Situazione neve?
La perturbazione di oggi porterà neve, ma il tempo da giovedì sarà bello
A quota 2520 metri sulle pendici del Monte Vallecetta sopra Bormio, nei giorni scorsi ha nevicato e i cannoni della neve sono entrati già in funzione. A Santa Caterina a 1730 metri ha nevicato non molto per la verità, ma i cannoni stanno sparando.
All'Est il tempo è perturbato, ma le precipitazioni nevose, previste anche abbondanti, saranno sopra i 2000/2100 metri.
In Valle d'Aosta oggi il limite della neve dovrebbe essere più basso, intorno ai 1500/1600 metri di quota.
Da Mercoledì sera la perturbazione lascerà le Alpi, all'Est l'Arpav di Arabba ha previsto «A fine evento, tra martedì e mercoledì, potranno verificarsi cumulati di pioggia di 80/120 mm/48h, con punte anche superiori ai 150/180 mm sui settori prealpini più piovosi; la neve cadrà abbondante solo oltre i 2300/2500 m con cumulati anche prossimi ai 70/90 cm.»
Invece a Fuerte Ventura, dove mi trovo, il cielo è sereno, la temperatura è intorno ai 26°, il vento sta salendo anche se le condizioni per uscire in mare (windsurf o kite) saranno ottimali da giovedì. Qui di ghiacciato c'è solo la birra! Take it easy!
Romano e Nives ripartono per l'Himalaya
La partenza più bella, quella della vita
Nevica a Tarvisio quando oggi raggiungo telefonicamente Romano Bennet, il forte alpinista Tarvisiano con all'attivo undici Ottomila. Scambiamo alcune parole e gli auguri di rito, come sempre in queste occasioni, ma si capisce dalle sue parole che questa partenza è la più speciale. Come tutti sappiamo Romano è stato costretto ad abbandonare l'attività alpinistica, condotta sempre in coppia con Nives, in quanto colpito da una rara malattia che ne ha messo in pericolo la vita.
L'argomento è delicato, ma Romano non esita un momento nel dirmi senza
timori, che ora rivive grazie ad un anonimo ragazzo ventenne Tedesco che ha
avuto il meraviglioso spirito altruistico di essere donatore di midollo osseo. Ora Romano dovrà capire come reagirà il suo corpo alla quota avendo un nuovo patrimonio genetico dentro sè. Nelle sue parole non ci sono ambizioni e aspettative, ma solo una forte motivazione di tornare alla vita nella dimensione a lui più cara. L'obbiettivo di per sè esiste, è il Mera Peak un 6.500 in Nepal, situato in una valle parallela a quella del Kumbu. La vetta non è difficile, ma il trekking prevede un complicato passaggio per l'Ampulaki Pass sul Lotze. Con Nives e Romano ci saranno anche quattro amici, fra i quali alcuni dei medici che lo hanno seguito nel corso della malattia. In bocca al lupo Romano da tutta la redazione di Skialper.
Rubrica tecnica con Fabio Meraldi
Realizzati alcuni servizi per la rivista Ski-alper nel cuore dello Stelvio
Sarà ancora Fabio Meraldi a curare la rubrica di tecnica dello scialpinismo per Ski-alper: a margine dei test degli sci, in un contesto glaciale di incredibile bellezza, siamo riusciti a ritagliarci una mattinata per effettuare riprese video e foto con Fabio. Argomento: l'utilizzo delle pelli e la progressione in sicurezza, coltelli o non coltelli, la calata del compagno e altri interessanti suggerimenti che l'esperta guida ha messo a disposizione, come sempre, dei lettori.
L'ambiente è stato quello che dalla bocchetta in cima ai Geister si affaccia sulla ovest dell'Ortles. Una giornata splendida, radiosa: pochi metri e i rumori delle piste e dei tracciati sono già lontani. Una discesa sull'invitante e ripido pendio che precipità sul ghiacciaio sottostante, poi la salita con tutti gli accorgimenti che il terreno a 40° richiede. Io e Fabio come ai vecchi tempi quando in un anno o due mi ha permesso di bruciare le tappe in questa disciplina e acquisire le nozioni di tecnica più moderne ed efficaci. E rieccoci qui a scherzare mentre risaliamo il pendio scattando foto e riprendendo particolari. Idalba appollaiata contro le rocce ci aspetta anche lei con la macchina fotografica. L'insidia è quella dei crepacci ma come al solito Fabio elargisce quel suo «tranquillo!» che si passa, il buco è piccolo, dopo averlo sondato con i bastoncini.
Poi tocca ad Idalba farsi calare per le riprese di sicurezza con corda e ancoraggio…
E intanto mi viene da pensare: difficilmente, se non avessi incontrato Fabio Meraldi, sarei stato in grado di progettare una rivista come Fondo Ski-alp prima e Ski-alper poi…
Neve e valanghe, incontro con l'esperto svizzero
Sabato 1 ottobre un'interessante conferenza a Bergamo
Il Soccorso Alpino Speleologico Lombardo e il Servizio Valanghe Italiano del CAI, all’interno della fiera 'Alta Quota 2011', organizzeranno sabato 1 ottobre una conferenza del Dr. Hansueli Rhyner, guida alpina e ricercatore presso il prestigioso Istituto per lo studio della neve e valanghe di Davos. Il centro svizzero ha pubblicato 'Attenzione Valanghe ediz. 2009'.
La conferenza si svolgerà dalle ore 9 nella sala congressi dell’Ente Fiera Promoberg a Bergamo.
Le conoscenze sui principali fattori che determinavano il distaccamento di una valanga non sono cambiate negli ultimi anni. Da trent’anni ogni decisione proveniva dalla valutazione della prova empirica del blocco di slittamento e dal calcolo del rischio in base al grado di pericolo, alle caratteristiche del terreno e al comportamento umano. Ora ci si concentrerà sui fattori chiave, ad esempio un riconoscimento del modello/schema giocherà un importante ruolo nel considerare quale sia il problema principale. Alcuni suggerimenti sulle decisioni da intraprendere saranno illustrati nella conferenza tenendo anche in considerazione i differenti possibili comportamenti umani.
Un'occasione unica per approfondire l'argomento valanghe con un esperto dell'SLF di Davos, il primo centro mondiale per le ricerche nivologiche.
HANSUELI RYNER – Il Dr. Rhyner, Guida Alpina e Maestro di sci, lavora dal 1996 presso l’Istituto SLF di Davos dove nel corso degli anni ha preso parte a differenti programmi dedicati alla prevenzione e sicurezza; sino al 2005 è stato coordinatore del gruppo centrale deputato allo studio di questi programmi, in particolare ai progetti inerenti la protezione da valanghe sportive (sino al 2009). Attualmente è a capo del team che si occupa di applicazioni industriali negli sport della neve, preparazione delle nevi artificiali, preparazione dei fondi di pista da discesa, studio delle caratteristiche di scivolamento delle solette da sci, tests aerodinamici in wind tunnel. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni in materia.
European Outdoor Film Tour
L'evento, sponsorizzato da Gore-Tex e Mammut, dal 27 ottobre in Italia
Arrampicata, sci, mountain biking e molto altro ancora, in una selezione dei migliori documentari e film outdoor internazionali, che vengono riproposti in un unico lungometraggio della durata di circa 120 minuti, che sarà presentato in otto Paesi europei dall’Olanda all’Italia, passando per la Germania, la Francia, l’Austria, il Belgio, la Svizzera e il Lussemburgo. Questo è l'European Outdoor Film Tour, il più importante evento cinematografico della comunità outdoor europea, sponsorizzato da Gore-Tex e Mammut.
Il tour italiano avrà inizio da Trieste il 27 ottobre e si concluderà l’8 novembre a Bressanone (BZ), per un totale di undici appuntamenti.
Ecco l’elenco delle città italiane toccate dall’E.O.F.T.:
27 ottobre – Trieste, Cinema Ambasciatori
28 ottobre – Udine, Auditorium Zanon
29 ottobre – Pordenone, Auditorium Don Bosco
1 novembre – Paese (TV), Cinema Multisala Manzoni
2 novembre – Torino, Galleria Arte Moderna
3 novembre – Brescia, Auditorium Balestrieri
4 novembre – Trento, Cinema Nuovo Roma
5 novembre – Bolzano, Auditorium Joseph Haydn
6 novembre – Brunico (BZ), Casa Michael Pacher
7 novembre – Merano (BZ), KIMM
8 novembre – Bressanone (BZ), Forum
In questa edizione 11.12, saranno la passione per l’avventura e lo sport estremo a tenere incollati allo schermo gli occhi degli spettatori: spedizioni glaciali, arrampicate vertiginose, equilibristi sospesi, mountain biking piroettante e freeski spericolato. Per un’avventura estremamente sportiva.
È possibile acquistare i biglietti in prevendita (euro 12) presso i negozi SPORTLER e SPORTLAND, oppure la sera della proiezione (euro 14).
Ulteriori informazioni al sito www.eoft.eu
Prowinter goes ski-touring
Lo scialpinismo avrà una fiera tutta sua
Ieri ad Affi si è tenuto in importante meeting promosso da Prowinter di Bolzano, la nota fiera rivolta agli sports invernali, che ha svelato il suo ambizioso progetto. Prowinter punterà forte sullo scialpinismo, volendo diventare il contenitore di una disciplina sportiva che sta vivendo un vero e proprio boom. E lo farà a 360° rivolgendosi non solo agli operatori di mercato, ma coinvolgendo enti, associazioni, istituzioni e atleti, con l'obiettivo dichiarato di diventare l'unico polo informativo e promozionale di questa disciplina. E per iniziare ha allacciato tutta una serie di partnership a partire da Ismf e Fisi, passando per manifestazioni come Dolomiti Sotto le Stelle, ed annunciando la nascita di un proprio circuito la Prowinter Cup. Ieri ci si è confrontati, una tavola rotonda presieduta direttamente dal direttore di Fiera Bolzano, il Dott. Marsoner, a testimoniare che il progetto è di quelli importanti, che ci si crede e che l'obiettivo comune è quello di dare opportunità allo scialpinismo. Questo è un ulteriore passo importante per il nostro sport, il tassello di un puzzle che inizia a comporsi e che svela enormi potenzialità. Nei prossimi mesi saranno annunciate nel dettaglio le iniziative ed i grandi eventi, intanto save the date: venerdì 20 aprile 2012 tutti in fiera a Prowinter a Bolzano.
Le vie più belle delle Dolomiti
Alessandro Beber, con l'aiuto di Millet, alla scoperta delle scalate top
Un tour itinerante da maggio a settembre alla scoperta di alcune delle vie che hanno fatto la storia dell'arrampicata nelle Dolomiti insieme ai loro protagonisti. Un compito non facile, anzi, difficilissimo, al quale Alessandro Beber si è dato tutto l'estate, sponsorizzato da Millet che gli ha fornito tutta l’attrezzatura necessaria per questa impresa: abbigliamento, zaini, scarpe e corde.
La selezione degli itinerari in programma è stata fatta privilegiando in parte percorsi meno noti, in maniera da 'riportare alla luce' alcuni capolavori semi-dimenticati, spaziando dal Gruppo di Brenta al Catinaccio, dalle Pale di S. Martino al Gruppo Sella-Pordoi, fino alla Marmolada, alla ricerca delle pareti con la roccia migliore. L’intento del progetto 'Dolo-mitiche' è stato appunto quello di svelare almeno una piccola parte di questo “tesoro”, promuovendo e valorizzando la storia alpinistica delle Dolomiti.
Nel video la via 'Innocenti evasioni'.
La morte di Bonatti: un grande senso di vuoto
Il ricordo di Enrico Marta
Sono certo che la notizia della morte di Walter Bonatti sia stata letta e riletta più volte per essere certi di aver letto giusto: soprattutto da parte degli ultrasessantenni che in Bonatti hanno visto il mito, la musa ispiratrice, che li ha spinti ad avvicinarsi all'alpinismo sin da ragazzi.
«Fortunati quegli uomini che per sentirsi tali non hanno bisogno di sottoporsi a queste prove…» Suonava più o meno così la frase contenuta in uno dei suoi libri dove si narra di quelle avventure incredibili in parete dalle quali Bonatti è sempre uscito indenne mentre altri forti alpinisti hanno perso la vita. Di qui si è rafforzata in tutti noi l'idea che lui fosse invincibile e, soprattutto, immortale. Un volto che trasmetteva un senso di forza, di essenzialità, che nonostante la grande fama non ha invaso i media lasciando che un'aura mitica lo avvolgesse. E così noi adolescenti nel sessanta ci siamo avvicinati all'alpinismo cercando di emularlo: lo zaino era blu come il suo, gli scarponi erano degli Alta Quota Bonatti - eravamo in piena era Vibram - i pantaloni al ginocchio avevano una foggia particolare, più snella rispetto ai modelli precedenti, l'autoassicurazione si faceva anche con il cordino del martello - lo aveva ammesso lui raccontando una delle memorabili imprese - cimentandoci su vie per noi severe e ormai superate dal miglioramento delle attrezzature e delle tecniche. E adesso il mito se ne è andato, così, all'improvviso, lasciando un vuoto incolmabile.
Addio Bonatti, romantico della montagna
Si è spento ieri a Roma il grande alpinista ed esploratore
Si è spento Ieri a Roma, a causa di una malattia, Walter Bonatti. Aveva 81 anni. La montagna ancora una volta piange un suo grande amico che le ha dedicato l’intera vita, a scoprirla, a conoscerla e ad amarla. Amarla senza nessun tipo di filtro, senza nessun apparente motivo se non quello, il più semplice di tutti, che per Walter Bonatti la montagna era una parte integrante della sua vita. Se dicono che il corpo umano è composto dal 70% d’acqua, quello di Bonatti è montagna al 100%. La passione per la scoperta, il gusto della conquista ne hanno da sempre caratterizzato l’esistenza. Nato a Bergamo nel 1930, Bonatti è stato uno dei più grandi alpinisti, arrampicando e narrando di scalate epiche e di avventure sparse per il mondo, dalle Ande al Karakorum.
Uno degli ultimi romantici della montagna, un sognatore che ha dovuto attaccare e difendersi dai fatti inerenti alla conquista del K2 nel 1954 con Lino Lacedelli e Achille Compagnoni.
Adesso sarebbe bello immaginarseli tutti e tre che guardano il K2 dall’alto, in silenzio, con gli occhi carichi di luce nel vedere la loro cima da punto d’osservazione diverso. Tutti e tre con un leggero sorriso sornione e divertito mentre pensano a quante parole, anche in questa occasione, saranno scritte per raccontare le loro gesta.
Kaltenbrunner su tutti gli 8.000 senza ossigeno
L'ultima conquista è il K2 con ai piedi Lowa Expedition 8000
È un successo importante quello di Gerlinde Kaltenbrunner che martedì 23 agosto alle ore 6.18 ora locale ha conquistato la vetta del K2 (8.611 metri), nella catena del Karakorum, insieme ai compagni di salita, i kazaki Vassily Pivtsov e Maxhut Zhumayev, e il polacco Darek Zalusski, diventando così la prima donna al mondo a conquistare tutti gli 8.000 senza l’uso di ossigeno artificiale.
E per Lowa quello di Gerlinde è un successo doppio, perché Gerlinde Kaltenbrunner è un’importante testimonial del marchio tedesco e ai suoi piedi, sulla vetta del K2, durante questa spedizione come in tutte quelle precedenti, c’era il modello Expedition 8000: una calzatura appositamente progettata per le condizioni estreme delle altissime quote, il modello con il quale Ralf Dujmovits, il marito di Gerlinde, è diventato il primo scalatore tedesco a scalare tutte le vette dei quattordici 8000. Dopo quello del 2007, e i due del 2009, quello di Gerlinde era il quarto tentativo di conquistare questa cima: durante l’ultima spedizione, giusto un anno fa, aveva perso la vita l’alpinista svedese Fredrik Ericsson che con lei stava tentando l’attacco alla cima.
Questa volta invece il successo: Gerlinde e compagni hanno scelo la difficile parete Nord; i quattro sono partiti all’una della notte di martedì dal bivacco a 8.300 metri ma ben presto hanno dovuto fare ritorno in tenda a causa del freddo. L’attacco decisivo alla vetta è scattato più tardi, alle 7.30. Dopo aver attraversato un canalone con la neve alta (il couloir giapponese), sono giunti sulla cresta sommitale e quindi sulla vetta.
Kilian 'scala' Times Square
Un simpatico video di Jornet Burgada a New York
Impegnato a correre anche sulle rampe dei grattacieli di New York. Ecco Kilian Jornet Burgada nel cuore di Manhattan, a Times Square. Naturalmente si tratta di un video pubblicitario proiettato nel cuore tecnologico della Grande Mela, ma l'effetto è simpatico...
Super trekking dei poveri
Incredibile e forse vero: scoperto un insediamento salasso
Sabato, durante un tentativo di super trekking fra Val Soana e Valchiusella, - in realtà avremmo dovuto, Idalba ed io, percorrere le 15 cime che dalla Quinzeina, la prima montagna sul Canavese, vanno fino al Monte Marzo sopra Piamprato - con tanto di tendina da bivacco al seguito, siamo stati dirottati a causa della nebbia in una valle laterale molto poco frequentata dove per puro caso ci siamo ritrovati in un sito molto simile a quelli visitati e descritti in Valle d'Aosta.
Non c'era alcun dubbio che il popolo Salasso fosse insediato fra Canavese e Valle d'Aosta ma sino ad ora solo in valle erano stati scoperti e catalogati dei veri e propri insediamenti che noi abbiamo descritto sul numero 76 di Ski-alper dopo averli visitati sia in estate che in inverno con gli sci.
Come abbiamo detto, sabato, in una zona completamente fuori dal mondo e dai sentieri battuti, ci siamo ritrovati su un terrazzamento sopra i 2000 metri in cui erano visibili tracce di basamenti di abitazioni del tutto simili a quelli da noi visitate sul Tantané e al Col Pierrey. Stessa tipologia costruttiva, stessa disposizione su un ripiano a metà pendio con ampia veduta sulla Val Soana e su altre montagne sulle quali da anni raccogliamo documentazione in materia.
Ovviamente non abbiamo la certezza che si tratti veramente di un antico insediamento salasso ma se lo paragoniamo ai siti della Valle d'Aosta possiamo quasi esserne certi, fatti ovviamente altri approfonditi sopralluoghi...












