Glo Pellissier: 'Stagione ottima, tra le mie migliori'

Il bilancio e le intenzioni della grande atleta dell'Esercito

Sono passati una decina di giorni dal Mezzalama fatidico. E' ora di ascoltare Gloriana Pellissier per avere dalla sua viva voce un piccolo bilancio della stagione appena conclusa. Ma i convenevoli portano subito sull'argomento più attuale.  

Glo, come stai? Assorbito la delusione del ritiro?

«Sì, assorbita ma non dimenticata. Ho capito che ci può stare. Lo sport insegna a vivere e ad accettare le giornate no, anche se si è abituati ai successi e a fare sempre il meglio possibile. Resto dispiaciuta soprattutto per le mie due compagne. Fosse stata una gara individuale non avrei dovuto fare i conti con questa responsabilità, e accettarlo per me sola sarebbe stato molto più facile. Comunque non si trattava di tensione: per tutti questi dieci giorni seguenti il Mezzalama sono rimasta K.O., a terra, debilitata. Quel giorno ho provato a tener duro ma salivo e mi spegnevo, finchè ho dovuto fermarmi. Anche ripensando a come ero 'satura' durante gli ultimi appuntamenti, credo che si sia trattato di stanchezza. Ho fatto i conti: quest'anno ho partecipato a 32 gare».  

…con relativi spostamenti, preparativi, programmazione: impressionante, anche per una professionista. Come giudichi questa tua lunghissima stagione?

«Ottima! Una delle più belle mai fatte! Soprattutto perché sono sempre stata 'lì', in competizione, anche quando non prevalevo io. Laetitia Roux è un discorso a parte: è impossibile confrontarsi con una fuoriclasse così, ma con la Maude (Mathys) ho battagliato, e anche Mireia quest'anno non era così lontana come lo era invece in altre stagioni».  

E adesso cosa hai in programma, per ritemprarti?

«Per prima cosa andrò al mare con tutta la famiglia. Poi per tre mesi salirò nella nostra casa in montagna e ci resterò per tre mesi con i bambini, da giugno a settembre».  

Come ti regoli in estate, con gare e impegni sportivi?

«Di solito partecipo a qualche gara di corsa in montagna, ma solamente qui vicino, in valle. Dopo una stagione di continui spostamenti, non me la sento proprio di continuare a viaggiare così anche in estate!  Ma adesso per un po' uscirò a correre, in bici e con gli skiroll senza particolare impegno. Per il piacere di farlo».  

E per la prossima stagione?

«…eh!…non lo so ancora. Ci sto pensando bene. Ci sono la famiglia e i bambini, è dura conciliare bene tutto.  Resto sempre molto motivata alle gare, ma con la famiglia diventa tutto molto difficile!»


La Pitturina unica tappa italiana di Coppa del Mondo

New-entry per Verbier e Courchevel, confermate le finali a Tromso

Il calendario 2014 della Coppa del Mondo di scialpinismo prevede una sola tappa in Italia, ma si tratta di una new-entry carica di entusiasmo: La Pitturina Ski Race. L'appuntamento è fissato per il 31 gennaio con la sprint in notturna, mentre il 2 febbraio si correrà la prova individuale.

ORGANIZZATORI GIA' AL LAVORO - Entusiasmo alle stelle in Val Comelico, dove già da tempo si pensa alla prossima edizione della gara. «Per noi è un sogno che si realizza - ha commentato Michele Festini, presidente del comitato organizzatore - dato che già da qualche stagione ci eravamo prefissati l'obiettivo di portare in valle un appuntamento di valenza internazionale, per dimostrare che anche le nostre montagne sono all'altezza di grandi eventi e in grado di offrire scenari paesaggistici suggestivi». Come detto, c'è già fermento a Sega Digon. «Il Comitato Organizzatore si è allargato e ci siamo già incontrati due volte per valutare progetti e iniziative. È ancora presto, per certi aspetti, ma la macchina organizzativa è già a pieno regime». C'è da attendersi dunque il solito grande coinvolgimento popolare per la Coppa del Mondo, quello che è un po' il marchio di fabbrica della Pitturina. «Effettivamente la comunità locale ha questa caratteristica e tutti si fanno in quattro per rendere più piacevole possibile la permanenza di atleti e addetti ai lavori durante i giorni della gara. A breve non mancheranno le sorprese!».

TUTTO IN UN MESE - La Pitturina è inserita in un 'filotto' di tre week-end consecutivi di gare: l'apertura è prevista il 18 e 19 gennaio a Verbier in Svizzera con un vertical e una prova individuale, quindi il 25 e 26 gennaio a Courchevel in Francia (vertical e prova individuale), quindi l'appuntamento con La Pitturina. Dal 14 febbraio i Campionati Europei ad Andorra. Tutto in un mese, verrebbe da dire, forse per soddisfare le esigenze delle federazioni che vengono da fuori delle regioni alpine che in questo modo possono concentrare la maggior parte di appuntamenti in un'unica trasferta. Chiusura della stagione con la tappa elvetica di Les Diableretes (vertical + individuale), prima delle finali del 12 e 13 aprile che per la terza volta saranno ospitate dalla località norvegese di Tromso. La nostra attenzione, naturalmente, sarà concentrata sulla tappa italiana che si preannuncia davvero scoppiettante!  


Presente e futuro dello scialpinismo

Tra sicurezza, sponsor e sogno olimpico

Sono stati resi disponibili gli atti del convegno-tavola rotonda tenutosi il 18 aprile scorso a Bolzano, come evento collaterale a Prowinter 2013. 'Sci alpinismo quo vadis? Sponsor, brand, Olimpiadi, allenamenti… - Esaltazione o distruzione dei valori dello sci alpinismo? 

È emerso un quadro dinamico, con aspetti in divenire che riguardano le regole necessarie per muoversi con consapevolezza anche nell'ambito dei comprensori sciistici i quali, a loro volta, dimostrano maggior sensibilità alle esigenze di questa particolare nicchia di utenti.

La disciplina sta crescendo anche nella prospettiva di diventare sport olimpico, il che comporta una definizione ufficiale delle varie specialità. Mentre, a gratificare anche la professionalità degli organizzatori, cresce l’interesse sul fronte degli sponsor.  

IL CONVEGNO -
A riunirsi attorno a un unico tavolo a Prowinter 2013 sono stati Armando Mariotta e Rebecca Vernon (rispettivamente Presidente e Vice presidente della ISMF), Helmut Sartori (direttore Funivie Val Senales), Matteo Eydallin (atleta della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI), Maurizio Dalla Libera (presidente della CNSASA - Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata), Oscar Angeloni (tecnico della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI). In rappresentanza degli organizzatori sportivi: Marco Camandona (Tour du Rutor e rappresentante della Grande Course) e Alessandro Mottinelli (Adamello Ski Raid e Grande Course).

Obiettivo: definire le basi per uno sviluppo futuro di una disciplina in forte espansione, praticata da un numero sempre maggiore di sportivi e seguita da un pubblico crescente di appassionati, chiamando in causa tematiche quali la sicurezza e le regole delle aree sciabili, le sponsorizzazioni, la candidatura olimpica e le grandi classiche.
Ringrazio Fiera Bolzano che ci ha ospitati nella splendida cornice di Prowinter per parlare del futuro dello sci alpinismo e discutere assieme sullo sviluppo della disciplina - ha esordito Armando Mariotta, presidente ISMF -. In chiusura di stagione è importare tracciare il punto della situazione, per trovare una convergenza di pensiero riguardo le principali tematiche e pianificare efficacemente le azioni future”.     

SCIALPINISMO E SICUREZZA: L'UTILIZZO DELLE PISTE -
Le nuove generazioni di scialpinisti non si limitano a percorrere la montagna libera, ma ormai frequentano anche i comprensori sciistici, di cui utilizzano i servizi: risalite per portarsi in quota, piste per completare la discesa a valle e comunque per godere di una sciata più rilassata, rifugi... luoghi facilmente accessibili da condividere anche con la famiglia.
Il target dell'appassionato di questa disciplina è ormai in gran parte dei casi quello di uno sportivo amante degli sport della fatica, che cerca nuovi orizzonti per misurarsi con la propria efficienza fisica e i propri limiti. In un ambiente capace di regalare emozioni genuine e intense, in una natura incontaminata. Molti sono valligiani, con la tessera stagionale”.
Questo è il quadro tracciato puntualmente da Alessandro Mottinelli, poliedrico operatore del comparto montano del Passo Tonale, a premessa del primo punto affrontato dalla tavola rotonda. In questo quadro, si delinea anche la volontà di trovare nuove soluzioni per consentire agli scialpinisti la risalita in sicurezza ai bordi delle piste (come già normato per ora solo in Trentino e in alcune località del Veneto), rispettando le disposizioni di legge che, nell'ambito delle responsabilità dei gestori funiviari, regolamentano anche il comportamento dei frequentatori delle skiarea, nonché l'impiego dei mezzi meccanici impegnati nella battitura serale e notturna dei tracciati.
Molti scialpinisti dediti all'attività agonistica, ma anche normali appassionati, possono dedicarsi agli allenamenti solo dopo il tramonto. E, dati i tempi a disposizione, scelgono zone sciistiche, di facile accesso. “L’attuale normativa, pur con lievi differenze a livello locale, vieta la risalita delle piste – dichiara Alessandro Mottinelli –; nessun gestore funiviario può dunque autorizzare questa pratica. Serve buonsenso da parte degli sportivi, nella scelta degli itinerari di salita all'interno di un comprensorio sciistico, per scongiurare situazioni di pericolo implicite anche nella gestione quotidiana delle piste. È essenziale divulgare a tutti questo messaggio”.

“La battitura delle piste nelle prime ore della notte è infatti una pratica difficile da rimandare
- conferma Helmut Sartori, Direttore delle Funivie Val Senales -. Ritardare questo intervento, soprattutto quando le temperature non sono particolarmente rigide, rappresenta un problema. Potremmo magari discutere sull’opportunità di riservare alcuni tratti o tracciati, rinunciando all'intervento regolare dei gatti, ma attualmente la legge vieta la risalita delle piste da sci, di giorno come di notte, anche lungo i bordi. Mentre la discesa è consentita solo negli orari di esercizio degli impianti a fune. Il tutto è dettato da criteri di sicurezza e tutela degli utenti”.

Il quadro normativo attualmente in vigore in Italia è molto chiaro, e stabilisce precise responsabilità in capo a chi viola le disposizioni di legge - aggiunge il Colonnello Marco Mosso, comandante del Centro sportivo Esercito che vanta una squadra di scialpinisti di prestigio internazionale -. Una possibilità potrebbe essere quella di riunire tutti gli enti che svolgono sci alpinismo agonistico a vario titolo, per cercare di trovare una collaborazione con il mondo dei gestori funiviari, nell'ambito delle normative”.

IL CONTRIBUTO DEL CAI -
Educazione alla sicurezza è anche il leitmotiv dell’attività svolta dalla Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo, Sci alpinismo e Arrampicata libera del CAI: “Lo sci alpinismo è un’attività che presenta rischi e chi lo pratica se ne assume la responsabilità – afferma il presidente Maurizio Dalla Libera; oltre i confini di competenza delle aree sciistiche, la montagna deve restare un luogo di frequentazione in libertà, senza norme di legge che regolano i comportamenti. La CNSASA ha lo scopo di promuovere e favorire lo sviluppo dell’alpinismo, con particolare attenzione ai problemi della prevenzione degli infortuni. Come responsabili del CAI siamo chiamati ad esercitare una grande vigilanza e ad intervenire presso le autorità competenti, al fine di evitare ogni intervento limitativo nell'uso degli spazi di montagna”.

UN CONTRIBUTO DAL PUBBLICO PRESENTE IN SALA
- Una possibile soluzione per estendere la fruizione dei comprensori sciistici anche alle esigenze di allenamento dei praticanti dello sci alpinismo competitivo viene suggerita da Omar Oprandi: “Bisogna comunicare agli scialpinisti che non si può salire lungo le piste e che qualsiasi cosa succeda, la colpa è loro. È inoltre auspicabile che i gestori degli impianti prendano l'iniziativa d'individuare e creare specifici corridoi per gli sci alpinisti, con piste o strade forestali dedicate: percorsi segnalati, con mappe che indicano la traccia di salita e un’apposita segnaletica possono rappresentare una valida soluzione, come già hanno iniziato a fare nel comprensorio della Paganella”.     

SCIALPINISMO E SOGNO OLIMPICO... -
Il processo di candidatura dell’ISMF a Federazione olimpica è presentato con entusiasmo dal Presidente federale Armando Mariotta: “La marcia verso le Olimpiadi è iniziata. Ci siamo impegnati molto e abbiamo preparato un dossier di candidatura con interessanti dati e informazioni riguardanti la nostra disciplina. A fine maggio, a San Pietroburgo, sapremo se la nostra diventerà una Federazione olimpica”. Soddisfazione per il percorso intrapreso dalla Federazione è stata espressa da tutti i relatori intervenuti, pur nella convinzione che un’eventuale investitura dello sci alpinismo a disciplina olimpica - che potrebbe scattare con il 2022 - non debba prescindere dall’importanza delle grandi classiche, grazie alle quali il movimento è sino ad oggi cresciuto nella sua componente agonistica.

Lo sci alpinismo ha tutte le carte in regola per entrare a far parte delle Olimpiadi, perché rappresenta appieno tutti i valori che sono alla base dei Giochi - afferma il Colonnello Marco Mosso. Certo, bisognerà adattare i modelli di gara alle esigenze di un grande evento mondiale, mantenendo in primo piano le grandi competizioni classiche che rappresentano la storia dello sci alpinismo”.

…E LA VISIONE DE 'LA GRANDE COURSE' -
Definire con precisione i contenuti della disciplina è un must per Alessandro Mottinelli: “Occorre prestare molta attenzione a non snaturare ciò che rappresenta lo sci alpinismo. Dobbiamo essere d’accordo: lo scialpinismo è la sprint, formula olimpica, o sono le grandi classiche come la Grande Course? Gare come le nostre non potranno mai essere olimpiche, quindi è essenziale definire bene quale formula rappresenta meglio la disciplina”.
Dello stesso parere anche Marco Camandona (Tour du Rutor e rappresentante della Grand Course): “La Grande Course in questo momento rappresenta un evento di grande importanza e di riferimento per gli appassionati della disciplina; dobbiamo decidere quale forma di sci alpinismo agonistico vogliamo portare avanti”.

L'INTERVENTO DEL D.T. ANGELONI -
“Qualcosa andrà inevitabilmente rivisto, ma l’Olimpiade sarebbe un momento importante sia per gli atleti sia per i Centri sportivi militari – aggiunge Oscar Angeloni, tecnico della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI -. Naturalmente ci devono essere anche le grandi classiche, emblema dello sci alpinismo vero, ma ritengo che Olimpiade e grandi classiche possano coesistere senza alcun problema, come avviene, ad esempio, nello sci di fondo”.  

SCIALPINISMO E AZIENDE -
La crescita esponenziale dello sci alpinismo ha catalizzato l’attenzione di aziende interessate ad investire su atleti e squadre, per associare la propria immagine e il proprio brand ai valori della disciplina.
Oggi lo sci alpinismo è diventato più appetibile per gli sponsor, anche se parliamo di cifre non paragonabili rispetto ad altri sport esordisce Matteo Eydallin, atleta della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI -. Ci sono segnali di interesse da parte di vari marchi nei confronti di gare e circuiti, che fanno ben sperare per la crescita dell’intero movimento”.
Impressioni confermate anche da Oscar Angeloni: “A differenza di qualche anno fa, oggi vi sono diversi sponsor che bussano alla porta di un movimento che sta crescendo sempre di più”. Oltre all’attività di ricerca di sponsor, oggi risulta fondamentale gestire in maniera professionale le sponsorizzazioni, per garantire alle aziende un ritorno di visibilità: occorre far sì che questi investimenti vengano ricompensati da una corretta esposizione dei marchi, anche con l’ideazione e l’organizzazione di attività ed eventi dedicati.

Per finanziare la crescita di eventi e progetti servono soldi, ma anche e soprattutto grande professionalità – ribadisce Alessandro Mottinelli –”.
È vero che il nostro è uno sport in forte espansione, ma gestire e gratificare gli sponsor è un duro lavoro per gli organizzatori – aggiunge Marco Camandona -. Dobbiamo comunque cercare partner anche al di fuori del nostro mondo, per espandere la comunicazione del nostro sport”. L’ISMF tiene costantemente monitorata l’evoluzione e l’appeal della disciplina sportiva nei confronti di potenziali aziende sponsor.
A fornire una lettura della situazione è Riccardo Selvatico, responsabile marketing e comunicazione della Federazione: “Nell’ambiente dello sci alpinismo, in Coppa del Mondo e nei grandi circuiti, si sta lavorando per arrivare a uno standard di gestione delle sponsorizzazioni, sul modello di quanto attuato in altri sport. Ci sono molte aziende che credono nel cammino intrapreso dallo sci alpinismo, e confermo i segnali di interesse a investire da parte di grandi marchi. La nostra disciplina è stata per anni un prodotto di nicchia; ma oggi, con una gestione strutturata, possiamo ambire ad avere più aziende interessate e un finanziamento più importante delle attività”.

Occorre trovare aziende che desiderano associare il proprio marchio al messaggio dello sci alpinismo – conclude il Presidente Mariotta –. Dobbiamo perciò diffondere tutti insieme questo messaggio. Oggi lo sci alpinismo è un fenomeno con un suo pubblico e con appassionati che sono conquistati dall'appeal di testimonianze fotografiche e video emozionanti. Per sviluppare progetti credibili e pensare di arrivare un giorno all’ambizioso traguardo delle Olimpiadi, abbiamo bisogno anche degli sponsor”.   

PROWINTER E LO SCIALPINISMO -
Da due anni la promozione dello sci alpinismo quale disciplina sportiva invernale emergente passa anche attraverso Prowinter, l’unica fiera b2b in Europa dedicata al noleggio e ai servizi per gli sport invernali: “Prowinter ha intercettato il trend positivo di praticanti e appassionati dello sci alpinismo, dedicando a questo sport la piattaforma Skitouring – afferma Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano SpA –; siamo fiduciosi che in futuro la nostra fiera possa diventare sempre più un chiaro punto di riferimento, di incontro e di confronto per tutti coloro che amano lo sci alpinismo e ne intendono promuovere la crescita”.   


Walser Winter Triathlon a Lenzi-Galizzi-Boscacci

La gara Iron ad Andrea Corsi

42 Staffette e 36 Iron hanno partecipato alla 1° edizione del Walser Winter Triathlon con partenza alle Terme di Premia e arrivo ai 2950 m del Rifugio 3A, in Alta Valle Formazza.

LA STAFFETTA - Nella prova in staffetta netto dominio, come da pronostico, del trio Damiano Lenzi - che dopo la recente vittoria al Mezzalama si è cimentato nella prima frazione, quella ciclistica - Davide Galizzi e Michele Boscacci, 3° al Mezzalama 2013; già Lenzi si era presentato primo ai 1684 mslm della Cascata del Toce, dove terminava la prova ciclistica; GalIzzi e Boscacci hanno amministrato e anzi incrementato il vantaggio sugli inseguitori. Al secondo posto si è classificato il trio composto da Giulio Molinari, Marcello Ugazio e Marco Tosi, che hanno sempre corso nelle posizioni di testa; terza posizione i giovani Marco Provera, Alessandro Turroni e Mauro Darioli.

In campo femminile, dove le posizioni acquisite nella prova ciclistica si sono cristalizzate anche nelle altre frazioni, la vittoria è andata al trio composto dalla presidente dell'UC. Valdossola Pedretti, da Maria Giovanna Ceretti e Gisella Bendotti; secondo posto per Elena Brovelli, Elena Ferraris e Chiara Iulita; in terza posizione si sono classificate Patrizia Turtora, Silvia Conti e Greta Mancini.

IL TRIATHLON -
La gara Iron è stata invece vinta da Andrea Corsi, al termine di bel duello con il sette volte campione del mondo di canottaggio Stefano Basalini: dopo essere rimasti leggermente indietro nella prova ciclistica, Corsi   - 5° in bici - e Basalini - 6° nel frazione ciclistica - hanno recuperato nella prova podistica, passando rispettivamente in 3° e 2° posizione al cambio tra la 2° e 3° frazione. Corsi si è poi scatenato nella prova scialpinistica, andando a stabilire il miglior tempo di manche e staccando di oltre 5' Basalini. Al terzo posto si è piazzato Michele Lunghi, che dopo un'ottima prova con la specialissima, era in testa, ha pagato nella prova di corsa, dove ha stabilito l'undicesimo tempo, per poi riprendersi nella prova di skialp.

Dominio tra le donne per Raffaella Canonico, che ha nettamente vinto la prova Iron staccando di oltre mezz'ora Marta Poretti e di quasi quaranta minuti Maddalena Sesiani.

IL SUCCESSO DELLA PRIMA EDIZIONE - Buone le condizioni atmosferiche, anche se un fastidioso vento freddo ha caratterizzato l'intera giornata; fortunatamente si è messo a nevicare solo al termine della gara. Grande la soddisfazione di Maria Ludovica Pedretti, presidente atleta dell'Uc Valdossola, che ha organizzato l'evento in collaborazione con Formazza Event, Atletica Cistella, Sci Club Valle Antigorio e Veja di Cubtrabandiè: «Abbiamo avuto un bel numero di partecipanti - commenta Pedretti -e di alto livello qualitativo; buona anche la partecipazione femminile, a riprova delle crescita del movimento anche in questo tipo di manifestazioni; ovviamente qualcosa da registrare c'è ma direi che, forti anche dell'apprezzamento degli atleti, abbiamo posto le basi perché il Walser Winter Triathlon diventi una classica non solo a livello nazionale, ma anche internazionale».  


A Camandona e Brera Molinaro la combi Tor-Mezzalama

Ferrino Endurance Run premia i migliori atleti delle due gare valdostane

Ferrino Endurance Mention. Un premio voluto dallo sponsor tecnico del Trofeo Mezzalama per premiare chi ha fatto meglio non solo al Mezzalama ma anche al Tor des Géants, l'endurance run di 330 km che percorre tutta la Valle d'Aosta lungo le alte vie. In pratica il riconoscimento è una combinata che somma i tempi delle due gare. Chi ha vinto? Tra gli uomini Marco Camandona, guida alpina, patron del Tour du Rutor, e tra le donne Rosalba Brera Molinaro. Camandona si è classificato ventottesimo al Mezzalama e quattordicesimo al Tor, Brera Molinaro dodicesima della classifica femminile al Tor e duecentoventinovesima al Mezzalama. 


Un tavolo di campioni a Gressoney

Il Team Crazy Idea-La Sportiva ha festeggiato il Mezzalama

Subito dopo la conclusione del Trofeo Mezzalama, Valeria Colturi e Luca Salini hanno invitato tutti i 'loro ragazzi' e gli amici per un pranzo di festeggiamento a giochi conclusi.
Per Kilian la stagione non finisce mai, e ha dovuto salutare con un po' di anticipo per correre all'aeroporto di Ginevra.
Una bella atmosfera informale, convivialità, e i ringraziamenti per la collaborazione e l'amicizia lungo tutta la stagione…culminata proprio al suo termine con il bellissimo Mezzalama di tutto il Team.


La giornata di un Mezzalama perfetto

Edizione 19 sopra le aspettative per tutti

E' stato uno dei migliori Mezzalama da quando il Trofeo è rinato nel 1997.  Gli elementi del successo sono stati soprattutto il meteo, con le relative condizioni della neve, e il mix tra la capacità organizzativa e il fair play dei concorrenti.  

IL METEO -
La giornata ha risarcito con gli interessi le complicazioni che avevano costretto il c.o. al rinvio. Clima perfetto, non una nuvola, cielo sereno già nella notte e temperature fresche, e quindi anche un manto nevoso in ottimo stato per tutta la durata della gara fino agli ultimi passaggi. Un plus di fortuna, a fronte degli enormi problemi provocati nell'ultimo periodo.  

L'ORGANIZZAZIONE -
Si sono toccati con mano gli ulteriori passi avanti, rispetto a un passato già notevole. I problemi verificatosi nelle ultime edizioni, primo fra tutti gli incolonnamenti sui gradini del Castore, sono stati  risolti. Il maltempo degli ultimi dieci giorni ha aiutato, incollando neve sui pendìi ghiacciati che altrimenti avrebbero potuto essere affrontati solo con i famosissimi ramponi in acciaio e comunque dopo una gradinatura non facile.  

I CONCORRENTI -
Resta, e vuole essere, una gara popolare aperta a quanti più concorrenti possibile. Nel grande numero è inevitabile che si verifichino eccezioni, ma il livello di preparazione tecnica è salito. Il messaggio di Favre è passato, nonostante una certa resistenza sugli argomenti ramponi e capi termici. La comprensibile ambizione di portare a termine il prestigioso Mezzalama non deve far dimenticare che si corre sul filo dei 4000 metri, dove le condizioni possono mutare completamente in tempi minimi. Se verso fine aprile un paio di giornate eccezionali avevano permesso ricognizioni in massima libertà, oggi le temperature nella media sono state sofferte da non pochi concorrenti, compreso uno come Kilian Jornet che non è una mammola. Soprattutto, le squadre hanno corso con intelligenza e spirito di collaborazione, un mix che è sempre molto conveniente per tutti.  

IL TROFEO -
E infine il leitmotiv della giornata: il Trofeo Mezzalama 2013 è stato vinto dall'Esercito! Matteo Eydallin, Manfred Reichegger e Damiano Lenzi sono partiti decisi, tentando il tutto per tutto contro il pronostico che registrava la superiorità stagionale di William Bon Mardion, Mathéo Jacquemoud e Kilian Jornet, riunìiti nel Team La Sportiva-Crazy Idea.

Anche il team Camp/Ski Trab di Lorenzo Holzknecht, Michele Boscacci e Pietro Lanfranchi ha attaccato subito il team franco-spagnolo. E al piano del Breithorn le due squadre italiane sono transitate davanti, staccate di un minuto tra loro e con un altro minuto sui tre favoriti della vigilia.   Esercito 1 ha incrementato il vantaggio per tre quarti di gara e ne ha ceduto buona parte solo nell'ultima sezione, fino a far temere una dinamica simile a quella del 2011. Invece gli alpini hanno tenuto duro e conservato il prezioso minuto fino al prato di Gressoney. Un trionfo che vale una stagione!  

Il secondo team italiano è stato risucchiato e poi trascinato nella rimonta dai tre fuoriclasse, e fino a buon punto ci ha anche sperato. Kilian non stava affatto bene, e fosse stato in una gara individuale probabilmente avrebbe anche abbandonato, per una volta. Ma anche queste eventualità fanno parte dello sport, e da quel grande che è ha tenuto duro e concluso senza la minima recriminazione, così come i compagni: dispiacere ammesso chiaramente e sportivamente per la gara regina, dopo una stagione da invincibili.  

Va assolutamente citato lo strepitoso quarto posto del Team Camp di Filippo Beccari, Alessandro Follador e Filippo Barazzuol: la gara perfetta, in crescendo.  

SORPRESA NEL MEZZALAMA DELLE DONNE -
La soddisfazione di una vita da belle atlete ha arriso finalmente a Laura Besseghini e Raffaella Rossi, nel team La Sportiva Women con Elena Nicolini che invece è solo all'inizio della sua carriera. Avevano impostato una gara regolare, nettamente sfavorite dal pronostico rispetto al wonderteam composto dalle tre donne più forti al mondo.

Ma il malessere di una delle tre coequipier ha prodotto conseguenze ancora più devastanti per le superfavorite: Laetitia Roux e Mireia Mirò hanno dovuto gettare la spugna davanti al forte malessere di Gloriana Pellissier. Proprio lei che per tutta la stagione ha costruito piazzamenti impossibili su motivazione e combattività, ha dovuto arrendersi in una gara in cui avrebbe perfino potuto risparmiarsi, almeno un minimo.  


E' arrivato il grande giorno: oggi il Mezzalama

Il meteo sembra reggere, cielo prevalentemente sereno sopra Cervinia

La partenza verrà data regolarmente tra poche decine di minuti, alle 5.00. Dai rifugi in alto sono arrivati gli ok. Per ora non sono in corso precipitazioni, il cielo sembra prevalentemente stellato e arrivare asciutti in quota è già qualcosa.

Potrebbe venire imposto l'obbligo di vestire gli strati termici alla base del Castore, a seconda della situazione del momento.
Zero gradi per ora alla partenza a Cervinia. Il momento più delicato sembra andare per il meglio, in teoria la situazione meteo dovrebbe poter migliorare ulteriormente.

Arrivo dei primi a Gressoney prevedibile attorno alle 9.00


Reichegger, Eydallin e Lenzi, il Mezzalama e' vostro!

Secondi Kilian, BonMa e Jacquemoud, ritirata la Pellissier

E alla fine l'alba del Mezzalama è arrivata. Il tanto atteso start, sotto un cielo incredibilmente sgombro di nuvole, è stato dato questa mattina alle 5 a Cervinia. Temperatura di circa - 1 grado, poi tutti su, in fila. Al Plateau Rosà il termometro segnava - 10, più in alto ancora - 13, infine più in alto ancora - 20. II Mezzalama è sempre il Mezzalama ed ecco le prime novità: al Breithorn non sono passati davanti i 'mostri' Kilian, Jacquemoud e Bon Mardion, ma Esercito 1 di Reichegger, Lenzi ed Eydallin. Colpo di scena anche nella gara Rosa con la 'senatrice' Gloriana Pellissier ritirata per problemi di digestione e le altre due 'marziane' Roux e Mirò di conseguenza fuori gara. 

Ecco una breve cronistoria aggiornata in tempo reale:

- al Breithorn passa per prima Esercito 1 (Reichegger, Lenzi, Eydallin)

- al Breithorn secondo a circa un minuto Team Camp/Ski Trab (Michele Boscacci, Holzknecht, Lanfranchi)

- al Breithorn terzi i 'mostri' Kilian, Jacquemoud e Bon Mardion, quarti Gardes Frontieres Suisse (Anthamatten, Ecoeur, Troillet)

- al Breithorn quarti Gachet, Galizzi e Sevennec

- al Breithorn quinte le Gardes Frontieres Suisse (Anthamatten, Ecoeur, Troillet)

- al Breithorn prime donne Rossi, Besseghini, Nicolini del Team La Sportiva Women, ritirata Gloriana Pellissier che mette fuori gioco le compagne Roux-Mirò

- Al Passo di Verra 1. Esercito 1 (2h05) 2. Team Camp/Ski Trab a 1'09 3. La Sportiva/Crazy Idea a 3'50

- Al Castore primi ancora Reichegger, Lenzi ed Eydallin di Esercito 1 

- all'ultimo rilevamento 1. Esercito 1, a 2'50'' Team Camp/Ski Trab e a 2'51'' La Sportiva/Crazy Idea di Kilian & co 

- Le squadre stanno per arrivare al Naso del Lyskamm, sempre primi Esercito 1 poi Team Camp/SkiBTrab e La Sportiva/Crazy Idea

- al rif Sella 1. Esercito 1 2h46'14, 2. Camp/Ski Trab 2h50', 3. La Sportiva Crazy Idea 2h.51', 4. Team Camp, 5. Gachet-Sevennec-Galizzi, 6. CS Esercito (Trento, Antonioli D,, Antonioli R.), 7. Gardes Frontieres Suisse - Crazy (Anthamatten, Ecoeur, Troillet), 8. Gardes Frontiere Suisse Marti-Steindl, 9. Trentino Team-Lobbia (Martini, Salvadori, Trettel), 10. Higlab Ferrino 1 (Basolo, Stacchetti, Sbalbi)

- Naso del Lyskamm: Kilian, BonMa e Jacquemoud in recupero, secondi a 1'40'' da Esercito 1

- Rifugio Mantova: gli alpini dell'Esercito 1 ancora primi

- al Mantova Bon Mardion, Jacquemoud e Kilian a circa 1' da Esercito 1 

- 4h03' al Mantova il tempo di Esercito 1

- Esercito 1 ha vinto il Mezzalama!!! Reichegger, Eydallin e Lenzi!

- secondi Bon Mardion, Jacquemoud e Kilian Jornet Burgada a circa 1'

- terzi Michele Boscacci, Holzknecht, Lanfranchi 

- quarti Team Camp (Beccari, Follador, Barazzuol), quinti Gachet-Galizzi-Sevennec, sesti Gardes Frontière Suisse-Crazy (Anthamatten, Ecoeur, Troillet), settimi CS Esercito (Trento, Antonioli Robert e Daniel), ottavi Gardes Frontière Suisse (Marti Marcel e Werner, Steindl), noni Trentino Team -Rifugio Lobbia (Martini, Salvadori, Trettel), decimi i 'mitici' fratelli Fazio e Fabio Cavallo di Ferrino Highlab 6


Reichegger-Lenzi-Eyda, i marziani siamo noi!

Al Mezzalama gli alpini battono Kilian & co

Una giornata di sport, una grandissima giornata di sport oggi tra Cervinia e Gressoney per il Trofeo Mezzalama! La ciliegina sulla torta di una grande stagione di ski-alp, la vittoria, quella vittoria che mancava, sempre dietro ai 'marziani' Bon Mardion, Jacquemoud e Kilian Jornet Burgada. La vittoria, dicevamo, per i nostri 'marziani' Manfred Reichegger, Matteo Eydallin e Damiani Lenzi del Centro Sportivo Esercito 1. I tre alpini sono sempre stati in testa. Transitati con circa un minuto al Breithorn, al Passo di Verra avevano più di tre minuti su Kilian & co del team La Sportiva - Crazy Idea e al Sella circa 5 minuti. Infine il recupero di Kilian & co. in discesa, un arrivo al cardiopalma, da Mezzalama, con un minuto esatto di vantaggio degli alpini sugli inseguitori a Gressoney.

IL PODIO - 4h16'37'' il tempo di Centro Sportivo Esercito 1, a un minuto Bon Mardion, Jacquemoud e Kilian dunque. Un Kilian in grande difficoltà sulla prima salita, con Bon Mardion e Jacquemoud a tirare. Un Kilian che al traguardo ha confessato di avere temuto di non finire la gara. Al terzo posto, secondi per gran parte della gara, una prestazione superlativa di Michele Boscacci, Pietro Lanfranchi (impressionate la sua grinta al Breithorn, quando tirava il gruppo), Lorenzo Holzknecht del Team Camp/Ski Trab (4h28'27''). Il podio è per due terzi azzurro. 

LA CADUTA DEGLI DEI - Subito ritirata Gloriana Pellissier, nella 'squadra delle squadre' con Laetitia Roux e Mireia Mirò. Problemi di digestione per la portacolori dell'Esercito e subito fuori dai giochi le 'marziane'. Ecco che al primo posto si sono fatte strada Laura Besseghini, Raffaella Rossi ed Elena Nicoli del Team La Sportiva Women, che sono tranistate dal traguardo con 6h04'14'' al trentaseiesimo posto assoluto. 

LA TOP TEN - Al quarto posto Team Camp (Beccari, Follador, Barazzuol - 4h35'39''), quinti Gachet-Galizzi-Sevennec (4h36'29''), sesti Gardes Frontière Suisse-Crazy (Anthamatten, Ecoeur, Troillet - 4h37'39''), settimi CS Esercito (Trento, Antonioli Robert e Daniel - 4h38'32''), ottavi Gardes Frontière Suisse Marti (Marti Marcel e Werner, Steindl -4h45'12''), noni Trentino Team-Rifugio Lobbia (Martini, Salvadori, Trettel - 4h48'05''), decimi i fratelli Fazio e Fabio Cavallo di Highlab Ferrino 6 (4h56'45''). 


Lenzi: 'Non ci credo' - Kilian: 'grazie compagni'

Le prime dichiarazioni dal Trofeo Mezzalama

Settima vittoria oggi al Mezzalama per l'Esercito. Una vittoria del cuore quella di Reichegger, Eydallin e Lenzi. «Non ci credo ancora, è tutto l'anno che arriviamo secondi, oggi abbiamo battuto i supereroi» ha detto un Damiano Lenzi visibilmente commosso, attorniato dai suoi fan, sul traguardo di Gressoney. Monumentale Lenzi, le testimonianze sul percorso dicono che era in formissima. Ma monumentale anche Manfred Reichegger. Una carriera unica la sua: «Alla mia età non mi aspettavo di vincere oggi, devo dire grazie ai miei compagni, oggi ha vinto il team e nell'insieme siamo stati i più forti». Chapeau. Solo i grandi signori fanno dichiarazioni così. Come Kilian Jornet Burgada, visibilmente in difficoltà già Plateau Rosà e al Castore, con Bon Mardion e Jacuemoud a tirare: «Devo ringraziare i miei compagni perché a Plateau Rosà ero in difficoltà e ho pensato di non riuscire a finire la gara».

LA VITTORIA DELLA TESTA -
E poi c'è la faccia allegra di 'Eyda': «Il fatto di non essere i favoriti, ci ha liberato la testa e dato una marcia in più, abbiamo avuto un calo nel finale ma, per una volta, siamo riusciti a batterli». Già, per una volta. Che non cancella comunque una stagione grandissima di William Bon Mardion e Mathéo Jacquemoud. Il primo è diventato papà proprio sabato scorso, quando avrebbe dovuto svolgersi il Mezzalama: «Abbiamo recuperato in discesa, ma era troppo il distacco accumulato sulle salite della prima parte di gara». «Loro hanno corso in casa e preparato bene la gara, noi abbiamo dato tutto» ha detto Mathéo al traguardo.

I TERZI - E poi… e poi ci sono i terzi del Team Camp/Ski Trab. Un Michele Boscacci che «avrebbe firmato per un quinto posto, visti i team al via». Ma anche un Lanfranchi convinto della grande gara dei suoi compagni ma che ha «patito, dopo l'infortunio alla Pierra Menta». Un Lorenzo Holzknecht che ci credeva: «Oggi ci siamo andati vicino, ne riparliamo fra due anni. Percorso perfetto, non troppo freddo, belle le varianti». E poi… e poi ci sono tutti gli altri, per esempio i nostri collaboratori come Filippo Barazzuol, che ha sostituito all'ultimo minuto Nejc Kuhar e ha contribuito a fare arrivare quarta la sua squadra, insieme a Beccari e Follador, oppure l'altro nostro amico Basolo, tredicesimo, e Fabio Bazzana, sempre tra i nostri 'testatori' e collaboratori, che purtroppo ha dovuto ritirarsi. Ci sono i 'mitici' fratelli Fazio e quelli che sono rimasti fuori dai cancelli. C'è Flavio Gadin che come Bon Mardion è diventato papà sabato scorso ed è arrivato ventesimo. Tutti bravi. 

VITTORIA ROSA -  Elena Nicolini, Raffaella Rossi e Laura Besseghini sono transitate al traguardo poco dopo le 11. Il loro commento unanime: «Siamo ancora incredule».


Notte prima del Mezzalama

I tracciatori sul percorso fino all'oscurità

Il maltempo oggi ha impedito qualunque attività in quota fino a metà pomeriggio. Poi il cielo si è calmato e, mentre a Valtournenche si teneva il briefing, gli uomini in quota nei rifugi uscivano per tracciare nuovamente.  

«Nonostante il maltempo degli ultimi giorni siamo riusciti a tracciare, palinare e depositare tutto il materiale in quota - ha spiegato Adriano Favre alle 20, dopo il briefing -  L'ultima neve non ha creato problemi, si tratta di 30-40 centimetri compatti, ma la precedente aveva quasi sepolto le paline in alcuni punti del percorso. E la valanga che abbiamo fatto scendere per mettere in sicurezza il pendìo dopo il Naso ha sepolto anche uno dei rifugi d'emergenza in plexi. Ma sappiamo dov'è, il satellitare ce lo indica sotto cinque metri di neve. Ora gli uomini hanno potuto uscire dai rifugi a ritracciare».  

Per la notte è previsto un ulteriore passaggio nuvoloso con possibili precipitazioni, che dovrebbe esaurirsi prima dello start e lasciare dietro di sè umidità e nebbie, in dissolvimento con l'alzarsi del sole.


Iscriviti alla newsletter


Mulatero Editore utilizzerà le informazioni fornite in questo modulo per inviare newsletter, fornire aggiornamenti ed iniziative di marketing.
Per informazioni sulla nostra Policy puoi consultare questo link: (Privacy Policy)

Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Abbonati a Skialper

la tua rivista preferita
a partire da 57 €per 6 numeri

La nostra sede

MULATERO EDITORE
via Giovanni Flecchia, 58
10010 – Piverone (TO) – Italy
tel ‭0125 72615‬
info@mulatero.it – www.mulatero.it
P.iva e C.F. 08903180019

SKIALPER
è una rivista cartacea a diffusione nazionale.

Numero Registro Stampa 51 (già autorizzazione del tribunale di Torino n. 4855 del 05/12/1995).
La Mulatero Editore è iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione con il numero 21697

Privacy Policy - Cookie Policy

Privacy Preference Center

X