Elisa Compagnoni: sci, corsa e passione

'Dopo il Vertical Cornon, stamattina ho corso bene'

Ecco una delle due pesi piuma del lotto. Elisa, insieme a Giulia Compagnoni (ma non sono parenti), rappresentano molto bene le proprietà della leggerezza nel rapporto peso-potenza quando si tratta di endurance.  La ascoltiamo dopo la vittoria di ieri nel Vertical del Cornon a Tesero (TN), prova di Campionato italiano di specialità che l’ha collocata in testa alla classifica femminile parziale.  

Elisa, complimenti per la tua gara di ieri. La motivazione non ti manca! Quante gare di sci hai corso quest’inverno, e quante ne corri a piedi?

«Non le ho contate bene, ma certamente più di 30 con gli sci. Infatti ho finito la stagione abbastanza cotta. In estate gareggio meno, ma comunque quasi ogni week end».  

Quali sono per te i vantaggi e quali gli svantaggi di correre due stagioni?

«I vantaggi per me stanno nell’avere motivazioni continue per mantenere un certo grado di preparazione. Lo svantaggio è che bisogna valutare meglio il recupero. Quando smettere una stagione e iniziare l’altra».  

Riposo assoluto, ferma?

«In aprile, finita la stagione dello sci, sono stata fermissima due settimane. Poi ho ricominciato molto lentamente, uscendo per un periodo solo un paio di volte la settimana».  

Ieri hai corso e vinto un VK, due settimane fa la Skyrace Alta Valtellina
(seconda classificata dietro ad Elisa Desco, ndr). Quali scelte fai per le tue gare di corsa?
«Di solito gareggio nella corsa in montagna, quindi la mia distanza di gara sono gli 8 km. Gare lunghe, quasi mai».  

Quanto pesi esattamente? E quali sono i pro e i contro in gara dell’essere così leggera?

«Non mi peso quasi mai, ma l’ultima volta ero a 44 kg. In realtà non saprei dire esattamente perché non ho termini di confronto precisi, e poi sono sempre stata così. Sulla durata, nella Skyrace ho capito che mi servivano zuccheri dopo 90′ di gara, che mi sembra un valore comune. Una bustina di gel mi è servita e bastata. Invece sugli sci capisco che la muscolatura così sottile, la mancanza di forza, mi penalizza in discesa: i muscoli vanno subito in affaticamento, specialmente in neve profonda. Ma potrebbe trattarsi anche di mie lacune tecniche. Non sono una grande discesista, arretro, e così… Sui tempi di recupero tra una gara e l’altra, mi sembra siano nella norma: quando quest’inverno capitavano gare in sequenza, nei giorni ero sicuramente un po’ più affaticata. Ma per esempio stamattina sono uscita a correre dopo il Vertical di ieri, e andavo bene».  

Su quale terreno vai meglio, e dove invece perdi?

«Sia nella corsa che nello sci naturalmente preferisco la salita e perdo nelle discese, specialmente nei tratti tecnici. Invece mi difendo in pianura nella corsa, nonostante non vada mai in pista ne’ faccia cross».  

Sappiamo che collabori all’organizzazione di eventi sportivi dalle tue parti, in Alta Valtellina.

«…be’, dò una mano preparando comunicati stampa, occcupandomi un po’ delle foto, della comunicazione, oppure segnalando il percorso il giorno prima. Le solite cose!»  

Studio, lavoro, vacanze?

«Eh! vacanze non si sa! Sono alla ricerca di lavoro, e per ora sto facendo un po’ la baby-sitter. Lo scorso luglio 2012 mi sono laureata in Scienze della comunicazione a Pavia, ma mi accontenterei di qualunque cosa che mi permetta di conciliare sport e lavoro. Però qui in alta valle tutte le attività sono collegate al turismo, e quindi i fine settimana sono lavorativi per definizione. Mi spiacerebbe tantissimo dover rinunciare allo sport!»    

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