Sudtirol Ultra Skyrace, venerdi' il via da Bolzano
121 chilometri e 7069 metri di dislivello complessivo
Venerdì 4 luglio, alle 22, scatterà da piazza Walther a Bolzano la Südtirol Ultra Skyrace: si gareggia lungo il sentiero Hufeisentour nelle Alpi della Val Sarentino per un totale di 121 chilometri e 7069 metri di dislivello complessivo, da compiere nel tempo limite di 40 ore.
PERCORSO - Gli organizzatori hanno lavorato molto per mettere a punto il tracciato, vista la neve presente in alta quota. La situazione sul tracciato di gara è comunque ottimale. «Nei pressi del Tellerjoch - spiega il presidente del comitato organizzatore, Josef Günther Mair -, del Rifugio Forcella Vallaga, del canalone Lavina, del Giogo di Frane e in direzione del Corno Bianco ci sono ancora alcuni tratti innnevati. Chi però ha percorso questi tratti recentemente ha assicurato che tali zone si possono superare senza alcun problema. In ogni caso diremo tutti i partecipanti di affrontare tali zone con il massimo della cautela». Il percorso, quest'anno, sarà contrassegnato da bandiere di colore giallo, in grado di riflettere la luce dei fari dei concorrenti e i passaggi maggiormente critici saranno indicati anche da spray e bande segnaletiche. I concorrenti, dopo il via, si sposteranno sul Corno del Renon, per poi passare attraverso la Forcella Sarentina e raggiungere la Croce di Lazfons. La gara proseguirà poi passando per la malga della Forcella di Vallarga sino a Passo Pennes, che si trova a metà del percorso. Successivamente il tracciato prevede il transito in altri luoghi suggestivi della Val Sarentino come il Giogo di Frane, la Cima Sopramonte, la Cima Sottomonte e il Rifugio di Punta Cervina. Da qui i concorrenti si dirigeranno verso la cima più alta del tracciato, rappresentata dal Giogo Piatto, a quasi 2700 metri di altitudine, sotto Punta Cervina. Successivamente gli atleti in gara dovranno affrontare ancora una lunga salita, dal Lago di San Pancrazio fino al Monte Catino. Il percorso passerà poi per gli Stoanernen Mandln, ovvero i famosi Omini di sasso, e poi il Giogo di San Genesio fino al paese di San Genesio. Da qui si scenderà, lungo una ripida discesa, sino al traguardo di Bolzano, posto su prati del Talvera.
SUDTIROL ULTRA SKYRACE SHORT - Ci sarà anche una prova ridotta, di circa la metà: la Südtirol Ultra Skyrace Short, su un tracciato di 66 chilometri e un dislivello complessivo di 4260 metri. I partecipanti partiranno a fianco di quelli impegnati nel percorso completo e svolgeranno come loro la prima parte del tracciato. Dal Corno del Renon si sposteranno verso il “Totenkirchl”, da lì però il percorso li porterà verso il centro del comprensorio di Sarentino, per poi risalire alla volta del Giogo dei Prati ed infine ricongiungersi con il percorso originale e scendere da Genesio alla volta del capoluogo Bolzano.
Dolomiti Sky Run, cambia il percorso
La partenza da Braies alle 18 di venerdi'
Cambia il tracciato della Dolomiti Sky Run: «Vista la grande quantità di neve ancora presente sul percorso - spiegano gli organizzatori - e i numerosi crolli, nonostante l'impegno profuso, non siamo stati in gradi di garantire la sicurezza sull'ultima parte del tracciato che sarà cambiato in profondità. Un altro cambiamento riguarda il tratto Fanes-Forcella Lagazuoi: non si passerà per Forcella da Lech ma attraverso Capanna Alpina e il Rifugio Scotoni». Il nuovo tracciato sarà dunque di circa 131 km, con un dislivello positivo di 10.600 metri ed uno negativo di 11.400.
Sul sito www.dolomitiskyrun.it ci sono le nuove mappe e altimetrie.
PROGRAMMA - Dalle 9 di venerdì 4 luglio ci sarà l'apertura nella sala comunale di Braies dello stand per la consegna pettorali; alle 18 il via della gara. L'arrivo dei primi concorrenti a Belluno dal mezzogiorno del giorno successivo.
'Il corpo chiede riposo, la testa non lo permette'
Interessante intervista a Kilian del sito spagnolo trailrun
«Qualcosa non funziona se un professore o un medico guadagna meno di uno sportivo». A dirlo è Kilian Jornet, a cena, tra una gara e l'altra dei Mondiali di Chamonix. «Se si deve destinare del denaro allo sport, allora sarebbe meglio destinarlo alla base» ha aggiunto Kilian che ha risposto alle domande di alcuni giornalisti spagnoli senza peli sulla lingua.
FINO A QUANDO - «Chiaramente gli anni passano, anche se ora posso migliorare fisicamente. La parte difficile nella vita di uno sportivo è abbassare il ritmo, passare ad altro e ce ne sono di cose molto più importanti dello sport». Un'affermazione relativizzante che rende umano il campione. «Non ci sono buoni e cattivi modelli, bisogna prendere un po' da tutto il mondo, tutti possiamo essere un buon esempio, però nessuno un modello. Io prendo dei rischi ma sono meditati, se segui un modello ti distruggi con le tue mani. Devi conoscere i tuoi limiti, molti oggi vogliono prendere medaglie invece di cogliere i benefici dell'attività»
SUMMITS OF MY LIFE - «È una questione di motivazioni, questo progetto mi fa vivere, allenare, sognare. Provare cose nuovo è indispensabile».
VACANZE - «Le mie vacanze sono a novembre, dopo la stagione della corsa e prima di quella dello scialpinismo. Di solito mi prendo un paio di settimane di riposo, però dopo due giorni torno a fare attività. L'anno scorso siamo andati a Mauritius a rilassarci in spiaggia. Dopo un giorno ho cambiato i biglietti dell'aereo e sono tornato in montagna. Me lo chiede la testa, anche se il corpo chiede riposo».
SOLITUDINE - «Nelle montagne mi trovo a mio agio perché la mia vita è fatta al 70% di silenzio e al 30% di relazioni sociali e in quota sei spesso solo. La nozione di focolare è relativa per me, non saprei dire dove è la mia casa, la mia casa è dove sto comodo».
Grandi sfide alla Stava Sky Race
Doppio appuntamento domenica in Val di Fiemme
Due eventi di assoluto livello in una sola giornata. È questo il menù che propone la nona edizione della Stava Sky Race della Val di Fiemme in programma domenica 6 luglio, visto che sia nel Verticale del Cornon, che prenderà il via alle 8 da Tesero e si concluderà sull'omonimo Monte dopo 1080 metri di dislivello e 5 km di sviluppo, sia nella skyrace di 24,9 km e 4.250 metri di dislivello il cui start è previsto alle 9, si sfideranno alcuni fra i migliori rappresentanti italiani ed europei. Questo anche per la doppia validità dell’evento 2014, quale terza prova de 'La Sportiva Gore-Tex Mountain Running Cup', seconda prova delle Sky Runner Series Italy, sia per la gara corta, sia per quella lunga.
VERTICAL - La lista partenti del quarto Verticale del Cornon, che mette in palio i trofeo Ana Tesero Memorial Dario Zeni, è di altissimo spessore. Sono infatti attesi in val di Fiemme il recordman Urban Zemmer (44'21" il primato stabilito nel 2012), il piemontese Marco Moletto, il valdostano Nadir Maguet, i trentini Marco Facchinelli (vincitore lo scorso anno), Nicola Pedergnana, Thomas Trettel e Ivo Zulian, l’altoatesino Philipp Götsch. Non sarà da meno la sfida al femminile, visto che tra le iscritte dell’ultima ora c'èStephanie Jimenez, alla quale potrebbe aggiungersi la fiemmese Antonella Confortola. Nel ruolo di outsider Francesca Rossi, la giovane Elisa Compagnoni e l’atleta di casa Beatrice Deflorian. Saranno in gara per la prima volta in Trentino due atleti di colore, ovvero i due alfieri dell’associazione austriaca Run2gether, quali Francis Muigai Wangani (64'59" nella mezza) e Francis Maina Njoroge (65'11" sempre nella mezza), tutt’altro che intenzionati a fare da comparse.
SKY RACE - Conclusa la gara vertical per gli organizzatori dell’Us Cornacci, coordinati dal direttore tecnico Massimo Dondio, non ci sarà nemmeno il tempo di respirare, visto che pochi minuti dopo prenderà il via la nona Stava Sky Race sul suggestivo quanto impegnativo percorso tradizionale di quasi 25 km con le tre impegnative ascese del Monte Cornon (2.150 metri), Monte Agnello (2.358 metri) e Doss dei Branchi (2.250 metri) seguite dalla discesa a capofitto verso il traguardo di Tesero. Quotata anche in questo caso la starting list, a partire dall’orobico del team Salomon Fabio Bazzana, quindi i piemontesi Paolo Bert e Rolando Piana del Team Valetudo, la sorpresa di questa prima parte della stagione, i trentini Alessandro Follador, l’atleta di casa in grande forma quest’anno Christian Varesco, Michele Tavernaro. Anche nella gara lunga sfideranno avversari e cronometro due runner keniani, ovvero Stephen Ndungu Kiare, che ha un personale sulla mezza maratona di 65'52", e Nahashon Gitonga Karuri con un personale sulla mezza di 66'39"e sui 10 mila metri di 29'40". In campo femminile occhi puntati invece su Chiara Gianola e Lisa Buzzoni. Le iscrizioni ad entrambe le gare sono aperte sino alle ore 7 di domenica mattina per il Verticale e alle 8 per la skyrace.
MonteRosaWalserultraTrail, ecco il percorso
Al via le iscrizioni della gara in programma sabato 2 agosto
Il percorso della La MonteRosaWalserultraTrail è stato tracciato da Bruno Brunod, Franco Collé e Giancarlo Annovazzi e si sviluppa per 50 km con un dislivello positivo di 4000 metri, offrendo ai partecipanti una cornice incomparabile sul Monte Rosa.
Il tracciato più breve, il Trail di 20 km con 1000 m di dislivello positivo, è stato disegnato sempre tra i due comuni di Gressoney e attraversa alcune tra le più belle frazioni walser della zona.
ULTRA TRAIL - Partenza ore 7 dal Palazzetto dello sport Sport Haus di Gressoney-Saint-Jean, struttura situata a quota 1370 metri e dotata di parcheggi antistanti, servizi igienici, docce dove gli atleti riceveranno dallo staff di gara tutte le informazioni utili.
Prima salita con dislivello di circa 1250 metri per raggiungere il Colle Valdobbia e il rifugio Ospizio Sottile (a 2488 metri); superato il colle, un breve passaggio in Piemonte permette di chiudere l’anello sulla dorsale di confine e imboccare il Passo Valdobbiola a quota 2413. Segue la discesa lungo tutta la Valdobbiola fino all’amena frazione di Rong a 1499 metri dalla quale si prosegue verso nord sempre in sinistra orografica con dolci saliscendi attraversando numerose località di origine walser fino a raggiungere Gressoney-La-Trinité. Dalla località Eselboden a 1637 metri di quota si sale di circa 950 metri per raggiungere il Lago Gabiet a 2371, per poi scendere nuovamente lungo il vallone del Moos fino al fondovalle dove sarà localizzato il primo cancello orario in lovalità Stafal; qui ci si porta in destra orografica risalendo fino a Sant’Anna, alpeggio situato a 2178 metri d’altezza che offre una vista spettacolare sull’intero massiccio del Monte Rosa. Si perde nuovamente quota scendendo verso Gressoney-La-Trinité lungo il torrente Lys fino a risalire dapprima bruscamente poi a mezza costa lungo il sentiero denominato 'walser-wäg', ovvero sentiero walser. Si attraversano i villaggi di Alpenzù per poi ridiscendere al fondovalle nei pressi della località Tschemenoal da cui si prosegue lungo il Sentiero della Regina che porta, senza significativi dislivelli, fino al centro di Gressoney-Saint-Jean (secondo cancello orario). Da qui si prosegue ancora lungo il sentiero della Regina per poi risalire per un dislivello di circa 800 metri lungo il sentiero che porta all’alpeggio di Staller poi al Colle Ranzola a quasi 2200 m di quota. L’ultima discesa dal colle ci porta al Castel Savoia e da qui si raggiunge l’arrivo al palazzetto.
TRAIL E ECOTRAIL - Il percorso più breve parte sempre dallo Sport Haus, ma alle ore 10. Segue in parte lo stesso itinerario dell’ultra trail ma elude i grandi dislivelli (salita al Colle Valdobbia e salita al Gabiet e salita al colle Ranzola). Si tratta quindi di un anello che non raggiunge quote elevatissime (massimo 1860 metri a Gressoney-La-Trinité), ma che forma un anello che attraversa località e paesaggi dell’alta Valle del Lys.
Un video per rivivere le emozioni della Lavaredo UT
Le spettacolari immagini della corsa tra le Dolomiti
Tu chiamale se vuoi emozioni. Vuoi mettere correre tra le Dolomiti, patrimonio dell'Unesco? La Lavaredo Ultra Trail di quest'anno verrà ricordata per gli americani. Metti il successo di Anton Krupicka, il runner 'a torso nudo' che anche in Italia ha la sua nutrita schiera di fan, metti il record di Rory Bosio (anche lei con nutrita schiera di fan nel Belpaese…), metti anche che Francesca Canepa ha migliorato di oltre un'ora il suo personal best… Metti soprattutto quelle immagini all'alba alle Tre Cime di Lavaredo con le muraglie di neve e i Monti Pallidi al risveglio e capisci perché le Dolomiti sono uniche al mondo. Ecco lo straordinario video della gara di storyteller-labs… Da non perdere!
Lavaredo Ultratrail 2014 from storyteller-labs on Vimeo.
Megan Kimmel, chi era costei?
Piccola storia della vice-campionessa del mondo di Skyrunning
«Ho iniziato a fare per caso un paio di trail e poi sono andata avanti fino al 2008, quando sono entrata nello USA Mountain Running Team, correndo tante gare e sfruttando l'opportunità. Più di tutto il trail running mi ha insegnato molto a prosito di pazienza e determinazione». Formato Megan Kimmel. Fino a qualche giorno fa in Italia la trail runner statunitense era quasi sconosciuta. Poi il 21 giugno ha corso la Outrun teh sun, gara a staffetta attorno al Monte Bianco organizzata da Asics per cercare di 'battere' il sole. Infine domenica la gloria con il secondo posto alla Marathon du Mont Blanc. Vice-campione del mondo di Skyrunning. Ti aspetti Stevie Kremer e invece ecco lei. Sempre americana, come Kasie Enman, quarta. «Io non la conoscevo ma Marco (De Gasperi, ndr) mi aveva detto che era forte» ha detto Elisa Desco che la Kimmel l'ha battuta ma ha dovuto lottare.
IL PALMARES - Ma chi è Megan Kimmel? Ecco il suo palmarès: 2008, 2009 USA Mountain Running Team, 2009 primo posto Pikes Peak Ascent 2009, 2010, 2011, 2012, primo posto LaSportiva Mountain Cup 201primo posto Mt. Elbrus Ascent 2010, terzo posto Pikes Peak Marathon 2012, primo posto USATF 10k Trail Championship 2012, secondo posto USATF 1/2 Trail Marathon Championship 2012, secondo posto USATF Mararthon Championship 2012, USATF Trail Runner of the year.
Bazzana: 'Non volevo forzare nei primi 20 km'
Il bergamasco del Team Salomon racconta la sua Marathon du Mont Blanc
Era l'unico italiano in gara e ha onorato la 'maglia azzurra'. Fabio Bazzana del Team Salomon alla Mont Blanc Marathon valida per i Mondiali di Skyrunning domenica ha costruito una gara in rimonta, transitando addirittura oltre la cinquantesima posizione a Vallorcine. Sul traguardo è arrivato undicesimo, a pochi secondi da Greg Vollet. Negli ultimi venti chilometri ha fatto segnare l'ottavo tempo. «A Zegama, Vollet ero riuscito a lasciarlo dietro, nelle gare internazionali è un po' il mio riferimento». Strategia cercata quella della partenza lenta. «All'inizio sono stato un po' con il gruppetto di testa ma poi li ho lasciati andare, viaggiavano a un ritmo di 3'20'' a km. Mi sono detto di non forzare fino al km 20. Già sulle prime salitine c'era gente che camminava». La discesa verso Le Tour ha permesso qualche recupero e poi è stato tutto un crescendo. «Le gambe rispondevano bene e sulla discesa dalla Flegère sono andato a tutta, recuperando anche su Zaid Ait Malek». È un Bazzana 'internazionale' quello di Chamonix: «Dopo Zegama, ecco un'altra prova e poi vorrei partecipate alla Matterhorn Ultraks, alla Sierre Zinal e alle finali di Limone, l'obiettivo è di entrare nella top ten di una gara, gareggiare a livello internazionale serve, è importante per l'esperienza».
Zanchi, una LUT in rimonta
Il bergamasco è arrivato ottavo e secondo italiano
Sensazioni positive per Marco Zanchi, sabato ottavo alla Lavaredo Ultra Trail, secondo italiano dietro a Ivan Geronazzo (quinto). «A un certo punto, al km 95, l'avevo raggiunto e dovevamo fare la discesa insieme ma poi il mio solito problema di vesciche mi ha frenato». Gara in rimonta dicevamo. «Ho avuto sensazioni positive soprattutto nella seconda parte di gara - ha aggiunto Zanchi - mi sono sentito proprio bene». C'è anche spazio per una battuta: «Quando ho visto la start list ho pensato che sarebbe stato difficile entrare nella top 20». Invece...
STEFANO TRISCONI KO - Sensazioni meno positive per Stefano Trsiconi, costretto al ritiro per problemi intestinali. «Mi spiace - ha detto il piemontese - anche perché ero a Cortina da una settimana e sono in un momento di forma top, ma non riuscivo proprio ad andare avanti.
Philip Goetsch, ancora primo in un Vertical
Vince il Muhlwalder Vertical, tappa del Sudtirol Vertical Tour
Tappa della Südtirol Vertical Tour con la nona edizione del Mühlwalder Vertical Km. 79 i partecipanti alla gara: ancora un successo Philip Götsch che ha chiuso i 3,8 km con 1000 metri di dislivello in 35'09", piazza d'onore per Manfred Reichegger (nel duplice ruolo di atleta e organizzatore) in 35'39", con David Thoeni a completare il podio assoluto in 36'45".
Nella gara rosa a segno Irene Senfter in 47'45" davanti a Serena Vittori in 48'34" e Astrid Renzler in 50'19". Il Südtirol Vertical Tour prosegue con la prova sulla Cima Gallina il prossimo 27 luglio.
Salomon sbanca il mondiale
Il marchio francese ha conquistato 11 podi
C'è anche il Mondiale delle marche. Quali sono i brand più vincenti di Chamonix? Al primo posto troviamo Salomon che ha conquistato 11 podi (4 ori, 4 argenti e 3 bronzi). Il primo giorno, nella 80 km, un argento con Francois D'Haene. Poi nel vertical doppio oro con Kilian e Laura Orgué e tra le donne anche l'argento di Stevie Kremer. Due triplete per il brand di Annecy: nella 80 km femminile (Forsberg-Frost-Laczak) e nella Marathon maschile con Kilian, Lanne e Owens e bronzo con Stevie Kremer. Per le altre case solo una medaglia: un oro e un bronzo per Adidas con Luis Alberto Hernando nella 80 km e Christelle Dewalle nel Vertical, un bronzo per Hoka con Ben Duffus nella 80 km, un argento per Mizuno con Bernard Dematteis nel vertical, un bronzo per La Sportiva con Urban Zemmer nel Vertical, un oro per Scott con la vittoria di Elisa Desco nella Marathon e un argento per Asics con Megan Kimmel nella Marathon.
Facce da Marathon du Mont Blanc
È stata la gara dei campioni e dei tanti finisher
Ne abbiamo viste di tutti i colori. Ieri Chamonix, se già non avesse titoli per esserlo, era ancora di più la capitale dell'outdoor running. Un esercito colorato di migliaia di skyrunner ha illuminato la giornata grigia e piovosa. Facce sorridenti, capelli e magliette lucide e zuppe, gambe marroni per il fango spuntavano all'improvviso dalla nebbia di Le Tour. Nell'ultima discesa versi Chamonix la luce spettrale del bosco e le pozzanghere creavano un'atmosfera da fiaba. I volti trasformati dalla fatica cercavano di mascherare l'ultimo sforzo. Una grande festa per i primi ma anche e soprattutto per gli ultimi perché ieri, prima di tutto, contava essere finisher, nel migliore spirito trail. Anche questi sono stati campionati mondiali. Ecco alcune 'facce da Chamonix' negli scatti di Niccolò Castellani che ha lottato per tutta la giornata con la pioggia battente e l'umidità che si insinuava nella macchina fotografica. Anche per lui è stata una giornata dura…












