Tutto pronto per il debutto della Peller Ski Raid

Una nuova gara entra nel panorama scialpinistico italiano, la Peller Ski Raid in programma domenica 21 gennaio. Sul monte Peller da ormai diciotto anni si organizza un raduno, adesso il passo di una individuale FISI che vale anche come campionato trentino. «Era da un po’ di tempo che ci pensavano - spiega Andrea Concini del comitato organizzatore - per valorizzare il Peller e riprendere la tradizione di una storica prova Fisi come il Trofeo Corradini. Ma ci sarà sempre anche il raduno, lo stesso giorno della gara. L’anno scorso abbiamo testato l’edizione zero: crediamo che sarà una gara tecnica e impegnativa».

PROGRAMMA - Campo base della manifestazione sarà Cles dove sabato pomeriggio ci sarà la consegna pacchi gara e il briefing, mentre la partenza domenica alle 9.30 da Tuenno. Un tracciato che affronta il Peller su tutti i versanti con tre salite e altrettante discese, con un tratto in ferrata e un passaggio in cresta per un totale di 1650 metri di dislivello in salita e 850 in discesa. Iscrizioni ancora aperte: info su www.montepeller.it


Cresce l'attesa per gli Europei sull'Etna. E le gare saranno open

Poco più di un mese e saranno Europei sul’Etna. Cresce l’attesa a Nicolosi, cuore della rassegna continentale in programma dal 22 al 24 febbraio. Si prevede la presenza di 150 atleti in rappresentanza di 12 nazioni.

PROGRAMMA - Le prime nazionali saranno attese già da martedì 20 febbraio e potranno allenarsi sulle nevi del vulcano qualche giorno prima dell’apertura ufficiale dei campionati. Mercoledì 21 febbraio, infatti, nel tardo pomeriggio, tra le vie di Nicolosi si terrà la sfilata delle squadre. Il giorno seguente si salirà in quota per disputare la prima prova in programma, la sprint, mentre il giorno seguente, venerdì 23 febbraio, andrà in scena la vertical che porterà gli atleti dal Rifugio Sapienza all'arrivo posto alla Montagnola. L’ultima giornata di gare si svolgerà sabato mattina con la partenza della individuale, su un tracciato che, passando per i luoghi più belli del vulcano, scendendo verso la Valle del Bove, ritornerà verso il parterre d’arrivo all’ombra dei Crateri Silvestri. «Vertical e individul saranno aperte a tutti - ribadisce Vasco Agen del comitato organizzatore - e con un costo accattivante (iscrizioni su www.trofeointernazionaledelletna.com), oltre a un ricco pacco gara di prodotti del nostro territorio».

Un passaggio dela gara del 2011 ©Ufficio stampa Trofeo Internazionale dell'Etna

NON SOLO GARE - Oltre all’aspetto agonistico il comitato organizzatore dei campionati vuole dare segnali molto forti anche per quanto riguarda i temi della violenza sulle donne e sulla sostenibilità ambientale. Infatti, tutti i concorrenti, vestiranno un pettorale speciale con il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Per la riduzione dell’impatto ambientale della manifestazione, invece, il comitato userà materiale biodegradabile e in parte riutilizzabile, nel rispetto del vulcano, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Inoltre è stato avviato anche un programma di coinvolgimento delle scuole di Nicolosi e dell’hinterland catanese tramite una competizione che avvicini i bambini allo sport e sia un messaggio d’integrazione tra le varie culture.


Tre scarponi da non dimenticare

Tanto attesi, rifiniti fino all’ultimo tanto che non abbiamo avuto la possibilità di testarli nella Buyer’s Guide, finalmente eccoli sulla neve. Il nuovo scarpone freetouring di Scott, l’allround pista-fuori-fitness di Dynafit e il modello light per il freeski di Roxa sono tra quelli che destano più curiosità tra gli appassionati e noi li abbiamo messi ai piedi proprio pochi giorni prima di andare in stampa con il numero 115 di Skialper, di dicembre-gennaio (clicca qui per riceverlo a casa).

DYNAFIT TLT SPEEDFIT - Scriviamolo subito: la base progettuale è quella del collaudato TLT 6 nella sua ultima versione, quella più muscolare. Ma Dynafit non si è limitata a qualche adattamento funzionale ai fondi trattati o ai fuoripista piuttosto pressati delle aree sciabili attrezzate. La sensazione prevalente è che con Speedfit Dynafit abbia proprio portato TLT a un livello superiore, aggiornato alle tendenze freeski che si fanno strada anche fra i tradizionalisti. TLT Speedfit è pensato per una destinazione prevalentemente pistaiola. Ma TLT Speedfit è anche e soprattutto il TLT 6 portato alla sua piena maturità, nel momento in cui esprime in modo aggiornato le potenzialità del progetto originale. La sua semplicità di utilizzo lo rende amichevole per chi esordisce, ma la performance tecnica può accompagnare fino ai limiti del freeski.

©Alice Russolo

ROXA R3 130 - La gamma di scarponi per lo sci di montagna del produttore italiano si completa con la linea R3 per lo sci free in montagna aperta. Peso ridotto, alta performance sciistica, ottima camminata in fase di salita caratterizzano R3. Si tratta di una combinazione di caratteristiche che sarebbero antagoniste tra loro, ma ora possibile a questo livello grazie a tecnologie avanzate in fase di progettazione e produzione. Il Grilamid di scafo e gambetto raggiunge un alto rapporto peso-performance tramite un design estremamente fedele alle forme del piede. La collezione comprende scarpe per uomo e per donna con flex sostenuti, fino a questo 130 con scarpetta Intuition prodotta appositamente per la piattaforma R3.

©Alice Russolo

SCOTT S1 - È uno scarpone nuovo ancor più che un nuovo scarpone: fortemente orientato al freeski in montagna, somma performance sciistica ai massimi livelli di segmento, camminabilità praticamente touring, peso contenuto sotto i 1.400 grammi al mezzo paio nella misura 26,5 MP per il modello S1 130 Carbon che abbiamo potuto provare su neve. il nuovissimo meccanismo ski-walk nella sua versione più recente e definitiva è un piccolo ammortizzatore metallico a ponte sopra la curva del linguettone dove lavora in sinergia con il soffietto in gomma. Non c’è alcun bisogno di manovrarlo perché basta aprire o chiudere il gancio centrale che passa sul collo spingendo in sede il tallone: l’automatismo metallico, semplice ma molto pensato, si libera per la salita oppure si blocca per la discesa.


Supersfida nel vertical di Torgnon

In tanti al vertical di Torgnon, ‘griffato’ A&O Supermercati Chatrian, tappa del circuito valdostano TourSkiAlp: oltre un centinaio al via, con gli organizzatori impegnati a rassicurare tutti sulla viabilità, con le strade aperte per arrivare a Torgnon. Neve, tanta quella caduta in Valle d’Aosta, e bella compatta per la gara, con un freddo ‘giusto’ per un vertical.
Sigillo vincente di Daniel Antonioli che chiude i 700 metri di dislivello in 34’25”, precedendo di quasi un minuto Franco Collè, con Cristian Minoggio a completare il podio; quarto Henri Aymonod, quinto Mattia Roncoroni, con sesto il campione francese Tony Sbalbi. Al femminile netta affermazione di Charlotte Bonin in 41’09”, davanti a Claudia Titolo (47’23”) e Alessandra Cazzanelli (47’27”), ai piedi del podio Giuditta Turini e Francesca Zucco.

Il podio maschile ©www.albertoperacchio.com

Sci e Luci nella Notte, super Prandi a Montecampione

Il circuito Sci e Luci nella Notte conferma il suo appeal: in ben 230 al debutto di Montecampione, in gara sulla Panoramica che sale al Monte Corniolo. E il primo acuto è quello di uno junior, il valtellinese Andrea Prandi, unico sceso sotto il muro dei 25 minuti, 24’59” il suo crono. Piazza d’onore per Giovanni Zamboni in 25’33”, terzo Marzio Deho in 25’43”, primo tra i Master. Al femminile a segno Corinna Ghirardi, imprendibile con il suo 30’42”, alle sue spalle Silvia Cuminetti (31’25”) e Carlotta Cortese (33’38”). Prossima tappa al Passo Maniva il prossimo 20 gennaio.


Julbo Aerospace, a prova di condensa

Abbiamo ricevuto e testato la maschera Julbo Aerospace, dotata di un sistema inedito che permette di sollevare la lente dalla montatura per migliorare la circolazione d’aria.  L’azionamento è decisamente semplice, basta sollevare le apposite alette per creare una luce di circa 1cm. A cosa serve? Semplice, a non dover mai sollevare la maschera dal viso, rendendola utilizzabile anche nelle situazioni in cui normalmente si creerebbe condensa, ad esempio in salita o nelle classiche ravanate nei boschi. Effettivamente il sistema funziona: chiaramente per una gita classica di scialpinismo un paio di occhiali per salita è comunque più comodo, ma per una risalita da 200 metri in prossimità degli impianti per andare a sciare una linea vergine l’Aerospace è decisamente pratica. La versione da noi ricevuta era dotata di lente Zebra Light Red fotocromatica, in grado di coprire le categorie di protezione 1-3. Leggermente rossa, ha sempre permesso un’ottima visibilità in termini di contrasto sia durante le nevicate che nelle giornate di sole. I volumi dell’Aerospace sono quelli giusti, abbastanza ampia da avere una visione panoramica ma non così ingombrante da avere il look di un casco da astronauta. Altri utilizzi consigliati: in gara, per evitare l’accumulo di condensa quando è riposta sopra il casco, e per gli sciatori da snowpark, che spesso risalgono pochi metri a piedi per riprovare il trick. Promossa!



Speedfit, lo scialpinismo in pista

Speedfit. Veloce e in forma. Perché se non si deve batter traccia si sale più veloci. Perché praticare in una palestra all’aperto vuol dire soprattutto pensare al proprio benessere e allenamento. Stiamo parlando naturalmente di quello che è anche chiamato scialpinismo in pista. Un trend radicale, quasi una contro-cultura rispetto allo skialp delle origini, alla lotta con l’alpe riservata a pochi. Ne parliamo sul numero 115 di Skialper, di dicembre-gennaio (clicca qui per riceverlo a casa). E per farlo abbiamo scomodato la stella della nazionale di scialpinismo Alba De Silvestro, l'anima della Sellaronda Skimarathon Oswald Santin e l'avvocato Flavio Saltarelli, che si è occupato della proposto di modifica della legge sulla sicurezza delle piste per favorire la pratica dello speedfit. Anzi... li abbiamo proprio portati a fare speedfit con noi! Il set delle fotografie di Alice Russolo sono le piste sopra Canazei, con lo sguardo che corre verso le Dolomiti colorate dal tramonto...

Bastano una traccia di neve e... il panorama delle Dolomiti ©Alice Russolo

PERCHÉ FARLO - Sei un esperto scialpinista, ma non sempre trovi il tempo di allenarti in lunghi tour in neve fresca? Ami il fitness, ma preferisci praticarlo a contatto con la natura invece che chiuso in una palestra? Hai voglia di dedicarti a un nuovo sport, magari in compagnia degli amici e in orari che non interferiscano con il tuo lavoro? Salire e scendere in pista può essere la migliore risposta a tutte queste diverse esigenze, anche alla luce del fatto che sono sempre di più i comprensori che riservano dei percorsi alla disciplina, soprattutto la sera dopo la chiusura degli impianti. Al termine di una giornata lavorativa puoi allenarti in compagnia, facendo affidamento sui rifugi in vetta che spesso rimangono aperti proprio per accogliere chi pella di notte. Il gioco è semplice e ora esiste anche l’attrezzatura e l’abbigliamento specifico. Sei pronto per lo speedfit?

Quando il sole cala viene il bello dello speedfit ©Alice Russolo

COSA DICE LA LEGGE - Dall’articolo 17 della legge 363/2003 si evince un divieto imposto da una legge nazionale riguardante la risalita delle piste, non la possibilità di rimontare appena al di fuori di esse - seppure all’interno di quella che è intesa come area sciabile - a meno che vi sia un cartello apposto dal gestore che espressamente vieti di risalire anche fuori dalle piste. Diverso invece il caso di percorsi appositamente segnalati e gestiti dai comprensori sciistici o le serate ad hoc (ce ne sono ormai in tutte le regioni e qui potete trovare il nostro elenco aggiornato).

Frontale e zaino con luci a led... e lo speedfit notturno non è più un problema ©Alice Russolo

L'ATTREZZATURA - Un trend in crescita non poteva che essere condiviso da Dynafit, storico marchio di riferimento per il mondo dello skitouring, che presenta per l’inverno alle porte il primo set-up creato appositamente per questa declinazione dello skialp. La collezione Speedfit ha l’obiettivo di promuovere un approccio alla disciplina orientato alla velocità e al fitness in sicurezza sulla neve. Nel set lo sci Speedfit 84, lo scarpone TLT Speedfit e l'attacco TLT Speedfit.

Oswald Santin ©Alice Russolo

La gamma di Scarpa per il telemark

In uno degli ultimi numeri della scorsa stagione la rivista statunitense Powder è arrivata a ipotizzare la morte del telemark. Rimane uno sport di nicchia, ma il telemark ha veramente perso quell’appeal che aveva a cavallo del secolo quando l’intellighenzia alpina sciava con il tallone alzato? Probabilmente è meno di moda, ma rimane una nicchia con ancora tante proposte e appassionati, con nuovi standard di attacchi e… scarponi per ogni piede. Ecco, per esempio, l’offerta di Scarpa.

SCARPA TX COMP - TX COMP è il top di gamma della linea NTN- New Telemark Norm di SCARPA. Uno scarpone adatto alle competizioni e alle discese su pendii difficili. Performance straordinarie grazie allo scafo a tripla iniezione ed al gambetto bi-iniettato. Il meccanismo Power Block Tour stabilisce un nuovo standard qualitativo per i sistemi ski/walk, permettendo un adeguato piegamento della caviglia e conseguentemente una precisa trasmissione degli impulsi in fase di sciata.

Colore: Anthracite / Acid Green
Scafo/Gambetto: Pebax
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 12° -2/+3°
Suola: EVO Scarpa/Vibram
Peso: 1710 g (27)
Attacchi: NTN
Scarpetta interna: Speed Pro G
Taglie: 22,5 - 30
Prezzo al pubblico suggerito: euro 519

SCARPA T1 - Un modello versatile che unisce comfort di calzata e precisione in fase di sciata. Funzionale in tutte le situazioni, dalla pista al fuoripista, T1 garantisce una naturale flessione in fase di camminata e la giusta performance in discesa. Il modello ideale per affrontare tutte le situazioni a tallone libero, con suola Vibram Escape realizzata in due mescole diverse per garantire le migliori prestazioni in discesa e durante la camminata.  Una sicurezza per chi sceglie il telemark con sistema 75mm.

Colore: Anthracite / Teal
Scafo/Gambetto: Pebax Rnew
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 11°- 2/+1°  14°-3°/+2°
Suola: Escape Scarpa®/Vibram®
Peso: 1940 g (27)
Attacchi: 75mm
Scarpetta interna: Speed Pro G
Taglie: 23,5 - 31
Prezzo al pubblico suggerito: euro 499

SCARPA TX PRO - Lo scarpone da telemark polivalente, adatto anche alle altre attività backcountry. SCARPA TX PRO è un modello progettato per i telemarker più esigenti e poliedrici, ideale per affrontare i percorsi più diversi. Leggerezza e libertà di movimento fanno di questo modello uno scarpone altamente perfomante su tutti i terreni, sia in fase di risalita che in sciata a tallone libero.

Colore: Lyons Blue / Red Orange
Scafo/Gambetto: Pebax
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 12° -2° / +3°
Suola: Evo Scarpa®/Vibram®
Peso: 1750 g (27)
Attacchi: NTN
Scarpetta interna: Speed Pro G
Taglie: 24,5 - 30
Prezzo al pubblico suggerito: euro 529


SCARPA TX PRO WMN - Anche nella versione da donna, SCARPA® TX PRO WMN è lo scarpone polivalente, dal telemark fuori pista allo scialpinismo. La sua forma sviluppata appositamente sulla morfologia del piede femminile, asseconda le esigenze tecniche anche nelle discese più difficili.

Colore: Emerald / Ice Blue
Scafo/Gambetto: Pebax
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 12° -2° / +3°
Suola: Evo Scarpa/Vibram
Peso: 1585 g (25)
Attacchi: NTN
Scarpetta interna: Speed Pro G Wmn
Taglie: 22,5 - 27
Prezzo al pubblico suggerito: euro 529


Anton Palzer salta la Mountain Attack 2018

Appena domenica, parlando con Miky Boscacci della sua presenza alla prossima Mountain Attack, il nome del rivale più temibile era quello di Anton Palzer. Il tedesco aveva espresso qualche dubbio sulla sua presenza a Saalbach, ma l’anno scorso aveva vinto con record, è sulle locandine dell’edizione 2018, è uomo Red Bull, uno dei principali sponsor della manifestazione. E in più, è in gran forma: solo il giorno dell’Epifania ha vinto la prova del Pinzgau-Trophy a Leogang, sempre in Austria, anche quella in pista. Insomma ha la gamba come ha dimostrato nella vertical di Coppa del Mondo in Cina. Già la Coppa del Mondo, quella overall è il suo obiettivo stagionale e allora massima attenzione sulle prossime tappe. E niente Mountain Attack, come ha scritto in un post lunedì sulla sua pagina Facebook.


Ecco i vinvitori del Blogger Contest 2017

Si è appena chiusa la sesta edizione del Blogger Contest di Altitudini.it, un contest letterario/artistico del quale Skialper è partner. Erano 60 le unità multimediali ammesse (su un totale di 67 candidature complessive). Tra tutte le opere sono stati selezionati 27 autori che hanno concorso per la fase finale (comprese 5 audiostorie, la novità di questa edizione). Durante il mese di dicembre 2017 sono state esaminate le 27 unità multimediali finaliste da parte della giuria di premiazione composta da Sandro Campani (scrittore e camminatore), Ida Harm (artista, pittrice e fotografa), Fabio Palma (alpinista), Silvia Boschero (giornalista e conduttrice radiofonica ) e Lea Nocera (autrice radiofonica e blogger). La giuria attraverso l’applicazione di quattro criteri di giudizio (coerenza al tema del concorso; qualità del testo o dell’audiostoria; qualità delle immagini; qualità del blog personale), ha decretato vincitori.

COSA È - Da sei anni la redazione di altitudini.it organizza un confronto nazionale fra blogger, o meglio tra chiunque per passione o professione scrive su un proprio diario digitale o su una rivista online. Ad oggi vi hanno partecipato oltre 300 autori. Ogni anno viene proposto un tema (quest’anno il tema era Liberi di sbagliare, preso dal celebre racconto Ferro di Primo Levi in cui l’autore descrive l’esperienza vissuta in montagna con Sandro Delmastro come «la carne dell’orso») e il blogger è invitato a presentare una unità multimediale (un testo di 600 parole, tre foto e il blog dove normalmente scrive) che verrà valutata da una giuria. Per questa composita natura il Blogger Contest non è assimilabile a un concorso letterario e infatti la giuria valuta tutti i contenuti dell’unità multimediale assegnando ad ognuno specifici punteggi. Ma indipendentemente dalla classifica lo spirito del Blogger Contest è di far emergere dalla vastità della rete, esperienze e pensieri in forma di racconti e di creare una connessione fra persone che coltivano la medesima passione per la scrittura, non solo online.

 

Immagine tratta dal primo racconto classificato, di Eva Toschi

I VINCITORI - Al primo posto Eva Toschi con Sopravvivenza, seguita da Marco Battistutta con White Out e da Saverio D’Eredità con Due Solitudini. È stata inoltre premiata l’audiostoria La Volta Armata di Gianluca Stazi.

LE MOTIVAZIONI - «C’è una tensione che accomuna i tre racconti premiati, e altri molto belli fra quelli pervenuti - ha detto Sandro Campani, presidente della giuria ‘racconto breve’ -. Una tensione che scaturisce dalla messa in gioco di se stessi, nella Natura: la necessità di fidarsi dell’incerto, di accollarsi responsabilità a cui si teme di non poter far fronte, ma che pure non si possono evitare; e allora è come se qualcosa di cui non sospettavamo la presenza in noi, venisse in soccorso; uno sguardo di un altro livello, lucido, rarefatto, ghiacciato, forse incosciente. Non si tratta semplicemente di avventura: lì stava forse la difficoltà del tema scelto quest’anno per il contest, e i partecipanti, spesso con risultati notevoli, hanno accolto la sfida, travalicando l’avventura, o la disavventura, per arrivare a un punto in cui, sospesi, ci si specchia nei propri limiti, ci si soppesa, e ci si trova mancanti, e si trovano le forze per passare oltre; il corpo si blocca, le mani agiscono da sole; si diventa osservatori di se stessi, e si vede se stessi, quasi con stupore, andare oltre - e quando il pericolo è scampato, ci accorgiamo che siamo stati più consapevoli di quanto avessimo creduto: ecco il sapore della carne dell’orso».

Immagine tratta dal terzo racconto classificato, di Saverio D'Eredità

«Per la prima volta il Blogger Contest ha incluso le audiostorie tra le opere candidabili. Audiodoc, l’associazione italiana di audiodocumentaristi, ha accolto con favore e grande interesse questa decisione della Redazione Altitudini - ha detto Leo Nocera, presidente della giuria ‘audiostorie’ -. L’utilizzo di materiali sonori, il ricorso allo strumento audio e la scelta di usare suoni e voci per le narrazioni, anche grazie alla diffusione della strumentazione tecnica e alle possibilità offerte dalla rete – arricchiscono oramai i siti web e i blog; Altitudini, scegliendo di integrare questo formato, mostra di seguire con attenzione l’evoluzione dei blog e dei siti web, valorizzando il racconto nelle sue diverse forme, non più solo attraverso immagini e scrittura. Al concorso sono state presentate cinque audiostorie, un numero di gran lunga inferiore rispetto alle storie scritte che però sulla base di diverse considerazioni - novità del concorso, specificità del tema, maggiore complessità dal punto di vista tecnica e minore possibilità di improvvisazione - lascia comunque pensare a un esperimento riuscito, da ripetere e promuovere nelle edizioni successive».

PREMI SPECIALI

Premio Skialper

Matteo Pavana / ALDO

Vincenzo Agostini / PARETE SUD

Angelo Ramaglia / LA STORIA DI E E T

 

Premio special Adventure Awards Days

Alessandra Longo / LIBERA I PIEDI, LA MENTE SEGUIRÀ

Federico Rossetti / LIBERI DI SBAGLIARE, LIBERI DI (NON) VOLARE

Francesca Nemi / QUELLA TRAGEDIA CHE PORTI CON TE

 

Premio speciale SALEWA Get Verical

Mariolina Cattaneo / IL GIORNO DELLA MARMOCCHIA

 

Premio AKU

Carmine De Ieso e Alessio Salvini (Centro Sperimentale di Cinematografia, Abruzzo) / LA PARETE NORD DEL MONTE CAMICIA

 

 


Venerdì la Mountain Attack: in gara anche Michele Boscacci

Venerdì è il giorno della Mountain Attack. Una data nel mezzo di tanti campionati nazionali, dalla Svizzera alla Francia, oltre all’Italia. In Valle Aurina domenica si assegnano quelli individuali, ma a Saalbach tra gli azzurri in gara ci sarà anche Michele Boscacci.
«Sì, farò la Mountain Attack, ma ovviamente sarà anche ai Tricolori. A Saalbach ero già andato nel 2012 (secondo alle spalle di Kilian Jornet): mi era piaciuto tantissimo, per l’ambiente, per come gli organizzatori e il pubblico ci tengano a questa manifestazione. Adesso ci voglio tornare: è un periodo che sto bene ed è anche un periodo gestibile con le altre gare».

Non crediamo che tu vada a Saalbach in gita…
«Beh ci provo, ovviamente. Come darò tutto, se ne avrò ancora, anche in Valle Aurina. Gli avversari non mancheranno: gli austriaci, ma penso soprattutto a Palzer. Alla fine credo che ci sarà (ha fatto un post sulla sua pagina Facebook, con un dubbio sulla sua presenza alla Mountain Attack, ma visto che è uomo Red Bull e la Red Bull è sponsor della Mountain Attack…, ndr): fosse solo vertical in questo momento ne ha di più, ma su una gara lunga chissà».

Come ti trovi in pista?
«Bene direi. Quando ero andato a Saalbach era un po’ tutto nuovo per me, ma ero andato forte. Anche alla Sellaronda mi sono sempre trovato bene (ha vinto due volte, sempre con Lorenzo Holzknecht, nel 2012 e poi nel 2015, ex aequo con la coppia Palzer-Lenzi, siglando anche il tempo record di 3h04’40”, ndr): insomma sono convinto, poi come sempre la gara è la gara».


La Grande Course sbarca in Cina

La Grande Course sbarca in Cina. Una gara LGC era in programma già quest’inverno, ci sarà quasi sicuramente nel 2019. Ma intanto Adriano Favre, Alessandro Mottinelli e Marco Camandona (le anime di Trofeo Mezzalama, Adamello Ski Raid e Tour du Rutor Extrême, per chi non li conoscesse) sono pronti a ripartire direzione Oriente. «Non ci saremo solo noi - scherza Marco Camandona che era andato in Cina lo scorso anno per un primo sopralluogo - saremo in trentacinque, tra atleti (tra questi, Lorenzo Holzknecht, Stefano Stradelli, Tatiana Locatelli, François Cazzanelli, Daniele Cappelletti e Bianca Balzarini), organizzatori, tracciatori, guide alpine, piloti. Lunedì mattina partenza da Milano direzione Pechino, poi due voli interni per Altay, un po’ il quartier generale della manifestazione, insieme al paese di Hemu. Lì organizzeremo una demo-race per far conoscere lo ski-alp, ma anche per fare esperienza e non sbagliare quando faremo una vera prova LGC». La regione dello Xinjang, nell’estremo nord-ovest della Cina, infatti, punta molto su questi eventi per farsi conoscere, per promuovere, anche turisticamente, le proprie montagne. «Avremo anche una serie di incontri - ancora Camandona - con gli amministratori locali: credono molto in questo progetto e sono pronti a sostenerlo economicamente. Come La Grande Course dovremmo avere tutta la gestione organizzativa e tecnica della gara, mentre i cinesi si occuperebbero della parte mediatica e promozionale. Siamo in contatto con un’agenzia cinese che cura eventi outdoor, dal trail alla mountain bike, e adesso anche di ski-alp, e collabora anche con il comitato olimpico di Pechino 2020: saranno loro a seguire questi aspetti direttamente dalla Cina».


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