La famiglia Dapit si porta a casa l'Elba Trail

Vittorie meritate di Fulvio e della moglie Stephanie Jimenez

Il francese Guillaume Peretti (AC Corte) ci ha provato per ben due volte. Forte della consapevolezza di essere tecnicamente molto dotato in discesa, non ha però fatto i conti con il fuoriclasse Fulvio Dapit (Team Crazy), esperienza da vendere, anche lui ottimo discesista, ma con una marcia decisamente superiore in salita. Peretti ha tentato l’allungo proprio in due discese, lasciando inizialmente quasi incredulo Dapit. Sull’ultima salita, però, l’italiano è partito, imprimendo un ritmo insostenibile per Peretti. Per Fulvio Dapit, grande vittoria con il tempo finale di 6h07.21 e un vantaggio di 9’ proprio su Guillaume Peretti e di 28’ su Sergio Vallosio (Team Salomon Agisko). Ottime le prestazioni di Michael Dola (Courmayeur Trailers), quarto e Alessandro Galizzi (Atletica Isola d’Elba), quinto.

JIMENEZ SU TUTTE -
Tra le donne, dominio assoluto di casa Dapit con la vittoria della moglie Stephanie Jimenez (Team Salomon Agisko) in 7h21’45’’ che porta a casa anche il nono tempo assoluto. Dietro di lei, il vuoto. Maria Catena Pizzino (Pavanello), seconda classificata, accusa un ritardo di 1h17’, Francesca Mai (I Muscoli del Lario) di oltre un'ora e mezza.

ORMAI UNA GRANDE CLASSICA - 
I primi caldi di stagione e i 57 km del percorso hanno messo a dura prova i 265 atleti che hanno preso il via. Al termine della gara, infatti, si contano 188 atleti giunti al traguardo e 110 ritiratisi. Festeggiano quindi gli organizzatori dell’atletica Isola d’Elba che come ogni anno hanno saputo coinvolgere la quasi totalità degli abitanti di Marciana Marina (Li) offrendo a tutti gli atleti un’ospitalità di altissimo livello.

TOP 5 MASCHILE
1 DAPIT FULVIO (TEAM CRAZY) 6h07'21
2 PERETTI GUILLAUME (AC CORTE) 6h16.25
3 VALLOSIO SERGIO (TEAM SALOMON AGISKO) 6h25.12
4 DOLA MICHAEL (COURMAYEUR TRAILERS) 6h49.23
5 GALIZZI ALESSANDRO (ATLETICA ISOLA D'ELBA) 7h0013

TOP 5 FEMMINILE
1 JIMENEZ STEPHANIE (TEAM SALOMON AGISKO) 7h21.45
2 PIZZINO CATENA (A.S.D. PAVANELLO) 8h38.41
3 MAI FRANCESCA (I MUSCOLI DEL LARIO) 8h53.54
4 CARLINI ALESSANDRA (TEAM SALOMON AGISKO) 9h29.14
5 GUALCO FRANCESCA (MARATONETI DEL TIGULLIO) 9h35.21              


Lake Sonoma, brilla nuovamente la stella Canaday

Ennesima vittoria con record, c’è gia' chi sogna la sfida con Kilian

L’americano Sage Canaday (Team Scott), classe 1986, è senz’ombra di dubbio la grande rivelazione dell’ultra running di questo inizio di stagione. Lo scorso anno aveva incominciato ad attirare l’attenzione dei media con il secondo posto alla UROC, dietro a Max King. Da inizio anno la sua corsa alle vittorie e record sembra inarrestabile. A gennaio ha vinto negli Stati Uniti la Bandera 100 km, rifilando 40’ a Dave MacKey e stabilendo il nuovo record della corsa. A marzo nuova vittoria e nuovo record della gara alla Tarawera 100 km. A farne le spese, il connazionale Timothy Olson, distaccato di 3’.

IL TERZO RECORD STAGIONALE - Sabato, infine, terza vittoria e terzo record stagionale alla Lake Sonoma 50 miglia. Alle sue spalle, il neo acquisto di casa Salomon, Cameron Clayton (Team Salomon) e il campione del mondo di corsa in montagna Max King (Montrail). In questo caso, Canaday ha messo in evidenza anche la sua maturità tattica lasciando sfogare i suoi due connazionali per quasi tutta la gara. A 8 miglia dall’arrivo li ha prima raggiunti e poi inesorabilmente distaccati, andando a tagliare il traguardo con un fantastico 6h14’55’’, nuovo record del percorso strappato a Dakota Jones che lo scorso anno vinse in 6h17’27’’. Clayton, secondo classificato, ha accusato un distacco di 11’30’’, King di 19’, a dimostrazione dell’assoluta superiorità di Canaday.

E ADESSO VIENE IL BELLO -
E adesso, tutti gli appassionati dell’ultra running attendono con ansia la sfida stellare della Transvulcania, prima tappa delle Skyrunner® World Series 2013, in programma l’11 maggio,  dove Canaday se la vedrà con quasi tutti i migliori al mondo, in primis lo spagnolo Kilian Jornet. Vittoria con record anche per la vincitrice femminile Cassie Scallon (Salomon) in 7h47.42. 

TOP TEN UOMINI

Sage Canaday (Scott)  6h14.55
Cameron Clayton (Salomon) 6h26.24
Max King (Montrail)  6h33.57
Jorge Maravilla (Salomon) 6h39.05
Dave Mackey (Hoka One One) 6h40.46
Chris Vargo 6h40.51
Joe Uhan (Pearl Izumi) 6h41.10
Galen Burrell 6h42.09
Ryan Ghelfi 6h46.13
Nick Clark (Pearl Izumi) 6h53.10

TOP 5 DONNE

Cassie Scallon (Salomon) 7h47.42 
Joelle Vaught (Montrail) 8h02.39 
Amy Sproston (Montrail) 8h04.11 
Rory Bosio (The North Face) 8h08.37 
Meghan Arbogast (Scott) 8h15.58 


Colmen Trail 2013 a Morbegno, la cronaca

Vincono Stefano Butti e Stephanie Frigerie

Una spettacolare domenica di primavera ha salutato la prima edizione del Colmen Trail, la gara podistica griffata Team Valtellina, disegnata sulle pendici della "Montagna Magica" che domina Morbegno. 187 i trailer che hanno risposto presente all'invito del presidente Vitale Tacchini e del suo staff che, per l'occasione, è riuscito a creare un'importante sinergia con diversi gruppi del territorio; in primis l'associazione Colmen. Obiettivo comune valorizzare e fare conoscere  il potenziale escursionistico della Bassa Valtellina.

Visti i responsi unanimi e la bellissima giornata di sole, che dire se non “Missione Compiuta”!!    

LA CRONACA DI GARA:
  Al passaggio di  Santa Croce Stefano Butti guidava il gruppo di testa composto da Giovanni Tacchini e Francesco Della Torre. Al femminile un terzetto al comando con la transalpina Stephanie Frigerie a dettare il passo alla compagna di club Sara Asparini e alla lecchese Debora Benedetti. 

I saliscendi che portano al primo punto ristoro, posto all'interno della comunità "la Centralina", ha visto dei primi cambiamenti con il locale Francesco Della Torre che ha dato il cambio a Butti e Tacchini. Nella prova in rosa Frigerie manteneva il comando davanti alla lecchese Chiara Gianola e alla talamonese Elisa Sortini. Come al solito, la discesa ha rimescolato le carte in tavola. Sul ripido ciottolato di Campovico, dopo circa 35' di gara, i ragazzi di casa "c'hanno provato" portando al comando l'esperto Dario Songini, capitan Giovanni Tacchini, il giovane Marco Leoni e il trailer Saverio Monti.      

Biancoazzurri davanti anche al femminile:  sempre Frigerie davanti alle compagne di team Sortini - Asparini e alla portacolori del Team la Sportiva Chiara Gianola.   A Paniga, dove il sentiero è tornato a salire verso l'abitato di Desco, un quartetto ha tentato la fuga distanziando di 20" il resto della ciurma. Giovanni Tacchini, Stefano Butti, Francesco Della Torre e Andrea Calcinati i nomi dei fuggitivi... Nessun cambiamento nella graduatoria in rosa con il terzetto Frigerie, Sortini, Asparini.  Spettacolo allo stato puro sui sentieri tirati a nuovo della Colmen: il traversone con ferrata e la selettiva ascesa verso la vetta hanno regalato splendidi scorci di Valtellina a tutti i concorrenti. E se nelle retrovie qualcuno ne ha approfittato per scattarsi pure qualche foto, davanti i ritmi sono sempre rimasti sostenuti con il terzetto Tacchini, Butti, Calcinati che in 1h20' erano già all'abitato di Dazio.       

Al passaggio al GPM della gara, la transalpina Frigerie ha confermato una leadership mai in discussione. Alle sue spalle bel rientro di Monia Acquistapace transitata in seconda posizione davanti ad Elisa Sortini.  Al traguardo di Morbegno, come da pronostico arrivo in solitaria per la stella dell'Osa Valmadrera Stefano Butti. Alle spalle dello skyrunner della scuderia Crazy Idea  crono di 1h50'18" e successo di giornata sui biancoazzurri Andrea Calcinati - 1h51'59"-  e bronzo sulle spalle di Giovanni Tacchini - 1h53'01"-. A seguire troviamo Saverio Monti e Francesco Della Torre. 

Grande prova quella della transalpina Frigerie che dopo avere controllato le avversarie ha innestato il turbo vincendo in 2h23'57". Sul podio con lei Monia Acquistapace dello Sport Race - 2h24'50"- ed Elisa Sortini del Team Valtellina 2h26'53".    


Fornoni e Bertasa, vittoria e record al Gorrei

Gli atleti hanno avuto nel caldo un nemico in piu'

Gli oltre 300 concorrenti del Trail del Gorrei di 46 km, questa mattina hanno dovuto affrontare, oltre le difficoltà del percorso, anche il primo vero caldo di stagione. Un continuo sali e scendi lungo i boschi dell’entroterra di Ovada, in provincia di Alessandria, che non ha mai dato tregua agli atleti e un tracciato che ha offerto non pochi scorci panoramici sull’arco alpino ancora ben innevato. Partenza, come da tradizione, dal piccolo abitato di Moretti di Ponzone poco prima delle 9:00. Nella gara maschile, come da pronostici, Daniele Fornoni (Team Tecnica) ha da subito preso il comando della corsa, in compagnia di Filippo Canetta (Team Salomon Agisko), seguiti da un ottimo Fabio Pozza (Cuore da Sportivo). Anche in campo femminile, pronostici rispettati con Cinzia Bertasa (Team Tecnica) che ha condotto dall’inizio alla fine. Un unico colpo di scena, sempre per le prime posizioni, quando Marco Zarantonello ha raggiunto Fabio Pozza a pochi km dall’arrivo ma con quest’ultimo che rilancia l’andatura arrivando poi al traguardo con un vantaggio di 1’18’’ e un terzo posto assoluto. Vince quindi la prova Daniele Fornoni con il tempo finale di 4h24’28’’, ottenendo così anche il nuovo record del percorso, davanti a Filippo Canetta in 4h37’42’’. Per Fornoni, l’ennesima vittoria in carriera. Il piemontese, ha mostrato al numeroso pubblico sul percorso il suo usuale gesto tecnico al limite della perfezione. Osservarlo, semplicemente un piacere. Tra le donne, il tempo della vincitrice Cinzia Bertasa è di 5h10’46’’, anche lei con il nuovo record della corsa, e precede Stefania Albanese (Star) di 19’ e Simona Morbelli (Team Salomon Agisko) di 42’. Organizzazione impeccabile a cura dell’associazione AcquiRunners con percorso ottimamente segnalato, ristori abbondanti e atleti visibilmente soddisfatti durante il pranzo conclusivo. 

CLASSIFICA MASCHILE
1 FORNONI DANIELE (TEAM TECNICA ITALIA) 4h24'28''
2 CANETTA FILIPPO (TEAM SALOMON AGISKO) 4h37'42''
3 POZZA FABIO (CUORE DA SPORTIVO) 4h52'58'' 
4 ZARANTONELLO MARCO (TEAM SALOMON AGISKO) 4h54'16''
5 RAVARINO GIOVANNI (SAI FRECCE BIANCHE) 5h00'37''

CLASSIFICA FEMMINILE
1 BERTASA CINZIA (IZ SKYRACING TEAM TECNICA) 5h10'46''
2 ALBANESE STEFANIA (S.T.A.R. ASD) 5h29'25''
3 MORBELLI SIMONA (TEAM SALOMON AGISKO - GLI ORSI) 5h52'29''
4 BELLOTTO CECILIA (I RUN FOR FIND THE CURE) 5h58'43'' 
5 IMAZIO MARISA (ASD TRAIL RUNNING) 6h05'01''    


Ahansal e Hicks, la Marathon des Sables e' vostra!

Poker del marocchino che si riprende lo scettro

Avevamo preannunciato che nell’ultima tappa, la marathon di 42 km, ci si sarebbe giocato tutto. Così è stato, perlomeno per le posizioni più basse del podio. Ne ha fatto le spese l’italiano Filippo Salaris, comunque con un quarto posto finale che vale molto, ma che non è riuscito ad amministrare i 12 minuti abbondanti che aveva sullo spagnolo Miguel Capo Soler alla vigilia dell’ultima tappa, la sesta. Il tempo finale di ieri è impietoso, Capo Soler 3h30’25, Salaris 3h45’34. Tra i due, 2’55’’ di distacco nella generale. Onore al più forte, lo spagnolo, che conquista un podio che vale un’intera carriera. Per i primissimi posti, il marocchino Mohamad Ahansal gestisce alla perfezione il suo vantaggio e lascia la gloria di giornata anche al connazionale Aziz el Akad, vincitore di giornata in 3h18’36’’. Secondo sempre di giornata, il giordano Salameh El Aqra che mantiene anche il secondo posto nella classifica finale. Ieri una tappa durissima anche per l’altro italiano, Marco Olmo, che non va oltre la ventiseiesima posizione assoluta ma che ottiene un tredicesimo posto nella generale che lo conferma ancora tra i migliori specialisti mondiali. Tra le donne, seconda vittoria di tappa consecutiva per l’americana Meghan Hicks che stacca di 12’ la britannica Joanna Meek e di 27 l’altra britannica Zoe Salt. La ventittesima Marathon des Sables al femminile parla quindi statunitense con la Hicks che rifila quasi un’ora alla Meek e 2h21’ alla Salt. Nono posto di tappa per l’italiana Alice Modignani che entra anche nella top ten femminile della classifica finale con uno splendido 7° posto.

MOHAMAD AHANSAL -
Mohamad (1973) e il fratello Lahcen 1971, originari di Jbel Bani, vicino a Zagora, in Marocco, sono la storia vivente della corsa marocchina. Con quella di quest’anno, sono 15 le vittorie che i fratelli Ahansal si sono portati a casa, dal 1997 ad oggi. Negli ultimi 11 anni, solo lo scorso anno uno dei due non è salito sul gradino più alto del podio. Nel 2000, i due fratelli coronarono un loro grande sogno per opera di Patrick Bauer, il patron della Marathon des Sables. Parteciparono infatti alla New York Marathon. Mohamad giunse quarantaquattresimo in 2h30’29’’, Lahacen sessantatreesimo in 2h34’10. Entrambi molto lontano dai loro personali di circa 2h16’ ma ricchi di un’esperienza inaspettata. Nel 2001, Lahcen vinse la Swiss Alpine Marathon di 78 km e Mohamad arrivò terzo. Stesso copione nel 2004 dove però Mohamad arrivò secondo e tra i primi sette classificati solo due atleti non furono marocchini. Il settimo, infatti, fu un certo Marco Olmo. Nel corso degli anni, Mohamad ha sempre cercato di uscire dalla popolarità della terra nativa, volendo dimostrare di essere un atleta competitivo anche oltre il deserto. Nel 2009 fu la volta dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc dove però concluse la sua gara in centiventicinquesima posizione, a più di 10 h dal vincitore Kilian Jornet. L’anno successivo, fu invece la volta della Réuninon dove giunse quarantacinquesimo a 12 h sempre dallo stesso Kilian Jornet. Nel 2011 tocco alla Transvulcania e le cose andarono meglio. Si classificò quinto assoluto a 44’ dallo spagnolo Miguel Heras. Nel 2012 infine giunse quindicesimo alla Transgrancanaria a 4h10’ dal francese Sebastien Chaigneau. A maggio, Mohamad ci riprova nuovamente con la Transvulcania e dovrà vedersela con il gotha dell’ultra running mondiale. 

CLASSIFICA DEFINITIVA

MASCHILE
1 AHANSAL Mohamad (MAR - UVU RACING) 18H59'35
2 AL AQRA Salameh (JOR - JORDANIAN AND KUWAITI TEAM) 19H41'15
3 CAPO SOLER Miguel (ESP) 20H19'31
4 SALARIS Antonio Filippo (ITA - FREELIFENERGY) 20H22'26
5 EL AKAD Aziz (MAR - SOLIDARITE MDS MAROC) 20H37'02
6 AKHDAR L houcine (MAR - UVU RACING) 20H59'41
7 GOMES DE SA Carlos Alberto (POR) 21H20'52
8 AKHDAR Samir (MAR - UVU RACING) 21H27'53
9 LE SAUX Christophe (FRA - ULTRABAG MDS/WAA 1) 21H31'23
10 KENDALL Danny (GBR) 21H46'03

ALTRI ITALIANI
13 OLMO Marco (ITA - ULTRABAG MDS/WAA 1) 23H47'57
33 TONON Lino (ITA) 27H30'21
37 CAMOZZI Massimo (ITA) 27H42'29
67 TONON Renzo (ITA) 28H52'00
78 SCIARRA Cesare (ITA) 29H21'35
80 DAL GRANDE Nicola (ITA - RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM)
29H22'39
97 RUBNER Matthias (ITA) 30H13'28

FEMMINILE
1 HICKS Meghan (USA - DREAMCHASERS) 24H42'01
2 MEEK Joanna (GBR) 25H41'01
3 SALT Zoe (GBR - SOLIDARITY MDS) 27H03'58
4 GRANT Sophie (NZL) 28H55'47
5 WATTS Amelia (GBR) 29H23'28
6 SHIAW HWA Janet (CHN) 30H06'12
7 MODIGNANI Alice (ITA - RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM) 30H28'16
8 CRAWFORD Cynthia (USA - DREAMCHASERS) 31H06'05
9 ELOSEGUI Leire (ESP) 31H32'52
10 PAOLILLO Marie France (FRA - SESSAD ENVOL LORRAINE) 32H31'58
11 DOYEN Edith (FRA - ROSEAU DES SABLES) 32H38'03

ALTRE ITALIANE
PANCALDI Federica (ITA) 53H52’32 


Domenica il Trail dei Gorrei

Tra le donne sfida tra Cinzia Bertasa e Simona Morbelli

Come consuetudine, il piccolo abitato di Moretti di Ponzone (AL), è pronto a ospitare il sesto Trail dei Gorrei, manifestazione organizzata dall’associazione AcquiRunners. Due percorsi in programma, 46 km e 2.450 m D+, e 23,5 km e 1.125 m D+. La quota massima per il percorso lungo è posta a circa 850 m e il tempo massimo a disposizione è fissato in 8h30’. Sono circa 350 gli atleti iscritti, 171 per la 46 km e 179 per la 23 km. Il Trail dei Gorrei è valido come quarta prova stagionale del Circuito Trail dei Monti Liguri.

UOMINI -
In campo maschile, nella 46 km, favorito d’obbigo Daniele Fornoni (Team Tecnica). Subito dietro, molti atleti che si contenderanno il podio, tra cui, Roberto Beretta (Team Tecnica), Filippo Canetta (Team Salomon Agisko), Fulvio Chlò (Courmayeur Trailers), Ernesto Ciravegna (Team Salomon Agisko), Roberto Pittaluga (Sant’Olcese), Marco Zarantonello (Team Salomon Agisko) e Francesco Zucconi (Team Tecnica).

DONNE -
In campo femminile le attenzioni sono tutte per la sfida tra Cinzia Bertasa (Team Tecnica), reduce dalla vittoria al Capraia Wild Trail di domenica scorsa e Simona Morbelli (Team Salomon Agisko), reduce da un buon avvio di stagione con il secondo posto all’Ultrabericus Trail a marzo. Tra le altre possibili protagoniste, Luana Bellagamba (Courmayeur Trailers).

LA CORTA -
Sulla 23 km, ci si attende una sfida serrata tra i compagni di team (Team Salomon Agisko), Alberto Gisellini, recentemente vincitore del Trail di Marmorassi, Giulio Ornati, secondo alla Maremontana 24 km e Fabio Toniolo, già vincitore quest’anno alla Mezza 5 Cerchi di Pragelato. Lo scorso anno si imposero Fabrizio Roux (Team Salomon Carnifast) in 4h34’28’’ e Katia Fori (Team Tecnica) in 5h42’09’’.  


350 al via dell'Elba Trail

Domani parte favorito Fulvio Dapit

Domenica al via la sesta Edizione dell’Elba Trail 'Eleonoraxvincere'. L’atletica Isola d’Elba quest’anno propone un percorso allungato rispetto alle precedenti edizioni, 57 km e 3.500 m D+ con partenza e arrivo a Marciana Marina (Li). Partenza prevista alle ore 6:00 del mattino. Per gli oltre 350 atleti iscritti alla prova più lunga, l’occasione di correre nello splendido contesto naturale offerto dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Come di consueto, il punto culminante della gara sarà sul Monte Capanne, a 1.019 metri di quota. Il tempo massimo a disposizione per completare il percorso è stato fissato in 12 ore. L’Elba Trail anche quest’anno è tappa del Salomon Trail Tour Italia e, come consuetudine, avrà una finalità sociale in quanto tutti i proventi verranno devoluti in beneficenza alla Onlus Amici del Madagascar.

GLI UOMINI -
Tra i pretendenti alla vittoria finale, in campo maschile su tutti spicca il nome di Fulvio Dapit (Team Crazy), reduce lo scorso anno dalla vittoria con record alla Maddalene SkyMarathon, la vittoria al Sellaronda Trail Running e l’ottimo decimo posto ai Templiers in Francia. Cercheranno di dargli battaglia, tra gli altri, Gianluca Galeati (Team Tecnica), Gianfranceso Ranieri (Distanceplus), Sergio Vallosio (Team Salomon Agisko), Nico Valsesia (Team Salomon Agisko) e Diego Vuillermoz (La Sportiva Mountain Running).

LE DONNE -
In campo femminile, i pronostici portano ugualmente in casa Dapit con la moglie Stephanie Jimenez (Team Salomon Agisko), al rientro dopo una stagione interlocutoria che l’ha comunque vista protagonista con la vittoria con record alla Gran Sasso SkyRace e i due secondi posti al Giir di Mont mini SkyRace e alla Maddalene SkyRace. A insediarle il possibile primato, Alessandra Carlini (Team Salomon Agisko) e Francesca Gualco (Maratoneti del Tigullio).  


Gioie e dolori nel 'tappone' desertico

MdS Live - Il resoconto del nostro inviato Paolo Secco

Sono tante le emozioni provate in queste due lunghe giornate che hanno caratterizzato 'il tappone' tanto che è difficile riordinare le idee e cercare di imprimere tutte le sensazioni provate. La stanchezza incomincia ad insinuarsi anche nel fisico e nella mente degli uomini e delle donne che compongono l’enorme macchina organizzativa della MdS, quindi anche per noi giornalisti e fotografi. La sala (tenda) stampa ora è gremita in quanto un nutrito gruppo di giornalisti provenienti da tutto il mondo è arrivato al bivacco oggi, solo il tempo di 'annusare' l’atmosfera del campo e gustarsi gli ultimi giorni di gara.

LA PARTENZA VISTA DALL’ALTO -
Il tappone, come da tradizione, ha preso il via con due partenza separate. Il gruppone, composto da tutti i concorrenti ancora in gara con classifica a partire dalla cinquantunesima posizione, è partito alle ore 8,30, mentre i top 50 in classifica alle 12. Questo sistema è studiato al fine di permettere anche ai corridori, e ai camminatori, normali, di poter ammirare l’azione di corsa dei primi. Vedere correre a 4’/km (15 km/h) un atleta sulla sabbia e con lo zaino in spalla è veramente uno spettacolo; chi s’intende di corsa potrà certamente capirmi. Ovviamente la differenza di tempo verrà registrata dai cronometristi. Oggi ho la fortuna di essere caricato sull’elicottero e quindi poter ammirare dall’alto il via. Mi appresto a salire con non poco timore avendo visto nei giorni precedenti le evoluzioni che il pilota compie al fine di poter permettere riprese spettacolari. Eddie (il pilota) è capace di virate al limite delle gravità e passaggi radenti come pochi altri al mondo; alla fine tutto andrà per il meglio. Dopo aver fotografato lo start dall’alto, parto immediatamente con il mio autista al fine di incominciare anch’io la lunga giornata che caratterizzerà lo svolgersi di questi 75,7 km.

LA PROFEZIA DI SALARIS -
Il primo riscontro è al CP 1. Incito Salaris in decima posizione, lui in tutta risposta, correndo un falsopiano sabbioso in salita, mi risponde dicendomi 'se sto bene li riprendo tutti e poi festeggiamo mangiando la bottarga'. Così sarà… alla fine l’italiano arriverà terzo, riconquistando anche la terza posizione in classifica generale. 

L’ABBANDONO DI GIULIANA ARRIGONI -
Passano tutti gli italiani e io cerco, nei limiti dello strettissimo regolamento, di aiutarli come posso. Ho provato sulla mia pelle che quando sei in queste condizioni anche solo un piccolo gesto, come ad esempio aiutarti a toglierti lo zaino, assume un valore enorme. Arriva Giuliana Arrigoni in grande crisi, vuole ritirarsi. E da due giorni che non riesce quasi più a mangiare e beve pochissimo. Si accascia sotto ad una tenda al CP1, le scarto una barretta e l’aiuto a mangiare strappandole dei piccoli pezzetti. Dopo circa 45 minuti la rimetto in piedi con grande difficoltà; ripartirà ma al successivo Check Point 2 sarà costretta a ritirarsi, nonostante la reidratazione forzata eseguita dai medici tramite l’infusione di 2 flebo di soluzione.

CALA LA NOTTE -
Ai successivi CP, la situazione si aggrava sempre più. In particolare al Check Point 4, dopo 65 km di gara, gli atleti arrivano stremati dai 9 km ininterrotti di dune che lo precedono. Inizia la notte e i corridori affrontano il buio. I demoni della stanchezza li sorvolano e tentano in ogni modo di impossessarsi della loro forza e della loro determinazione. Le uniche armi a disposizione per combatterli: una torcia frontale e una lampada luminescente da porre obbligatoriamente sul retro dello zaino. Il procedere in gruppo ti fa sentire meno solo nella notte e la lunga interminabile fila di piccole luci davanti a te ti infonde speranza. Mancano ancora 21 km, in queste condizioni praticamente una vita. Si formano dei gruppetti e gli atleti cercano di avanzare uniti.  Quando verranno meno le forze, l’aiuto di un compagno, anche se sconosciuto, potrà valere la gara; il ritiro o la vittoria, la sconfitta o la gloria. Ma non parliamo di quelle di classifica ma di quelle che vanno giustamente riconosciute a chi riesce a portare a termine una simile prova. Molti atleti si accampano proprio lì per la notte. Potranno sfruttare un tempo massimo d’arrivo fissato per le 18 del giorno seguente.

VERSO LA LINEA D’ARRIVO -
Nel frattempo 'i mostri', tra i quali il nostro Filippo Salaris, sono già tutti arrivati. In queste condizioni (oggi la temperatura ha superato i 40 gradi) una simile prestazione è veramente un’impresa da Superman. Il vincitore Hansal compirà i 75,7 km in meno di 7 ore. Giudizio: semplicemente pazzesco! 

INCONTRO NOTTURNO -
È passata la mezzanotte e con il mio autista decido di dirigermi verso la linea d’arrivo. Non è facile guidare nella notte desertica, nel buio più totale. Per fortuna Sahid, che guida il mio fuoristrada da una settimana, è un berbero di origini nomadi. Ha 24 anni ma non contano, qui la sopravvivenza ti fa maturare presto; si orienta 'a sensazione', guardando le stelle. Procediamo spediti fino a quando incappiamo in una duna improvvisa, insabbiando la nostra vettura. Appena il tempo di scendere e controllare la situazione ed ecco che la provvidenza del deserto si presenta: Insciallah! Quattro ragazzi berberi, di età apparentemente attorno ai 15 anni, si materializzano dal nulla. Stanno camminando a piedi nudi nel deserto, da dove provengano e dove vadano non è dato sapersi. Ho attraversato parecchi deserti e questa è una cosa che ormai non mi stupisce più. Puoi viaggiare per ore nel nulla e di colpo incontri una o più persone e ti chiedi: ma dove vanno? Come fanno a vivere? Cosa fanno qui? Tutte risposte che noi occidentali a stento ci diamo, dimenticandoci spesso che la natura, anche quella più inospitale come questa, può darci tutto il sostentamento che il nostro corpo necessita. Sgonfiamo le gomme, scaviamo nella sabba per far riemergere le ruote e i ragazzi gentilmente ci aiutano a spingere il pesante quattroruote fuori dall’insabbiamento. Mi sento in debito con loro, apro il mio zaino e trovo quanto mi era rimasto dal pranzo al sacco che l’organizzazione ha distribuito a tutti i giornalisti per la giornata odierna; una merendina al cioccolato e delle albicocche disidratate li riempiono di gioia. Noi ripartiamo verso il bivacco, loro scompaiono da dove sono arrivati, nel 'nulla' sahariano.

GRANDI EMOZIONI -
Una volta arrivati al bivacco incomincia un fiume di emozioni che si protrarrà tutta la notte fino al giorno successivo. I concorrenti arrivano stremati, la fatica estrema si legge sui loro volti, tagliano il traguardo ed il primo pensiero è quello di dirigersi in direzione della webcam posta qualche metro dopo la finish line e mandare un saluto a casa. Forse i loro amici non li hanno dimenticati, magari sono proprio lì in questo momento, davanti al computer e li stanno guardando. C‘è chi sventola la bandiera della propria nazione, chi manda baci, chi mostra la fotografia dei propri figli o dei propri genitori, altri la foto di qualche amico scomparso, molti per qualche iniziativa benefica per la quale hanno raccolto fondi. La notte è lunga e il continuo taglio del traguardo procede. Molti corridori, dopo essere giunti alla fine, ritornano alla linea d’arrivo per aspettare, anche per ore, qualche amico che nel frattempo si è attardato nella notte. Abbracci, baci, lacrime. Questa è fatica vera, questa è la MdS.

L’ARRIVO DI PAOLO ZUBANI -
Io aspetto fino al mattino successivo e alle 11 mi incammino sul percorso in cerca di Paolo Zubani. Il sole è cocente, il calore devastante. Lo vedo a due km dall’arrivo, si era fermato a dormire al CP4 ed è ripartito all’alba. Percorro con lui gli ultimi 2 km. Ci abbracciamo sulla linea d’arrivo ed è un momento magico. Era l’ultimo italiano che attendevamo al bivacco. Ora possiamo riposarci. Oggi tappa maratona in cui Salaris dovrà difendere il podio e per far si che la bandiera dell’Italia torni su un gradino in questa competizione.
 
 


Marathon des Sables: Salaris terzo, Arrigoni ritirata

Nella tappa di 42 km di oggi ci si gioca tutto

Quarant’anni quest’anno, per lui i numeri parlano chiaro. Nelle ultime 10 edizioni della Marathon des Sables 3 vittorie e 9 podi complessivi (1° nel 2008, 2009, 2010; 2° nel 2003, 2004, 2005, 2007, 2011, 2012, 4° nel 2006). Mohammad Ahansal, a 42 km dalla conclusione della ventottesima Sultan Marathon des Sables, ha un vantaggio di 45’ sul giordano Salameh Al Aqra, il vincitore dello scorso anno, e di 1h07’ sull’italiano Filippo Salaris. Salvo clamorosi colpi di scena, la gara sarà nuovamente sua.
Con una rimonta costante e regolare, Filippo Salaris regala all’Italia uno splendido 3° posto di tappa che gli vale la stessa posizione anche nella classifica generale. Anche per lui, oggi, gli ultimi 42 km con un distacco di 22’ dal secondo posto assoluto e un vantaggio di 12 minuti abbondanti sullo spagnolo Miguel Capo Soler. Il quinto nella generale, il marocchino Lhoucine Akhdar, è staccato di 30’. I giochi sono ancora tutti aperti e oggi il tifo italiano sarà tutto per il sardo. Ennesima prestazione di Marco Olmo che sfiora la top ten di tappa giungendo dodicesimo tra gli uomini e tredicesimo assoluto. Per lui, un dodicesimo posto anche nella generale a 1h24’ dalla decima posizione. Sono 8 gli atleti italiani nei top 100 della classifica generale. 

DONNE -
In campo femminile, si ritira la favorita, la francese Laurence Klein, già vincitrice quest’anno dell’Eco Trail de Paris e vincitrice delle ultime due edizioni della Marathon des Sables.  Grande prestazione dell’americana Meghan Hicks che con il dodicesimo tempo assoluto ottiene il primo posto nella classifica generale femminile. Per la Hicks, già seconda nel 2009 e quinta lo scorso anno, con quasi 1h15’ di vantaggio sull’inglese Joanna Meek, si preannuncia la vittoria finale della gara. Ottimo sesto posto di giornata per Alice Modignani che sale: è ottava nella generale femminile. Con Federica Pancaldi sono le uniche italiane nelle prime 100 posizioni nella generale. Per la Modignani, 1h14’ di ritardo dal quinto posto nella generale femminile. Dopo il ritiro di Emanuela Scilla Tonetti, nel tappone di ieri l’Italia perde anche Giuliana Arrigoni, costretta al ritiro. 

CLASSIFICA DELLA QUARTA TAPPA

MASCHILE
1 AHANSAL Mohamad (MAR - UVU RACING) 6H54'47
2 AL AQRA Salameh (JOR - JORDANIAN AND KUWAITI TEAM) 7H13'55
3 SALARIS Antonio Filippo (ITA - FREELIFENERGY) 7H29'45
4 CAPO SOLER Miguel (ESP) 7H45'49
5 LE SAUX Christophe (FRA - ULTRABAG MDS/WAA 1) 7H50'43
12 OLMO Marco (ITA - ULTRABAG MDS/WAA 1) 8H46'26
37 TONON Renzo (ITA) 10H05'28
38 CAMOZZI Massimo (ITA) 10H07'54
42 TONON Lino (ITA) 10H12'23

FEMMINILE
12 HICKS Meghan (USA - DREAMCHASERS) 8H45'19
24 MEEK Joanna (GBR) 9H52'35
28 SALT Zoe (GBR - SOLIDARITY MDS) 9H54'01
48 CRAWFORD Cynthia (USA - DREAMCHASERS) 10H16'56
68 GRANT Sophie (NZL) 10H45'12
84 MODIGNANI Alice (ITA - RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM) 11H07'09

CLASSIFICA GENERALE

MASCHILE
1 AHANSAL Mohamad (MAR - UVU RACING) 15H29'54
2 AL AQRA Salameh (JOR - JORDANIAN AND KUWAITI TEAM) 16H14'41
3 SALARIS Antonio Filippo (ITA - FREELIFENERGY) 16H36'52
4 CAPO SOLER Miguel (ESP) 16H49'07
5 AKHDAR Lhoucine (MAR - UVU RACING) 17H06'59
12 OLMO Marco (ITA - ULTRABAG MDS/WAA 1) 19H23'47
24 CAMOZZI Massimo (ITA) 21H45'52
35 TONON Lino (ITA) 22H41'57
65 TONON Renzo (ITA) 23H52'11
77 SCIARRA Cesare (ITA) 24H08'07
87 RUBNER Matthias (ITA) 24H29'58
91 DAL GRANDE Nicola (ITA - RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM) 24H38'31

FEMMINILE
1 HICKS Meghan (USA - DREAMCHASERS) 20H15'07
2 MEEK Joanna (GBR) 21H26'26
3 SALT Zoe (GBR - SOLIDARITY MDS) 22H21'32
4 CRAWFORD Cynthia (USA DREAMCHASERS) 23H54'33
5 GRANT Sophie (NZL) 24H02'01
8 MODIGNANI Alice (ITA - RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM) 25H16'15
98 PANCALDI Federica (ITA) 45H08'55
 
 


Colmen Trail 2013 a Morbegno ( SO)

Domenica si corre sulla 'montagna magica' che domina la Città del Bitto

Ultime ore per iscriversi al primo trail della provincia di Sondrio.
Per dare modo anche agli ultimi indecisi di prendere parte alla manifestazione podistica disegnata sulla “montagna magica” che domina Morbegno, il direttivo del Team Valtellina ha deciso di prorogare il termine ultimo a questa sera alle 21: «Al momento abbiamo già 180 iscritti – ha confermato il presidente del sodalizio sondriese Vitale Tacchini -. Avendo però ancora una ventina di pacchi gara a disposizione, si è deciso di dare la possibilità di correre ad altri concorrenti».     

PACCO GARA - Ovviamente Made in Valtellina: «Una manifestazione nata per promuovere le bellezze del proprio territorio non poteva che puntare sui suoi prodotti tipici. Nel pacco gara del Colmen Trail  abbiamo messo una bella fetta di Casera stagionato dell’Azienda Agricola La Fiorida di Mantello, un bisciolino prodotto dal Panificio Gusmeroli Stefano e dell’ottimo yogurt valtellinese della latteria di Chiuro. Da ricordare che in pieno stila trail abbiamo previsto un cesto con prodotti tipici locali per gli atleti che andranno a podio e una trentina di premi ad estrazione per tutti gli altri concorrenti».    

IL PROGRAMMA - La kermesse, proposta in collaborazione con l’associazione Colmen e altri gruppi della zona che hanno la comune mission di promuovere e valorizzare il territorio a fini sportivi/escursionistici, prenderà il via domenica mattina alle 9.30 dalla Colonia di Morbegno: «I concorrenti dovranno affrontare un tracciato corribile e muscolare che presenta uno sviluppo di 19.5km e un dislivello positivo di 1300m; il tutto con partenza e arrivo nei pressi del suggestivo ponte romano che è poi anche il simbolo della “Città del Bitto” – ha continuato il direttore percorso Fabio Bongio -. Distanza e altimetrie non sono proibitive, ma quella della Colmen è comunque una prova da ben interpretare per non trovarsi “senza benza” a metà strada».    

Spiegandosi meglio, il trailer morbegnese ha continuato: «I continui cambi di pendenza e i tratti collinari tutti spingere potrebbero mettere in difficoltà chi avrà impostato un ritmo troppo sostenuto nell’ascesa iniziale. Il consiglio che posso dare ai concorrenti è di controllare la velocità nei primi 20’- 30’ per arrivare ancora brillanti al sentierino che porta in vetta alla Colmen».      

Il Colmen Trail aderisce alla campagna “io non getto i miei rifiuti”
                

COSTO ISCRIZIONE:
15 Euro con gadget garantito ai primi 200 concorrenti. Servizio ristori, docce, pranzo, foto e tanti premi a sorteggio.  

TEST MATERIALI:
All’evento saranno presenti anche due aziende di settore sponsor del Team Valtellina: Crazy Idea e La Sportiva. Entrambe daranno la possibilità ai concorrenti di visionare e testare sul campo alcune delle novità trail running 2013. More info on www.teamvaltellina.com    


Disavventura senza conseguenze per Anton Krupicka

Il runner americano e' finito sotto una valanga

Anton Krupicka, ultra runner americano, è stato sorpreso da una valanga sul versante nord del Longs Peak, a pochi km da Boulder, in Colorado. Un terreno ormai abituale per i suoi allenamenti, nonché la montagna scelta per il suo ultimo progetto di record, 52 ascensioni in un anno su 12 vie differenti, una al mese. Una nuova sfida che l’ha portato a unire la corsa con l’alpinismo.
La disavventura è successa il 4 aprile scorso, dopo aver compiuto la decima ascensione annuale salendo la cima dal Martha Couloir, via per lo stesso Krupicka inedita e non priva di passaggi tecnici. In discesa, su un tratto in forte pendenza, è stato trascinato dalla massa di neve, giunta all’improvviso, per alcune decine di metri. Fortunatamente si è arrestato prima di alcuni salti di roccia e in poco tempo, mantenendo la calma, e riuscito a liberarsi. Per lui solo dolori al fianco sinistro, al piede sinistro e al ginocchio destro, lo stesso operato due anni fa. Ha quindi concluso il suo allenamento mattutino di 4h18’. Pur senza aver subito particolari conseguenze, Anton considera l’accaduto come una sorta di monito su quelli che sono i potenziali pericoli in montagna, i particolare in primavera quando i cambiamenti climatici sono spesso repentini. Un monito anche all’eccessiva sicurezza in quanto lo stesso Anton riconosce di essersi concentrato tutta la mattina sulla nuova e impegnativa via di salita e di essere stato troppo sicuro su quella di discesa che conosceva molto bene, sottovalutando in definitiva le condizioni ambientali. Nel pomeriggio, a dimostrazione del fatto che l’incidente non ha portato con se particolari conseguenze, Krupicka è poi salito sul solito Mt. Green per un’altra ora e 20’ di allenamento. Prossimo obbiettivo, la Transvulcania Ultramarathon l’11 maggio. 


Marathon des Sables, aspettando il tappone

MdS Live - Salaris ottavo nella tappa di ieri, ritirata Scilla Tonetti

LACRIME - Così è incominciata la terza giornata. Alle tende italiane una brutta notizia: Emanuela Tonetti Scilla decide di ritirarsi. Il dolore muscolare alla coscia che la affligge da settimane si è aggravato nelle due tappe precedenti e si è trasformato in un muro insormontabile. Neanche un’atleta esperta come lei può tener testa a un impedimento così forte, zoppica vistosamente, a stento riesce ad appoggiare la gamba a terra. E’ costretta al ritiro. Assisto ad un momento commovente, di quelli che solo qui riesci a vedere. Un abbraccio commosso con molti del raggruppamento tricolore, quasi tutti la stringono, la abbracciano, la sostengono. Alice Modignani, sua compagna di tenda, le promette che il prossimo anno torneranno insieme . Io e Paolo Zubani la conduciamo dai commissari di bivacco. Per lei la competizione è finita, da oggi finirà il regime di autosufficienza e passerà a carico dell’organizzazione. Forza Scilla, riprovaci il prossimo anno. Il deserto sarà qui ad aspettarti.

SUDORE
- Quello che per tutti i 38 km ha accompagnato i corridori. Temperatura torrida, anche se è difficile avvertire la sudorazione. Questo è uno dei principali problemi nel correre in questo contesto, la disidratazione arriva senza che tu te ne renda conto. Quando la avverti ormai è troppo tardi, sei finito, disteso, non riesci a sistemare i pensieri, il cervello si annulla, il corpo barcolla, la bocca non riesce ad emettere nessuna parola. A decine oggi si accasciano ai vari checkpoint sotto le postazioni mediche mobili.

LA PARTENZA -
Partenza come al solito sparata per i top con Salameh Aqra che cerca di recuperare il tempo perso in tappa 1, al suo fianco un giovane marocchino a fare l’andatura. A seguire un gruppo abbastanza nutrito di 15 corridori tra i quali il nostro top runner Filippo Salaris. In questo gruppo tutti i migliori, Aziz, Hansal, Delabarre, Capo Solar, Carlo Sa, Le Saux. Filippo rimane in posizione coperta facendo fare l’andatura ad Hansal. Mi dirà all’arrivo: «questo è come il Giro d’Italia, sono i marocchini che devono fare il passo… io seguo». Al decimo km si forma un gruppetto composto da Carols Sa, Capo Solar,  Hansal e Aziz.

PARTONO I MAROCCHINI -
Al CP1, dopo 12 km di gara, Hansal e Haziz imprimono la prima accelerata. Segue una salita importante e al seguente CP2 si aggiunge al gruppo un altro giovane marocchino. Le posizioni di testa rimangono invariate fino al CP3. Dopo il CP3 un lago salato di 5 km in cui si riesce a spingere parecchio. L’andatura è sempre più esasperata e lo spagnolo Capo Solar cerca l’allungo per andare a prendere Salameh Aqura. Solaris, sempre nel gruppo, entra un po’ in crisi, tuttavia continua a controllare la situazione molto bene. Perde terreno anche nei confronti di Carlos Sa, ma Filippo saggiamente lo lascia andare, tanto ha 20’ di vantaggio nella classifica generale. La difficoltà per i top runner è anche quella di rimanere lucidi nonostante la fatica al fine controllare sempre i  propri avversari e fare i calcoli dei distacchi su di loro. Quando parti, devi sapere per ciascuno di loro quanti minuti hai di vantaggio, se vale la pena o meno sprecare energia per stargli dietro.

ARRIGONI IN CRISI -
Giuliana parte già con mal di stomaco e da ieri mangia poco. Tutto bene per lei fino al km 13, poi la lampadina si spegne. Dei tre gel che aveva preventivato per la tappa, riesce a mangiarne solo uno. Fino alla fine tappa sarà una lunga ed interminabile camminata.

OLMO SEMPRE TRA I PRIMI -
Marco Olmo, gran gara, 15° assoluto in 3h40’, si è sentito bene per tutta la tappa e i lunghi piatti, compreso il lago salato, gli hanno permesso di prendere il passo. Un 'trattore' come lui esce alla distanza, grazie al passo costante. In  testa invece è tutto un tira e molla. Marco a un certo punto ha un 'déjà-vu', vede un cava con escavatore, gli sembra di essere tornato per un istante nella 'sua' Robilante, invece siamo qui, nel cuore del Sahara. Bene tutti gli altri italiani che unanimi mi dicono «ci stiamo divertendo un mondo». Anche ieri il paesaggio, a parte i lunghi pianori e il lago salato (che comunque ha il suo fascino) ha proposto panorami letteralmente mozzafiato. 

SANGUE
- Quello che incomincia ad uscire dai piedi. Alcuni dei nostri italiani hanno i piedi malconci, le piaghe sono sempre più numerose e profonde, sempre più sanguinanti e purulenti. Questo già lo si sapeva, d’altronde dopo la disidratazione è la principale causa di ritiri alla MdS. Faccio un salto in infermeria, i medici lavorano tutto spiano a 'riparare' piedi e fuori dalla tenda medica c’è la coda. I corridori arrivano e una responsabile alla porta della tenda distribuisce loro un numero come al supermercato, quando sarà il loro turno verranno chiamati. Nella serata obbiettivo: recuperare le forze, oggi 'il tappone' attende gli atleti, altri 75,7 km di sudore e sangue, speriamo senza lacrime.

CLASSIFICA 3° TAPPA

MASCHILE
1. EL AKAD Aziz (MAR - SOLIDARITE MDS MAROC) 3H00.17
2. AL AQRA Salameh (JOR - JORDANIAN AND KUWAITI TEAM) 3H03.45
3. AHANSAL Mohamad (MAR - UVU RACING) 3H05.21
4. AKHDAR Samir (MAR – UVU RACING) 3H07.47
5. CAPO SOLER Miguel (ESP) 3H09.23
8. SALARIS Antonio Filippo (ITA - FREELIFENERGY) 3H15.20
15. OLMO Marco (ITA - ULTRABAG MDS/WAA 1) 3H40.00

FEMMINILE
1. KLEIN Laurence (FRA) - 3H47.36 
2. HICKS Meghan (USA - DREAMCHASERS) 3H54.23 
3. MEEK Joanna (GBR) 3H54.48 
4. SALT Zoe (GBR - SOLIDARITY MDS) 4H14.14 
5. CRAWFORD Cynthia (USA – DREAMCHASERS) 4H17.45
8. MODIGNANI Alice (ITA - RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM) 4H43.39
17. ARRIGONI Giuliana (ITA – FREELIFENERGY) 5H24.10

CLASSIFICA GENERALE

MASCHILE
1 AHANSAL Mohamad (MAR - UVU RACING) 8H35.06
2 EL AKAD Aziz (MAR - SOLIDARITE MDS MAROC) 8H48.51
3 AL AQRA Salameh (JOR - JORDANIAN AND KUWAITI TEAM) 9H00.45

FEMMINILE
1 KLEIN Laurence (FRA) - 11H05.38 
2 HICKS Meghan (USA - DREAMCHASERS) 11H29.37 
3 MEEK Joanna (GBR) 11H33.50   


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