Ultrabericus Trail, ci siamo

Sabato alle 10 il via da piazza dei Signori a Vicenza

Saranno gli sterrati vicentini ad aprire le danze di una nuova stagione dei grandi trail. È infatti partito il countdown che domani porterà oltre 1000 concorrenti iscritti al via della quarta edizione dell'Ultrabericus Trail. Start da piazza dei Signori a Vicenza alle 10 con tanti top e tante top runners che ai blocchi di partenza.

GARA MASCHILE - Tra gli uomini il portacolori del Team Brooks, Lorenzo Trincheri, è dato tra i super favoriti, sarà per il bis di vittorie messo a segno in casa Ultrabericus nel 2011 e nel 2012 o forse per il record di gara fatto registrare proprio nell'anno della sua seconda vittoria. Trincheri ha di certo le carte in regola per recitare da protagonista, ma in questo inizio di stagione le sorprese potrebbero essere dietro l'angolo. Ecco allora che il campione uscente, Andrea Moretton, in forze al Team Alpstation non è certo intenzionato a cedere con facilità soprattutto dopo che nella passata edizione era riuscito a tener testa e a mettersi dietro un campione come Daniele Palladino. Non saranno tuttavia solo Trincheri e Moretton a contendersi il gradino più alto del podio. Arriverà a Vicenza anche Fulvio Dapit (Crazyidea La Sportiva SDS) reduce dalla disavventura della Transgrancanaria dove dopo lo smarrimento dei bagagli è stato costretto a rinunciare ad una gara preparata fin nei minimi dettagli. Cercherà quindi di rifarsi tra i single track ed i saliscendi rabbiosi dei Colli Berici, tenendo magari ben d'occhio anche il top runners di casa Salomon, Giuliano Cavallo. Alla conta dei grandi attesi non sono da dimenticare nemmeno i vari Ansaldo e Zarantonello (Berg Team Salomon), Cheraz (Courma Trailers – Grivel), Geronazzo (Alpstation Trail Team), Gotti (Team New Balance), Massarenti (Team Raidlight) e Menegardi (Freezone).

GARA FEMMINILE - Non saranno da meno neppure le quote rosa dell'Ultrabericus 2014 con la padovana Lisa Borzani (Team Vibram) che a fine gennaio aveva sigillato i 44 km del trail toscano della Ronda Ghibellina. Ma attenzione all'atleta di casa, Federica Boifava (Alpstation Trail Team) che quest'anno sarà sul via anche con la sorella maggiore Alessandra (Rari Nantes Marostica). Per quest'ultima, in prestito dal pianeta triathlon, se tutti i tasselli sabato andranno al giusto posto non è poi da escludere un piazzamento tra le posizioni che contano. “Se Alessandra è in giornata – ha scherzato sulla rete proprio Federica Boifava – tira il collo a tutte noi”. In lotta per il primato poi scenderanno anche la russa Yulia Baykova (ASD Trail Running), la slovena Katja Kegl (Tektonik), la comasca Francesca Mai e infine la vicentina Cristina Zantedeschi (Team Tecnica).

PERCORSO - Sono 65 i km che l'Ultrabericus Trail mette sul piatto anche per il 2014. Quello che andrà in scena sabato sarà un tour dei Colli Berici dal grande fascino. La scelta stessa di invertire ad anni alterni il senso di percorrenza del tracciato è stata voluta dagli organizzatori per sfruttare al massimo i diversi itinerari che le colline vicentine mettono a disposizione.
Guardando alle salite più temibili tre saranno gli ostacoli principali. Si inizia dal tratto Lago di Fimon – Villabalzana per poi passare ad una delle novità targate 2014. Giunti in località Le Scudellette, poco sopra Barbarano Vicentino, ci si lancerà in discesa fino in centro a Villaga per poi puntare in salita al check point di San Donato. Questa seconda ascesa misura circa 2 km lungo i quali si salirà costantemente senza un attimo di sosta. Dopo la prima trentina di chilometri, quindi, questo stacco si farà sentire sulle gambe dei concorrenti e potrebbe già fare la prima e forse più significativa selezione. Meno di 10 km dopo sarà il turno della salita per la Valle del Gazzo fino al ristoro di San Gottardo e sarà ancora selezione. Qui infatti i top runners potrebbero involarsi verso il traguardo con un po’ di chilometri di anticipo. Successivamente la strada si fa più semplice e percorribile con salite di piccola entità, ad eccezione dei tre 'dossi' finali di Breganzola, della Strada dei Roccoli e infine di Monte Berico che letteralmente hanno il potere di 'tagliare' le gambe. Non meno ardua, soprattutto per chi arriverà più arretrato sarà la discesa lungo le scalette di Monte Berico, prima della galoppata finale con rientro in Piazza dei Signori.
Rispetto al tracciato dello scorso anno, quindi, nel 2014 ritroveremo salite più lunghe e costanti, pur senza variazioni nei dislivelli complessivi (2500 m D+), fattore che favorirà soprattutto gli atleti che arriveranno dalla corsa in montagna. In discesa un po' più d'attenzione sarà da prestare al tratto che condurrà a Villaga.


Torna la Sunset Running Race di Prato Nevoso

Sabato la 10k corsa sulla neve

Tutto pronto per la Sunset Running Race di Prato Nevoso, la 10k corsa sulla neve in programma sabato 15 marzo. Iscrizioni chiuse da ormai tre settimane: la quota massima era in un primo tempo fissata a 200 partecipanti, poi è stata 'allargata' sino a 300, ma più di un centinaio di richieste non sono stati accontentate. Al via tra gli altri anche il maratoneta Migidio Bourifa, Alessandro Lambruschini, Marco Olmo, Nico Valsesia, oltre a Giovanni Storti di 'Aldo Giovanni e Giacomo'.
Start alle ore 17,30 nella conca di Prato Nevoso per affrontare la salita al Rifugio Balma, prima della discesa finale con un dislivello positivo di 500 metri.


Domenica 13 aprile il Colmen Trail

A Morbegno (SO) si torna a correre sulla ‘Montagna Magica’

Dopo gli ottimi feedback ottenuti nell’edizione d’esordio, Team Valtellina e Associazione Colmen rinsaldano la loro partnership riproponendo la gara podistica di trail running sulla ‘montagna magica’ che domina Morbegno.  Stesso tracciato, stesso periodo e medesima formula, con il preciso intento di fare conoscere e valorizzare un’area dal grande potenziale escursionistico.  

STESSA FORMULA, SUGGERIMENTI ACCOLTI -
Come lo scorso anno, grazie alla collaborazione delle numerose associazioni presenti sul territorio, al supporto di enti pubblici e alla lungimiranza di alcune aziende locali, verrà riproposto un pacco gara a base di prodotti tipici al quale verrà aggiunto un gadget tecnico a ricordo dell'evento per ogni singolo concorrente: «Formula vincente non si cambia, al massimo si prova a migliorarla – ha esordito il presidente del sodalizio valtellinese Vitale Tacchini -. Seguendo quelle che sono state le indicazioni e i feedback raccolti, abbiamo apportato alcune migliorie a livello di ristori, provato a rendere ancora più festosa l’area arrivo e cercato di proporre un pacco gara più ricco».

IL PERCORSO NON VARIA -
L’anello di gara, invece, sarà quello testato e promosso lo scorso anno: «Partenza e arrivo del nostro trail sono nei pressi del suggestivo Ponte di Ganda, una spettacolare opera architettonica dell’epoca romana che è poi anche il simbolo della ‘Città del Bitto’ – ha continuato Tacchini -. La competizione ha uno sviluppo di 19.5 km e un dislivello positivo di 1300 metri. Il tracciato è corribile, muscolare ed indicato anche ai neofiti della corsa in montagna. Lo abbiamo volutamente scelto non troppo lungo per dare a tutti la possibilità di correrlo e godere di uno scenario che in periodo primaverile è fantastico; con scorci sul vicino lago di Como e sulle montagne innevate della Valmasino».

TRACCIATO PANORAMICO -
Regno incontrastato dei cervi che qui scorazzano indisturbati, dalla Colmen si gode un’impagabile vista sul fondovalle e l’alto Lario, sull’Alta Valtellina e sulle vette granitiche della Valmasino. Sport, turismo ed ecologia sono il mix vincente di questa competizione che aderirà alla campagna promossa dalla rivista di settore Spirito Trail “Io non getto i miei rifiuti’.        

 

Trangrancanaria, partenza sprint dei big

Francesca Canepa parte veloce ma poi accusa

La Transgrancanaria, come preventivato, è partita con un ritmo decisamente sostenuto. Dopo poco meno di 10 km di gara e oltre 1.200 metri di dislivello positivo, tra il primo e il decimo atlerta c’èrano solo 1’32’’ di distacco. A condurre, c’erano l’americano Timothy Olson e il francese Julien Chorier che sono transitati al punto di controllo di Tamadaba in 1h17’40’’. A meno di un minuto di distanza, tra gli altri del gruppo, anche il francese Seb Chaigneau.

LA CANEPA TRA LE DONNE - Tra le donne, invece, la situazione iniziale era meno combattuta. La prima a transitare al punto di controllo posto dopo 10 km di gara, è stata l’italiana Francesca Canepa con il tempo di 1h23’58’’. Un tempo a dir poco incredibile se paragonato a quello degli uomini. Dietro di lei, a quasi 4’ di distanza, la spagnola Nuria Picas e 1’ più tardi la brasiliana Fernanda Maciel. 

SITUAZIONE A META’ GARA - Al punto di controllo di Teror, dopo 56 km di gara, conducono il francese Seb Chaigneau e lo spagnolo Yeray Duran, già terzo lo scorso anno alla Transgrancanaria. Per loro un tempo di 6h28’ e un vantaggio di 4’ sul francese Julien Chorier. Tra le donne, conduce in solitaria la spagnola Nuria Picas, con un tempo di 7h19’ e un vantaggio di 14’ sulla brasiliana Fernanda Maciel e di 24’ sulla franchese Caroline Chaverot. Francesca Canepa segue in quarta posizione a 34’ dalla Picas.

TOP UOMINI (56 KM)

1. SEBASTIEN CHAIGNEAU   06:27:58 (00:00:00)
2. YERAY DURAN LOPEZ   06:28:02 (+00:04)
3. JULIEN CHORIER   06:31:51 (+03:53)
4. ARNAU JULIÀ BONMATÍ   06:32:31 (+04:33)
5. SONDRE AMDAHL   06:34:27 (+06:29)
6. TIMOTHY OLSON   06:36:13 (+08:15)
7. DYLAN BOWMAN   06:41:45 (+13:47)
8. RYAN SANDES    06:41:46 (+13:48)
9. REMIGIO QUERAL IBAÑEZ    06:41:47 (+13:49)
10. THEVENIN FREDDY    06:41:49 (+13:51)

TOP DONNE (56 KM)

1. NÚRIA PICAS ALBETS   07:19:43 (00:00:00)
2. FERNANDA MACIEL    07:34:12 (+14:29)
3. CHAVEROT CAROLINE    07:44:29 (+24:46)
4. CANEPA FRANCESCA    07:53:55 (+34:12) 


Transgrancanaria 2014, grande spettacolo in Spagna

Gara combattuta su tutti i 125 km

I 125 km della Transgrancanaria non hanno risparmiato i continui capovolgimenti di fronte per la vittoria finale. Ci hanno provato, prima l’americano Timothy Olson, poi il francese Sebastien Chaigneau, quindi nuovamente Olson e infine il sudafricano Rian Sandes. Il tutto con una rimonta nel finale da parte del francese Julien Chorier che è andato a strappare il secondo posto proprio a Olson.  Del resto, metteteci un bel percorso, molti dei migliori specialisti al mondo e lo spettacolo sarà garantito anche nelle ultra distanze.

RYAN SANDES - Sandes vince con il tempo finale di 14h27’42’’ e dopo la vittoria dello scorso anno nella distanza più corta di 83 km, scrive il suo nome nell’albo d’oro anche della distanza regina della Transgrancasnaria. Per lui, dopo la vittoria alla Leadville 100 mile nel 2012 e il secondo posto lo scorso anno alla Western States 100 mile, considerando il livello dei partecipanti, forse si stratta della sua miglior performance in carriera. Secondo posto per il francese Julien Chorier in 14h36’32’’, 8’ di distanza e terzo per l’americano Timothy Olson in 14h39’03’’. 


FRANCESCA CANEPA - Anche tra le donne, la Transgrancanaria ha offerto un grande spettacolo sportivo al pari degli uomini. Partita in testa alla prima salita di gara, l’italiana Francesca Canepa ha poi perso terreno nella parte centrale per poi compiere una splendida rimonta nella seconda parte di gara dove è riuscita a recuperare 20’ alla brasiliana Fernanda Maciel. A 17 km dalla conclusione, si è quindi portata in seconda posizione dietro alla sola spagnola Nuria Picas. A 6 km dalla conclusione, la Canepa incrementa il suo vantaggio sulla Maciel portandolo a 4'. Al termine della gara, s'impone la spagnola Nuria Pica con il tempo finale di 16h45'55''.  Francesca Canepa mantiene il secondo posto e consolida il suo primato nell'Ultra-Trail World Tour 2014.


TOP UOMINI 

1. RYAN SANDES 14h27’42’’
2. JULIEN CHORIER 14h36’28’’
3. TIMOTHY OLSON 14h39’03’’
4. YERAY DURAN LOPEZ 15h06’54’’
5. SONDRE AMDAHL 15h28’35’’  

TOP DONNE

1. PICAS NURIA 16h45'55''
2. CANEPA FRANCESCA 17h29'18''
3. MACIEL FERNANDA 17h31'57''  


Transgrancanaria, questa notte la partenza

Aggiornamenti in diretta sulla pagina di Ski-alper

Con la XII edizione della Transgrancanaria, in programma a partire dall’una di domani mattina, possiamo dire che inizia ufficialmente la stagione internazionale delle ultra distanze. Sull’isola spagnola, coma abbiamo già avuto modo di annunciare, saranno presenti molti dei migliori specialisti della disciplina. Per tutti i concorrenti, si preannuncia un’interessante prova di 125 km e 8.500 metri di dislivello positivo da compiere entro il tempo massimo di 30 ore. Lo scorso anno, su un percorso leggermente più corto, di 119 km, s’imposero il francese Sebastien Chaigneau con il tempo finale di 14h05’53 e la spagnola Nerea Martinez in 17h16’23’’.

PARTENZA IN SALITA -
Già nelle prime ore di gara, è possibile che assisteremo al duello ravvicinato tra i pretendenti alla vittoria finale. In soli 10 km, infatti, i concorrenti saliranno dal livello del mare agli oltre 1.200 metri di Tamadaba. Gli ultimi concorrenti vi transiteranno alle 3:00 del mattino ma per i primi, un eventuale ritardo potrebbe poi essere difficile da recuperare nel corso della gara. La seconda salita di giornata inizerò invece al diciannovesimo chilometro e porterà gli atleti da Tamadaba, a 545 metri di quota, fino ai 1.230 metri di Artenara. Dopo 56 km, la terza salita, dai 589 metri di Teror ai 1.241 metri di Talayón e, infine, l’ultima salita importante di giornata, quella che dai 1.050 metri di Tejeda porterà al punto culminante della gara, ai 1.672 metri di Garañón. Tolte queste quattro salite principali, il resto del dislivello sarà costituito da ascese più brevi.

FINALE VELOCE -
Appena dopo l’ultimo punto di ristoro di Arteara, gli ultimi 16 km non presentano più salite degne di nota. Negli ultimi 6 km, il percorso sarà tendenzialmente in leggera discesa. Sedici chilometri che, salvo vi siano ancora distacchi contenuti, potrebbero consentire a chi ha sia doti di resistenza che di velocità, di andarsi a prendere la vittoria finale.

Lungo il percorso della Transgrancanaria saranno allestiti 12 punti di rifornimento che saranno anche punti di rilevamento cronometrico. Da mezzanotte in poi, Ski-alper seguirà l’evento con aggiornamenti sulla pagina Facebook e sul sito internet.    


A Castiglioni e Rrika il Trail Bianco di Cesana

Più di 200 concorrenti al via nelle due prove

Si è svoltA ieri la terza edizione del Trail Bianco di Cesana, su un percorso di 24 km e 1.200 metri di dislivello positivo, quota massima ai 2.200 metri del Col Bousson  positivo e con partenza e arrivo a Cesana torinese, in Val di Susa. Ottimo riscontro in termini di partecipazione con 146 atleti che hanno concluso la prova più lunga e 76 quella più corta di 12,5 km e 650 metri di dislivello positivo.

CASTIGLIONI TRA GLI UOMINI - La gara maschile è stata vinta per il secondo anno consecutivo dal francese Renaud Castiglioni con il tempo finale di 1h59’10’’ e con un vantaggio di 5’24’’ su Daniele Fornoni e di 9’45’’ su Fabio Toniolo. Da segnalare il settimo posto del valdostano Bruno Brunod che ha concluso la prova in 2h17’37’’. Per Castiglioni, ottimo avvio di stagione dopo il terzo posto al Trail Balnc di Serre-Chevallier di metà gennaio.

RRIKA TRA LE DONNE - In campo femminile, vittoria di Alma Rrrika in 2h41’01’’ che precede Daniela Bonnet di 3’01’’ e Maria Chiara Santoni di 8’50’’.

LAGNA E DOSIO NELLA CORTA - LA gara sul percorso più corto, di 12,5 km, è stata vinta da Piercarlo Lagna (Atletica Settimese) in 1h09.58 davanti a Luca Gronchi (Atl. Giò 22 Rivera) in 1h13.30 e Riccardo Perrenchio (Apd Pont Saint-Martin) in 1h19.55. Tra le donne, vittoria di Cristina Dosio ((Atl. Giò 22 Rivera) in 1h24.03 davanti a Giorgia Murdolo (GS Interforze) in 1h41’47’’ e Gabriella Cipriano (Gli Orchi Trailers) in 1h49’05’’.

TOP UOMINI 24 KM

1. CASTIGLIONI RENAUD (TEAM ALTEC SPORT) 1h59.10 
2. FORNONI DANIELE (TEAM TECNICA ITALIA ) 2h04.34 
3. TONIOLO FABIO  (BERG TEAM-SALOMON) 2h08.55 
4. ROPPOLO NICOLO' (ATLETICA SAVOIA) 2h11.28 
5. MICHON JULIEN 2h13.12 

TOP DONNE 24 KM

1. RRIKA ALMA  (VALETUDO) 2h41.01 
2. BONNET DANIELA (GASM) 2h44.02
3. SANTONI MARIA CHIARA  2h49.51
4. AMADORI GIULIA (BERGTEAM) 2h52.01
5. CIAN RAFFAELLA (ERGUS ASD) 3h03.01  


Streif Vertical Up a Ingemar Wibmar e Andrea Mayr

In 664 al via della gara di Kitzbuehel

Le condizioni erano probabilmente più difficili che mai, ma erano in 664 (nuovo record, tutti arrivati al traguardo) al via della quarta edizione della Streif Vertical Up a a Kitzbühel, la sfida ad una delle piste più spettacolare al mondo, 3.312 metri e 860 metri di dislivello. Gara velocissima e lotta serrata per la vittoria: si è imposto Ingemar Wibmar che è arrivato alla cabina di partenza dell'Hahnenkamm in 34'18". Piazza d'onore per David Thöni in 34'34" con terzo Urban Zemmer in 34'37". Nella gara rosa, a segno, con il tempo record di 39'41", Andrea Mayr; con lei sul podio Verena Krenslehnrer-Schmid in 41'59" e Francesca Rossi in 45'12".


Trangrancanaria, al via la stagione dei big

In gara anche Francesca Canepa che cerca il bis

Il primo marzo si disputerà sull’isola Gran Canaria la settima edizione della Trangrancanaria, gara di 126 km, 8.500 metri di dislivello positivo e quota massima a 1.900 metri, con partenza da Agaete e arrivo a Meloneras, da nord a sud dell’isola. Quest’anno la gara spagnola fa anche parte del circuito Ultra-Trail World Tour promosso dalla ITRA (International Trail Running Association). 

LA SFIDA MASCHILE - Quella della Transgrancanaria si preannuncia essere la prima vera sfida di respiro internazionale della stagione. Saranno presenti al via, infatti, molti dei protagonisti assoluti delle ultra distanze. A partire dal francese Sebastien Chaigneau, vincitore lo scorso anno con il tempo finale di 14h05’53’’. Tra i molti altri big presenti, anche gli spagnoli Miguel HerasJavier Domínguez e Arnau Juliá Bonmatí, rispettivamente secondo e terzo all’UTMB 2013 e primo alla TDS, gli americani Timothy Olson, Mike Wolfe, Jorge Maravilla e Dylan Bowman, e poi ancora i francesi Julien Chorier, Antoine Guillon, Pascal Blanc, Cristophe Le Saux, l’inglese Jez Bragg e il sudafricano Ryan Sandes. Tra gli italiani presenti, anche Fulvio Dapit e Filippo Canetta.

LA SFIDA FEMMINILE - Importanti anche le presenze femminili con l’italiana Francesca Canepa, già vincitrice a Hong Kong, che cercerà di ripetersi nella seconda tappa dell’Ultra-Trail World Tour. Sarano presenti anche la francese Nathalie Mauclair, detentrice del titolo mondiale IAU e vincitrice della Diagonale des Fous 2013, la connazionale Caroline Chaverot, vincitrice lo scorso anno della 80 km di Chamonix e della CCC, le spagnole Nuria Picas e Nerea Martinez, vincitrice lo scorso anno in 17h16’23’’ e la brasiliana Fernanda Maciel, vincitrice nel 2012 in 15h02’29’’.

LA 82 KM - Interessante anche la sfida sul percorso più corto, quello di 82 km, con il tedesco Philip Reiter, già secondo lo scorso anno sulla stessa distanza dietro il sudafricano Ryan Sundes, che dovrà vedersela con il marocchino Zaid Ait Malek al suo esordio sulla distanza. 


Presentato il campionato italiano skyrunning

Al via anche i campionati per Junior e Master

La FISKY (Federazione Italian Skyrunning) ha annunciato il calendario dell’ottavo campionato Italiano skyrunning. Si tratta di un nuovo formato che prevede tre gare, una per ciascuna disciplina, che assegneranno i titoli nazionali.

Le tre prove in programma sono:

SKY: International SkyRace® Carnia - Paluzza (UD) - 15 giugno 
VERTICAL: Trofeo Latemar Vertical Kilometer® - Predazzo (TN) - 31 agosto
ULTRA: Sella Ronda Trail Running - 54 km - (TN/BZ) - 13 settembre

Una seconda novità del calendario 2014, è costituita dai primi campionati italiani skyrunning dedicati alle categorie Juonior (dai 16 ai 20 anni) e Master (oltre i 45 anni). Anche in questo caso verranno assegnati i titoli nazionali in tutte e tre le discipline ad esclusione delle Ultra che per regolamento internazionale non prevedono la categoria Junior.

CAMPIONATO VERTICAL - JUNIOR & MASTER 
JUNIOR: Trentapassi Vertical - Marone (BS) - 18 Maggio
MASTER: KMille Vertical Mauri - Corno d’Aola, Ponte di Legno (BS) - 22 giugno

CAMPIONATO SKY - JUNIOR & MASTER
Trofeo Skyrunning Dario & Willy – Valmadrera (CO) - 1 maggio

CAMPIONATO ULTRA – MASTER
Trail Monte Soglio – 63 km - Forno Canavese (TO) - 31 maggio

Le prove che assegneranno i titoli Junior e Master, inoltre, come da comunicato della stessa FISKY “costituiranno anche un importante indicatore per la FISKY in ottica dei prossimi Campionati Mondiali di Skyrunning che si svolgeranno a Chamonix dal 27 al 29 giugno. Gli atleti che rientrano nei primi 100 del Ranking ISF 2013 interessati a gareggiare in una o più di queste quattro gare, possono inoltrare la propria richiesta alla FISKY”.

Il campionato italiano skyrunning si aggiunge quindi al nuovo format delle Skyrunner® Italy Series e il montepremi complessivo raggiunge la cifra di 9.000 euro.

 

El Cruce, De Gasperi rincomincia dalla Patagonia

Vittoria finale e prima tappa dominata

Il 2014 è incominciato nel migliore dei modi per gli atleti italiani inpegnati in gare di respiro internazionale. Dopo le belle vittoria di Francesca Canepa alla Vibram Hong Kong 100 km e di Luisa Balsamo nella Transomania 300 km, è stata la volta di Marco De Gasperi che si è imposto in Patagonia nella tredicesima edizione della corsa El Cruce. Per l’italiano, si è trattato del rientro ufficiale alle competizioni dopo un lungo periodo di riposo e di recupero a causa dell’infortunio di quest’estate.

El Cruce è una gara che attraversa le Ande, unendo Argentina e Cile, su un percorso di 100 km diviso in tre tappe, dal 7 al 9 febbraio. La partenza per l’edizione di quest’anno è stata data as Volcano Osorno, in Cile, è l’arrivo è stato posto a Border limit Cardenal Samore, in Argentina. Lo scorso anno s'imposero nella gara, tra gli uomini l'americano Max King davanti al francese Francois D'Haene e allo spagnolo Iker Karrera e tra le donne la spagnola Oihana Kortazar davanti alla connazionale Emma Roca e alla neozelandese Anna Frost.

PRIMA TAPPA - La tappa iniziale prevedeva una distanza di 39 km per 1.540 metri di dislivello positivo e quota massima a 1.131 metri. Tra gli uomini, si è imposto l’italiano Marco De Gasperi con il tempo finale di 3h20’46’’ e un vantaggio di 8’41’’ sul’americano Dakota Jones e di 8’54’’ sull’argentino Sergio Jesus Trecaman. 

SECONDA TAPPA - La seconda tappa originariamente prevedeva una distanza di 31 km e 1.691 metri di dislivello positivo. Causa le avverse condizioni meteo, però, è stata accorciata a 18 km. Si è Trecaman in 1h11’43’’ e un vantaggio di 1’02’’ De Gasperi e di 1’58 sul francese Sebastien Cornette. Quarto, in 1h14’40’’ si è classificato l’americano Dakota Jones.

TERZA TAPPA - L’ultima tappa prevedeva una distanza di 33 km e 1.400 metri di dislivello positivo e una quota massima di 1.900 metri. Si è riconfermato Trecaman con il tempo finale di  2h00’39, unico atleta a essere sceso sotto il muro delle due ore. Secondo posto per Marco De Gasperi, a 3’16’’ e terzo lo spagnolo Jordi Gamito a 6’29’’. Dakota Jiones chiude nuovamente in quarta posizione con il tempo di 2h08’30’’.

UN RISULTATO CHE CONTA -
La vittoria di Marco De Gasperi, l’ennesima della sua prestigiosa carriera sportiva, ha un significato che va ben oltre il solo piazzamento in classifica. Assente dalle competizioni dalla scorsa estate a causa di un infortunio, ha fatto il suo rientro ufficiale imponendosi fuori dai confini nazionali avendo anche modo di testare la sua condizione su una prova in tre tappe. Tutto questo non può che fare bene al morale dell’italiano. Al netto di una riduzione di percorso e di condizioni ambientali in parte difficili, è stata la prima tappa, quella su cui ha costruito la vittoria finale, che ha dato le indicazioni più significative. I quasi nove minuti a Dakota Jones e a Sergio Jesus Trecaman hanno una loro valenza. E’ vero che l’americano Jones (1990) è uno specialista delle lunghe distanze ma è altrettanto vero che nel 2012 si è cimentato anche in prove più corte, arrivando quarto allo Scaccabarozzi con  21’ di distacco da Tadei Pivik e davanti ad atleti del calibro di Sancassani, Antonioli, Bazzana, Butti, Lightfoot e Chorier. Per l’argentino Trecaman (1985), invece, anche se in gare come Zegama non ha mai brillato particolarmente, è pur sempre un atleta che vanta un 2h34’ in maratona e un 1h10’ nella mezza. 

Come avevamo già augurato per Francesca Canepa, anche per Marco de Gasperi, se il buon giorno si vede dal mattino, tutti i suoi ammiratori possono intravedere all’orizzonte un’altra stagione da protagonista.

Tra le donne, si è imposta la spagnola Emma Roca con due tappe vinte e davanti all’americana Amy Sproston, vincitrice della seconda tappa.

TOP UOMINI

1. MARCO DE GASPERI (ITA) 06:34:10
2. SERGIO JESUS TRECAMAN (ARG) 06:38:46
3. DAKOTA JONES (USA) 06:52:37
4. JORDI GAMITO (ESP) 06:59:44
5. NELSóN ORTEGA (ARG) 07:20:18

TOP DONNE

1. EMMA ROCA (ESP) 7:59:23
2. AMY SPROSTON (USA) 08:11:59
3. ADRIANA VANESA VARGAS (ARG) 09:30:26     


Dalla Fidal chiarezza sul mondo outdoor

Lo skyrunning non e’ una disciplina dell’atletica leggera

In questi giorni è stata pubblicata la bozza della nuova convenzione tra la FIDAL (Federazione Italiana Atletica Leggera) e gli EPS (Enti di Promozione Sportiva). 

La convenzione, così com’è stata formulata, torna molto utile per fare chiarezza su quali siano le attività rientranti nella sfera dell’atletica leggera italiana con particolare riferimento, forse per la prima volta, a quelle outdoor.

OUTDOOR E ATLETICA LEGGERA - La stessa bozza di convenzione, infatti, al punto 1.3 cita testualmente: “I rapporti di collaborazione riguardano tutta l’attività di atletica leggera (attività su pista, strada – in tutte le sue forme regolamentari –, indoor, cross, montagna – in tutte le sue forme regolamentari –, ultradistanze, corsa in natura – trail e tutte le sue forme regolamentari –), oltre a qualsiasi altra attività che dovesse in futuro rientrare sotto il controllo della Federazione Italiana di Atletica Leggera”. Le attività outdoor che quindi entrano di diritto sotto l’ambito normativo dell’atletica leggera italiana sono quelle espressamente citate nella stessa bozza di convenzione: il cross, la corsa in montagna, la corsa in natura e il trail.
Di tutte le macro categorie trattate nell’ambito della nostra rivista, quindi, all’appello manca solo lo skyrunning e questo, di riflesso, ne rafforza ulteriormente la sua identità. Difficile ipotizzare interpretazioni differenti, a meno che la stessa FIDAL non abbia considerato lo skyrunning come “qualsiasi altra attività che dovesse in futuro rientrare sotto il controllo della Federazione Italiana di Atletica Leggera “ o, a meno che la FIDAL non identifichi lo skyrunning nel trail running, nella corsa in montagna, nella corsa in natura o nel cross. Lasciando da parte la prima ipotesi, quella del futuro, per rimanere sul presente è più plausibile pensare che la FIDAL abbia riconosciuto l’autonomia dello skyrunning, forse basandosi sulla sua lunga tradizione derivante da oltre vent’anni di attività. Del resto, facendo una forzatura, sarebbe perlomeno bizzarro se un giorno, all’improvviso, gare come il Kima, la Dolomites, il Giir di Mont, la Maratona del Cielo o le molte altre sky italiane si trasformassero per magia in trail, in cross o in generiche corse in natura. E’ anche vero che a livello puramente dialettico, potrebbero essere definite come Corsa in Montagna ma in questo caso, la partita sembra già chiusa a priori in base ai dettami dei vertici internazionale della stessa Corsa in Montagna a cui la FIDAL fa riferimento per statuto..

LA VISIONE INTERNAZIONALE – La visione internazionale sulla specificità dello skyrunning, infatti, trova sostanzialmente d’accordo entrambe le parti che, fondamentalmente, non si riconoscono l’una nell’altra. In questo frangente, ritornano preziose le ormai celebri esternazioni di Bruno Gozzelino, presidente della WMRA (World Mountain Running Federation), l’organo referente della corsa in montagna a livello internazionale per mandato della IAAF (International Association of Athletics Federations), il quale, sulla newsletter ufficiale della sua associazione nel 2012, dichiarò: “Lo skyrunning attrae la copertura dei media perché i partecipanti camminano o corrono sulla cima delle montagne in altitudine e spesso competono in condizioni estreme, ma lo skyrunning non è la corsa in montagna. La corsa in montagna è una disciplina dell’atletica che non deve essere confusa con queste altre attività. Io spero che gli atleti possano aiutare questa situazione scegliendo la corsa in montagna e non essendo presenti in eventi che non sono atletica, che non sono corsa in montagna. Questa è la corsa in montagna, una disciplina ufficiale dell’atletica”. (Sky running attracts media coverage due to the fact that participants walk or run on the top of the mountains at high altitude and sometimes competing in close to extreme conditions, but sky running is not mountain running. …that mountain running is an athletic discipline not to be confused with these other activities. I believe that athletes can help this situation by choosing mountain running and not being present in events that are not athletics, not mountain running!. This is mountain running, an official part of athletics!).
A parte il poco elegante invito agli atleti a non presenziare in altre discipline sportive, non corrisposto dalla controparte, quanto dichiarato dal presidente della WMRA trovò d’accordo anche i vertici dello skyrunning che, di fatto, da sempre hanno sostenuto l’estraneità della loro disciplina dalla sfera dell’atletica leggera.

Dalla bozza di convenzione tra la FIDAL e gli EPS, quindi, sembrerebbe che anche in Italia, come già avvenuto in altri paesi, si stia facendo chiarezza sul mondo outdoor.  

Nota del 07 febbraio: Ad integrazione di questo articolo, nei prossimi giorni pubblicheremo le considerazioni e gli approfondimenti in merito, provenienti dalla stessa FIDAL.


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