Ski-Trab conferma tutti i suoi atleti. Compresa Laetitia Roux

In un’estate di cambiamenti materiali (Davide Magnini ad Atomic, Damiano Lenzi a Dynafit), gli atleti Ski-Trab sono stati tra i più corteggiati, da Michele Boscacci e Robert Antonioli, sino ad Anton Palzer. «Ma alla fine sono rimasti tutti con noi - spiega Marco Colombo, uomo sul campo dell’azienda valtellinese -, una bella soddisfazione avere ancora tutto il gruppo dello scorso anno, compresi Jakob Herrmann, Katia Tomatis e Laetitia Roux». Già, cosa farà la francese? «Non lascerà lo ski-alp - ancora ‘Colo’ - continuerà a gareggiare, anche se ha scelto di concentrarsi sulle prove de La Grande Course e non sulla Coppa del Mondo. In estate si è allenata molto in bicicletta, anche per non sollecitare troppo le ginocchia, ed è pronta per la stagione invernale».


Volete organizzare una gara di ski-alp? Il tempo stringe

Prima riunione della nuova commissione di sci-alpinismo. «Un primo incontro costruttivo - spiega il presidente Marco Mosso -, c’erano i rappresentati di tutti i comitati alpini, oltre a quello della Liguria. Molti volti nuovi, abbiamo illustrato i programmi e i progetti della commissione. Poi si è passati subito alla discussione sui calendari».
Già, come funziona quest’anno? «Sarà la direzione agonistica che detterà le linee guida - ancora Mosso -, indicando le gare di interesse nazionale, campionati e coppa Italia, e soprattutto le date utili, considerando gli impegni internazionali. Come accede nelle altre discipline della FISI. Sono già arrivate molte richieste da parte degli organizzatori, quasi una quarantina, ma abbiamo ancora lasciato una finestra sino a metà ottobre. Tassativa aggiungo, perché vogliamo completare la griglia delle gare a novembre».
Cosa cambia con il nuovo sistema? «Non molto direi. Le richieste devono essere presentate al comitato regionale che lo gira in versione cartacea in FISI, alla commissione e alla direzione agonistica, che farà una valutazione, indicherà il tipo di gara e la data. Sarà poi il comitato regionale ad occuparsi dell’inserimento in FISIonline».


This Is Vertical Race a Patrick Facchini ed Elena Nicolini

Valevole come campionato italiano Fisky per tutte le categorie, la quarta edizione della This Is Vertical Race ha incoronato campioni italiani i trentini Patrick Facchini ed Elena Nicolini. Sono stati i due portacolori del team La Sportiva i più veloci sui mille metri di dislivello dalla centrale Enel di Aviasco fino alla cresta che divide la zona dei laghi di Valgoglio dalla Val Sanguigno. Un percorso di 1800 metri di sviluppo interamente balisato con fettucce a destra e sinistra e corde fisse nei punti critici. Un traccia ripidissima e ben tenuta, con tanti punti gradonati utilizzando legno locale. In questo contesto si sono sfidati gli amanti della salita pura, fra i quali si è imposto ancora una volta Patrick Facchini, concludendo la scalata in 34’22”. Il secondo miglior tempo è quello di Pietro Lanfranchi (Sci Club Valgandino) che stoppa il cronometro su 34’55”. Il terzo gradino del podio spetta all’atleta di casa Fabio Pasini (Scai 3038) con il finish time di 35’22”. Nei migliori dieci Simone Costa, Giovanni Zamboni, Luca Tomasoni, Daniele Andreis, Luca Lizzoli, Massimo Triulzi e Roberto Dalsant.
La This is Vertical Race in rosa ha decretato la vittoria di Elena Nicolini che ha percorso i mille metri di dislivello in 46’42”. Alle sue spalle Ivonne Martinucci (Gp Valchiavenna) con il tempo di 49’16”. Terzo posto per Sabrina Polito (Atletica Reggio) in 49’38”. Quarta Raffaella Cian e quinta Michela Sacchi.


Obiettivo Dhaulagiri

Gli 8.000 sono ritornati di grande attualità per gli sciatori del ripido. Mentre due spedizioni, come già segnalato da Skialper, si trovano già o lo saranno a breve tra le montagne più alte della terra (quella di Hilaree Nelson e Jim Morrison al Lhotse e quella di Anton Pugovkin e Vitaly Lazo all’Annapurna), ecco che il sito spagnolo desnivel annuncia che in autunno ci sarà un terzo tentativo di discesa, dal Dhaulagiri (8.161 m). A provare la discesa integrale, mai riuscita, Herbert Hellmuth e Sergey Baranov. David Fojtik nel 2009 lo ha sciato da circa 20 metri sotto la cima e fino a qualche metro sopra il campo 3. A luglio Andrzej Bargiel aveva sciato per la rima volta il K2 ed è stato sciato anche il Laila Peak, ad opera dei francesi Carole Chambaret, Tiphaine Duperier e Boris Langenstein. Discesa ripetuta pochi giorni dopo anche da Cala Cimenti e Matthias Koenig. «Marco Siffredi ha disceso per la prima volta l’Everest in snowboard lungo il Couloir Norton, il 23 maggio del 2001 e la sua, compiuta lungo un itinerario differente rispetto alla linea di salita, può essere considerata l’inizio della ‘new age’ dello sci ripido d’altissima quota. Fino a quel momento lo sci sulle montagne di 8.000 metri, esclusi pochi sporadici tentativi d'avanguardia, andava piuttosto alla ricerca della ripetizione in discesa di itinerari classici di salita» dice Emilio Previtali, esperto di spedizioni e prime discese in Himalaya. Al Dhaulagiri è tornato anche il settantanovenne spagnolo Carlos Soria, che aveva già tentato la montagna a maggio e nel 2017 e raggiungendola arriverebbe a una sola vetta dal suo obiettivo, quello di diventare la persona più anziana ad aver scalato i 14 ottomila. Gli mancherebbe solo il Shishapangma.


Mathieu Brunod e Sonia Glarey trionfano ad Aymavilles

Mathieu Brunod e Sonia Glarey nella 35 km, Filippo Tirone e Gloriana Pellissier nella 25 hanno vinto la prima edizione del Grivola trail, disputato sabato sui sentieri del comune di Aymavilles, a pochi chilometri da Aosta. Una gara di alto livello tecnico, che ha regalato grande spettacolo agonistico e che ha riscosso gli applausi delle oltre 350 persone che hanno partecipato alle due prove agonistiche e alla passeggiata enogastronomica.
Nella 35 chilometri femminile, testa a testa fino alla Pointe de la Pierre tra Sonia Glarey e Francesca Canepa. Poi nella discesa finale la vincitrice dell’Ultra Trail du Mont Blanc non ha preso rischi e ha calato il ritmo; sul traguardo Glarey ha trionfato in 4 ore 42’22”, davanti a Canepa giunta in 4 ore 49’10”. Terzo gradino del podio per Anna Biasin in 5 ore 18’46”.
Mathieu Brunod ha invece vinto la gara maschile, dopo una partenza tranquilla e un allungo decisivo nel secondo tratto del percorso. Si è aggiudicato il trail in 4 ore 05’25”, davanti a Nadir Vuillermoz (4 ore 08’02”) e a Marco Béthaz (4 ore 10’08”), entrambi passati davanti a Denys Capponi, poi quarto e fuori dal podio.
Gara a senso unico nella 25 chilometri femminile, dove Gloriana Pellissier ha vinto in 2 ore 56’14”, con oltre dieci minuti di vantaggio su Katia Perratone (3 ore 33’21”). Terzo gradino del podio per Cristina Masoero in 3 ore 33’21”.
Incerta fino all’ultimo la prova maschile che si è decisa nell’ultima discesa. Thierry Brunier, che aveva scollinato per primo, è stato raggiunto e superato dal genovese Filippo Tirone che ha vinto in 2 ore 34’40”, proprio davanti al giovane podista valdostano Brunier (2 ore 35’26”). A completare il podio è stato Mattia Colella (2 ore 40’06”) che ha ormai in mano la vittoria del circuito Tour Trail Valle d’Aosta.


Anche Bruno Brunod e Francesca Canepa al Grivola Trail

La prima edizione del Grivola trail, in programma sabato 29 settembre, sta riscontrando grande curiosità da parte dei trailer. A poche ore dalla chiusura delle iscrizioni online sono quasi 350 i concorrenti che hanno richiesto un pettorale per una delle tre prove. Numeri che potrebbero aumentare e che vengono considerati già più che positivi dagli organizzatori della gara che si snoderà internamente sui sentieri del comune di Aymavilles.
Questa manifestazione, ideata dalla guida alpina Abele Blanc, è nata proprio con l’intento di far scoprire e valorizzare l’intero territorio poco distante da Aosta. Aymavilles, Pont D’Ael, Ozein, zone ricche di bellezze naturali, siti culturali e vigneti, arricchite dagli spettacolari colori dei paesaggi autunnali. Abele Blanc ha disegnato i tre percorsi con il cuore di chi fin da bambino ha vissuto questi luoghi.
Sono in programma due prove competitive con oltre 250 iscritti e una passeggiata enogastronomica che ha circa 100 adesioni. La 35 chilometri (3.000 metri di dislivello positivo) partirà da Aymavilles alle 8 di mattina e si snoderà lungo un percorso che prevede due salite, la seconda con un dislivello positivo di circa 2.000 metri. Dopo aver saltato gran parte della stagione per portare avanti il lavoro, tornerà a correre la leggenda Bruno Brunod, così come sarà presente il figlio Mathieu. Al maschile pettorale anche per Diego Vuillermoz e Marco Béthaz.
Nella gara femminile figura il prestigioso nome di Francesca Canepa, prima italiana in grado di vincere l’Ultra Trail du Mont Blanc. Al via anche Nilda Blanc, Alida Foudon, Sonia Glarey e Federica Fazari, attuale leader del Tour Trail della Valle d’Aosta.
Alle 9 partirà invece la 25 chilometri, gara con un’altissima partecipazione femminile e con l’alpina Gloriana Pellissier che parte da favorita, davanti a Claudia Titolo e Katia Perratone. Nella prova maschile ci saranno invece Giancarlo Annovazzi del Mello’s Team - main sponsor del Grivola trail - e il giovane podista Thierry Brunier.
Alle 9,30 scatterà la passeggiata enogastronomica non competitiva che porterà i partecipanti alla scoperta del territorio. Iniziativa gratuita che ha già riscontrato ampio successo con un centinaio di richieste arrivate al comitato organizzatore. Sette chilometri di percorso con degustazione delle specialità locali alla Cave des Onze Communes.
Il quartier generale è nel cuore di Aymavilles: venerdì dalle 15 alle 18 (zona scuole) è possibile ritirare i pettorali, briefing alle 18. Gli ultimi pettorali potranno essere ritirati sabato dalle 6 di mattina, poi ultimi briefing 15 minuti prima di ogni partenza. Premiazioni nel pomeriggio. La gara fa parte del Tour Trail della Valle d’Aosta, entrambi i percorsi porteranno punti.


Sabato in FISI la prima riunione della Commissione di sci-alpinismo

Sabato ci sarà in FISI la prima riunione della Commissione di sci-alpinismo, presieduta da Marco Mosso: presenti tutti i responsabili dei comitati regionali e la direzione agonistica al completo. Tra gli argomenti all’ordine del giorni ovviamente i calendari nazionali della prossima stagione. Il dt Stefano Bendetti chiederà le date per fissare i campionati italiani e la prove di Coppa Italia perché siano funzionali rispetto agli impegni della Nazionale e alla Coppa del Mondo. Ma soprattutto saranno fissate le scadenze per la presentazione delle domande da parte degli organizzatori, e le modalità con il nuovo sistema FisiOnline di CONINET. L’obiettivo (e la speranza, aggiungiamo noi) è quello di avere un calendario pronto con ‘ampio margine’ rispetto al via della stagione agonistica.


La sprint che apre la Coppa del Mondo sul trampolino di Bischofshofen!

Tempo di sopralluoghi in vista della prossima stagione di Coppa del Mondo: il general manager Roberto Cavallo e il delegato tecnico Stafano Mottini hanno fatto visita ai campi gara di Madonna di Campiglio, Disentis e Bischofshofen. Tutto confermato con una novità: la sprint in Austria, nella tappa d’apertura alla Hochkönig Erztrophy, verrà stracciata nella zona del salto di trampolino di Bischofshofen.


In Val Seriana l’italiano di VK

Domenica 30 settembre in alta Val Seriana, a Valgoglio, con partenza dalla Centrale di Aviasco, si terrà lo spettacolare ‘This Is Vertical Race’, valevole per il campionato italiano FISKY. Si tratta di una manifestazione particolarmente attesa su un percorso che è di certo uno dei più verticali del mondo, con i suoi 1000 metri di dislivello per uno sviluppo di 1,8 km. Gli atleti, partiti a 30 secondi l’uno dall’altro, - il primo alle 9 - supereranno dapprima ripide scalinate naturali nel bosco per poi affrontare vertiginosi prati sino a raggiungere località Cazzat. Un vertical così ripido che i partecipanti potranno essere ammessi alla partenza solo se dotati di casco da alpinismo, skialp o bicicletta. Si segnala che per i non iscritti Fisky vi è la possibilità di un tesseramento giornaliero. Seguirà un simpatico appuntamento gastronomico. E’ prevista la possibilità di affidare gli indumenti da elitrasportare all’arrivo. Info su www.sciclubgromo.it.


Due spedizioni in Himalaya per sciare Lhotse e Annapurna

Dopo i successi di Bargiel al K2 e del trio francese Carole Chambert, Tiphaine Duperier e Boris Langenstein al Laila Peak, le vette più alte della terra sono al centro di altri progetti di discese. La prima spedizione prevede di scendere in autunno il Lhotse (8.516 m). A farne parte Hilaree Nelson e Jim Morrison, con loro anche Dutch Simpson, Michael e Nicholas Kalisz. La Nelson nel 2012 ha scalato in 24 ore Everest e Lhotse e insieme a Morrison, che quest’anno ha sciato in parte l’Everest, ha disceso Denali e Cho Oyu. I russi Anton Pugovkin e Vitaly Lazo si trovano già all’Annapurna (8.091 m) che tenteranno di sciare dopo avere sciato l’anno scorso il Manaslu (8,156 m). Nei loro progetti anche Nanga Parbat (2019), Everest (2020) e K2 (2020).


La francese Liv Sansoz scala tutti i 4.000 delle Alpi

She did it. La francese Liv Sansoz ha portato a termine a metà settembre il suo progetto di scalare tutte le 82 vette di 4.000 metri delle Alpi. Un progetto che si è chiuso con la salita dell’Aiguille Blanche de Peuterey (4.112 m) e del Grand Pilier d’Angle (4.243 m), nel gruppo del Monte Bianco, in compagnia dello svizzero Roger Schaeli, e con un volo in parapendio dalla vetta. L’idea di salire tutti i 4.000 era venuta a Liv dopo che nel 2015 Ueli Steck aveva portato a termine l’impresa in 62 giorni. Liv si era data 12 mesi e a marzo 2017 era partita forte: 21 cime in tre settimane in compagnia di Colin Haley. Poi alla numero 38, Aletschorn, un infortunio con relativo congelamento e uno stop che l’aveva portata a -6 vette nei 12 mesi. Per le salite e discese non è stato utilizzato alcun mezzo meccanico: solo alpinismo, sci e parapendio.


Federico Nicolini e Giuliana Gionghi a segno alla SkyGhez

C’è la firma di Federico Nicolini e dell’atleta di casa Giuliana Gionghi sulla seconda edizione della SkyGhez, la skyrace che ha chiuso il trittico del Comano Mountain Circuit.
Il forcing decisivo nel tratto più duro della salita che conduce ai 2714 metri di cima Ghez, poi Nicolini si è presentato sul traguardo di San Lorenzo in Banale in solitaria, vittorioso con tanto di nuovo record della gara. Il forte skialper del Team Scarpa, che correva a due passi da casa e conosceva dunque le insidie del percorso, ha fermato il cronometro sul tempo di 2h28’31”, di 7 minuti più basso rispetto a quello fatto segnare lo scorso anno dall’allora vincitore Gil Pintarelli (2h35’32”), impossibilitato a difendere il titolo in quanto vittima di un incidente in bici in settimana.
Anche il secondo e il terzo classificato, Andrea Debiasi (Team Crazy Idea) e Christian Modena (Mud and Snow) sono riusciti a chiudere sotto il precedente primato della gara, secondo e terzo all’arrivo dopo un bel testa a testa con un distacco rispettivamente di 2’57” e 4’01” dal vincitore.
Nella gara femminile, invece, Giuliana Gionghi è stata profeta in patria, impostando una gara regolare. La Gionghi, che è proprio di San Lorenzo in Banale, si è regalata la gioia di alzare le braccia al cielo nella gara di casa, lei che in stagione era già riuscita a centrare il bersaglio grosso alla Comano Ursus Extreme Trail, la seconda delle tre prove del Comano Mountain Circuit, senza dimenticare l’argento (alle spalle di Corinna Ghirardi) conquistato alla Valandro Vertical Race, la manifestazione che ha aperto il circuito nel giugno scorso.
La vincitrice ha chiuso in 3h17’56” e ha preceduto all’arrivo la grande favorita della vigilia, la portacolori del Team La Sportiva Paola Gelpi, tradita da un errore di percorso in discesa mentre era lanciata verso la vittoria. Per lei è arrivato un comunque positivo secondo posto (3h25’40”), con la lombarda Flora Morandi (Trail Running Brescia) a completare il podio in rosa (3h44’09” il suo tempo).


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