Questione di stile: Mojito Wrap GTX
SCARPA lancia la versione invernale dell'iconica sneaker urban outdoor per eccellenza
La calzautra è una rivisitazione pensata per i mesi più freddi di uno dei suoi modelli urban outdoor più iconici, la sneaker Moijto.
Grande novità nel design è il fascione applicato a mano; inoltre, per mantenere il piede asciutto in tutte le condizioni metereologiche la fodera è stata realizzata con la membrana Gore-Tex Bluesign Approved senza trattamento DWR, Durable Waterproof repellent, ePFCec Free. La sneaker in pelle idrorepellente è stata pensata per garantire comfort durante l’intera giornata sia grazie all’allacciatura estesa fino in punta di derivazione climbing, sia grazie al supporto della suola Presa® URB-05, composta da un’intersuola in EVA per cushoning e stabilità durante la camminata. Un battistrada resistente che assicura una buona presa al terreno da solcare con passo sicuro con ai piedi un’icona di stile pensata per percorrere tutte le strade in qualsiasi stagione.



Andrea Lanfri entra nel team Vibram
Il campione paralimpico, oggi alpinista ed esploratore, sarà affiancato da Vibram nelle sue straordinarie imprese e collaborerà con l’azienda allo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie
Ordinary people being extraordinary è la filosofia che da sempre accomuna gli atleti del Team Vibram, brand leader nel settore delle suole in gomma ad alte prestazioni. Lo scopo dell’azienda è ispirare il pubblico e dimostrare quanto passione e dedizione siano le forze trainanti per raggiungere qualsiasi obiettivo e quanto la forza di volontà possa portare chiunque, indipendentemente dal grado di preparazione tecnica e dalla condizione fisica, a raggiungere traguardi personali incredibili. Straordinario è proprio l’aggettivo che caratterizza Andrea Lanfri, che da oggi entra ufficialmente a far parte del Team di atleti élite Vibram.
Andrea nasce come appassionato di trekking, arrampicata e mountaineering, avvicinandosi successivamente al mondo dell’alpinismo e dell’esplorazione. Nel 2015, a 29 anni, contrae la meningite con sepsi meningococcica perdendo l’uso di entrambe le gambe e di sette dita delle mani. Questa situazione l’ha portato a reinventare la sua carriera sportiva: nell’arco di un anno torna alla sua vita di prima, iniziando a correre con un paio di protesi in fibra di carbonio acquistate grazie a una raccolta fondi. Diventa così il primo podista di atletica italiano con doppia amputazione agli arti inferiori a scendere sotto i 12 secondi nei 100 metri piani, conquista tre record italiani, due medaglie di bronzo, un argento agli Europei e un argento ai Mondiali di Londra nel 2017.
Andrea oggi è un alpinista ed un esploratore, ma soprattutto un grande amante della vita e dell’attività all’aria aperta: ha scalato le montagne più alte del mondo, tra cui il Kilimanjaro, l’Aconcagua, il Monte Bianco, diventando il primo atleta con pluriamputazioni a raggiungere gli 8849 metri di altitudine del Monte Everest.
Oltre alle diverse imprese alpinistiche che lo vedono protagonista, Andrea si impegna a trasmettere alle persone la sua energia positiva, dimostrando che i veri limiti sono spesso mentali più che fisici: «Sono felicissimo e onorato che un’azienda leader come Vibram condivida la mia filosofia, il messaggio della mia storia e l’energia che essa trasmette. Con caparbietà e passione si possono realizzare non solo imprese sportive o alpinistiche, ma una buona fetta delle mie soddisfazioni arriva dal trasmettere ad altre persone la stessa energia positiva che mi ha permesso di essere la persona che sono oggi. Un ulteriore stimolo per togliere le lettere “im” e lasciare solo il possibile!»
Una storia di grande coraggio e di eccezionale determinazione che Vibram è orgogliosa di supportare:
Jerome Bernard, Vibram Sport Innovation Marketing Global Director: «Abbiamo tutti dei sogni, ma ci poniamo dei limiti. Se vogliamo davvero sognare e vivere, svegliamoci”, parole ispirate dallo scrittore Daniel Pennac. “Con Andrea cercheremo di dare più forza e più senso ancora allo spirito degli Ordinary people being extraordinary, esploreremo nuovi orizzonti, e con la nostra expertise tecnica cercheremo di studiare e di concepire nuove soluzioni per aiutare Andrea e altri sognatori come lui a realizzare l’impossibile».


A New Personal Best - Asics
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale Asics ridefinisce il concetto di «personal best»
La cultura dello sport è sempre più ossessionata dalla performance, una condizione che contribuisce a scoraggiare le persone dal praticare esercizio, incidendo fortemente sulla salute mentale e fisica. Asics si oppone a questo trend con una nuova campagna che punta a reinterpretare il concetto di personal best incentivando più individui a praticare attività per il proprio benessere psichico, spostando l'attenzione dal risultato alle emozioni che la pratica dello sport ci fa provare.
Attraverso uno studio condotto tra gli italiani che non fanno attività fisica, il 46% dichiara di sentirsi troppo in imbarazzo ad andare in palestra perché ritiene di non corrispondere al “tipico” soggetto che si allena e il 75% vorrebbe avere più fiducia in se stesso per fare movimento. L'81% crede che la frase «no pain, no gain» sia ancora valida quando si parla di sport e il 38% ammette che vedere contenuti che esaltano l’attività fisica sui social media li fa sentire un fallimento prima ancora di iniziare a praticare.
In risposta, ASICS ha lanciato una nuova iniziativa per ridefinire il modo in cui il mondo concepisce il concetto di personal best, con l’obiettivo di promuovere il potere edificante che lo sport ha sulla salute mentale. Il progetto New Personal Best cattura e celebra il modo in cui l'esercizio fisico ci fa sentire in una serie unica di ritratti – senza statistiche, senza tempi e senza numeri. Con oltre la metà degli italiani (65%) che dichiara di essere più propensa a fare esercizio fisico qualora i protagonisti delle pubblicità sportive fossero persone comuni, New Personal Best dà voce a persone reali che si muovono per la loro salute mentale.
L'87% ammette di essere a conoscenza dei benefici che lo sport ha sul benessere psicologico e il 41% afferma di aver vissuto personalmente un problema di salute mentale o di conoscere altre persone che l'hanno vissuto (ad esempio familiari o amici). Questi elementi non sono ancora purtroppo una motivazione sufficiente a far muovere queste persone, ma è quello che la campagna spera di poter cambiare.

ASICS invita le persone a condividere sui social media le immagini del proprio personal best, che si tratti di una breve passeggiata, di una partita di calcio con gli amici o della prima lezione di yoga. Per ogni immagine condivisa con #NewPersonalBest su Instagram, Facebook, TikTok o Twitter tra il 10 ottobre e il 10 dicembre 2023 verranno raccolti 5 euro per l'associazione di beneficenza per la salute mentale Progetto Itaca.
Per vedere tutte le storie degli ambassador e per saperne di più sulla campagna "New Personal Best", visitate il sito www.asics.com/newpersonalbest
Con Scarpa e Gore-Tex alla scoperta dell'Amazzonia
I due brand, che condividono un impegno costante nella sostenibilità, hanno promosso una
straordinaria experience in Amazzonia alla scoperta del polmone verde della Terra.
SCARPA, marchio specializzato nella produzione di calzature outdoor e GORE-TEX, leader nella realizzazione di tecnologie per prodotti outdoor e lifestyle, hanno promosso una sorprendente experience alla scoperta della foresta Amazzonica, inestimabile patrimonio naturale da cui dipende l'intera esistenza del nostro Pianeta e fondamentale alleato nella lotta ai cambiamenti climatici.
Da sempre infatti SCARPA, con il suo pay off, no place too far, condivide il tema dell’esplorazione, testando le calzature in uno dei contesti più avventurosi al mondo mentre, GORE-TEX Together, improving life ne sottolinea il messaggio di community e inclusione.
I due brand, uniti da un impegno costante sul piano della sostenibilità, hanno ideato l'iniziativa sul bacino idrografico del Rio delle Amazzoni – enorme estensione di foresta pluviale ricca di biodiversità – con l’obiettivo di documentare il ruolo fondamentale che questo territorio gioca nella regolazione del clima e dei cicli biologici della terra.
LE CALZATURE SCARPA CON TECNOLOGIA GORE-TEX
L’iniziativa è stata l’occasione perfetta per testare due dei modelli di calzature SCARPA più rappresentativi del brand.
La RIBELLE RUN GTX è una calzatura da trail running perfetta per le corte/medie distanze. Impermeabile, traspirante e leggera, grazie alla tecnologia GORE-TEX Invisible Fit unita ad un mesh sintetico leggero è resistente all’abrasione e presenta grip, trazione e stabilità eccezionali anche sui terreni più tecnici grazie alla suola Presa.
MESCALITO TRK PLANET GTX è progettata per lunghe escursioni e combina le migliori tecnologie e materiali sostenibili a comfort, supporto e stabilità. Questa scarpa è il nuovo punto di riferimento green nel mondo del trekking grazie all'innovativo tessuto Perspair® che risulta performante, leggero e traspirante. Questa tessuto viene realizzato in un'unica tomaia con il 45% di filati riciclati e combina zone funzionalmente diverse ad inserti in PU TEK resistenti ad ogni tipo di abrasione. Qui troviamo una membrana GORE-TEX con il 98% di tessuti riciclati e una suola Vibram in mescola Ecostep Evo, con il 30% di gomma riciclata


Your peak, your choice. Ferrino FW2023
La nuova collezione autunno inverno di Ferrino dedicata agli amanti dell'outdoor è sviluppata in collaborazione con i professionisti della montagna
La linea di abbigliamento per la stagione invernale del brand Torinese è pensata per soddisfare le necessità degli alpinisti più esigenti. Un connubio perfetto tra tecnicità, funzionalità e stile destinato ad entrare nel cuore di tutti i frequentatori dell'ambiente montano. Prodotti di punta della collezione sono gli zaini Triolet e Ultimate, i nuovissimi pantaloni Sajama e la maglia termica Yasunì, ai quali si aggiunge il modello di ciaspole Lys Castor Special.
TRIOLET COLLECTION
Zaino da alpinismo leggero ed essenziale, studiato in diversi litraggi. In tutte le versioni lo schienale in tessuto reticolare super traspirante è strutturato per permettere di trasportare comodamente anche l’attrezzatura più pesante.
ULTIMATE 35+5
Un must have per le attività alpinistiche 100% impermeabile grazie alla tecnologia HDry®.
YASUNÌ JACKET
Un nuovo secondo strato termico adatto a tutte le attività all’aperto. In tessuto maglia mélange con garzatura interna e inserti sui fianchi in thermo-stretch per un perfetto equilibrio di calore e traspirazione.
SAJAMA WINTER PANTS
Un nuovo pantalone adatto al tempo libero come ai viaggi o alle escursioni. Dotato di ampie tasche al ginocchio utili per riporre vari oggetti è in un tessuto elasticizzato dalla comoda vestibilità e trattato in modo da essere idrorepellente.
LYS CASTOR SPECIAL
Prodotto Made in Italy, è un modello con dimensioni poco ingombranti che assicurano un eccellente comfort nella camminata mantenendo un buon galleggiamento sulla neve. Dettagli tecnici perfezionati e nuove varianti colore con texture effetto roccia per questa nuova versione.
III CRAFT Ultra Trail Lago Maggiore
Agli italiani Michael Dola e Alice Ciapponi la vittoria sulla distanza regina WILD 81K del III CRAFT Ultra Trail Lago Maggiore.
Clima mite e cielo terso hanno accompagnato gli atleti lungo il percorso con panorami mozzafiato.
Anche quest’anno gli appassionati di trail running hanno potuto scegliere come meta autunnale la città piemontese di Verbania sul Lago Maggiore partecipando alla terza edizione del CRAFT Ultra Trail Lago Maggiore, per gli amici UTLM. Un territorio di una bellezza spettacolare ha accolto atleti provenienti da 20 paesi di tutto il mondo. Novità di quest’anno la location della partenza/arrivo sul Lungolago di Pallanza nella città lacustre di Verbania. Gli atleti hanno così sfrecciato tra le vie della città fino a godersi gli ultimi chilometri vista lago tra gli applausi dei molti tifosi giunti per assistere all’evento.
Michael Dola, atleta del Team Scarpa e Sportway Megastore originario del vicino Lago d’Orta vince la WILD 81K, la gara regina che per la prima volta quest’anno è stata percorsa integralmente: «Bellissimo percorso, molto panoramico con una giornata stupenda! Sono contentissimo per tutto, nonostante i momenti di crisi incontrati nella parte finale anche per il caldo sono riuscito a gestire al meglio la fatica e a recuperare senza mai mollare. Mi ha aiutato tanto il pubblico lungo il percorso e il super tifo ai ristori, fondamentale quando passi tante ore così impegnative da solo. Una gara che certamente consiglierei, dura e impegnativa accompagnata da paesaggi stupendi, un mix perfetto!»
I RISULTATI - Per la prima volta dalla nascita dell’ Ultra Trail del lago Maggiore si è potuto corre il percorso completo della WILD 81K compreso il passaggio in quota tra il Monte Zeda e il Monte Marone. Il miglior tempo di 10h11’27” è stato segnato dal plurimedagliato atleta altotesino Michael Dola del Team Sportway Magastore. Secondo assoluto con il tempo di 12h26’23” Dario Pasta, seguito da Carlo Martinelli terzo in 12h45’31”.
Tra le donne spicca Alice Ciapponi che, dodicesima assoluta, taglia il traguardo con il miglior tempo di 14h38’09” seguita da Valentina Carusi che per soli pochi minuti conquista la seconda posizione in 14h41’44’’. Terza classificata la svizzera Lea Degen in 17h12’03”.
Pioggia di primati sulla BRAVE 52K con la vittoria di Saverio Ottolini e il suo tempo record di 5h55’54” seguito da Gianluca Piton e Lorenzo Aimar.
La gara femminile è stata vinta da Silvia Guenzani, anche lei con il miglior tempo femminile di 6h52’28” seguita dalla spagnola Carlota Corbella (7h22’32”) e l’italiana Laura Parolini (7h55’49’’).
Primato registrato anche sul percorso della SCENIK 37K dove Stefano Radaelli e Adriano Cordova Fedeli (CHI) tagliano insieme il traguardo in 3h39’53” seguiti da Mathieu Brunod in 3h46’26”.
Podio femminile tutto italiano con Lia Maria Pozzi prima in 4h56’16” seguita da Claudia Bonassi e Irene Caravati.
Partita alle 16:00 da Cannero Riviera la SUNSET 20K viene vinta da Paolo Boneschi in 1h42’22” subito seguito dopo un lungo testa a testa dall’altotesino Alessandro Lopriore. Terzo classificato Matteo Ferrari in 1h44’58’’.
Conquista il gradino più alto del podio femminile la danese Line Brandt Pedersen chiudendo in 1h58’16’’ seguita dalle Italiane Berretta Elisa (2h06’37’’) e Lucia Cozzi (2h07’56’’).
Parole dall'UTMR
UTMB e UTMR differiscono per una sola lettera, e hanno varie cose in comune, ma non potrebbero essere più diverse.
Ad unirle c’è prima di tutto una persona, Lizzy Hawker, un’estrosa atleta britannica, trasferitasi da qualche anno in Svizzera, che la prima gara l’ha vinta cinque volte, mentre la seconda se l’è inventata. Di uguale c’è la sostanza: si tratta in entrambi i casi del giro completo attorno ad uno dei principali massicci delle Alpi Occidentali, il Monte Bianco in un caso, il Monte Rosa nell’altro. Di simile hanno la lunghezza, entrambe sui 170 km, mentre già nel dislivello le differenze iniziano a diventare significative: circa 10.000 per il giro intorno al Bianco, 11.600 abbondanti per quello intorno al Rosa.
Tutto il resto, beh, è completamente diverso, e la rappresentazione più efficace di questa differenza è la partenza delle due gare: migliaia di partenti assiepati alle sei del pomeriggio nella piazza centrale di una delle più rinomate località turistiche delle Alpi francesi inondata di musica a tutto volume da una parte, qualche centinaio riuniti nella piazzetta di uno sconosciuto paesino delle Alpi Svizzere nel silenzio delle quattro del mattino, dall’altra.
L’Ultra Tour del Monte Rosa parte da Grächen, nel Canton Vallese, e prima di tornarci si prende il lusso di percorrere il ponte pedonale più lungo d’Europa, di farti correre per ore con il Cervino davanti al naso, di percorrere la via più chic del centro di Zermatt, di arrampicarsi lungo il ghiacciaio del Teodulo fino all’omonimo passo a 3.231 metri, di passare in Italia sulle distese di ghiaia fra il Lago Cime Bianche e il lago de Goillet, di scendere l’incontaminato vallone di Cime Bianche, di riposare un attimo a Gressoney prima di mettere in fila le tre salite, da più di 1.300 metri di dislivello ciascuna, di Passo Salati - Colle del Turlo - Monte Moro, di tornare in Svizzera a costeggiare il maestoso lago artificiale di Mattmark e le sue cento cascate affluenti scendendo a Sass Fee, e di chiudere il giro attorno alla propaggine più a nord del massiccio del Monte Rosa, con più di 10 km di single track affacciato a strapiombo sulla Saastal, che i più percorrono durante la notte.
Impossibile dire se sia più bella o più impegnativa, perché gli scenari che tolgono il fiato per la loro bellezza sono davvero moltissimi, ma almeno altrettanti sono i tratti che lo tolgono per la loro durezza. A parte i pochi metri attrezzati sulla cima del Monte Moro e alcuni cordini di sicurezza nella parte finale, non si tratta di un percorso particolarmente tecnico, ma i chilometri su tranquille strade forestali dove lasciare andare le gambe sono molti meno di quelli su sentieri pietrosi dove correre è un affare per pochi. E in più, ci sono cinque salite da più di 1.000 metri d+, e una discesa da quasi 1.900 metri d-. L’UTMB si vince in meno di 20 ore, l’UTMR in poco meno di 30: pur tenendo conto delle differenze significative nel livello dei partecipanti, vuol dire parecchio.
Nonostante si tratti di un evento pubblico che coinvolge qualche centinaio di partecipanti e un numero nutrito di volontari, l’Ultra Tour del Monte Rosa è essenzialmente una esperienza intima. Un po’ perché il tracciato percorre un trekking poco frequentato e capita di viaggiare per ore senza incontrare nessuno. Un po’ perché per la sua durezza ti costringe più volte a scavare a fondo dentro di te, per trovare la voglia di andare avanti e le energie per riuscire a farlo. Un po’ perché quell’aria speciale che si respira lassù quando l’estate sta lasciando il posto all’autunno e l’erba gialla e la limpidezza dell’aria te lo ricordano ad ogni passo, ti spinge inevitabilmente a pensare alle stagioni della tua vita, con le loro giornate azzurre e le loro notti buie.
Per chi ama il trail running, per chi sogna il Tor dopo averlo fatto molte volte o sperando di riuscire a correrlo un giorno, per chi si commuove davanti al Cervino o al candore abbagliante di un ghiacciaio, l’UTMR è una gara da fare, assolutamente. Ed è assolutamente da preparare bene. Se vi piacerebbe, ma pensate di non averne le forze, potete provarlo nella versione a tappe: stesso percorso, ma diviso su quattro giornate, con pasti e notti normali nel mezzo.
Il sapore, naturalmente, sarà completamente diverso
Rossignol inaugura la stagione invernale con un video sull'attesa della neve
Otto storie, sette paesi, diversi stili, livelli ed età ma in comune l’amore per la montagna e per lo sci. Un video di un minuto per raccontare l’attesa dell’inverno, la diversità delle community di sciatori in tutto il mondo e l’unicità delle emozioni della prima discesa della stagione. Una seggiovia comincia a salire in Grecia, mentre in Giappone compaiono i primi fiocchi di neve e in Canada una famiglia indossa le tute da sci. Ai quattro angoli del pianeta, gli sciatori condividono la stessa impazienza: occhi puntati sulle cime e sogni di neve farinosa in testa. Tra attesa e speranza, grandi e piccini sono concentrati su un unico obiettivo: l’apertura della stagione. Il video di lancio della stagione invernale 23/24 di Rossignol si chiama 'Every Mountain', every face” ed è realizzato dall’agenzia El Flamingo al ritmo di un cuore che batte, accelerando all’avvicinarsi della prima discesa dell’inverno.
È Un messaggio di inclusione. Anche se ogni regione ha un’identità unica e un proprio carattere, tutti gli appassionati di sport della neve parlano la stessa lingua. Un linguaggio universale, come i sorrisi che illuminano i volti e le risate che scoppiano all’unisono quando si rimettono gli sci. Su ogni montagna, su ogni volto, l’inverno è espressione di pura gioia, qualunque sia la community, la disciplina preferita o il livello di pratica.

Salomon rende pubblici gli studi sulla LCA
Nel tentativo di creare un sistema di riferimento per l'industria degli sport sulla neve il brand
leader degli sport invernali rende pubbliche le sue ricerche in materia di innovazione e di
misurazione dell'impatto ambientale
Salomon, leader mondiale nelle attrezzature per gli sport invernali, presenta oggi i dati delle ricerche sul ciclo di vita (LCA) dei prodotti per gli sport sulla neve, condotta sulla linea di articoli sci e snowboard dell'azienda. Lo studio, iniziato nel 2019, è stato intrapreso con l'obiettivo di comprendere con un approccio scientifico l'impatto ambientale dell'intera offerta di prodotti Salomon. Ora, il team di sport invernali rende pubblici i risultati per aiutare l'industria degli sport sulla neve a generare interesse affinché il settore propenda verso una progettazione più sostenibile dei prodotti.
La valutazione del ciclo di vita (LCA) dei suoi prodotti consente ai diversi team sci e outdoor dell'azienda francese, che vanta 76 anni di esperienza, di individuare l'impatto ambientale di ogni fase del processo di produzione del prodotto: dall'approvvigionamento dei materiali fino alla gestione della conclusione del ciclo di vita di ogni articolo. In questo modo, il processo LCA fornisce informazioni scientifiche direttamente alla strategia climatica aziendale di Salomon. Per
vedere i grafici delle LCA su specifici prodotti per gli sport invernali cliccare il seguente LINK.
«Misurando l'impatto dei nostri prodotti e condividendo i nostri risultati, desideriamo contribuire alla trasformazione del nostro settore», afferma Xavier Le Guen, VP di Salomon Winter Sports Equipment. «Un anno dopo l'approvazione del nostro Science Based Target, stiamo convalidando i nostri sforzi con questo studio sulla gestione del ciclo di vita ed effettuando un’evoluzione dei nostri sistemi interni per consentire ai nostri team di prodotto di quantificare e divulgare l'impatto di CO2 dei nostri prodotti. L'obiettivo è sviluppare una metodologia per calcolare l'impatto ambientale di tutte le attrezzature per gli sport invernali. Questo potrebbe essere il presupposto di un futuro sistema di certificazione delle prestazioni ambientali dei prodotti».
Il lavoro di LCA svolto dal team di sostenibilità dei prodotti Salomon è un passo fondamentale della strategia Change our Tomorrow 2030 dell’azienda e dell'obiettivo di ridurre le proprie emissioni assolute di anidride carbonica del 30% entro il 2030 (rispetto a un valore di riferimento del 2019). Questo impegno fa parte della storica adesione di Salomon nel 2018 alla Carta dell'Industria della Moda delle Nazioni Unite per l'Azione per il Clima (UNFICCA) al Patto per il Clima SIA firmato nel 2021. Salomon ha inoltre fissato l'obiettivo di una trasparenza del 100% sugli impatti ambientali dei prodotti, ovvero la visualizzazione dei criteri ecologici di tutti i prodotti entro il 2025.

Torna l'Ultra Trail del Lago Maggiore
From lake to sky across Wilderness, manca poco al III Craft UTLM
Al via tra poche settimane la terza edizione del CRAFT Ultra Trail del Lago Maggiore, nel weekend di Sabato 30 Settembre e Domenica 1 Ottobre con partenza e arrivo dal capoluogo piemontese di Verbania. Un evento unico che unisce il trail running alla storia, alle tradizioni culturali, all'enogastronomia e ai panorami mozzafiato di un percorso che custodisce ancora numerosi segreti, grazie alla sua vasta area"wild" del Parco Nazionale della Val Grande, la più estesa in tutto il territorio italiano. L’evento di richiamo ormai internazionale è organizzato dall’Associazione Sportiva SPORT PRO-MOTION A.S.D.
Un evento che offre distanze e percorsi per tutti i gusti: WILD da 81K/5.200 D+ dedicata a chi ama le lunghe distanze, BRAVE 52K/3.100 D+, SCENIC da 37K/2.100 D+ e SUNSETda 18K/700D+, aperta anche ai camminatori in versione non competitiva, per la quale non è quindi necessario essere in possesso di tesseramento FIDAL e certificato medico agonistico.
Tutte le gare tranne la SUNSET avranno partenza e arrivo dal nuovo Lungolago pedonale di Verbania Pallanza, sulle sponde del Lago Maggiore e andranno a toccare le più belle cime del Parco Nazionale dellaVal Grande con un panorama mozzafiato non solo sul Lago Maggiore, ma anche il Lago di Mergozzo e il Lago D’Orta, piccole perle della zona della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
https://www.youtube.com/watch?v=OxYXG0bsPpI
New entry nella famiglia Sport PRO-MOTION ASD e nuovo title sponsor il brand di calzature da running e trail running CRAFT. Consolidata la partnership con il megastore SPORTWAY di Gravellona Toce, lo sport nutrition ENERVIT e l'azienda torinese di attrezzature e abbigliamento per la montagna FERRINO, che da oltre 150 anni accompagna gli appassionati di outdoor nelle loro avventure.
Le iscrizioni sono aperte sul sito ufficiale dell'evento.
L'UTMB parla americano
La prima volta di uno statunitense sul gradino più alto del podio della gara più famosa del mondo e una storica doppietta al maschile e al femminile, oltre a quella maschile per il primo e secondo posto. La ventesima edizione dell’UTMB si è colorata di stelle e strisce. Per merito di Jim Walmsley, Courtney Dauwalter e Zach Miller. Walmsley, che da due anni risiede nella zona del Beaufortain per allenarsi sui sentieri dell’UTMB, è arrivato a Chamonix sabato in 19h37'43’’. Appena scalato il Col de la Croix du Bonhomme, erano in testa in tre: Evans, Miller e Walmsley. Una volta superata Courmayeur, intorno alle 2 del mattino, l'americano è passato in testa, seguito solo dal suo connazionale. I due non si sono staccati fino al Col de la Forclaz, poco prima delle 10, quando l'accelerazione finale di Jim ha fatto capitolare Miller, che ha chiuso comunque sotto le 20 ore (19h58’58’’). Terzo il francesce Germain Grangier in 20h10'52’’. La top ten, nell’ordine: Mathieu Blanchard (FRA), Lodovic Pommeret (FRA), Thibaut Garrivier (FRA), Tyler Green (USA), Hannes Namberger (DE), Arthur Joyeux Bouillon (FRA) e Baptiste Chassagne (FRA).
La terza vittoria di Courtnery Dauwalter, che fa segnare uno strepitoso tris stagionale con Hardrock 100 e Wester States con tempi record, non è avvenuta senza difficoltà. «Non appena ho superato Champex-Lac e per tutta la seconda parte del percorso, è stata davvero dura per me: il mio stomaco non ha retto» ha detto al traguardo. L’americana ha tagliato il traguardo di Chamonix in 23h29'14’’, davanti alla tedesca Katharina Hartmuth (24h10’52’’) e alla francese Blondine L’Hirondel (24h22’50’’).

Petzl Legend Tour Italia sbarca in Sardegna
La storia dell'arrampicata sportiva sarda raccontata in quattro episodi, online a partire da lunedì 4 settembre
Un viaggio tra le scogliere e il calcare dell'isola che negli anni si è guadagnata un posto di diritto tra le top climbing destinations europee, grazie alla qualità della roccia e alla bellezza e unicità dei paesaggi che offre. Petzl racconta in quattro episodi, disponibili online sul canale youtub del brand ogni lunedì per quattro settimane a partire dal 4 settembre, la storia dell'arrampicata in Sardegna, ripercorrendone le tappe attraverso i luoghi e i protagonisti che, a partire dalla metà degli anni ottanta, furono e sono tutt'ora in grado di valorizzare un territorio unico nel suo genere.
I nomi che sentirete nominare più volte sono quelli storici di Heinz Mariacher, Manolo, Bruno Pederiva, Enzo Lecis, Gianluca Piras, passando per Maurizio Oviglia, Rolando Larcher, fino ad arrivare a Federica Mingolla (e molti altri ancora). Tutti nomi che hanno partecipato attivamente allo sviluppo della verticalità sarda, coniugando quel giusto mix di creatività, innovazione e follia che ci permette oggi di scalare in alcuni dei luoghi più iconici, che saranno protagonisti delle puntate del tour.
Si parla delle pareti di Cala Gonone e di Cala Goloritze, con la sua splendida guglia, dove è possibile scalare a picco sul mare in un ambiente selvaggio; di Masua e Domusnovas, dove di fatto è nata l'arrampicata in Sardegna. Si passa poi nel terzo episodio a Jerzu e ai suoi strapiombi, per terminare questo viaggio a Gorropu, iconico canyon che ospita la via Hotel Supramonte, di recente ripetuta da Federica.
«Alla fine di questo viaggio abbiamo scoperto non solo un pezzetto di storia dell’arrampicata sportiva ma soprattutto la bellezza di questa terra, delle sue distanze da viaggiare che restituiscono un senso di libertà senza eguali. Il nostro augurio è che il passaggio di ogni climber sia in punta di piedi e che quest’isola resti così, selvaggia e autentica com’è sempre stata».
Troverete gli episodi disponibili a questo link: https://www.youtube.com/@PetzlSportVideos











