ATK RT | 2.0, lo scialpinismo evoluto ha un nuovo riferimento
Sette anni fa veniva lanciato un prodotto diverso da quello che fino ad allora si era visto sul mercato, molto contenuto nelle dimensioni e nel peso, ma altrettanto performante in sciata. ATK RT Race Tour è stata la prima collezione di attacchi sviluppati e dedicati allo scialpinismo evoluto inteso come perfetto anello di congiunzione tra l’esasperato mondo race e quello spesso troppo conservativo dello skialp turistico. La lunga presenza sul mercato di questo modello testimonia quanto sia stato all’avanguardia, ora però è venuto il momento di mandarlo in pensione per immettere sul mercato la sua naturale evoluzione, RT | 2.0, disponibile da questo autunno nei migliori negozi. Il nuovo attacco si inserisce nella categoria Touring del catalogo ATK Bindings, integrando una già vasta gamma di prodotti specifici per gli amanti della montagna in inverno con l’obiettivo della leggerezza abbinata a performance di sciata e affidabilità.
ANCHE LIGHTWEIGHT - In soli 290 grammi RT | 2.0 unisce comfort e minimalismo, funzionalità e riduzione di peso e ingombro. RT | 2.0 è disponibile anche nella versione Lightewight, dedicata agli utilizzatori più leggeri (donne e giovanissimi): aggancio più morbido e range di regolazione dei valori di sgancio ridotto a 4-8, il tutto combinato a un colore azzurro molto trendy. Le principali caratteristiche di RT | 2.0 sono:
- Ski-Stopper integrato e facilmente asportabile (disponibile nelle misure 75,86, 91, 97 mm).
- Il nuovo sistema di variazione della forza di bloccaggio del puntale in fase di salita (U.H.V. Uphill Hardness Variator ) garantisce il corretto serraggio per ogni utilizzatore.
- Easy Entry System: la nuova geometria del puntale rende l’inserimento dello scarpone intuitivo e rapido in ogni condizione, anche con suole visibilmente usurate.
- Slitta di regolazione R01 (nuovo design alleggerito) installata di serie, che permette un range di traslazione della talloniera di 30 mm, consentendo di utilizzare l’attacco con scarponi di differente taglia (fino a 3 taglie).
- Sportellino con alzatacco: un pratico sistema di alzatacchi stabilizzati nella posizione selezionata tra flat mode, + 36 mm e +50 mm.
- CAM Release System (sgancio regolabile 5-10): il sistema di cam che gestisce lo sgancio verticale (My) dello scarpone in fase di caduta, estremamente preciso e affidabile ma allo stesso tempo di dimensioni contenute e molto leggero.
- Rotational System (sgancio regolabile 5-10): è il sistema che gestisce lo sgancio laterale (Mz) della talloniera, conferisce a RT|2.0 la tipica stabilità in fase di sciata e la rigidità torsionale che hanno reso celebri gli attacchi da scialpinismo ATK.
Gli Europei sull'Etna si fanno
Gli Europei sull’Etna si fanno. La conferma arriva anche dall’ISMF e ovviamente dal comitato organizzatore guidato da Vasco Agen e tecnicamente supportato dal valdostano Stefano Mottini. La neve è arrivata sul vulcano, non molta, ma è arrivata e altra è attesa nei prossimi giorni: al momento cambia la location, le gare andranno in scena sul versante Nord a Piano Provenzano, ad un’ora d’auto da Nicolosi. Una sorta di piano B se sull'Etna Sud non ci fossero le condizioni. Dunque programma confermato: nel pomeriggio di mercoledì 21 febbraio la cerimonia di apertura a Nicolosi, il giorno successivo la sprint, quindi venerdì 23 il vertical e sabato l’individuale.
Coppa Italia Giovani, grandi sfide a Chamois
Seconda tappa della Coppa Italia Giovani, griffata 'Camp-Scarpa-Karpos', con una due giorni di gare a Chamois, con oltre 120 concorrenti al via.
SPRINT - Apertura sabato sera con la sprint. Un’insolita partenza in discesa tra porte da slalom prima di affrontare la salita fuoripista di 90 metri di dislivello (intervallata da un tratto a zig zag tra due rombi seguito dal consueto percorso a piedi) prima di buttarsi a capofitto nella discesa finale ricca di dossi e insidie. Tra gli Under 23, vittoria di Henri Aymonod davanti a Daniele Carobbio e Francesco Leoni. Al femminile, a imporsi è Ilaria Veronese seguita da Elisa Presa e Francesca Zucco. Negli Juniores successo di Andrea Prandi davanti a Stefano Confortola e Sebastien Guichardaz e di Giorgia Felicetti su Valeria Pasquazzo e Sara Pedranzini; nei Cadetti di Matteo Sostizzo e Samantha Bertolina, seguiti rispettivamente da Anna Folini e Camilla Ricetti e da Alessandro Rossi e Rocco Baldini.

INSEGUIMENTO - Domenica di sole, ma con il termometro che in quota è sceso fino ai meno 16 gradi. Partenza a inseguimento utilizzando gli scarti della sprint del giorno precedente. Tre percorsi che si snodavano sullo spartiacque tra la conca di Cheneil nel comune di Valtournenche e il comprensorio sciistico di Chamois. Dopo una partenza nervosa con un piccolo anello fuoripista nella parte bassa del comprensorio sciistico gli atleti hanno attraversato la fascia boschiva retrostante il lago di Loz con una serie di spettacolari inversioni prima di buttarsi sulla parte più 'alpinistica' nella zona alta del percorso. Dalla cresta che dalla dorsale portava fino alla cima di Fontana Fredda il panorama offriva una vista che spaziava su tutto il territorio valdostano con il Cervino ed il ghiacciaio del Rutor a fare da cornice.
Negli Under 23 non cambia il podio maschile con Henri Aymonod davanti a Daniele Carobbio e Francesco Leoni, mentre al femminile ancora primato per Ilaria Veronese, seconda piazza in rimonta per Nicole Duci con terza Francesca Zucco. Gran gara negli Juniores, con i gemelli Guichardaz, Fabien e Sebastien, terzo e quinto nella sprint che, grazie al format, mettono pepe alla competizione. Il valtellinese Andrea Prandi prende il via con una decina di secondi sul corregionale Stefano Confortola e Sebastien Guichardaz, 15 su un altro valtellinese, Giovanni Rossi e 21 su Fabien Guichardaz. Prandi resta al comando, in solitudine ma alle sue spalle si forma subito un gruppetto di quattro elementi. Sui 1859 metri di dislivello, Sebastien e Fabien Guichardaz si avvicinano al testa della corsa, che Andrea Prandi (59’42”9) mantiene per pochissimo sulla linea del traguardo, a precedere di 3”7 Sebastien Guichardaz (59’46”) e, 38”50 su Fabien Guichardaz (1h00’19”). Al quarto e quinto posto Stefano Confortola e Giovanni Rossi.
Al femminile, Giorgia Felicetti resta davanti a tutte, seconda Valeria Pasquazzo e terza Sara Pedranzini. Nei Cadetti gradino alto del podio per valtellinese Alessandro Rossi che precede Rocco Baldini e Simone Giacomelli. Al femminile, doppietta valtellinese con Samantha Bertolina e Anna Folini, con terza Erika Sanelli.
L’appuntamento è ora per la prossima tappa già domenica a Arigna.




Skialp3 Presolana a William Boffelli e Martina Valmassoi
La prima volta di William Boffelli, la riconferma di Martina Valmassoi nella gara in rosa alla Skialp3 Presolana Memorial Angelo Castelletti. Dopo la difficile edizione 2017, contraddistinta dalla neve ai minimi termine che aveva costretto uomini di CAI Clusone e Sci Club 13 ai lavori straordinari, domenica la ‘Regina Delle Orobie’ si è invece mostrata in tutto il suo splendore ai 193 partenti di questa tappa di Coppa Italia.
Tanta neve, vero skialp, quattro salite, tre discese, un tratto a piedi e gpm della gara ai 2300 metri del Ferrantino, sono stati il mix vincente della gara. Dopo il via il località Polzone, l’altoatesino Philip Götsch ha provato a fare la differenza nonostante un lotto partenti nel quale spiccavano i nomi di Manfred Reichegger, Filippo Barazzuol, Pietro Lanfranchi e William Boffelli.
Proprio la coppia Lanfranchi-Reichegger, forti di una grande esperienza, sono andati a riprendere il fuggitivo. Sul finale, però, Boffelli è salito in cattedra tagliando per primo il traguardo. Per lui un finish time di 1h35’37” che gli ha permesso di tenere dietro a soli 4” l’intramontabile Manfred Reichegger. 20” di distacco e terzo posto assoluto per il vincitore 2017 Pietro Lanfranchi. Nella top five di giornata anche Filippo Barazzuol e Philip Götsch. A seguire troviamo Stefano Stradelli, Filippo Beccari, Norman Gusmini, Andrea Olivari e Filippo Curtoni.

Gara vera e ricca di colpi di scena anche quella femminile con Corinna Ghirardi determinata a centrare il terzo sigillo in sette giorni. Per lei una prova da assoluta protagonista se non fosse per un dritto fuori programma che ha permesso alla veneta Martina Valmassoi di tornare a calcare il gradino più alto del podio al Memorial Castelletti (2h04’38”), proprio come aveva fatto 12 mesi fa. Seconda piazza per Bianca Balzarini (2“h04’58”), mentre terza si è classificata Corinna Ghirardi (2h06’46”). Bene pure Dimitra Theocharis 4ª e Paola Pezzoli 5ª.
Valle Fredda Ski Raid a Carlo Colaianni e Raffaella Tempesta
A Fossa di Paganica, sul versante aquilano del Gran Sasso è andato in scena domenica il Valle Fredda Ski Raid, gara FISI e terzo appuntamento (primo del trofeo dedicato alle classiche diurne) dello Skialpdeiparchi La Sportiva Ski Trab. La bufera fino al sabato notte non ha impedito agli organizzatori dello sci club Gran Sasso Piana di Navelli, di individuare all’alba una variante dal valido contenuto tecnico che ha divertito gli atleti in gara sui pendii del vecchio comprensorio sciistico di Monte Cristo. Tracciato di circa 800 metri di dislivello con partenza da quota 1460. Salita tecnica con decine di inversioni e primo cambio alla sommità di Monte Cristo (1928 metri). Qui, cambio assetto e discesa in oltre mezzo metro di neve fresca nella Fossa di Paganica, nuovo cambio assetto per la risalita verso Monte Cristo e il rientro verso il punto di partenza.
Nuovo successo di Carlo Colaianni che ha chiuso in 45’07”, precedendo Armando Coccia (48’23”) e Alessandro Novaria (49’00"); al femminile terza affermazione anche della reatina Raffaella Tempesta al traguardo in 59’58” su Giovanna Galeota (1h11’22”) e Francesca Ciaccia (1h19’33”). Lo Skialpdeiparchi proseguirà con il Monte Ocre Snow Event previsto a San Martino d’Ocre l’11 febbraio.
Gran finale per l'Eisacktal Cup 2018
Con la Lorenzensturm si è chiusa l’Eisacktal Cup 2018. Vivien Senn del Gossensass vince la classifica rosa con 636 punti su Heidi Dapunt del Badia Sport (544) e Astrid Renzler dello Skialprace Ahrntal (504), primato maschile per Michael Zemmer del Bogn da Nia che raggiunge quota 614, precedendo i due portacolori del Gossensass, David Thöni (524) ed Elmar Gostner (380), mentre tra i Master successo di Karl Pfattner del Gipfelstürmer Latzfons. Nella graduatoria a squadre a segno l’Alpin Speed Sarntal con 3924 punti sullo Skialp Gossensass a 3898 e lo Gipfelstürmer Latzfons 1654.
Eisacktal Cup2018
Ski Krono Varmost, buona la prima
Le abbondanti nevicate della vigilia hanno lasciato il posto ad una serata perfetta per la sedicesima edizione della Ski Krono Varmost in programma venerdì sera a Forni di Sopra. 240 appassionati di sci alpinismo, provenienti da Triveneto, Austria e Slovenia hanno affrontato salite e discese lungo le piste di sci del Varmost. Di questi, in 150 hanno partecipato alla classica cronoscalata Vertical che dall’abitato di Forni di Sopra raggiunge malga Varmost a quota 1750 metri. con sci, pelli e ciaspole, mentre 88 (44 coppie) hanno partecipato alla prima edizione della Ski-Raid, gara su lunga distanza con un dislivello positivo di 2000 metri.
Nell’edizione zero dello Ski-Raid Varmost, ideato da Ivan D’Andrea, trionfo per la squadra composta da Marco Del Missier (Fornese) e Giuseppe Della Mea (Aldo Moro), tra le donne vittoria per la coppia Cecilia De Filippo e Martina De Silvestro (Dolomiti Ski-Alp). La Cronoscalata Vertical è stata vinta da Giovanni De Bon (Val Visdende Ski Alp) e dall’azzurra Alba De Silvestro (CS Esercito).
Tutto pronto per la trentacinquesima Transcavallo
Sulle montagne dell’Alpago nevica, sorridono gli organizzatori della trentacinquesima edizione della Transcavallo, la gara a squadre in programma da venerdì 16 a domenica 18 febbraio. Anche in questa occasione, dopo la collaborazione per i Mondiali del 2017 e precedentemente con le due gare di Coppa del Mondo nel 2016, confermato lo stretto legame con il polo sciistico di Piancavallo e soprattutto con il suo direttore Enzo Sima. A febbraio, il comitato organizzatore presieduto da Diego Svalduz, ha studiato una formula inconsueta che vedrà gli atleti raggiungere Piancavallo al termine della prima tappa, pernottare in hotel, e la mattina successiva ripartire alla volta dell’arrivo di Col Indes. Il terzo giorno, la gara sarà valida anche per assegnare i titoli tricolore, si percorreranno le tracce alpinistiche con ben nove vette poste nei territori di confine con a chiudere la discesa ‘Mondiale Val Salatis’ e il ‘canalino delle placche’ che porta sulla vetta del Guslon con i suoi 50-55° di pendenza. Una formula che non prevede lo spostamento di autovetture da parte delle squadre, una sorta di viaggio agonistico eco-sostenibile che ancora una volta collega, come vuole la tradizione, l’Alpago e Piancavallo. C’è la possibilità di iscriversi a a tutte e tre le tappe oppure partecipare solamente alla prova tricolore. Il montepremi è di oltre 20.000 euro con un assegno di 3500 euro per la prima squadra classificata al termine dei tre giorni. Sul sito web www.transcavallo.it sono ancora disponibili 20 pettorali per la gara a tappe, mentre per il campionato italiano non ci sono limiti di partecipazione. In abbinata alla competizione si svolgerà anche la Transcavallo Classic, una sorta di raduno, dove i partecipanti (numero massimo 100 iscritti) accompagnati dalle guide alpine, non solo anticiperanno il passaggio dei concorrenti, ma lungo il tragitto e nei rifugi interessati troveranno un’accoglienza speciale.
Jérémie Heitz: quello che volevamo chiederti da un anno
«Un tratto abbozzato, che si avvicina molto a essere dritto ma non lo è, che anzi, nella sua imperfezione fatta di un sistema di porzioni curve collegate tra loro, presenta una certa armoniosità. Un vestigio, un segno che testimonia un fatto accaduto o una condizione preesistente, rapida, temporanea. Sfido chiunque di voi a negarlo: quando sentite pronunciare il nome di Jérémie Heitz, la prima cosa a cui pensate è una traccia. Una traccia su un muro di neve bianco. La sua».

Dopo un anno di anticamera, Andrea Bormida inizia con questo incipit l’intervista a Jérémie Heitz sul numero 116 di Skialper, di febbraio-marzo, già disponibile nell’edicola digitale e dai prossimi giorni in distribuzione nelle migliori edicole. L’incontro qualche settimana fa, a metà gennaio, proprio prima di andare in stampa, al viaggio stampa organizzato da Scott a Zürs, per presentare le novità 2019.
LA NOSTRA LISTA DI DOMANDE – A quasi due anno dall’uscita di La Liste, abbiamo chiesto a Jérémie quello che era rimasto nella gola da tanto tempo. Non c’è dubbio che La Liste sia uno skimovie fuori dai canoni, dove tutto quello che è rimasto impresso nella nostra mente dopo la prima visione è una saetta che squarcia un muro bianco. Lo fa a pezzi, letteralmente. Un film che ha segnato profondamente il movimento dello sci ripido, che ha creato discussioni e anche qualche critica. In meno di cinquanta minuti tutte le certezze su come si sciavano le classiche big face alpine sono state prese a calci. Ecco una piccola anteprima delle risposte del ragazzo terribile dello ski de peinte raide.

DA SAUDAN A ROLLI - «Molte persone mi hanno accompagnato in questa scelta, consigliandomi i pendii che vedevano più adatti allo sci che volevo esprimere. Da mio padre, che essendo Guida ha potuto darmi delle dritte, a Sam Anthamatten, fino a Luca Rolli. E poi ci ho messo del mio. Volevo trovare belle montagne, dove poter sciare nel modo più fluido possibile, in velocità. Pareti che potessero offrire bella neve. Che si prestassero a questo. Come avrai capito uno dei miei riferimenti è proprio Sylvain Saudan… siamo perfino nati nello stesso ospedale e mio nonno sciava con lui!».

BY FAIR MEANS - «Solitamente io, con il compagno di turno, salivo dal basso. Le pareti le ho risalite quasi tutte per controllare le condizioni, per rendermi conto se c’era ghiaccio o altro. Alcune volte, prima della ripresa, ero già sceso su quelle pareti, come per esempio all’Obergabelhorn, dove avevo provato altre due volte. Una mi sono dovuto fermare a metà parete per il ghiaccio, un’altra avevo sceso il lenzuolo a sinistra (Wellenkuppe), che è forse anche più ripido. Raramente siamo stati depositati in cima dall’elicottero: come per esempio sulla Lenzspitze. Sammy mi ha chiamato e mi ha detto con quelle condizioni dobbiamo andare domani, o forse mai più. Siamo scesi a un compromesso, lo so…».

Le novità 2019 di Leki per lo scialpinismo
Sono due le novità principali presentate da Leki, lo specialista tedesco dei bastoncini, per l’inverno 2019, Tour Stick Vario Carbon e Aergon Lite 2: un modello a sonda, anche nella piacevole versione femminile, e uno telescopico.
TOUR STICK VARIO CARBON - Questo modello a sonda, con un ingombro minimo di soli 42 centimetri, è regolabile tra 115 e 135 centimetri e utilizza il sistema ELD, alternativa al tradizionale pulsante. Il sistema di regolazione adottato è Speedlock 2. La prolunga in schiuma mesh sotto l’impugnatura è utile nei traversi e la collaudata impugnatura Aergon garantisce sicurezza e un buon grip. Il lacciolo ha un inserto in neoprene e la sezione finale del bastone è realizzata in alluminio ad alta resistenza per sopportare anche i colpi contro la roccia. La rondella Binding Basket ha bordi induriti per per permettere la regolazione dell’attacco e funge anche da raschietto per togliere il fastidioso zoccolo sulla soletta o sulla pelle. Naturalmente Tour Stick Vario Carbon è pensato non solo per lo skialp ma per un utilizzo dodici mesi. La versione femminile, Tour Stick Vario Carbon Lady, ha un ingombro minimo di 38 centimetri ed è regolabile da 100 a 120 centimetri. Prezzo al pubblico: 169,95 €-
AERGON LITE 2 - Funzionalità simili (rotella pensata per aprire l’attacco e con raschietto anti-zoccolo, impugnatura Aergon, sistema di regolazione Speedlock 2) per questo telescopico a due sezioni, regolabile da 110 a 145 centimetri. È particolarmente resistente e anti-graffio perché realizzato in alluminio ad alta resistenza HTS 6.5 e il diametro è di 16/14 mm. Prezzo al pubblico: 99,95 €

Chamois Ski Alp, due giorni di Coppa Italia Giovani in Valle d’Aosta
Sabato e domenica, due giorni di Coppa Italia Giovani in Valle d’Aosta con la Chamois Ski Alp, evento nel centro di un comune 'senza auto'. Si ripropone il format, già lanciato nello scorso inverno: primo giorno dedicato alla sprint, poi quello successivo l’inseguimento, con i distacchi rimediati nella prova d’apertura.

PROGRAMMA - In gara tutte le categorie, dai Cadetti agli Espoir, di tutti i comitati regionali. Sabato la partenza della sprint alle 17 nelle piste di fronte alla piazzetta centrale, domenica il via dell’individuale alle 9: tracciato di 1300 metri di dislivello per Espoir, 904 per Junior maschile, 714 per Junior femminile e Cadetti. Nella giornata di giovedì o staff organizzativo guidato da Stefano Mottini ha fatto l’ultimo sopralluogo per la tracciatura del percorso. Le ottime condizioni di innevamento permettono di svolgere l’intero percorso con le salite al Colle Cheneil e alla Punta Fontana Fredda con i suggestivi passaggi a piedi in cresta. Gli Uunder 23 avranno la fortuna di scendere fino all’abitato di Cheneil. Info su www.sciclubchamois.it

Programma
Sabato 3 febbraio
Ore 13-16.30 Consegna pettorali
Ore 17 Partenza Sprint
Domenica 4 febbraio
Ore 7.15-8.30 Consegna pettorali piazzetta Municipio Chamois
Ore 9 Partenza inseguimento
12.30 Premiazione piazzetta Municipio Chamois
A seguire Pranzo al Ristorante Hotel Cly di Chamois

Nevica sull’Etna, la decisione sugli Europei slitta a domenica
Slitta di qualche giorno la decisione sugli Europei. Il comitato organizzatore del Trofeo Internazionale dell’Etna sta consultando il bollettino meteo: sono attese nevicate sul vulcano già nel fine settimane e una seconda perturbazione dovrebbe arrivare tra l’8 e il 10 febbraio. Dunque si spera nella neve: domenica si farà una valutazione delle condizioni e poi si capirà se confermare le date, dal 22 al 24 febbraio.









