I ragazzi dello skialp sul trono di Re Stelvio
Al Mapei Day 2013 Damiano Lenzi e Michele Boscacci davanti a tutti
Nella gara clou dell'annuale Mapei Day all passo dello Stelvio, la classicissima scalata ciclistica, i ragazzi terribili dello scialpinismo hanno monopolizzato la zona alta della classifica.
DAMIANO LENZI SCALATORE - L'ha vinta a braccia alzate Damiano Lenzi, e non è certo una sorpresa: grandissima cilindrata, potenza, e pedalare gli è sempre piaciuto. 1h 04' 57” il tempo impiegato dal Lence per coprire i 21.097 metri con 1550 metri positivi di dislivello.
MICHELE BOSCACCI SORPRESO - Un po' più sorprendente è il secondo posto di Michele Boscacci, che in genere preferisce la mountain bike. Ma forse il più sorpreso è lui stesso, come dichiara su Facebook...solo 30” da Lenzi, e che abbia un grande motore non lo scopriamo oggi!
LORENZO HOLZKNECHT CORREVA IN CASA - E a completare la rappresentanza di skialper troviamo anche Lorenzo Holzknecht in quinta posizione ad un altro minuto e 10 secondi, di casa sui tornanti dello Stelvio ma sulle due ruote da pochi anni, e da meno ancora sulla superleggera.
Al Mapei Day 2013 hanno partecipato circa 3000 iscritti, distribuiti tra i tanti cicloturisti e gli agonisti in skiroll e in bicicletta, più i runner della mezza maratona. Ma oltre mille persone in più hanno percorso fin dall'alba e con i mezzi più vari i tornanti chiusi al traffico per l'occasione, affrontando la classicissima Cima Coppi storica del Giro d'Italia. Ecco qui sotto i migliori tempi per disciplina, per gli abituali confronti tra i diversi mezzi di trasporto.
PODI E TEMPI PER SPECIALITA'
Re Stelvio ciclistica maschile
1. Damiano Lenzi (Rampikossola) – 1.04'57''53
2. Michele Boscacci (Cicli Franzi) – 1.05'28''81
3. Mauro Galbignani (Aurora 98) – 1.05'34''51
Re Stelvio ciclistica femminile
1. Marina Ilmer (Gobbi) – 1.18'48''94
2. Valentina Mabritto (Caam Corse) – 1.22'38''91
3. Claudia Wegmann (S. Genesien) - 1.23'12''78
Skiroll maschile
1. Simone Paredi (CS Esercito) – 1.21'53''48
2. Francesco Rossi (Pol Valmalenco) – 1.22'32''03
3. Sergio Bonaldi (individuale) – 1.24'17''62
Skiroll femminile
1. Natalya Zernova (Russia) – 1.46'14''15
2. Natascia Leonardi Cortesi (Svizzera) – 1.57'54''50
3. Urszula Letocha (Polonia) – 1.59'39''41
Mezza maratona maschile
1. Massimiliano Zanaboni (Valli bergamasche) – 1.40'07''83
2. Michele Belluschi (Daini Carate) – 1.42'01''18
3. Robin Trapletti (Lbm Sport) – 1.46'39''27
Mezza maratona femminile
1. Ivana Iozzia (Corradini Rubiera) – 1.51'28''00
2. Monica Carlin (GS Valsugana) – 2.02'58''46
3. Ana Nanu (GS Gabbi) – 2.05'46''11
Matheo Jacquemoud ora anche biker
Due Scott per il francese sempre affamato di salite
«Un grande ringraziamento a Scott, il mio nuovo partner a due ruote che questa estate mi equipaggia dalla testa ai piedi - anzi ora anche alle ruote - con queste due bellissime biciclette: per le scorribande 'en tout terrain' sarà una Spark 610, e per accumulare chilometri e colli sull'asfalto sarà una Foil Team Issue.
I primi assaggi sono stati semplicemente entusiasmanti!
Sarà dura mantenersi prudenti usando due macchine così…»
Allenatori di scialpinismo: work in progress
Dopo il 'corso zero' si lavora per i successivi
Sfornati i primi 47 allenatori di scialpinismo FISI - todos caballeros all'esame finale dello Stelvio lo scorso giugno - proseguono i lavori per ottimizzare metodi e contenuti, sviluppare e dare continuità.
Sentiamo ancora il colonnello Marco Mosso, che fa il punto della situazione:
«Finito il corso allo Stelvio, ci siamo lasciati con l'impegno di raccogliere indicazioni dai partecipanti, ora allenatori di scialpinismo, per le fasi successive e i prossimi corsi. Così ho successivamente diramato a tutti la richiesta di contribuire con le loro osservazioni. Mi sono ritornate molte indicazioni, che sto raccogliendo per organizzare i prossimi corsi».
Che tipo di contributi arrivano, e quali i più interessanti?
«Ne sono arrivati molti, praticamente da tutti, e hanno riguardato diversi aspetti: in parte il maggior adattamento di alcuni contenuti del corso allo specifico dello scialpinismo. Ma sono giunti anche suggerimenti di metodi e contenuti nuovi, come quelli sulla didattica video».
Allo Stelvio i docenti hanno formato gli allenatori su tutte le materie che stanno 'attorno' alla tecnica dello skialp race. Però manca ancora un testo, una progressione tecnica, specifica delle tecniche dello scialpinismo race. Diciamo la 'parte centrale', come invece esiste per tutte le discipline tradizionali come il fondo, l'alpino, la tavola…
«Sì, questo è un argomento centrale e ne abbiamo parlato molto, così come stanno giungendo indicazioni dagli allenatori. Per intenderci, chiamiamola pure 'progressione', tecnica e metodica. Ora siamo alla fase di raccolta dei contributi degli allenatori: questa ci permetterà di creare un'indice della progressione. Successivamente sarà compito degli allenatori, che adesso ci sono, riempirlo dei contenuti tecnici e di metodo. Intanto la prima cosa che possiamo fare per il prossimo corso è centrare meglio sulle esigenze dei futuri tecnici le materie già proposte dai docenti al corso zero.
Ski-alper sta rilevando sul campo molto interesse e tante intenzioni di partecipazione ad un prossimo corso allenatori. STF afferma che una delle condizioni per organizzarlo starà nella quantità di richieste. Per quando è prevedibile?
«L'ideale sarebbe far partire il prossimo corso questo autunno. Magari a novembre, e se non fosse possibile concluderlo entro l'inverno si può finire in primavera come si fa in altri casi. Ma gli impegni della STF e dei suoi docenti sono moltissimi ripartiti sulle diverse discipline, e quindi bisogna anche trovare lo spazio. A fine luglio è in programma una riunione per esaminare il lavoro del primo semestre, e vi parteciperò per la parte del corso allenatori di scialpinismo. Lì se ne saprà qualcosa in più».
E come far conoscere a STF le richieste e il loro numero, se non esiste ancora un 'bando'?
«Per le altre discipline, per le quali i corsi allenatori esistono da sempre e vengono tenuti regolarmente, gli interessati 'se li aspettano' e si tengono in contatto con STF. Nel nostro caso sarà invece importante portare il prossimo corso a conoscenza dei potenziali interessati anche tramite i canali di settore, come soprattutto Ski-alper».
Dachstein Triple vero skialp!
Omar Oprandi racconta la gara di domenica in Austria
Omar Oprandi ha corso la Dachstein Triple di domenica nella doppia veste di triathleta e di inviato di Ski-alper. Mentre prepara il servizio per Up&down di ottobre, presentiamo un'anticipazione su skialper.it.
Ecco dalla sua viva voce cosa ci ha raccontato:
«Mi sono divertito un mondo! Quella è una gara di vero scialpinismo, e non basta essere forti atleticamente. Bisogna proprio saper fare bene tutto. L'ho fatta individualmente, come triathleta, e per tutta la prima parte in bici ci tenevamo d'occhio tra di noi che pedalavamo con l'imbragatura indossata».
MOUNTAIN BIKE IN SINGLE-TRACK - «Tre km tutti insieme attraverso il paese con l'auto della giuria davanti e tutti gli incroci presidiati alla perfezione. In tutto oltre 20 km molto tecnici di cui l'80% pedalabile, moltissimo in single-track reso difficile per tutti dalle radici bagnate, per cui anche i bikers bravi dovevano spingere certi passaggi. Mountain-bike vera. Così come sugli ultimi 2 km sterrati: qualcuno li ha addirittura camminati tutti, ma almeno il tratto finale bisognava spingere. Era un taglio inserito appositamente!»
LA CORSA - «Cambi attrezzatissimi come nei migliori triathlon. Io ho scelto di correre scarponi ai piedi. Praticamente tutti hanno usato scarpette ma è stata vantaggiosa la mia scelta: dopo un chilometro diventava ripida, impossibile correre. Gli scarponi sulla schiena sono peso in più e soprattutto si portano male».
SCI MOLTO ALPINISTICO - «La parte in sci, ti dico: una figata! Subito sci ai piedi su neve estiva, poi due diversi tratti a piedi in arrampicata facile, passi di II in parte attrezzati, e su quello più esposto una vera ferrata con l'obbligo di passare i due moschettoni, sci e bastoni nello zaino. Verificato dai controllori per tutti…o almeno si spera sempre! A un certo punto c'è una galleria scavata nella roccia e una parete verticale di circa 30 metri da scendere sulle zanche fittonate. Si arriva sul ghiacciaio dello sci estivo: ancora tratti abbastanza ripidi con inversioni e l'arrivo sulle piste alla stazione di monte della funivia».
ORGANIZZAZIONE E ACCOGLIENZA - «Tutto è organizzato perfettamente e nei tratti da percorrere in sicurezza vera, non alla buona chiudendo un occhio come da noi, eravamo controllati da professionisti e soccorritori alpini. C'era nebbia, e allora hanno messo le bandierine a 6-7 metri: impressionante!
E grande ospitalità austriaca: molto benvenuti i concorrenti italiani!
Alla fine la mia riflessione personale è che mi è piaciuta tantissimo anche perché rappresenta l'espressione dell' andare in montagna con i propri mezzi, come ho fatto molte volte nelle mie traversate. Si parte da casa con le proprie gambe o in bicicletta e si va in cima usando quello che serve a seconda di quello che si trova».
A Verbier i Campionati del Mondo ISMF 2015
In Svizzera anche la prima tappa di Coppa del Mondo 2014
Sarà Verbier a ospitare i prossimi Campionati del Mondo della International Ski Mountaineering Federation: la rassegna iridata si svolgerà sulle montagne svizzere dal 6 al 12 febbraio 2015. E Verbier inizierà a lavorare per il 2015 ospitando la prima tappa della Coppa del Mondo del 2014: una pre-mondiale per mettere a punto la macchina organizzativa.
La Grande Course al giro di boa
A metà biennio in testa Roux, Mirò, Jacquemoud, Bon Mardion
Il primo anno del circuito biennale internazionale di scialpinismo de La Grande Course si può dire concluso.
Il maltempo ha messo a dura prova gli organizzatori di ogni singola gara ma, come tutti gli atleti sanno, il lavoro di squadra e la cordata sono fondamentali, ed i risultati portati a casa sono stati quindi ottimi.
L’Open Altitoy Ternua, gara candidata per il 2015, ha dimostrato di avere forti potenzialità.
La Pierra Menta ha sottolineato il fatto di essere una gara classica a cui nessuno può rinunciare, nemmeno il pubblico.
L’Adamello Ski Raid a Novembre aveva sfidato tutti dichiarando che sarebbe stata la gara GC più lunga, e così è stato con dislivelli da record.
Il Trofeo Mezzalama, posticipato di una settimana, si è rivelato un’edizione fantastica piena di colpi di scena!
La Classifica GC ai piani alti non è mai variata: primi posti ex-aequo per Roux-Mirò in campo femminile e per Jacquemoud-Bon Mardion in campo maschile.
Ma l’anno prossimo se ne vedranno sicuramente delle belle con le nuove edizioni de La Pierra Menta, del Millet Tour du Rutor Extrème e de La Patrouille des Glaciers…
Elisa Compagnoni: sci, corsa e passione
'Dopo il Vertical Cornon, stamattina ho corso bene'
Ecco una delle due pesi piuma del lotto. Elisa, insieme a Giulia Compagnoni (ma non sono parenti), rappresentano molto bene le proprietà della leggerezza nel rapporto peso-potenza quando si tratta di endurance. La ascoltiamo dopo la vittoria di ieri nel Vertical del Cornon a Tesero (TN), prova di Campionato italiano di specialità che l'ha collocata in testa alla classifica femminile parziale.
Elisa, complimenti per la tua gara di ieri. La motivazione non ti manca! Quante gare di sci hai corso quest'inverno, e quante ne corri a piedi?
«Non le ho contate bene, ma certamente più di 30 con gli sci. Infatti ho finito la stagione abbastanza cotta. In estate gareggio meno, ma comunque quasi ogni week end».
Quali sono per te i vantaggi e quali gli svantaggi di correre due stagioni?
«I vantaggi per me stanno nell'avere motivazioni continue per mantenere un certo grado di preparazione. Lo svantaggio è che bisogna valutare meglio il recupero. Quando smettere una stagione e iniziare l'altra».
Riposo assoluto, ferma?
«In aprile, finita la stagione dello sci, sono stata fermissima due settimane. Poi ho ricominciato molto lentamente, uscendo per un periodo solo un paio di volte la settimana».
Ieri hai corso e vinto un VK, due settimane fa la Skyrace Alta Valtellina (seconda classificata dietro ad Elisa Desco, ndr). Quali scelte fai per le tue gare di corsa?
«Di solito gareggio nella corsa in montagna, quindi la mia distanza di gara sono gli 8 km. Gare lunghe, quasi mai».
Quanto pesi esattamente? E quali sono i pro e i contro in gara dell'essere così leggera?
«Non mi peso quasi mai, ma l'ultima volta ero a 44 kg. In realtà non saprei dire esattamente perché non ho termini di confronto precisi, e poi sono sempre stata così. Sulla durata, nella Skyrace ho capito che mi servivano zuccheri dopo 90' di gara, che mi sembra un valore comune. Una bustina di gel mi è servita e bastata. Invece sugli sci capisco che la muscolatura così sottile, la mancanza di forza, mi penalizza in discesa: i muscoli vanno subito in affaticamento, specialmente in neve profonda. Ma potrebbe trattarsi anche di mie lacune tecniche. Non sono una grande discesista, arretro, e così… Sui tempi di recupero tra una gara e l'altra, mi sembra siano nella norma: quando quest'inverno capitavano gare in sequenza, nei giorni ero sicuramente un po' più affaticata. Ma per esempio stamattina sono uscita a correre dopo il Vertical di ieri, e andavo bene».
Su quale terreno vai meglio, e dove invece perdi?
«Sia nella corsa che nello sci naturalmente preferisco la salita e perdo nelle discese, specialmente nei tratti tecnici. Invece mi difendo in pianura nella corsa, nonostante non vada mai in pista ne' faccia cross».
Sappiamo che collabori all'organizzazione di eventi sportivi dalle tue parti, in Alta Valtellina.
«…be', dò una mano preparando comunicati stampa, occcupandomi un po' delle foto, della comunicazione, oppure segnalando il percorso il giorno prima. Le solite cose!»
Studio, lavoro, vacanze?
«Eh! vacanze non si sa! Sono alla ricerca di lavoro, e per ora sto facendo un po' la baby-sitter. Lo scorso luglio 2012 mi sono laureata in Scienze della comunicazione a Pavia, ma mi accontenterei di qualunque cosa che mi permetta di conciliare sport e lavoro. Però qui in alta valle tutte le attività sono collegate al turismo, e quindi i fine settimana sono lavorativi per definizione. Mi spiacerebbe tantissimo dover rinunciare allo sport!»
Ski-alp alle Olimpiadi? Si fa dura...
ISMF rimandata ad ottobre, ma le sensazioni generali non sono positive
Sci alpinismo o arrampicata? No, vince il frisbee. A San Pietroburgo, in Russia, nella riunione dello SportAccord (l'organo che presiede tutte le federazioni internazionali riconosciute dal CIO, ma che non sono ancora ammesse ai Giochi Olimpici, ma partecipano ai World Games che quest'anno si svolgeranno in Colombia) e dell'Executive Board del CIO, è stata ammessa nella 'famiglia' olimpica la World Flying Disc Federation. Rimandati ad ottobre tutti gli altri.
«Come ISMF - spiega il segretario Roberto Cavallo - eravamo l'unica federazione 'invernale'. In questi mesi abbiamo presentato tutta la documentazione a Losanna, poi il presidente Mariotta è volato in Russia. Non ci sono state contestazioni dal punto di vista tecnico o sui numeri della nostra federazione, ma non siamo stati ammessi. Le motivazioni? Ci hanno chiesto un nuovo piano strategico e una commissione entourage sugli atleti e in generale sull'ambiente che circonda lo sport. Ne abbiamo parlato recentemente con i nostri associati in una riunione a Pau, in Francia. Cercheremo di capire come muoversi, visto che il CIO ha promesso una nuova sessione dell'Executive Board dopo l'estate».
Sauze festeggia Eydallin
Sabato il paese ha ricordato i successi stagionali dello ski-alper azzurro
Sabato sera una Sauze d’Oulx (To) ormai lanciata verso la stagione estiva ha rivissuto l’inverno appena trascorso festeggiato il suo atleta di casa Matteo Eydallin. La serata è stata aperta da Adriano Favre (nella foto insieme a Matteo), organizzatore del Mezzalama, che ha presentato l’inedito filmato dell’ultima edizione della gara. Dopo il filmato, palcoscenico tutto per Matteo che, insieme al sindaco di Sauze Meneguzzi e alla guida alpina Jannon, hanno ripercorso, gara dopo gara, tutti i risultati della regolarissima stagione di Matteo. Intanto alle loro spalle scorrevano le foto di Matteo al Mezzalama. Come chicca finale sono state anche proiettate delle foto di Matteo da giovane alle sue prime esperienze con gli sci, poi le gare di discesa e infine quelle di MTB. Conclusione della festa in piazza dove gli atleti dello sci club locale avevano allestito un ottimo aperitivo al buffet.
Matheo Jacquemoud si diverte con i compagni di squadra
Montagna, arrampicata, backcountry per l'Equipe de France
Le ultime notizie che avevamo di Mathéo riguardavano la sua partecipazione al Vertical da Valbondione al rifugio Coca, e prima ancora i suoi up & down per il Monte Bianco con Kilian e poi da solo per il nuovo record da-a Chamonix.
Ora ricompare in versione 'scout': « Dopo una fine di maggio abbastanza tranquilla, ho ripreso il cammino degli allenamenti. In programma corsa a piedi, ciclismo, mountain bike, ma soprattutto arrampicata e montagna. E nel week end del 22-23 giugno ci siamo ritrovati con l'équipe de France per uno stage molto simpatico al Col de l'Echelle nella valle di Névache. Due giorni dedicati allo spirito di squadra e al divertimento.
Nel programma: orientamento, corda doppia, traversata alla tirolese, ferrata, caccia, costruzione di un rifugio per la notte. Uno stage con il minimo strettamente necessario: una coperta, un coltello...e arrangiarsi! Due giorni veramente 'cool' e l'ambiente è stato 'super'. E via subito con le prime gare, con il km verticale di Chamonix venerdì sera».
Esclusivo: ecco chi sono i 46 allenatori dello ski-alp
Tutti promossi gli iscritti al primo corso FISI
Ci sono nomi noti e meno noti, dal 'DT' Angeloni agli azzurri Eydallin e Pellissier, dal 'patron' del Tour du Rutor Marco Camandona a Filippo Beccari. Ecco finalmente chi sono i 46 allenatori di ski-alp, tutti promossi al primo corso organizzato dalla FISI. Per saperelo... basta scaricare il documento allegato.
Il caso di positivita' al Trofeo Mezzalama
Favre: «Il sistema funziona, e gli atleti devono saperlo»
Abbiamo interpellato Adriano Favre dopo la diffusione della notizia sul caso di positività alla furosemide riscontrato alle analisi effettuate all'arrivo del Trofeo Mezzalama, lo scorso 4 maggio.
Come funziona il sistema antidoping del Trofeo Mezzalama e de La Grande Course?
«Ne 'La Grande Course' abbiamo inserito fin da subito il programma di controllo antidoping tra le priorità della nostra formula. L'abbiamo affidato ad Antidoping Suisse, società privata svizzera specializzata nel campo. Durante la prima edizione non è stato sistematico, ma nella seconda tutte le gare lo hanno adottato. Il numero di prelievi varia a seconda delle possibilità di bilancio della singola manifestazione, perché sono analisi molto costose, ma il numero minimo di atleti controllati è sei. Al Mezzalama quest'anno abbiamo effettuato sei controlli».
Con quale criterio?
«E' stato sorteggiato un atleta per ognuna delle prime tre squadre maschili, un'atleta per ognuna delle prime due femminili, e un controllo a caso nel gruppo. Ed è proprio nel gruppo, come nel 2011, che si è verificata la positività».
Ora qual è la procedura?
«'La Grande Course' è stata informata subito, e così la Federazione internazionale che provvederà a notificare il caso alla federazione italiana del CONI, che a sua volta procede secondo la legge e informa ufficialmente il tesserato; e di prassi in Italia rende pubblico il procedimento».
Qual è la vostra linea di condotta, di fronte a questo specifico caso?
«Sono cose delicate: adesso l'atleta ha la possibilità di difendersi, anche tramite le controanalisi. Indipendentemente dalla possibilità o meno di rendere noto il nome dell'atleta positivo, ci sembra giusto aspettare queste fasi. Per ora non è importante tanto un nome, che verrà senz'altro reso noto secondo la procedura corretta, quanto diffondere la conferma che ne La Grande Course il sistema antidoping esiste e funziona. Gli atleti devono saperlo e porre molta attenzione a questi aspetti. E' proprio per questo motivo, che adottiamo misure antidoping».
Come altri diuretici, furosemide è inclusa nella classe S5 di una lista di farmaci vietati dalla Agenzia Anti-Doping mondiale perché il suo utilizzo potrebbe risultare finalizzato a mascherare il ricorso ad altri farmaci dopanti.
La molecola è estremamente efficace, e un suo uso approssimativo può facilmente portare a conseguenze gravi e anche mortali conseguenti a forti squilibri idro-salinici e a carenze elettrolitiche, a maggior ragione durante prove di endurance intensa.












