Hoenwarter e Kremer campioni mondiali lunghe distanze
I titoli assegnati alla Jungfrau Marathon
Sabato e domenica in Svizzera si è corsa una grande classica, la Jungfrau Marathon, quest'anno valida come Campionato del Mondo Lunghe Distanze WMRA (World Mountain Running Association). La gara femminile sabato e quella maschile domenica. Tra le donne successo della statunitense Stevie Kremer in 3h 22' 42'', davanti all'austriaca Sabine Reiner e alla statunitense Kim Dobson. Nella gara maschile da Interlaken alla Kleine Scheidegg, successo dell'austriaco Markus Hoenwarter in 2h 59' 42'' davanti allo sloveno Mitja Kosovelj e al keniano Hosea Tuei. Gara sfortunata per l'azzurro Marco De Gasperi, che ha dovuto ritirarsi dopo 5 chilometri a causa di un infortunio al ginocchio sinistro.
Tor, a Valgrisenche passano in testa Millet e Canepa
Per la valdostana 23 minuti di vantaggio sul tempo del 2011 della Gross
Evitando la sosta nel punto di ristoro di Valgrisanche, dopo 7h23’02’’ e 49 km di gara, il francese Gregoire Millet passa in testa al Tor des Géants. Precede di quasi 6’ Cristophe Le Saux, entrato per primo al ristoro, che ha invece optato per una condotta più prudente, fermandosi per circa 6 minuti e mezzo. Il tempo complessivo all’uscita del ristoro di Le Saux, 7h28’55’’, è praticamente identico a quello che aveva fatto registrare lo scorso anno. Seguono lo spagnolo Oscar Perez e il primo italiano, Nico Valsesia, con circa 28’ di distacco dal primo e una sosta al ristoro di circa 14 minuti.
Anche lo svizzero Jules Henry Gabioud ha optato per una sosta breve, 2 minuti, ed è uscito dal ristoro in 5° posizione con il tempo di 7h56’00’’.
Grande recupero per i valdostani Franco Colle e Dennis Brunod che escono dal ristoro in 8° e 9° posizione concedendosi una pausa di circa 5 minuti. Si stacca invece dai due Marco Zanchi che si concede una sosta più lunga di 15’ ed esce in 11° posizione.
non risulta invece transitato al ristoro lo svizzero Marco Gazzola.
Millet Gregoire (1962): tra i suoi risultati, 30° tor des Géants 2011, 1° Un tour en Terre de Jura 2011, 2° Trail du Tour de Fiz 2011.
1. Gregoire Millet 7h23’02’’
2. Cristophe Le Saux 7h28’55’’
3. Oscar Perez 7h45’29’’
4. Nico Valsesia 7h51’14’’
5. Jules Henry Gabioud 7h56’00’’
6. Pablo Criado Toca 7h56’21’’
7. Carles Rossel Falco 7h59’03’’
8. Franco Colle 8h02’09’’
9. Dennis Brunod 8h02’21’’
10. Gianluca Caimi 8h02’21’’
Tra le donne, passa in testa Francesca Canepa con il tempo di 8h36’34’’ seguita a 16’ da Lisa Borzani e a 20’ da sonia Glarey. Per la Canepa, 23’ di vantaggio sul tempo fatto registrare lo scorso anno dalla vincitrice Annemarie Gross. La sua sosta al ristoro è stata di 9’, contro i 40’ di Sonia Glarey e i 22’ di Lisa Borzani.
Francesca Canepa (1971): tra i suoi risultati, 2° UTMB 2012, 1° Trans D’Havet 2012, 1° Lavaredo Ultra Trail 2012, 1° the Abbot’s Way 2012, 1° Trail du Gypaete 2012, 1° Trail de Vulcain 2012.
1. Francesca Canepa 8h36’34’’
2. Lisa Borzani 8h52’50’’
3. Sonia Glarey 8h56’08’’
4. Patrizia Pensa 9h04’45’’
Tor des Geants: partenza velocissima per le donne
A La Thuile il primo uomo e' Le Saux
Si scoprono subito alcuni dei principali favoriti della vigilia di questo Tor des Géants 2012. Al primo punto di rilevamento cronometrico di La Thuile, dopo appena 17 km dal via, conduce infatti la gara il francese Christophe Le Saux (secondo nel 2011) con un vantaggio di 1’30’’ sullo svizzero Jules Henry Gabioud (primo nel 2011) e di 4’ sull’altro svizzero Marco Gazzola. Tutti e tre gli atleti sono transitati con un tempo inferiore rispetto allo scorso anno, due minuti per Le Saux e Gabioud e 4 minuti per Gazzola.
Il primo degli italiani è Nico Valsesia che, come annunciato alla vigilia, cerca di tenere il ritmo del suo amico Marco Gazzola. A circa un quarto d’ora di distacco dai primi, segue un gruppetto di atleti valdostani anche loro dati per possibili protagonisti alla vigilia; Franco Collè, Dennis Brunod e Marco Camandona. Per il campione Dennis Brunod, quindi, una partenza più prudente rispetto alla scorsa edizione.
Il primo italiano del 2011, Giancarlo Annovazzi, è in diciottesima posizione ma il suo tempo è inferiore di quasi 10’ a quello dello scorso anno.
1. Cristophe Le Saux 2h13’28’’
2. Oscar Perez 2h15’03’’
3. Carles Rossel Falco 2h15’07’’
4. Jules Henry Gabioud 2h15’09’’
5. Nico Valsesia 2h17’22
6. Marco Gazzola 2h17’33’’
7. Viola Enrico 2h17’43’’
8. Gregoire Millet 2h18’09’’
9. Marco Mangaretto 2h21’34’’
10. Gianluca Caimi 2h22’09’’
Tra le donne, la valdostana Sonia Glarey, recente vincitrice del Gran Trail Valdigne di 100 km, conduce con un vantaggio di 8’ su Lisa Borzani e di 12’ su Francesca Canepa, reduce lo scorso fine settimana da un secondo posto all’Ultra-Trail du Mont-Blanc. Il tempo della Glarey è inferiore di 21’ a quello fatto registrare lo scorso anno dalla vincitrice Annemarie Gross e a La Thuile registra anche il dodicesimo tempo assoluto. Tutte le prime 5 donne hanno comunque fatto registrare un tempo migliore della Gross nel 2011.
1. Sonia Glarey 2h22’21’’
2. Lisa Borzani 2h30’31’’
3. Francesca Canepa 2h34’30’’
4. Cinzia Bertasa 2h41’11’’
5. Patrizia Pensa 2h41’28’’
Gazzola: al Tor per dimenticare l'errore del 2011
Lo svizzero è pronto per l'endurance-trail valdostano
Occhi puntati sullo svizzero Marco Gazzola (1971) del Team Salomon Carnifast che domani mattina, alle ore 10:00 prenderà il via, per il secondo anno consecutivo, al Tor des Géant, l’endurance trail lungo i 330 km delle Alte Vie della Valle d’Aosta. Dopo la disavventura dello scorso anno, quando in testa alla corsa con un vantaggio di circa 4 ore sbagliò strada negli ultimi 10 km e venne squalificato, quest’anno Marco ci riprova. Nel corso della stagione Marco Gazzola si è classificato 2° al Running for Pititinga in Brasile, 3° all’Anapurna Mandala Trail in Nepal ed era in testa alla Swiss Irontrail di 200 km quando gli organizzatori hanno interrotto la corsa per le avverse condizioni meteo. Nel mese di agosto si è poi cimentato nell’attraversata del deserto del Salar, in Bolivia, in compagnia degli amici Nico Valsesia e Giovanni Storti. Marco affronterà il Tor des Géants con il solito spirito combattivo e con la spensieratezza che da sempre lo contraddistingue e che lo ha reso un personaggio molto amato nel mondo del trail running. Il suo intento è infatti quello di rivivere la grande avventura dello scorso anno, concentrandosi tanto sulla classifica quanto sugli innumerevoli paesaggi che incontrerà sul suo cammino. Marco ha voluto sdrammatizzare la tensione della vigilia inviandoci una sua fotografia che lo ritrae intento nella rifinitura finale: «Conoscendo i mitici volontari del Tor avranno preparato i sentieri meglio del mio prato, non vedo l'ora d'incontrarli lungo il percorso». Prenderanno parte al Tor des Gèants 655 concorrenti tra cui lo svizzero Jules Henry Gabioud, il francese Christophe Le Saux e lo Spagnolo Pablo Criado Toca, rispettivamente primo, secondo e terzo nell’edizione 2011.
Montecalvo e Botti nel Gigante Skyrace
A Gherardi e Pasquali il Cusna vertical K
La prima edizione del Gigante Skyrace e, contestualmente, del Cusna Vertical K, svoltasi nello scorso fine settimana, domenica, sull'Appennino emiliano, ha visto la partecipazione di circa 90 atleti. La gara, su tracciato che i concorrenti hanno valutato molto tecnico e con dislivello positivo importante, ha rischiato di dovere essere ridisegnata fino all'ultimo a causa del maltempo. Il vento, la nebbia, solo 2 gradi in vetta e la minaccia di pioggia hanno minato la tranquillità degli organizzatori. Nel trail (26 km, 2.000 D+) il bolognese Nicola Montecalvo con il tempo di 2h 52’ 48”, ha preceduto il trentino Ivan Ploner seguito dal reggiano Giuseppe Pellacani. In campo femminile si è vista la netta vittoria della scialpinista Giulia Botti che, con il tempo di 3h 19’ 31” ha preceduto rispettivamente Gabriella Fiocchi e Anna Bernazzoli. Il vertical (3,9 km, 1.000 D+) è stato vinto dal veterano della specialità Giuliano Gherardi che, con il tempo di 46’ 04” ha avuto la meglio sul castelnovese Marco Malagoli, seguito dallo stradista Gianmatteo Reverberi. Nelle donne, la prima ad arrivare sul Monte Cusna è stata Chiara Pasquali con il tempo di 57’ 41”, a seguire rispettivamente Francesca Lentini e Stefania Zambello.
Anche Profit al Tor des Geants
L'alpinista francese al via della gara di domenica
600 atleti in arrivo da 25 Paesi, 63 donne da 24 a 73 anni. E 581 persone in lista d'attesa. Ecco i numeri del Tor des Geants, l'endurance-trail della Valle d'Aosta in partenza domenica da Courmayeur. Tra di loro anche i favoriti.
SARA' LA VOLTA DI GAZZOLA - L'anno scorso aveva ampiamente vinto, quando fu vittima di allucinazione e tagliò il traguardo senza percorrere un tratto del tracciato. Quest'anno Marco Gazzola ci riprova. Con lui ci saranno anche il vincitore dell'anno scorso, Jules-Henry Gabioud, il francese Christophe Le Saux, secondo nel 2011, e il terzo, lo spagnolo Pablo Criado Toca. Tra le donne, assente Anne-Marie Gross, vincitrice delle prime due edizioni, dovrebbero giocarsela Patrizia Pensa e Giuliana Arrigoni.
PROFIT ULTRA-TRAILER - Tra gli uomini in gara anche Christophe Profit, alpinista francese che nel 1987 ha scalato in inverno Grandes Jorasses, Eiger e Cervino in sole 40 ore. «L'anno scorso sono venuto a Gressoney a seguire il mio amico Max Savio e ho trovato un ambiente straordinario, è una grande sfida basata sulla resistenza fisica e mentale, quel genere di sfida che piace a me».
IL VIA - La partenza è prevista alle 10 di domenica prossima da Courmayeur, mentre l'arrivo dei primi atleti sarà mercoledì verso le 14, sempre a Courmayeur.
Il Tor des Geants in radio
Emittenti locali per seguire gli atleti
Sette radio regionali per seguire gli atleti della regione in gara al Tor Des Geants, con interviste, aggiornamenti e reportage. Questa l'interessante novità proposta quest'anno dal Tor des Geant, l'endurance-trail della Valle d'Aosta in partenza domenica prossima da Courmayeur. Queste le radio che hanno aderito al progetto: Radio Millennium (Lombardia), Radio Antenna Uno (Piemonte), Ciao Radio (Emilia Romagna), Radio Savona Sound (Liguria), Radio Dolomiti (Trentino), Radio Metrò (Veneto), Radio Punto Zero Tre Venezie (Friuli Venezia Giulia).
Karrera e Reiter sempre piu' primi alla Transalpine
I due atleti vincono anche la tappa di Campo Tures
Primi anche nella quinta tappa della Gore-Tex Transalpine Run, da Prettau a Campo Tures. Iker Karrera e Philipp Reiter, del Team Salomon International, hanno rinforzato ieri la leadership provvisoria del ranking, a tre tappe dalla fine, battendo anche il record della frazione con 3h 37' 51''. Secondi, come nell'overall, Florian Holzinger e Volkmar Rolfes del Team Gore Running Wear. Nella gara femminile il Team Mountain Heroes di Gitti Schiebel e IIdikç Wermscher prime nella tappa e nel ranking. Lotta interessante per la vetta della overall mista, con Che Bustillo e Nuria Dominguez (Team Buff) davanti a Irene Senfter e Stefan Tschurtschenthaler (Team Superbike) di solo 4' 38''. Oggi si corre da Campo Tures a San Vigilio di Marebbe.
Pierantoni e Serafini vincono la Transpelmo
Nella gara femminile la trevigiana domenica ha fatto il vuoto
Il sole è arrivato a Palafavera quando gli ultimi concorrenti stavano tagliano il traguardo, fino a prima nuvole basse e una leggera pioggia avevano caratterizzato la giornata della Transpelmo, domenica scorsa. Dopo la partenza, data all'interno del Camping di Palafavera, gli atleti hanno iniziato a salire verso il rifugio Venezia prima di affrontare l'impegnativa rampa che conduceva alla forcella Val d'Arcia, GPM della giornata. Il percorso aveva un dislivello di sola salita di 1.296 metri con uno sviluppo di quasi diciassette chilometri. Davide Pierantoni degli Alpini Vicenza ed Elia Costa dell'Atletica Zoldo hanno corso spalla a spalla, giocandosi la vittoria solamente negli ultimi metri. Dietro di loro Nicola Giovanelli, Ruggero Berolo e Ivano Molin.
Nella gara femminile Silvia Serafini ha preso subito il largo staccando di qualche minuto Patrizia Zanette, in terza posizione correva la bellunese Angela De Poi. Appena dietro Cinzia Salvi e Fabia Gallina. La visibilità in forcella era diminuita drasticamente al passaggio dei due battistrada che non si sono lasciati spaventare e hanno iniziato la discesa che li avrebbe portati al controllo del Passo Staulanza in massima sicurezza. Al gran premio della montagna sono passati successivamente Giovanelli, Molin e Berolo. Nelle donne la fuoriclasse Serafini proseguiva la sua corsa indisturbata verso l'arrivo di Palafavera, Patrizia Zanette e Angela De Poi non riuscivano più ad avvicinarsi. Davide Pierantoni negli ultimi metri provava ad accelerare per portarsi a casa la vittoria finale, Elia Costa non riusciva a tenere il ritmo e si staccava di pochi metri. Alla fine Pierantoni ha vinto con il tempo di 1h 42' .52'' con un un solo secondo di vantaggio. Confermava la terza posizione Nicola Giovanelli, mentre Ruggero Berolo e Ivano Molin sono arrivati rispettivamente quarto e quinto.
La Serafini ha tagliato il traguardo fermando il cronometro in 2h 07' 51'', la Zanette è arrivata seconda con dieci minuti di ritardo. Completa il podio Angela De Poi.
Karrera e Reiter in testa alla Transalpine
La gara a tappe prevede ancora cinque frazioni
Dopo avere abbandonato l'Ultra-Trail du Mont Blanc per un tracciato che non considerava più consono alle sue caratteristiche, lo spagnolo Iker Karrera si sta consolando con il primo posto provvisorio nella Gore-Tex Transalpine Run, gara a coppie a tappe che porterà i runner dalla Germania alle Dolomiti italiane. Karrera, che ha fatto coppia all'ultimo con il giovanissimo collega tedesco del Team Salomon Philipp Reiter, si trova al primo posto del ranking provvisorio dopo la terza tappa. La prima tappa è stata vinta da Billy Burns e Ben Abdelnoor con un minuto di vantaggio, mentre nella seconda, anche a causa di un errore di percorso di questi ultimi, Karrera e Reiter sono arrivati con sette minuti di vantaggio e nella terza, ieri, sono arrivati al traguardo ancora primi con il tempo di 4h 38' 54''. La terza tappa prevedeva un percorso di 46,5 chilometri da Kitzbuehel e Neukirchen. Per concludere la gara di 320 chilometri e 15.000 metri di dislivello mancano cinque tappe.
Kilian, Mireia, Lenzi e Pellissier alla Becca di Nona
Il catalano ha partecipato a sorpresa alla gara valdostana
Venti centimetri di neve in quota hanno costretto gli organizzatori nel giro di qualche ora a preparare un percorso alternativo con 1950 metri di dislivello positivo per la Becca di Nona Skyrace. Sabato sera gli organizzatori, grazie ad alcune foto scattate dall'elicottero, hanno potuto verificare le condizioni del tracciato. «Troppa neve - ha detto Stefano Mottini responsabile del percorso - è troppo pericoloso portare oltre trecento persone sul percorso originale». Dopo aver spostato la partenza alle 9.45 per garantire ai tracciatori di segnalare il nuovo tracciato, i concorrenti della nona prova del Valetudo Moutain Running International Cup, sono partiti dalla centralissima piazza Chanoux di Aosta per salire verso Charvensod. Damiano Lenzi (CS Esercito), iscritto nella gara di sola salita e Kilian Jornet Burgada, arrivato a sorpresa all'ultimo minuto, hanno preso subito il comando della gara e non essendo in concorrenza diretta hanno deciso di tirarsi l'uno con l'altro. I due hanno continuato a macinare metri di dislivello come se fossero in passeggiata, Kilian ha deliziato gli operatori video sull'elicottero con saluti, salti e piroette. Due cavalli di razza allo stato brado che correvano tra gli alpeggi di Comboè.
GLI ALTRI - Alle loro spalle Matheo Jacquemoud (Team Crazy Idea) e Ionut Zinca (Valetudo Skyrunning), il primo alla caccia di Lenzi, mentre Ionut, attuale leader della classifica generale del Valetudo Mountain International Running, aveva nel mirino il fuoriclasse spagnolo Kilian. Nelle due gare femminili, la spagnola Mireia Mirò (gara di sola salita) e Gloriana Pellissier (CS Esercito) già al controllo di Ponteille avevano messo nello zaino la vittoria finale. La Mirò aveva guadagnato su Christiane Nex poco meno di tre minuti, mentre la Pellissier poteva vantare di un vantaggio di tre minuti su Debora Cardone. Tra la spagnola e la valdostana c'erano solamente quarantaquattro secondi. Dopo il passaggio di Col Finestra, all'arrivo della seggiovia di Chamolè, Damiano Lenzi alzando le mani al cielo, lascia sfilare il suo compagno d'avventura e ferma il cronometro in 1.46.07, vincendo così per la seconda volta la gara di sola salita della Becca di Nona. In seconda posizione si conferma Matheo Jacquemoud con il tempo di 1.51.44. Completa il podio Erik Benedetto. Mireia Mirò conferma la prima posizione con il tempo di 2.09.35, mentre in seconda posizione si classifica Christiane Nex. Sul terzo gradino del podio sale Barbara Cravello.
LA DISCESA - Kilian Jornet Burgada inizia la discesa in completa solitudine potendo gestire un vantaggio di tre minuti su Ionut Zinca dietro al leader del circuito transita al controllo Fabio Bazzana anche lui portacolori della Valetudo. Kilian si affaccia al rettilineo finale salutando il pubblico valdostano e sorridente come al solito taglia il traguardo in 2.29.24. In seconda posizione giunge il rumeno Ionut Zinca con poco più di un minuto di ritardo. Fabio Bazzana, primo degli italiani, è terzo con il tempo di 2.38.20. In quarta posizione Claudio Garnier autore di una discesa mozzafiato. Il francese Jerome Bosch è quinto. Nella gara femminile Gloriana Pellissier scrive per la settima volta il proprio nome nell'albo d'oro della Becca di Nona. L'azzurra dello scialpinismo chiude con il tempo di 3.03.32, alle sue spalle Debora Cardone, il monumento della corsa in montagna Emanuela Brizio è terza. In quarta posizione chiude Cecilia Mora, mentre Ester Scotti è quinta.
UTMB, riflessioni e polemiche
Mancanza di percorsi alternativi, precedenti...
Archiviata la cronaca sportiva che come ogni anno ha regalato forti emozioni a tutti gli appassionati della disciplina, la decima edizione dell’UTMB® continua ad alimentare un’accesa discussione inerente alla modifica del percorso originario a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Un meteo che negli ultimi anni sembra avere deciso di accanirsi con particolare veemenza contro la corsa regina nel panorama del trail running internazionale. Nelle ultime tre edizioni, infatti, la prova non si è potuta disputare lungo il suo percorso programmato, quello di 168 km e 9.600 metri di dislivello positivo, con partenza e arrivo in Francia e transito da Italia e Svizzera.
I PRECEDENTI - Nel 2010 la direzione di corsa decise di fermare gli atleti dopo 32 km nei pressi di Les Contamines per poi far riprendere la corsa il giorno dopo con partenza da Courmayeur e arrivo a Chamonix su un percorso di circa 90 km. Il vincitore delle due edizioni precedenti, lo spagnolo Kilian Jornet, e altri atleti di vertice, decisero di non prendere parte alla ripartenza prevista. Nel 2011 la partenza fu posticipata di qualche ora e il percorso non contemplò la salita di Bovine e quella alla Téte aux Vents. La corsa risultò essere più lunga di quella in programma di circa 6 km. Quest’anno, la corsa è stata ridotta a poco più di 100 km interamente sul versante francese. Come avvenuto nel 2010, alcuni atleti di vertice hanno deciso di non prendere parte alla prova. L’UTMB è una corsa che contempla necessariamente dinamiche organizzative alquanto complesse. La sua lunghezza che si snoda attraverso svariati territori comunali e tre nazioni differenti, il numero di 2.500 concorrenti impegnati e un vero proprio “esercito” di volontari da coordinare, solo per citare alcuni aspetti, sono elementi che rendono alquanto delicate qualsiasi variazioni di programma, in particolare se queste devono essere decise in tempi ristretti.
LE POLEMICHE - Nei commenti post gara, molti si domandano invece se realmente le condizioni meteo fossero tali da rendere necessaria una modifica del percorso al fine di tutelare l’incolumità degli atleti. Se nel 2010 si era infatti parlato di smottamenti provocati dall’acqua nei pressi del col de la Seigne, quest’anno le preoccupazioni erano concentrate principalmente sulle basse temperature. Nessun tipo di pericolo ambientale oggettivo, se non il freddo, è stato comunicato da parte degli organizzatori quale motivo della decisione. E questo aspetto desta perlomeno curiosità se riferito a quella che è considerata una delle gare all’avanguardia in tema di dotazione di materiale obbligatorio richiesta agli atleti. La dotazione più completa nel panorama generale delle corse in natura a livello mondiale. A poche ore dal via, l’organizzazione della corsa aveva addirittura comunicato agli stessi atleti, tramite sms, che sarebbe stato obbligatorio avere con se uno strato aggiuntivo di abbigliamento, passando quindi da 3 a 4 strati.
Per molti, la decisione è stata letta più come una tutela nei confronti dell’organizzazione stessa che non della reale incolumità degli atleti. C’è chi si domanda se gli elementi naturali come il freddo, la pioggia e la neve, ovviamente non di portata estrema, debbano o meno essere contemplati come variabili naturali insite nella corsa in natura e in particolare in quella svolta in montagna.
DUBBI - I dubbi principali in queste ore che seguono l’UTMB® 2012, riguardano essenzialmente due aspetti su tutti e che sono strettamente collegati al tema della sicurezza:
- Mancata comunicazione preventiva, nei mesi precedenti, di uno o più percorsi alternativi con tutte le relative specifiche tecniche. Visto è considerato che per il secondo anno i colli Bonhome e Seigne hanno costituito uno sbarramento naturale al transito sul versante italiano, la loro esclusione dal percorso è un’ipotesi ormai da tenere in seria considerazione. Tra la notte di venerdì e la giornata di sabato, 2.481 concorrenti sono partiti da Chamonix lungo per affrontare circa 100 km senza avere quelle specifiche tecniche che sono da sempre ritenute fondamentali per la sicurezza da parte di tutti gli organizzatori, compresi gli stessi organizzatori dell’UTMB®.
- Mancata interruzione, nello stesso frangente, della PTL (Petite Trotte a Leon) che prevede passaggi oltre i 2.000 metri di quota e dove gli atleti coinvolti sono provati da svariati giorni di percorrenza.
Come ogni anno, quindi, l’UTMB farà parlare di se ancora per molto nei prossimi mesi.












