Ecco chi è salito sul podio nel ricco fine settimana di corsa
Non solo Trentapassi, è stato un fine settimana davvero 'pieno': ecco come è andata, con le tutte le classifiche nel nostro calendario.
TRAIL DEL MOTTY – In tanti per la grande classica del Mottarone. Nella gara regina di 39 km e 2100 metri di dislivello, vittoria di Cristian Minoggio in 3h50’22”, davanti al compagno di club della Valetudo, Stefano Radaelli (4h02’38”) con terzo Fabio Di Giacomo in 4h11’38”, quarto Alessandro Martignoni, quinto Simone Beltrametti. Sul podio rosa prima Cecilia Pedroni, anche lei Valetudo, in 4h56’18”, seconda Emanuela Scilla Tonetti (5h19’58”), terza Chiara Boggio (5h24’33”). Nel Mottyino, da 19 km, affermazioni di Matteo Spreafico e Monica Moia.

TRAIL LONGANE KARPOS – All’ennesimo tentativo, Daniele De Colò centra la vittoria alla gara andata in scena a Lozzo di Cadore. Il vigile del fuoco di Taibon Agordino, già diverse volte sul podio, ha finalmente fatto propria la gara delle Dolomiti Bellunesi, prova impegnativa che propone un tracciato di 15 chilometri di sviluppo e 1100 metri di dislivello positivo. De Colò, classe 1970, è partito fortissimo, mettendo subito un bel po’ di secondi tra sé e gli inseguitori. A metà gara il vantaggio era di circa un minuto e mezzo ed è continuato a crescere nella seconda metà gara. Alla fine l’esperto atleta agordino ha vinto in 1h09’04”, precedendo di 2’35” l’ex biathleta azzurro, il friulano Michael Galassi, e di 3’47” un altro friulano, Giulio Simonetti. Tra le donne, la vittoria è andata all’altoatesina di Pieve di Marebbe Anna Pedevilla. Anche in questo caso due atlete friulane sul secondo e terzo gradino del podio: rispettivamente Carla Spangaro e Anna Finizio.
«Finalmente sono riuscito a vincere questa gara dura e bellissima» dice Daniele De Colò. «Ho fatto diversi piazzamenti sul podio e questa volta riesco a primeggiare: volevo questa vittoria, anche per dedicarla a Enrico Frescura e Alessandro Marengon, i due giovani cadorini caduti sul monte Antelao lo scorso 1 maggio». Anche l'organizzazione ha dedicato un pensiero ai due ragazzi del Soccorso alpino deceduti nei giorni scorsi, ricordandoli con un minuto di silenzio prima del via della gara. «Da martedì il pensiero di tutti noi è per Enrico e Alessandro» dice il coordinatore dello staff organizzativo, Andrea Forni. «Abbiamo nel cuore e nella mente la scomparsa di Enrico e Alessandro. Non è stata una settimana facile. Sono contento che in tanti del Soccorso Alpino oggi fossero presenti: ci tenevano, pur col dolore nel cuore. Per quanto riguarda la gara, la partecipazione è stata ottima in termini numerici perché abbiamo raggiunto i 300 partecipanti, ed elevato è stato anche il livello tecnico. È andato tutto bene. Abbiamo avuto anche la prova di nordic walking: è stata un’edizione sperimentale che contiamo di confermare e potenziare il prossimo anno».
GARDA TRENTINO TRAIL – Nella gara da 60 km e 3500 metri di dislivello, partendo da Riva del Garda con arrivo ad Arco, successo di Christian Hofer in 6h32’14” su Christian Insam (6h37’48”) e Josef Thaler (6h46’24”), quarto il norvegese Edvard Vasdal, quinto Giuseppe Biava. Al femminile a segno Francesca Dal Bosco in 7h38’26” su Isabella Lucchini in 7h48’55” e Magdalena Martini in 7h49’52”.
TROFEO VALLI BERGAMASCHE – Come da tradizione si è aperta la stagione della corsa in montagna con il Trofeo Valli Bergamasche, che quest’anno accende quindici candeline.La squadra di casa stringe i denti e non lascia andare il suo trofeo a staffetta maschile completando i 3 giri in 1h41’24”. Ottavo titolo consecutivo per gli ‘orange’ guidati da Luca Cagnati, autore di una ottima prima frazione distaccato solamente da un Bernard Dematteis che conclude gli 8,2 km di gara in 32'48" con un vantaggio di 38” sull’avversario. Vincitori e compagni di squadra anche l’azzurro Nicola Spada (33’03”) e Massimiliano Zanaboni (34’57”).
Secondo posto per la sfortunata Corrintime (1h43’02”) dei gemelli Dematteis che viene rallentata da un errore nel percorso da parte di Henri Aymonod, comunque all’altezza dei suoi compagni. Frazione finale velocissima per Martin Dematteis che chiude il percorso in 33’16”.
Terzo posto sempre di casa con la staffetta Valli Bergamasche B (1h45’19”) composta dallo junior Alessandro Lotta e l’iridato Alessandro Rambaldini, grande sfida la loro che con lo sprint finale di Matteo Bossetti distaccano la Recastello di Magri, Della Torre e Poli, quarti a un minuto dal podio.
Nella gara individuale femminile Alice Gaggi ha la meglio sulla compagna di squadra Samantha Galassi, vittoria e crono fermato a 39’09” sul tracciato da 8,2 km. A seguire Galassi (40’24”) e sul gradino più basso del podio Stefania Cotti Cottini del G.S. Pellegrinelli (41’02”). Quarto posto per Elisa Compagnoni (41'45") seguita da Luisa Gelmi (42'08").

100 E LODE – Sigillo di Roberto Mastrotto alla decima edizione della 100 km sulle montagne vicentine. 9h48’26” il suo crono, davanti ad Alessio Zambon (11h13’02”) e Luca Manfredi Negri (11h15’47”). Federica Menti, tredicesima assoluta in 12h28’26” si aggiudica la gara rosa su Elisabetta Luchese (13h54’13”) e Ingrid Lanthaler (14h21’45”).
GRAN TRAIL RENSEN – Franco Collè guest star della gara nell’entroterra ligure di Arenzano: il valdostano del team Hoka One One / Crazy Idea chiude i 45 km e 3000 metri di dislivello in 5h16’10”; con lui sul podio Paolo Piano (5h32’28”) e Alberto Ghisellini (5h34’01”). Settima assoluta, e prima nella gara femminile, Simona Gambaro in 6h21’40”, quindi Giuditta Turini (6h27’31”) e Virginia Oliveri (6h32’29”).
LAGO MAGGIORE INTERNATIONAL TRAIL – Percorso vista lago di 50,6 km con 3510 metri di dislivello: primo sul traguardo Roberto Viliotti in 5h46’51” davanti a Moreno Sala (5h56’10”) e lo svizzero Gabriele Sboarina (6h05’17”), quarto Francesco Rigodanza, quinto lo slovacco Marian Priadka. La svizzera Kathrin Göetz detta legge al femminile in 6h28’20” (nono tempo assoluto), davanti alla svedese Sofie Strömberg (7h08’34”) e a Daniela Montelli (7h26’14”); ai piedi del podio Guendalina Sibona e Lisa Boschetti.
VESUVIO SKYMARATHON - Fulvio Dapit firma la 42 km e 2600 metri di dislivello, chiudendo al traguardo in 4h10’38”, davanti a Giovanni Ruocco (4h11’38”) e Mario Maresca (4h13’13”), quarto Carmine Amendola (4h26’48”) con quinta Silvia Rampazzo in 4h27’36”.
TRAIL SOVRAMONTINO - Terza edizione della prova di corsa in montagna che si svolge lungo sentieri e mulattiere che si snodano nella superba cornice della Vette Feltrine, nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. La manifestazione ha proposto un tracciato di 10 chilometri (600 metri di dislivello) e uno di 17 chilometri (1200 metri di dislivello), entrambi con partenza e arrivo fissati alla frazione di Sorriva. Sul tracciato lungo la vittoria è andata a una delle promesse dello sci alpinismo italiano, Enrico Loss: il primierotto si è imposto con il tempo di 1h31’50”, precedendo di 6’7” Daniele Meneghel e di 6’49” Matteo Vecchietti. Tra le donne, successo di Eleonora Rossi davanti a Letizia Filosa e Orietta Lodi.
Sul percorso breve, tra le ragazze si è registrata la vittoria dell’azzurra dello sci di fondo Anna Comarella: la poliziotta cortinese, classe 1997, che lo scorso febbraio ha partecipato alle Olimpiadi di Pyeongchang, al termine dei 10 km ha fermato il cronometro sul tempo di 1h’04’55, precedendo Annalisa Cipollone e un’altra giovane fondista, la sovramontina Erica Antoniol. Tra i maschi la 10 km ha visto imporsi un atleta di casa, Nicola D’Agostini, che ha avuto la meglio su Lorenzo Busin e Massimo Torghezze.

Grandi sfide a Marone per la Trentapassi
Grandi sfide a Marone per la Trentapassi: la skyrace apre il circuito La Sportiva Mountain Running Cup, il vertical il Vertical Kilometer World Circuit.
SKYRACE - Sui 23,4 chilometri e 1860 metri di dislivello a segno Gil Pintarelli del Team Crazy in 2h24’34” su Andreas Reiterer (La Sportiva, 2h27’39”) e Christian Modena (New Balance, 2h29’00”), quarto Andrea Debiasi (Team Crazy, 2h31’11) e Nicola Giovanelli (La Sportiva, 2h31’32”). Al femminile colpo di Martina Valmassoi del Team Salomon in 3h02’31”, con un margine di 1’38” sulla polacca della Valetudo Wiktoria Piejak e 1’55” su Daniela Rota. Ai piedi del podio la danese Katrine Villumsen (3h05’50”) e Sara Rapezzi (3h10’44”).
VERTICAL - Vola anche con le scarpette da running Davide Magnini: il trentino del Team Salomon sale in 3,5 km e poco più di mille metri di dislivello in 39’22” davanti a Patrick Facchini (La Sportiva, 41’17”) e lo svizzero Pascal Egli (Team Dynafit, 41’48”), quarto Hannes Perkmann (La Sportiva, 41’59”), quinto il francese Camille Caparros (43’11”). Nella prova rosa affermazione della francese del Team Scott, Christel Dewalle (48’19”) sulla statunitense Hillary Gerardi (Scarpa/Compressport, 48’56”) e la connazionale Jessica Pardin (50’56”), quindi Stephanie Jimenez (Team Salomon, 52’52”) e la francese Mallaurie Mattana.
BIG uP & Down, siamo tutti figli dello stesso dio
«Scordatevi tutina e cronometro, la parola d’ordine è tranquille. 'Ci vediamo domani alle 9, anche 9.30 tranquille’, ‘vuoi fare un’uscita tranquille fuoripista?'. La vera performance è finire tutta la tartiflette che ti hanno messo nel piatto. Benvenuti alla BIG uP & Down. Siamo a Les Arcs, Savoia, patria di un po’ di tutto, dal KL al freeride, al turismo internazionale. Inizio febbraio». Inizia così l'articolo di Luca Giaccone su Skialper di aprile-maggio che è andato come nostro inviato a curiosare tra le simpatiche gare e gli altrettanto simpatici partecipanti di questo raduno francese di tutte le anime dello sci fuoripista con pelli.

COME FUNZIONA - Hai un paio di pelli e un attacchino perché un po’ bisogna salire con le tue gambe? Sei dei nostri, ma non importa quanto pesi o quanto sia largo sotto il piede il tuo sci, oppure ancora se la tutina da gara non ce l’hai: tutti insieme appassionatamente. E se pelli e attacchino non ce l’hai, tranquille, te li danno loro. Loro sono la Community Touring Club, la comunità creata da Gino Decisier e Guillaume Desmurs che mette insieme Kilian Jornet e Cédric Pugin, Mathéo Jacquemoud ed Enak Gavaggio, Laetitia Roux e l’ex campionessa di skicross Meryll Boulangeat. Skialper e freerider: alla francese i freerando. Tre gare che gare vere e proprie non sono, nel senso che l’importante è esserci, non vincere. Ed esserci, però, non vuol dire appartenere a una comunità chiusa, anzi. Lo spirito è completamente diverso, è quello di allargare i numeri dei freerando. Tre giorni dove nel village puoi provare gratuitamente tutto il materiale che vuoi, che tu sia già skialper, freerider e sciatore. Nessuna distinzione. Abbiamo visto ragazzi con la divisa dell’Equipe de France di sci mettere in un angolo un gigante da gara per provare un bel 100 sotto il piede...

TOP E GENTE COMUNE - Alla BIG uP & Down abbiamo incontrato Mathéo Jacquemoud, Laetitia Roux e Rancho, tutti insieme per divertirsi, una volta tano senza cronometro. E poi... è assolutamente da vedere la gara dell'ultimo giorno, con un format veramente simpatico. Per saperne di più basta leggere Skialper in edicola!

Grazie colonnello
18 aprile 1978, 4 maggio 2018: dopo 40 anni di servizio, Marco Mosso, il colonnello Mosso saluta il Centro Sportivo Esercito. Il passaggio di consegne nel tardo pomeriggio ad Aosta: il nuovo comandante della sezione sport invernali sarà Patrick Farcoz.
Quante emozioni?
«Beh, tantissime, ma sono molto sereno. Aver avuto la possibilità di vivere vent’anni a Courmayeur è un ricordo indelebile, straordinario ed entusiasmante. Fatto di sacrifici, sconfitte, ma soprattutto di grandi soddisfazioni. Riportando ai vertici italiani il Centro Sportivo Esercito».
Sempre con un occhio di riguardo anche allo ski-alp.
«Inevitabile, fa parte del nostro DNA, della nostra storia. Dalle prime vittorie al Mezzalama, non potevamo non avere anche una sezione agonistica. Siamo stati gli unici a farlo e continueremo a farlo con stessa passione di sempre».
Sperando nei Giochi Olimpici.
«Sempre. Magari non arriverà nei tempi che speravamo, ma lo ski-alp arriverà alle Olimpiadi. Bisogna crederci: ce la faremo».
Lascia il Centro Sportivo, ma resta nel mondo della neve.
«Beh, fa parte della mia vita. Cambio ruolo, mettiamola così. Sino al 2019, quando ci saranno le nuove elezioni, resto nel comitato direttivo dell’ISMF e poi sono candidato alla guida del Comitato ASIVA. Un impegno importante sul territorio, che guarda ai giovani e ai club, che sono il motore degli sport invernali».
Arriva la Outdoor Guide 2018
È già disponibile nell’edicola digitale di Skialper e a partire dalla prossima settimana nelle migliori edicole Outdoor Guide 2018. Cercatela dal vostro edicolante oppure fatela ordinare. Se proprio non la trovate, potrete sempre ordinarla anche sul sito di Mulatero Editore. La seconda edizione di Outdoor Guide (304 pagine, 9,90 euro) si arricchisce di contenuti e categorie merceologiche ed è la guida all’acquisto che non può mancare nello zaino di trail runner ed escursionisti, con le prove di tutte le migliori scarpe, degli zaini, dei bastoni, delle lampade frontali, dei gps e degli smartphone rugged.

L’OUTDOOR IN TRE MONDI – Per semplificare la vita degli appassionati degli sport outdoor abbiamo suddiviso in tre mondi gli articoli sportivi: running, walking, mountain. Tre aree dove abbiamo inserito le migliori scarpe, zaini e bastoni che presentiamo in schede molto dettagliate frutto del lavoro di analisi ed elaborazione dei giudizi dei nostri testatori.

TEST TEAM – Sono ben 21 i nostri testatori, dai campioni dello skyrunning e del trail alle Guide alpine. A loro abbiamo affiancato qualche consumer di ottimo livello per avere il maggior numero possibile di giudizi qualificati. I test dei mondi running e walking sono stati portati a termine nello splendido paesaggio di Finale Ligure, una delle capitali dell’outdoor, mentre per la parte alpinistica siamo stati a Gressoney.
RUNNING – Per noi running significa trail running e skyrunning e infatti abbiamo suddiviso le scarpe in queste due macro-categorie. 66 scarpe messe alla frusta da Roberto Beretta, Oliviero Bosatelli, Nicola Giovanelli, Christian Modena, Yulia Baykova, Camilla Magliano, Giorgio Pulcini, Filippo Bianchi, Pablo Barnes, Virginia Oliveri, Alessandro Brunetti. E poi 45 tra zaini vest e cinture nelle pagine curate da Gianluca Gaggioli e 18 bastoni dal vertical al trail. I best seller e le novità dei principali marchi ci sono tutti.

WALKING – Camminare, su terreno più o meno tecnico. E dunque hiking e trekking sono le due macro-categorie. 37 scarpe provate da Elisabetta Caserini, Lorenzo Cavanna, Alessio Cerrina, Alice Arata ed Enrico Sasso, oltre a 37 zaini e 14 bastoni.

MOUNTAIN – Le tante vie dell’andare in montagna con obiettivi verticali contemplano ben tre marco-categorie: approach, media quota (scarpe che accettano ramponi semi-automatici) e alta quota (ramponi automatici). In totale 37 scarpe provate da Guido Chiarle, Carlo Gabasio, Paolo Tombini e Francesco Ratti. Non mancano 19 zaini.

ABBIGLIAMENTO – I migliori capi d’abbigliamento per trail, escursionismo e alpinismo di 16 marchi: li abbiamo fatti indossare non a modelli professionisti ma a veri sportivi outdoor e vi spieghiamo tutte le particolarità.
SCARPE TRAVEL – Sono sempre più di tendenza, si tratta di modelli ispirati a quelli da outdoor ma pensati per la vita di tutti i giorni o per le vacanze, sono un po’ tecnici, un po’ modaioli. Nella Outdoor Guide ne presentiamo otto.
FRONTALI, GPS & SMARTPHONE – 10 i modelli di lampade frontali provati, ai quali si aggiungono 5 GPS cartografici e 6 sportivi da polso nel test a cura del medico dello sport Massimo Massarini. In più quest’anno abbiamo aggiunto la sezione dedicata agli smartphone rugged, quelli cioè super-protetti e a prova di caduta o immersione. Ne abbiamo provati tre.

AWARD – Per ogni mondo e categoria abbiamo individuato il prodotto dell’anno e una selection dei migliori, oltre a indicare gli articoli che si sono distinti perché particolarmente innovativi. Una scelta non facile quest’anno perché abbiamo riscontrato un innalzamento del livello generale, con tantissimi prodotti validi soprattutto nella fascia media.
LE MARCHE – Abbiamo testato prodotti di Adidas, Altra, Aku, Arc’teryx, Asics, Asolo, Black Diamond, Blue Ice, Brooks, Camelbak, Camp, Cassin, Cat, Columbia, Craft, Crazy Idea, Crosscall, Deuter, Dynafit, Dolomite, Ferrino, Fitbit, Fizan, Garmin, Garmont, Gregory, Häglofs, Hoka One One, Kayland, Komperdell, Inov-8, Instinct, La Sportiva, Lafuma, Leki, Lowa, Luce, Led Lenser, Lupine, Mammut, Masters, Meindl, Merrell, Millet, Mizuno, Montura, Moonlight, New Balance, Nathan, Nike, Odlo, On, Ortovox, Osprey, Patagonia, Petzl, Polar, Raidlight, Salewa, Salomon, Scarpa, Scott, Spot, Suunto, Tecnica, Thule, The North Face, Under Armour, Ultimate Direction, Ultraspire, Vaude, Vertical, Viking, Zamberlan.

C'era una volta il West
«A fine febbraio ho deciso di curarmi. La meta del mio rehab era una valle nell’Ovest, dove il freeride esiste da più di vent’anni e non è stato inventato ieri da un marketing manager di una multinazionale, dove lo sci libero non lo si pratica, lo si vive in tutti i suoi eccessi e i sacrifici che ti richiede. Dove tra l’essere e l’apparire si sceglie lo sciare, e se la neve è bella magari al lavoro ci si va un’altra volta, pazienza se il conto in banca a fine mese piange. Così sono andato a disintossicarmi a Gressoney da Zeo e i suoi amici, alla Baitella». Inizia così l’articolo di Federico Ravassard su Gressoney pubblicato sul numero di aprile-maggio di Skialper, disponibile nelle migliori edicole e nell’edicola digitale di Skialper.

LA BAITELLA - La storia della Baitella è legata strettamente a quella di Zeo, che a Ondro Lommato, la frazione nella quale si trova, ci arrivò nel 1994. All’epoca frequentatore dell’ambiente dei centri sociali, il milanese Zeo si innamorò del posto e assieme agli amici cominciò poco alla volta a trasformarla in una specie di casa comune, dove trascorrere l’inverno e ospitare chi passava di qua per sciare. E ne sono passati tanti… Chris Bentchetler, Sean e Callum Pettit, Eric Pollard, la troupe di DPS che ha girato il cortometraggio Reverie. Giusto per citarne alcuni.

ALLE ORIGINI DEL FREERIDE – Oggi non c’è azienda, non c’è product manager che non parli di freeride, free è diventato una moda ma da queste parti il freeride è sempre esistito perché «lo sci libero non lo si pratica, lo si vive in tutti i suoi eccessi e i sacrifici che ti richiede … tra l’essere e l’apparire si sceglie lo sciare, e se la neve è bella magari al lavoro ci si va un’altra volta, pazienza se il conto in banca a fine mese piange».

STORIE FREE – Durante il suo rehab Federico ha avuto modo di incontrare tante persone che hanno fatto di Gressoney la loro palestra freeride, da Andrea Gallo, uno dei primi e più forti arrampicatori italiani, all’eterogenea tribù che lo ha accompagnato al lago del Labiet o alla Malfatta, dal Camicia a Francio. Sedici pagine tutte da leggere e soprattutto da guardare perché sono anche e soprattutto pagine ricche di stupende fotografie. Una cura di rehab per tutti!


Determinazione Magnini
Classe 1997, skialper di professione, veste la maglia azzurra di corsa in montagna, è conteso dalle aziende, studia all’Università di Trento, guarda caso in ingegneria dei materiali… E, come se non bastasse, dà una mano anche nel negozio di articoli sportivi di famiglia. Davide Magnini, secondo molti, è l’erede designato di Kilian Jornet. Sarà il tempo a dirlo, ma sicuramente quello che si vede ora è una grande determinazione: idee chiare e una testa che nello sport può fare la differenza. Lo scorso gennaio abbiamo messo le pelli per una gita sui monti sopra Vermiglio, in Trentino, con l’alpino. Un’intervista ‘on the snow’ che pubblichiamo sul numero di aprile-maggio di Skialper. Ecco una piccola anticipazione dell’articolo di Luca Giaccione con le fotografie di Alice Russolo.

SKIALPER O RUNNER? - «Finora sono riuscito a gestire due stagioni agonistiche, in estate e in inverno, solo perché da Junior finisci prima le gare, c’è meno dislivello, puoi organizzarti al meglio, sei più libero di testa. Ci sono tanti ski-alper che hanno le potenzialità per tutto, come per esempio Michele Boscacci, però io sono più uno skialper. Quando è arrivata la chiamata in azzurro nella corsa in montagna era impossibile dire di no, ma la prima convocazione in Nazionale mi è arrivata nello scialpinismo, anche se forse un po’ per caso. E poi nell’Esercito sono stato arruolato come scialpinista».
SOCIAL? - «C’è un fans club che mi segue, ma non sono il re di Arêches come Bon Mardion. In fondo va bene così. Anche perché sono piuttosto riservato. Dovrei cambiare un po’, lo so. Ormai bisogna essere social, bisogna raccontare al mondo tutto. Io sono molto attivo nel mio quotidiano, ma tante volte mi sembra di essere ripetitivo, che dire a tutti, sempre, ogni cosa non possa interessare granché».
BIO - Davide Magnini è nato a Vermiglio il 31 agosto 1997. Nel 2015 è stato arruolato nel Centro Sportivo Esercito. Tante le vittorie a livello Juniores, su tutte la Coppa del Mondo overall e le medaglie d’oro nell’individuale e nel vertical ai Mondiali 2017. Nell’estivo in bacheca il titolo italiano Promesse nella corsa in montagna, la vittoria al vertical Trentapassi, il secondo posto alla Dolomites Sky Race.

Tour du Grand Paradis a Oriol Cardona Coll e Marc Pinsach Rubirola
Non era mai finito ‘in mani straniere’ il Tour du Grand Paradis. O almeno non completamente: nella prima edizione s’imposero Jean Pellissier in coppia con il francese Patrick Blanc. Oggi, nell’ottava edizione, non aiutata dalle condizioni meteo e percorso accorciato con giro di boa a quota 3200 metri, a trionfare sul traguardo di Pont di Valsavarenche, la coppia spagnola Oriol Cardona Coll e Marc Pinsach Rubirola, che ha preceduto di due soli secondi i francesi Arnaud Equy e Yoann Sert.
Partenza anticipata per le 112 coppie, in condizioni di scarsa visibilità; in quota il tempo è migliore, ma il vento è molto forte e, ancora una volta, o meglio, per l’ottava volta, la cima del Gran Paradiso si nega: la testa della corsa è fissata a quota 3200 metri. Gara di testa e prime posizioni subito delineate, con spagnoli e francesi a dettare il ritmo sin dai primi metri. L’arrivo è una volata lunga, in pratica dalla fine della discesa del vallone del Grand Etret; a spuntarla, in 2h09’53” sono gli spagnoli Oriol Cardona Coll e Marc Pinsach Rubirola.

Piazza d’onore, con un ritardo di 2”, ai francesi Arnaud Equy e Yoann Sert (2h 09’55”) e, terzi, attardati di 6’36”, il veterano trentino Filippo Beccari e il giovane gardenese Alex Oberbacher (2h 16’19”). Al quarto posto Denis Trento (Cse) e il francese Bastien Fleury (2h 19’13”) e, quinti, i trentini Alex Salvadori e Ivo Zulian (2h 22’45”).

Dominio straniero anche al femminile, grazie alle francesi Lorna Bonnel e Sophie Mollard, al traguardo in 2h 42’26”, che rappresenta il 19° tempo assoluto. Alle loro spalle, attardata di poco più di 90”, la cuneese Ilaria Veronese e la trentina Margit Zulian (2h 43’57”) e, terze, la bresciana Corinna Ghirardi e Tatiana Locatelli (Sc C. Gex; 2h 45’09”).

Nei Master, successo dei valtellinesi Graziano Boscacci e Marco Varvassori (2h 31’36”; 10° assoluti); al femminile, vittoria delle svizzere Marlen Knutti e Monika Ziegler (3h 11’22”).
Manny dice basta
La Ötzi Alpin Marathon è stata l’ultima gara da atleta per Manfred Reichegger. Classe 1977, Manny dice stop alla sua lunga carriera da atleta.
Che emozione tagliare per l’ultima volta un traguardo?
«Più che altro mi sono tolto un peso! Alla fine non ce la facevo più a mantenere la pressione da professionista. Domani esco ancora con le pelli, ma senza la necessità di fare dislivello, di andare in soglia, di pensare alle prossime gare. Per me è stata ancora una bella stagione (ha vinto la Coppa Italia, ndr), ma era davvero duro andare avanti: continuerò ad allenarmi, ma con grande tranquillità».
Avrai perso il conto delle gare…
«Sono entrato nell’Esercito nel 1995: prova a fare tu il conto… E prima ci sono le gare, anche nel fondo, tra sci club e comitato…».
Soddisfazioni tante.
«Mi ricordo soprattutto quelle da giovane. Come alla Pierra Menta del 2004 con Dennis Brunod: ci dicevano che dovevamo fare esperienza, invece abbiamo vinto. Ma sono contentissimo della mia carriera: non ho rimpianti».
Parlano i numeri di Manny: cinque medaglie (e due d’oro) ai Mondiali, una Coppa del Mondo, e sempre in Coppa del Mondo ventidue podi e sette vittorie, due Pierra Menta e due Mezzalama, titoli europei e italiani: non c’è che dire, di spazio nella bacheca della sua casa a Selva dei Molini ce n’è poco.
E adesso?
«Vorrei rimanere nell’ambiente. Non ho ancora parlato con i vertici dell’Esercito, ho il ‘patentino’ da allenatore federale e mi farebbe piacere portare la mia esperienza da tecnico. Più altro con i giovani: sarebbe strano dire cosa fare a quelli che sino a oggi sono stati i miei compagni…».
Ötzi Alpin Marathon, la sfida da Naturno al ghiacciaio della Val Senales
Quindicesima edizione della Ötzi Alpin Marathon: da Naturno fino a quota 3212 metri sul ghiacciaio della Val Senales, per un totale di 42,2 chilometri e 3266 metri di dislivello, nelle frazioni di mountain bike, corsa e scialpinismo.

Il migliore (3h18’27”) è stato l’austriaco Christian Hoffmann, bravo a piazzarsi davanti al connazionale Robert Berger e all’idolo di casa Oswald Weisenhorn, mentre tra le donne a trionfare è stata Anna Pircher (4h19’10”), su Verena Krenslehner-Schmid e Alexandra Hagspiel.

Lisa e Maria Rabensteiner assieme alla skialper Alba De Silvestro hanno avuto la meglio fra le donne a squadre, imponendosi su Benzoni-Rossi-Balzarini e Steger-Tschurtschenthaler-Stuffer, mentre fra i maschi primato per Obwaller-Cagnati-Götsch su Depaul-Spada-Reichegger (quest’ultimo all’ultima gara della propria carriera) e Fenaroli-Rambaldini-Facchini. In gara anche gli azzurri dello sci alpino Simon Maurberger, Riccardo Tonetti e Werner Heel, con il primo a pedalare, il secondo a correre e il terzo a calzare gli sci chiudendo al 35° posto assoluto.

Maschile individuale
1. Christian Hoffmann (Goldsemmel Racing Team) 3h18’27”; 2. Robert Berger (La Sportiva Mountain Attack) 3h22’28”; 3. Oswald Weisenhorn (Martini Speed Team) 3h26’34”; 4. Andreas Reiterer (La Sportiva/Telmekomteam) 3h34’00”; 5. Daniel Antonioli (C.S. Esercito) 3h39’52”
Femminile individuale
1. Anna Pircher (Martini Speed Team) 4h19’10”; 2. Verena Krenslehner-Schmid (Maloja/moutain-rider.com) 4h24’12”; 3. Alexandra Hagspiel (Allgaeu Outlet Raceteam) 4h35’06”; 4. Nina Brenn (Skinfit) 4h41’18”; 5. Jacqueline Brandl (Böhmler Einrichtungshaus) 4h57’10”
Team maschili
1. Team Crazy Idea (Hans Peter Obwaller, Luca Cagnati, Philip Götsch) 2h57’40”; 2. Team Karpos/Beppiani (Gabriele Depaul, Nicola Spada, Manfred Reichegger) 3h00’42”; 3. Isolpi Racing Team (Diego Fenaroli, Alessandro Rambaldini, Patrick Facchini) 3h10’42”
Team femminili
1. Team Intercom (Lisa Rabensteiner, Maria Rabensteiner, Alba De Silvestro) 3h45’24”; 2. Enjoy the Silence (Michela Benzoni, Raffaella Rossi, Bianca Balzarini) 3h47’10”; 3. STS (Elisabeth Steger, Agnes Tschurtschenthaler, Birgit Stuffer) 3h50’13”
Team misti
1. Dorfmanns-Mair (Fabian Dorfmann, Joachim Mair, Melanie Dorfmann) 3h41’23”; 2. Team Woul (Daniel Kiebacher, Elena Casaro, Armin Kiebacher) 3h43’23”; 3. Team Zerz.com (Wilmar Gerstgrasser, Petra Steinhauser, Jürgen Zerz) 3h55’29”
Domenica si chiude la stagione con il Tour du Grand Paradis
Con la tracciatura del percorso effettuata nella giornata di giovedì dalle Guide alpine Ilvo Martin e Paolo Pellissier e dai tanti volontari dell’organizzazione, è iniziato ufficialmente il lungo fine settimana in Valsavarenche per il Tour du Grand Paradis - Trofeo Renato Chabod. Le condizioni di innevamento sono spettacolari su tutto il percorso, con partenza in località Pravieux-Pessey e arrivo a Pont con un dislivello di 2460 metri in due salite e di 2330 metri in altrettante discese, passando per i rifugi Federico Chabod e Vittorio Emanuele II e presso la cima del Gran Paradiso a circa 4000 metri di quota.
«Abbiamo tracciato il percorso integrale con delle condizioni di innevamento ottime – spiega Paolo Pellissier – grazie alle abbondanti nevicate dell’ultimo mese. In ogni caso saremo pronti a fare delle modifiche al tracciato se dovessero esserci delle variazioni al meteo il giorno della gara, che comunicheremo al briefing del sabato o al mattino prima della partenza. Ricordiamo a tutti di portare il materiale obbligatorio come da regolamento e corda, imbrago e longe».
Intanto arrivano anche le ultime iscrizioni, che chiudono alle ore 24 di venerdì 27 aprile: raggiunta quota 120 squadre, di cui molte straniere e francesi per via del gemellaggio con il Vertical Transvanoise, e si delinea il parterre dei favoriti. Pettorale n° 1 per la coppia bergamasco-austriaca formata da William Boffelli e Jakob Herrmann, quindi gli spagnoli Oriol Cardona-Marc Pinsach, i francesi Samuel Equy-Yoann Sert, Denis Trento con il francese Bastien Fleury, Filippo Beccari-Alex Oberbacher e Alex Salvadori-Ivo Zulian.
Anche al femminile si prospetta una gara molto combattuta con diverse coppie che aspirano al podio: le francesi Sophie Mollard-Lorna Bonnel, Veronique Lathuraz-Corinne Favre, Tatiana Locatelli-Corinna Ghirardi, Ilaria Veronese-Margit Zulian, Annie e Katrin Bieler.
La Sportiva festeggia i 90 anni
La Sportiva spegne quest’anno le novanta candeline: novanta sono infatti gli anni trascorsi dalla sua fondazione nel 1928 per mano di Narciso Delladio di Tesero, quasi un secolo di storia che ha visto il piccolo laboratorio artigianale denominato La Calzoleria Sportiva, crescere costantemente ed evolvere nel brand globale che è oggi. Quattro le generazioni della famiglia Delladio, rappresentata oggi dal ceo Lorenzo Delladio e dalla figlia Giulia, che hanno proseguito la tradizione imprenditoriale famigliare portandola al successo odierno: oltre trecento dipendenti, un fatturato in crescita che supererà nel 2018 i cento milioni di euro e un nuovo stabilimento di 15.000 metri cubi che sarà inaugurato entro la fine dell’anno e porterà in breve al potenziale raddoppio della produzione delle calzature d’arrampicata e d’alta montagna.
La data ufficiale del compleanno di La Sportiva è mercoledì 23 maggio: presso il Muse di Trento avrà luogo infatti il 90th Anniversary Party, evento celebrativo aperto a tutta la popolazione trentina e più in generale a tutti gli amanti della montagna e dei suoi protagonisti. La montagna scenderà in città e La Sportiva abbraccerà Trento in un evento che saprà di storia e di leggenda con tutti i protagonisti ed atleti che hanno contribuito ad evolvere il modo di andare in montagna in 90 anni di alpinismo.
E proprio l’alpinismo sarà protagonista a Trento per tutto il mese di maggio: sino al 25 maggio infatti il Muse dedicherà una mostra temporanea proprio all’evoluzione dei modi di andare in montagna. Attraverso alcune tappe fondamentali della storia dell’alpinismo e dell’arrampicata in un percorso fatto di rare immagini d’archivio, video emozionali e prodotti originali utilizzati dai migliori atleti della storia per le loro realizzazioni più importanti, i visitatori saranno accompagnati nel percorso evolutivo compiuto dall’azienda della Valle di Fiemme nei 90 anni di storia che l’hanno vista ai piedi dei migliori esponenti dell’alpinismo mondiale. Troveranno spazio quindi le scarpette utilizzate da Adam Ondra per la salita norvegese di ‘Silence’, le Olympus Mons Evo di Simone Moro nella salita invernale al Nanga Parbat e ancora le TC Pro utilizzate dall’americano Tommy Caldwell per la salita di Dawn Wall su El Captain, la via ritenuta la più dura al mondo. ‘Storia di alpinismo, passione ed innovazione’: questo il titolo di una mostra fatta di immagini e prodotti completamente inediti al grande pubblico. Completano l’esperienza un percorso sensoriale dedicato ai più piccoli al termine del quale sarà possibile ritirare un piccolo gadget La Sportiva.








