se è poco!

UNA LOCATION PERFETTA - Per testare le scarpe su tutti i tipi di terreno e su ogni pendenza abbiamo scelto l’incredibile scenatrio del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Sentieri scoscesi, prati, rocce, passaggi su creste a fil di mare. Un po’ tutto quello che serve per mettere a dura prova il materiale da trail e skyrunning, soprattutto in mesi in cui le montagne sono ancora coperte di neve. E l’ospitalità è stata all’altezza di una delle più rinomate mete del turismo internazionale!

SCELTA PRODOTTI - Non abbiamo testato tutto ciò che c’è sul mercato, non ci sarebbe stato il tempo e non era nemmeno la nostra intenzione. Abbiamo fatto una scelta e portato sul terreno quello che abbiamo ritenuto interessante. Cinquanta scarpe, dalle principali aziende produttrici: Adidas, Altra, Asics, Brooks, Dynafit, Hoka One One, Inov-8, Kalenji, La Sportiva, Mammut, Mizuno, New Balance, Salomon, Saucony, Scott, Tecnica e The North Face. Per zaini e cinture idriche Adidas, Camelback, Camp, Dynafit, Ferrino, Inov-8, Kalenji, Lafuma, Mammut, Montane, Quechua, Raidlight, Salomon e The North Face. Per i bastoni, infine, Black Diamond, Camp, Ferrino, Komperdell, Leki e Scott.

LISTINO COMPLETO - Tutto ciò che è disponibile sul mercato, però, lo trovate comunque su Outdoor Running: lo abbiamo racchiuso nel nostro Listino 2015. Tutti i prodotti, divisi per categoria merceologica, con tutte le informazioni tecniche essenziali e i prezzi di listino.

IN EDICOLA E SU APP - Il numero speciale Outdoor Running 2015 (260 pagine, 7,50 euro) sarà disponibile in edicola in tutta Italia da lunedì 27 aprile. Non è compreso nell’abbonamento a Skialper, trattandosi, appunto, di un’uscita speciale. Chi lo volesse ricevere a casa lo può ordinare e verrà spedito per raccomandata: per gli abbonati il prezzo è di 10 euro con le spese di spedizione, per i non abbonati di 13,50 euro. Si può acquistare on-line all’indirizzo skialper.it/Abbonamenti, oppure chiamando il numero 0124 428051. Dalla prossima settimana, poi, sarà già disponibile sulla app di Skialper per smartphone e tablet, sia per sistema operativo iOS che Android (ah, importante, è uscita la nuova app!).

Buona lettura!


In edicola Skialper 99 di aprile/maggio!

Nelle migliori edicole e su app! Da non perdere!

La primavera inoltrata è la stagione del grande scialpinismo su neve trasformata, dei concatenamenti, delle alte vie e delle giornate che sembrano non finire mai. Un tempo era 'la' stagione dello scialpinismo e ora che le pelli si mettono tutto l’inverno, ne rappresenta ancora una delle sfaccettature più ricche e stimolanti. Non poteva mancare un’uscita della rivista Skialper ad hoc: proprio in questi giorni è entrato in distribuzione nelle edicole, in consegna agli abbonati, oltre ad essere già disponibile in versione digitale su app, il numero 99 di aprile/maggio (144 pagine, con allegato Up&Down dedicato al mondo delle gare, 6 euro).

VIAGGIO ATTRAVERSO LE ALPI - La copertina ritrae un tipico scenario primaverile, con un gruppo di scialpinisti in azione. Sono i protagonisti della Transalp 2015, che in sei tappe si sono spostati sci ai piedi da Sappada a Königsee. Il nostro Federico Ravassard ha partecipato in prima persona, raccontando a parole e con la macchina fotografica, questa magnifica esperienza. Ci sono tutti i consigli e le cartine per chi volesse ripercorrere questa avventura sugli sci.

CHE PALE… - Un cenno nell’editoriale del direttore Davide Marta e l’opinione di Leonardo Bizzaro. Entrambi hanno toccato il tema dell’uso degli elicotteri in montagna. Questo per annunciare che sul numero 100, quello che uscirà il prossimo giugno, il tema verrà affrontato con un’inchiesta giornalistica approfondita. E per chi si prende troppo sul serio, c'è la controcopertina di Caio.

VALANGA IN PRESA DIRETTA - L’avalung mi ha salvato la vita, dice un nostro amico, scialpinista top, travolto da una valanga. Il suo racconto, nei minimi dettagli ci porta nella pancia della valanga, le sue considerazioni tecniche parlano dell’utilità di questo dispositivo. Tutto assolutamente vero e raccontato in prima persona. E poi le note del Capitano Cresta, che ha voluto evidenziare nel racconto gli errori del nostro skialper anonimo (ha chiesto di restare tale) che hanno portato alla (scampata) tragedia. Per riflettere.

IL GRANDE MEZZALAMA - Primavera è anche tempo di Trofeo Mezzalama, la più famosa e conosciuta gara di scialpinismo. Ma alzi la mano chi conosce la storia di Ottorino Mezzalama, il personaggio a cui questa classica del nostro sport è intitolata. Così abbiamo affidato a Giorgio Daidola una retrospettiva su questo grande dello scialpinismo.

I NOSTRI GHIACCIAI - Come stanno? Qual è il reale stato di salute dei ghiacciai alpini sul nostro versante, al di là di dicerie e chiacchiere da bar? Ce ne parla Riccardo Scotti, uno che di queste cose se ne intende per davvero e che per professione monitora, studia e misura l’evoluzione dei nostri ghiacciai.

0 - 7.000 - Il record di Nico Valsesia, in 22 ore e 41 minuti da livello del mare alla cima dell’Aconcagua raccontata da Dino Bonelli, che faceva parte del team che ha accompagnato l’atleta piemontese nell’impresa. Bellissime foto, dati esclusivi e un’intervista a caldo realizzata pochi giorni dopo il record al Rifugio Portezuelo del Viento a Las Cuevas.

IL 4.000 TUTTO ITALIANO - Vie per affrontare in primavera il Gran Paradiso ce ne sono tante. Andrea Bormida ci propone, oltre ad un accenno per le vie Normali, salita e discesa con gli sci delle pareti Est, Nord Ovest e Sud. E per chi vuole macinare dislivello, c’è il giro completo del Granpa, realizzato da Silvio Bertone e Fabrizio Pistoni con partenza e arrivo a Valnontey e oltre 4.400 metri di dislivello.

IN PICCHIATA DALLA BUSAZZA - Subito a destra della Pfeiffer-Reif c’è un canale molto invitante. «Una linea che fu salita anche da Adriano Greco e Andrea Sarchi durante il loro trittico delle nord del gruppo dell’Adamello. Lo stesso Sarchi ci ha indicato la possibilità di scendere questo canale che reputa ancora incompiuto con gli sci». Sono le parole di Giuliano Bordoni, che esordisce come collaboratore di Skialper raccontandoci questa linea sciata insieme al fedele compagno Bruno Mottini.

SELVAGGIA VAL DI TOVEL - Un’altra proposta doc da Thomas Martini: questa volta ci porta in Val di Tovel, dove ci spiega la traccia per raggiungere la Cima Santa Maria partendo dal lago. Due varianti sul tratto finale, una più alpinistica e diretta, l’altra con sviluppo maggiore ma con meno difficoltà.

VOCAZIONE SKIALP - In Engadina esistono veri e propri paradisi per lo scialpinismo. Marco Romelli ci propone tre itinerari partendo dallo Julierpass: Piz Surgonda per la Furcia Alva con discesa in Val d’Agnel, il Piz Lagrev sul versante nord/est con cresta nord/est ed infine il Piz D’Emmat Dadaint per il Lej Gravasalvas e il versante est.

IL LATO B DI CORTINA - Una piccola monografia per muoversi con le pelli attorno a Cortina. «Basta allontanarsi dagli impianti sciistici e dai grovigli di curve dei coloratissimi freerider, basta mettere le pelli e fare fatica, per trovare mondi incantati che la neve impreziosisce e addormenta». Così Stefano Burra introduce i sei bellissimi itinerari che ci propone attorno alla Perla delle Dolomiti.

SULLE TRACCE DI ROBERT - Una nuova puntata del viaggio in Alta Valtellina realizzato in collaborazione con Ski Trab e i suoi testimonial di punta. Questa volta Robert Antonioli, campione della squadra nazionale di ski-alp, ha accompagnato il nostro Guido Valota nella zona del Forcellino, con l’aggiunta di una variante per chi vuole continuare fino ai 3.370 metri del Confinale.

L’ESEMPIO DI PRAGELATO - A due passi da Sestriere, in Alta Valchisone, è partito il progetto Pragelato Natural Terrain. Siamo andati a scoprire come una località sciistica puntando su proposte dedicata a freeride e scialpinismo per sopravvivere nel confronto con i maxi-comprensori tipo La Via Lattea.

SFIDA SULL’ADAMELLO -
Proprio alla vigilia della spettacolare gara de La Grande Course, siamo andati sul percorso dell’Adamello Ski Raid in ricognizione. E abbiamo spezzattato il percorso di gara in tre proposte eccezionali per lo skialp primaverile. «In Adamello si entra in un’altra dimensione spazio-temporale e si entra per spostarsi sempre più in là. Per allontanarsi e avvicinarsi, più che per salire e scendere. Il fascino dei chilometri da percorrere in sviluppo sorprende e si sostituisce piacevolmente, per una volta, a quello abituale dei metri di dislivello» spiega Guido Valota, autore del servizio.

VOGLIA DI CORRERE? - Primavera con scarpette da trail e una vacanza fast&light in Costiera Amalfitana. Ecco la nostra proposta di aprile con testi e foto di Luca Parisse, che insieme ad un appassionato runner come Saverio Scattarelli è andato a percorrere tre itinerari top: Santa Maria del Castello - Positano, Jeranto-Punta campanella e il Trail delle Ferriere ad Amalfi.

IMMANCABILI RUBRICHE - Amate e richieste dai nostri lettori, non potevano mancare nemmeno su questo numero. Il Capitano Cresta, ovviamente, ci parla delle valanghe primaverili. Forse sottovalutate, ma molto pericolose. «… il mese con maggior numero di vittime da valanga è maggio, quasi il doppio degli altri mesi più mortali…». Vale la pena prestare attenzione, o no? Il nostro nutrizionista Alessandro Da Ponte approfondisce invece il tema dell’uso dei grassi nella dieta dello sportivo, mentre il dottor Massimo Massarini parla delle patologie al ginocchio tipiche dello scialpinisita.

PREVIEW 2016 -
Buttando lo sguardo al prossimo inverno, è tempo di mettere da parte qualche risparmio per la nuova attrezzatura, perché le novità non mancano e le aziende propongono soluzioni sempre più performanti. Per i garisti doc abbiamo provato i nuovi scarponi Pierre Gignoux Race 400 (520 grammi), ma anche il Fenix 3 di Garmin, ultimo gioiello in fatto di orologi cardio-gps per gli sport endurance. Spazio agli amanti del free-touring con il nuovo Scarpa Freedom RS, il ‘fat&light’ Dynastar Mythic, il Maximo ovvero l’evoluzione di Ski Trab a 90 mm sotto il piede, la versione 2.0 dello scarpone Sideral di La Sportiva con doppia predisposizione pin-tech e TR2. Può bastare per questo mese?

TANTI ALTRI SERVIZI - News, curiosità, vetrine prodotto, recensioni di negozi, opinioni. C’è ancora tanto altro nelle 144 pagine di Skialpèer che troverete in edicola e su app a partire da questa settimana.

UP&DOWN PER I RACERS 100% - Il tabloid dedicato alle gare è ricco che di più non si potrebbe. Volevamo contare i personaggi che sono stati intervistati, ma sono davvero troppi. E allora sotto a chi tocca, con reportage live, classifiche, commenti, tantissime foto esclusive dalla Pierra Menta (a cui è dedicata la prima pagina), dalla Sellaronda Ski Marathon, dai Mondiali di Verbier, dalla Monterosa Skialp e da tutti i circuiti che hanno animato le nostre Alpi nei mesi di febbraio e marzo.

SELLARONDA: LA CLASSIFICA COMPLETA - Conoscete personaggi che raccontano di aver chiuso la Sellaronda in quattro ore? La classifica è on-line, chi si ricorda di andare a controllare… Ora è più semplice: il poster centrale di Up&Down contiene la classifica completa della kermesse dolomitica, con tutti i nomi e i tempi con cui hanno tagliato il traguardo. Da appendere in casa, in garage, in negozio, in ufficio, dove volete. Per ricordare la vostra impresa e verificare la veridicità delle parole dei vostri amici…

GIA’ DISPONIBILE SU APP -
 Skialper di aprile è disponibile nelle migliori edicole a partire da metà settimana. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Ma chi lo volesse acquistare immeditamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!     

 

Splitboard time!

Parte un nuovo progetto sulla rivista Skialper legato allo splitboard

Ce l'hanno chiesto in tanti e finalmente siamo pronti ad annunciare un nuovo progetto su Skialper legato allo splitboard. Si tratta del segmento più dinamico nell'ambito snowboard, con un numero di praticanti crescente e sempre più attenzione da parte delle aziende produttrici nel realizzare tavole, attacchi e accessori studiati ad hoc. La filosofia è esattamente la stessa dello scialpinismo, salita by fair means, con la sola variante della discesa con la tavola invece che con i due assi. Ci occuperemo di splitboard su tutti i numeri della rivista a partire dal prossimo mese di ottobre e soprattutto esordirà sulla Buyer's Guide 2016 il capitolo test dedicato ai prodotti. Curatore di entrambe le sezioni sarà Luca Albrisi, a cui abbiamo chiesto di presentarsi ai nostri lettori.

«Sono Luca Albrisi e chi già mi conosce sa che non è del tutto facile ‘inquadrarmi’. Credo derivi dal fatto che ho tanti interessi e faccio un sacco di cose diverse che spesso possono apparire scollegate tra loro, ma posso assicurare che, almeno dal mio punto di vista, una coerenza c’è… Insegno snowboard, sono laureato in filosofia, scrivo; collaboro con alcune aziende del mondo outdoor su progetti di comunicazione e sviluppo prodotti.  

In passato ho partecipato a gare di snowboard freeride del circuito di coppa del mondo ma col tempo mi sono reso conto che non rispecchiava il tipo di esperienza di cui ero in cerca. Al momento mi dedico prevalentemente alla pratica di snowboard freeride, ripido e esplorativo. Mi affascinano mete e culture lontane ma nutro anche il desiderio di scoprire e valorizzare quello che abbiamo a disposizione appena dietro casa e che credo, troppo spesso, venga sottovalutato. Negli ultimi anni ho approfondito l’utilizzo di tavole splitboard che penso essere un valido mezzo per andare 'un po’ più in là', permettendoci di vivere una moltitudine di esperienze sia tecniche che emozionali.  

Per Skialper curerò una sezione dedicata alle splitboard e allo snowboard freeride, oltre che coordinare il test materiali - sempre riguardante le split - che troverete già sulla Buyer's Guide 2016.
Spero ci sia presto occasione di incontrarci là fuori per due curve o quattro chiacchiere o, magari, entrambe le cose.
Peace&Powder»  


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