Tutto pronto alla Skyrace Monte Cavallo

Il via domattina alle 8.30

Il tracciato di ventuno chilometri con milleseicento metri di dislivello è pronto già da alcuni giorni e si presenta in condizioni perfette. Perfette saranno anche le condizioni meteo. Questi due elementi aiuteranno i top runners a battere il record di Matteo Piller Hofer stabilito nel 2009 con 2.13.04.
Domani alle ore 8.30 partirà l’ultima prova del Campionato Italiano Skyrunning, il titolo tricolore a livello maschile è stato già deciso i primi giorni d’agosto al termine della Skyrace Ortles Cevedale. Mikhail Mamleev che può vantare anche il titolo italiano di orienteering conquistato poche ore fa in Trentino, parteciperà alla Skyrace indossando virtualmente la maglia tricolore. Per le posizioni di rincalzo, Paolo Larger è praticamente sicuro delle seconda posizione. La battaglia per il terzo gradino del podio, a causa dell’assenza di Emanuele Manzi, impegnato ai Mondiali di corsa in montagna, e Michele Tavernaro infortunato, sarà tra Alessandro Morassi e Matteo Piller Hofer.
In campo femminile la Skyrace Monte Cavallo vedrà sfidarsi per il titolo italiano Emanuela Brizio e Raffaella Rossi, attuale leader della classifica provvisoria. Da segnalare l’atleta di casa, Jennifer Senik, vincitrice della passata edizione che vorrà ben figurare in una prova di Campionato Italiano.
Lungo i sentieri che corrono tra le Province di Pordenone e Belluno si assegneranno anche i titoli regionali di skyrunning.
Le iscrizioni chiuse ufficialmente venerdì sera, riapriranno domani mattina fino alle ore 8. La lista iscritti conta 305 partenti, proprio per questo motivo, domani mattina saranno accolte non più di 45 persone.
Da non dimenticare l’appuntamento riservato ai più piccoli con la Skyrace dei ragazzi che partirà alle 9.30 sempre dalla località Roncjade. Le iscrizioni si potranno perfezionare sino alle ore 9.


Sellaronda Trail Running: vincono Insam e Scola

Bellissima giornata per la prima edizione della Ultra Marathon del Sella

Esame superato a pieni voti per la prima edizione del Sellaronda Trail Running, l’impegnativa gara ultra marathon attorno al gruppo del Sella sulla distanza complessiva di 50,7 km e un dislivello di 5800 metri. Centrotrenta partecipanti e due vincitori autoctoni, ovvero il gardenese Christian Insam che ha impiegato 6 ore 1 minuto e 28 secondi e la fassana Nadia Scola, che ha invece fermato il cronometro sulla prestazione di 7 ore e 56 secondi, stabilendo addirittura il diciottesimo tempo assoluto. «Ho deciso di iscrivermi all’ultimo minuto ed è andata decisamente bene - ha commentato la vincitrice -. Mi sono sentita in palla per tutta la gara a parte una storta al ginocchio nella seconda discesa, nelle salite non la sentivo, ma in discesa ho dovuto stringere i denti ed arrivare al traguardo perché ad aspettarmi ci sono sempre i miei figli e non potevo deluderli!».

PRIMI NOMI NELL'ALBO D'ORO - Sono loro ad iscrivere per primi il proprio nome in questa competizione che ha tutte le carte in regola per diventare una gara must nel calendario internazionale. Piazza d’onore poi per il cembrano Ettore Girardi, in testa per metà gara, quindi al terzo posto il bresciano Luca Guerini. In campo femminile secondo posto per Elisabeth Benedetti davanti a Monica Penzo, mentre una delle favorite Chiara Gianola è andata in crisi nella seconda parte del percorso.
Nella graduatoria a staffetta si è invece imposta la coppia fassana composta da Armando Degai e Cristian Verra, che hanno concluso con il tempo di 6 ore 53 minuti e 40 secondi.

LA CRONACA DELLA GIORNATA - Una magnifica giornata di sole è stata poi il valore aggiunto per l’evento che quest’anno è partito da Canazei, e che ha coinvolto, come la sorella scialpinistica, quattro territori diversi, tutti con tradizione e cultura ladina: la Val di Fassa, la Val Gardena, la Val Badia e il Livinnalongo.
Una gara impegnativa che non ha lasciato il minimo respiro ai partecipanti, che già dopo i primi metri hanno affrontato la salita che da quota 1450 di Canazei portava ai 2218 metri di Passo Sella. Il primo a scollinare è stato Luca Guerini, seguito ad una manciata di secondi da un quartetto composto da Ettore Girardi, Christian Insam, Pierangelo Giacomuzzi e Stefano Burlon. Nella discesa verso Selva Gardena (1536 metri), ma soprattutto nella salita del Dantercepies (2305 metri) Girardi è riuscito ad allungare sugli avversari, transitando a Colfosco con un vantaggio di 2’30” su Insam, 4 minuti su Erwin Chiocchetti, oltre 6 minuti su Guerini, seguito poco distante da Roberto Gasperi.
A Corvara (1568 metri), zona cambio per gli staffettisti, è transitato ancora primo Girardi, ma pochi chilometri dopo, sull’ascesa che portava ai 2160 metri del Bec de Roces, c’è stata la svolta della gara, con il gardenese di Santa Cristian Insam, fra l’altro con un passato da hockeysta nella squadra del Fassa, che ha sferrato l’attacco decisivo superando il cembrano ed andando a conquistare la leadership, poi mantenuta sino al traguardo.
Ad Arabba Insam registrava già un vantaggio di 4 minuti su Girardi, mentre consolidava la terza piazza il bresciano Guerini a tredici minuti, quindi con un ritardo di 16 minuti sono transitati Erwin Chiocchetti e Francesco Zanzotti, a 22 minuti Pierangelo Giacomuzzi e Stefano Burlon.
A questo punto i concorrenti hanno affrontato l’ultimo impegnativo sforzo della giornata che portava dai 1602 metri di Arabba ai 2340 di Portavescovo, con le posizioni di testa pressoché identiche, a parte qualche perdita di ritmo da parte di chi ha iniziato a soffrire la distanza. Passaggio al Passo Pordoi (2239 metri), quindi discesa verso Canazei con l’arrivo a braccia alzate per il 35enne Christian Insam, seguito a 8’27” da Ettore Girardi, a 18’06” da Luca Guerini, a 31’51” dal sorprendente fiemmese Pierangelo Giacomuzzi.

ENTUSIASMO INSAM -
«Sapevo di essere in buona forma ma non mi aspettavo di vincere - ha dichiarato Insam dopo la gara -. Sono particolarmente contento di come mi sono gestito, partendo piano, conquistando la seconda piazza sulla salita Dantercepies, quindi riuscendo a superare Girardi sull’ascesa del Bec de Roces, dove lui è andato in crisi. Dopo sono riuscito ad amministrare il mio vantaggio e a chiudere a braccia alzate a Canazei. Sono felicissimo per aver iscritto il mio nome in una gara che avrà sicuramente un futuro importante». Molto soddisfatto anche Ettore Giradi, in pista con il numero uno. «Questa gara la sognavo da tanto tempo, appena ho sentito che la facevano, mi sono iscritto. Mi sono sentito sulle spalle una responsabilità grande perché mi hanno dato il numero uno e volevo onorarlo. Purtroppo non ho vinto, ma il secondo posto mi soddisfa. Non riesco a correre bene sul piano ed in discesa e sulla terza salita sono andato un po’ in crisi. Allora ho cercato di gestirmi, perché volevo terminare la gara».
In campo femminile, a parte il primo passaggio al Passo Sella, che ha visto al comando Chiara Gianola, nei chilometri successivi è salita in cattedra Nadia Scola, che ha poi amministrato la sua gara chiudendo con il tempo di 7 ore e 56 secondi, staccando di 20’53” la fiemmese di Ziano Elisabeth Benedetti e di 36’19” Monica Penzo.
 
CLASSIFICHE

MASCHILE: 1. Christian Insam 6h01’28”; 2. Ettore Girardi 6h09’55”; 3. Luca Guerini 6h19’34”; 4. Pierangelo Giacomuzzi 6h33’19”; 5. Francesco Zanotti 6h34’11”; 6. Andrea Gottardi 6h35’26”; 7. Mauro Sommavilla 6h40’05”; 8. Francesco Valentini 6h44’31”; 9. Giancarlo Magnani 6h45’12; 10. Stefano Burlon 6h47’05.
FEMMINILE: 1. Nadia Scola 7h00’56”; 2. Elisabeth Benedetti 7h21’49”; 3. Monica Penzo 7h37’15”.
STAFFETTA: 1. Armando Degai-Cristian Verra 6h53’40”; 2. Graziano Dantone-Donato Dantone 7h10’22”; 3. Donatella Lazzeri-Daria Cavada 7h59’28”.


Tor des Geants live sul sito

www.tordesgeants.it segnalerà dove si trovano i concorrenti

Anche chi sta a casa potrà seguire, da tutto il mondo, grazie alle nuove tecnologie, tutti i 500 concorrenti del Tor des Geants, la massacrante endurance trail al via domenica in Valle d'Aosta. Ogni concorrenti avrà infatti un braccialetto con un sistema di rilevazione che scatta al passaggio nei 7 punti vita e in oltre quaranta punti di controllo lungo il percorso. Tramite un sistema Gps il segnale viene elaborato dai vari router e comunicato al sito www.tordesgeants.it. Se l’avviso non verrà ripetuto al punto vita successivo, passato un tempo medio prestabilito, scatteranno le procedure di controllo e eventualmente il protocollo per avviare le ricerche. Un sistema di sicurezza, ma anche un modo per avere informazioni sui singoli partecipanti al Tor des Geants, tanto che la sezione “news” del portale sarà costantemente aggiornata dai dati forniti dal sistema. Si saprà, per esempio, chi sono i primi tre, chi è l'ultimo, chi si è ritirato…
 


Domani convegno a Piancavallo ad anticipare la Sky Race

Antipasto con il Progetto Sport-Endurance Piancavallo-Dolomiti Friulane

Alla partenza di domenica mattina sono attesi tutti i migliori interpreti della disciplina. Anche se il titolo italiano di skyrunning è già stato assegnato con una prova d'anticipo a Mikhail Mamleev, saranno Paolo Larger ed Emanuele Manzi a condendersi le posizioni di rincalzo. Da segnalare anche la presenza di Alessandro Morassi, Matteo Piller Hofer, e degli azzurri Matteo Eydallin e Lorenzo Holzknecht.
Tra le donne la lotta per il titolo tricolore è ancora aperta tra Raffaella Rossi ed Emanuela Brizio. Combatteranno per salire sul podio Paola Romanin e Jennifer Senik.
In concomitanza con gli eventi collaterali della Skyrace Monte Cavallo, il team Montania Racing ha voluto organizzare un convegno per discutere, illustrare e studiare i possibili scenari per far crescere in modo esponenziale il rapporto tra il territorio Piancavallo-Dolomiti Friulane e lo sport.
Oramai da qualche anno tra lo sport endurance, estivo o invernale, e il polo sciistico di Piancavallo si è creata una stretta sinergia nella collaborazione degli event. Un lavoro professionale per raggiungere i migliori risultati in termini di visibilità, servizi agli atleti e offerta turistica.
L'anello di congiunzione, operativamente parlando, tra Piancavallo ed eventi, è Enzo Sima direttore del polo sciistico che da sempre si è adoperato in prima persona affinché questi progetti vedessero la luce.
Che legame c'è tra Piancavallo e la Skyrace in programma domenica prossima?
«Più che legame questa collaborazione è un importante, ulteriore, tassello della proposta turistica del Piancavallo. Piancavallo, sempre di più, si sta sviluppando come un villaggio dello sport. Questa competizione è un tassello nell'ambito di una nuova disciplina, ma in continua crescita».
Campionati del Mondo dello scorso febbraio, la Skyrace, i prossimi Campionati Italiani vertical e staffetta di scialpinismo nel 2012, questi sono solo alcuni eventi di un progetto sport endurance a Piancavallo?
«In questo nuovo progetto, dove la Promotur intente a dare spazio a discipline normalmente meno curate, le discipline come lo skyrunning e lo scialpinismo si inseriscono benissimo. Per esempio, quest'anno metteremo a disposizione la prima pista specificatamente preparata e aperta per la pratica dello scialpinismo. Poiché la legge sulla sicurezza sulle piste da sci ne vieta la risalita delle stesse, invece di cercare cavilli burocratici o di predisporre dei regolamenti specifici per l'utilizzo secondo orari di queste piste, abbiamo deciso di creare un spazio dove potere salire e scendere in sicurezza e senza andare contro alla legge. Un percorso indipendente dal resto del comprensorio sciistico che potrebbe essere dotato di un rilevamento cronometrico collegato a internet per il trasferimento dei dati dei passaggi degli atleti».
Quali sono gli obiettivi che insieme alla Montania Racing e allo Sci Club Valcellinavi siete prefissati per il convegno di sabato pomeriggio?
«Sicuramente vogliamo parlare non solo del polo Piancavallo, ma di tutto il territorio della Valcellina. Non è casuale l'accordo per l'organizzazione dei Campionati Mondiali di scialpinismo dello scorso anno. Queste collaborazioni servono per rafforzare l'obiettivo di unire, non solo territorialmente, ma anche dal punto di vista organizzativo, due realtà che non sono contrastanti, ma che sono complementari. In estrema sintesi, Piancavallo è la realtè più moderna legata allo sport, mentre la Valcellina è una realtà che si è stretta alla storia e alla tradizione del vivere la montagna. La parte agonistica è l'evento promozionale, ma l'obiettivo è offrire un prodotto turistico completo di tutti i suoi elementi. Il binomio sport e territorio, in questo modo, è sicuramente più incisivo».
Tornando allo scialpinismo. Lo standard che si vuol far passare per arrivare nel mondo a cinque cerchi è quello delle gare sprint o staffetta con l'inserimento di una nuova formula che si trova nel mezzo tra queste due. A gennaio si disputeranno i Campionati Italiani, c'è la voglia di riportare un appuntamento internazionale?
«Sicuramente gli Italiani del prossimo gennaio sono solo uno step per arrivare molto velocemente a una prova di Coppa del Mondo anche perché le gare che abbiamo organizzato a febbraio hanno ricevuto l'approvazione sia degli atleti sia dei tecnici federali. A Piancavallo abbiamo applicato un modello legato alla visibilità, al colore, e allo spettacolo che sino allo scorso anno erano utilizzati solo nelle prove dello sci alpino».


Tre Cime Marathon, una classicissima in Dolomiti

Quasi in 1000 per una corsa al Sesto cielo

Il richiamo delle Tre Cime di Lavaredo è troppo forte per non essere ascoltato, e così saranno quasi in 1000 gli atleti che domenica mattina da Sesto Pusteria partiranno per la 14^ edizione di una delle più belle gare in assoluto. Il percorso è davvero spettacolare e prevede la partenza dal centro di Sesto per addentrarsi in Val Fiscalina attraversando Moso per raggiungere il Rifugio Fondovalle. Sin qui i ritmi saranno ancora elevati, ma i prati verdi della Val Fiscali lasceranno ben presto il posto alle rocce che conducono al Rifugio Comici. Un sentiero le cui pendenze iniziano a farsi sentire e che si impennano nella serpentina che porta gli atleti ai 2575 del Rifugio Pian di Cengia. Si rifiata, discesa ai laghi dei Piani nelle cui acque si riflettono le Cime per un panorama da non perdere, per affrontare poi l'ultimo strappo in vista del meritato traguardo posto ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Saranno 17,5 km per un dislivello di poco superiore ai 1300 metri. In gara ci sarà Jonathan Wyatt il pluricampione del mondo neozelandese, il testimonial di questa manifestazione che dovrà vedersela per la vittoria finale con l'austriaco David Schneider, secondo lo scorso anno, e l'emergente tedesco Korbinian Schonberger. In campo femminile la bresciana Mariagrazia Roberti, vincitrice dell'ultima edizione, difenderà il titolo dagli attacchi delle pusteresi Astrid Renzel ed Elisabeth Egarter. Nel frattempo l'eco di questa manifestazione ha varcato le Alpi con i media oltre Manica pronti a seguire e documentare con una troupe televisiva la gara, che il noto conduttore Ben Fogle  racconterà nel suo programma 'A year of adventures' in onda sulla BBC britannica. Per avvicinare i più piccoli alla corsa in montagna sabato pomeriggio alle 15 si disputerà anche la Mini Tre Cime. Da registrare che quasi 150 sono le donne iscritte, un bel traguardo oltre che l'ennesimo record di questa prestigiosa manifestazione.


La Skyrace Monte Cavallo entra nel vivo

Sara' prova finale di Campionato Italiano Skyrunning

Domenica mattina alle ore 8.30 partirà a Piancavallo la quarta edizione della Skyrace Monte Cavallo. Michele Livotti, coordinatore della manifestazione è soddisfatto dell’andamento delle domande di partecipazione. “Le iscrizioni via internet si sono chiuse ieri sera”. Ha detto Livotti. “Nei prossimi giorni – ha continuato il coordinatore della Montanaia Racing gli atleti potranno continuare a iscriversi, ma dovranno pagare cinque euro in più rispetto al primo termine. Sino a questa mattina abbiamo in lista oltre duecento cinquanta atleti, mi auguro che possiamo superare il muro dei trecento partecipanti”.Le previsioni meteo che annunciano bel tempo e lo stato del percorso in perfette condizioni inducono a pensare che i tempi record segnati del 2009 si possano battere. In campo maschile il record di 2.13.04 è detenuto da Matteo Piller Hoffer. Al femminile Lavina Garibaldi ha fermato i cronometri a 2.36.05.

Jennifer Senik
è l'atleta di casa, i sentieri del Piancavallo e dell'Alpago li conosce come le sue tasche. La Senik ha vinto nel 2010 mentre nel 2008 si è classificata seconda dietro a Paola Romanin.


Se ti dico Skyrace Monte Cavallo, cosa ti viene in mente?" 
I ricordi principali sono quelli legati alla montagna, sono i luoghi che conosco da sempre. Frequento quei sentieri sia d'inverno con gli sci da scialpinismo sia l'estate con le scarpette da corsa, quindi i miei ricordi sono legati alle bellezze di queste nostre montagne"
Come affronterai la gara di domenica?
"Ancora non lo so, mi fido molto delle mie sensazioni. Normalmente parto molto piano, poi cerco d'incrementare il ritmo cercando di trovare un buon ritmo. Lo scorso anno ho fatto la prima salita forzando il ritmo, mi ricordo che sono arrivata in forcella che non avevo più fiato. Per fortuna in discesa riesco a rilassarmi e sono riuscita a recuperare un po' di energie. Penso che correrò in questo modo anche domenica, magari cercando di arrivare più fresca al termine della prima salita.
"
Il punto più bello della gara?"
Il tratto che mi piace di più è quando terminata la Val Grande passiamo al rifugio Semenza. In un attimo si apre un panorama mozzafiato. Anche se sei in gara riesci ad apprezzarlo".

Il tratto più difficile?
"Per il mio modo di correre, trovo molto dura la prima salita, è lunga e sempre molto costante, Fatica, tanta. Un altro tratto impegnativo è la discesa finale della Gerometta, subito dopo il Rifugio Arneri. Le gambe sono già abbastanza provate dalla gara, inoltre la discesa è molto tecnica e richiede la massima attenzione."


Domenica da Courmayer scattera' il Tor des Geants

Endurance trail dai numeri impressionanti

Ci vuole un gran coraggio solo ad iscriversi ad una manifestazione simile. I numeri sono da capogiro, l'emozione di avercela fatta è cosa riservata a pochi. 330 km per 24mila metri di dislivello con un tempo massimo di 150 ore. Questa è la corsa dei giganti. Prenderà il via da Courmayer domenica 11 settembre e per concludere il percorso ci sarà tempo sino a sabato 17 alle ore 16. Il percorso è di rara bellezza, si snoda infatti lungo le due Alte Vie della Valle d'Aosta passando ai piedi dei 4000 valdostani. I 500 posti a disposizione sono stati letteralmente "fumati" obbligando gli organizzatori a predisporre una lista di attesa. C'è gente in rappresentanza di tutto il mondo, questa seconda edizione di fatto è già un successo. Un'intera regione è coinvolta nell'organizzazione e la gestione di questo evento, basti pensare infatti alla sicurezza che deve essere garantita lungo tutto il percorso, i ristori, i punti di assistenza, le basi vita ed i trasporti. Una scommessa per i partecipanti come per gli organizzatori, un sogno da realizzare e da raccontare assieme. In bocca al lupo a tutti, noi seguiremo la gara con degli aggiornamenti durante tutta la prossima settimana.
 


Correndo con Aldo e Giovanni alla Runiceland

Anche i due comici alla gara a tappe organizzata da Marco Olmo

È iniziata lunedì scorso la Runiceland, gara a tappe di trail running aperta a tutti (amatori e atleti) ma riservata solo a 40 persone. La gara, organizzata da Marco Olmo, per 13 volte alla 'Marathon des Sables' e vincitore di due edizioni della Ultra Trail du Mont Blanc, si svolge nello spettacolare scenario dell'Islanda e vede quest'anno la partecipazione anche di due 'VIR' (verri important runner), i comici Aldo e Giovanni. Le tappe previste sono 5, per un totale di 110 km, con pausa venerdì e conclusione sabato 8 settembre. I dislivelli vanno dai 1000 metri della prima giornata ai 200 di oggi, la lunghezza delle tappe da 10 a 42 km. Runiceland è anche l'occasione per scoprire questo selvaggio Paese da una prospettiva diversa. L'edizione 2010 è stata vinta proprio da Olmo, seguito dall'olandese Peter Klooster e da Piergiorgio Panigada. Unica italiana sul podio femminile Franca Voli, dietro alle islandesi Unnur Karlsdottir (prima) e Thorey Erna Gudmannsdottir.
 


Skyrace della Rosetta

Il brutto tempo non ferma Gotti & Rossi

In Valgerola la scorsa domenica si è disputata la 5^ edizione della Skyrace della Rosetta. Le condizione meteo avverse non hanno dato tregua ai 155 temerari che hanno affrontato lo spettacolare tracciato di 21 km, privandoli oltretutto di godere del meraviglioso scenario che questa gara offre.
La cronaca registra una partenza decisa del bergamasco Pellegrini, reduce dal recente successo alla Valmasino Skyrace, che transita al comando ai vari passaggi di Combana, Stavello e Cima Rosetta. La gara però si è decisa sulla discesa che da Cima Rosetta porta al traguardo di Rasura. Paolo Gotti, alfiere del Gs Altitude è stato protagonista di una performance incredibile, raggiungendo il fuggitivo all'altezza del Rifugio della Corte, per poi superarlo e chiudere a braccia alzate sotto lo striscione del traguardo con mezzo minuto di vantaggio su Pellegrini ed un minuto sul terzo Daniele Zerboni.
Diversamente in campo femminile la corsa ha registrato un continuo cambio al vertice durante tutta la gara. A contendersi la leadership le azzurre Raffaella Rossi e Lisa Buzzoni che hanno dato vita ad un'avvincente duello, risolto a favore della "Raffa" che regolava l'avversaria di un minuto. Ancora una prova maiuscola di Raffaella Rossi che dopo una stagione di scialpinismo sempre al vertice, si sta confermando anche di corsa. A completare il podio una generosissima Ester Scotti.

Classifica maschile
1. Paolo Gotti 2.06.46
2. Pietro Pellegrini 2.07.18
3. Daniele Zerboni 2.07.51

Classifica femminile
1. Raffaella Rossi 2.34.06
2. Lisa Buzzoni 2.35.09
3. Ester Scotti 2.43.06
 


Collontrek a Jean Pellissier e Xavier Chevrier

In 700 di corsa sui ghiacciai della Valpelline tra Italia e Svizzera

Strepitoso successo per la seconda edizione del Collontrek, il trail trasfrontaliero che ha condotto gli atleti sulle orme dei contrabbandieri di un recente passato dalla Valpelline ad Arolla; dalla Val d’Aosta alla Svizzera, attraverso il Col Collon, valico che supera i 3000 metri di altitudine. Un’isola di sole nel generale maltempo ha baciato una competizione che ha visto una folta partecipazione di atleti provenienti da tutt’Europa per essere presenti al trail più alto, quello che addirittura - ramponcini ai piedi - fa percorrere un intero ghiacciaio.
La vittoria, nella categoria agonisti è andata al noto campione di scialpinismo Jean Pellisier in coppia per l’occasione con il giovane Xavier Chevrier. Il tempo stratosferico da loro impiegato per compiere l’intero percorso (24 chilometri di sviluppo per circa 2800 metri di dislivello complessivo) è stato di due ore e 22 minuti. Prime nella categoria femminile invece le elvetiche Jennifer Fiecter e Mireille Richard in 3 ore e 12 minuti. Ottima l’organizzazione italo elvetica che ha saputo gestire una manifestazione in linea che prevede addirittura la partenza in uno stato e l’arrivo in un altro.
 


Ricardo Mejia: due giorni con il mito

Il video in esclusiva girato da Riccardo Selvatico

Il nostro Riccardo, in occasione della Becca di Nona, si è preso "cura" del fortissimo skyrunner messicano Ricardo Mejia. Ha realizzato un video che documenta la trasferta alla Becca, dal suo arrivo a Milano sino al dopo gara. Ricardo Mejia rappresenta la storia mondiale dello skyrunning, un atleta che ha scritto le pagine più belle di questa disciplina, una leggenda. 48 anni suonati, ma le suona ancora a tanti giovani. Questa è la sua seconda gara stagionale, non è al top della forma, gestisce una ferramenta a Città del Messico … il resto le potrete vedere nel video. Da non perdere!
 


Mamleev si aggiudica la Becca di Nona del decennale

Nella sola salita vince un indiavolato Damiano Lenzi

La 10ª Becca di Nona Skyrace più forte anche delle avverse condizioni meteo: al via 217 atleti dei poco meno di 300 iscritti In una gara caratterizzata da pioggia battente e nebbia, a trionfare nella bufera sono stati il russo Mikhail Mamleev e la francese Corinne Favre.
Condizioni meteo da tregenda, quelle che hanno caratterizzato il decennale della Becca di Nona Skyrace, con lo staff organizzativo coordinato da Stefano Mottini che, già nel briefing tecnico del sabato sera, ha ufficializzato la decisione di far disputare la competizione sul percorso ridotto di 23 km per 1.745 metri di dislivello positivo, con il Gran Premio della Montagna posto ai 2.325 metri del Lago Chamolé anziché ai 3.142 metri della Becca di Nona. Nei pressi del Lago Chamolé, dopo 12 km per 1.745 metri di dislivello positivo, è stato allestito il parterre di arrivo relativo alla prova di sola salita.

MAMLEEV IRRESISTIBILE - 10ª Salita-discesa
. Partenza alle 9 in punto dalla centralissima piazza Chanoux di Aosta, con il ristretto gruppo dei favoriti per il successo finale che ha subito preso la testa della corsa. Le prime rampe di gara, poste immediatamente sotto l’abitato di Charvensod, sono state prese letteralmente di petto dal russo con passaporto italiano, Mikhail Mamleev, già campione tricolore di skyrunning per l’anno in corso, capace di mettere alla frusta il camoscio messicano Ricardo Mejia, ritornato ad Aosta per festeggiare il decennale della competizione tanto cara al suo rivale storico Bruno Brunod. Passaggio ai 2.211 metri del Col Plan de Fenêtre che ha sancito una volta di più il dominio di Mamleev, secondo assoluto alle spalle di Lenzi (impegnato però nella Sola salita), con Mejia in passivo di 2’ e il grande discesista Paolo Bert a poco meno di 6’. Posizioni di vertice rimaste invariate anche al Gran Premio della Montagna, posto ai 2.325 metri del Lago Chamolé, con Mamleev a condurre con margine su Mejia, Bert e il vincitore transalpino della Sola salita 2010, Jérôme Bosch.
Per Mamleev arrivo in totale solitaria all’area sportiva di Plan Félinaz in 2h22’06”, che non poteva farsi regalo migliore nel giorno del suo compleanno, con alle sue spalle lo splendido falco piemontese Bert (a 4’51”), Mejia (a 5’16”), Bosch (a 6’24”), i catalani Pere Aurell Bove (a 8’55”) e Gabriel Crosas Salvans (a 10’04”), il primo dei valdostani Franco Collé (a 10’52”) e il campione in carica del circuito della Mountain Running International Cup, Michel Rabat (a 11’27”).

RITORNO DELLA CORINNE - In campo femminile immediatamente competitiva la transalpina Corinne Favre, già vincitrice qui nel 2005, con le favorite della vigilia, la campionessa uscente Emanuela Brizio e le compagne della Valetudo Raffaella Miravalle e Cecilia Mora, parse sin da subito in leggera difficoltà. Transito in testa allo scollinamento del Lago Chamolé per la Favre, che evidentemente ha patito meno delle sue avversarie le brutte condizioni meteo, con Miravalle attardata di 1’30” e Mora a 4’40” dalla leadership. Sportivamente la Favre all'arrivo ha dichiarato " in discesa ho patito la maggiore dimestichezza di Raffaella Miravalle, che proprio quando mi ha raggiunta, però, è incappata in una distorsione alla caviglia che mi ha di fatto spianato la strada verso il secondo successo alla Becca. Mi spiace per lei, anche perché, senza quell’incidente, avremmo sicuramente rivaleggiato fin sul traguardo”. Rettilineo conclusivo che ha dato ragione a quella gran campionessa che di nome fa Corinne Favre in 2h52’01”, con a seguire Miravalle (a 49”), Mora (a 5’10”), Brizio (a 7’32”) e la prima valdostana Sonia Glarey (a 19’35”).

SUPER LENZI - 7ª Sola salita
. Dopo lo start dato alle ore 9 in punto da piazza Chanoux di Aosta, subito brillante l’azione dell’azzurro di scialpinismo Damiano Lenzi, postosi quasi immediatamente al comando davanti al tandem composto dall’altro alpino del Centro sportivo Esercito di Courmayeur, Daniel Yeuilla, e dal fenomeno svizzero Emmanuel Vaudan, recordman del Vertical KM di Fully. Lenzi è transitato in testa a tutti i punti di controllo, compreso il penultimo check-orario posto ai 2.211 metri del Col Plan de Fenêtre, con Vaudan (in ritardo di 1’40” dal leader) a sopravanzare Yeuilla nella lotta per il podio.
In cima al Lago Chamolé, ai 2.325 metri di quota, a spuntare solitario nella nebbia è stato Damiano Lenzi, che si è aggiudicato la settima edizione della Sola salita in 1h35’31”, con alle sue spalle Emmanuel Vaudan (a 2’56”), Daniel Yeuilla (a 4’47”), il francese Matheo Jacquemod (a 5’32”), Erik Benedetto (a 6’57”), Andrea Basolo (a 7’05”) e Matteo Stacchetti (a 8’32”).
Tra le donne vittoria al fotofinish della canavesana Nicole Peretti in 2h01’01” sull’eterna piazzata di questa corsa, la valdostana Enrica Perico (a 17”), e sulla biellese Marcella Belletti (a 7’01’’).
 


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