XTERRA Dolomiti di Brenta Trail

XTERRA Dolomiti di Brenta Trail, 10 settembre 2022, Molveno (TN) 

 Le montagne più belle del mondo, un percorso che dopo 5 edizioni è già un classico e l’emozione di correre tra vette che hanno fatto la storia dell’alpinismo: è XTERRA Dolomiti di Brenta Trail, che torna il 10 settembre 2022. 

Diventata ormai un riferimento del trail running in Europa, XTERRA Dolomiti di Brenta Trail vede la partecipazione, sia in Europa che oltreoceano, di atleti di alto livello provenienti da tutto il mondo, impegnati in due percorsi di gara che sono diventati ormai un grande classico per tutti gli appassionati che vogliono vivere un’emozione che va oltre lo sport. Non è da tutti, infatti, avere la possibilità di fare trail running in luoghi meravigliosi come il Lago di Molveno, il gruppo di Cima S. Maria e Cima di Campa, il Passo del Grosté e tutta la parte centrale del Brenta (ai piedi di cime storiche come Cima Brenta, Crozzon di Brenta, Cima Tosa, Campanile Basso, e mille altre).

Anche per questo 2022 viene confermata la partnership con XTERRA e con la XTERRA Trail Marathon Series, ossia 10 gare nelle località più belle del mondo, dalla Cina a Tahiti, dalla Scozia agli Stati Uniti; impossibile non inserire un luogo unico come le Dolomiti di Brenta, che si confermano essere la sola località italiana nel programma internazionale.

XTERRA Dolomiti di Brenta Trail diventa così anche un appuntamento imperdibile per gli atleti del triathlon off road della community di XTERRA, che trovano tra le Dolomiti la possibilità di scoprire un territorio unico, provando l’esperienza del trail running.

L’anima dell’evento, fatta di passione per le terre alte” e per la corsa, rimane però la stessa, sin dalla prima edizione: godere del piacere di correre tra le montagne più belle del mondo, “accompagnati” da una organizzazione perfetta.

Le iscrizioni sono aperte e ad oggi si contano iscritti di 16 nazionalità diverse. La gara, come da tradizione, partirà sabato 10 settembre 2022 da Molveno (TN). Come sempre, grande attenzione alla sicurezza e organizzazione impeccabile, anche grazie ai tracker GPS, di cui viene dotato ogni partecipante.

Come lo scorso anno verrà data priorità anche alle normative sanitarie: l’evento sarà organizzato nel dettaglio in base alle disposizioni vigenti e in stretta collaborazione con le forze dell’ordine e le autorità sanitarie.

I percorsi di gara sono due: il corto di 45km (valido per la classifica XTERRA), con 2850m D+, e il lungo di 64km, con 4200m D+. Due distanze non estreme, ma che mettono alla prova anche i runner più preparati per le caratteristiche tecniche dei percorsi.

Il percorso collega rifugi come il Croz dell’Altissimo, il Pedrotti, il Brentei, il Tuckett e il Graffer, luoghi simbolo delle Alpi, dove arrivare correndo regala sempre un’emozione indimenticabile, un’esperienza che ogni trail runner dovrebbe provare.

Per chi si sta allenando per andare forte, i record da battere, che ormai durano da 4 anni, rimangono quello di Enzo Romieri, di 7h 04’ 23’’, e Laura Besseghini, di 9:10:37. Per la 45 km i tempi di riferimento sono quelli di Federico Nicolini (4:40:09) e di Martina Valmassoi (5:53:37). Le gare consentono di accumulare punti ITRA: 2 per la corta e 3 per la lunga.

Per informazioni:

https://www.dolomitidibrentatrail.it


SCARPA Quantix SF

Scarpa lancia Quantix SF, la nuova scarpetta per l'arrampicata del brand Trevigiano orientata alla performance, al comfort e alla precisione. È versatile, potente, precisa poiché studiata nel dettaglio: Quantix SF è il modello all round perfetto da portare in falesia e su vie lunghe, adatto su tutti i tipi di roccia.

La tecnologia Single Frame sostiene il piede dal basso come una mano, consentendo un'eccellente precisione mantenendo una flessibilità dinamica. Ha una forma neutra con una leggera inclinazione della zona delle dita verso il basso ed una posizione arcuata dell’alluce medio/alta, con un'intersuola dinamica Flexan su 3⁄4 della lunghezza per un'eccellente tenuta su tutti gli stili di arrampicata. La tomaia multi pannello è realizzata in microfibra Lorenzi a doppio strato e il pannello della zona dell’alluce in alcantara. Il vantaggio della scarpa si rintraccia soprattutto nel fatto che non ci sono interruzioni di costruzione e dunque si adatta perfettamente alla dinamica dei movimenti del piede. Il sistema PAF distribuisce poi la pressione in modo uniforme sulla zona del tallone evitando la pressione sul tendine di Achille. Inoltre, la suola Vibram su tutta la lunghezza 3,5 mm XS Grip 2 con supporto per l’arco, offre la massima aderenza e stabilità. Il prezzo consigliato al pubblico è di 149,00€.

www.scarpa.net

HIGHLIGHTS

  • Potente, versatile e precisa.
  • Una scarpa eccellente per tutte le discipline di

    arrampicata su roccia o plastica.

  • Consigliato per l'arrampicata tecnica su una ampia

    tipologia di appigli.

STYLE APPLICATION

  • Sport Climbing ★★★★★
  • Bouldering ★★★★
  • Multi-Pitch ★★
  • Indoor ★★★
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Monterosa Est Himalayan Trail 2022

Un’avventura fatta di cinque distanze, totale 237 km e 18.150 m di dislivello per 1500 atleti . Si corre sabato 30 e domenica 31 luglio nella splendida cornice della parete est del Monterosa.

MACUGNAGA (VB) – Mancano pochi giorni al IV HOKA Monte Rosa EST Himalayan Trail, evento organizzato da Sport PRO-MOTION A.S.D., in programma sabato 30 e domenica 31 luglio. Un evento che è già un grande classico anche se compie i 4 anni di vita e che precede, stessa società organizzatrice, l’Ultra Trail Lago Maggiore che si correrà l’1 e 2 ottobre.

@MEHT 2021

La manifestazione prende il nome dalla parete EST del Monte Rosa, la più alta delle Alpi e per geomorfologia l'unica di tipo himalayano presente in Europa. La parete ha un dislivello di 2.600 metri per una larghezza complessiva di quasi 4 km e si trova nel territorio del comune di Macugnaga, alla fine della Valle Anzasca, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola (Piemonte). Dal paese se ne può scorgere un'ampia sezione, particolarmente impressionante per la vastità delle dimensioni e la distanza ravvicinata. Assieme alla parete valsesiana del MonteRosa costituisce il versante piemontese del gruppo, contrapposto a quello valdostano e a quello svizzero.

LE GARE – Cinque le distanze a cui ci si può iscrivere, tutte con partenza e arrivo al Centro Sportivo di frazione Pecetto di Macugnaga.

Dedicata agli atleti più esperti e amanti delle lunghe distanze è la BRUTAL 103K/7.800 D+, ultra-distanza che prenderà il via alle 5:00 del mattino di sabato 30 luglio e che gli atleti dovranno portare a termine in massimo 34 ore. Il punto più alto è il Passo del Monte Moro (2.868m) mentre quello più basso è a 669 m s.l.m. a Bannio Anzino.

Torna senza variazioni la EPIC 60K/4.700 D+, partenza prevista alle 5:30 del mattino di sabato 30 luglio e 18h di tempo massimo per completare la prova. Il punto più alto coincide con quello del percorso BRUTAL al Passo Monte Moro (2.868m) mentre quello più basso è a 985 m.s.l.m. in frazione Pestarena.

Più breve e molto impegnativa sul piano del dislivello è la SKY 38K/3.100 D+ che partirà alle 8:00 del mattino e dovrà essere completata in 12,5 ore. Come per le altre due distanze, la SKY 38K porterà gli atleti a raggiungere il punto più alto a Passo Monte Moro (2.868 m) mentre il punto più basso 985 m.s.l.m. in frazione Pestarena. Il percorso è molto tecnico e consente di godere dell''imponenza dei “4.000 svizzeri”.

Adatta ad una platea più ampia la CHALLENGE 22K/1.700 D+ che partirà alle 8:30 di sabato 31 luglio con 7,5 ore di tempo massimo per completare il percorso. Gli atleti raggiungeranno il punto più alto a 2151 m.s.l.m. alla Funivia Rosareccio e transiteranno ai piedi della parete Est del Monte Rosa, una vista emozionante su veri sentieri di montagna, mentre il punto più basso sarà a 1187 m.s.l.m. in Frazione Fornarelli.

L’ultima partenza è per gli atleti iscritti alla ZMAKANA’ 14K/850 D+ che partiranno alle 9:00 di sabato 31 e avranno a disposizione 5h per completare il percorso raggiungendo il punto più alto a 1714 m.s.l.m. all’Alpe Bletz (1.714m) e quello più basso a 1187 m.s.l.m. in Frazione Fornarelli. Il percorso è adatto anche a chi ha poca esperienza e consente di godere della storia e della bellezza del paese Walser Macugnaga da tutte le angolazioni.

Tutte le informazioni sulla competizione su www.meth.it

https://www.youtube.com/watch?v=06iGtRsFbdg


ZACUP 2022

Si è tenuta il 18 luglio 2022 la conferenza stampa per la prossima edizione della ZacUp, a due mesi esatti dal giorno in cui si correrà la gara, proprio il 18 di settembre. E soprattutto si è tenuta nel punto più iconico della gara: il rifugio Brioschi, a 2.410 metri, posto sulla vetta del Grignone. “Senza l’ospitalità dei rifugi questo evento non si potebbe nemmeno creare”, ci tiene a sottolineare il suo ideatore e presidente del comitato d’organizzazione, Alberto Zaccagni.

Questa skyrace, arrivata ormai alla sua ottava edizione, partirà come sempre dal cuore di Pasturo per arrivare in cima al Grignone e fare ritorno sempre a Pasturo per l’arrivo. Il tracciato si snoda in un ambiente selvaggio e dall’aspetto lunare ed è caratterizzato da tratti molto verticali e tecnici: 27 km e 2.650 metri di dislivello che sono stati occasione per ripristinare alcuni sentieri delle Grigne, come il passaggio allo Zapel de l’Asen, una sezione di ferrata che diversamente sarebbe andata persa. 

Conferenza stampa del 18 luglio al rifugio Brioschi in vetta al Grignone

La ZacUp, ideata e pensata da Alberto Zaccagni in memoria al fratello Andrea scomparso sul Cervino, è una gara in cui Alberto ci ha infatti messo il cuore creando una nuova società, il Team Pasturo ASD, che ha avvicinato al mondo della corsa in montagna numerosi ragazzi giovani. Il Team Pasturo ASD compirà, nel 2024, 10 anni. 

Si tratta di una gara che in poco tempo è diventata una classica di fine stagione ed ha portato a correre sulle Grigne campioni di caratura mondiale. Alberto ha ringraziato la Regione Lombardia per l’organizzazione e per il supporto nel ripristinare e migliorare i sentieri. Ha infatti preso parte alla giornata anche Antonio Rossi, sottosegretario ai Grandi Eventi, sottolineando quanto questo genere di gare siano un motore per il turismo e per salvaguardare la montagna. Antonio ha infatti ricordato che il 40% del territorio lombardo è montano e che il turismo legato allo sport è sempre più sviluppato. Una collaborazione tra gli organizzatori della gara, i volontari e gli enti che partecipano sta permettendo la manutenzione e la cura di questi luoghi ed è una fondamentale risorsa per tutti.

La cura verso questi luoghi è chiara anche nella scelta di non utilizzare bicchieri e bottigliette di plastica nella gara e di squalificare gli atleti che gettano rifiuti lungo il percorso: Alberto, insieme al team organizzatore ha sicuramente dato vita ad un evento che mette insieme cura del luogo e spettacolarità del tracciato. Il main sponsor, Scott, rappresentato da Nicola Gavardi, sottolinea la volontà di supportare l’evento proprio per l’importanza di collaborare con partner che vivano questo sport a 360 gradi, tenendo insieme sia il territorio sia l’esperienza della gara. 

La ZacUp è ormai una gara riconosciuta a livello internazionale, nella sua ultima edizione ha fatto correre insieme partecipanti da oltre 20 nazioni anche extra europee dando ad un territorio, quello lecchese e delle Grigne, un’occasione molto preziosa. Il montepremi totale è di € 6.000. Verranno premiati i primi 15 uomini e le prime 15 donne. È previsto un riconoscimento di € 150 in ricordo di Gabriele Orlandi Arrigoni per il primo uomo e la prima donna in vetta al Grignone e un premio di € 500 per chi stabilirà il nuovo record della gara maschile e femminile. I tempi da battere sono quelli del forte runner ruandese Jean Baptiste Simukeka (2h49’21”) e della campionessa rumena Denisa Dragomir (3h12’50”). 

Ormai è quasi tutto pronto: non resta altro che correre! 

Alberto Zaccagni, presidente del comitato d’organizzazione
Simukeka durante la gara

Scarpa presenta Ribelle Run Kalibra

Ribelle Run Kalibra, una delle novità più attese della prossima stagione, è stata presentata da Scarpa in occasione degli Outdoor & Running Business Days di Riva del Garda, dove abbiamo avuto la possibilità di testare il prodotto in anteprima.

«È una scarpa che viene dalla montagna, altamente specifica - ha detto Marco De Gasperi, category manager per il trail running -. È un prodotto di nicchia per quando le condizioni climatiche sono molto difficili con la stessa protezione e sicurezza di quando si va a correre durante i periodi estivi».

All’interno il piede deve trovare una situazione di agio e comfort, la trazione e stabilità sono punti cardini di questo prodotto alquanto innovativo: la tomaia è idrorepellente e protegge dal freddo mentre la chiusura con il BOA Li2 garantisce un’ottima calzata e stabilità durante la corsa. Una scarpa leggera (circa 350 gr al paio) nonostante l’utilizzo sia specifico per condizioni estreme. Tra le novità più significative troviamo l’inserimento del Polartec WindBloc nella tomaia, presentato per la prima volta in una calzatura. Internamente si nota un pile in microgrid che consente un’ottima termoregolazione veicolando l'umidità verso l’esterno per avere il piede sempre asciutto. Alto livello di protezione all’acqua, 10.000 colonne, e lo strato più esterno protegge dal vento, così da avere la stessa temperatura per tutta l’uscita. Interiormente la scarpetta risulta morbida e confortevole: il piede viene stretto in modo omogeneo grazie al wrap 360, una fascetta che, mediante il sistema Boa, stringe sia l'avampiede che il tallone contemporaneamente. L’intersuola High Compression Foam in Eva a media densità dà massima stabilità e una risposta veloce agli stimoli del terreno. La gomma della suola è Super Gum Winter con tassellatura da 6 mm e un disegno particolare che si adatta perfettamente ai ramponcini.

Un primo test è stato fatto sui ripidi sentieri sopra la cittadina trentina. Non di certo il terreno ideale per la Ribelle Kalibra G, ma l’estremo comfort di calzata e corsa si è subito fatto notare. Per quanto risulti davvero morbida, è precisa all'appoggio, sicura e con un ottimo grip anche su fondo scivoloso.

Ora non ci resta che attendere la stagione piú fredda per poterla collaudare nell’ambiente per il quale è nata. 



Adamello Ultra Trail 2022

La scorsa edizione è andata sold-out. Forse è stata la voglia di gareggiare dopo la tempesta del Covid, ma forse, visto che per l’ottava edizione gli organizzatori dell’Adamello Ultra Trail hanno giustamente aumentato il numero di pettorali disponibili, è perché questa manifestazione non fa altro che crescere e accogliere consensi di anno in anno.

@Giacomo Meneghello / Adamello Ultra Trail

Il 30 giugno, alle cantine Berlucchi in Franciacorta, è stata presentata l’ottava edizione dell’AUT, tra le importanti novità c’è proprio l’aumento dei pettorali disponibili: 800 complessivi, di cui 250 per la 35 km, altrettanti per la 170 km e 300 per la 90 km. Si parte e si arriva a Vezza d’Oglio, come lo scorso anno e lo si fa nello stesso ordine: il 23 settembre 2022 alle 7.00 aprirà le danze la 90 km, seguita alle 9.00 dalla distanza regina, la 170 km mentre il giorno seguente alle 14.00 da Monno partirà la 35 km, introdotta proprio lo scorso anno e confermata anche per il 2022.

Paolo Gregorini, guida del gruppo organizzatore, sottolinea il legame tra la manifestazione e il territorio dove si svolge: l’Adamello Ultra Trail ripercorre sentieri, mulattiere e strade militari utilizzate durante i combattimenti della prima Guerra Mondiale. È confermato, per i due percorsi più lunghi, il suggestivo passaggio dai tunnel sotterranei in zona Cima Rovaia. Un itinerario che unisce due parchi, l’Adamello e lo Stelvio, otto comuni tra la provincia di Brescia e Trento, arriva al Passo del Tonale e ci ricorda però che nonostante questa gara sia così fortemente legata al territorio allo stesso tempo è, ed è stata in grado nelle scorse edizioni, di accogliere partecipanti di ben 15 nazionalità differenti.

Di fatto l’Adamello Ultra Trail oltre ad una gara è un modo per valorizzare il territorio e come tale viene vissuta non solo dagli atleti, ma anche da chi la sostiene, come Mico, azienda bresciana di abbigliamento tecnico sportivo, main sponsor dell’evento, ma anche Edison e Scarpa. Pia Donata Berlucchi, presidente dell’azienda agricola Fratelli Berlucchi che ha ospitato la presentazione della gara, dice «amo la montagna e ammiro la capacità di chi la vive di trasformare le avversità in opportunità. In questo evento vedo amore per il territorio, per la montagna e per la sfida: vogliamo unire il cuore, la passione e l’anima del Franciacorta con quella dell’Adamello Ultra Trail».

Gli ingredienti ci sono tutti: ci sono tre percorsi unici, ricchi di storia e di territorio, ci sono i volontari e gli sponsor che accoglieranno gli atleti, ci sono 800 atleti e la loro voglia di sfidarsi, di stancarsi e di godersi questo viaggio e sì, per i primi classificati, ci sono anche le bottiglie di Berlucchi all’arrivo perché in fondo si sa che chi beve solo acqua seppur con i sali minerali, ha qualcosa da nascondere.

Maggiori informazioni si trovano sul sito ufficiale adamelloultratrail.it.


Tecnica presenta Sulfur, la nuova scarpa da avvicinamento

Per la stagione SS23 Tecnica presenta Sulfur, la nuova scarpa da avvicinamento veloce dedicata ai professionisti della montagna e ai climber competenti, equipaggiata con la nuova tecnologia AST-ADAPTIVE SHAPE TECHNOLOGY.

Le scarpe da tech approach sono un ossimoro. Devono garantire tutta la precisione e il grip necessari per arrampicare sulle vie normali, per salire una ferrata, o ancora per ravanare fuori dai sentieri battuti fino all’attacco di una falesia o di una grande parete. Ma allo stesso tempo devono essere confortevoli e agili per tutto l’arco della giornata, come sanno bene le guide di montagna. “In passato, la sfida rappresentata dalle scarpe da avvicinamento è stata affrontata secondo una strategia di compromesso, cercando un punto di equilibrio tra caratteristiche opposte - spiega Adriano Rossato, outdoor footwear manager Tecnica - Io stesso sono una guida di montagna, e conosco bene il dilemma di dover scegliere tra una scarpa scomoda ma precisa in arrampicata, e una scarpa più confortevole ma meno affidabile quando accompagno i clienti. Con la Sulfur abbiamo lavorato a una soluzione senza compromessi, ingegnerizzando soluzioni di design e tecnologie come la nuova Adaptive Shape Technology per ottenere un preciso fit da arrampicata, e avere allo stesso tempo il massimo livello di confort grazie al sostegno offerto dalla innovativa struttura di supporto dell’intersuola”


Precisione da arrampicata

La tomaia della Sulfur è stata sagomata attorno a una forma per calzature anatomica, sviluppata e utilizzata in esclusiva da Tecnica per ottenere una calzata precisa e avvolgente. Il risultato è che la Sulfur veste come un guanto già come esce dalla scatola, con un eccellente sostegno dell’avampiede e del tallone che garantisce un supporto stabile anche sui terreni più tecnici."Ogni piede ha una forma diversa, questo è un dato di fatto - continua Adriano Rossato - A partire dalla stagione estiva 2023 introduciamo la nuova tecnologia AST, Adaptive Shape Technology, che unisce insieme diversi ingredienti innovativi. Attraverso l'integrazione di schiume memory adattive in EVA di diverse densità con inserti termoplastici preformati e un plantare Ortholite, la Sulfur ha una costruzione anatomica del sottopiede senza concorrenti, che si adatta perfettamente alla forma di ogni piede". Inoltre, l'allacciatura che si estende sull'avampiede fino all'area delle dita, consente una regolazione che migliora il livello di precisione dell'appoggio e la bordatura per quando si arrampica sul ripido.

Struttura di supporto dell'intersuola

Il segreto nascosto nella nuova Sulfur è l'innovativa placca Edge Frame sviluppata dal team di ricerca e sviluppo di Tecnica, posizionata a contatto con l'intersuola, con cui lavora in sinergia. Realizzato in TPU, un elastomero termoplastico ad alte prestazioni, l'innovativo Edge Frame presente una combinazione accuratamente congeniata di nervature longitudinali che garantiscono durezza e rigidità torsionale alla punta e al mesopiede, e forature trasversali che favoriscono la flessione nell'area del metatarso. Il risultato è di fornire alla Sulfur per offrire la rigidità e ils upporto di una scarpa da arrampicata, consentendo allo stesso tempo la confortevole flessibilità di una scarpa da escursionismo durante la rollata."Il nuovo Edge Plate appoggia su una intersuola anatomica in EVA a doppia densità e alto rimbalzo - aggiunge Adriano Rossato - L'area a maggiore densità, posizionata dal mesopiede alla punta, garantisce rigidità torsionale e stabilità del flex, aggiungendo ulteriore supporto alla tecnologia Edge Frame. Sotto il tallone, abbiamo utilizzato una mescola in EVA del 10% più morbida, che assicura una migliore ammortizzazione e adattabilità al suolo, per un comfort ottimale durante la camminata".I nfine, il profilo rocker del pacchetto intersuola e suola della Sulfur è stato accuratamente messo a punto per favorire una transizione più fluida dal tallone alla punta, per percorrere distanze maggiori con un livello di comfort più elevato

Caratteristiche tecniche premium

Nella nuova Sulfur sono stati ingegnerizzati molteplici soluzioni tecniche per esaltare la precisione in arrampicata e le caratteristiche funzionali allo stato dell'arte di questa scarpa da avvicinamento veloce:

- La suola in mescola Vibram® Megagrip™ offre un’aderenza impareggiabile sia su superfici asciutte che bagnate. Questa mescola è la migliore della categoria in termini di durata e aderenza al terreno. Il design multi direzionale del battistrada garantisce una trazione efficace sui terreni misti e in condizioni variabili;

- La punta della suola Vibram della Sulfur ha una zona piatta tipica delle scarpe da arrampicata, per offrire un appoggio preciso e una tenuta efficace in punta e sul bordo quando si affrontano i passaggi più ripidi sui placche, sporgenze e appigli;

- Al centro della suola Vibram®, sotto l'arco plantare, sono presenti dei piccoli tasselli che assicurano una efficace aderenza su creste scivolose, bordi rialzati, e su pioli e scale delle vie ferrate;

- Il leggero bordo in gomma posizionato sulla punta e sulla parte laterale e mediale della scarpa fornisce protezione e resistenza all'abrasione da massi, rocce e ghiaioni;

- La Sulfur è equipaggiata di una robusta asola posteriore che aiuta a infilare le scarpe e consente anche un aggancio rapido e sicuro sul retro del proprio imbrago mentre si arrampica con le scarpette;

- Le versioni GTX della Sulfur sono foderati con la membrana impermeabile e traspirante Gore-Tex® Extended Comfort, per mantenere i piedi asciutti e comodi tutto il giorno, 365 giorni all’anno.La nuova Sulfur include due soluzioni per la tomaia, in pelle scamosciata da 1,5 mm oppure in tessuto balistico, entrambe disponibili in versione GTX con fodera Gore-Tex®.

La scarpa sarà disponibile dalla primavera 2023, in versioni e colorazioni specifiche sia da uomo sia da donna, per un totale di diciotto varianti


Oberalp pubblica il nuovo report di sostenibilità

«È nella circolarità che risiede il massimo potenziale»

Bolzano, Oberalp: L’ultimo report sulla sostenibilità “Contribute” ha consentito a più di 60 dipendenti di esprimersi e raccontare le storie di molteplici iniziative che il gruppo Oberalp ha promosso nel 2021. Come previsto dallo standard europeo sulla rendicontazione delle problematiche economiche (GRI), i marchi del gruppo DYNAFIT, SALEWA, WILD COUNTRY, LaMunt, POMOCA ed EVOLV mostrano i progressi ottenuti in termini di responsabilità sociale ed economica.

«Abbiamo fatto progressi anche nel secondo anno della pandemia», afferma Ruth Oberrauch, membro del CdA e Responsabile della Sostenibilità del Gruppo Oberalp, «ma ci sono ancora delle macro-aree in cui non possiamo essere soddisfatti dei risultati ottenuti». Il report afferma che il livello di soddisfazione è altissimo per quanto riguarda condizioni di lavoro eque e sicure per tutte le persone coinvolte nel processo di produzione dei marchi. L’organizzazione no-profit Fair Wear Foundation (FWF) ha riconosciuto lo status di “Leader” al gruppo per la quinta volta di fila - Oberalp è l’unica azienda italiana ad aver ottenuto un simile risultato. Il maggior potenziale, tuttavia, risiede nella circolarità, che sarà sempre più importante in futuro.

«Per la prima volta, questo report è stato redatto dal punto di vista dei nostri dipendenti, in conseguenza della nostra posizione. Un'azienda può agire in modo responsabile solo se ciascuno inizia a farlo nel suo piccolo e secondo le proprie competenze», dichiara Alexandra Letts, Responsabile della sostenibilità presso Oberalp. Per i suoi oltre 900 dipendenti sparsi in tutto il mondo, il gruppo ha voluto riassumere tutto questo con il titolo del report “Contribute”. «Vogliamo fare della nostra responsabilità ecologica e sociale un valore da vivere e condividere», aggiunge l’Amministratore delegato Christoph Engl. Il Report sulla sostenibilità del gruppo restituisce inoltre un’immagine trasparente degli obiettivi raggiunti in termini di conformità chimica e PFC persistenti (composti perfluorurati). Per quanto concerne la gestione delle sostanze chimiche, il gruppo Oberalp applica ai suoi marchi degli standard ancora più elevati di quelli previsti dalla legge. Con una lista di sostanze proibite e un team di gestione della qualità molto rigoroso che commissiona ed effettua dei test sui tessuti, i materiali e i processi di produzione sono costantemente monitorati. A valle di tutte queste misure, un team addetto al controllo qualità effettua le valutazioni finali. I tre enti di controllo si assicurano che nessun componente chimico inappropriato penetri nei prodotti, e che tutti i fornitori si conformino a questi standard. Il gruppo intrattiene un rapporto di collaborazione a lungo termine con la maggior parte degli stabilimenti di produzione, che si sono dimostrati inoltre molto affidabili, nonostante i vincoli imposti dalla pandemia. Alla base dell’adozione di queste misure estensive c’è la ferma volontà del gruppo di garantire ai propri clienti non soltanto di poter essere ben equipaggiati con i loro prodotti per gli sport di montagna, ma anche di essere al sicuro da qualsiasi residuo chimico. Nel 2021, già due dei sei marchi del gruppo Oberalp sono stati prodotti senza PFC (POMOCA e LaMunt), e Alexandra Letts è molto ottimista che presto se ne aggiungeranno altri due. Accanto allo sviluppo di nuovi tessuti, che denotano un grande potenziale di sostenibilità come la canapa (che cresce rapidamente) o la lana di pecora (regionale), il gruppo Oberalp ha posto grande attenzione anche al prolungamento della durata di vita dei suoi prodotti da montagna. Con la sua “Garanzia a vita” per gli scarponi e gli attacchi da sci alpinismo, DYNAFIT, il marchio degli atleti, ha stabilito un nuovo standard per l’intero settore. DYNAFIT garantisce il servizio di riparazione o sostituzione del prodotto acquistato dall’inverno 2021 in poi, per tutta la durata della vita del prodotto. In questo modo, i marchi intendono garantire che gli investimenti dei loro clienti in sistemi ad elevato profilo tecnologico durino molto a lungo. In più di cento pagine, gli oltre 60 coautori del report raccontano anche delle storie su progetti di arrampicata inclusiva, nuove procedure di riciclo del cashmere e del poliestere, mobilità elettrica e progetti sociali, tra cui il giardino dei rifugiati a Bolzano, o progetti che coinvolgono persone diversamente abili in Germania e Polonia. Tutte iniziative che testimoniano l’impegno del gruppo Oberalp per la responsabilità sociale ed ecologica. Il report può essere scaricato qui Contribute 2021.



Roberto Mastrotto, obiettivo 23 ore

Ho incontrato Roberto Mastrotto la prima volta nella sua zona, sulle Piccole Dolomiti Vicentine, in occasione dei test dell'Outdoor Guide 2022. Classe 1987, ha iniziato a correre seriamente nel 2016, conquistando il primo posto al Durona Trail (60 km) trampolino di lancio per iniziare a prendere l’ultra-trail sul serio.Inizia con la CCC. Non essendo mai stato nelle zone del Bianco, prende una settimana di ferie e corre quasi tutti i giorni pre-partenza, per poi scoprire che forse un po ' di riposo avrebbe giovato al suo fisico: crampi e problemi fisici sono stati i suoi compagni di viaggio per quasi tutti i 100 chilometri. Ha tagliato il traguardo, ma sapeva di dover tornare per non lasciare i conti aperti. Così nel 2018 ha alzato l’asticella e terminato la gara regina, l’UTMB, con un diciannovesimo posto in poco più di 24 ore.

Nel 2019, però, come un fulmine a ciel sereno, arriva un importante problema di salute che lo costringe a uno stop forzato per tutto l’anno. Passata lai parentesi Covid, nel 2021 eco il vero ritorno: una stagione in costante crescita per poi chiudere con un primo posto all'Adamello Ultra Trail. Atleta La Sportiva dal 2018, quest’anno è iniziato con il piede giusto: primo posto all’Ultrabericus Trail, secondo posto al'Istria by UTMB e tredicesimo posto alla La Sportiva Lavaredo Ultra Trail, migliorando il tempo della passata edizione di 8’.

Ore 13.30, durante le nostre rispettive pause pranzo, fissiamo un appuntamento telefonico per far due chiacchiere proprio sulla gara appena conclusa, la LUT.

Innanzitutto come stai? Hai recuperato bene? 

«Sto bene, le gambe sono quasi al 100 per cento. Fisiologicamente non mi sento ancora in piena forma, ma credo che sia dovuto al problema al basso ventre durante la gara». 

Ti sei fermato qualche giorno o non hai resistito al richiamo della corsa?

Ride e mi risponde «Sono stato fermo ben due giorni, qualcosa dal passato ho imparato. Poi due giornate di bici e da qualche tempo allenamenti un po’ più intensi di corsa. Ma senza forzare».

Parliamo della LUT, cosa ti lega a questa gara?

«Dal 2016, l’ultimo week-end di giugno è sempre nella cittadina ampezzana. Ho iniziato con il Cortina trail e un inaspettato quinto posto. In quella circostanza ho dovuto cercare anche un albergo di fortuna perché mai più immaginavo di arrivare così avanti nella classifica e la premiazione sarebbe stata il giorno seguente. La prima LUT nel 2017, poi 2018 e nel 2019, nonostante non fossi in condizione, ho seguito amici e compagni di squadra dal Col Gallina in avanti. Avevo bisogno di correre ancora in quei posti, dove gli occhi si riempiono di emozioni e gioia. Nel 2020 ho avuto l’occasione di correre la Cortina Virtual e nel 2021 sono tornato con una maggiore sicurezza e determinazione. Quest’anno, conoscendo ogni sasso e curva, ho portato a casa una prestazione di cui mi ritengo davvero soddisfatto, anche se… è ancora migliorabile. Spiegare cosa mi lega a questo evento é difficile. Ormai è la gara di casa, in cui mi sento al posto giusto nel momento giusto. Non mi immaginerei in nessun altro luogo per quelle date».

La partenza e il pre gara come li vivi?  Soprattutto in questo caso specifico, visto che La Sportiva è il main sponsor e hai partecipato a vari meeting ed interviste prima di poter riposare un po '. 

«Quest’anno sono rimasto abbastanza tranquillo nonostante i maggiori impegni prima dello start. Mi sento sempre più a casa e soprattutto più abituato a presenziare a questi eventi. Va da sé che verso l’ora di cena la tensione è andata crescendo, ma al momento del via tutto è sparito e ho potuto godere della bellezza del percorso e concentrarmi sulla strategia di gara».

Inside the race: raccontaci come l’hai gestita: 120 km sono lunghi da controllare. 

«Come sempre si è partiti forte, forse più del solito. Inizialmente c’era un bel gruppo di testa in cui ho cercato di reggere il ritmo, ma dopo la prima salita ho tirato i freni e ho fatto la mia  andatura. Da Cima Banche in avanti alcuni atleti sono saltati e lì ho iniziato il recupero. Transito al Col Gallina con 20’ di anticipo rispetto all’anno prima. Sembrava tutto perfetto quando il classico dolore che compare alle gare più importanti, presenta il conto. Non mi resta che gestire il vantaggio, stringere i denti (ma tanto) e portare a casa quello che ritengo un ottimo risultato. Certo che mi sarebbe piaciuto migliorare di 15’-20’, sarà per il prossimo anno. Arrivare in Corso Italia, nonostante tutto, è sempre un’emozione indescrivibile».

Tornerai? 

‘«Adesso è presto per pensarci, sono focalizzato sui prossimi obiettivi, ma questa gara è come una calamita e vorrei abbassare ancora il tempo. Le probabilità di rivedermi allo start di Cortina sono alte».

Come descriveresti la Lavaredo Ultra trail?

«Ti porta a correre sulle montagne più belle del mondo, certi paesaggi li vedi solo sulle Dolomiti. L’UTMB, per quanto sia unica, non ha gli stessi scorci e albe». 

Prossimi obiettivi? 

«UTMB. Devo farla a modo mio, con i tempi che conosco e scendere sotto il muro della 24 ore, avvicinandomi il più possibile alle 23 ore. La top ten sarebbe un sogno, ma nulla è controllabile in una gara di questa portata. Gestirò quello che sarò in grado di controllare, il resto verrà da sé».


Il percorso di ORTOVOX verso la neutralità climatica

Impronte? Quando ci addentriamo nella natura ne lasciamo sempre. Potendo scegliere le lasceremmo  sulla neve, ovviamente! Su terreni in alta quota, e addirittura sui ghiacciai. Eppure, per quanto tempo  ancora esisterà il ghiaccio perenne? La domanda potrebbe sembrare drammatica, ma la realtà lo è  altrettanto. Ecco perché l’impronta ecologica di Ortovox è importante almeno quanto quella lasciata sulle  montagne. Con la definizione della strategia di sostenibilità ProtACT2024, l’azienda bavarese si è posta  obiettivi elevati, tra cui il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2024.

“Per noi è fondamentale che la clientela di Ortovox, che per natura è fortemente legata all’ambiente, si senta in  buone mani. Deve sapere che stiamo agendo e adoperando tutte le nostre forze per cambiare il mondo, in  positivo. La linea Swisswool e la nostra collezione dedicata al freeride sono un ottimo esempio del nostro  impegno. Entrambe sono infatti climaticamente neutre già dalla stagione autunno/inverno 2021/22. Dall’estate  2022 anche la collezione da arrampicata è a impatto ambientale zero, lo stesso vale per il nostro online shop,  che è climaticamente neutro da aprile 2022. Naturalmente continuare su questa strada, mantenendo questo  ritmo, rappresenta una sfida enorme. I requisiti da rispettare, e quindi la documentazione da presentare, per  potersi definire neutrali dal punto di vista climatico sono sempre più restrittivi. Ed è quello che ci auspicavamo!  Questo contrasta il greenwashing, costringendo le aziende a essere davvero green”, sostiene Katrin Bauer,  Head of CSR in Ortovox.

“I cambiamenti climatici dovrebbero preoccupare tutti noi", afferma Christian Schneidermeier, CEO di Ortovox.  “Le radici di Ortovox sono quelle di un brand vocato agli sport invernali. Se non ci battessimo per l’ambiente,  per le nostre montagne, per la nostra terra, ci priveremmo del nostro stesso sostentamento. Ma è necessario  pensare oltre gli interessi aziendali, al di là dell’esistenza del nostro marchio. Riguarda tutti noi, ogni persona,  in tutto il mondo.”

Sostenibili per natura 

“L’equilibrio dell’ecosistema è sempre più precario. Lo sappiamo tutti. E sappiamo anche che dobbiamo  intervenire subito, prima che sia troppo tardi.” Queste parole di Christian Schneidermeier riassumono le  motivazioni che spingono l’azienda bavarese ad agire. Il paesaggio alpino è particolarmente colpito dai  cambiamenti climatici, sottolinea. “Proteggere le montagne, e quindi l’ambiente, è in vetta alle priorità di  Ortovox! La sostenibilità è una parte essenziale del nostro approccio, che si concretizza con il raggiungimento  della neutralità climatica, e il suo superamento.”

“Gli obiettivi che ci siamo posti sono a dir poco elevati. Di conseguenza stiamo attuando una serie di misure  per raggiungerli. Ma c’è ancora molto da fare!”, afferma Katrin Bauer, Head of CSR in Ortovox. “La neutralità  climatica è uno dei sei obiettivi definiti dalla strategia aziendale, ma non lo consideriamo un obiettivo  scollegato. Chiunque inizi ad approfondire il tema della sostenibilità si rende subito conto che è tutto collegato.  Parliamo sempre di cicli e di reazioni a catena. Il nome ProtACT2024 contiene già in sé un appello ad agire e  definisce una data entro cui raggiungere l’obiettivo. Questa strategia mira a condurre l’azienda verso la  neutralità climatica nei prossimi due anni.” Oltre alla neutralità climatica, la strategia ProtACT2024 include altri  cinque obiettivi: l’utilizzo esclusivo di lana certificata Ortovox Wool Promise, l’ottenimento del titolo di Leader  della Fair Wear Foundation, una produzione realizzata per il 60% in Europa, una collezione al 100% priva di PFC  e la longevità e la riparabilità dei capi.

Cosa significa essere climaticamente neutri? 

“I livelli della neutralità climatica sono tre: l’eliminazione di CO₂, la riduzione e la compensazione. L’obiettivo  primario è sempre quello di evitare le emissioni di CO₂, poi si tenta di ridurle e solo infine di compensarle.  Chiaramente, soprattutto durante la fase iniziale, queste tre misure non possono essere adottate  separatamente, ma avvengono contemporaneamente.” Le aziende, i processi e i prodotti le cui emissioni di CO₂  vengono compensate, secondo il principio dei tre livelli e dopo aver sostenuto progetti di protezione ambientale  riconosciuti a livello internazionale, possono definirsi neutrali dal punto di vista climatico.

Secondo Katrin Bauer, la compensazione senza un’effettiva riduzione delle emissioni di CO₂ non è abbastanza  efficace e dovrebbe rappresentare solo una soluzione transitoria per un’azienda che punta a raggiungere la  neutralità climatica. Tuttavia è vero che, senza la compensazione, molti progetti che consentono la riduzione o  l’eliminazione delle emissioni non potrebbero essere realizzati. Un esempio di diminuzione delle emissioni di  CO₂ in Ortovox è rappresentato dal progetto di riduzione degli imballaggi: in un anno è stato possibile  risparmiare il 25% di CO₂ grazie a diverse ottimizzazioni. Per esempio, i sacchetti di plastica sono stati  sostituiti con il 30% di rifiuti post-consumo e il 70% di rifiuti pre-consumo: una misura che consente di  risparmiare 3,5 tonnellate di nuova plastica all’anno.

Per quanto riguarda la compensazione, Ortovox si sta concentrando sull’implementazione di misure per  l’ottimizzazione della catena di approvvigionamento. A questo scopo l’azienda bavarese è coinvolta nel Supply  Chain Decarbonisation Project promosso da EOG.

Il Supply Chain Decarbonisation Project promosso da EOG 

Il Supply Chain Decarbonisation Project di European Outdoor Group, lanciato all’inizio del 2021, punta a  ridurre le emissioni di gas serra e ad aumentare l’uso di energie rinnovabili all’interno della catena di  approvvigionamento. L’iniziativa congiunta, che coinvolge Ortovox e numerosi marchi leader del settore  dell’outdoor, sfrutta il fatto che, mentre le singole catene di approvvigionamento sono globali e diversificate,  molte aziende dell’outdoor condividono gli impianti di produzione. Queste sovrapposizioni consentono ai  brand di avere un’influenza decisiva sul mercato e crea enormi opportunità.

“Il maggior potenziale di riduzione delle emissioni di CO₂ si trova nella catena di approvvigionamento, in  particolare nella fase di produzione dei materiali (circa il 60%). L’efficienza energetica e l’energia verde  rappresentano i fattori più importanti. Tuttavia l’impatto che abbiamo come singola azienda al fine di ottenere  delle riduzioni è limitato. Per questo motivo è essenziale unire le forze e collaborare con le altre aziende del  settore”, afferma Katrin Bauer. “Con il Supply Chain Decarbonisation Project stiamo modificando la catena di  approvvigionamento da dentro. In fondo è proprio da lì che può innescarsi il cambiamento maggiore!”

Un modello da seguire 

I progetti di compensazione sostenuti da Ortovox, oltre a contribuire al risparmio di gas serra, promuovono  anche lo sviluppo sostenibile per quanto riguarda una serie di aspetti in diversi paesi del mondo. I progetti  spaziano dal miglioramento dell’approvvigionamento di acqua potabile alla protezione della biodiversità. “In  Ortovox le persone condividono una visione comune: puntano a essere un modello per la società. E desiderano  adoperarsi attivamente in tutte quelle aree che al momento – e in futuro! – sono per noi rilevanti!”, afferma  Christian Schneidermeier.

Una sostenibilità perseguibile  

Per quanto riguarda la neutralità climatica, Ortovox si affida a ClimatePartner che supporta l’azienda nel  calcolo e nella riduzione delle proprie emissioni. Le emissioni non aggirabili vengono compensate. In questo  modo, i prodotti e le aziende sono neutrali dal punto di vista climatico, come conferma il marchio  ClimatePartner.

ClimatePartner è stata fondata a Monaco di Baviera nel 2006. Oggi il team supera le 90 persone e collabora  con oltre 2.500 aziende in 35 paesi. Il Product Carbon Footprint (PCF), ovvero l’impronta di carbonio del  prodotto, viene calcolata da Ortovox con l’aiuto di ClimatePartner secondo gli attuali parametri internazionali.  Anche i progetti di compensazione climatica rispettano standard riconosciuti. Un punto di riferimento valido  a livello globale per misurare gli effetti positivi in questo ambito è fornito dai cosiddetti Sustainable  Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite: 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile che vanno dalla lotta alla  povertà e alla fame alla promozione dell’istruzione. Ogni progetto di tutela ambientale sostenuto da Ortovox  contribuisce al raggiungimento di diversi obiettivi SDGs.

Tutta la politica di sostenibilità Ortovox su https://www.ortovox.com/it-it/ortovox/protACT


SCARPA cavalca l'onda outdoor: Crescita del 22% nel 2021

SCARPA: FATTURATO A 134 MILIONI DI EURO

L’azienda di Asolo chiude il 2021 con una crescita del 22% Il Presidente: “Il boom dell’outdoor una spinta decisiva, prosegue la nostra strategia di espansione in nuove aree”

Asolo (TV), giugno 2022 SCARPA, azienda italiana leader nella produzione di calzature da montagna e  per le attività outdoor, ha chiuso il bilancio consolidato 2021 con un fatturato pari a 134 milioni di euro,  in progresso del 22% rispetto ai 110 milioni del 2020.

“La riscoperta delle attività outdoor negli ultimi due anni ha rappresentato una spinta molto importante  per i ricavi di SCARPA – sottolinea il Presidente Sandro Parisotto. Dopo un 2020 caratterizzato da un  incremento più contenuto, abbiamo archiviato un 2021 molto positivo: siamo tornati a crescere in doppia  cifra, in misura superiore rispetto alle attese, e ci attendiamo di farlo ancora in questo 2022. Consideriamo il boom dell’outdoor un trend strutturale che interessa non solo l’Italia ma l’intero scenario  internazionale, e in questo contesto intendiamo proseguire con la nostra strategia fondata su alcuni  pilastri fondamentali come la qualità, la performance, la durabilità dei prodotti, l’innovazione e  l’attenzione alle tematiche ambientali. Questi valori rappresentano un trait d’union tra la storia e le origini  dell’azienda e il prossimo futuro: su queste basi puntiamo ad ampliare ulteriormente il nostro business,  consolidando la leadership nei mercati in cui siamo già forti e guardando alle aree in cui ci sono più  margini di crescita”.

I risultati 2021 confermano inoltre la vocazione internazionale di SCARPA, con una quota export sul  fatturato pari all’82%. Il primo mercato estero è rappresentato dagli USA, con una quota del 20%, seguito  da Germania/Benelux, Gran Bretagna, Francia e Austria.

Per quanto riguarda le categorie di prodotto, lo scorso esercizio ha registrato una significativa crescita del segmento dello scialpinismo, che da solo ha prodotto un volume di affari pari a quasi un quinto del

fatturato totale, in linea con il boom di questa disciplina negli ultimi anni. Ottime performance sono state  registrate anche nei settori climbing, trail running e trekking.

Nonostante le incertezze legate alla pandemia e alle tensioni dello scenario internazionale, SCARPA ha  continuato a portare avanti la sua politica di investimenti sulla Ricerca e Sviluppo, da sempre uno dei  tratti distintivi dell’azienda, per la quale sono stati stanziati 5 milioni di euro nello scorso esercizio. Alla  fine del 2021 l’azienda ha inoltre varato un piano di investimenti da 12 milioni di euro destinati allo  sviluppo del business, con un particolare focus sulla sostenibilità, uno dei punti cardine attorno al quale  ruota da sempre l’attività di SCARPA.

Nel corso del 2021 SCARPA ha ulteriormente consolidato il proprio impegno sul fronte ambientale. Con il  Green Manifesto l’azienda ha voluto mettere “nero su bianco” i principi sostenibili dell’azienda per  concretizzarli in nuove iniziative, finalizzate ad allineare l’attività ai migliori standard internazionali: un  impegno programmatico molto importante, che rappresenta il punto di riferimento per le scelte che  SCARPA opererà nei prossimi anni.


Running Up For Air e la consapevolezza sull'aria che respiriamo

Torna in Italia Running Up For Air, il progetto internazionale  supportato da Patagonia che ha come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza sulla qualità dell'aria che respiramo. La tematica, trasversale a tutti gli sport praticati outdoor, è quella della lotta per il diritto a respirare aria pulita, tematica che nell'ultimo periodo è sempre più al centro del dibattito tra ONG associazioni per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente e istituzioni. Con RUFA l'intento è quello di sensibilizzare i cittadini mettendoli in contatto con realtà locali che, quotidianamente, si battono attraverso eventi, incontri e corsi di formazione che, partendo dalle scuole fino ad arrivare al singolo individuo (praticante e non), portando avanti azioni e proposte indirizzate limitare il nostro impatto sull'inquinamento dell'aria.

Il meeting point dell'evento a Monte stella, Milano.

"Running Up For Air è una sfida di resistenza che consiste nel correre su e giù per una montagna o una collina per un periodo compreso tra una e 24 ore, il tutto per aumentare la consapevolezza sull'inquinamento dell’aria.

Questa è una tematica che mi sta a cuore, in quanto padre e cittadino di Londra, dove abbiamo un livello di tossicità dell’aria tra i peggiori in Europa"

Martin Johnson, Patagonia Trail Ambassador,

“Fin dal debutto dell'evento ho voluto che la gente non solo si iscrivesse, ma che partecipasse alla missione di Running Up For Air. Questo implica sensibilizzazione, comunicazione e senso di comunità. Incoraggio le persone a informarsi sui problemi della qualità dell'aria e a pensare alle decisioni che prendono ogni giorno, relative al consumo di energia e all'inquinamento ad esse associato".

Jared Campbell, fondatore di Running Up For Air,

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Questa iniziativa europea si è svolta in modalità ibrida, digitale e fisica, con i trail runner invitati a partecipare direttamente dal loro parco, il loro sentiero o la loro montagna dietro casa, come per esempio al Monte Stella, a Milano, dove i runner presenti hanno avuto la possibilità di correre da una a 24h a sostegno delle associazioni che si battono per una migliore qualità dell'aria, come ClientEarth, Cittadini per l’Aria o Genitori antismog. Grazie alla collaborazione con Strava è avvenuta la tracciatura dei percorsi utilizzati ed è stato assegnato uno speciale badge a tutti i partecipanti. È inoltre possibile continuare a donare sul sito RUNNING UP FOR AIR selezionando le ONG a cui destinare il proprio sostegno.

Running Up For Air è stata fondata nel 2012, nelle Wasatch Mountains tra Utah e Idaho. La manifestazione si è tenuta in Europa già due volte; nel 2021 ha permesso di raccogliere oltre 20.000 euro per le ONG che si impegnano costantemente attraverso campagne, formazione e attivismo per la salute dell'aria che respiriamo.


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