Strapotere azzurro a Disentis

Cinque su cinque, è questo il verdetto senza possibilità di replica della gara Individual di Coppa del Mondo di questa mattina di Disentis, in Svizzera. Gli scialpinisti azzurri hanno fatto saltare il banco: vittoria di Robert Antonioli (1h26'34'') su Michele Boscacci e Matteo Eydallin, con Davide Magnini e Nadir Maguet a ruota. Solo ottavo Anton Palzer che cede lo scettro della classifica overall provvisoria ad Antonioli. Nella gara Senior femminile doppietta francese con vittoria di Axelle Gachet Mollaret su Lorna Bonnel e terzo posto per Alba De Silvestro. Sesta Giulia Murada. Davide Magini si aggiudica la gara Espoir vinta al femminile da Giulia Murada, tra gli Junior tripletta azzurra con Giovanni Rossi davanti a Fabien e a Sebastien Guichardaz, mentre al femminile la vittoria è andata alla russa Ekaterina Osichkina sulla francese Malurie Mattana, con il terzo posto dell'azzurra Valeria Pasquazzo.


Sellaronda da record: Barazzuol-Boffelli sotto il muro delle tre ore

Storico successo a Selva di Val Gardena per Filippo Barazzuol e William Boffelli che hanno infranto il muro delle tre ore alla Sellaronda: 2h56’59 sarà il nuovo tempo da battere.
Alle ore 18, illuminati dalle luci del tramonto, i 1300 concorrenti della 24ª edizione sono puntualmente partiti per lo spettacolare tour intorno al gruppo del Sella. Una vera e propria maratona, 42 chilometri con oltre 2700 metri di dislivello positivo che li ha portati a conquistare i quattro passi dolomitici: Gardena, Campolongo, Pordoi e Sella, prima di tagliare il traguardo di Selva e potere dire di avercela fatta.
Pronti, via e nessuna pretattica. Le migliori compagini hanno subito imposto un ritmo forsennato. Dopo il secondo posto alla Pierra Menta, Filippo Barazzuol e William Boffelli si sono messi al comando con il preciso intento di incidere il proprio nome nell’albo d’oro. Un gap per loro che è aumentato nel corso della gara. Alle loro spalle vera bagarre con i giovani atleti trentini Nicolini-Bacca che hanno ingaggiato un serrato testa a testa con Facchini-Götsch. Super sfida anche tra i francesi D’Haene-Sert e gli italiani Lanfranchi-Collé. Al traguardo piazza d’onore per i ‘ragazzi di casa’ Federico Nicolini e Federico Bacca (3h03’09”). Completano il podio Patrick Facchini e Philipp Götsch (3h04’09”), Quindi Francois D’haene e Yoann Sert, Johannes Walder e Martin Weisskopf.
Record anche al femminile per l’inedito duo composto da Laetitia Roux e Martina Valmassoi che chiudono in 3h32’37”, gestendo due ‘scomode’ avversarie come le bresciane Corinna Ghirardi e Bianca Balzarini. Terze assolute Margit Zulian e Paola Gelpi.

©Ufficio stampa Sellaronda

Nel fine settimana torna la Coppa del Mondo

Mancano cinque gare alle fine della Coppa del Mondo: due (individual e vertical) andranno in scena nel fine settimana ancora in Svizzera, a Disentis, tre, quelle delle finali, a Madonna di Campiglio dal 3 al 6 aprile. Punti pesanti in chiave overall dove Anton Palzer, grazie ai risultati ottenuti in Cina, è balzato al comando con 464 punti, superando Robert Antonioli, assente nelle gare cinesi, fermo a 435. Stesso copione al femminile: leader Nahia Quincoces Altuna che ha fatto il pieno in Cina, salendo a quota 482, con due sole lunghezze sulla connazionale Claudia Galicia Cotrina, terza Marianne Fatton a 369, quarta Alba De Silvestro a 335.

GLI AZZURRI IN SVIZZERA - Squadra azzurra senza sorprese: convocati Robert Antonioli, Michele Boscacci, Matteo Eydallin, Damiano Lenzi, Nadir Maguet, Alex Oberbacher e Alba De Silvestro tra i Senior, Nicolò Canclini, Davide Magnini, Henri Aymonod, Giulia Murada, Ilaria Veronese e Giulia Compagnoni tra gli Espoir, Sebastien e Fabien Guichardaz, Giovanni Rossi, Daniele Corazza, Matteo Sostizzo, Samantha Bertolina e Valeria Pasquazzo tra gli Junior.


King Robert

L’Italia chiude al secondo posto nel medagliere dei Mondiali, alle spalle della Svizzera. «Bilancio comunque positivo - conferma il dt azzurro Stefano Bendetti - abbiamo avuto tante conferme, ma aspetti su cui lavorare. Alla fine ci sono un po’ mancate le medaglie dai Cadetti, abbiamo un anno per preparare al meglio le gare olimpiche giovanili (che andranno in scena sempre a Villar in occasione della terza edizione del Giochi Olimpici Giovanili di Losanna 2020 in programma 9 al 22 gennaio 2020, ndr)». Su tutti spicca la prestazione di Robert Antonioli, cinque medaglie, due d’oro, sul podio in tutte le specialità. «Che fosse in forma lo sapevamo - ancora Bendetti - e che andasse forte dappertutto anche, ma che tenesse per tutto il Mondiale, non dico che sia stata una sorpresa, ma certamente ha stupito un po’ tutti per la sua capacità di essere competitivo sempre, soprattutto in un periodo, dove sta iniziando una specializzazione sempre maggiore».

E allora ecco Robert: «Tanta roba, questi Mondiali per me. Sono due giorni quasi non riesco a camminare, tanto mi fanno male le gambe. Ma mi sarei preoccupato non fosse stato così… Mi godo queste medaglie, una grande soddisfazione, perché un Mondiale è sempre un Mondiale. Ed è anche un segnale della mia bella preparazione estiva (comprese le uscite 'veloci' sul Bianco e sul Rosa con Denis Trento, ndr). La testa? Senza la testa le gambe non vanno, ma sono stato sempre molto sereno e concentrato, carico per le mie gare. Solo nella prova a squadra ho sofferto perché davvero non ne avevo, ma con la testa e l’aiuto di Miky (Boscacci) anche lì ce l’ho fatta a salire sul podio». E adesso la Coppa del Mondo. «Beh, ci provo sicuramente. In questo periodo la forma c’è, la fatica dei Mondiali si recupera, speriamo di mantenerla sino alle finali di Madonna di Campiglio. E poi ci provo anche con il Mezzalama, non l’ho mai vinto… Testa sotto per questo finale di stagione».


Rosa Ski Raid a Fabio Pasini e alla statunitense Sierra Gale Anderson

Giornata di festa a Macugnaga per la quarta edizione della Rosa Ski Raid con il sole che illumina tutte le vette. Sino a mercoledì il percorso era confermato, poi sono arrivati vento e neve: troppi accumuli in quota per salire al colletto del Pizzo Bianco. Partenza dal Burky e percorso comunque tosto con tanta salita e neve insidiosa e crostosa in discesa, per arrivare al traguardo in paese dopo 15 km e 1660 metri di dislivello.
Gara che si decide nel finale.

Daniel Antonioli e Fabio Pasini

Henri Aymonod sempre al comando: allunga in salita, non rischia in discesa, ma riesce a mantenere un po’ di margine su Fabio Pasini e Daniel Antonioli. Tutto si decide all’ultimo cambio quando bisogna mettere gli sci sullo zaino per la corsa finale verso lo striscione d’arrivo: Aymonod pasticca, Pasini esce per primo, Antonioli per secondo. Sarà questo l’ordine d’arrivo finale. Vittoria per Fabio Pasini in 1h50'40, davanti al compagno del CS Esercito Daniel Antonioli staccato di 2”8, terzo Henri Aymonod a 30 secondi.

Henri Aymonod

Poi Cristian Minoggio, Mattia Luboz, Marzio Bondioli, Mirco Pervangher Cristian Riccardi, Giacomo Luvini e Imerio Piana che completano la top ten maschile. Nella gara rosa a segno la nazionale statunitense Sierra Gale Anderson, sul podio piazza d’onore per Claudia Titolo, terza la bulgara Ivona Mihaylova.

Sierra Gale Anderson

Mondiali, l’Italia chiude con una medaglia d’oro

L’Italia i Mondiali in Svizzera chiude con una medaglia d’oro. Successo azzurro nella prova a staffette con Nicolò Canclini, Michele Boscacci, Nadir Maguet e Robert Antonioli che chiudono davanti ai francesi William Bon Mardion, Alexis Sévennec, Samuel Equy e Thibault Anselmet e agli spagnoli Marqués Iñigo Martínez De Albornoz, Antonio Alcalde Sánchezm Marc Pinsach Rubirola e Oriol Cardona Coll.
Oro per la Francia al femminile (Lorna e Lena Bonnel, Axelle Gachet Mollaret) davanti a Spagna (Marta Garcia Farres, Nahia Quincoces Altuna, Claudia Galicia Cotrina) e Svizzera (Déborah Chiarello, Jennifer Fiechter, Marianne Fatton). Quarto posto per l’Italia con Alba De Silvestro, Giulia Murada e Mara Martini.


Tanta Francia nella Pierra Menta 2019

Finalmente il sole dopo tre giorni di maltempo alla Pierra Menta. Non c’è il passaggio al Grand Mont, ma per l’ultima tappa gli organizzatori disegnano comunque un tracciato di 2460 metri di dislivello che sommati ai 2460, 2700 e 2030 dei giorni precedenti fanno quasi 10000 in quattro giorni.

©J.Chavy

E anche senza Grand Mont lo spettacolo del tanto pubblico che incita tutti i concorrenti c'è stato lo stesso solo che si è spostato tra il Col de la Forclaz e la Tete de Cuvy per poi concludersi al traguardo di Le Planay. Insomma la solita festa dell’ultimo giorno della Pierra Menta.

William Boffelli e Filippo Barazzuol

LA GARA - Dopo il ritardo rimediato venerdì, dovuto anche a un problema di materiali, Filippo Barazzuol e William Boffelli dovevano rimontare oltre due minuti. «Ma ne avevano di più, anche se fossimo stati più vicini nei distacchi, non ce l’avremmo fatta. Alla fine ci siamo messi il cuore in pace e goduti lo spettacolo di questa tappa. E siamo ovviamente soddisfatti per questo secondo posto», raccontano Pippo e William alla fine. La Pierra Menta dunque torna in Francia con Didier Blanc e Valentin Favre, di nuovo vincitori di tappa e alla fine primi nella generale con 4’51” sugli azzurri. Martin Stofner e Alex Oberbacher confermano la terza piazza, vincendo la sfida a distanza con Filippo Beccari e Yoann Sert. Noni Stefano Stradelli e François Cazzanelli.

Martin Stofner e Alex Oberbacher

Anche nella gara rosa il podio non cambia: ancora un successo per Laetitia Roux e Séverine Pont Combe, Martina Valmassoi ed Elena Nicolini, nonostante un problema al piede per ‘Marty’, in pratica zoppicante mentre sale sul podio, confermano la seconda piazza su Marianna Jagerichova e Valentine Favre. Ottave Katrin Bieler e Giorgia Felicetti.

Elena Nicolini e Martina Valmassoi

GIOVANI - Seconda giornata per la Pierra Menta Jeunes. Nei Cadetti a segno Riccardo Boscacci e Luca Vanotti davanti ai francesi Robin Challamel e Antoine Persin, con terzi Michele e Francesco Gianola vincitori della seconda tappa. Quarti Filippo Bernardi ed Emanuele Balmas, quinti Tommaso Colombini e Simone Valli. Nella gara rosa successo di Erika Bulanti e Alice Margaria davanti alle francesi Capucine Blanc e Liv Poncet, terze Chloe Collé e Valentina Bisazza.
Doppietta francese tra gli Junior con le affermazioni di Robin Galindo e Julien Bernaz e di Charlotte Iratzoquy e Fanny Muffat; nella gara maschile quarti Mattia Tanara e Pietro Festini Purlan, quinti Mirko Sanelli e Alessandro Gadola, in quella rosa quarte Anna Folini e Michela Scherini, seste Giulia e Alessia Giudici.


Pierra Menta, tappa e generale a Blanc-Favre

Con 5.200 metri di dislivello accumulato nelle gambe, oggi tappa più umana alla Pierra Menta (2030 m D +) ma abbastanza tecnica a causa della neve molto pesante caduta in abbondanza quella notte (da 40 a 60 cm) sul percorso di riserva. Tra gli uomini, i francesi Didier Blanc e Valentin Favre hanno vinto in 2h10’53’’ e sono ora primi in classifica, con 2 minuti e 28 secondi su Filippo Barazzuol e William Boffelli. Martin Stofner e Alex Oberbacher sono terzi assoluti, a 19 minuti dal primo posto. Tra le donne vittoria di Laetitia Roux e Séverine Pont Combe in 2h44’54’’, che precedeno di quasi 30 minuti Martina Valmassoi ed Elena Nicolini nella generale, oggi seconde a circa 8’. Terzi nella classifica di tappa i francesi Léo Rochaix e Aurélien Dunand-Pallaz, tra le donne la slovacca Marianna Jagerichova e la francese Valentine Favre, terze anche nella generale.


«Hanno vinto i più forti, però…»

Le parole di Michele Boscacci al microfono dello speaker sono piuttosto chiare. «Hanno vinto i più forti, noi, però siamo uomini di montagna, atleti abituati e preparati a gareggiare anche in condizioni meteo difficili. Non voglio fare polemiche, la gara ha comunque rispettato i valori, non avremmo vinto comunque, ma assegnare una medaglia d’oro ai Mondiali in una gara così non è un bel biglietto da visita per il nostro movimento».
In effetti, una gara a squadre ai Mondali da 980 metri di dislivello, conclusa in poco più di cinquanta minuti, una sola discesa (la seconda era poco più che un traverso a bordo pista) non è stato uno spettacolo così emozionante. D’accordo, stamattina c'era vento fortissimo in quota, gli organizzatori non se le sono sentita di mandare in quota gli atleti per ragioni di sicurezza, ma un piano B più efficace? Oppure fare un cambio di programma anticipando le staffette? Almeno quel giretto finale con salita, cambio e discesa perché non ripeterlo due o tre volte per movimentare un po’ la gara, renderla un minimo più tecnica, fare un briciolo di più di dislivello in salita e in discesa? Qualche atleta alla fine ci ha detto che è stata una farsa, altri, i francesi soprattutto, non volevano partire o comunque volevano partire e fermarsi per esprimere il loro disappunto per un tracciato del genere. Ora anche noi non vogliamo fare polemica o dare delle colpe, ma l’organizzazione deve migliorare, anche perché qui il prossimo anno si assegneranno le medaglie olimpiche giovanili, la prime, storiche per lo ski-alp. E servono gare vere e spettacolari altrimenti ai Giochi Olimpici dei ‘grandi’ si rischia di non andare.


Mondiali, tre medaglie azzurre ai Mondiali

Una giornata lunga, quella della team race ai Mondiali di Villars. La gara doveva partire alle 10.30, poi la decisione di posticiparla alle 13. Percorso facile, neanche mille metri di dislivello, quasi tutto in salita con una sola discesa al Col de Bretaye. Partenza a piedi in paese, si viaggia a bordo pista sino all’arrivo del trenino, poi un ‘giro’ con salita e discesina finale (qualcosa come 300 metri). Su un tracciato così Rémi Bonnet e Werner Marti sono i favoriti numero uno: passano per primi al colle, gestiscono il vantaggio e si mettono al collo l’oro. Lotta per le altre medaglie con tre squadre appaiate al colle: nel finale, spunto vincente per l’argento di Michele Boscacci e Robert Antonioli, con bronzo per Matteo Eydallin e Nadir Maguet. Quarti Samuel Equy e Alexis Sévennec, quinti Federico Nicolini e Davide Magnini che nel finale passano i norvegesi Lars Erik Skjervheim e Vegard Øie.

Matteo Eydallin e Nadir Maguet

Nella gara rosa successo di Lorna Bonnel e Axelle Gachet Mollaret che salgono forte e poi chiudono con un minuto di vantaggio su Alba De Silvestro e Giulia Murada, bravissime a mettersi alle spalle le atlete di casa Jennifer Fiechter e Marianne Fatton.

Alba De Silvestro e Giulia Murada

Pierra Menta, Barazzuol-Boffelli balzano al comando

Seconda giornata di gara alla Pierra Menta: condizioni invernali e tanta neve fresca per una tappa di ben 2700 metri di dislivello. Con il tradizionale passaggio a piedi nel cuore di Arêches. Vittoria di giornata per Yoann Sert e Filippo Beccari in 3h33’54”, davanti a Filippo Barazzuol e William Boffelli, staccati di 1’53” che prendono la testa della generale con soli 17 secondi su Didier Blanc e Valentin Favre, oggi terzi con un margine di 30 secondi dagli azzurri. Stesso copione del primo giorno nella gara rosa con il successo di Laetitia Roux e Séverine Pont Combe su Martina Valmassoi ed Elena Nicolini. Terza piazza per l’austriaca Veronika Mayerhofer e la norvegese Malene Blikken-Haukoy.


Robert Antonioli in stato di grazia: ancora a medaglia, argento nel vertical

Tempo di vertical ai Mondiali di Villar. Con un Robert Antonioli in stato di grazia. Già nei vertical di Coppa del Mondo, pensiamo a quello di Andorra, aveva dimostrato di avere un grande motore nella sola salita, e lo ha confermato nella rassegna iridata. Un’altra medaglia a questi Mondiali, argento alle spalle di uno specialista come Werner Marti, e mettendosi dietro un altro che in salita va forte, come Rémi Bonnet. Ci ha provato anche Michele Boscacci, quarto a solo venti secondi dal terzo gradino del podio. Decimo Davide Magnini, argento Espoir, con Henry Aymonod bronzo Espoir.

Giulia Compagnoni ©ISMF

Nella gara rosa a segno la specialista della corsa in montagna l’austriaca Andrea Mayr che chiude davanti a Axelle Gachet Mollaret e Victoria Kreuzer. Ottava Alba De Silvestro. Giulia Murada è decima ed è ancora la migliore delle Espoir, con terza Espoir una ritrovata Giulia Compagnoni. A livello giovanile successo della fortissima russa Ekaterina Osichkina tra le Junior, tre vittorie per la Svizzera che si sta dimostrando molto forte a livello giovanile, con Robin Bussard e Caroline Ulrich tra i Cadetti e con Aurélien Gay tra gli Junior. Ma proprio dagli Junior arrivano le due medaglie azzurre con Daniele Corazza, secondo e Sebastien Guichardaz, terzo.


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