La Grande Course al giro di boa
A metà biennio in testa Roux, Mirò, Jacquemoud, Bon Mardion
Il primo anno del circuito biennale internazionale di scialpinismo de La Grande Course si può dire concluso.
Il maltempo ha messo a dura prova gli organizzatori di ogni singola gara ma, come tutti gli atleti sanno, il lavoro di squadra e la cordata sono fondamentali, ed i risultati portati a casa sono stati quindi ottimi.
L’Open Altitoy Ternua, gara candidata per il 2015, ha dimostrato di avere forti potenzialità.
La Pierra Menta ha sottolineato il fatto di essere una gara classica a cui nessuno può rinunciare, nemmeno il pubblico.
L’Adamello Ski Raid a Novembre aveva sfidato tutti dichiarando che sarebbe stata la gara GC più lunga, e così è stato con dislivelli da record.
Il Trofeo Mezzalama, posticipato di una settimana, si è rivelato un’edizione fantastica piena di colpi di scena!
La Classifica GC ai piani alti non è mai variata: primi posti ex-aequo per Roux-Mirò in campo femminile e per Jacquemoud-Bon Mardion in campo maschile.
Ma l’anno prossimo se ne vedranno sicuramente delle belle con le nuove edizioni de La Pierra Menta, del Millet Tour du Rutor Extrème e de La Patrouille des Glaciers…
Elisa Compagnoni: sci, corsa e passione
'Dopo il Vertical Cornon, stamattina ho corso bene'
Ecco una delle due pesi piuma del lotto. Elisa, insieme a Giulia Compagnoni (ma non sono parenti), rappresentano molto bene le proprietà della leggerezza nel rapporto peso-potenza quando si tratta di endurance. La ascoltiamo dopo la vittoria di ieri nel Vertical del Cornon a Tesero (TN), prova di Campionato italiano di specialità che l'ha collocata in testa alla classifica femminile parziale.
Elisa, complimenti per la tua gara di ieri. La motivazione non ti manca! Quante gare di sci hai corso quest'inverno, e quante ne corri a piedi?
«Non le ho contate bene, ma certamente più di 30 con gli sci. Infatti ho finito la stagione abbastanza cotta. In estate gareggio meno, ma comunque quasi ogni week end».
Quali sono per te i vantaggi e quali gli svantaggi di correre due stagioni?
«I vantaggi per me stanno nell'avere motivazioni continue per mantenere un certo grado di preparazione. Lo svantaggio è che bisogna valutare meglio il recupero. Quando smettere una stagione e iniziare l'altra».
Riposo assoluto, ferma?
«In aprile, finita la stagione dello sci, sono stata fermissima due settimane. Poi ho ricominciato molto lentamente, uscendo per un periodo solo un paio di volte la settimana».
Ieri hai corso e vinto un VK, due settimane fa la Skyrace Alta Valtellina (seconda classificata dietro ad Elisa Desco, ndr). Quali scelte fai per le tue gare di corsa?
«Di solito gareggio nella corsa in montagna, quindi la mia distanza di gara sono gli 8 km. Gare lunghe, quasi mai».
Quanto pesi esattamente? E quali sono i pro e i contro in gara dell'essere così leggera?
«Non mi peso quasi mai, ma l'ultima volta ero a 44 kg. In realtà non saprei dire esattamente perché non ho termini di confronto precisi, e poi sono sempre stata così. Sulla durata, nella Skyrace ho capito che mi servivano zuccheri dopo 90' di gara, che mi sembra un valore comune. Una bustina di gel mi è servita e bastata. Invece sugli sci capisco che la muscolatura così sottile, la mancanza di forza, mi penalizza in discesa: i muscoli vanno subito in affaticamento, specialmente in neve profonda. Ma potrebbe trattarsi anche di mie lacune tecniche. Non sono una grande discesista, arretro, e così… Sui tempi di recupero tra una gara e l'altra, mi sembra siano nella norma: quando quest'inverno capitavano gare in sequenza, nei giorni ero sicuramente un po' più affaticata. Ma per esempio stamattina sono uscita a correre dopo il Vertical di ieri, e andavo bene».
Su quale terreno vai meglio, e dove invece perdi?
«Sia nella corsa che nello sci naturalmente preferisco la salita e perdo nelle discese, specialmente nei tratti tecnici. Invece mi difendo in pianura nella corsa, nonostante non vada mai in pista ne' faccia cross».
Sappiamo che collabori all'organizzazione di eventi sportivi dalle tue parti, in Alta Valtellina.
«…be', dò una mano preparando comunicati stampa, occcupandomi un po' delle foto, della comunicazione, oppure segnalando il percorso il giorno prima. Le solite cose!»
Studio, lavoro, vacanze?
«Eh! vacanze non si sa! Sono alla ricerca di lavoro, e per ora sto facendo un po' la baby-sitter. Lo scorso luglio 2012 mi sono laureata in Scienze della comunicazione a Pavia, ma mi accontenterei di qualunque cosa che mi permetta di conciliare sport e lavoro. Però qui in alta valle tutte le attività sono collegate al turismo, e quindi i fine settimana sono lavorativi per definizione. Mi spiacerebbe tantissimo dover rinunciare allo sport!»
Ski-alp alle Olimpiadi? Si fa dura...
ISMF rimandata ad ottobre, ma le sensazioni generali non sono positive
Sci alpinismo o arrampicata? No, vince il frisbee. A San Pietroburgo, in Russia, nella riunione dello SportAccord (l'organo che presiede tutte le federazioni internazionali riconosciute dal CIO, ma che non sono ancora ammesse ai Giochi Olimpici, ma partecipano ai World Games che quest'anno si svolgeranno in Colombia) e dell'Executive Board del CIO, è stata ammessa nella 'famiglia' olimpica la World Flying Disc Federation. Rimandati ad ottobre tutti gli altri.
«Come ISMF - spiega il segretario Roberto Cavallo - eravamo l'unica federazione 'invernale'. In questi mesi abbiamo presentato tutta la documentazione a Losanna, poi il presidente Mariotta è volato in Russia. Non ci sono state contestazioni dal punto di vista tecnico o sui numeri della nostra federazione, ma non siamo stati ammessi. Le motivazioni? Ci hanno chiesto un nuovo piano strategico e una commissione entourage sugli atleti e in generale sull'ambiente che circonda lo sport. Ne abbiamo parlato recentemente con i nostri associati in una riunione a Pau, in Francia. Cercheremo di capire come muoversi, visto che il CIO ha promesso una nuova sessione dell'Executive Board dopo l'estate».
Sauze festeggia Eydallin
Sabato il paese ha ricordato i successi stagionali dello ski-alper azzurro
Sabato sera una Sauze d’Oulx (To) ormai lanciata verso la stagione estiva ha rivissuto l’inverno appena trascorso festeggiato il suo atleta di casa Matteo Eydallin. La serata è stata aperta da Adriano Favre (nella foto insieme a Matteo), organizzatore del Mezzalama, che ha presentato l’inedito filmato dell’ultima edizione della gara. Dopo il filmato, palcoscenico tutto per Matteo che, insieme al sindaco di Sauze Meneguzzi e alla guida alpina Jannon, hanno ripercorso, gara dopo gara, tutti i risultati della regolarissima stagione di Matteo. Intanto alle loro spalle scorrevano le foto di Matteo al Mezzalama. Come chicca finale sono state anche proiettate delle foto di Matteo da giovane alle sue prime esperienze con gli sci, poi le gare di discesa e infine quelle di MTB. Conclusione della festa in piazza dove gli atleti dello sci club locale avevano allestito un ottimo aperitivo al buffet.
Matheo Jacquemoud si diverte con i compagni di squadra
Montagna, arrampicata, backcountry per l'Equipe de France
Le ultime notizie che avevamo di Mathéo riguardavano la sua partecipazione al Vertical da Valbondione al rifugio Coca, e prima ancora i suoi up & down per il Monte Bianco con Kilian e poi da solo per il nuovo record da-a Chamonix.
Ora ricompare in versione 'scout': « Dopo una fine di maggio abbastanza tranquilla, ho ripreso il cammino degli allenamenti. In programma corsa a piedi, ciclismo, mountain bike, ma soprattutto arrampicata e montagna. E nel week end del 22-23 giugno ci siamo ritrovati con l'équipe de France per uno stage molto simpatico al Col de l'Echelle nella valle di Névache. Due giorni dedicati allo spirito di squadra e al divertimento.
Nel programma: orientamento, corda doppia, traversata alla tirolese, ferrata, caccia, costruzione di un rifugio per la notte. Uno stage con il minimo strettamente necessario: una coperta, un coltello...e arrangiarsi! Due giorni veramente 'cool' e l'ambiente è stato 'super'. E via subito con le prime gare, con il km verticale di Chamonix venerdì sera».
Esclusivo: ecco chi sono i 46 allenatori dello ski-alp
Tutti promossi gli iscritti al primo corso FISI
Ci sono nomi noti e meno noti, dal 'DT' Angeloni agli azzurri Eydallin e Pellissier, dal 'patron' del Tour du Rutor Marco Camandona a Filippo Beccari. Ecco finalmente chi sono i 46 allenatori di ski-alp, tutti promossi al primo corso organizzato dalla FISI. Per saperelo... basta scaricare il documento allegato.
Il caso di positivita' al Trofeo Mezzalama
Favre: «Il sistema funziona, e gli atleti devono saperlo»
Abbiamo interpellato Adriano Favre dopo la diffusione della notizia sul caso di positività alla furosemide riscontrato alle analisi effettuate all'arrivo del Trofeo Mezzalama, lo scorso 4 maggio.
Come funziona il sistema antidoping del Trofeo Mezzalama e de La Grande Course?
«Ne 'La Grande Course' abbiamo inserito fin da subito il programma di controllo antidoping tra le priorità della nostra formula. L'abbiamo affidato ad Antidoping Suisse, società privata svizzera specializzata nel campo. Durante la prima edizione non è stato sistematico, ma nella seconda tutte le gare lo hanno adottato. Il numero di prelievi varia a seconda delle possibilità di bilancio della singola manifestazione, perché sono analisi molto costose, ma il numero minimo di atleti controllati è sei. Al Mezzalama quest'anno abbiamo effettuato sei controlli».
Con quale criterio?
«E' stato sorteggiato un atleta per ognuna delle prime tre squadre maschili, un'atleta per ognuna delle prime due femminili, e un controllo a caso nel gruppo. Ed è proprio nel gruppo, come nel 2011, che si è verificata la positività».
Ora qual è la procedura?
«'La Grande Course' è stata informata subito, e così la Federazione internazionale che provvederà a notificare il caso alla federazione italiana del CONI, che a sua volta procede secondo la legge e informa ufficialmente il tesserato; e di prassi in Italia rende pubblico il procedimento».
Qual è la vostra linea di condotta, di fronte a questo specifico caso?
«Sono cose delicate: adesso l'atleta ha la possibilità di difendersi, anche tramite le controanalisi. Indipendentemente dalla possibilità o meno di rendere noto il nome dell'atleta positivo, ci sembra giusto aspettare queste fasi. Per ora non è importante tanto un nome, che verrà senz'altro reso noto secondo la procedura corretta, quanto diffondere la conferma che ne La Grande Course il sistema antidoping esiste e funziona. Gli atleti devono saperlo e porre molta attenzione a questi aspetti. E' proprio per questo motivo, che adottiamo misure antidoping».
Come altri diuretici, furosemide è inclusa nella classe S5 di una lista di farmaci vietati dalla Agenzia Anti-Doping mondiale perché il suo utilizzo potrebbe risultare finalizzato a mascherare il ricorso ad altri farmaci dopanti.
La molecola è estremamente efficace, e un suo uso approssimativo può facilmente portare a conseguenze gravi e anche mortali conseguenti a forti squilibri idro-salinici e a carenze elettrolitiche, a maggior ragione durante prove di endurance intensa.
Un caso di doping al Mezzalama?
Un atleta riscontrato positivo ad un diuretico. Doping o disattenzione?
Notizie che non fanno certo piacere… Riportiamo il comunicato stampa diffuso dall'organizzazione della gara valdostana.
È giunta in questi giorni nella sede della Fondazione Trofeo Mezzalama la lettera da parte della società Antidoping Suisse, che gestisce i controlli anti-doping per le gare Grande Course, in cui si annuncia una positività riscontrata durante i prelievi effettuati il 4 maggio 2013. La sostanza riscontrata nei test è il Furosemide. L’Antidoping Suisse ha inoltrato il fascicolo agli organi preposti, che informeranno l’atleta interessato. «Questa positività l’abbiamo appresa da pochi giorni - ha detto Adriano Favre, direttore tecnico del Trofeo Mezzalama e non avremmo mai voluto ricevere una notizia simile. La sostanza che è stata rilevata fa parte del gruppo dei diuretici e l’atleta risultato positivo non è tra i top skiers. Anche se la positività esiste, posso pensare a una mera superficialità dell'atleta, non finalizzata al miglioramento della prestazione sportiva. Nei prossimi giorni seguiremo attentamente gli sviluppi della vicenda».
Giulia Compagnoni non si ferma mai
Dallo skialp alla corsa, non smette di vincere
Parliamo con la giovanissima Giulia Compagnoni, recente vincitrice sul percorso breve in Val Poschiavo: comunque quasi due ore di gara. Dopo la stagione dello skialp per lo Sci Club Alta Valtellina e per la squadra nazionale, senza rivali tra le cadette specialmente in salita, sta occupando i mesi caldi con le gare di corsa in montagna.
Giulia, ti avevamo lasciato con gli sci alla Pierra Menta jeunes: cosa hai fatto, dopo?
«Con gli sci ho smesso proprio con la Pierra Menta, è stata l'ultima volta. Poi ho iniziato a correre e ho partecipato alle gare regionali Fidal qui in zona. Ho 16 anni, ne compirò 17 a ottobre, e corro tra le Allieve: la distanza standard è di 3km e la gara termina generalmente in 15' al massimo».
E ieri come ti sei trovata, su una distanza molto più lunga? «Domenica è durata per me circa 46', ma mi sono sentita bene. In salita mi sono risparmiata molto, direi quasi che mi impegnavo al 70%. L'ho anche camminata tanto, anche perché dopo la stagione di skialp sono abituata al passo con i bastoncini e fatico un po' a riprendere la corsa in salita. Ma poi in discesa sono andata bene, essendomi risparmiata prima. In salita avevo ancora poco vantaggio sulla seconda, che vedevo due tornanti sotto».
Quali distanze preferisci, a questo punto? «Preferisco le lunghe, che riesco a gestire meglio perché ho una buona resistenza. Invece faccio più fatica sulle corte, anche perché quando mi alleno non faccio ripetute vere e proprie».
E allora quali lavori privilegi nella tua preparazione? E quali ti piacciono di più? «Guarda, io sto fuori un'ora al massimo, due-tre volte a settimana più la gara, non di più. Ho provato anche ad allenarmi di più ma salto. Specialmente dopo la gara devo recuperare tanto, in genere1-2 giorni. Dopo quella di ieri, due giorni di sicuro. E vado sui saliscendi, variando la velocità a sensazione. Qualche volta uso anche la mountain bike, per variare».
Per quale società corri, a piedi? e chi ti segue? «Sono tesserata Fidal per l'Atletica Alta Valtellina, e mi dà indicazioni mio papà Luciano, che corre da anni. Comunque mi sento spesso anche con il ' Tojo' (Davide Canclini, tecnico SCAV per lo scialpinismo), che mi dà qualche raccomandazione su come gestirmi».
Sugli sci sei fenomenale in salita ma la discesa è un vero tallone d'Achille per te. E nella corsa? «Ecco, nella corsa invece mi diverto di più in discesa, e si fa ancora più differenza che in salita. Comunque sto lavorando anche sulla discesa in sci: sulla muscolatura dei quadricipiti specialmente, e a fine stagione sugli sci mi sono dedicata alla tecnica. Appena arriverà la neve in autunno ricomincerò proprio da quello».
Ma lo sai che c'è ancora una neve bellissima, anche vicino a casa tua? Non ti vien voglia di una bella scampagnata con le pelli ogni tanto? «Eh, lo so! …mi piacerebbe, l'ho anche proposto a papà, di portarmi a fare un bel giro magari allo Stelvio».
Come va lo studio? «Ho appena finito l'anno, la terza liceo scientifico, ed è andata bene. Ora salirò al monte ad aiutare mia nonna che ha un ristoro in Val Zebrù, il primo che si incontra finito il tratto pianeggiante. Dò una mano per un'oretta a mezzogiorno, poi sono libera di andare a fare i miei giri».
Vacanze? «Quest'anno no! Niente mare, l'ho già detto ai miei, non mi piace!»
Dachstein Triple rinviata: si correra' il 6 luglio
Pessime condizioni meteo sull'Austria. Percorso invariato.
La Dachstein Triple è posticipata a dsabato 6 luglio. Il cambiamento di data è causato delle cattive condizioni meteo che hanno colpito l'Austria, e la Stiria in particolare.
PERCORSO INVARIATO - Il posticipo permetterà agli organizzatori di mantenere il percorso invariato: 27 km e 2.000 metri di dislivello da superare in un triathlon alpino che vede mountain bike, corsa a piedi e scialpinismo uniti in una unica prova. Il percorso porterà i "triatleti del mountaineering" dal Planet Planai di Schladming fino alla stazione a monte della funivia del Dachstein a quota 2.700 metri. Si potrà partecipare in staffette da tre componenti, ma sono molti gli atleti che hanno deciso di sfidare il Dachstein Triple nella prova singola.
RIAPERTE LE ISCRIZIONI - Lo spostamento della gara può essere un occasione per chi non era riuscito a iscriversi di mettersi in gioco in questo speciale triathlon alpino. È possibile farlo on-line fino al primo luglio sul sito www.dynafit.com
La responsabilità della gara è affidata a Karl Posch, esperto organizzatore di manifestazioni come il circuito Austria Skitour Cup. Numerose sono le aziende partner della competizione tra cui ThermoCool e la birra analcolica Erdinger: al termine della gara tutti potranno partecipare al pasta party in quota e indossare la maglia Dachstein Triple 2013 della nuova collezione Dynafit.
Concluso il modulo teorico del primo corso allenatori
La parte pratica si terrà allo Stelvio da lunedi' 17 giugno
Si è concluso venerdì 31 maggio la parte teorica del primo corso per allenatori e tecnici di scialpinismo, tenuto nella sede della FISI a Milano, in via Piranesi, a cura della Scuola Tecnici Federali (STF).
Negli ultimi giorni sono intervenuti e sono stati particolarmente apprezzati Lucia Castelli sui temi della didattica e Sepp Chenetti su argomenti tecnici.
Lucia Castelli partecipa spesso come docente a corsi per tecnici e professionisti della neve, incrociando le proprie competenze professionali con la passione per l'agonismo sugli sci da fondo e da alpinismo.
Sepp Chenetti, uno dei migliori tecnici italiani dello sci di fondo, è particolarmente attento all'analisi biomeccanica del gesto e ha già avuto modo di confrontarsi con gli atleti sulle tematiche specifiche dello scialpinismo.
Restano in sospeso, tra le altre, le domande sul 'dopo' primo corso, nel quale si è partiti senza la base di una progressione tecnica condivisa specifica della disciplina . Come auspicato dal colonnello Marco Mosso, la strada dovrebbe essere la formazione di gruppi di lavoro tra gli allenatori formati con questo corso, che definiscano una base tecnica uniforme da cui partire per lavorare sul campo e nei prossimi corsi allenatori.
Appuntamento per tutti i 47 partecipanti lunedì 17 giugno alle 8.30 presso l'Hotel Thoeni 3000 al passo dello Stelvio.
Gignoux: 'Noi eravamo amatori rispetto a Jacquemoud'
Il grande ski-alper francese racconta il suo record sul bianco del 2003
Lo scorso 14 maggio Mathéo Jacquemoud ha battuto il record di salita e discesa dal Monte Bianco che resisteva da 10 anni e apparteneva alla coppia Pierre Gignoux-Stéphane Brosse. Mathéo ha fermato il cronometro a 5h05'. Il 30 maggio 2003 Pierre e Stéphane ci avevano messo esattamente 10 minuti in più. Proprio in occasione del decimo anniversario dell'impresa Pierre Gignoux, sul suo sito, ha voluto raccontare i retroscena di quell'impresa.
PERCHÉ - Il primo motivo che aveva portato alla decisione dei due francesi erano le immagini viste in tv di Laurent Smagghe che aveva stabilito il record di 5h29' il 5 agosto 1988 e poi la voglia di battere il record di Pierre-André Gobet del 1990 (a piedi) di 5h10.
LE REGOLE - Salire in due con delle regole di sicurezza e lungo l'itinerario classico utilizzato da chi aveva già fatto il record (Chamonx-La Jonction-Grand Plateau-Col du Dome). Questi i punti fissi. I dubbi? Prendere e lasciare gli sci dove iniziava la neve oppure portarli con sé? Alla fine ha vinto questa seconda ipotesi. Però i due hanno potuto godere di un servizio di rifornimento cibo e bevande lungo il percorso. E la preparazione? Specifica per l'alta quota ma… «Inutile perché abbiamo dovuto rinviare la data del tentativo di un mese a causa delle condizioni meteo».
IL MATERIALE - «Prototipi di scarponi in fibra di vetro e carbonio di mia fabbricazione del peso di circa 680 grammi a scarpa. Sci Dynastar da 170 cm e 950 grammi ad asta e attacchi misti: il puntale Dynastar e la talloniera prototipo per un peso totale di 230 gr (180 gr + 50 gr). Oggi si possono guadagnare 600 gr a piede (200 gr in meno di scarpone, 250 grammi in meno di sci e 155 di attacco».
LA PAURA - Durante la discesa Stéphane Brosse è caduto in un crepaccio mente cercava di recuperare lo sci che si era sganciato, un'avventura per fortuna finita bene perché si è fermato a 3-4 metri su un ponte di neve.
UN RECORD RESISTITO 10 ANNI - «Ci sono stati molti tentativi. La preparazione richiede molto tempo tra ricognizione del percorso, acclimatazione, preparazione. Bisogna poi essere liberi nel giorno giusto, quando il meteo è favorevole perché ci sono poche finestre positive». Potrà essere battuto il record di Jacquemoud? «Prima di tutto bravo Mathéo, non è solo un atleta eccezionale ma anche un grande montanaro. Noi rispetto a lui eravamo degli amatori, ha un livello nettamente superiore e materiali più performanti. Il giorno con tutte le condizioni positive, vale a dire bel tempo senza vento, buon rigelo nella parte bassa, buona traccia, La Jonction in un buono stato, potrà battere il suo record. Con queste condizioni di innevamento eccezionali forse c'è ancora tempo per battere il record quest'anno. Spero che Kilian sia con lui questa volta perché era anche loro volontà essere insieme».












