Sabato il Vertical Up approda a Pinzolo
Il Vertical Up arriva in Italia: la seconda tappa del circuito sarà a Pinzolo sabato 20 gennaio. La sfida sarà lungo la Tulot Audi quattro, famosa per la sua pendenza che tocca percentuali del 69% (le pendenza media è invece del 35%). Si partirà da quota 800 metri e si arriverà ai 1.700 di malga Cioca dopo aver percorso una distanza di 2.600 metri e aver superato un dislivello di 900. Attesi oltre 400 partecipanti, addirittura 1.400 se si considerano gli iscritti al concomitante raduno per ciaspole e sci alpinismo Toni Masè (da malga Cioca al Doss del Sabion). Sempre più ricco anche il programma delle iniziative collaterali che trasforma la gara in una festa-evento per tutti. Venerdì sera incontro con Tamara Lunger, organizzato con la collaborazione della Sat Pinzolo-Alta Rendena e la regia di Brunetto Binelli. Poi, alle 22.30, dopo l’incontro alpinistico-culturale al PalaDolomiti, ci sarà il ‘Vertical beer and music fest’ con musica dal vivo, stand e tanto divertimento. Per il pubblico che vorrà assistere alla gara, le Funivie di Pinzolo mettono gratuitamente a disposizione andata e ritorno per e da malga Cioca dove è fissato l’arrivo, a partire dalle 16.30. C’è ancora qualche posto per iscriversi sia alla tappa di Pinzolo del Vertical up tour che al raduno: info su alpingovalrendena.it

Generazione splitboard
Splitboard. Ovvero salire con una tavola che si divide a metà e scendere con uno snowboard sotto i piedi. Dietro alla semplicità del gioco ci sono tante interpretazioni e sono in molti a non capire del tutto di cosa si tratti o come funzioni. Alcuni sostengono che sia una nuova disciplina, altri che sia comunque snowboarding, altri ancora che sia sempre esistita. Per noi è un modo di fondere discipline già esistenti per creare un approccio mentale diverso allo snowboard. E per portarti dove-vuoi-tu. Ne parliamo in un articolo della serie The next big thing sul numero 115 di Skialper, di dicembre-gennaio (clicca qui per riceverlo a casa).

IL BELLO DEL GIOCO - Immagina una tavola da snowboard che si separa a metà. Immagina che queste due metà siano utilizzabili in modo simile a degli sci d’alpinismo e che montando le pelli sotto le solette, tu ti possa muovere facilmente anche in salita. Poi immagina di arrivare in cima, togliere le pelli, riunire la tavola, cambiare l’assetto degli attacchi da quello di salita a quello di discesa e ritrovarti così nuovamente con una tavola da snowboard - fatta e finita - sotto i piedi. Questo è splitboard.

PERCHÉ - «L’importante è che proprio adesso lo splitboarding sia una realtà tecnica e di materiali al servizio di un’idea e che sappia portarci dove non è stata in grado di portarci al momento della sua invenzione, circa 25 anni fa - scrive Luca Albrisi, autore per Mulatero del libro Splitboard, tra tecnica e filosofia -. Di certo non era ancora pronta lei come tavola, ma sicuramente non lo eravamo nemmeno noi come rider. Almeno non come lo siamo adesso. La splitboard in sé, come puro mezzo tecnico, non è la vera novità. La vera novità sono tutti i rider che vogliono conoscere dove la tavola da split ci può portare. Che con lei desiderano esplorare il mondo ma esplorare anche se stessi e le proprie capacità fisiche e mentali. Che vogliono sperimentare da vicino la fatica ma anche la sensazione di lontananza da tutto quello che già conoscono. Della vita e dello snowboarding».

La Sportiva Epic Ski Tour, aperte le iscrizioni alle tappe
La Sportiva Epic Ski Tour si avvia verso la seconda edizione, dall’8 all’11 marzo nelle Valli di Fiemme e Fassa (TN). A partire da oggi è possibile iscriversi, oltre alla consueta partecipazione in autonomia alle tre tappe alla cifra complessiva di 180 euro con un pacco gara del valore di 139 euro, anche alle singole manifestazioni che si svolgeranno tra Alpe Cermis, Passo San Pellegrino e Passo Pordoi. Il costo dell’iscrizione sarà eccezionalmente di 50 euro per poter effettuare una tappa singola senza gadget, 100 euro per effettuare una tappa singola con gadget costituito da un casco Combo Helmet La Sportiva o da una felpa tecnica sempre firmata dal main e title sponsor La Sportiva, mentre con 180 euro comprensivi di gadget si potrà gareggiare nelle tre competizioni in assoluta sicurezza anche in compagnia di una Guida alpina, ad esclusione della prima tappa per la semplicità della stessa, e poiché non ci sarebbe motivo alcuno di avvalersi di uno scialpinista specializzato lungo una via forestale o direttamente su pista. Confermato anche un montepremi di valore, per un totale di 46.000 euro.
UTMB 2018, ecco gli atleti top
È già tempo di UTMB e infatti con consultabili gli elenchi degli atleti sorteggiati per la settimana top del programma dell’ultra-trail, in programma dal 27 agosto al 2 settembre. Tanti big anche nel 2018 ma non si raggiunge il livello stratosferico del 2017. Spicca infatti l’assenza di François D’Haene e Kilian Jornet. D’Haene ha dichiarato che non ha intenzione di partecipare e, a meno di cambiamenti dell’ultimo minuto, è difficile pensare che sfrutterà una wild card, mentre Kilian era sembrato interessato alla gara attorno al Monte Bianco e potrebbe decidere più avanti.
UTMB - Luis Alberto Hernando, Javi Dominguez, Jim Walmsley, Hayden Hawks, vincitore della CCC 2017, Tim Tollefson, Xavier Thévenard, Sylvain Court (campione del mondo di trail IAAF nel 2015), Michel Lanne, Gediminas Grinius, Ryan Sandes, Erik Clavery. Questi i top al maschile, mentre tra le donne si rirpropone il duello Picas-Chaverot e ci saranno anche Uxue Fraile, Teresa Nimes, Juliette Blanchet, Mimi Kotka, Andrea Huser, Kaci Lickteig, già vincitrice della Western States, Emelie Lecomte, Manuela Vilaseca. Tra gli azzurri risultano iscritti Fabio Di Giacomo, Stefano Ruzza, Ivan Geronazzo, Daniele Fornoni e la ‘russa d’Italia', Yulia Baykova. Da segnalare il ritorno dopo qualche anno di Katia Fori, già quarta e quinta.

LE ALTRE GARE - Al via nella CCC Timoty Freriks e Rob Krar, Cori Benoit, Clemente Cristofer e tra le donne Maite Maiora. Tra gli italiani da segnalare Michael Dola, Stefano Fantuz e Daniela Bonnet. Sulla TDS al via Tom Owens, Dylan Bowman, Ludovic Pommeret e Rory Bosio tra le donne. Corrono anche Giuliano Cavallo, Fulvio Dapit, Marco Zanchi e Giovanni Tacchini. Nella OCC correrà anche il turco Ahmet Arslan, uno dei più forti atleti della corsa in montagna. Al via a anche Nicolas Martin, Davide Cheraz e Christian Modena.
Scaldagambe Winter Trail a Matteo Bossetti e Silvia Cuminetti
Cinquecento atleti si sono presentati a Carvico ai nastri di partenza della terza edizione della Scaldagambe Winter Trail, memorial Savino Laurora: 16 km di sviluppo e 550 metri di dislivello sui sentieri del monte Canto.
GARA MASCHILE - Fabio Bazzana e Danilo Brambilla subito all’attacco, con Brambilla che è transitato davanti a tutti sul gpm di Santa Barbara. All’inseguimento Matteo Bossetti, Cristian Minoggio e Paolo Poli. Quando la strada ha cominciato a scendere, si è fatto avanti Matteo Bossetti: partito in sordina, con una gara in crescendo ha raggiunto i battistrada. La situazione si è modificata e al comando si è formata la coppia Bazzana e Bossetti. I due hanno corso appaiati fino ai meno due dalla conclusione. A quel punto Bossetti ha messo la freccia su Bazzana ed è andato tutto solo a tagliare il traguardo completando la gara in 1h06'33”. Con loro sul podio Cristian Minoggio; nella top ten Andrea Rota, secondo lo scorso anno, Paolo Poli, Danilo Brambilla, Clemente Belingheri, Vincenzo Persico, Luca Rota e Giambattista Micheli.

PROVA FEMMINILE - La gara in rosa è stata caratterizzata dall'assolo di Silvia Cuminetti che ha concluso a braccia alzate in 1h20'55”. Dietro di lei Sara Rapezzi e Maria Eugenia Rossi. Fra le migliori dieci Monica Vagni, Cecilia Pedroni, Umberta Magno, Giovanna Cavalli, Giuliana Arrigoni, Laura Tiraboschi, Marta Tresoldi.

Go, Jono, go!
C’è una cosa che ti domandi quando intervisti Jonathan ‘Jonopulse’ Wyatt: ma sarà veramente lui? Hai davanti un mostro sacro della corsa. Punto. Non della corsa in montagna o del trail. Hai davanti un vero e proprio simbolo dell’andare veloci, più o meno lontano, probabilmente il primo (Kilian permettendo) a essere polivalente. Jonathan Wyatt, classe 1972, neozelandese, ha vinto sei titoli mondiali di corsa in montagna e ha partecipato a due olimpiadi, Atlanta e Atene, oltre ad avere preso parte in gioventù a tante gare di corsa campestre e ad avere allungato ora fino ai 55 chilometri in versione trail. Come se non bastasse, due Olimpiadi e due diverse discipline: ad Atlanta i 5.000 metri e ad Atene la maratona, chiusa al ventunesimo posto. Dimenticavo: Jonathan Wyatt dalla scorsa estate è anche presidente della WMRA, World Mountain Running Association. Sul numero 115 di Skialper, di dicembre-gennaio (clicca qui per riceverlo a casa) lo abbiamo intervistato e gli abbiamo fatto provare le due nuove scarpe per in winter running di La Sportiva, Uragano e Tempesta. Ecco qualche piccola anticipazione...

MINIMALISMO E MASSIMALISMO - «Se stai correndo con tanti movimenti laterali, come avviene sui terreni tecnici, sentire il terreno ti può aiutare, il massimalismo ha permesso a tanta gente che aveva problemi dovuti a infortuni o usura delle articolazioni di tornare a correre. Credo che ci sia bisogno di tutto e che la scelta sia ampia in modo da accontentare il maggior numero di runner. Piuttosto mi concentrerei su altri aspetti, come il drop».
DROP - «Secondo me troppo poco drop è rischioso per i tendini, va bene in allenamento, per rinforzare il piede, ma non andrei sui lunghi, starei fino a 4 millimetri per allenamenti e gare corte, e poi fino a 6-7 salendo».

PARENTI DI MUTANT - Le due nuove scarpe invernali tradiscono una somiglianza nell’aspetto con Mutant e condividono con la best seller estiva un drop di 10 millimetri. Cambiano però suola: la Frixion XF ultra aderente è stata sostituita da Frixion AT. La prima è una allround, mentre per le scarpe invernali è stata utilizzata una mescola ideale su fondi morbidi dove è richiesta molta aderenza. La tomaia è costruita senza cuciture ed è idrorepellente e la tecnologia Gore-Tex utilizzata è la Gore Flex Construction che rende le scarpe molto flessibili.

UTMB 2018, numeri in calo
Un calo dell'8 per cento sull’insieme della gare (senza tenere conto della YCC), che arriva anche al 20 per cento nel caso di CCC e TDS. Mentre la gara regina si ferma a meno 6 per cento. In controtendenza solo la OCC, in crescita del 5 per cento. Sono questi i dati delle pre-iscrizioni che riporta il sito spagnolo carreraspormontana.com proprio quando, con il sorteggio di ieri, sono stati resi noti i nomi di chi è riuscito ad accaparrarsi un pettorale al gotha dell’ultra-trail. Dati che fanno riflettere perché arrivano dalla capitale indiscussa del movimento. Colpa della crisi? Oppure calo del fenomeno ultra e maggiore interesse verso distanze come quelle della OCC più contenute, seppur sempre ultra?
TENDENZA UTMB - Nonostante l’edizione record del 2017 per il numero di atleti top al via, il trend UTMB segna comunque un meno anche rispetto al 2014. Allora furono più di 6.000 le richieste in regola con i punti, oggi 5.244 per 2.300 posti disponibili. La CCC passa dalla cifra top di 4.580 richieste nel 2017 a 3.724, la TDS da 2.632 a 2.208. La OCC invece passa da quota 4.207 a 4.440. Già l’anno scorso era stata la gara più selettiva, con solo il 29 per cento delle richieste accettate. Al contrario per la CCC si è passati dal 41 al 51 per cento. È presto per trarre conclusioni, ma certo la tendenza sembra chiara.
Feuerstein Skiraid, idee chiare in Val di Fleres
L’anno scorso al debutto, fortemente voluto con lo spostamento della data a Pasquetta a causa del maltempo, ha ricevuto tanti consensi: il Feuerstein Skiraid torna il 18 marzo con sempre maggiore entusiasmo, valido anche come campionato provinciale Alto Adige. In Val di Fleres hanno le idee chiare: il comitato organizzatore della sezione skialp del Gossensass, con la presidente Stefanie De Simone in prima fila, sta già lavorando a sodo per allestire una gara di ‘spessore’. Salite impegnative, discese spettacolari e passaggi in cui gli atleti devono dimostrare la loro capacità tecnica. 1760 metri di dislivello in salita e 2070 in discesa (ben 1600 in un solo ‘colpo’ nell’ultima che conduce dalla Punta Lorenzo al Hotel Feuerstein): insomma gara ‘vera’.
«Al momento - spiega Stefanie De Simone -, dopo le fitte nevicate delle settimane scorse, gareggeremo sul percorso originale. Dopo il via presso la centrale elettrica Fernerbach, i partecipanti si porteranno verso la malga Grubenalm. Dopo 350 metri di dislivello in salita, si cambia e gli atleti si buttano in una breve, ripida discesa in direzione della malga Furtalm. Poi inizia la seconda salita, la più lunga del percorso, con 800 metri di dislivello complessivi, interrotta da un breve tratto dove bisogna trasportare gli sci, prima di affrontare un’altra breve discesa. Nella terza ed ultima salita gli atleti devono superare ancora 600 metri di dislivello, gli ultimi con gli sci sullo zaino, fino a raggiungere il deposito sci Punta San Lorenzo ai piedi della Vedretta del Montarso. Poi la lunga discesa verso il traguardo». Info: www.feuersteinskiraid.com.
Tre scarponi da non dimenticare
Tanto attesi, rifiniti fino all’ultimo tanto che non abbiamo avuto la possibilità di testarli nella Buyer’s Guide, finalmente eccoli sulla neve. Il nuovo scarpone freetouring di Scott, l’allround pista-fuori-fitness di Dynafit e il modello light per il freeski di Roxa sono tra quelli che destano più curiosità tra gli appassionati e noi li abbiamo messi ai piedi proprio pochi giorni prima di andare in stampa con il numero 115 di Skialper, di dicembre-gennaio (clicca qui per riceverlo a casa).
DYNAFIT TLT SPEEDFIT - Scriviamolo subito: la base progettuale è quella del collaudato TLT 6 nella sua ultima versione, quella più muscolare. Ma Dynafit non si è limitata a qualche adattamento funzionale ai fondi trattati o ai fuoripista piuttosto pressati delle aree sciabili attrezzate. La sensazione prevalente è che con Speedfit Dynafit abbia proprio portato TLT a un livello superiore, aggiornato alle tendenze freeski che si fanno strada anche fra i tradizionalisti. TLT Speedfit è pensato per una destinazione prevalentemente pistaiola. Ma TLT Speedfit è anche e soprattutto il TLT 6 portato alla sua piena maturità, nel momento in cui esprime in modo aggiornato le potenzialità del progetto originale. La sua semplicità di utilizzo lo rende amichevole per chi esordisce, ma la performance tecnica può accompagnare fino ai limiti del freeski.

ROXA R3 130 - La gamma di scarponi per lo sci di montagna del produttore italiano si completa con la linea R3 per lo sci free in montagna aperta. Peso ridotto, alta performance sciistica, ottima camminata in fase di salita caratterizzano R3. Si tratta di una combinazione di caratteristiche che sarebbero antagoniste tra loro, ma ora possibile a questo livello grazie a tecnologie avanzate in fase di progettazione e produzione. Il Grilamid di scafo e gambetto raggiunge un alto rapporto peso-performance tramite un design estremamente fedele alle forme del piede. La collezione comprende scarpe per uomo e per donna con flex sostenuti, fino a questo 130 con scarpetta Intuition prodotta appositamente per la piattaforma R3.

SCOTT S1 - È uno scarpone nuovo ancor più che un nuovo scarpone: fortemente orientato al freeski in montagna, somma performance sciistica ai massimi livelli di segmento, camminabilità praticamente touring, peso contenuto sotto i 1.400 grammi al mezzo paio nella misura 26,5 MP per il modello S1 130 Carbon che abbiamo potuto provare su neve. il nuovissimo meccanismo ski-walk nella sua versione più recente e definitiva è un piccolo ammortizzatore metallico a ponte sopra la curva del linguettone dove lavora in sinergia con il soffietto in gomma. Non c’è alcun bisogno di manovrarlo perché basta aprire o chiudere il gancio centrale che passa sul collo spingendo in sede il tallone: l’automatismo metallico, semplice ma molto pensato, si libera per la salita oppure si blocca per la discesa.

Julbo Aerospace, a prova di condensa
Abbiamo ricevuto e testato la maschera Julbo Aerospace, dotata di un sistema inedito che permette di sollevare la lente dalla montatura per migliorare la circolazione d’aria. L’azionamento è decisamente semplice, basta sollevare le apposite alette per creare una luce di circa 1cm. A cosa serve? Semplice, a non dover mai sollevare la maschera dal viso, rendendola utilizzabile anche nelle situazioni in cui normalmente si creerebbe condensa, ad esempio in salita o nelle classiche ravanate nei boschi. Effettivamente il sistema funziona: chiaramente per una gita classica di scialpinismo un paio di occhiali per salita è comunque più comodo, ma per una risalita da 200 metri in prossimità degli impianti per andare a sciare una linea vergine l’Aerospace è decisamente pratica. La versione da noi ricevuta era dotata di lente Zebra Light Red fotocromatica, in grado di coprire le categorie di protezione 1-3. Leggermente rossa, ha sempre permesso un’ottima visibilità in termini di contrasto sia durante le nevicate che nelle giornate di sole. I volumi dell’Aerospace sono quelli giusti, abbastanza ampia da avere una visione panoramica ma non così ingombrante da avere il look di un casco da astronauta. Altri utilizzi consigliati: in gara, per evitare l’accumulo di condensa quando è riposta sopra il casco, e per gli sciatori da snowpark, che spesso risalgono pochi metri a piedi per riprovare il trick. Promossa!

Speedfit, lo scialpinismo in pista
Speedfit. Veloce e in forma. Perché se non si deve batter traccia si sale più veloci. Perché praticare in una palestra all’aperto vuol dire soprattutto pensare al proprio benessere e allenamento. Stiamo parlando naturalmente di quello che è anche chiamato scialpinismo in pista. Un trend radicale, quasi una contro-cultura rispetto allo skialp delle origini, alla lotta con l’alpe riservata a pochi. Ne parliamo sul numero 115 di Skialper, di dicembre-gennaio (clicca qui per riceverlo a casa). E per farlo abbiamo scomodato la stella della nazionale di scialpinismo Alba De Silvestro, l'anima della Sellaronda Skimarathon Oswald Santin e l'avvocato Flavio Saltarelli, che si è occupato della proposto di modifica della legge sulla sicurezza delle piste per favorire la pratica dello speedfit. Anzi... li abbiamo proprio portati a fare speedfit con noi! Il set delle fotografie di Alice Russolo sono le piste sopra Canazei, con lo sguardo che corre verso le Dolomiti colorate dal tramonto...

PERCHÉ FARLO - Sei un esperto scialpinista, ma non sempre trovi il tempo di allenarti in lunghi tour in neve fresca? Ami il fitness, ma preferisci praticarlo a contatto con la natura invece che chiuso in una palestra? Hai voglia di dedicarti a un nuovo sport, magari in compagnia degli amici e in orari che non interferiscano con il tuo lavoro? Salire e scendere in pista può essere la migliore risposta a tutte queste diverse esigenze, anche alla luce del fatto che sono sempre di più i comprensori che riservano dei percorsi alla disciplina, soprattutto la sera dopo la chiusura degli impianti. Al termine di una giornata lavorativa puoi allenarti in compagnia, facendo affidamento sui rifugi in vetta che spesso rimangono aperti proprio per accogliere chi pella di notte. Il gioco è semplice e ora esiste anche l’attrezzatura e l’abbigliamento specifico. Sei pronto per lo speedfit?

COSA DICE LA LEGGE - Dall’articolo 17 della legge 363/2003 si evince un divieto imposto da una legge nazionale riguardante la risalita delle piste, non la possibilità di rimontare appena al di fuori di esse - seppure all’interno di quella che è intesa come area sciabile - a meno che vi sia un cartello apposto dal gestore che espressamente vieti di risalire anche fuori dalle piste. Diverso invece il caso di percorsi appositamente segnalati e gestiti dai comprensori sciistici o le serate ad hoc (ce ne sono ormai in tutte le regioni e qui potete trovare il nostro elenco aggiornato).

L'ATTREZZATURA - Un trend in crescita non poteva che essere condiviso da Dynafit, storico marchio di riferimento per il mondo dello skitouring, che presenta per l’inverno alle porte il primo set-up creato appositamente per questa declinazione dello skialp. La collezione Speedfit ha l’obiettivo di promuovere un approccio alla disciplina orientato alla velocità e al fitness in sicurezza sulla neve. Nel set lo sci Speedfit 84, lo scarpone TLT Speedfit e l'attacco TLT Speedfit.

La gamma di Scarpa per il telemark
In uno degli ultimi numeri della scorsa stagione la rivista statunitense Powder è arrivata a ipotizzare la morte del telemark. Rimane uno sport di nicchia, ma il telemark ha veramente perso quell’appeal che aveva a cavallo del secolo quando l’intellighenzia alpina sciava con il tallone alzato? Probabilmente è meno di moda, ma rimane una nicchia con ancora tante proposte e appassionati, con nuovi standard di attacchi e… scarponi per ogni piede. Ecco, per esempio, l’offerta di Scarpa.
SCARPA TX COMP - TX COMP è il top di gamma della linea NTN- New Telemark Norm di SCARPA. Uno scarpone adatto alle competizioni e alle discese su pendii difficili. Performance straordinarie grazie allo scafo a tripla iniezione ed al gambetto bi-iniettato. Il meccanismo Power Block Tour stabilisce un nuovo standard qualitativo per i sistemi ski/walk, permettendo un adeguato piegamento della caviglia e conseguentemente una precisa trasmissione degli impulsi in fase di sciata.
Colore: Anthracite / Acid Green
Scafo/Gambetto: Pebax
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 12° -2/+3°
Suola: EVO Scarpa/Vibram
Peso: 1710 g (27)
Attacchi: NTN
Scarpetta interna: Speed Pro G
Taglie: 22,5 - 30
Prezzo al pubblico suggerito: euro 519

SCARPA T1 - Un modello versatile che unisce comfort di calzata e precisione in fase di sciata. Funzionale in tutte le situazioni, dalla pista al fuoripista, T1 garantisce una naturale flessione in fase di camminata e la giusta performance in discesa. Il modello ideale per affrontare tutte le situazioni a tallone libero, con suola Vibram Escape realizzata in due mescole diverse per garantire le migliori prestazioni in discesa e durante la camminata. Una sicurezza per chi sceglie il telemark con sistema 75mm.
Colore: Anthracite / Teal
Scafo/Gambetto: Pebax Rnew
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 11°- 2/+1° 14°-3°/+2°
Suola: Escape Scarpa®/Vibram®
Peso: 1940 g (27)
Attacchi: 75mm
Scarpetta interna: Speed Pro G
Taglie: 23,5 - 31
Prezzo al pubblico suggerito: euro 499

SCARPA TX PRO - Lo scarpone da telemark polivalente, adatto anche alle altre attività backcountry. SCARPA TX PRO è un modello progettato per i telemarker più esigenti e poliedrici, ideale per affrontare i percorsi più diversi. Leggerezza e libertà di movimento fanno di questo modello uno scarpone altamente perfomante su tutti i terreni, sia in fase di risalita che in sciata a tallone libero.
Colore: Lyons Blue / Red Orange
Scafo/Gambetto: Pebax
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 12° -2° / +3°
Suola: Evo Scarpa®/Vibram®
Peso: 1750 g (27)
Attacchi: NTN
Scarpetta interna: Speed Pro G
Taglie: 24,5 - 30
Prezzo al pubblico suggerito: euro 529

SCARPA TX PRO WMN - Anche nella versione da donna, SCARPA® TX PRO WMN è lo scarpone polivalente, dal telemark fuori pista allo scialpinismo. La sua forma sviluppata appositamente sulla morfologia del piede femminile, asseconda le esigenze tecniche anche nelle discese più difficili.
Colore: Emerald / Ice Blue
Scafo/Gambetto: Pebax
Lingua: Pebax
Leve: 4 + “Active Power Strap”
Inclinazione in avanti: 12° -2° / +3°
Suola: Evo Scarpa/Vibram
Peso: 1585 g (25)
Attacchi: NTN
Scarpetta interna: Speed Pro G Wmn
Taglie: 22,5 - 27
Prezzo al pubblico suggerito: euro 529













