La Sportiva Ultra Raptor
350 g per la novità 2013 destinata agli ultra trail
Il barefooting sarà anche la moda del momento, ma quando il gioco si fa duro servono scarpe che aiutino i ‘comuni mortali’ a portare a termine trail e ultra trail. La Sportiva propone per il 2013 il modello Ultra Raptor, sviluppato appositamente per le lunghe distanze e i terreni difficili. Adatto soprattutto a corridori con piedi dalla pianta larga, vede la tomaia, in mesh e rinforzi in microfibra anti abrasione, assemblata su di una piattaforma in Eva a spessore differenziato. Piattaforma garante di una marcata ammortizzazione. Un inserto in poliuretano lavora in favore della stabilità del tallone. La suola, secondo tradizione La Sportiva, è autoprodotta. Nel dettaglio si tratta del modello FriXion XF, che promette una notevole resistenza all’usura, abbinato a un inedito sistema d’assorbimento degli impatti. Tale sistema prevede tasselli della suola a spessore differenziato, così che alcuni di essi vengano a contatto con il terreno prima degli altri, attenuando gli shock. Disponibile nelle misure da 36 a 47,5 EU (incluse ½ misure), Ultra Raptor pesa 350 g al pezzo nella taglia 42 EU.
L'outdoor 2013 va di corsa
Trail running sugli scudi a Friedrichshafen. Spopola il barefooting
‘Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani’. Così si esprimeva Massimo D'Azeglio al termine della Spedizione dei Mille. Oggi, conclusa OutDoor 2012, esposizione internazionale ospitata dalla fiera di Friedrichshafen (Germania) e dedicata agli sport outdoor, potremmo affermare che ‘fatta la scarpa, bisogna fare i corridori’. Detto che il trail running, e in generale la corsa off road, è il movimento più vivo e spumeggiante nel panorama degli sport di montagna, mentre si registra una discreta stagnazione per quanto riguarda l’alpinismo e l’arrampicata, la parola d’ordine, nonché tendenza imperante per il 2013 in tema di calzature, è barefooting; letteralmente camminare a piedi nudi. Vale a dire, in chiave sportiva, correre con scarpe che influenzino il meno possibile i movimenti degli arti inferiori. Quasi fossero una seconda pelle. Una religione, dato che necessita di fede per aderirvi, che prescrive lo stravolgimento della corsa tradizionale. Addio allora alla consueta transizione dall’impatto del tallone con il terreno alla spinta con la parte anteriore del piede in favore di un’andatura basata sull’appoggio esclusivamente dell’avampiede e del mesopiede avanzando il proprio centro di gravità. Come dire, la morte della rullata! Una tecnica definita anche natural running in quanto i corridori scalzi adotterebbero questo stile. Le scarpe barefoot, nel dettaglio, sono sempre neutre e minimaliste, in quanto dotate di una minore ammortizzazione rispetto alle calzature standard nonché contraddistinte da un limitato, quando non assente, dislivello dell’intersuola, e quindi dello spessore degli inserti antishock, tra sezione anteriore e posteriore.
Scarpa debutta nel running off road
Stravolgeremo il nostro modo di correre? Alcuni atleti l’hanno già fatto. I comuni mortali no. E non è detto siano in grado di farlo, dal momento che la transizione verso il natural running dovrebbe avvenire quanto più gradualmente possibile onde non incorrere in infortuni dovuti alla risicata ammortizzazione in corrispondenza del tallone. E all’inedita distribuzione dei pesi sbilanciata verso l’avampiede. Le aziende, però, non sembrano preoccuparsene. O quanto meno non ne fanno un cruccio tale da perdere il sonno. Parafrasando ulteriormente la Spedizione dei Mille, potremmo identificare nei ‘Mille’ proprio i costruttori lanciatisi in quest’avventura. Non solo brand inediti, ma anche giganti del settore quali Salomon, La Sportiva, Adidas e Brooks, che guardando al minimalismo ampliano le proprie collezioni da trail. Seguiti da debuttanti illustri quali Scarpa e Patagonia, così come dalla rientrante (nel settore) Merrell. Chi ha fatto resistenza? Assente Hoka One One, in fiera il ruolo di Davide contro Golia è spettato principalmente a Tecnica, con una nutrita schiera di nuovi modelli votati alla massima ammortizzazione. Cushioning contro barefooting.
Cui prodest?
Perché tanto interesse per il barefooting? Per una nutrita serie di ragioni non necessariamente improntate al benessere dei corridori. Innanzitutto perché progettare una scarpa minimalista è meno complesso che realizzare una calzatura che debba rappresentare un bilanciato compromesso tra ammortizzazione, reattività e tenuta. Con buona pace (o estremo dolore) di pronatori e supinatori, così come dei marchi che tradizionalmente presidiavano questa branca del running. In seconda battuta perché rende agevole ridurre i pesi. E la leggerezza fa gola a tanti... Può quindi rappresentare un irresistibile stimolo all’acquisto. In aggiunta il natural running è ‘l’energy drink’ mediante il quale le aziende vorrebbero infondere una sferzata d’entusiasmo a un settore in crescita sì, ma non tanto rapidamente e marcatamente da costituire un solido argine dinanzi al dilagare della crisi. I ‘Mille’, i costruttori, hanno individuato la loro arma: il barefooting. Da schierare in battaglia contro la congiuntura economica. In ultima battuta, le scarpe votate al natural running sono attraenti: semplici, essenziali, ridotte ai minimi termini e dall’aspetto terribilmente racing. Un sogno per gli appassionati maggiormente allenati. Verranno utilizzate nei trail più impegnativi? Extra terrestri a parte (Kilian docet) quasi certamente no. Ma qualcuno ci proverà. E probabilmente ne pagherà le conseguenze.
Green economy
Scarpe, scarpe e ancora scarpe. Sebbene le novità più altisonanti in ottica 2013 siano riconducibili al settore calzaturiero, un altro ‘gigante’ dell’outdoor gode d’ottima salute: l’abbigliamento. Costantemente scosso dall’esasperata ricerca della leggerezza, del comfort e dell’ecologia. La green philosophy, l’attenzione alla biocompatibilità del processo produttivo, la certificazione ambientale e il miraggio del riciclo totale divengono obiettivi sia tecnici sia sociali sia di marketing. Il mondo ringrazia. Al contempo il fenomeno del trail estende la propria influenza anche al settore tessile, con il proliferare di soluzioni ‘total look’ che vestono il runner da capo a piedi come nel caso di Salomon, La Sportiva, Mammut, Lafuma e The North Face per citare i nomi più celebri. Nel 2013, allora, in montagna tutti correranno? Forse. Certamente il movimento è in crescita e sulla falsariga di quanto accaduto in Francia, dove è divenuto un vero e proprio fenomeno di costume, gli interessi commerciali si fanno via via più ingenti, a tutto vantaggio del proliferare di nuovi prodotti e modelli. Per quanti amano affrontare la montagna con meno rapidità, il futuro sembra invece delineare un orizzonte caratterizzato dal perfezionamento sia dei prodotti sia dei materiali, ma senza stravolgimenti epocali. A meno che le aziende produttrici non decidano che il barefooting abbia le carte in regola per spopolare tra trekker e alpinisti, senza dubbio desiderosi di imitare Carla Fracci saltellando aggraziatamente sulle punte di cresta in cresta…
Julbo Bivouak
Lenti fotocromatiche e schermi laterali magnetici
Dedicati a quanti affrontano i terreni più impegnativi, ghiacciai inclusi, gli occhiali della linea Bivouak sono dotati di lenti fotocromatiche Cameleon e di schermi di protezione laterali a fissaggio magnetico, amovibili. Le lenti reagiscono alla luminosità diventando automaticamente più o meno scure indipendentemente dalla temperatura ambientale. Finiture polarizzata per limitare i riflessi e “antinebbia”, ovvero antiappannante. Schermano al 100% dai raggi UVA, UVB e UVC. In corrispondenza dell’estremità delle astine sono previsti dei fori onde agganciare il cordino di sicurezza. Laccetto compreso nella confezione.
Raidlight Team R-Light 001
La scarpa francese da trail è personalizzabile e rigenerabile
La specialista francese Raidlight, da 12 anni dedita allo skyrunning, presenta Team R-Light 001, calzatura da trail personalizzabile via internet. Caratteristica saliente è la possibilità d’adattare la scarpa alla morfologia del piede scegliendo taglia, plantare (neutro, per supinatori o pronatori), supporto e ammortizzatore in corrispondenza del tallone nonché svariati componenti intercambiabili. Questi ultimi disponibili sotto forma di ricambi, come nel caso della suola bimescola Grip Pad e delle ghette anti acqua integrabili, così da intervenire in caso d’usura e riportare la scarpa alle condizioni originarie. Team R-Light 001 pesa 340 g e costa 149,00 euro.
Arc'teryx Solita Short W
114 g per i pantaloncini canadesi
Meno peso, meno limitazioni, meno frizioni, massimo confort: ecco la ricetta della canadese Arc’teryx per lo sky running in chiave ‘rosa’. Gli short Solita, realizzati in poliestere e Spandex (fibra sintetica di poliuretano) sono caratterizzati da fodere in mesh, ovvero in tessuto a maglie sottili, particolarmente leggere, a tutto vantaggio della riduzione dei tempi di asciugatura e del contenimento delle masse. Il peso si attesta a 114 g.
Mountain Hardwear Cool.Q Zero
Il sudore porta refrigerio
Sarà disponibile dall’estate 2013 la nuova tecnologia Cool.Q Zero di Mountain Hardwear, volta a dare refrigerio… sudando. Sviluppata congiuntamente a Columbia Sportswear, proprietaria del marchio MH, Cool.Q. Zero è una tecnologia visibile, racchiusa in piccoli anelli blu inseriti nel tessuto dei capi d’abbigliamento. Gli anelli contengono un polimero di raffreddamento che, se esposto al sudore o all’umidità, aumenta di volume creando un’istantanea sensazione di freschezza. Ideale per lo sky running e il trekking, tale ritrovato è stato sviluppato dal Performance Innovation Team (PIT) di Columbia Sportswear Company e da atleti professionisti del calibro di Max King e Dakota Jones. Ecco un video dedicato alla nuova tecnologia, che verrà applicata a capi per la corsa e l’escursionismo nonché ad accessori quali cappelli, bandane e manicotti.
Carrera Cliff Evo Sph
La maschera fotocromatica che si adatta al viso
Spesso considerate prodotti destinati più allo sci in pista che non allo ski-alp, le maschere divengono strumenti preziosi quando la velocità aumenta, la neve soffice si solleva oppure il vento soffia con forza. Carrera dedica agli amanti del freeride mountaineering e dello scialpinismo in genere il modello Cliff Evo Sph, novità 2013, caratterizzato dall’innovativa possibilità d’adattare la zona del nasello alla conformazione del viso e dalla tecnologia antiappannamento basata su di un’intercapedine tra le due lenti all’interno della quale scorre un flusso d’aria. Le lenti, nel dettaglio, beneficiano delle finiture antigraffio e idrorepellente nonché della polarizzazione, limitando così i riflessi, e del trattamento fotocromatico che modifica il grado di schermatura in base alle condizioni di luce.
Salewa: sette anni in spinta
Cresce la divisione calzature. Fiore all'occhiello la lotta alle vesciche
2006, Fiera OutDoor di Friedrichshafen. Salewa presenta la prima collezione di calzature. Dove collocare la neonata Footwear Division? Semplice. A Montebelluna, piccolo centro del Nord Est italiano: la Silicon Valley della scarpa. Nel 2005, quando l’iniziativa prende vita, il distretto calzaturiero di Montebelluna vanta 368 aziende con oltre 8.000 dipendenti. L’obiettivo Salewa, sin dall’inizio, è quello d’innovare realizzando scarpe da alpinismo e trekking nonché, grazie al brand Dynafit, scarponi da scialpinismo e calzature da skyrunning. A 7 anni dalla fondazione, la divisione calzature è cresciuta. Il fatturato 2011 è nell’ordine dei 30 milioni di euro; le vendite superano le 300.000 paia. E il 2012, in contrasto con il trend generale, si candida ad anno di ulteriore sviluppo, stimando un +30%. Merito della perenne lotta alle vesciche, fiore all’occhiello del brand, così come della volontà di creare calzature tecniche la cui comodità non sia lontana dai prodotti destinati all’utilizzo quotidiano. Concetti alla base, ad esempio, di uno dei best seller Salewa: Firetail GTX. Una scarpa da avvicinamento con fodera in Gore-Tex, suola Vibram Approach e protezioni in fibra di aramide lungo la parte inferiore della tomaia e l’intersuola. Uno dei punti di forza è la tecnologia 3F System Evo che favorisce la mobilità antero posteriore della caviglia e al contempo, grazie a un sistema di tiranti collegato all’allacciatura tradizionale, l’aderenza del tallone. Allacciatura, dal canto proprio, estesa sino in punta per garantire sensibilità nei passaggi più tecnici. All’intersuola in Eva, ammortizzante, si abbina il supporto in poliuretano, stabilizzante, in corrispondenza del tallone. Il peso si attesta a 430 g (42 EU). Firetail GTX costa 149,95 euro.
Mountain Hardwear SummitRocket 20 Vestpack
Lo zaino che veste come un gilet
È una novità 2013 lo zaino americano per spedizioni alpinistiche super-veloci, messo a punto grazie al contributo di Ueli Steck. L’alpinista svizzero, famoso per aver stabilito il record di velocità sulle pareti nord dell'Eiger, del Cervino e delle Grandes Jorasses, ha stimolato la creazione di uno zaino che offra il volume e la funzionalità di un tradizionale sacco per ascese rapide abbinati alla calzata e al confort di un gilet.
Salomon XT Wings S-Lab 5 Softground
Cura dimagrante per la quinta edizione della scarpa race 'da fango'
Declinazione racing del noto modello XT Wings, è giunta alla quinta edizione. La denominazione Soft Ground, secondo tradizione, tradisce la predisposizione per terreni a basso grip, primo fra tutti il fango, grazie alla suola dal disegno aggressivo e alla tomaia saldata per scongiurare la penetrazione d’acqua e terriccio. Tomaia, in aggiunta, priva di cuciture per l’utilizzo anche senza calze. Analogamente al precedente modello, non mancano la protezione in gomma della punta, in funzione anti abrasione e anti shock, e la copertura della linguetta a collarino, così come il sistema Quicklace, caratteristica tipicamente Salomon che consente l’allacciatura rapida con un’unica trazione del cordino dedicato. Confermati il sottopiede Ortholite in schiuma specifica, arricchito da un ulteriore inserto in Eva in corrispondenza del tallone per lenire gli impatti, e la suola Contagrip HT in gomma a doppia densità con scanalature specifiche per l’espulsione del fango. Scende il peso: da 350 a 330 g nella misura 42 2/3 EU.
Platypus Origin
Da 3 a 32 litri di capienza per gli zaini idrici americani
Quando si affrontano trekking impegnativi oppure salite in mountain bike lunghe ed estenuanti, l’idea di fermarsi per bere non sempre risulta gradevole. Spezzare il ritmo può essere controproducente. Per questo l’americana Platypus ha ideato gli zaini idrici della linea Origin. Il design si sviluppa attorno al serbatoio Big Zip SL. Il comparto principale può avere, in base al modello, una capacità compresa tra 3 e 32 litri, mentre l’alloggiamento della sacca idrica, in configurazione da 2 o da 3 litri, è isolato da uno strato di Nylon laminato, impermeabile al 100%. Per limitare al massimo il peso, i sacchi Platypus non hanno bisogno di copertura anti pioggia, essendo realizzati in Nylon Rip-stop con uretano laminato impermeabile, forte di una colonna d’acqua di 10.000 mm. Tutte le cerniere sono saldate e le cuciture principali doppiamente nastrate. Lo schienale è ventilato, mentre gli spallacci sono regolabili a strappo. Le versioni più capienti Origin 22 e Origin 32 sono disponibili in diverse misure per adattarsi a varie lunghezze del busto. Gli zaini Platypus Origin sono disponibili con capacità di 3, 5, 9, 22 e 32 litri. I modelli da 3, 5 e 22 litri sono corredati da un serbatoio idrico Big Zip SL da 2 litri; quelli con capacità di 9 e 32 litri con una sacca per liquidi da 3 litri.
Lafuma X Light 2
Tenda da 1.700 g per pernottamenti a quote intermedie
Per ‘spezzare’ i trekking di più giorni Lafuma propone una tenda per due persone dalla conformazione a tunnel con arco esterno assemblabile e tetto in poliestere con cuciture termonastrate. Dotata di 3 prese d’aria, vede la struttura poggiare su due archi portanti in alluminio. Il peso si attesta a 1.700 g e lo spazio interno a 2,20 m in lunghezza e 1,40 m in larghezza. Adatta a pernottamenti a bassa e media quota, può essere dotata o meno di abside esterna. Quando la ‘porta’ d’accesso è aperta, il tessuto che la costituisce viene automaticamente riposto da un lato, senza intralciare il passaggio. Costa 168,00 euro.












