Il business tra contributi e tesseramenti
Al centro il praticante che sovvenziona tutti gli attori
Nel corso di questa stagione, ma non solo, più di una volta mi sono trovato mio malgrado in copia a mail che riguardavano questioni burocratiche tra organizzatori, associazioni, atleti, federazioni sportive ed enti di promozione sportiva. Per mia sfortuna queste mail non hanno mai riguardato questioni interessanti, ovvero legate allo sviluppo e la promozione dell’attività sportiva, ma per l’appunto unicamente questioni burocratiche.
IL GIOCO DELLE PARTI - Da un lato abbiamo le federazioni sportive che rivendicano l’esclusività della pratica, a volte definita agonistica e a volte competitiva a seconda dell’interlocutore di turno, e dall’altra gli enti di promozione che rivendicano il loro diritto a essere presenti, a volte come attori protagonisti e a volte come comparse. Se da un lato è ovviamente il benvenuto chiunque si accolli l’onere di farsi portavoce di un fine così nobile e importante quale la diffusione della pratica sportiva nel nostro paese, dall’altro però non si può fare a meno di osservare un certo orientamento generale che sempre più di frequente tralascia questo fine concentrandosi maggiormente su questioni burocratiche ed economiche, in primis sulla questione tesseramenti. Ed è proprio la questione dei tesseramenti che merita di essere analizzata per comprendere cosa si celi dietro a queste infinite discussioni.
IL BUSINESS DELLO SPORT - Lo sport in Italia è uno dei rari esempi in cui le finalità sociali si conciliano perfettamente con gli interessi economici. Si perché se da un lato è socialmente importante promuovere e sviluppare lo sport nazionale, dall’altro se questo genera anche un utile la cosa non può che far piacere. Considerando i tre attori principali dello sport Italiano, ovvero CONI, Federazioni Nazionali, Enti di Promozione Sportiva e Associazioni Sportive, si assiste a una dinamica delle entrate diametralmente opposta. Se il CONI si basa per il 95% sui contributi dello stato, all’estremo opposto ci sono le associazioni sportive che basano la loro attività di promozione sportiva quasi ed esclusivamente sui tesseramenti. In mezzo, ci sono le Federazioni e gli Enti di Promozione Sportiva che attingono o che vorrebbero farlo da entrambe le parti.
IL CONI - Al vertice del movimento sportivo italiano, come ormai risaputo, c’è il CONI, un organizzazione nata nel lontano 1914 al fine di curare l’organizzazione e lo svolgimento dello sport italiano e che attualmente vede alla sua guida Giovanni Malagò il quale succede dopo 14 anni a Gianni Petrucci. Tralasciando gli aspetti legati strettamente al fine istituzionale, può essere importante riassumerne brevemente quelli più prettamente economici. Nel 2012, il CONI ha registrato ricavi per un totale di circa 438 milioni di euro. Di questi, 416 milioni, ovvero il 95%, sono derivati da contributi statali. Sul fronte delle uscite, con 263 milioni di euro, ovvero il 60% dei ricavi, i contributi per attività istituzionale sono quelli che incidono maggiormente. Tra questi, sempre nel 2012, 242 milioni di euro sono finiti nelle casse delle Federazioni Sportive Nazionali, quasi 15 milioni agli Enti di Promozione Sportiva, poco più di 3 milioni ai Gruppi sportivi militari e 2,5 milioni alle Discipline Sportive associate. Il CONI quindi non ricava risorse direttamente dal tesseramento degli atleti delegando l’argomento alle federazioni, alle discipline associate e agli enti di promozione sportiva. Considerando che ad oggi ci sono 45 federazioni, 19 discipline associate e 17 enti di promozione, quei circa 260 milioni di euro da spartirsi non sono poca cosa.
LA FIDAL - Parliamo di FIDAL (Federazione d’Atletica Leggera) e non in generale di federazioni in quanto è l’unica federazione italiana che in parte contempla l’attività dell’outdoor running tra le sue discipline. In realtà direttamente ne contempla solo una ovvero la Corsa in Montagna ma questo poco conta con il discorso in questione. Nel 2011 la FIDAL su un totale di 19,5 milioni di euro di entrate, ha ricevuto poco più di 9 milioni di euro di contributi dallo stesso CONI, circa 1,2 milioni di euro di contributi da enti pubblici e circa 539.000 euro di entrate tra tesseramenti e affiliazioni su oltre 170.000 associati. Sempre nel 2011 le uscite complessive della stessa FIDAL hanno di poco superato i 20 milioni di euro generando quindi un passivo nella gestione. Con i contributi pubblici che in linea con la nuova spending review del governo sono destinati a diminuire, è scontato immaginare che, a parità di attività e ipotizzando una gestione già ottimale dei costi, la stessa FIDAL dovrà cercare di attingere da altre forme di entrate e che una di queste sarà inevitabilmente il tesseramento atleti.
ENTI DI PROMOZIONE - E’ vero che i 17 Enti di Promozione Sportiva possono contare su 15 milioni di euro erogati come contributi dal CONI, ma sono l’entità che ad oggi controlla gran parte della questione tesseramenti in Italia. A differenza delle Federazioni, spaziano in più discipline sportive possibili andando quindi a interagire con un ampio numero di praticanti. Tra i due enti più rappresentativi ci sono il CSEN, con circa 1.400.000 tesserati e oltre 15.000 società affiliate, e la UISP con 1.310.000 tesserati, 17.800 società sportive affiliate e 1.000 circoli. Da soli, questi due enti di promozione sportiva nel 2012 hanno ricevuto dal CONI, rispettivamente, 1,2 milioni e 2 milioni di euro di contributi. Molti Enti di Promozione sportiva sono di emanazione politica, ovvero costituiti in passato seguendo le ideologie dei vari partiti esistenti.
IL CONSUMATORE FINALE - E in tutto questo meccanismo, ovviamente, il praticante finale è doppiamente coinvolto, dall’alto e dal basso. Se da un lato, come per tutti gli altri cittadini, quindi anche quelli non praticanti, parte delle sue tasse contribuiscono al fine sociale del CONI, ovvero quello di promuovere la pratica sportiva, dall’altro contribuisce in gran parte allo stesso fine sociale per il tramite del tesseramento alle Associazioni Sportive e quindi, di riflesso, agli Enti di Promozione o Federazioni Sportive Nazionali.
In Emilia, il primo consorzio di organizzatori
In programma un circuito di 15 gare
Rimandando gli approfondimenti del caso e al relativo calendario al numero di dicembre di Ski-alper, riportiamo le generalità di un nuovo progetto che partirà già a gennaio.
Il progetto iniziale era quello di un circuito provinciale organizzato dall’Ente di Promozione Sportiva UISP. Poi sono subentrate alcune divergenze d’opinione tra cui quelle sulle lunghe distanze, ovvero su quelle prove di 50 km e oltre. Qualcuno le ha ritenute pericolose in termini di sicurezza, altri in termini di salute per i partecipanti. Ed ecco allora che da una semplice riunione di ottobre e dalla delusione iniziale, è nata un’idea che si preannuncia essere una prima assoluta nel panorama italiano dell’outdoor running nazionale e non solo.
IL CONSORZIO DI ORGANIZZATORI - E’ stato infatti creato un consorzio di organizzatori i cui eventi toccano l’Appennino da Modena a Piacenza passando per Reggio Emilia e Parma e in modo trasversale, dal Vertical Kilometer all’Ultra-Trail. Ispirandosi al principio che l’unione fa la forza, gli organizzatori hanno quindi abbandonato le questioni prettamente burocratiche, quali definizioni di sorta o tesseramenti, concentrando e unendo i loro sforzi unicamente sulla promozione della disciplina e la valorizzazione dei loro territori. L’idea è molto semplice quanto rivoluzionaria, un circuito di gare con gestione accentrata della relativa promozione.
IL CIRCUITO - Dal prossimo anno, quindi, il Trofeo Agisko - Appennino Cup Trail sarà una nuova realtà del panorama italiano con ben 15 prove in programma. Inizierà già a gennaio con il Winter Trail del Borgo e si concluderà a ottobre con il Tartufo Trail Running. E per tutti gli appassionati, un nuovo sito di riferimento e gli aggiornamenti delle classifiche dopo ogni tappa curati dal consorzio stesso.
Quanti outdoor runners ci sono in Italia?
Il calendario interattivo di Ski-alper ci aiuta a rispondere
Con 540 gare italiane per data, il Calendario Outdoor Running 2013 di Ski-alper è stata una delle sezioni dell’intero sito più visualizzata dai lettori.
QUI il Calendario Outdoor Running 2013
LO STRUMENTO - Per ogni evento, vengono messe a disposizione le principali informazioni come luogo, data, distanza, dislivello positivo, mail, sito internet, classifiche e articoli e gallery di Ski-alper qualora presenti. Uno degli strumenti più completi del panorama italiano dell’outdoor running che nel tempo rimarrà un utile database per la ricerca dei dati.
LA DIMENSIONE DELL’OUTDOOR RUNNING - Anallizzato nello specifico, il Calendario Outdoor Running 2013 di Ski-alper risulta anche essere un utile strumento per analisi più approfondite. Uno degli interrogativi che spesso e volentieri riemerge nelle discussioni, è quale sia il numero effettivo dei praticanti in Italia. Difficile dirlo in termini assoluti ma ipotizzando che un’alta percentuale di praticanti disputi anche le competizioni, i dati che emergono dall’analisi del Calendario Outdoor Running 2013 in merito ai partecipanti, possono essere utili per arrivare a una stima attendibile. Il primo dato che emerge dall’analisi, prima di arrivare al numero effettivo di partecipanti, è il numero complessivo di quante volte è stata tagliata la linea del traguardo di tutte le gare italiane. E i numeri che emergono sono a dir poco sorprendenti. Nei soli primi 4 masi della stagione 2013, ovvero da gennaio ad aprile, in Italia si sono disputate 62 gare con quasi 14.000 atleti che hanno tagliato il traguardo.
SKI-ALPER DI DICEMBRE - Il numero finale, con i relativi approfondimenti sulle gare maggiormente partecipate e le relative zone geografiche, avrà spazio sul prossimo numero di Up & Down, in uscita a dicembre. E i numeri in questione offriranno una visione del settore per certi versi inedita.
Social network, forte crescita per Kilian e il Tor
I nuovi dati di preferenze da giugno a novembre
A inizio giugno avevamo trattato l’argomento dei social network con particolare attenziane alla presenza di organizzatori, riviste di settore, blog e atleti su Facebook. Di seguito una breve anticipazione sul forte incremento d’interesse e d’interazione da parte degli utenti che i principali attori dell’outdoor running internazionale hanno registrato su Facebook. Tra questi, ovviamente, anche la stessa pagina di Ski-alper.
Sul numero di Ski-alper di dicembre i dettagli dell’analisi. QUI l'articolo di giugno.
RIVISTE - La rivista americana Trail Runners Magazine si conferma la più apprezzata dagli utenti e sale 40.756 preferenze. Al secondo posto, con 28.203 preferenze e il miglior incremento del periodo (+77%) la rivista francese Trail Endurance Mag. Ski-alper supera il traguardo delle 10.000 preferenze e con un incremento del 32% si conferma tra le prime riviste di settore per presenza su Facebook.
BLOG - Conferma assoluta per l’americano iRunFar che, con 19.554 preferenze, è il blog più seguito su Facebbok. In termini di crescita nel periodo, l’inglese Talk Ultra conquista il primato con il 56% d’incremento. Tra gli italiani, Corsa in Montagna si conferma al primo posto in termini di preferenze e registra un incremento del 43%.
ATLETI - Kilian Jornet, con 245.000 preferenze e un incremento del 43% si conferma l’atleta più seguito su Facebook e aumenta il suo divario nei confronti del secondo atleta più seguito, l’americano Dean Karnazes con 92.565 preferenze. A livello d’incremento, il primato spetta alla svedese Emelie Forsberg che fa registrare un +118% portandosi a 26.436 preferenze. Il primo atleta italiano si conferma essere Marco Olmo con 5.579 preferenze.
ASSOCIAZIONI/CIRCUITI - La pagina della ISF si conferma essere la più apprezzata con 17.460 preferenze e un incremento record del 77%. Si aggiunge all’elenco la nuova pagina del Ultra-Trail World Tour che ha superato in poco tempo le 10.000 preferenze.
GARE - L’UTMB si conferma la gara più apprezzata con 45.737 preferenze e un incremento del 50%. A livello di preferenze, il primato spetta al Tor des Géants che ha visto aumentare i consensi del +133% portandosi a 14.417 preferenze.
Tahoe 200, la prima 200 miglia americana
A settembre il giro del Lake Tahoe non stop
Anche gli Stati Uniti avranno qualcosa di simile al nostro Tor des Géants. Si tratta della prima gara di 200 miglia in unica tappa e in ambiente naturale che viene organizzata nel continente americano. La data prevista è il 5 settembre 2014. Con l’aggiunta di alcune modifiche che di fatto ne allungano la distanza complessiva, si tratta del Tahoe Rim Trail, il percorso che nel 2009 Kilian Jornet fece in solitaria in 38h32’.
DIRETTORE DI GARA - Il direttore di gara è la trentunenne atleta americana Candice Burt. Al suo attivo, tra le numerose gare di ultra distanza disputate, anche un secondo posto quest’anno alla Tarawera 85 km Ultramarathon in Nuova Zelanda e un secondo posto lo scorso anno proprio al Tahoe Rim Trail di 100 miglia.
IL PERCORSO - La gara seguirà in gran parte il famoso Tahoe Rim Trail, un percorso che circoscrive l’intero lago Tahoe, al confine tra la California e il Nevada, con l’aggiunta di alcune varianti che toccheranno le montagne circostanti. Lo sviluppo complessivo sarà di circa 320 km, con 12.000 metri di dislivello positivo e una quota altimetrica compresa tra i 1.700 m e i 2.500 m. La partenza prenderà il via alle 10:00 del 5 settembre dal Diamond Peak Ski Lodge in Nevada e il tempo limite è fissato in 100 ore. Lungo il percorso saranno allestite 5 basi vita, 13 punti di rifornimento completi e 7 solo con liquidi.
PECULIARITA’ - Oltre al profilo altrimetico che presenta circa la metà del dislivello positivo del Tor des Géants, la gara americana ha alcune peculiarità che riflettono fondamentalmente la diversa filosofia di approccio alla corsa in natura tra gli Stati Uniti e l’Europa. A partire dal’assenza del materiale obbligatorio richiesto agli atleti. Gli organizzatori si limitano a indicare, nel manuale di gara, le condizioni climatiche della zona in questione nel periodo della gara e consigliano quindi di vestirsi in modo adeguato. Altra sostanziale differenza è la possibilità di avvalersi dei pacer, ovvero gli accompagnatori che saranno consentiti per tutti i concorrenti dopo 54 miglia di gara e per gli oltre sessantenni dopo 37 miglia. E’ inoltre previsto un curriculum sportivo che consiste nell’aver già disputato una gara di 100 miglia in ambiente naturale o almeno due gare di 100 miglia non in ambiente naturale nel periodo compreso tra gennaio 2012 e settembre 2014.
ISCRIZIONI - Le iscrizioni apriranno ufficialmente il 01 dicembre alle ore 8:00 e sono limitate a 200 posti disponibili. Nei prossimi giorni l’organizzazione comunicherà le relative quote d’iscrizione.
QUI info dettagliate sull’evento
SainteLyon, cade il tabu’ dei premi in denaro
Per la classicissima francese, montepremi di 10.000 euro
Dopo i Templiers dello scorso anno e la Marathon du Mont-Blanc di quest’anno, un’altra storica gara francese cade nella tentazione dei premi in denaro. E non è una gara qualunque perché la SainteLyon è una delle gare più antiche e più partecipate dell’intera Francia. Una decisione che oltretutto è stata annunciata a iscrizioni terminate, nell’anno del record con quasi 14.000 partecipanti, e della sua sessantesima edizione
LE ORIGINI - Correva l’anno 1951 quando un gruppo di ciclisti di Saint Etienne e di Lione crearono una passeggiata invernale tra le due città lungo il GR7. L’obbiettivo era quello di mantenere la forma nel periodo invernale. All’inizio la traversata si svolgeva in due tappe, con sosta a St. Catherine. La manifestazione cresce di interesse velocemente e da due giorni si passa a un solo giorno di percorrenza con i primi concorrenti che raggiunsero brevemente il muro delle 7h30’ lo stesso impiegato nel secolo scorso dalla diligenza per collegare appunto Lione a Saint-Etienne . Nel 1977 la Saintélyon diventa a tutti gli effetti una gara competitiva. Già agli inizi degli anni 2000, la gara contava più di 3.000 iscritti per poi arrviare ai 12.000 dello scorso anno e ai 14.000 di questa edizione.
A FAVORE DEGLI ATLETI - Michel Sorine, il direttore di gara, ha dichiarato che la decisione è stat presa perché se gli atleti di livello fanno sognare, è altrettanto vero che ormai essere un atleta di alto livello richiede dei sacrifici. Sorine, annuncia i 10.000 euro come un aiuto agli atleti ed esorta le aziende a investire nel settore per farlo crescere. Il montepremi di 10.000 euro sarà distribuito tra i primi 5 uomini e le prime 5 donne della gara individuale.
Successo di Kosovelj all'EcoTrail della Muggia
Secondo Wyatt, terzo Abate. Confortola prima donna
Successo dello sloveno Mitja Kosovelj ieri nella Euromarathon EcoTrail della Muggia, disputata tra Slovenia e Italia sulla lunghezza della mezza-maratona. La gara, con 800 metri di dislivello, ha visto la vittoria dello sloveno Mitja Kosovelj in 1h28'47'' davanti a Jonathan Wyatt (1h30'56'') e a Gabriele Abate (1h31'38''). Nella gara femminile vittoria di Antonella Confortola (1h48'16'') davanti ad Andraja Godec (1h58'19'') ed Eva Paternoster (2h07'06'').
Mwangi Hirum Wandangi vince al debutto nel trail
Il keniano primo al 'Terre di Mezzo' a Daverio
Era uno degli atleti più attesi alla vigilia: Hirum Mwangi Wandangi era al debutto in un trail, la quarta edizione delle 'Terre di Mezzo' a Daverio. Il keniano ha chiuso i 37 km del tracciato in 2h27'00" davanti a Fabio Bazzana (2h34'57") con Danilo Lantermino a completare il podio (2h39'32"). Nella gara rosa a segno Virginia Oliveri in 3h130'26", precedendo Scilla Tonetti (3h14'24") e Annalisa Cappelletti (3h14'24").
Canepa, quinta per ISF, trentesima per ITRA
Le prime analisi sui ranking di quest’anno
Se pur ancora parziali e solo riferiti alle lunghe distanze, i dati forniti in settimana dalla ISF (International Skyrunning Federation) sul ranking 2013 si prestano a un primo confronto con quelli più completi forniti dalla ITRA (International Trail Running Federation). Per capire a fondo i meccanismi di calcolo dei due ranking, abbiamo preso come riferimento le posizioni di Francesca Canepa, quella che da molti è considerata la miglior atleta italiana delle lunghe distanze.
I DUE RANKING – I due metodo di calcolo adottatti da ISF e ITRA partono da un presupposto differente e di conseguenza si prefiggono lo scopo di rappresentare la realtà dell’outdoor running in modo altrettanto differente. In estrema sintesi, rimandando il’analisi dettagliata al numero di Ski-alper di dicembre, la ISF tende a offrire una panoramica di quanto è accaduto nella stagione in corso in termini di piazzamenti e performance nelle singole gare selezionate mentre la ITRA tende a offrire una panoramica sulle prestazioni atletiche assolute nel corso delle ultime tre stagioni. Con questi due fini, la prima considera le posizioni in classifica, i distacchi dal vincitore e la presenza di atleti elite nella singola gara, la seconda trasforma le singole prestazioni in un indice di riferimento, basato sulla traformazione del dislivello positivo in km equivalenti in pianura e confrontabile quindi nei diversi eventi stagionali. Ed è per questo motivo che la ITRA, a differenza della ISF, esprime anche un ranking complessivo che contempla tutti i tipi di distanze. In estrema sintesi, per ISF conta quanto si è arrivati nella gara e per ITRA quanto nella stessa si è andati veloce. Infine, la ISF si limita a considerare le lunghe distanze quelle superiori ai 42 km mentre la ITRA entra nel dettaglio suddividendole in fasce, da 42 a 69 km, da 70 a 99 km e oltre i 100 km. Per il ranking ITRA, il miglior atleta al mondo in termini di prestazione potrebbe quindi essere quello che ha fatto registrare grandi performance anche in sole gare di livello secondario, addirittura in gare esclusivamente locali, mentre per la ISF quello stesso atleta non comparirebbe in classifica perché vengono considerate unicamente le gare ritenute di livello internazionale.
FRANCESCA CANEPA – Il caso di Francesca Canepa è abbastanza eloquente perché porta a dei risultati molto differenti. Per il ranking ISF, l’atleta italiana è la 5° al mondo nelle gare di lunga distanza. Per il ranking ITRA, invece, è 30° nelle gare oltre i 100 km, 81° in quelle da 70 a 89 km e 226° in quelle da 42 km a 69°. Dando per scontato che in entrambi i ranking le formule siano state utilizzate correttamente cerchiamo quindi di interpretare i risultati. Per il ranking ISF, le migliori tre gare stagionali di Francesca sono state, nell’ordine, Tor des Géants, Ronda, e UROC mentre sono state scartate la Ice Trail e la Speedgoat in quanto nelle stesse ha totalizzato un punteggio inferiore. Il mondiale IAU, invece, non ha assegnato punteggio a Francesca in quanto classificatasi oltre il 15° posto. Alla luce di questi rusultati, e senza quindi considerare quelli ottenuti in gare non rientranti tra quelle selezionate, Francesca è risultata essere la 5° atleta nella disciplina. Per il ranking ITRA, invece, inerente al suo 30° posto nelle gare oltre i 100 km, sono state considerate le migliori, nell’ordine, The Abbots Way 2012, UTMB 2012, Lavaredo 2012, UROC 2013 e Ronda 2013. Come prima lettura, balza subito agli occhi che non sono risultate tra le sue migliori prestazioni, le due vittorie al Tor des Géants. Unendo i concetti espressi dai due ranking, sempre per le distanze oltre i 100 km, risulterebbe che Francesca Canepa è quindi la 5° atleta al mondo per risultati e la 30° per prestazioni sportive, ovvero per velocità.
UN DISCORSO ALLARGATO – Al pari di Francesca Canepa, ci sono altri risultati che si prestano ad essere analizzati come il 4° posto nelle distanze di oltre 100 km di Kilian Jornet per il ranking ITRA o il primo posto assoluto, quindi nel ranking generale, di Rory Bosio.
A questo punto difficile dire quale dei due risultati rappresenti meglio la situazione reale. Noi ci proveremo appunto sul prossimo numero di Ski-alper.
Mondiali trail 2015, salta la candidatura italiana
Francia e Lussemburgo le candidate
Fonte la prestigiosa rivista francese Trail Endurance Mag, il 2 novembre è stata presentata ufficialmente la candidatura da parte degli organizzatori della gara francese Maxi Race du Lac d’Annecy per i mondiali trail che saranno orgazizzati dalla IAU (International Association of Ultrarunners) nel 2015.
LA CANDIDATURA - Durante l’incontro svoltosi proprio ad Annecy, erano presenti lo spagnolo Paco Rico, rappresentante europeo della IAU e responsabile della commissione trail della stessa, il francese Michel Poletti, presidente della International Trail Running Association nonchè, organizzatore dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc e membro del gruppo di lavoro trail della IAAF, Michel Huertas, vice presidente della FFA, il direttore della corsa Stéphane Agnoli e il responsabile dello sponsor tecnico della corsa, Tecnica, Xavier Bloem. La candidatura francese dovrà però fare i conti con quella presentata dal Lussemburgo. La decisione finale sull’assegnazione del mondiale 2015 verrà presa dall stessa IAU nel mese di gennaio 2014.
LA GARA – Il percorso dovrebbe rimanere pressochè identico a quello già sperimentato nel 2012. Se venisse accettata la candidatura della Maxi Race du Lac d’Annecy si tornerà quindi a disputare un mondiale trail senza i giri ad anello che hanno caratterizzato l’ultima edizione in Galles. Considerata la tipologia del percorso, dopo l’edizione di Serre Chevalier del 2009, si tornerebbe anche a disputare un mondiale con un significativo profilo altimetrico. Si tratterebbe infatti di una gara di 86 km e 5.300 metri di dislivello positivo che nel 2012 è stata vinta dal tedesco Philipp Reiter in 9h45’32’’ tra gli uomini e dalla neozelandese Anna Frost in 10h15’23’’ tra le donne, quest’ultima con il quarto tempo assoluto. La gara rimmarà open con l’aggiunta delle selezioni nazionali sfruttando in questo modo l’ampia partecipazione di concorrenti che nelle ultime due edizioni hanno mostrato grande interesse per la stessa prova. La gara francese, fermo restando la data di fine maggio, attualmente utilizzata per l’evento, andrebbe inoltre a cadere in un periodo della stagione non concomitante con altre manifestazioni di portata internazionale.
ECLUSIONE ITALIANA – Da quanto riportato da Trail Endurance Mag, quindi, sembrerebbe essere stata scartata la candidatura presentata in passato dalla Trans D’Havet, quest’anno già prova valida per il campionato europeo Skyrunning e quindi con un bagaglio d’esperienza acquisito che potrebbe essere prezioso anche in ottica di una prova mondiale. Gli organizzatori della gara italiana, dal canto loro, dicono di non aver mai ritirato la loro candidatura e di essere sorpresi dell’apparente esclusione. Sempre dalle stesse fonti, stando così la situazione, sembrerebbe essere stata scartata da parte della IAU anche la candidatura di un’altra gara italiana, il Trail del Monte Soglio che la IUTA aveva proposto a inizio stagione alla stessa IAU.
Catania e Brizio vincono la maratona dell'Etna
Ottava edizione della gara sul vulcano siciliano
Ottava edizione dell'Etna Valetudo Sky Marathon, i 42 km e 1100 metri di dislivello, sui sentieri del vulcano siciliano. Vittoria di Vito Massimo Catania che si è imposto con il tempo di 2h59', davanti a Mikhail Mamleev e al palermitano Giuseppe Giuseppe Cuttaia. In campo femminile a segno Emanuela Brizio in 3h35' davanti a Graziella Bonanno e a Martina Norma.
Domenica il trail Terre di Mezzo
Partenza e arrivo alla Palazzina della cultura di Daverio
Domenica appuntamento con la quarta edizione del trail Terre di Mezzo. 35 km, con dislivello positivo di 970 metri con partenza e arrivo alla Palazzina della cultura di Daverio (VA). Non cambia il percorso rispetto all'ultima edizione, passando per la piana di Vegonno, il crinale boschivo che porta a Caidate, poi discesa su Montonate, passaggio al laghetto del Pietro per raggiungere il guado del fiume Strona, per toccare Villadosia dove inizia la salita al monte Carbonino. Altra salita al monte San Giacomo per una antica scalinata in pietra, passaggio in località Gaggio dove è posto il ristoro al km 29. Altra ascesa dietro la cava di Bernate sino al bacino idrico di Casale Litta per poi rientrare sul versante verso Daverio, attraversando la vallata in zona cascina Spazzacamino, sino all’arrivo. Partenza alle ore 9, mentre sabato ore 20,30 presso la Palazzina della Cultura di Daverio presentazione del trail con l'incontro 'Dagli Altipiani alle Alpi' con ospiti Bruno Brunod, Scilla Tonetti, Hirum Mwangi Wandangi (atleta keniano al suo primo trail) e lo psicologo degli ultra Pietro Trabucchi.












