La nuova vita di Damiano Lenzi
Rilassato e determinato. Anno nuovo, vita nuova si potrebbe dire. Perché nella vita di Damiano Lenzi sono cambiate tante cose in questo ultimo anno: il matrimonio con Sara, una casa e, nel lavoro, il passaggio a Dynafit. Oltre all’arrivo di Bud, un cagnolino che li segue sempre. Tanti tasselli che si sono sistemati e che hanno regalato grande serenità. Su Skialper 121 di dicembre-gennaio parliamo della nuova vita di Damiano Lenzi che, per l’occasione, ha fatto entrare il nostro Luca Giaccone a casa sua.
NUOVA CASA - «Io ho detto che potevamo anche chiedere aiuto a qualche ditta, invece niente - sorride Sara - Lo sai, è un testone». Falegname, muratore, scialpinista. Con una cura del dettaglio e un recupero dei materiali sempre da professionista. Dalla finestra di casa si vedono le montagne, ma non bastava: le piastrelle della cucina non sono come tutte le altre, sono in marmo nero con il profilo delle stesse montagne che si vedono della finestra, dal Mindino al Mondolè fino al Monviso.

NUOVI MATERIALI - Il passaggio a Dynafit segna un cambiamento importante, adesso è lui l’uomo di punta del marchio del leopardo delle nevi. «Sono stato quasi sorpreso della loro richiesta di ingaggio, una grande occasione per me per le prossime stagioni, perché non sarò solo atleta, ma potrò portare anche la mia esperienza nello sviluppo dei materiali: cosa che ho sempre fatto e chi mi piace moltissimo. Il materiale che ho iniziato a usare è di altissimo livello, cercherò comunque di portare i giusti feedback per renderlo ancora più performante». Un rapporto a 360 gradi che Lenceha sposato appieno.
OBIETTIVI - «Delle gare che avrei potuto vincere mi mancano una medaglia mondiale nel vertical e l’Altitoy… Quest’anno il mio obiettivo è fissato: i Mondiali e poi La Grande Course, Adamello e Mezzalama. Una bella sfida, ma ci proverò. Mondiali e aggiungo Coppa del Mondo che credo che saranno una questione tutta in casa azzurra. Gli svizzeri probabilmente vorranno fare bene nei Mondiali in casa, magari Palzer esploderà, come ha fatto Herrmann lo scorso anno, ma non c’è più Kilian; i francesi li vedo un po’ in calo, e di solito non ci sono tante sorprese: si sa quali sono i favoriti e alla fine vincono sempre quelli. E allora i rivali più agguerriti saranno i miei compagni di Nazionale ed Esercito. Discorso un po’ diverso per La Grande Course, ma lì possiamo mettere in campo la nostra esperienza in gare del genere».
Il SET-UP DI LENCE - Che materiali usa Damiano Lenzi in gara? Scarponi DNA by Pierre Gignoux, ma anche DNA Pintech, soprattutto per vertical e gare veloci non troppo lunghe in abbinamento con l’attacco P49 (insieme sono il set up più leggero al mondo). Come sci sceglie il DNA da 162 cm, con tuning 0.5 e lamine 88°. Attacco, bastoni e casco della linea DNA. Zaino Race Pro. E per gli allenamenti? Scarpone Carbonio by Pierre Gignoux per un maggiore comfort, 80 grammi in più non si sentono. Tutina RC Racing. E per la corsa due le scarpe utilizzate: Alpine Pro e Feline Up.
ATK Crest, la novità è dietro
La stagione invernale alle porte vedrà l’esordio sul mercato di ATK Crest, il nuovo attacchino da touring che si affianca allo storico RT, recentemente aggiornato alla versione 2.0. Perfetto per un range di sci che vanno da 80 a 100 mm sotto il piede, intuitivo ed affidabile come tutti i prodotti ATK, Crest in soli 280 gr di peso offre le migliori funzionalità disponibili per un attacco da touring. Le novità vengono tutte dietro: la talloniera è infatti montata su una slitta che ospita uno ski-brake potente ed efficace, di chiara derivazione alpina. Crest, proposto al prezzo di 399 euro, è anche disponibile nella versione Lightweight, uguale ma con valori di sgancio da 3 a 8 e una colorazione differente. www.atkbindings.com
ELASTIC RESPONSE SYSTEM - un sistema di scorrimento elastico (derivato da R12|2.0) applicato alla talloniera che garantisce un perfetto flex dello sci in fase di compressione e quindi ottime performance di sciata.
CAM RELEASE SYSTEM - il tipico sistema di sgancio a camme di ATK estremamente stabile e preciso.
VALORI DI SGANCIO - sistema di regolazione dello sgancio (5-10) VERTICALE (My) e LATERALE (Mz).
SPORTELLINO CON ALZATACCO - fornisce tre differenti posizioni di camminata (FLAT, +36 mm e +50 mm).
SKI BRAKE INTEGRATO - Perfetta compatibilità con ogni tipo di sci grazie alle varie misure disponibili (75, 86, 91, 97, 102, 108, 120 mm). La nuova geometria dei terminali, co-stampati e realizzati in nylon caricato, permette una migliore efficienza in frenata.
EASY ENTRY SYSTEM - la nuova geometria del puntale rende l’inserimento dello scarpone intuitivo e rapido in ogni condizione.
SLITTA ELASTICA SKI BRAKE - integrata sulla piastrina per garantire il mantenimento del valore di sgancio laterale
SLITTA DI REGOLAZIONE (20 mm) - integrata nella talloniera per fornire una rapida regolazione in caso di sostituzione di scarponi (fino a due misure).

Presentate le squadre del Comitato AOC
A Casa Olimpia a Sestriere presentazione delle squadre sci alpinismo del Comitato Alpi Occidentali. Presente anche il pinerolese Filippo Barazzuol, con un passato anche nello sci alpino, nelle fila dello sci club Sestriere. Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il nuovo sponsor tecnico del Comitato AOC, la Hey di Frossasco. Nella squadra dello ski-alp piemontese Marco Alifredi (2000, Garessio), Emanuele Balmas (2004, Prali Val Germanasca), Filippo Bernardi (2003, Ski Team Valle Varaita), Giuseppe Cantamessa (2002, Val Vermenagna), Matteo Cavallo (2002, Tre Rifugi), Andrea Murisasco (2003, Valle Maira), Piero Talenti (1999, Ski AVIS Borgo Libertas), aggregati: Tommaso Casanova (2000, Tre Rifugi), Matteo Mamino (2000, Tre Rifugi). Responsabile Silvia Rivero, mentre il consigliere referente è Paolo Giordano.

Steppen style
Matteo Eydallin style. A Sauze d’Oulx si è ritrovato con gli amici per la tradizionale pellata di inizio stagione (con arrivo a Sportinia e inevitabile cena finale…), ha autografato poster e cartoline dal suo rinnovato sponsor Besson Sport e quell’occasione ha presentato il suo nuovo progetto con non poteva non chiamarsi ‘Steppen’: occhiale (giallo trasparente con lente specchiata) e maschera (rosa e gialla) nel suo stile, per non passare inosservati.
Ecco allora il link dove potete trovarli: sportiscrew.com

Skialp Trophy a Michele Boscacci e Alba De Silvestro
Prima prova dell’Eisacktal Cup a Ladurns. Si gareggia in ambiente, di giorno, con un tracciato con due salite e una discesa, con 1350 metri di dislivello. A testare la gamba anche alcuni nazionali: vittoria di Michele Boscacci che precede Robert Antonioli con Martin Stofner a completare il podio. Quarta piazza per Nicolò Canclini, quinto Marc Hochstaffl. Al femminile a segno Alba De Silvestro su Elena Nicolini e Elisabeth Steger, ai piedi del podio Astrid Renzler e Heidi Pfeifer.

Tour Trail della Valle d'Aosta, le tappe del 2019
Otto gare di trail, sei di vertical. La stagione 2019 del Tour Trail della Valle d'Aosta e del Défi Vertical sarà ancora una volta ricca di appuntamenti sportivi. Un totale di 14 gare che impegneranno gli appassionati di queste discipline da metà marzo a metà ottobre. Gare nuove che si mescolano a quelle storiche, percorsi più semplici a inizio stagione che lasceranno spazio ai grandi dislivelli nel cuore dell'estate. Ancora una volta il direttivo del Tour Trail ha allestito un calendario vario e completo che terrà impegnati i trailers per otto mesi. Una sesta edizione del circuito che presenterà alcune novità.
TRAIL - Per il terzo anno consecutivo si partirà con il Castle's Trail di Verrès, una prova di 23 chilometri che si svolgerà il 16 marzo e che nelle prime due edizioni ha fatto il pieno di iscritti. Cambia completamente data il Traverse Trail di Arnad che saluta il periodo autunnale e si colloca in quello primaverile: sarà la seconda prova e si svolgerà il 6 aprile. Il 20 luglio si correrà l'Ultramarathon du Fallère, gara biennale che ritorna dopo un anno di stop. Nel 2019 non ci saranno invece i trail di Saint-Barthélemy, La Thuile e Becca di Viou, mentre sono confermati QuarTrail des Alpages (18 maggio), Licony Trail (6 luglio), Gran Paradiso Trail (24 agosto), Oropa Trail (7 settembre) e Grivola Trail (28 settembre). Il Grivola di Aymavilles sarà l'ultima gara della stagione del Tour Trail e ospiterà anche le premiazioni finali del circuito.
VERTICAL - Il calendario dei vertical è composto sempre da cinque appuntamenti. Si partirà ancora una volta con il Vertical di Fénis, inserito il primo maggio, si chiuderà invece con il Mont Mary, altra gara biennale che ritorna e che si svolgerà il 13 ottobre. Non ci sarà il Gran Paradiso Vertical, ma nascono due nuove prove: il vertical di Valtournenche (1° giugno) e il La Thuile Vertical (28 luglio). Confermati Vertical Becca di Viou (23 giugno) e Uyn Courmayeur Mont Blanc Vertical (3 agosto).
GARE AMICHE - All'intero dei calendari (Tour Trail e Défi) rimangono le gare amiche. Per i vertical, il 15 giugno a Saint-Marcel si disputerà l ‘Prosciuttiamo a 1000', mentre per quanto riguarda i trail, il 25 aprile spazio al Tor Avril e il 6/7 settembre ritornerà il Collontrek, gara transfrontaliera da Bionaz ad Arolla.
Zabardast, disponibile gratuitamente su YouTube il film della spedizione freeride in Pakistan
Se vi siete persi Zabardast, uno degli ‘snow-movie’ più attesi dell’anno, da ieri sera lo potete vedere integralmente su Youtube. Prodotta da Picture Organic Clothing e Almo Film, la pellicola di 54 minuti è diretta da Jêrome Tanon. Un giorno Thomas Delfino, sfogliando distrattamente libri in una libreria, s’imbatte in Le più belle montagne del mondo e rimane ipnotizzato da una cima pakistana. Un pendio troppo bello per essere vero. Da quel momento diventa la sua ossessione. La vetta in questione è la torre nord Biacherani in una delle zone più remote del Paese. E l’obiettivo diventa organizzare una spedizione di freerider e cercare di sciarla.
Girato in 4k, il film vede la partecipazione degli skier Léo Taillefer e Thomas Delfino e dello snowboarder Zak Mills. È a tutti gli effetti il diario di un’incredibile avventura freeride in una delle zone più remote del pianeta, che ha comportato un loop di 150 chilometri in autosufficienza, con slitte cariche di cibo liofilizzato, pannelli solari e tende. «Ho pensato il film come un diario collettivo e per questo ho chiesto ai protagonisti di scrivere ogni giorno una pagina di testo e il risultato finale è la trasposizione di questo viaggio, anche intimo, di ognuno di loro» ha detto il regista. Il viaggio è durato cinque settimane e ha comportato la partenza dal villaggio di Askole e la traversata del selvaggio ghiacciaio Nobande Sobande. Fino a qui la crew ha potuto contare sull’aiuto dei portatori Balti, poi tre settimane in totale autosufficienza. Superato lo Skam La Pass, a quota 5.660 metri, la spedizione ha raggiunto il ghiacciaio Sim Gang e lo Snow Lake Basin, uno dei luoghi più belli del mondo. Il rientro è avvenuto lungo il ghiacciaio Biafo. Zabardast non è solo sci, ma è anche un viaggio verso Islamabad con treni, improbabili motociclette, cavalli, un viaggio fatto di tanti incontri. Nel team, oltre agli sciatori, anche Helias Millerioux, Guida alpina di Chamonix con all’attivo oltre 15 spedizioni, e l’alpinista Yannick Graziani, con diversi 8.000 in curriculum. QUI SOTTO PUOI VEDERE LA VERSIONE COMPLETA DEL FILM
https://youtu.be/AkigzUFr3ys
Ski Trab, tutto nacque con un frassino
Da qualche tempo la homepage del sito di Ski Trab si apre con un breve video che alterna a immagini di sci nella polvere una foto in bianco e nero del bosco di Gotrosio. Il video è muto e lascia ai tanti appassionati che l’hanno guardato diverse possibili interpretazioni. Quel bosco e quell’albero, un Frassino, sono al tempo stesso il paradigma e il filo rosso che unisce la storia della vecchia Ski Trab e della nuova. Un albero, un’essenza che attraversa 70 anni di storia, da Giacomo ad Adriano e Daniele Trabucchi. «In molti ci chiedono perché noi, che siamo made in Bormio, con la sede a due passi dai boschi, siamo anche l’unica azienda a produrreuno sci da gara in materiale alveolare» dice Adriano Trabucchi.
Quell’albero spiega la filosofia più profonda del marchio e il perché di alcune scelte tecnologiche. È un Frassino e l’idea di inserirlo nella clip è venuta ad Adriano incontrando un vecchio artigiano a una fiera locale. «Quel signore si ricordava che mio padre Giacomo voleva comprare un Frassino dal suo bosco, a Gotrosio, perché era l’essenza utilizzata per gli sci, ma c’era Frassino e Frassino, e in quel bosco si trovavano i migliori esemplari». È proprio grazie alla cultura dei materiali, all’esperienza e alla passione che le proprietà del legno migliore sono state ricercate in altri materiali come l’aramide. Ed è dalla continua ricerca del meglio di Daniele Trabucchi, così come faceva il padre Giacomo con il legno, che si è arrivati a capire che il legno da solo non può resistere a certe sollecitazioni e così è nato il famoso sci a 14 stati. Che poi il legno alla Ski Trab lo usano ancora, quello leggero, come il Paulownia, dove non è richiesta grande resistenza, il più robusto Frassino in altre parti e poi l’alveolare. Appunto, un vero proprio sandwich di 14 strati. Indistruttibile. Ecco così che la tradizione e la passione del made in Bormio si fondono con i 14 strati che sono poi i due marchi di fabbrica, i due hashtag, come va di moda dire oggi, di Ski Trab.
Giacomo Trabucchi ha iniziato a trattare il legno per costruire serramenti e mobili, soprattutto le cucine. Le costruiva su misura per le vecchie case di Bormio, poi però arrivarono quelle già fatte, le future componibili, più facili, più economiche. Il lavoro di falegname prese in parte la piega della vendita di prodotti altrui, remunerativo ma di poca soddisfazione. Nel 1946 Giacomo, diciassettenne, aveva già costruito il suo primo paio di sci, per lui e per i tre fratelli, impegnati nelle gare di salto. Un paio di sci che si aggiungeva a quello, unico, che i quattro dovevano passarsi velocemente tra un salto e l’altro. Fu così che il passaggio dalle cucine agli sci divenne quasi naturale, prima con i legni di hickory studiati insieme al campione italiano di salto e poi, nell’inverno '53- '54, con quelli da discesa. Una sfida, più interessante dell’attività di mobiliere ormai consolidata e con poche prospettive di crescita. I primi sci da scialpinismo arrivarono nel 1961, con la partecipazione di Giacomo al Rally del Monte Bianco. Erano gli Stelvio, costruiti in duralluminio per soddisfare le prime esigenze di leggerezza. L’attacco era una rudimentale evoluzione di quello dell’epoca, costruito in casa con le molle di un letto e la sciolina da fondo faceva da colla per le pelli di foca. In seguito cominciarono a bazzicare la fabbrica Adriano e Daniele, i figli di Giacomo, prima utilizzando il capannone come teatro di gioco e poi aiutando il papà in piccoli lavoretti. Come quando negli anni ‘70 lo accompagnavano in giro per il Nord Italia a rilevare i macchinari delle aziende di sci in fallimento. In breve Daniele è diventato l’anima tecnica e Adriano quella commerciale di Ski Trab. Furono loro a prendere in mano l’azienda nei primi anni novanta, seguendo il solco scavato con mano decisa da Giacomo e… il resto è storia recente.
Mountopia Mezzalama, i vincitori
Con Dynafit alla gara scialpinistica più ad alta quota del mondo: un sogno che diventerà presto realtà per sei fortunati skitourer. Nella combattuta finale del concorso Mountopia Mezzalama Juncal Díaz e Julía Garriga dalla Spagna, Patricia Franco dagli Stati Uniti, Michal Dzieniszewski dalla Polonia e gli italiani Marco Donina e Michele Dondi si sono aggiudicati gli ambiti posti allo start del Trofeo Mezzalama. I sei atleti sono riusciti a imporsi sugli avversari nell’emozionante sfida fra i migliori venti, convincendo la giuria con le loro prestazioni sportive, le motivazioni messe in campo e dimostrando grande perseveranza. Il 27 aprile 2019 i sei vincitori parteciperanno in due squadre da tre (un team femminile e uno maschile) al leggendario Trofeo Mezzalama, sul Monte Rosa. Dynafit, azienda leader nel mondo dello scialpinismo, ha messo a disposizione i pettorali, notoriamente molto limitati, e insieme ai partner Gore® e PrimaLoft® equipaggerà i vincitori dalla testa ai piedi con tutto il necessario per affrontare la competizione scialpinistica più ad alta quota del mondo. I vincitori del concorso Mountopia potranno inoltre approfittare dei preziosi consigli e dei piani di allenamento degli atleti Dynafit.
271 atleti, provenienti da 25 diverse nazioni, hanno risposto all'appello di Dynafit, candidandosi per partecipare al Trofeo Mezzalama. Una giuria tecnica composta da atleti ed esperti di scialpinismo ha scelto fra tutti i candidati 20 finalisti, 10 uomini e 10 donne, che dal 13 novembre al 4 dicembre si sono affrontati in una sfida sul sito web di Dynafit, per dimostrare di essere gli atleti giusti per la Mountopia Mezzalama e di disporre delle necessarie qualifiche. I 20 finalisti hanno lottato con tutte le loro forze per questo grande sogno. In 21 giorni si sono lasciati alle spalle in totale 517.801 metri di dislivello e 6.341 chilometri percorsi, per una media di 1.232 metri di dislivello e 15 chilometri al giorno per partecipante. I sei vincitori – Juncal Díaz, Julía Garriga, Patricia Franco, Michal Dzieniszewski, Marco Donina e Michele Dondi – hanno favorevolmente impressionato la giuria con il loro impegno e il loro entusiasmo. Per prepararsi ad affrontare il Trofeo Mezzalama i vincitori parteciperanno inoltre il 22 marzo 2019 al Sellaronda Skimarathon, altra competizione di cui Dynafit è main sponsor, come lo è del Trofeo Mezzalama, che darà ai vincitori Mountopia la possibilità di testare insieme le proprie capacità, come singoli, ma soprattutto come squadra. Dal 27 aprile il gioco si fa serio. A Breuil-Cervinia i vincitori, suddivisi in una squadra femminile e una maschile, si troveranno allo start della ventiduesima edizione del Trofeo Mezzalama.
Parte un'indagine sugli infortuni nella corsa in montagna
Ci sono pochi studi scientifici sul mondo della corsa in natura, un universo ancora da esplorare, per esempio, per la medicina. Ora questa lacuna, almeno a livello epidemiologico, potrebbe essere colmata. Il professor Stefano Vercelli, fisioterapista e ricercatore, il direttore tecnico dell’atletica leggera italiana, professor Antonio La Torre. il fisioterapista e azzurro della specialità Alex Baldaccini, con un altro atleta del settore, Marco Filosi, e il responsabile tecnico della corsa in montagna Paolo Germanetto promuovono un’indagine sull’incidenza degli infortuni nella corsa in montagna. Il questionario è a questo link. Il questionario non è riservato solo agli atleti elite, ma a tutti quelli che si iscrivono alle gare di corsa in montagna e lo studio avrà la durata di un anno. A partire dalla propria registrazione, ogni tre mesi, per i successivi dodici mesi mesi, l’atleta che aderirà allo studio riceverà un altro questionario: saranno sufficienti due minuti di tempo per compilarlo dal proprio pc oppure dal proprio smartphone.
Campo Base Ferrino Highlab, testatori per un giorno
Si rinnova la collaborazione tra lo storico marchio Ferrino e il Rifugio Toesca (1.710 m) che anche questo inverno ospiterà il Campo Base Ferrino offrendo la possibilità di testare i prodotti migliori della collezione tra tende, materassini e sacchi a pelo. Una collaborazione ormai collaudata quella tra il brand e il rifugio, con un centro test aperto ormai in tutte le stagioni per mettere alla prova i materiali in tutte le condizioni climatiche.
Dal 1994 Ferrino permette a tutti di testare sul campo i propri prodotti e dopo aver passato la notte in tenda sorvegliati dalle stelle viene chiesto agli ospiti di compilare un questionario così che possano contribuire direttamente a migliorare la produzione. Tra il materiale che si potrà provare la tenda Snowbound, studiata per essere utilizzata in alta montagna e per spedizioni, con una forma particolare che la rende altamente resistente in caso di forte vento.
IL CAMPO BASE -Il Rifugio Toesca si trova a un’ora di auto da Torino, nel vallone del Rio Gerardo, sul territorio del Comune di Bussoleno, nel Parco Orsiera - Rocciavrè. A tutti coloro che pernotteranno presso il campo e che collaboreranno al test verrà dato un buono sconto del 20 per cento da usufruire presso il Ferrino Store di Torino che si trova in Corso Matteotti 2L. Il campo è operativo compatibilmente con l’apertura del Rifugio Toesca. Per maggiori informazioni o per accedere al test è necessario contattare Marco Ghibaudo, il responsabile del rifugio: 346 2247806 - 0122 49526 - rifugiotoesca@gmail.com - www.caitorino.it/rifugi/toesca
SNOWBOUND -Tenda della collezioneFerrino High Lab studiata per essere utilizzata in alta montagna e per spedizioni. Progettata per essere il massimo in termini di performance di resistenza al vento, grazie a sistemi di rinforzo della struttura perimetrale (RB) e alla forma geodetica. È il riparo ideale per alpinisti che affrontano spedizioni in alta montagna o su ghiacciai, in campi base o zone fortemente esposte al vento e a condizioni estreme. Ospita fino a due persone e ha un peso minimo di 4,2 kg.
Sellaronda, il 3 gennaio si aprono le iscrizioni. Mountain Attack, ecco i protagonisti
Sono le due grandi classiche in pista, tra l’altro gemellata tra loro: la Sellaronda Skimarathon ha ufficializzato da data d’apertura delle iscrizioni, la Mountain Attack ha reso nota la lista dei partenti.
SELLARONDA - La data da segnare in agenda è quella del 3 gennaio: le iscrizioni, che nelle passate edizioni si sono chiuse in meno di un’ora, registrando il tutto esaurito, per le squadre italiane si apriranno quel giorno, mentre i team stranieri potranno registrarsi dal 10 gennaio. I pettorali disponibili saranno 300 per gli italiani, 250 per gli stranieri e 100 riservati all’organizzazione. Il numero massimo rimane di 650 team. Appuntamento poi il 22 marzo con partenza da Selva di Val Gardena sul classico tracciato di 42 chilometri con 2700 metri di dislivello positivo. «Con la partenza da Selva di Val Gardena - racconta Oswald Santin - potremo vivere la gara perfetta. Oltre al record della gara, sia maschile sia femminile c’è la possibilità, che con un tracciato così veloce, si possa scendere sotto il muro delle 3 ore, è da molto tempo che lo dico, e spero che il 2019 sia l’anno buono. Per la prossima edizione stiamo iniziando a lavorare per migliorare ulteriormente alcuni aspetti. Per quanto riguarda la diretta streaming ci sarà in simultanea un live in lingua inglese, in questo modo la gara potrà essere seguita anche dagli appassionati stranieri».
MOUNTAIN ATTACK - Saalbach, venerdì 11 gennaio, ore 16: 1100 atleti da ventidue nazioni inizieranno la loro cavalcata verso il Schattberg. Quelli che avranno scelto la Schattberg Race si fermeranno lì, gli altri proseguiranno per il Tour o la Marathon. I pettorali anche per questa gara sono andati sold-out presto: e i big in gara davvero non mancano. Il vincitore e recordman del 2018, Michele Boscacci, sarà di nuovo in gara e se la dovrà vedere con Damiano Lenzi, Toni Palzer, Jakob Herrmann, Oriol Cardona Coll, Armin Höfl, Luka Kovacic… Al femminile occhi puntati in casa azzurra per il debutto di Alba de Silvestro. La local Michaela Essl e la spagnola Claudia Galicia le avversarie più agguerrite.






