Nico Valsesia, from zero to...

From zero to. Nico Valsesia ha chiuso un’altra delle sue traversate dal mare alle nevi eterne, da Genova fino alla Capanna Margherita, sul Monte Rosa, tutto d’un fiato, utilizzando come unici mezzi una bici da strada e gli sci per quanto riguarda la parte su neve. Partito lo scorso 7 aprile dalla città ligure, è arrivato a lambire i 4.554 metri della Capanna dopo 14 ore e 31 minuti. Duecentoquaranta chilometri sulle due ruote e 20 sugli sci, 4.554 metri di dislivello totale, di cui 3.169 con le pelli e dopo aver già percorso tutta la prima parte, con la bici, che lo ha portato fino a Gressoney-La-Trinité. Valsesia non è nuovo a questo tipo di imprese: da oltre 20 anni colleziona record mondiali di ascesa no-stop che lo porteranno - spera già il prossimo anno - a coronare il sogno From zero to Everest. Per ora nel suo carnet figurano le vette dell’Elbrus, dell’Aconcagua e del Kilimangiaro, oltre al test del Monte Bianco.

©Morgan Bertacca
©Morgan Bertacca

Ho conosciuto Nico un paio di mesi fa in occasione di una conferenza stampa: Valsesia infatti è diventato ambassador di Scott e le biciclette della casa svizzera lo accompagneranno durante i suoi viaggi per tutto il 2018. Pieno di entusiasmo e con la parlantina facile, non è stato difficile iniziare una conversazione. Papà tre volte, si divide tra i viaggi e il negozio di bike che gestisce da una ventina d’anni, insieme al fratello, a Borgomanero. Basta parlarci cinque minuti per capire che, in realtà, i record sono solo espedienti. In altre parole la scusa per viaggiare, vedere, conoscere, sperimentare, imparare. Non è un caso che i video realizzati al termine di ogni ascesa siano per la maggior parte focalizzati sul territorio, la cultura e le persone incontrate. Poco spazio viene, volutamente, concesso alla prestazione sportiva. «Non sono un atleta - ci tiene a sottolineare - . Forse lo ero quando facevo gare di sci e quando nutrivo il sogno di diventare un campione dello sport bianco. Alla fine sono diventato maestro di sci e anni addietro per qualche tempo ho anche insegnato un po’, ma non era la mia vita e neppure la mia vocazione».

©Luca Fontana

E poi? E poi sono venuti i viaggi, le avventure, che gradualmente si sono trasformati anche in un lavoro. «Dopo diversi anni di esperienza, soprattutto in Sud America, ho iniziato a organizzare viaggi-avventura ai quali partecipavano gruppi di persone. Era un po’ come dare agli altri la possibilità di vivere, con un discreto margine di sicurezza e in maniera organizzata, quanto io avevo già sperimentato». Mezzo principe per gli spostamenti, inizialmente, era la bicicletta. «Ho sempre amato le due ruote e ho fatto anche diverse gare, per divertirmi e senza obiettivi di classifica. Nonostante ciò ho collezionato anche diversi buoni piazzamenti. La corsa è venuta quasi per caso circa una decina di anni fa. Ero infortunato a una spalla e, non potendo distendere il braccio e tenere ben saldo il manubrio della bici, ho pensato di provare a correre. Partendo già da una buona base, dopo un mese di allenamento ho partecipato alle Porte di Pietra sulla distanza di 70 chilometri qualificandomi, con grande sorpresa di tutti e anche mia, quinto assoluto».

©Luca Fontana
©Luca Fontana

A questo punto mettere insieme bici, corsa e sci è venuto quasi naturale. E le imprese endurance From zero to sono proprio questo. Semplicemente e meravigliosamente l’unione di tre passioni (o due, dove non si possono indossare gli sci), un modo diverso per vivere un ambiente. Il curriculum sportivo di Nico è davvero impressionante e viene quasi spontaneo chiedersi se i figli siano propensi a seguire le orme del papà. «I due maschi, 16 e 14 anni, sono fisicamente molto prestanti, anche se praticano altri sport. Questa estate, terminata la scuola, andranno in Marocco, ospiti da un caro amico, e faranno gli sherpa. Come padre voglio lanciare questo messaggio: vivete esperienze diverse e poi, un giorno, starà a voi scegliere che direzione dare alla vostra vita». Direzione, appunto, e quella verso l’Everest? Il progetto, molto ambizioso, dovrebbe realizzarsi ad aprile-maggio del 2019. Nico partirà da Calcutta per raggiungere in bici Rongbuk (1.500 km fino a quota 5.300 metri), da qua inizierà la parte davvero faticosa: l’ascesa dalla parete nord, accompagnato da uno sherpa. From zero to…

©Luca Fontana

 

 

 

 


Ecco come potrebbe essere la prossima Coppa del Mondo

Tempo di assemblea ISMF nel fine settimana a Zakopane, in Polonia, dove verrà anche ufficializzato il calendario della Coppa del Mondo della prossima stagione. Ma qualcosa già si sa: sono sei le tappe, più i Mondiali. Debutta l’Austria a Bischofshofen: sul sito della Erztrophy (www.erztrophy.at) già pubblicate le date. Tre giorni di gara che aprono la stagione a gennaio, dal 18 al 20, con sprint, vertical e individual. Confermata poi la trasferta ad Andorra a fine gennaio, mentre a febbraio dovrebbero esserci Francia (il 2 e 3, sul percorso della Grande Trace, nella zona di Gap), e Cina (a fine mese, ma a Jilin). Marzo è il mese dei Mondiali in Svizzera a Villars dal 19 al 16, poi si torna a gareggiare in Coppa, sempre in Svizzera a Disentis, dove si svolge il Trofea Péz Ault. Finali in Italia, ancora a Madonna di Campiglio a fine marzo o inizio aprile.


Chamonix Wild, la traversata di Jacquemoud e Bruchez

È il tema principale del numero di Skialper in edicola: le traversate. Ed ecco che ogni giorno arriva la notizia di una nuova idea che rientra nella categoria. L’ultima la segnala Mathéo Jacquemoud che in questi giorni ha chiuso il progetto ‘Chamonix Wild’ in compagnia di Vivian Bruchez: dal Mond Dolent all’Aiguille de Boinassay, sul massiccio del Monte Bianco, alla ricerca di angoli selvaggi e unendo sci ripido e alpinismo.

«L’avventura forse è la capacità dell’essere umano di trasformare i sogni in realtà» scrive Jacquemoud in un post sul suo account Instagram a commento di Chamonix Wild. I due hanno raggiunto il Mont Dolent dall'Arête Gallet e sciato il versante Ovest, Il Triolet dal versante Est e sciato il versante Ovest, il versante sud del Petit Triolet, sciato la Pointe Isabelle. A seguire: versante Est dell'Aiguille de Rochefort e sua traversata, versante Sud del Dente del Gigante, Kufner al Mont Maudit con uscita sul Monte Bianco, che è stata sciato sul versante Ovest e infine la discesa della Nord di Bionassay. Cinque giorni intensi, con notti al Bivacco Fiorio, Périades, al Rifugio Torino e al Goûter.
Tra i commenti anche quello di Kilian: «Enorme les gars!!!».

©Instagram Mathéo Jacquemoud

Ski Trans Alt Tirol

«Ho realizzato che la linea ideale correva giusto lungo il confine di quello che fino al secolo scorso era il Tirolo Asburgico, ovvero la regione più meridionale dell’immenso impero Austro-Ungarico. I primi ordinamenti che sanciscono l’estensione del territorio tirolese dal Lago di Garda fino alla zona montuosa del Kaisergebirge risalgono agli inizi del 1500: da quel tempo lontano, i confini del Tirolo storico rimasero pressoché invariati fino al termine della prima guerra mondiale, quando le province di Trento e Bolzano vennero annesse al Regno d’Italia». Ecco l’idea per una grande traversata all’insegna dello skialp di scoperta al centro di un grande reportage con le foto di Matteo Pavana che Skialper pubblica in esclusiva sul numero 118 di giugno-luglio.

Controluce sul Lago di Garda ©Marco Maganzini
panorami dolomitici ©Alessandro Beber

I NUMERI - «Non volevo dare alcuna connotazione politica dell’iniziativa, ma questo collegamento dettato al contempo dalla geomorfologia e dalla storia mi è sembrato avere quasi un valore di messaggio universale, ovvero quello delle montagne come spazio d’unione, piuttosto che elemento di separazione come spesso si vorrebbe far credere» scrive Alessandro Beber. Le tappe in programma erano sette, per un totale di 21 giornate sugli sci su uno sviluppo di poco inferiore ai 400 chilometri. Lunghezza media delle tappe superiore ai 20 chilometri e dislivello tipo di 1.300 metri. Partenza in grande stile e dai connotati simbolici: direttamente con gli sci in spalla dal centro storico di Riva del Garda, un tempo estremo avamposto sud-occidentale della Mitteleuropa, e poi barca a vela per navigare sul ‘fiordo’ del Garda fino a Malcesine, dove la funivia del Monte Baldo ha portato Alessandro & co in quota, permettendo di calzare gli sci in direzione Monte Altissimo di Nago.

Powder in Lagorai ©Matteo Pavana
Lagorai @Matteo Pavana

ITINERARIO - Sulla strada il Monte Bondone, il selvaggio Lagorai, le Dolomiti, con anche la Val Mezdì, le Vedrette di Ries, Picco dei Tre Signori, Großer Geiger e GroßVenediger, prima di scendere fino a Matrei e quindi a Lienz. «Col senno di poi, direi che meglio di così non poteva andare: al di là delle 14 giornate di bel tempo sulle 21 totali e delle ottime condizioni d’innevamento, la traversata è stata letteralmente al di sopra delle aspettative, e questo soprattutto grazie al fattore umano, ovvero la passione che tutti i partecipanti hanno messo in questa piccola grande sfida» conclude Beber.

Salendo verso un valico del selvaggio Lagorai ©Matteo Pavana

Sion 2026, vince il no per i Giochi Olimpici

Sion e il Vallese dicono no ai Giochi Olimpici del 2026. Domenica era il giorno del referendum: il 54% ha bocciato la candidatura olimpica (e soprattutto il credito di 100 milioni di franchi…). A Sion città il no ha raggiunto il 60,1%, a Martigny il 61,2%. Dunque niente Giochi in Svizzera (che mancano dal 1948): il CIO ha già ratificato l’esito del referendum, annunciando con un comunicato che le procedure andranno avanti con le altre sei Nazioni, Italia, Austria, Canada, Giappone, Svezia e Turchia.


La Glacier Haute Route in versione estiva

«Dove altro potrebbero portarmi le scarpe da trail?» si domanda Kim Strom al termine dell’articolo sulla Glacier Haute Route che pubblichiamo sul numero 118 di Skialper, già disponibile nell’edicola digitale del sito e in distribuzione a giorni nelle migliori edicole italiane. Stiamo parlando della famosa Haute Route Chamonix-Zermatt, ma questa volta non co sci e pelli ma con scarpe da trail running e, naturalmente, attrezzatura di sicurezza per il ghiacciaio. Un articolo scritto dalla giornalista tedesca e corredato dalle stupende e molto scenografiche fotografie di Dan Patitucci/Patitucciphoto, una delle tante storie di traversare che pubblichiamo su Skialper di giugno-luglio.

GHIACCIAI CHE SCOMPAIONO - La storia scritta da Kim Strom, oltre che un reportage sull’itinerario simbolo dello skialp itinerante d’alta quota in versione estiva e fast & light, è un invito a riflettere sul tema del climate change e dell’inesorabile scioglimento dei ghiacciai. Con Kim e Dan, infatti, nell’estate 2017 sull’alta via c’era anche Pascal Egli che, oltre a essere uno dei più fortu skyrunner in circolazione, è anche dottorando in glaciologia. A titolo d’esempio, uno dei ghiacciai attraversati, lungo quasi otto chilometri e con uno spessore massimo di 260 metri, si sta sciogliendo a una velocità allarmante di dieci centimetri al giorno, in estate. Pascal Egli ha anche contribuito a installare una delle centrali di monitoraggio che i tre incontrano lungo il percorso.

PANORAMI UNICI AL MONDO - In quattro giorni, con tappe da 13 a 26 km e dislivelli positivo compresi tra i 1.000 e 2.000 metri, sono stati coperti 88 km attraversando non solo ghiacciai, ma panorami unici, con lo sguardo che scorre dal Monte Bianco fino al Cervino e dormendo ai rifugi Chanrion e Bertol. «Gli ultimi 20 chilometri sulla morena rocciosa e lungo un sentiero bellissimo ci portano a Zermatt. Il calore e la polvere salgono dalla terra, una sensazione così diversa da quella che abbiamo provato muovendoci su ghiaccio e roccia – scrive Kim Strom -. Acceleriamo come quando finisci una qualsiasi corsa, una qualsiasi gara, ma questa volta è diverso: un misto di sollievo, gratitudine e orgoglio riempie i nostri animi. Ci siamo mossi veloci in un ambiente naturale che definirei enorme, potente e terribile allo stesso tempo».


Domenica Sion decide sui Giochi Olimpici del 2026

Ormai archiviata l’ipotesi Pechino 2022, lo ski-alp guarda al 2026, sperando in una sede che possa dire sì. Sion potrebbe essere una di queste, visto che nel 2020 lo ski-alp debutta ai Giochi Olimpici, quelli giovanili proprio in Svizzera, a Losanna, a due passi da Sion. Ma domenica è il giorno di Sion 2026: il giorno del referendum, quello che dirà se gli svizzeri, o meglio i vallesani vorranno ospitare i Giochi Olimpici nel loro territorio. La questione è sempre quella dei costi, oltre che dell’impatto ambientale. Influirà la dichiarazione del presidente del Comitato organizzatore di PyeongChang 2018, Lee Hee-Beom su un ritorno economico di molti milioni di dollari?
Sicuramente Sion è una candidate più forti in vista della decisione dei CIO prevista a settembre 2019 nell’assemblea di Milano, ma prima ci sarà quella di ottobre a Buenos Aires, dove saranno ufficializzate le sedi candidate.
In chave ski-alp l’Italia ovviamente andrebbe benissimo ma si dovrà decidere tra Cortina, Milano e Torino, una scelta che coinvolge il nuovo governo. C’è poi il Canada, dove lo ski-alp sta crescendo, ma non è così conosciuto: Calgary ha avuto il sostegno politico, ma ci potrebbe essere anche qui un referendum. Restano tutte ancora in ballo: Erzurum (forse la vera outsider, dove c’è stata una tappa del Coppa del Mondo), Stoccolma, Graz (anche se pesa l’esito del referendum che ha bocciato Innsbruck) e Sapporo (che sta già sondando l’ipotesi 2030).


Dove si corre nel fine settimana

Nel fine settimana si corre, eccome. Dai Tricolori di corsa in montagna alla seconda tappa de La Sportiva Mountain Running Cup ecco di consueto qualche appuntamento: tutte le gare le trovate nel nostro calendario, aggiornato con le classifiche.

CAMPIONATI ITALIANI CORSA MONTAGNA - Saluzzo ospiterà domenica la prima prova del Campionato Italiano di Corsa in Montagna, organizzata dall’Atletica Saluzzo capitanata da Giovanni Bonardo: un tricolore che si correrà nel centro cittadino. Il percorso infatti si snoderà nelle vie della città in provincia di Cuneo nella collina che lo circonda (anche in questo caso con un’altra particolarità: si passerà non solo attraverso aree verdi pubbliche, ma anche all’interno di parchi e giardini privati che i residenti hanno aperto alla manifestazione con grande disponibilità e spirito di collaborazione). Dal punto di vista tecnico, un percorso cittadino ma che non per questo è meno duro, anzi. A provarlo sono stati gli atleti di casa: i gemelli Bernard e Martin Dematteis che lo hanno definito ‘spaccagambe, da montagna vera. Sono sicuro che sarà impegnativo per tutti’. La prova di Saluzzo sarà salita e discesa e, come ha ricordato alla presentazione il responsabile tecnico nazionale della corsa in montagna Paolo Germanetto, rappresenterà, dopo i tricolori di staffetta ad Arco di Trento, tappa decisiva di selezione per i Campionati Europei di Skopjie in Macedonia del prossimo 1 luglio. Appuntamento sabato 9 giugno alle ore 18 in Piazza Cavour nell’area village per la consegna dei pettorali. Prima gara a prendere il via domenica alle ore 8.50 da corso Italia quella degli Juniores maschili su percorso di 6,5 km; a seguire alle ore 9 juniores femminili e master maschili e femminili (5,4 km), promesse e senior femminili alle ore 10.00 (11,8 km) e, per finire, alle ore 11.00 promesse e senior maschili (11,8 km). L’arrivo per tutte le categorie è nella centrale piazza Cavour.

GRIGNETTA VERTICAL - Sabato quinta edizione sui sentieri della Grigna Meridionale: 300 partecipanti in gara dai 1278 metri dei Pian dei Resinelli e arrivo, dopo circa 3,5 km di salita lungo la ripida serpentina della Cresta Cermenati, ai 2.184 metri del bivacco Ferrario. Partenza a cronometro: il primo salirà alle 14.

CASTIONE VERTICAL - Un anno zeppo di iniziative in cantiere, il 2018 di Fly-Up Sport. Mario Poletti ha voluto nuovi eventi, come il Castione Vertical in programma sabato 9 giugno. Una gara in salita con uno sviluppo di 2,9 km e un dislivello positivo di 634 metri. Dalla località Lantana (frazione di Castione della Presolana) si parte per arrivare alla croce del monte Scanapà, a quota 1669 metri. «Dopo il primo tratto pianeggiante – spiega Mario Poletti – il sentiero si inerpica sul monte Scanapà inizialmente nel bosco fino a sbucare in cresta, dove si sale a zigzag per raggiungere la croce di vetta. Salendo ci si trova alle spalle la Valseriana e a sinistra la Regina delle Orobie, la Presolana. Sullo sfondo la Val di Scalve e l’Adamello». Noto ai più per gli impianti di risalita del Passo della Presolana, lo Scanapà si presta in realtà per escursioni e attività outdoor anche nel resto dell’anno. L’intento della Castione Vertical è proprio quello di far scoprire questo itinerario, che piacerà sia agli atleti che alle famiglie. Il Sentiero Ratù è stato recentemente inaugurato in seguito a un accurato lavoro di ripristino, ad opera di un gruppo di ragazzi della contrada di Lantana, di un’antica traccia ormai quasi scomparsa. Le iscrizioni restano aperte tutta settimana, ci si iscrive collegandosi al sito Fly-Up. Ma la segreteria di Fly-Up offre l’opportunità di iscriversi anche sul posto, comodamente, sabato pomeriggio dalle ore 13.30 alle ore 15.30. Come per la Sei Comuni Presolana Trail il ritrovo è fissato presso il moderno Palazzetto dello Sport di Castione, dove avverranno le operazioni di ritiro pettorale e pacco gara e dove si trova un ampio parcheggio. Il palazzetto dista 1 km dalla sede di partenza (Lantana) che pertanto è raggiungibile a piedi, con auto propria o con la navetta predisposta dall’organizzazione. Così come per Orobie Vertical, la formula scelta da Fly-Up è la partenza a cronometro, ogni 20 secondi. Lo start della gara verrà dato alle ore 16.

©Ufficio stampa Fly-Up Sport

LEDRO SKYRACE - La gara sul Senter dele Greste andrà in scena domenica 10 giugno: tracciato di 19 chilometri per 1610 metri di dislivello, con partenza ed arrivo a Mezzolago. Sul percorso che collega Cima Parì a Cima d'Oro attese grandi sfide anche perché la prova trentina è il secondo atto de La Sportiva Mountain Running Cup. Con una novità: sul tratto sommitale, proprio quello tra le due cime, sarà rivelato un tempo parziale che consentirà di stilare una speciale classifica sul tempo di percorrenza della cresta sommitale, il Senter dele Greste Sky Challenge. La partenza alle ore 9.

DOLOMITI EXTREME TRAIL - La gara della Val di Zoldo fa il pieno di concorrenti e di nazioni. Mai così tanti a correre tra Pelmo e Civetta come nella sesta edizione di Dxt, l’evento che sulle Dolomiti Bellunesi ripercorre l’Anello Zoldano (il percorso circolare che lambisce i gruppi montuosi principali della valle: Mezzodì, Pramper, San Sebastiano-Tamer, Moiazza, Civetta, Pelmo e Bosconero) e che è proposto dall'Atletica Zoldo in sinergia con diverse realtà locali. L'appuntamento con la manifestazione zoldana è per sabato 9 e domenica 10 giugno. Al via ci saranno oltre 1000 concorrenti (a lunedì sera le adesioni avevano raggiunto quota 980 ma il numero di atleti al via sarà maggiore perché per la gara sui 23 chilometri le iscrizioni saranno possibili anche nei prossimi giorni e, in più, sono attesi oltre 150 giovanissimi per l'evento loro dedicato, la Mini Dxt), in rappresentanza di 39 paesi. Tre saranno i percorsi a disposizione degli atleti: i tradizionali 53 K (53 chilometri di sviluppo per un dislivello positivo di 3800 metri, negativo di 3710) e 103 K (103 chilometri di sviluppo per 7 mila metri di dislivello positivo e altrettanti di dislivello negativo), più il nuovo 23 K che si snoderà su un tracciato che non partirà più da Forcella Staulanza ma avrà linea di partenza e traguardo a Forno. Si tratterà di una competizione, da affrontare senza il materiale obbligatorio delle altre due, che partirà la domenica mattina e che porterà, percorrendo sentieri, mulattiere e strade sterrate, alle scoperta dei piccoli e tipici borghi della Val di Zoldo, con i vecchi tabià, le fontane, le chiesette e gli scorci caratteristici. Momento topico della gara sarà la salita al ghiaione del San Sebastiano, a 1700 metri di altitudine, con vista su tutta la Val di Zoldo. Tra le novità dell'edizione 2018 c'è anche la rinnovata logistica di arrivo: tutte e tre le prove infatti, avranno partenza e arrivo a Forno. Dove sarà allestito anche il Dxt Village. Confermato invece l'abbinamento con Haglöfs: l’azienda svedese fornirà infatti ancora una volta l’ambito premio per i finisher: per la sesta edizione ecco le Haglöfs Gra Trail. Il programma della Dxt 2018 penderà il via già giovedì con le operazioni preliminari di controllo del materiale e consegna dei pettorali, dalle 13 alle 20 al Dxt Center. Anche venerdì 8, dalle 9 alle 22, ci sarà controllo materiale e consegna dei pettorali mentre a partire alle 12 aprirà il pasta party a base di prodotti locali. Alle 17, invece, la presentazione dei top runner. Sabato, alle 5 del mattino, il via alla 103 K, alle 5.30 alla 53 K. I primi arrivi della 53 K sono previsti a partire dalle 11.30. Alle 18.30 si svolgeranno le premiazioni della 53 K mentre a partire dalle 19 sono previsti i primi arrivi della 103 K. Domenica, alle 8, il via alla 23 K. Alle 10, invece, la partenza della Mini Dxt, l'evento dedicato ai più piccoli (bambini e ragazzi fino ai 17 anni) che si snoderà a Forno su un tracciato di poco più di 2 chilometri. Le iscrizioni alla Mini Dxt si riceveranno al Dxt Village a partire dal pomeriggio di giovedì fino a domenica mattina, alle 9.30. A partire dalle 11 la Dxt vivrà il suo ultimo atto: la premiazione della 103 K, della 23 K e della Mini Dxt.

Il gruppo dei volontari della Dxt

BELLADORMIENTE SKYRACE - Bella Dormiente è  il nome della catena montuosa che, partendo dalla punta Quinzeina Sud, nel Canavese, in Piemonte, passando per la punta Quinzeina Nord fino ad arrivare alla punta Verzel, forma il profilo di una donna che dorme. Da qui il nome della gara. Prova relativamente giovane ma già diventata una grande classica e percorso di 29 km e 2.100 m D+ in stile skyrace, che sa riservare belle sorprese a chi cerca terreno tecnico e... panorami sconfinati sulla pianura. È tutto pronto e nella parte bassa ci sarà lo spettacolo dei rododendri in fiore, mentre in cresta non mancherà un po' di neve. Appuntamento il 9 giugno a Castelnuovo Nigra (TO).


La nuova sfida di Moreno Pesce

Quasi non ci crede di far parte del progetto: Moreno Pesce lo abbiamo visto da Fully ai Vertical Up sino alla Duerocche, adesso lo troviamo testimonial e parte attiva dell’Oxygen Natural Emotion Project. Ma chi meglio di lui, che porta all’estremo il fisico, salendo in montagna con una protesi a una gamba può essere tester migliore? Altra domanda, ma cos’è l’O.N.E. Project? Capire, studiare e monitorare, come, attraverso le giuste tecniche respiratorie, prima e durante l’attività in montagna, si sono possono velocizzare i tempi di acclimatazione e al tempo stesso contrastare il mal di montagna. Insomma accrescere più rapidamente il benessere in alta quota e al tempo stesso avere una soluzione ‘pratica’ quando si sta male. Il programma di sperimentazione in vetta partirà in Italia sul Monte Rosa tra fine luglio e inizio agosto, proseguirà sull’Aconcagua dal a gennaio nel 2019 e si concluderà sull’Everest a maggio sempre nel prossimo anno. In realtà è già iniziato da tempo, ‘a casa’, con la conoscenza diretta di queste pratiche di respirazione da parte di ‘Fish’.
Un progetto che si avvale del sostegno dell'Università di Ferrara, dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, dell'Università della Valle d’Aosta ed è patrocinato dell'ASI Sport Italia, coordinato da Alberto Oro istruttore della scuola di apnea vicentina.


I rifugi della Valle Stura fanno squadra, con lo ‘zampino’ di due conoscenze dello ski-alp

Se quest’estate andate in Valle Stura, nei rifugi della Valle Stura, troverete due volti noti nel mondo dello ski-alp: Katia Tomatis e Oscar Angeloni. Katy è di casa lì, è la sua valle e ormai da anni gestisce (con il marito Andrea, il papà Beppe e aggiungiamoci anche la cagnolina Neve) il Rifugio Malinvern nel vallone di Rio Freddo sopra Vinadio, Oscar dal Bellunese è arrivato nel Cuneese, insieme a Valentina, e da quest’anno si occupa del Rifugio Becchi Rossi a Ferrere.
Ma la novità è un’altra. Tutti i rifugisti della Valle Stura hanno fatto squadra, una collaborazione stretta per lanciare la valle. Hanno creato un logo, sono presenti come ‘Rifugi Valle Stura’ sui canali social, hanno (come si dice) fatto sistema per la promozione del territorio, mettendo insieme le loro professionalità, le loro idee e i loro progetti. Non sempre scontato in montagna. E allora vediamoli tutti i ‘Rifugi Valle Stura’: l’Olmo Bianco a Bergemolo, il San Gioachino a Sant’Anna di Vinadio, il Laus ai Bagni di Vinadio, il Dahu a San Bernolfo, il Migliorero sopra Bagni di Vinadio, il Prati del Vallone a Pontebernardo, il Rifugio della Pace al Colle della Maddalena, il Carbonetto nel Vallone dell’Arma e il Paraloup nella borgata sopra Rittana.Info www.rifugivallestura.it


Damiano Lenzi entra nel team Dynafit

Lo avevamo annunciato, adesso arriva la conferma ufficiale. Damiano Lenzi entra nel team Dynafit. «Lo scialpinismo integra due realtà che conosco molto bene: la necessità di ‘far andare’ le gambe tipica dello sci di fondo al divertimento della discesa fuoripista – racconta Damiano durante la sua prima visita in Dynafit a Bolzano –. Ho scelto di entrare a far parte della famiglia Dynafit perché avevo voglia di un nuovo approccio, condividere con il reparto R&D del marchio la mia esperienza sul campo, per sviluppare il migliore equipaggiamento possibile per noi atleti. Il nuovo attacchino P49 ha sicuramente contribuito al mio avvicinamento al brand».

Heiner Oberrauch e Damiano Lenzi ©Alice Russolo

Con all’attivo 900 ore di allenamento e circa 600.000 metri di dislivello all’anno Damiano è sicuramente uno degli atleti più completi del panorama sportivo: «L’esperienza dei nostri atleti è un elemento essenziale per il processo di ricerca e sviluppo dei nostri prodotti – racconta Alexander Nehls, International Marketing Director Dynafit - Damiano, oltre a rappresentare nel migliore dei modi valori di riferimento per noi come velocità e performance, sarà un’incredibile fonte di ispirazione per i nostri product manager e ottimo tester per il nostro equipaggiamento».
Con l’obiettivo di coinvolgere nel proprio team i migliori atleti del circuito, viene confermata per la prossima stagione anche la collaborazione con Alba De Silvestro, fresca vincitrice per la categoria Espoir di tre Coppe del Mondo in tre diverse specialità: oltre alla overall anche la individuale e la vertical.
«Damiano affianca e si aggiunge ad un gruppo di atleti élite che, insieme ad Alba, permettono a Dynafit di mantenere e sviluppare il proprio ruolo di marchio di riferimento e innovatore del settore – conclude Nehls – la nostra collezione è in grado di equipaggiarli 365 giorni all’anno, offrendo loro la possibilità di allenarsi in ogni stagione e condizione».

Damiano Lenzi e Alba De Silvestro ©Alice Russolo

Skyrunner World Series, a Madeira vincono Albon e Debats

Lo scorso fine settimana l’élite delle Skyrunner World Series si è data appuntamento a Madeira per l’Ultra SkyMarathon Madeira, primo appuntamento del calendario Extra. La gara di 56 km e 4.100 metri D+ ha visto trionfare il britannico Jonathan Albon in 5h47’57’’ sullo svedese André Jonsson e il russo Dmitry Mityaev. Diversi gli italiani in gara, con Daniel Jung classificatosi quinto (6h06’15’’), Marco De Gasperi ottavo (6h18’43’’) e Franco Collè ritiratosi.

Tra le donne successo dell’olandese Ragna Debats (6h45’09’’) che ha raggiunto e superato Emelie Forsberg, arrivata a meno di un minuto. Al terzo posto Nùria Picas. Prima italiana Martina Valmassoi del Team Salomon, quindicesima.

Madeira ha ospitato anche una tappa del Vertical Kilometer World Circuit. Tra gli uomini vittoria del portoghese Romeu Gouveina in 42’30’’ sull’andorrano Ferran Teixido e lo spagnolo Joan Freixa Marcelo. Vittoria femminile per la neozelandese Ruth Croft (48’54’’) sulla svizzera Elise Chabbey e sulla neozelandese Anna Frost.

Ragna Debats ©Joaomfaria

 


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