Abruzzo, scene da un inverno mai visto
Quasi un anno fa. Manca giusto qualche giorno. Sul Centro Italia e in particolare sull’Abruzzo si abbatteva la tempesta del secolo. Quattordici giorni di nevicate intense, fino a quattro metri di neve in collina, discese epiche irraggiungibili per le strade bloccate, centinaia di paesi isolati.

REPORTAGE - «Per uno sciatore che ama la powder, quella neve fresca che ti avvolge e ti fa sentire leggero, non c’è niente di peggio di non riuscire a sfruttarla perché troppo difficile da raggiungere. È questo quello che è successo. La quantità di neve scesa è stata tale da non consentire alle stazioni sciistiche di aprire, soprattutto per problemi legati alla viabilità». Scrive così Luca Parisse nell’articolo Abruzzo, scene da un inverno mai visto pubblicato sul numero 115 di Skialper, di dicembre-gennaio (clicca qui per riceverlo a casa). Più che un articolo, un reportage su quei giorni terribili e formidabili allo stesso tempo che si sono chiusi con la tragedia dell’hotel Rigopiano. Un racconto in parole e immagini per rivivere quei giorni su due piani ben distinti: quello di un gruppo di sciatori pronti a esplorare con gli sci larghi i pendii della Maiella e del Gran Sasso; e quello dei disagi e della sofferenza di chi è rimasto isolato dal mondo.

MAJELLA - «Agguerriti e motivati partiamo; ognuno di noi prende gli sci più larghi che ha e ci ritroviamo a sciare con oltre dieci gradi sotto zero e una neve polverosissima.
La visibilità è scarsa, ma come per incanto dopo un’ora la nebbia e il nevischio spariscono e spunta un fantastico cielo azzurro. Ci troviamo a Mammarosa, sulla Majella, dove c’è un solo piccolo impianto; il pendio, non molto ripido, non ci appaga del tutto e decidiamo quindi di spostarci. A noi piace andare forte, ma la troppa neve frena la nostra discese!».

DROP - «Rob, che è sempre bendisposto a nuove esperienze, nota un drop con atterraggio su un tetto colmo di neve nei pressi del parcheggio e, senza pensarci due volte, è già lì sopra che rotola. Scatto super!».

IL GIOCO BELLO DURA POCO - Non è facile trovare le condizioni giuste in Appennino. Bisogna sapere cogliere l’attimo. E lo sa bene Pierluigi Parisse, classe 1956, che sul Gran Sasso è una leggenda vivente. Nel 1982 ha aperto la prima discesa della Direttissima del Corno Grande insieme a Luciano Tedeschini. Il reportage sull’Abruzzo è stato l’occasione per parlare con il lupo (così lo chiamano gli amici). «La mia regione ha una posizione geografica particolare, è vicina al mare Adriatico e risente delle correnti fredde balcaniche che a volte scaricano copiose nevicate. Il problema però è che qui la neve si trasforma troppo facilmente, diventando pesante e molto pericolosa.
Per le belle sciate in powder, come viene chiamata oggi, bisogna ancor di più cogliere l’attimo e poi fuggire prima che il manto nevoso possa tradirti. È tassativo scendere di prima mattina, valutando sempre le condizioni generali».

Matteo Sostizzo adesso batte anche i grandi
Matteo Sostizzo ha fatto il pieno agli Italiani con due titoli individuali Cadetti, vertical e sprint, poi la sera di Santo Stefano è andato a Passo Broncon, alla Lunagaro e lì ha vinto addirittura l’assoluta, mettendo in fila personaggi del calibro di Pippo Beccari e Alex Salvadori.
«Ho fatto la mia gara al massimo, mica mi immaginavo di fare un colpo del genere. Battere atleti che hanno così tanta esperienza è stato davvero emozionante. Mi ha dato una carica incredibile e di sicuro servirà per spronarmi a fare sempre meglio».
Il motore non manca, la discesa?
«Non arrivo dall’alpino, ma ho fatto subito ski-alp, prima con mio padre, poi con i corsi organizzati da Carlo Ceola con lo sci Cai Schio, e alla fine sono approdato anche in Comitato Veneto. La discesa è un po’ il mio punto debole, ma grazie al lavoro di Luca Palla ho fatto tanti passi avanti. E poi prima c’è sempre la salita…».
Primo test allora gli Italiani individuali di Vermiglio?
«Ai campionati giovanili del 7 gennaio ci sarò di sicuro, ma prima farò sabato la Salàt Ski Raid che è campionato veneto individuale».
Obiettivo Europei?
«Se mi convocano certo: non sarà facile, ma darò il massimo come sempre, soprattutto nelle mie specialità, vertical e sprint».
Un po’ di rammarico che sei un 2001 e nel 2020 salterai le Olimpiadi invernali?
«Prima quasi non ci pensavo, adesso che so che sono fuori per qualche mese mi spiace molto».
Scuola, allenamenti: come riesci a conciliare tutto?
«I sacrifici non mancano, vado a scuola a Thiene, dove abito e devo fare quasi un’ora di viaggio prima di arrivare sulla neve. Serve tanto impegno e volontà, ma tutto questo non mi pesa perché per me allenarmi è un vero divertimento».
Occhi puntati sui giovanissimi: obiettivo Losanna 2020
I primi campionati italiani sono stati anche la prima occasione di confronto a livello giovanile per i comitati regionali. Tre gare interessanti: spettacolari e avvincenti sprint e staffette, duro il vertical. Un bell’impegno per gli sci club organizzatori, Alta Valtellina e Sondalo, che hanno trovato il sostegno di Crazy Idea, main sponsor della tre giorni tricolore: non sono gare ‘facili’, ma alla fine tutti soddisfatti. Davide Canclini e Adriano Greco (e i loro staff…) erano sempre presenti sul campo perché tutto filasse al meglio.

PROGETTO 2020 - Come si diceva attenzione sui giovani, in attesa del campionato italiano individuale del 7 gennaio a Vermiglio. Perché? Perché nel 2018 ci sono gli Europei in casa, ma bisogna guardare avanti, al 2020. A Losanna lo ski-alp debutterà alle Olimpiadi giovanili (già scelta la sede di gara, Villars), in gara atlete e atleti dai 15 ai 18 anni. E allora bisogna guardare adesso ai Cadetti, non considerando già quelli dell’ultimo anno, i classe 2001 che nel 2020 avranno 19 anni, ma dal 2002 in giù. E nello ski-alp questi sono davvero i primi anni agonistici. Non c’è la base dei Pulcini, come nell’alpino o nel fondo, qui da un anno all’altro possono esserci sempre new entry. Così i due tecnici azzurri, Bendetti e Canclini, hanno già incontrato i vari responsabili per mettere in piedi un progetto dedicato a Losanna 2020.

SUL TACCUINO - I due neo bi-campioni italiani, Matteo Sostizzo e Samantha Bertolina saranno fuori età, entrambi del 2001, ma sul podio abbiamo visto due 2002, Luca Tomasoni e Camilla Ricetti, e anche due 2003, Luca Vanotti ed Erika Sanelli. Presolana, Sondalo, Premana, Albosaggia i loro sci club: le Alpi Centrali dunque restano il comitato trainante del movimento giovanile, ma anche gli altri, Veneto e Trentino in primis, stanno puntando molto in questo settore. Qualche numero, infine: nel vertical i Cadetti erano 55, le Cadette 18.

Vertical, scudetto a Michele Boscacci e Katia Tomatis
Ultimo atto tricolore a Valdidentro con l’assegnazione degli scudetti vertical. Cielo azzurro, ma pista in ombra: tracciato impegnativo, con alternanza di ’muri’ e piani per un totale di 650 metri di dislivello.

ASSOLUTA - Festeggiano Michele Boscacci e Katia Tomatis. Miky parte regolare, poi trova l’allungo vincente e viaggia in solitaria. «Ma alla fine mi sono quasi addormentato e ho dovuto spingere nel finale», scherza all’arrivo il portacolori del CS Esercito. Chiude in 26’29” con un margine di 14.2 sul compagno Davide Magnini (primo Espoir), con Federico Nicolini a 23.9, bronzo di giornata. Quarto Nadir Maguet, Robert Antonioli, con William Boffelli, Manfred Reichegger, Pietro Lanfranchi, Alex Oberbacher e Daniel Antonioli nella top ten. Sul podio Espoir alle spalle di Magnini, Henri Aymonod e Daniele Carobbio.
Nella gara rosa Katia Tomatis sale sul gradino più alto del podio. «Sono partita regolare, senza strappi, poi man mano ho aumentato il ritmo»: la piemontese chiude in 27’22” davanti ad Alba De Silvestro (27’32”) e Bianca Balzarini (28’32”). Quarta Dimitra Theocharis, quinta llaria Veronese in un testa finale con Corinna Ghirardi. Nelle dieci Charlotte Bonin, Giulia Compagnoni, Alessandra Cazzanelli, Marialucia Moraschinelli. Podio Espoir con De Silvestro, Veronese e Compagnoni.

GIOVANILI - Doppietta Alta Valtellina tra gli junior con Andrea Prandi davanti a Stefano Confortola, bronzo per il valdostano Fabien Guichardaz; al femminile vola Giulia Murada davanti a Giorgia Felicetti e Valeria Pasquazzo. Nei Cadetti lo scudetto va in Veneto con Matteo Sostizzo del CAI Schio, primo sui lombardi Luca Tomasoni e Luca Vanotti; nella gara rosa affermazione in solitaria di Samantha Bertolina (Alta Valtellina) su Anna Folini (Albosaggia) e Camilla Ricetti (Sondalo).

Staffette, scudetto a Esercito e Alpi Centrali
Un po’ secondo copione. Secondo giorno tricolore a Valdidentro con i campionati italiani di staffette. Doppietta del Centro Sportivo Esercito: oro per il terzetto con Robert Antonioli, Nadir Maguet e Michele Boscacci che si è imposto sui compagni di club Davide Magnini, Manfred Reichegger e Damiano Lenzi. Terza piazza per il Trentino di Federico Nicolini, Valentino Bacca e Filippo Beccari. Nella sfida rosa ancora Esercito con Alba De Silvestro e Giulia Compagnoni davanti alle piemontesi Katia Tomatis e Ilaria Veronese e le friulane Dimitra Theocharis e Mara Martini.

GIOVANILI - Scudetto per il Comitato Alpi Centrali con Samantha Bertolina, Simone Giacomelli e Stefano Confortola, davanti al team del Veneto composto da Mattia Tanara, Giorgia Felicetti e Matteo Sostizzo con bronzo ancora per le Alpi Centrali con Andrea Prandi, Valentina Giorgi e Giovanni Rossi.

Ecco i nuovi campioni italiani nella sprint
Ecco i nuovi campioni italiani nella sprint. Giovedì sera è andata in scena la prima prova della tre giorni tricolore a Valdidentro. Qualche ritardo sul programma per un blackout che ha lasciato al buio l’intero paese, ma alla fine tutto è andato per il meglio. Venerdì mattina spazio alle staffette, sabato sarà il giorno del vertical.

GIOVANI - Le prime finali sono state quelle dei Cadetti. In campo maschile titolo a Matteo Sostizzo che si è imposto su Simone Giacomelli e Luca Tomasoni, mentre nella gara rosa affermazione di Samantha Bertolina su Anna Folini e Erika Sanelli. Tra gli junior Stefano Confortola ha regolato Andrea Prandi e Giovanni Rossi; al femminile scudetto per Giulia Murada davanti a Giorgia Felicetti e Sara Pedranzini.
ASSOLUTA - Grande attesa per la finale maschile. C’è il ‘derby’ tra Robert Antonioli e Nicolò Canclini, fresco vincitore della sprint di Coppa del Mondo: alla fine prevale Antonioli che ha dovuto tener testa ai due giovani emergenti, Canclini appunto ed Enrico Loss, che sale sul terzo gradino del podio. Nella finale rosa colpo di Bianca Balzarini che è riuscita a mettersi alle spalle le azzurre Alba De Silvestro e Katia Tomatis.

MonterosaSki, sabato l'inaugurazione del comprensorio dedicato allo ski-alp
MonterosaSki apre allo ski-alp. Dunque non più solo discesa ma anche salita, il tutto in assoluta sicurezza, risalendo gli itinerari battuti vicino alle piste, adatti a tutti, dal principiante all’agonista. Il primo vero e proprio comprensorio per la pratica dello scialpinismo che, partendo da Champoluc-Frachey, consentirà di raggiungere lo spartiacque con Alagna, passando per Gressoney-La-Trinité ed attraversando i due colli che collegano le diverse località, per uno sviluppo totale in lunghezza di 32 km e di 1950 metri di dislivello. Sabato 23 dicembre a Staffal alle ore 9.30 l’inuagurazione ufficiale, con la collaborazione anche di Montura.
PERCORSI - I percorsi sono dedicati all’esclusiva salita con le pelli: tutti i tracciati rispettano le norme di sicurezza in modo che non vi siano interferenze con le piste riservate allo sci alpino, che saranno naturalmente accessibili in discesa dagli sci alpinisti durante l’orario di apertura. Ogni utente potrà usufruire dei percorsi acquistando i biglietti speciali Sci Alpinismo: il giornaliero al costo di 10 euro oppure lo stagionale che viene proposto a 49. Entrambi i biglietti comprendono l’utilizzo degli impianti a fune di arroccamento dai paesi del fondo valle per raggiungere la partenza dei percorsi dedicati. Sarà inoltre disponibile il servizio di soccorso pista in caso di infortuni esattamente come per gli sciatori che acquistano lo skipass giornaliero per la pratica dello sci alpino.
NON SOLO SKI-ALP - Questo progetto non si limita ad offrire un insieme di percorsi dedicati alla salita con le pelli, ma punta anche alla sicurezza sulla neve: Monterosa Ski allestirà in collaborazione con Fondazione Montagna Sicura, un campo Artva stabile situato in prossimità dell’arrivo della funivia Stafal-Sant’Anna. Senza dimenticare l’aspetto agonistico con la MonterosaSkiAlp in programma il 17 febbraio. MonterosaSki attraverso MonterosaSkiAlp dedica poi particolare attenzione ai giovanissimi: nel corso della stagione invernale saranno organizzati eventi promozionali dedicati ai bambini delle scuole elementari e medie proprio per avvicinarli in modo corretto e sicuro alla pratica dello scialpinismo e degli sport sulla neve e alla cultura e specialità della vita in montagna.
Bilancio cinese
Debutto della Coppa del Mondo e ‘prima volta’ anche per Roberto Cavallo nella nuova veste di ‘event manager’ nelle gare e ‘general manager’ per l’intero lavoro nella ISMF.
Com’è andata?
«L’accoglienza è stata perfetta: le strutture di Wanlong sono moderne e comode, con alberghi e ristoranti direttamente sulle piste. Direi anche confortevoli, qualche letto era a terra, ma è una loro usanza. E anche nel mangiare abbiamo trovato di tutto: una cucina internazionale. Faceva freddo questo sì, ma per fortuna abbiamo avuto sempre il sole».
Già il freddo. Nel giorno della sprint, austriaci e tedeschi, compreso Palzer non sono partiti, cosa è successo? E poi c’è stato anche un problema di cronometristi?
«Credo che le condizioni ci fossero tutte per gareggiare, parlando di sprint. In quell’occasione c’è stato un reclamo dei tecnici di Austria e Germania che hanno deciso di non far partire i loro atleti. Il freddo era intenso non c’è dubbio, ma alla fine c’era un locale riscaldato, non una tenda per intenderci, con bevande calde e tutto l’occorrente per ‘riprendersi’ dopo la prova. E comunque alla fine sono stati in 42 in gara. Per quanto riguarda i cronometristi, è vero c’è stato un problema: i cinesi hanno voluto fare loro, senza voler l’appoggio del nostro sistema ufficiale, quello della MSO. Dopo le qualifiche non c’erano i tempi, abbiamo avuto un’ora di ritardo e così inevitabilmente qualche polemica non è mancata».

Cronometristi a parte, come si sono mossi gli organizzatori cinesi?
«Direi abbastanza bene. Le gare erano ben tracciate, con il supporto del nostro technical manager Gil Orriols; la vertical race era un po’ corta, un po’ al limite, ma nel rispetto del regolamento. Le cerimonie si sono svolte nel modo corretto, i premi in denaro sono stati subito pagati».
Si darà continuità alla Cina in Coppa del Mondo, anche pensando ai Giochi Olimpici? O è troppo dispendiosa, con viaggio, vitto e alloggio a carico delle Nazionali?
«Alle gare erano presenti i dirigenti della federazione cinese della montagna: abbiamo parlato del futuro e vorrebbero continuare. Ne parleremo al prossimo ‘management committee’ che si terrà in occasione degli Europei sull’Etna, ma credo che la volontà sia comune. I costi? Beh, è una trasferta lunga. Ci sono i voli aerei soprattutto che ‘pesano’ sul budget. Anche vitto e alloggio sono stati a carico delle Nazionali, non c’erano accordi che fossero sostenuti degli organizzatori. Ma i prezzi sono stati alla portata, direi. Non certo più cari di quelli europei».
Chi festeggerà lo scudetto?
Ci siamo, si assegnano i primi scudetti. Tre giorni di gare a Valdidentro, sulle nevi della ski area Cima Piazzi Happy Mountain. «Tutto è pronto, ora mancano solo gli ultimi dettagli a livello organizzativo – ha confermato Davide Canclini nel triplice ruolo di organizzatore, tecnico federale e allenatore Scav -. Organizzare gli Italiani sprint, staffette e vertical ad inizio stagione ha un duplice obiettivo: oltre a essere una scelta dettata dettata dal calendario, queste sono le gare servono ai noi tecnici per iniziare a farsi un'idea sui valori in campo».
PROGRAMMA - Si parte giovedì pomeriggio alle 17 con la prova sprint che, per motivi logistici, andrà in scena nella parte finale della pista Doss Alt, in zona partenza cabinovia ad Isolaccia. Venerdì mattina alle 10, questa volte nei pressi del Rifugio Conca Bianca, sarà la volta delle staffette, mentre sabato alle 9 gran finale con la prova vertical.
Nicolò Canclini: «La vittoria? Qualcosa di incredibile»
La parola a Nicolò Canclini, appena rientrato a casa dalla Cina. Con nel palmares la vittoria nella sprint di Coppa del Mondo.
«Qualcosa di incredibile: stavo bene, ero in condizione, ma immaginare di vincere una gara assoluta in Coppa del Mondo, quando sino all’anno scorso gareggiavo con gli junior è pazzesco».
Eppure, se i tecnici ti hanno convocato qualche possibilità l’avevano vista.
«Ripeto la gamba c’era, volevo dimostrare di poter fare bene, ma vincere… Certo, solo nella sprint, che è un po’ la mia specialità, potevo provarci; prima di arrivare ai livelli dei top nelle altre specialità ce ne vorrà di tempo».
Già cosa ti hanno detto i compagni di squadra?
«Beh, Robert (Antonioli) è un po’ il mio maestro: alla fine era contento più di me. Anche Miky (Boscacci) e Mago (Maguet) continuavano a farmi mille complimenti».

Come hai gestito la sprint cinese?
«Nelle qualifiche ho visto che stavo bene. Paradossalmente è stato più ‘facile’ in finale che nelle altre batterie: prima c’è sempre un po’ la tensione per non stare fuori, alla fine invece ti giochi tutto senza pensarci. Nei quarti ho chiuso terzo, ma sapevo di aver un bel tempo di qualifica, in semifinale lo stesso, mi sono accontentato del terzo posto. In finale sono partito alla mia maniera, forte, come sempre. Ho gestito un po’ nei rombi e dal tratto a piedi ho spinto da non averne più al traguardo».
Il freddo?
«Pazzesco -23 gradi, ma la sensazione era quella che ce ne fossero ancora di meno. E pensare che c’era il sole. All’inizio ho gareggiato con il giacchino e i guanti spessi, pagando un po’ nei cambi. In finale ho tolto tutto…».
Adesso festa?
«No, c’è tempo. Prima voglio fare bella figura agli Italiani in casa. Ma non dite che sono il favorito…».
In edicola Skialper di dicembre
In edicola Skialper di dicembre
È lo speedfit, lo scialpinismo in pista, l’argomento di copertina di Skialper 115 di dicembre-gennaio (6 euro, 192 pagine), in distribuzione nelle migliori edicole a partire dall’inizio della prossima settimana. Un numero particolarmente ricco, con tante idee per le prime uscite sulla neve, ma anche interviste, approfondimenti e spunti di riflessione. Un numero pensato per essere letto sotto l’albero…
foto ©Alice Russolo
TRACCE, 50 ITINERARI CON SCI E PELLI – Si chiama Tracce ed è il nuovo inserto di 32 pagine che nei tre numeri invernali e primaverili di Skialper regalerà agli appassionati tantissime idee per le loro escursioni sulla neve. Per la prima uscita il curatore dell’inserto, Andrea Bormida, aiutato dalle nostre ‘antenne’ sul territorio, ha selezionato ben 50 itinerari sull’arco alpino, suddivisi per zona, dalla provincia di Cuneo fino alla Slovenia. Cinquanta proposte di inizio stagione, con cartina e indicazioni pratiche. E poi l’hit parade dei percorsi più battuti a inizio stagione, i consigli delle Guide alpine… Un inserto che, da solo, giustifica l’acquisto di Skialper 115!
FRANÇOIS D’HAENE – Con la vittoria su Kilian all’UTMB ha preso la corona di re dell’ultra-trail. Skialper è stato l’unico media italiano e l’unico di settore che è riuscito a inserirsi nella fittissima agenda di François e siamo andati a trovarlo al Domaine du Germain, dove produce un delizioso vino rosso Beaujolais. Una giornata a camminare tra le vigne, degustare, parlare di passato, presente e futuro che ha prodotto ben 10 pagine di articolo con le belle foto di Federico Ravassard.
foto ©Federico Ravassard
SCENE DA UN INVERNO MAI VISTO – Il 2017 in Abruzzo verrà ricordato come l’inverno dei record. Nevicate mastodontiche, tanta polvere e sci larghi ovunque. Ma anche paesi isolati, la valanga dell’hotel Rigopiano e molti disagi. Luca Parisse, abruzzese doc, ripercorre quei giorni in un reportage che unisce il bello della polvere profonda ai disagi provocati dalle grandi nevicate.
foto © Luca Parisse
CONQUISTA LE TUE CURVE – Hankin Evelyn, British Columbia, Canada. Ci sono le strade, le cartine delle piste tracciate nel bosco, le baite per riposarsi. Ma mancano gli impianti di risalita. Il fotogiornalista Mattias Fredriksson ha messo le pelli insieme a Brian Hall, inventore di questo comprensorio per lo scialpinismo, e alla freerider Silvia Moser e ci porta alla scoperta del paradiso degli skialper, tra neve polverosa, discese segnalate nel bosco, baite perfette per una pausa, con camino incluso. E poi un approfondimento sulle altre proposte turistiche ‘skialp oriented’ sulle Alpi. Un articolo interessante per programmare una vacanza in Canada, ma anche uno spunto di riflessione sul futuro dello sport della neve.
foto © Matthias Fredriksson
IL GIGANTE FERITO – Abbiamo ancora tutti negli occhi le drammatiche immagini della enorme frana di fine agosto che ha distrutto parte del Cengalo, uno dei giganti delle Alpi Retiche. Davide Terraneo ha ricostruito la storia di quella parete simbolo dell’alpinismo e dello sci ripido che in parte non c’è più con i protagonisti, da Stefano De Benedetti, autore della discesa sulla via Scipione Borghese, mai più ripetuta, a Renata Rossi, la ‘sentinella’ del Cengalo, e a Luca Maspes. E poi le relazioni su altre due discese di ripido della montagna. Un articolo da collezionare, con foto d’epoca e tante curiosità.
GENERAZIONE SPLITBOARD – La tavola che si divide è stata ormai sdoganata e anche noi testiamo da tempo i migliori modelli nella Buyer’s Guide, però non c’è dubbio che abbia dato nuova linfa a tutto il movimento dello snowboard e proponga una interpretazione diversa. Luca Albrisi, il nostro esperto in materia, ha inquadrato questo modo di salire e scendere come ‘the next big thing’. Sei pagine tutte da leggere e da guardare…
foto© Alfredo Croce
SPEEDFIT – È la storia di copertina e per parlare di scialpinismo in pista abbiamo deciso di andare a farlo con tre personaggi che rappresentano altrettanti modi di affrontare la risalita in pista con le pelli: Oswald Santin, anima della Sellaronda Skimarathon, Flavio Saltarelli, avvocato-skialper che ha redatto la proposta di modifica dell’articolo della legge 363, che costituisce un ostacolo alla pratica dello speedfit in Italia, e Alba De Silvestro. Il pro, l’appassionato e l’atleta: ognuno di loro ci ha raccontato che cosa significa per lui scialpinismo in pista.
GILLES LE SKIEUR – Gilles Sierro, svizzero, alias… lo sciatore che ha disegnato le curve sull’imponente parete sud-sud/ovest della Dent Blanche nel 2013. Uno che, più che parlare di sci… scia. E soprattutto non ha paura a dire quello che pensa dello sci ripido e delle prospettive per il futuro, da De Benedetti a Heitz. Andrea Bormida e Federico Ravassard sono andati a trovarlo a casa sua, nel Vallese. E l’intervista è molto interessante…
foto © Federico Ravassard
CALENDARIO SKIALP – Tutti gli appuntamenti della stagione agonistica dello scialpinismo, dalle tappe italiane delle gare internazionali alla Grande Course. Non solo date ma anche problemi e spunti di riflessione nell’articolo a firma di Luca Giaccone.
A WORN WEAR STORY – E se le cose che usiamo potessero avere una doppia, anche tripla vita? Sarebbe anche il modo per produrre di meno e ridurre l’inquinamento… La bella storia scritta da Luca Albrisi porta a riflettere su questo importante argomento in modo simpatico e intelligente allo stesso tempo. Beh, non fateci scrivere di più, vi rovineremmo la sorpresa…
CORRENDO CON JONO – Jonathan Wyatt è uno degli atleti simbolo della corsa in montagna e più in generale del correre per monti. Ora è anche diventato un importante consulente de La Sportiva e presidente della World Mountain Running Association. Lo abbiamo portato sulla neve, intervistato e fatto correre per provare le nuove scarpe da running invernali La Sportiva Uragano e Tempesta.
TRE DONNE DA SCALDARE – Ricordate la provocatoria pubblicità di Mizuno sulle ‘tre donne da scaldare’? Ecco, tra 150 richieste ne abbiamo trovate tre (è stato difficilissimo, tutte le storie che ci avete mandato erano interessanti!), le abbiamo portate sul Presena a meno otto con 50 chilometri ora di vento e… hanno provato l’intimo tecnico Mizuno Breath Thermo. Avranno avuto freddo?
LOG IN – È la sezione introduttiva di Skialper e vuole essere come un check-in nel mondo della neve. In questo numero parliamo dei 10 anni di ATK Bindings, una delle aziende che ha contribuito alla supremazia degli attacchi a pin; di Peter Bauer, ex campione di snowboard e fondatore di Amplid, marchio innovativo che produce sci e snowboard dal primo giorno; di Armada, il brand simbolo del freeski, recentemente acquisito da Amer Sports; del Millet Tour du Rutor Extrême; del mimetismo invernale degli animali e di tanto altro.
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#inspiredbymountains
Colpo Canclini in Coppa del Mondo
Che colpo. Nicolò Canclini vince la sprint di Coppa del Mondo in Cina. Gara vera e ben tracciata quella di Wanlong, nel gelo assoluto, oltre venti gradi sotto lo zero (tanto che molti atleti, Palzer compreso hanno deciso di non partire). Il valtellinese ha vinto la finale allo sprint con lo spagnolo Oriol Cardona Coll, con lo svizzero Iwan Arnold a completare il podio, quarto l’altro elvetico Thomas Corthay, quinto Michele Boscacci, sesto il francese Joris Perillat Pessey. Canclini primo Espoir davanti a Corthay, con terzo il francese Anselmet.
Al femminile successo di Laetitia Roux: la francese precede la spagnola Caludia Galicia Cotrina e la francese Marianne Fatton, prima Espoir, poi ancora Francia con il quarto posto di Adèle Milloz (seconda Espoir) e sesto di Lena Bonnel (terza Espoir), quinta la spagnola Marta Garcia Farres.











