Percorso modificato al Trail del Bangher

Domenica 21 luglio nel Biellese

Domenica 21 luglio appuntamento con il Trail del Bangher, gara che si snoda sui sentieri che furono territorio incontrastato di Pietro (Peter) Bangher, il brigante che scorrazzava tra Biellese e Valsesia a cavallo tra '800 e ’900. Cambia, però, parte del tracciato: la tanta neve ancora sul percorso ha costretto il comitato organizzatore a ridurre il trail a 33 km e 3.100 metri di dislivello, anziché 43 km, evitando il territorio valsesiano. Il nuovo tracciato della gara, organizzata da La Büfarôla e valida per il Challenge Montagne Biellesi 2013, prevede la partenza da Piedicavallo (alle ore 7) verso il lago ed il colle della Vecchia, per poi addentrarsi in territorio valdostano, fino a Niel, punto di ristoro e controllo grazie al ristorante La Gruba. Ripartenza per il colle della Mologna Grande, rifugio il Rivetti (punto di ristoro, grazie a Sandro Zoia, gestore del rifugio) e quindi giù di corsa fino a Montesinaro. Ultima fatica la risalita da Rosazza alle Selle, con ultimo ristoro al rifugio Madonna della Neve, scendendo poi per i boschi fino al ponte in pietra che segna l'arrivo a Piedicavallo. Al trail quest’anno si affianca anche lo Speedbangher, gara competitiva di circa 14 km e 900 metri dislivello, oltre alla gara non competitiva di 10 km e 600 metri di dislivello. Informazioni e iscrizioni: www.traildelbangher.it.


Come non detto, a Canazei corre anche Marco

La presenza del bormino a Canazei modifica i pronostici

Come da notizia pubblicata questa mattina su corsainmontagna.it, Marco De Gasperi ha deciso di correre la Dolomites Skyrace di domenica prossima. Una prima assoluta per l’atleta bormino che, inevitabilmente, modifica i pronostici della vigilia e disegna nuove possibili strategie di gara.

LA DECISIONE - A bocce ferme, comodamente seduti ad una scrivania, una speranza o forse meglio una certezza la possiamo già avere. Se Marco ha deciso di presentarsi a Canazei, in un simile palcoscenico, è perché da Chamonix ne è uscito con ottime sensazioni e forse anche con qualche piccolo rammarico di troppo per il secondo posto alle spalle di Kilian.  Considerando che la sana competizione, quella vera, fa parte da sempre del suo DNA, questa decisione implica necessariamente che nella sua testa si sia radicata la consapevolezza che potrà veramente giocarsela. Non fosse così, non staremmo parlando di Marco De Gasperi. Non servirebbe a nulla chiedergli una conferma perché, vuoi per l’umiltà che lo contraddistingue, vuoi per una sana e giusta pretattica, risponderebbe che Kilian è un gradino sopra di lui.

AUMENTA L’INTERESSE - A questo punto, cresce inevitabilmente l’interesse e la curiosità per quanto accadrà domenica. Essendo anche un campionato europeo, a maggior ragione si ragiona con estremo interesse sul potenziale degi azzurri. Di Tadei Pivk abbiamo già detto tutto o quasi, e con Marco aumenta sicuramente la possibilità di ben figurare anche a livello nazionale.

IPOTESI DI TATTICA - Mai come in questo caso è facile ipotizzare cosa accadrà domenica. In una gara come la Dolomites, 22 km con salita e discesa, ci sarà poco da calcolare. Il ritmo sarà devastante fin dall’inizio e con molta probabilità non diminuirà mai d’intensita. Dopo quanto visto quest’anno sulla salita del Posettes a Chamonix, potrebbe essere lecito ipotizzare che Marco riesca a transitare sul Piz Boè per primo. Potrebbe essere l’unica strategia possibile cercando di sfruttare al meglio i 65 km che Kilian ha nelle gambe dopo la massacrante Ice Trail di domenica scorsa, ammesso e concesso che li abbia ancora. E’ però importante che riesca a farlo con un buon margine di tenuta perché, nell’eventualità, dietro di lui ci potrebbe essere il calcolatore spagnolo come già avvenuto a Premana e al Kinabalu nel 2011. 

Diversamente Marco potrebbe anche pensare di arrivare in gruppo al termine della salita per poi giocarsi tutto in discesa. In questo caso, però, sarebbe d’obbigo un consiglio a tutti gli appassionati e turisti che saranno lungo il percorso: prestare la massima attenzione, bolidi in corsa a velocità non controllabile.  


Paolo Bert, profeta in patria

Vince ancora la Tre Rifugi Val Pellice

«E' la mia gara: quando ero bambino venivo a vederla e sognavo di poterla fare. E poi ci sono tanti amici che la organizzano». Paolo Bert ha vinto per l'ennesima volta la Tre Rifugi Val Pellice. «Ma tutti dicono undici successi su dodici partecipazioni, in realtà sono tredici perché ho gareggiato una volta quando si disputava in coppia. In ogni caso mi piace questo record: è la gara di 'casa', sul percorso dove abitualmente mi alleno. E come lunghezza e dislivello è il 'massimo' a cui posso arrivare: non ho la gamba per le gare oltre le sei ore. Anche perché non posso vivere solo con la corsa in montagna e dunque devo conciliare gli allenamenti con gli impegni di lavoro: quattro o cinque uscite la settimana e qualche lungo riesco a farli, di più è molto impegnativo». Prossimi impegni? «Adesso mi fermo un po', anche perché negli ultimi due mesi ero in gara tutte le domeniche. Poi sarò al via del Giir di Mont e cercherò di essere presente anche alla Red Rock, visto che sono ben messo, forse addirittura primo, nella generale del circuito La Sportiva».


Gore-Tex, tre premi all'OutDoor di Friedrichshafen

'Firmati' da Salewa, Viking e La Sportiva

Soddisfazione in casa Gore-Tex per i tre premi ricevuti alla fiera OutDoor di Friedrichshafen 'firmati' da Salewa, Viking e La Sportiva. Con il modello Escape Gore-Tex Surround, della collezione 'Alpine Life', Salewa si è aggiudicata l'Outdoor Industry Award 2013: una scarpa che offre un’impermeabilità durevole nel tempo, garantendo la massima traspirabilità grazie soprattutto alla tecnologia Gore-Tex e alla struttura aperta della suola. Un modello adatto anche all'uso quotidiano, con la garanzia del massimo comfort.

Anche la linea di calzature lifestyle Gore-Tex Surround prodotta da Viking è stata insignita di un premio prestigioso: lo Scandinavian Outdoor Group Award. Le sneaker Viking puntano sul design sportivo e casual al tempo stesso, abbinato alla funzionalità, grazie ai dettagli come le mascherine di gomma a contrasto, gli occhielli di metallo, la suola robusta e i lacci outdoor.

Premiata con l’OutDoor Industry Award 2013 anche la calzatura Trango Cube Gore-Tex di La Sportiva, un modello tecnico per alpinismo e vie ferrate che è stato giudicato come un’eccellenza unica sul mercato grazie alla sua particolare costruzione esterna che prevede l’assenza delle tradizionali cuciture della tomaia, in favore di un look pulito e minimalista ottenuto grazie all’applicazione di una speciale copertura termo-plastica e termo-saldata nella quale sono inseriti anche i passanti dell’allacciatura. La particolare costruzione permette di contenere al minimo il volume del prodotto (675 grammi, il mezzo paio).

«Il fatto che le nuove calzature Gore-Tex Surround  siano state premiate ancor prima di essere disponibili in commercio ci rende particolarmente orgogliosi -dichiara Christian Langer, Global Business Leader Gore-Tex Footwear -. Con il settore lifestyle dei marchi outdoor completiamo in maniera ideale la nostra offerta di calzature Gore-Tex Surround, partendo con il piede giusto per la prossima stagione e offrendo un valido supporto ai rivenditori specializzati».


Transcivetta Karpos, gia' 730 le coppie iscritte

Domenica 21 luglio la gara nelle Dolomiti agordine

Una Transcivetta Karpos da record. A meno di cinque giorni dal via erano ben 730 le coppie iscritte alla trentatreesima edizione della gara a coppie di corsa in montagna in programma domenica 21 luglio lungo i 23 chilometri (e 1950 metri di dislivello) che si snodano da Listolade ai Piani di Pezzè, nello scenario delle Dolomiti agordine. Mai, nella sua storia, la Transcivetta aveva raggiunto un numero così elevato di partecipanti, numero che comunque è destinato a crescere perché le iscrizioni saranno aperte fino a sabato 20.

FAVORITI - Gli agordini Daniele De Colò e Alessandro Follador sono la coppia da battere: lo scorso anno il vigile del fuoco di Taibon e lo ski-alper falcadino vinsero in 2h 09' 00" e quest’anno vogliono confermare il 'titolo'. La concorrenza comunque non mancherà. Così come agguerrita si annuncia la prova femminile dove si daranno battaglia Chiara Ladini e Angela De Poi (vincitrici 2012), Jennifer Senik e Martina Valmassoi, le sorelle Martina e Alba De Silvestro. Per quanto riguarda le coppie miste, occhi puntati a quella con il numero 264 composta da Daniele De Martin e dall’azzurra dello sci di fondo Virginia De Martin.

PROGRAMMA - Novità per quanto riguarda la logistica. Oltre al servizio navetta gratuito da Alleghe a Listolade e da Agordo a Listolade prima della partenza e, al termine della gara, da Alleghe a Listolade, grazie all’accordo tra l’organizzazione, Veneto Strade e le amministrazioni comunali interessate, sarà possibile parcheggiare sulla strada regionale tra Listolade e Cencenighe parallela alla galleria. Inoltre, sarà possibile parcheggiare anche in centro a Taibon, con servizio bus navetta per Listolade. Per le iscririzoni sarà necessario recarsi all’ufficio gare di piazzale N’Zunaia, nei pressi del palaghiaccio ad Alleghe, che osserverà i seguenti orari: dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Nello stesso arco di tempo e negli stessi orari, all’ufficio gare sarà possibile anche il ritiro di pettorali e pacchi gara. Per eventuali informazioni si può contattare il 348.3611244. Domenica mattina, 21 luglio, il ritiro dei pettorali avverrà, dalle 6 alle 8.15, presso la Biblioteca Comunale di Agordo, in via XXVII aprile (fronte ex caserme).

MONTEPREMI - Sempre di rilievo il montepremi: oltre alla maglietta tecnica Karpos, Transcivetta Karpos premierà le migliori coppie classificate, i  gruppi sportivi che avranno totalizzato i migliori tre tempi (Trofeo Alleghe Funivie), il concorrente più giovane (Trofeo Lorenzini), la trentottesima coppia transitata al rifugio Tissi (Trofeo Tomè), la prima coppia femminile transitata al rifugio Tissi (Trofeo De Toni), la prima coppia mista transitata al rifugio Coldai (Trofeo De Zordo). Infine, spazio al premio 'tempo ideale', alle coppie (maschile, femminile e mista) che si avvicineranno al 'tempo medio segreto', definito in precedenza dall’organizzazione. Quest’anno, poi, spazio anche al 'Trofeo Famiglia', iniziativa che premia i nuclei familiari e che è promossa dall’organizzazione di Transcivetta Karpos in sinergia con Radio Più, l’emittente agordina che in questo 2013 festeggia i 30 anni dalla fondazione.


Tadei vs Kilian, azzardo o realta'?

Grande interesse per la sfida di domenica a Canazei

Sul sito skialper.it, il sondaggio sul pronostico tra lo spagnolo Kilian Jornet e l’italiano Tadei Pivk alla Dolomites Skyrace di domenica prossima, valida come Campionato Europeo di disciplina, sta suscitando molto interesse da parte dei lettori. 

Cerchiamo di analizzare la questione oltre le pur piacevoli logiche campanilistiche. Si parte da una certezza, ovvero che si tratta di una possibile sfida tra due atleti di grandissimo valore assoluto. Da una parte Kilian Jornet, nato il 27 ottobre 1987 e domiciliato a Les Houches, a pochi chilometri da Chamonix e dall’altra Tadei Pivk, nato il 20 luglio 1981 e residente a Camporosso Valcanale, in Friuli-Venezia Giulia. Ovviamente, oltre a loro due, moltissimi altri atleti tra i possibili protagonisti della gara.

IL PRECEDENTE - I lettori più attenti ricorderanno sicuramente che la sfida di domenica prossima non è un inedito. Nell’ormai lontano 2008, infatti, i due si sono già confrontati sullo stesso percorso in occasione degli Sky Games. Vinse Kilian in 2h06’06’’, ma Tadei ci andò molto vicino arrvando terzo a soli 58’’ dal vincitore e a 15’’ da Tofol Castanyer, secondo classificato.

ZEGAMA - A fine maggio abbiamo avuto il piacere di ammirare Kilian e Tadei nella prestigiosa Zegama-Aizkorri in Spagna. Sui 42 km della prova, vinse Kilian in 3h54’28’’ e Tadei arrivò terzo con un distacco di 4’29’’. In cima all’Aizkorri, a circa metà gara e quindi su una distanza simile a quella di domenica, accusò un distacco di 2’07’’, a Urbia, quasi alla conclusione della prova, addirittura di 1’18’’. Poi quei 3’ persi nel finale di gara, complice anche il forcing di Kilian su Luis Hernando. Fu proprio da questa piacevole conferma in ambito internazionale che abbiamo incominciato a guardare Tadei non solo più come a uno dei massimi interpreti della disciplina a livello nazionale ma addirittura a livello mondiale. 

TADEI - Oltre alla già citata Zegama-Aizkorri, Tadei arriva all’appuntamento di domenica con dei risultati stagionali a dir poco entusiasmanti. L’ultimo, la performance stellare al Sentiero 4 luglio, primo classificato con record migliorato di oltre 11’ e un vantaggio di 13’42’’ su Matteo Piller Hoffer, secondo classificato. Tra le altre vittorie, anche il titolo italiano Fidal di lunghe distanze alla 4 Passi in Casa Nostra, la International SkyRace Carnia, anche in quest’occasione con il nuovo record del percorso e la Stava Skyrace. Già detentore lo scorso anno del titolo di Campione Italiano Skyrunning, anche quest’anno, salvo sorprese, dovrebbe riconfermarsi. 

KILIAN - Anche lui arriva a Canazei con una serie di risultati che lasciano quasi senza parole. Da maggio, nell’ordine, ha vinto, Transvulcania con record, Zegama, Marathon du Mont-Blanc con record, Kilian's Classik e Ice Trail Tarentaise sempre con record. L’unica volta che non ha tagliato il traguardo per primo è stato nel Vertical di Chamonix dove i 19’’ di distacco dal colombiano Saul Padua gli valsero il secondo posto. A margine di tutto questo, ha portato a termine un’altra tappa del suo progetto Summits of my life stabilendo il nuovo record da Chamonix alla vetta del Monte Bianco e ritorno, il tutto in 4h57’’.

CONFRONTO POSSIBILE? - Difficile dire se in condizioni ottimali, sia fisiche che mentali, Tadei sia in grado di battere Kilian. Fino a questo momento i semplici numeri sembrano non contemplare questa ipotesi. Domenica oltretutto si corre su un percorso e in un luogo che lo spagnolo apprezza molto. Lo scorso anno vinse con un tempo incredibile di 2h01’52’’ e non concesse nessuna possibilità agli avversari; Ionut Zinca, secondo classificato, accusò infatti un ritardo di 4’39’’. Gli stessi semplici numeri rappresentano però il passato e domenica potrebbe invece essere scritta una nuova pagina di questo sport. Lo splendido esordio internazionale a Zegama e i grandissimi risultati a livello nazionale, sono la base che portano legittimamente a ipotizzare che quest’anno Tadei abbia fatto un ulteriore salto di qualità. Viste le premesse, arriva a Canazei con una condizione mentale a dir poco ottimale. Sicuramente la convinzione nei propri mezzi ricoprirà un ruolo importante, forse fondamentale. Da un’altra angolazione, invece, diverso è il discorso se fosse lo stesso Kilian a non essere in condizione di correre al suo massimo potenziale. Un’ipotesi da scongiurare ma ipotizzabile dopo la doppia sfida Monte Bianco e Ice trail della scorsa settimana. Di fronte a qualsiasi altro atleta saremmo qui a parlare di un semplice azzardo insensato a una settimana di distanza da un Campionato Europeo o, meglio ancora, non ne parleremmo proprio. Di Kilian, invece, molto probabilmente nessuno ha ancora capito quali siano i suoi limiti e, a giudicare da cosa sta facendo, forse non l’ha ancora capito neanche lui.   

Di sicuro domenica, sulla salita che porta ai 3.152 m del Piz Boè, la parola d’ordine sarà crederci fino in fondo e sulla successiva discesa che riporta a Canazei la parola d'ordina sarà crederci ancora di più. Poi conteranno anche le gambe e il fiato.   


Anche Bazzana alla Blumon Marathon

Il bergamasco tornera' in gara domenica nella piana del Gaver

Avevamo lasciato Fabio Bazzana alla Maratona del Cielo, dove si era procurato due storte. «Ora va meglio, sto correndo, anche se non in discesa, ma direi che la condizione, piano piano, sta tornando» ci ha detto al telefono. Fabio Bazzana ha deciso di non partecipare alla Dolomites SkyRace a causa dell'infortunio ma di ritornare in gara domenica alla Blumon Marathon, terza gara del Trittico di Corse in Montagna organizzato dalla Polisportiva Valli Bresciane. Fabio infatti aveva preso parte al Trofeo Nasego e al Gir de le Malghe, le altre due 'tappe' e ora si trova secondo nella classifica generale a circa quattro minuti da Alessandro Rambaldini. L'appuntamento per cercare di risalire la classifica, dunque, è domenica prossima nella piana del Gaver (Bs), su 23 km e 2400 m di dislivello complessivo. 
 


Rivoluzionata la classicissima Trango GTX: ecco Cube

La Sportiva Trango Cube GTX vale l’oro agli OutDoor Industry Awards 2013

E’ un 2013 ricco di novità per La Sportiva, azienda trentina che dal 1928 produce in Val di Fiemme ai piedi delle Dolomiti calzature per vivere la montagna ad ogni latitudine ed altitudine.
Durante la fiera di settore OutDoor Trade Show tenutasi dall’11 al 14 luglio a Friedrichshafen in Germania, il brand ha presentato significative innovazioni nel settore della calzatura tecnica da montagna, dall’arrampicata all’alpinismo tecnico passando per il mountain running, ed importanti completamenti di gamma all’interno della nuova collezione apparel. 

IL PREMIO PER L'INNOVAZIONE -
Tra le tante innovazioni proposte una in particolare è stata sotto i riflettori per tutta la durata della fiera: Trango Cube GORE-TEX®, calzatura tecnica per alpinismo e vie ferrate che ha catalizzando l’attenzione della giuria dell’Industry Design Award e si è aggiudicato il prestigioso OutDoor Industry Award, riconoscimento assegnato annualmente alle novità di prodotto più innovative lanciate sul mercato dai brand del settore outdoor. 

LA NUOVISSIMA COSTRUZIONE ESTERNA -
La giuria di esperti composta tra gli altri da Felix Bächli (Bächli Bergsport AG, Nänikon/Switzerland), Laurence Guyon (Escalade Mag, Sermano/France), Mark Held (European Outdoor Group, Zug/Switzerland), Alix von Melle (expedition mountaineer, Munich/Germany), Graham Thompson (Trail Magazine, Peterborough/Great Britain) and Frank Wacker (Outdoor Magazin, Stuttgart/Germany), ha giudicato il prodotto come un’eccellenza unica sul mercato grazie alla sua particolare costruzione esterna che prevede l’assenza delle tradizionali cuciture della tomaia, in favore di un look pulito e minimalista ottenuto grazie all’applicazione di una speciale copertura termo-plastica e termo-saldata (Thermo Tech Injection Technology) nella quale sono inseriti anche i passanti dell’allacciatura.  Tale particolare costruzione permette di contenere al minimo il volume del prodotto ottenendo un peso di 675 grammi al mezzo paio eccezionalmente contenuto anche grazie all’utilizzo dell’esclusiva suola a spessori ridotti La Sportiva 'Cube' realizzata in collaborazione con Vibram. 

IN ANTICIPO SUI TEMPI - Il materiale termo-plastico di Trango Cube GTX esalta inoltre al massimo le qualità di idro-repellenza del prodotto, portando a nuovi livelli di eccellenza l’impermeabilità globale ed il comfort climatico interno: caratteristiche supportate e garantite dall’utilizzo della membrana impermeabile e traspirante GORE-TEX® Performance Comfort. La giuria non ha infine esitato a definire il nuovo gioiello dell’azienda trentina, 'in anticipo sui tempi' anche a livello di design.   


Bettelmatt Sky Race sul percorso originale

La gara in programma domenica 21 liuglio

Ancora un po' di neve in quota, ma domenica 21 luglio la sesta edizione dell'International Bettelmatt Sky Race si correrà sul percorso originale. Da Riale Formazza, a quota 1.731 metri, gli atleti si dirigeranno quindi, affrontando subito una ripida salita, verso il Lago Toggia, a quasi 2200 metri; ci sarà poi una fase in quota, che attraverso diversi saliscendi porterà gli atleti al Passo San Giacomo (2.308 m), e poi, dopo lo sconfinamento in Svizzera, al Passo Gries (2.479 m), dove inizierà la discesa verso l'Alpe Bettelmatt. Gli atleti della gara lunga, si dirigeranno verso il Ghiacciaio del Siedel, per poi arrivare al punto più alto della gara, il Rifugio 3A, a 3.000 metri di altezza. Dal Rifugio inizierà la lunga discesa, che costeggiando prima il Lago Sabbione e poi il Lago di Morasco tornerà ai 1.731 di Riale Formazza. La 'corta', invece dall'Alpe Bettelmatt, proseguirà direttemente verso l'arrivo. Il costo di iscrizione per entrambe le distanze sarà di 30 euro fino alle 12 di sabato 20 luglio, ma c'è la possibilità di iscriversi anche il mattino della gara, dalle 7.30 alle 8.00, ma al costo di 40 euro. Accanto alle due gare principali in programma anche la corsa 'Da Formazza alle Ande', di soli 6 km: parte dell'incasso delle iscrizioni (5 euro), sarà devoluto all'Operazione Mato Grosso, il movimento che si propone l'educazione dei giovani attraverso il lavoro gratuito per i più poveri in alcuni paesi dell'America Latina. Tra i tanti premi, anche un riconoscimento speciale per il gruppo più numeroso, intitolato a Walter Sormani, noto imprenditore locale e figura di grande importanza nello sviluppo turistico della Valle Formazza, scomparso recentemente, oltre all'estrazione di una forma di Bettelmatt.


Gransassoskyrace in crescita

Le gare valide per il campionato italiano

Presentazione ad Assergi della Gransassoskyrace. Due giorni di gare di alto livello: si parte il 2 agosto con il Gran Sasso d'Italia Vertical Run, finale del campionato italiano Vertical, mentre il 4 agosto appuntamento con la Skyrace, terza prova del Campionato Italiano Skyrunning 2013. «La principale novità - ha spiegato Cristiano Carpente, presidente della SDS 'Specialisti dello Sport', promotrice della manifestazione - è il gemellaggio con Chamonix e quello in via di perfezionamento con Vail. La nostra gara sta crescendo sul piano organizzativo, come evento che non si esaurisce nell’aspetto agonistico, ma che esprime la  capacità di mettere in rete tutte le eccellenze che sono sul territorio. La 'Gransassoskyrace' ha il valore aggiunto di svolgersi all’interno di un’area protetta, elemento che consente di coniugare l’azione verso i turisti, indicando le forme più corrette dell’andare in montagna, con l’opportunità di far conoscere il territorio. In quest'ottica nasce il progetto 'Vipera dell’Orsini', cui la gara è dedicata, che si prefigge di porre l’attenzione su una specie minacciata d’estinzione che vive solo nel Parco». Il Vertical (memorial Giovanni Cicchetti) si snoderà sul Sentiero dei tre Valloni, con uno sviluppo di 3,5 km. La partenza del primo concorrente alle ore 17.30. La Skyrace (premi Piergiorgio De Paulis - coppa CNSAS) avrà una lunghezza di 21,6 km per un dislivello positivo di 2226 metre con quota massima a 2533 metri. Lo start alle ore 8.30.


Chiavenna - Lagunc, dura e impegnativa

Il racconto del nostro redattore in gara Matteo Tagliabue

Una di quelle gare dove non c'è un attimo di respiro. Il Kilometro Verticale 'Chiavenna - Lagunc' è stato anche quest'anno una 'battaglia'. Come sempre. Per fortuna il meteo ci ha aiutato, io e gli altri 150 atleti che hanno affrontato le ripide e strette mulattiere che dai 352 metri di Chiavenna portano in località Lagunc a quota 1352, mille metri 'giusti' più in alto. Il percorso lo conosciamo tutti, non è un segreto la sua difficoltà: 3.298 metri di sviluppo e non molla praticamente mai dalla partenza all'arrivo; sono davvero ben pochi i punti dove si può rifiatare. E poi il caldo: anche in questa edizione ha fatto la sua parte, mettendo tutti in difficoltà.

Dopo la partenza da Loreto bisogna subito ‘far fatica’ nello stretto sentiero con i ripidi gradoni, antipasto della durezza di questo vertical. Sei da solo, visto che si parte uno alla volta, a distanza di 30 secondi: per chi, come me, preferisce le partenze in 'mandria' che ti danno quella scarica di adrenalina in più, altra sofferenza, soprattutto nella testa. Appena il tempo di rifiatare e ci aspettano altre scalinate tra le case di Pianazzola, per poi affrontare la parte dove ogni anno si fa la selezione. Nel bosco dopo Pianazzola, infatti, non è stato davvero facile mantenere la corsa: unica consolazione quella di poter correre all'ombra. Passaggio alla Fontanella Alpini, dove si tocca quota 1000 metri, e subito dopo c’è lo scollinamento ai prati Dalò.

Qui il grosso è ormai fatto e mancano solo gli ultimi 200 metri di dislivello con alcuni tratti meno ripidi e quindi più veloci e 'corribili', dove si può davvero fare la differenza. L'ultima scalinata che porta all'arrivo nello spettacolare contesto di piccole baite di Lagunc, sembra 'infinita', ma poter vedere lo striscione d'arrivo ha dato a tutti una carica ulteriore, anche se le forze rimaste sono poche. Il traguardo è vicino, la birretta ce la siamo meritata.
Si tratta di un vertical abbastanza duro, ma comunque molto veloce e 'corribile' per chi ne ha, non per niente è omologato Fidal e sul percorso è stato nuovamente abbassato il record mondiale del kilometro verticale. Sicuramente la tipologia del percorso e il fatto che il regolamento Fidal non preveda l'utilizzo dei bastoni gioca a favore di atleti più votati alla corsa in montagna piuttosto che agli skyrunner puri.


Lyskamm Solitaire, il racconto di Luca Zattoni

Il racconto in prima persona della discesa dello scorso 14 luglio

Ventidue anni, di Como, studente di medicina. Luca Zattoni ci ha inviato il suo resoconto della discesa della Nord del Lyskamm, che pubblichiamo integralmente.
Leggete Luca, e ritrovate i momenti e le sensazioni di una discesa sul vuoto.  

L'ATTESA - «È dal 5 maggio che ogni week-end controllo questa parete per studiarla e conoscerne le condizioni. Continuo ad aspettare finché a fine giugno qualche alpinista inizia a tracciare la cresta. Allora penso «ok le condizioni ci sono, la traccia c’è, posso tentare».  
Il 6 Luglio è il giorno del mio primo tentativo, ma abbandono. Era quasi un mese che non sciavo e all’attacco della cresta non mi sentivo perfettamente riposato. «Meglio così - penso - un’altra settimana di allenamento non può farmi che bene». Abbandono il Lyskamm e tiro fino al Margherita per guardare Davide e Pietro (due miei amici) che scendono la Nord.  

IL MOMENTO GIUSTO - 14 Luglio 2013, 4.527 metri di quota, ore 9.00, seduto sulla vetta osservo sotto di me la valle del Lys. Vedo degli alpinisti risalire la Nord, ma dal pendio di destra; mi informo sulle condizioni: ghiaccio affiorante; ma questo lo sapevo già. In ogni caso la mia idea era scendere da sinistra, la via 'più classica'.  

Inizio a prepararmi, mentre chiudo gli scarponi penso «domani è il 15, come regalo a mio papà gli mando una bella foto!» anche se non c’è nessuno che mi può fotografare sulla parete visto che sono da solo...   Blocco gli attacchini, stringo i bastoni e parto.

LE PRIME CURVE - Non mi sento titubante né spaventato, solo determinato e confido nelle mie capacità. Sono arrivato in vetta rilassato, non stanco e sento di essere pronto.   Tasto la neve, la mordo con le lamine per sentire quanto è dura e quanto ghiaccio ho sotto ai piedi. La prima curva è la più difficile ma in un attimo è fatta, gli sci mi hanno seguito alla perfezione e sono ancora in piedi! La neve è veramente dura, ma non c’era da aspettarsi altrimenti visto il vento che tira in cima.   Seguo la cresta, dove ci sono meno tracce e con grande soddisfazione trovo una buona polvere compressata; ho subito un gran feeling e le curve si fanno più precise e più rapide. Anche se la neve è migliore, c’è da considerare che sto seguendo una linea molto più esposta restando sospeso sul primo grosso seracco. Non voglio avvicinarmi troppo al baratro e dopo qualche metro inizio a deviare, supero il primo crepaccio e mi porto verso il canale centrale.

QUELLI CHE SALGONO -
Appena mi affaccio nell’imbuto trovo due alpinisti che stanno risalendo; il primo mi vede e fa «ragazzo tu c’hai un pelo….». Poi mi avvisa di stare attento che il canale è una lastra unica.    

Sono nel tratto più difficile, misuro una pendenza di 56 gradi, con ghiaccio affiorante e veramente poca neve; in più c’è una cordata che sta salendo proprio al centro del canale e il mio raggio d’azione si restringe di conseguenza. Imposto tre curve ma scarico troppa neve sugli alpinisti, mi fermo così che possano piantare due chiodi per allestire una sosta.    

Riparto, derapo qualche metro per superarli e sono fuori dal canale. Mi tengo a destra attaccato al seracco dove la neve è rimasta buona: 5 cm di polverina che coprono il ghiaccio blu sotto ai miei sci. Benché la neve sia ancora dura con numerose placche ghiacciate, la pendenza molla impercettibilmente e riesco a impostare più agevolmente le curve. Scendo velocemente in questa sezione e devio verso destra sotto alla seraccata che ho appena superato. Zona pericolosa, ma vista l’esposizione più rivolta ad est, la neve è molto più morbida e riesco ad allontanarmi velocemente dal tiro del seracco.    

Passo tra gli isolotti rocciosi posti alla base della parete e inizio a deviare verso destra per recuperare qualche metro, visto che poi dovrò rimettere le pelli e risalire fino al colle del Lys.  

LA TERMINALE FINALMENTE
- Ormai è fatta! Sono in fondo, mollo gli sci inizio a scendere forte, tiro qualche curva e poi continuo a traversare verso destra; punto la terminale e salto i circa 3 metri di crepacciata. Ce l’ho fatta, ho sceso la Nord del Lyskamm! Lascio andare gli sci sul pianoro della valle del Lys e inizio a rilassarmi, mi fermo, stacco gli sci e mi siedo per terra ancora abbastanza incredulo: ho appena sceso una delle pareti più ambite del Rosa! Scatto qualche foto, bevo un sorso d’acqua e mi preparo alla vera faticata della giornata: il rientro verso il colle del Lys!».  


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