Insolita Grignetta
Su Skialper in edicola la discesa sul versante est della vetta lombarda
La Grignetta è la montagna simbolo dell’alpinismo lecchese. I suoi scoscesi versanti e la sue infinità di guglie appuntite sono state la palestra per alcuni dei più noti alpinisti di fama internazionale, ma pochi la conoscono in chiave sciistica, soprattutto la selvaggia la parete est. Un versante caratterizzato da un labirinto di canali mozzafiato che precipita e si conclude nella sottostante Val Gerone, dove passa la molto conosciuta e frequentata ‘Traversata Bassa delle Grigne’. Questi canali sono frequentati in veste invernali da pochissimi alpinisti a causa di un lungo avvicinamento a fronte di basse difficoltà tecniche in salita. Su Skialper di ottobre-novembre Gerri Terraneo ha sciato per noi questo versante.
800 METRI - L’immenso versante misura circa 800 metri di dislivello. «Da lontano abbiamo notato la presenza, anche se non chiara, di qualche salto di roccia e così, armati fino ai denti, risaliamo i pendii ormai in versione estiva che costeggiano il torrione Fiorelli e raggiungiamo la famosa cresta Sinigaglia - scrive Terraneo - . Siamo solo noi tre con i nostri zaini pesanti; sci, scarponi e piccozze sono riposti su di essi e saliamo veloci con le scarpe da avvicinamento fino a quasi il terzo Magnaghi. Solo un po’ prima la presenza di qualche lingua di neve gelata ci fa desistere e indossare scarponi da sci e ramponi». Dalla vetta si scende su un versante soleggiato e per nulla angusto, a dispetto dell’impressione guardandolo da lontano, con le pendenze che non superano i 40° salvo in qualche tratto. A circa tre quarti di discesa un saltino di sei metri obbliga a fare una breve doppia su un arbusto e altri due passaggi privi ormai di neve a togliere gli sci e disarrampicare per qualche metro. L’esposizione è a est, con tutte le problematiche classiche di versanti con questo orientamento. Vivamente sconsigliata in giornate troppo calde e dopo abbondanti nevicate, è una discesa diversa e di soddisfazione a patto di calcolare bene i tempi di andata e ritorno…Tutti i dettagli su Skialper numero 102...
GIA’ DISPONIBILE SU APP - Skialper di ottobre-novembre è già disponibile nelle migliori edicole. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!.
A questo link una presentazione completa di Skialper 102 di ottobre-novembre.
Il video di presentazione della Buyer's Guide 2016
In settimana nelle edicole il numero speciale dedicato ai test materiali
L’attesa per gli appassionati è finita. Proprio in questi giorni, infatti, è in distribuzione nelle edicole la Buyer’s Guide 2016 il numero speciale di Skialper dedicato ai test materiali. Per chi preferisce leggerlo su smartphone o tablet, è già disponibile nello store della app di Skialper.
Un numero davvero speciale, se consideriamo che è di oltre 350 pagine, con un quantitativo di prodotti testati unico nel proprio genere.
La grande novità, poi, è la doppia lingua: tutti i testi hanno traduzione a fronte in inglese per consentire una diffusione su scala internazionale di questo prodotto.
QUATTRO CATEGORIE - Sci e scarponi sono stati suddivisi in quattro categorie, secondo la ‘tabella Skialper’ che tiene conto di peso e geometria dei prodotti. Scialpinismo gara, scialpinismo classico, scialpinismo moderno e scialpinismo freeride. Ovvero quattro modi diversi di dire scialpinismo, con il minimo comune denominatore della funzionalità in salita.
Il mercato quest’anno offre una varietà di materiali come mai si era visto finora ed è stato difficile, divertente e affascinante scoprirli uno ad uno, conoscerli, valutarli ed infine recensirli.
ATTACCHI AL MICROSCOPIO - Qual è lo stato dell’arte degli attacchini a pin? Abbiamo messo a dura prova i migliori modelli, valutando anche lo sgancio anteriore e posteriore di ognuno. Un lavoro mai visto in questo settore, con prodotti ATK, Dynafit, Plum, Ski Trab, Marker e G3 a diretto confronto.
NOVITA’ SPLITBOARD - La nuova edizione della Guida ospita anche il primo test italiano delle tavole splitboard. Tutti i migliori modelli testati in salita e discesa da un team di primissimo piano.
DA NON PERDERE - Vi accompagneremo nel corso del mese con approfondimenti, video tutorial e immagini backstage. L’importante è che non farvi sfuggire la vostra copia della Buyer’s Guide: utile per gli acquisti, fondamentale per capire in che direzione sta andando l’attrezzatura da montagna.
DOVE TROVARE LA BUYER'S GUIDE - Nelle migliori edicole, nelle consuete rivendite in cui è disponibile Skialper. Importante: trattandosi di un numero speciale non è incluso nell’abbonamento, per cui gli abbonati lo dovranno acquistare in edicola. Entro la fine della settimana sarà anche disponibile il nuovo shop on-line di Skialper con la possibilità di acquistare la copia della Buyer’s Guide e riceverla direttamente a casa.
Corsa in inverno, quando il gioco si fa duro
Su Skialper in edicola tutti i consigli per correre nella stagione fredda
Pioggia, neve, vento gelido, giornate corte e buie. Per correre d’inverno bisogna proprio amare lo sport e la vita all’aria aperta. Eppure le temperature basse sono più favorevoli alla corsa di quelle calde estive, a patto che non siano troppo rigide. Se è vero che l’uomo, a differenza degli animali, sembra essere stato creato apposta per correre perché non ha il pelo e quindi può fare fuoriuscire il sudore e coprire lunghe distanze, è anche vero che le migliori prestazioni gli atleti top le ottengono proprio ‘a freddo’. Basti pensare, per esempio, al record di Urban Zemmer nel vertical di Fully 2014, primo uomo a scendere sotto il muro dei 30 minuti grazie anche a temperature più fresche degli anni precedenti. Senza dimenticare che la corsa, soprattutto nei mesi autunnali di transizione, può essere, in certe situazioni, un buon ponte verso le gite scialpinistiche. Per runner irrinunciabili ma anche skialper, dunque, una corsetta fuori stagione è un must per tenersi in forma e la suggestione del paesaggio alpino autunnale e invernale, unita a quell’aria frizzante e al cielo terso, sono un invito a mettere le scarpe da running. E se piove o nevica? Niente paura, i materiali moderni consentono di mettere il naso fuori di casa e bruciare calorie con qualsiasi tempo. L’importante è seguire alcune regole e soprattutto usare sempre la testa e sapere valutare potenziali situazioni di pericolo. Per intenderci: va bene andare a fare la corsetta nel bosco dietro casa, magari rimandiamo il lungo in quota a giornate più propizie… Su Skialper di ottobre-novembre un ampio servizio dedicato all’argomento, con consigli dei pro, del medico, dell’alimentarista, scarpe e abbigliamento dei migliori marchi… e tanto altro. Il tutto illustrato dalle spelndide foto di Federico Ravassard.
MOTORE ALLENATO - La prima implicazione del correre con temperature più fresche è che un motore con una migliore cilindrata (leggi con una maggiore capacità di consumo di ossigeno) produce subito più calore. Per intenderci: un atleta ben allenato e con buone capacità aerobiche soffrirà meno il freddo e farà dunque meno fatica a gettarsi nel gelo, magari con abbigliamento relativamente leggero. Al contrario, un atleta allenato e con la quantità di massa grassa al minimo, fattore determinante (in positivo) nei mesi estivi, in inverno avrà qualche probabilità in più di ammalarsi, sarà meno protetto dal raffreddori e virus influenzali.
LAYER SYSTEM - Oggi va di moda parlare di layer, ma non è altro che ‘vestirsi a strati’. Per correre in inverno in montagna o in collina la cosa migliore è utilizzare diversi strati in funzione della temperatura e dell’intensità dell’attività. L’abbigliamento è sicuramente la più importante delle variabili. Bisogna inoltre considerare che spesso si tende a coprirsi troppo e dopo pochi minuti di corsa si tenderà comunque a sudare.
SCALDARSI PRIMA DI USCIRE - Se possibile, sarebbe ideale eseguire alcuni esercizi di mobilizzazione in ambiente ancora mite (nel garage di casa prima di uscire!), alcune andature in modo non troppo veloce o qualche minuto di salto con la corda. Se per qualche motivo ciò non fosse possibile, è necessario prevedere alcuni minuti all’inizio della seduta di corsa, a velocità ridotta, in modo di avere tempo di riscaldare il corpo prima che gli venga chiesto di iniziare la performance».
LA REGOLA DELLE 3 ORE - Lascia passare sempre almeno tre ore dopo un pasto principale prima di fare allenamento: l'organismo è meno resistente al freddo durante la digestione. Se la pausa pranzo è l'unico momento libero, fai uno spuntino a base di carboidrati complessi prima della corsa (un po’ di pasta, pane…) e mangia proteine, frutta e verdura dopo l'allenamento…
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Prime curve a Bormio
Su Skialper gli itinerari easy consigliati da Martinelli & Pedranzini
«Ma come? Con tutto quel ben di Dio di montagne tutt’attorno vi parliamo del Vallecetta solcato dalle piste? Non di solo ‘fuori’ vive l’uomo, specialmente nelle stagioni poco nevose» comincia così l’articolo della seria ‘Alta Via’ di Guido Valota sul numero di ottobre-novembre di Skialper. Negli altri servizi con sci Ski Trab abbiamo descritto itinerari piuttosto facili in montagna aperta. In questo presentiamo alcune belle salite facili, anzi facilissime, almeno parzialmente a quote basse e addirittura segnalate tra boschi, prati, sentieri e tratturi. Si può salire su pochi centimetri di neve, alle prime nevicate stagionali, senza neppure sospettare che esistano piste da sci sullo stesso versante, raggiungerle dalla parte opposta, e poi godersi un tranquillo ritorno a valle su abbondante neve programmata e ben pettinata. Cosa c’è di meglio per chi inizia, oppure invece per chi la sa già lunga ma incappa nella giornata di nebbia o di neve? Noi siamo selti seguendo due grandi dame dello skialp, Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini.
DA OGA A SAN COLOMBANO - Probabilmente è l’itinerario più percorso in Alta Valtellina e anche quello che meglio si presta a imparare da zero la risalita con gli sci e le pelli di foca. Si sviluppa quasi completamente sulla strada forestale che d’estate porta dalla località Forte di Oga alla Malga San Colombano. Esposto a sud, al sole quasi tutto il giorno, può essere affrontato fin dalle prime ore della mattina e resta riparato rispetto al vento dai boschi di larice e di pino cembro.
TOUR DE TROSC - Dalla piana dell’Alute di Bormio, nelle vicinanze della stalla Pedrini, facilmente raggiungibile dai parcheggi della cabinovia, fino alla baita Lecia su facile strada innevata; oppure a Bormio 2000 o alla pista Bimbi al Sole che scende dal Cimino. A questa quota c’è la linea del bosco: fin qui si viaggia bene anche in giornate fredde e ventose o con nebbia. Da un paio di stagioni il percorso è segnalato con bandierine dedicate, a cura dell'Unione Sportiva Bormiese e dello Sci Club Alta Valtellina.
E POI… - Da Bormio alla Rocca Est oppure un ultimo tratto per salire fino a Bormio 3.000, fuori dal bosco, Ecco altre alternative, con qualche difficoltà in più, per un inizio di stagione nella Magnifica Contea.
FRANCESCA E ROBERTA - Se volete imparare come si fa lo scialpinismo in team accodatevi a Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini come abbiamo fatto noi per realizzare questi itinerari. Finché ci riuscite, ma potrebbero essere pochi metri. Perché la Franci e la Robi sono due belle ragazze che hanno vinto tutto il possibile in carriera, continuando a divertirsi come quando erano compagne di banco alle elementari. Negli ultimi anni hanno dovuto saltare una stagione a testa per infortunio, prima una e poi l’altra, alternandosi solitarie sui campi di gara, ed era strano vedere l’una muoversi senza l’altra. In coppia sono ancora difficilmente battibili, un meccanismo micidiale che ottimizza ogni situazione e non sbaglia un passo.
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Novita' moda skialp
Le proposte uomo e donna più glamour per un caldo inverno con le pelli
La moda fatta a pezzi. Senza volere fare inorridire Giorgio Armani & co. È questa la rivoluzione del prêt a porter in stile skialper degli ultimi anni. Fatta a pezzi perché cadono due dettami della tradizione sartoriale: linea e colori. Ricordate quelle silhouette così asciutte del ‘pantalon sauteur’, antenato del fuseau? Quelle diete per perdere taglie ed essere sempre asciutti(e) e atletici(e), anche in quota? Osservando i capi da skialp dei principali brand, pur mantenendo le sciancrature che contraddistinguono i capi femminili, e con qualche eccezione, il trend è per tute dal taglio largo e pantaloni ‘big’. E i colori ‘ton sur ton’, gli abbinamenti, tanto impegnativi, soprattutto per il sesso forte, tanto che esistono anche delle app per abbinarli correttamente? Scordatevi il bon ton, va di moda lo spezzato, abbinato anche in modo ‘choc’. Sono questi i due principali trend che emergono dall’ampio servizio moda-skialp pubblicato sul numero di ottobre-novembre di Skialper.
A OGNUNO IL SUO ARMADIO - Tanti consigli pratici su come scegliere il capo giusto, quali caratteristiche guardare, come districarsi nella selva delle colonne d’acqua, come lavare le giacche a vento, ma anche tanti outfit per scegliere il proprio completo preferito. Il servizio fotografico è stato realizzato da Alo Belluscio in una location di sogno: l’Hotellerie de Mascognaz, hotel di charme a quota 1.800 nella valle d’Ayas, in una antico villaggio Walser. Lo styling è di Valeria Gallo.
LE MARCHE - Dynafit, Salewa, Salomon, Norrona, Ferrino, Atomic, Camp, Crazyidea, Scott, Mammu, La Sportiva, Millet, Montura, Vaude, Patagonia e Thule sono i brand di abbigliamento e accessoristica che sono presenti nel servizio fotografico.
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Marino e Lauri, i signori skyrunning
Su Skialper di ottobre passato, presente e futuro della corsa nel cielo
È uscito proprio in questi giorni sul canale Salomon Running Tv di YouTube il nuovo episodio ‘Fast & Light’ (lo potete vedere cliccando sull’immagine sopra) che, attraverso la voce di Marino Giacometti, presidente della International Skyrunning Federation e padre della corsa nel cielo, racconta la storia di questo fantastico sport. Sul numero in edicola di Skialper pubblichiamo un ampio reportage con le stupende foto di Ian Corless che è stato realizzato nel backstage del film. Un appassionante racconto su passato, presente e soprattutto futuro dello skyrunning secondo Giacometti e Lauri Van Houten, direttrice generale della ISF e compagna nella vita di Marino.
BACKSTAGE - Dietro le scene del film ma anche della federazione skyrunning… Scrive Ian Corless: «Dietro le scene si nasconde un lavoro frenetico di telefonate, email, accordi, piani logistici che fanno delle Skyrunner World Series un prodotto che funziona. È uno scenario che ha avuto le sue origini nel lontano 1989 quando Giacometti ha fatto registrare un record di corsa da Alagna alla vetta del Monte Rosa. Sono più di 25 anni di corsa sulle vette, fatti di nomi mitici come Bruno Brunod e Fabio Meraldi, fino ad arrivare a Kilian Jornet».
CASINA - L’articolo è stato realizzato tra Biella, dove c’è la sede della ISF, il Trofeo Kima e La Casina, una casa di montagna a Corteno Golgi, vicino al paese natale di Marino, Sant’Antonio. «Si sviluppa su due piani che sembrano quasi due diverse abitazioni - scrive Corless -. Il primo piano è tutto in legno, una combinazione di rustico/moderno e un piacevolissimo posto per rilassarsi, decisamente influenzato dallo stile di Lauri. Al piano terra invece la casa è rimasta così da sempre e il garage è un piccolo museo dello skyrunning con piccozze, caschi, scarpe, pettorali di gara, vestiti, video e vecchie diapositive. Con tutte queste montagne e questi prati verdi intorno, Marino si trasforma. È a casa sua!». Spettacolari le immagini girate (e le foto) sul Monte Padrio o nei boschi della valle, con Marino Giacometti che per un giorno si è rimesso la maglietta e i pantaloncini per salire di corsa in vetta a una montagna.
FUTURO - «Abbiamo bisogno di espanderci e di crescere, di ampliare l’audience - ha detto Giacometti -. Torneremo alle nostre radici ma guardando avanti: ci piacerebbe organizzare una gara da Cervinia o da Chamonix alla vetta del Monte Bianco, ma non è per tutti! Abbiamo progetti per gare molto emozionanti e tecniche ad alta quota. Il 2012 è stato un importante punto di partenza. Il convegno Less Cloud, More Sky è stato cruciale nello sviluppo dello skyrunning. Quello che è emerso in tutta la sua chiarezza è la voglia dei runner di correre in quota e su percorsi tecnici ed eccoci a seguire i nostri passi per un futuro tutto nuovo».
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Bonnet superstar
Su Skialper di ottobre-novembre un’intervista al giovane runner svizzero
È stato lui stesso a dire che no, non è il nuovo Kilian e per ora ogni paragonare è inappropriato. Però… gli ultimi mesi di Rémi Bonnet, il giovanissimo (classe 1995) skyrunner e skialper svizzero, sono stati da capogiro: vittoria con record abbassato di diversi minuti al K3, doppia vittoria alla The Rut, successo a Hong Kong e doppietta alle finali di Limone. Chi è, un marziano. Prevedendo la parabola ascendente, su Skialper di ottobre-novembre l’abbiamo intervistato… ecco qualche anticipazione.
OBIETTIVO FULLY - «Vorrei migliorare il mio tempo e, perché no, cercare di battere il record se le condizioni sono buone».
INSEGUENDO KILIAN - «Per me è un punto di riferimento. Ha vinto tutte le più belle gare, ma soprattutto perché è una persona che ama la montagna e vive con passione tutti i giorni in montagna». La corsa che vorresti vincere? «Pierra Menta». E le Olimpiadi? «Penso che lo skialp perderebbe il suo spirito ‘montagnard’ se entrasse nelle discipline olimpiche».
25 ORE - «Mi alleno una volta al mattino e una al pomeriggio. Di solito faccio anche bicicletta, ski-roll e arrampicata. Durante la settimana vado da un minimo si 15 a un massimo di 25 ore dedicate alla preparazione. Non faccio troppi programmi per il futuro: preferisco vivere il presente al 100%. E poi vedremo cosa accadrà..».
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Val Varaita, powder autunnale
Su Skialper di ottobre-novembre consigli per le prime sciate nel Cuneese
Un giorno lontano il Diavolo, di passaggio in Val Varaita, volle sfidare Dio al lancio del peso. «Scommetto che non riesci a prendere un pezzo di Pelvo di Chiabrera e lanciarlo giù nella valle». Dio invece, ovviamente, ci riuscì, e l’enorme frammento di roccia da lui scagliato si piantò dritto ai piedi della montagna. Allora il Diavolo, infastidito, volle a sua volta provare: ma la sua roccia, appena toccò terra, si frantumò in mille pezzi dando origine a un enorme ghiaione. Che si trova ancora là, nel bel mezzo dell’alta Val Varaita, e viene chiamato pietraia di Prefiol. Oltre le leggende, la Val Varaita (Cn) può diventare un incredibile parco giochi della powder già in autunno. È quello che racconta Marco Romelli sul numero di Skialper in edicola.
ALLA RICERCA DELLA NEVE - «A novembre, mese in cui normalmente rimettiamo gli sci, la neve scarseggiava. Alla ricerca di un luogo favorevole dove tracciare le prime curve di stagione, abbiamo rilevato su internet un movimento notevole in Val Varaita: là aveva nevicato abbondantemente e le temperature ancora miti avevano favorito la trasformazione del manto, generando una strana condizione primaverile in autunno, molto promettente» scrive Romelli.
La prima tappa autunnale in Val Varaita potrebbe essere il belvedere del Bric Rutund. Le pendici nord occidentali di questa elevazione, riparate dai boschi e dalle pareti circostanti, conservano spesso una splendida polvere. Altra gita dal Rifugio Melezè alla Rocca la Marchisa. Solo una delle tante possibilità offerte da questa magnifica valle a inizio stagione…
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Mezzodì e Sueur: 10 canali da non perdere
Su Skialper di ottobre un anfiteatro di discese mozzafiato
«Alle cime slanciate è quasi sempre associato un nome affascinante ed evocativo, mentre per battezzare quelle tozze, chiatte e sbeccate s’è spesso pescato nella mediocrità». Partendo da questo concetto Andrea Fornelli, su Skialper di ottobre-novembre, presenta una decina di canali sui monti Mezzodì e della Sueur, nomi non certo top, che non hanno nulla da invidiare a discese più blasonate. Una decina di linee per tutte le esposizioni, mai banali, con difficoltà dal BS al 5.1 e dislivelli massimi nell’ordine dei 1.200 metri, a pochi passi da Bardonecchia (To) e meno frequentate delle ‘line’ con nomi altisonanti… A seguire pubblichiamo le schede degli itinerari che, per un errore grafico, non sono state inserite nell’articolo sulla rivista. Due i punti di partenza: il Pian del Colle (frazione di Melezet, Bardonecchia) e il piccolo abitato di Plampinet e immediate vicinanze (Nevache, Vallée de la Clarée - Francia).
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Guglia del Mezzodì m 2.621
Canale E/NE (Spaccacorna) e Canale E
Itinerari caratteristici il cui unico difetto è forse quello di offrire una sezione intrigante relativamente breve rispetto allo sviluppo sciistico. In ogni caso una bella spidocchiata giù per lo Spaccacorna e qualche numero da circo per uscire in cresta lungo il Canale E giustificano ampiamente la giornata. Raccomandabile, soprattutto per lo Spaccacorna, un innevamento abbondante.
Partenza
Partenza da Pian del Colle oppure dall’arrivo dello skilift del Vallon Cros (Melezet). Volendo anche da Plampinet attraverso il Col des Acles, ma la parte alta del lungo Vallon des Acles non è propriamente un paradiso dello sci.
Itinerario
Canale E/NE Spaccacorna. Da Pian del Colle salire per sentiero alla baita Guiaud (1.786 m) e proseguire sul fondo del vallone in direzione del Col des Acles. A quota 2.050 m circa salire tra le ripide conoidi in direzione del canale. La parte bassa monta verso W tortuosa tra le balze (brevi tratti 40/45°). Dopo aver svoltato verso NE su una rampa ed aver superato una strettoia (45°), la pendenza s’abbatte e si entra in pendio aperto (rischio di ‘gonfie’). Raggiungere la dorsale quindi la cima. Discesa per l’itinerario di salita.
Canale E. Proseguire fin nei pressi del Col des Acles (2.212 m), dove il canale appare evidente. Salire l’ampia conoide (35°) puntando al ramo più a destra che, con percorso lineare, esce sulla cresta S a monte della torre Maria Celeste Viano (pendio 40°/45°, uscita delicata con poca neve). Da qui in mezzacosta sul versante SW, per pendio ripido, raggiungere la cima. Discesa per l’itinerari di salita.
Volendo sfruttare gli impianti del Melezet, dalla punta dello skilift del Vallon Cros portarsi in cresta raggiungendo la Punta della Mulattiera (2.466 m). Scendere sull’ampio pendio S/SW verso il Col des Acles e reperire gli itinerari come descritto in precedenza.
Difficoltà
4.2/E2 per il Canale E/NE - 4.1/E2 per il Canale E
Materiale
Piccozza, ramponi e casco
Dislivello e tempo di salita
1.200 m circa, 3h 30’ per entrambe i canali
Rocce della Sueur - m 2.200 circa
Canali della Grotta (di Destra e di Sinistra)
Lo scenario delle enormi grotte e delle guglie sbilenche di roccia ocra tarlata è incredibile, i canali sono larghi il giusto per una sciata fluida, qualche breve sezione tecnica tiene alto il livello delle endorfine, l’approccio è immediato e volendo si portano a casa entrambe le Grotte in un colpo solo!
Partenza
Pian del Colle
Itinerario
Da Pian del Colle attraversare la pista di fondo e puntare alla Comba della Gorgia, risalirne il fondo lungo la mulattiera sulla sinistra orografica (muri di contenimento nel torrente), superare una guglia isolata (Torre Virginia, attacco del Canale della Falce) e raggiungere la base di un evidente canale che sale a destra in direzione W. Rimontarlo (35°) fin sotto una guglia caratteristica sulla sinistra, punto in cui il canale si biforca.
A destra si segue la ripida rampa che dopo un centinaio di metri piega verso N/NW (impennata 50°, attenzione agli accumuli) proseguendo poi lungo una rampa lineare (40/45°) fino alla grotta.
A sinistra si risale un ampio canale fino a che questo si restringe e la pendenza aumenta (45°). Superata la strettoia si prosegue, a seconda delle condizioni, uscendo sui pendii aperti a destra (esposti sulle balze) e puntando dritti alla Grotta, oppure ancora nel canale tagliando un centinaio di metri più in alto. È possibile uscire a sinistra della Grotta raggiungendo, per ripido pendio boscoso, il crinale della Sueur. Discesa per gli itinerari di salita.
Difficoltà
4.2/E2 per il Canale di Destra - 4.1/E2 per il Canale di Sinistra
Materiale
Piccozza, ramponi e casco
Dislivello e tempo di salita
750 m circa, 2h 30’ per entrambi i canali
Rocce della Sueur - 2.655 m
Canali N
La Comba della Gorgia è gagliarda e brevi sessioni di dry-skiing, di wood-skiing o di non-skiing non sono da escludere. Imboccata però la rampa giusta, la faccenda diventa davvero intrigante per ambiente e qualità della sciata. Il canale di sinistra (visto da sotto) è ampio e lineare, quello di destra più sinuoso: attenzione che l’ingresso in cornice, in entrambI i casi, potrebbe risultare non banale. Consigliabili in primavera con neve portante.
Partenza
Pian del Colle
Itinerario
Risalire la Comba della Gorgia fino a quota 1.900 m circa, dove il vallone si restringe (parete di sfasciumi sulla destra). Una breve, ripida conoide a sinistra, dopo un restringimento (> 45°), immette su una lunga rampa ascendente (max 40°) che termina sulla dorsale boscosa. Senza perdere quota, attraversare il bosco e portarsi nel centro del vallone che si sviluppa sulla sinistra, risalendolo fino ad affacciarsi alla comba di fronte ai Canali N (a questo punto si può anche arrivare, con percorso meno eccitante, dalla baita Guiaud). Scendere nella comba, svoltare a sinistra (S) e, su pendio ripido (40°), raggiungere l’ampia sella del Pas des Rousses (2.518 m). Da qui percorrere la dorsale verso W fino all’imbocco del primo canale, oppure proseguire aggirando sul lato francese il torrione roccioso e raggiungere l’imbocco del secondo canale.
Difficoltà
4.1/E2 per entrambe
Materiale
Piccozza, ramponi e casco
Dislivello e Tempo di salita
1.200 m, 3h/3h30’
Cima della Sueur (Sommet du Guiau) - 2.655 m
Canale NW
Il budello NW non si vede ma c’è, eccome! Seicento metri di canale incassato, pochi metri di larghezza, tre cambi d’orientamento e quattro/cinque balze belle dritte rendono la salita entusiasmante e la discesa impegnativa il giusto. Immancabile con neve invernale assestata. Chapeau all’intuito di F. Negri e L. Demaria che per primi lo scesero nel 1989 senza averlo salito!
Partenza
Imbocco della strada per il Colle della Scala (poco prima di Nevache, 1.550 m circa)
Itinerario
Dal parcheggio seguire la strada per il Colle della Scala fino al tornante della Cappella di Notre Dame de Bon Rencontre (1.695 m). Attraversare il bosco in direzione E puntando all’imbocco del canale, che si raggiunge per i ripidi pendii boscosi sulla sinistra orografica delle balze rocciose del torrente. L’imbocco presenta subito una ripida strettoia (50°), seguita da un lungo tratto rettilineo (45°) in direzione E, fino a una decisa piega verso SE. Da qui il canale sale rettilineo intervallato da un paio di rampe (50°) fino a un nuovo cambio di direzione verso E (potrebbero affiorare 5/6 metri di ghiaccio vivo, meglio avere 20 m di corda e materiale per allestire sosta/Abalakov). Oltre quest’ultima rampa il pendio si allarga salendo (40/45°) fino alla spalla a W della punta. Discesa per l’itinerario di salita.
Difficoltà
5.1/E2
Materiale
Piccozza, ramponi e casco (eventuale materiale per una breve calata)
Dislivello e tempo di salita
1.100 m, 3h
Cima della Sueur (Sommet du Guiau) - 2.655 m
Ravin de la Casse
La gran classica della zona: un ripido vallone ampio e regolare chiuso da bellissime pareti calcaree. L’esposizione in pieno SE impone un’attenta scelta del momento: pieno inverno con tempo freddo e neve fresca assestata, oppure primavera con zero termico basso e partenza decisamente mattutina. Il canale è molto ben visibile dal primo tornante verso sinistra scendendo dal Monginevro verso Briancon (piccola area di sosta).
Partenza
Plampinet (1.500 m circa)
Itinerario
Dal paese risalire la mulattiera per gli Chalet des Acles fino a che questa spiana ed entra nel Vallon des Acles. Alla piccola cappella di St. Roch svoltare verso N e risalire l’evidente canalone con pendenze regolari (35°, max 40° in uscita). La Sueur/Guiaiu si può raggiungere, con percorso meno remunerativo, anche dal vallone dell’itinerario successivo.
Difficoltà
3.3/E1
Materiale
Coltelli ed eventualmente piccozza e ramponi
Dislivello e tempo di salita
1.150 m, 3h
Guglia del Mezzodì (Rocher du Barabbas) - 2.621 m
Vallone S/SE
L’itinerario più semplice della selezione ma non per questo sciisticamente minore, valido sia come gita in sé che come approccio ai canali descritti in precedenza. Da praticare in primavera con basse temperature e neve trasformata (attenzione che la parte bassa del vallone è un naturale collettore di slavine portentose).
Partenza
Plampinet (1.500 m circa)
Itinerario
Come per il Ravin de la Casse proseguendo però ancora qualche centinaia di metri fino a incontrare il marcato sentiero che, salendo a mezzacosta, porta al Col des Acles (a sinistra la mulattiera continua per gli Chalet). Seguire il sentiero per circa 500/600 metri fino a incrociare il vallone di salita orientato in pieno S. Inizialmente ampio, si restringe (max 35°) verso quota 2.000 m per riaprirsi poi nuovamente, formando un ampio anfiteatro. Puntare al Pas des Rousses (2.518 m) e, prima di raggiungerlo, piegare a destra (E) tendendosi sotto la dorsale e raggiungendo in breve la cima. Discesa per l’itinerario di salita.
Difficoltà
BS
Materiale
Coltelli
Dislivello e tempo di salita
1.100 m, 3h
Slackline nel castello stregato
Su Skialper di ottobre la storia di un’impresa estrema sugli iceberg
«Tempesta a Tasiilaq vuol dire anche un cambiamento delle correnti, bassa pressione e fiordo chiuso per il troppo ghiaccio trasportato dalla corrente artica verso sud. Due giorni di attesa per noi ‘occidentali’ sembrano una vita. Per gli inuit non sono nulla. In Groenlandia non sono l’orologio e una buona organizzazione a scandire le giornate, bensì il meteo e le condizioni atmosferiche, tutte variabili all’infuori della nostra portata» Scrive così Alice Russolo nell’articolo sul Montura Iceberg Challenge pubblicato su Skialper di ottobre-novembre. Un’avventura nata quasi per scherzo.«Mattia, pensa che figo se andassimo a scalare in Groenlandia». «Sì, ma Fede, a quel punto sarebbe bello scalare un iceberg». «…E farci sopra una slackline! Pensi di riuscirci!?» «Beh….ci proviamo!».
OVERWEIGHT - Tre fotografi, un videomaker, due atleti, un responsabile dei social-media e 230 chili di overweight. Lo scopo del Montura Iceberg Challenge era quello di sbarcare in Groenlandia, cercare un iceberg, quello perfetto, per scalare e tirare una line, una slackline. Facile a dirsi ma difficile a farsi. «Dal primo istante in cui siamo atterrati a Kulusuk, ancora prima di raggiungere la nostra meta finale, Tasiilaq e la Red House, le cose non sono state facili. Cinque chilometri separavano il minuscolo aeroporto e la sua pista sterrata dal paese di Kulusuk dove avremmo preso una piccola barca per poter arrivare nel fiordo di Tasiilaq. Ma questi 5 chilometri da fare rigorosamente a piedi con tutti quei chili di overweight sono stati più distruttivi del previsto. Nessuna slitta per noi… l’estate era appena iniziata e il sentiero, in inverno ricoperto di neve, ora era invece solo fango». Poi l’avvistamento di un iceberg gigantesco, si può dire mastodontico, con tre vette di oltre trenta metri, un vero e proprio castello di ghiaccio. «Era quasi spettrale, aveva un’apertura verso la sua corte interna su un lato, una specie di portico che conduceva nel cuore del castello, e dall’altra parte le pareti con le due torri».
L’IMPRESA - La tensione era alta, il rischio pure. Se qualcosa fosse andato storto Benny e Mattia sarebbero finiti nell’acqua gelata. Se le cose fossero andate ancora peggio il castello avrebbe ceduto! Lo skipper era ancora più teso: la sua barca avrebbe dovuto toccare la parete dell’iceberg per permettere a Mattia e Benny di scendere. Per fortuna è andato tutto bene come potrete leggere nell’articolo su Skialper.
UN PO’ DI NUMERI - 200 metri di corda, 90 metri di slackline, 2,5 terabite di materiale video e foto prodotto in 14 giorni, 2 highline, 4 waterline, 2 slackline sull’iceberg, 22 chiodi da ghiaccio, 10 rinvii, 25 moschettoni a ghiera, 8 lattine di birra al giorno, 2 droni, 2 telecamere, 8 macchine fotografiche reflex…
GIA’ DISPONIBILE SU APP - Skialper di ottobre sarà disponibile nelle migliori edicole a partire da questa settimana. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
A questo link una presentazione completa di Skialper 102 di ottobre-novembre.
Powder d'Iran
Su Skialper di ottobre-novembre un affascinante racconto di viaggio e sci
Sette sciatori professionisti, tra i quali un fotografo e un regista, atterrano in Iran con un po’ di soggezione nella scorsa primavera. Un Paese penalizzato da una fama che non gli rende giustizia. Il viaggio farà loro scoprire una realtà molto diversa. Sette sciatori, tutti legati dallo stesso comune denominatore: la passione e una spinta indomabile verso la curiosità. Massimo Braconi, Paolo Aralla, Davide Cusini, Marco Tomasello, Giuliano Bordoni, Bruno Mottini e Damiano Levati hanno conosciuto l’Iran e gli iraniani in tutte le sue sfaccettature e meraviglie e lo raccontano (anche con le meravigliose immagini di Damiano Levati). Un diario di viaggio a 7 voci che è diventato la storia di copertina del numero in edicola di Skialper.
ON THE ROAD - I nostri sette ‘esploratori’ sono stati in alcune delle più località sciistiche iraniane, partendo sempre alla scoperta delle immense catene montuose con le pelli al seguito e disegnato perfetti otto nella polvere secca di questo angolo di Asia. Dizin, Tochar, Darbandsar, Shemshak sono diventati nomi famigliari, come il freeski con partenza da un parcheggio della grande periferia della capitale Teheran. Non solo sci in un Paese dalle mille sfaccettature e molto ospitale. «La sera andiamo a mangiare in un locale a metà strada tra casa nostra e gli impianti - scrive Damiano - . È bello e il cibo è buono. C’è anche un biliardo che con il passare della serata si riempie di ragazzi e ragazze vestiti in modo decisamente occidentale. Anzi, sembra di essere a Chamonix o Mammoth Mountain. Dreadlocks, orecchini e capelli lunghi sono in contrasto con la coppia tradizionale che cena nel tavolo di fianco al nostro. Parlando con alcuni di loro, scopriamo che hanno viaggiato molto, conosco bene le nostre Alpi. Realizziamo che in Iran ci sono due realtà. Quella della gente comune, che è più o meno l’Iran che ci immaginiamo, e quella della ricca borghesia di Teheran, che qui, nell’isolamento delle montagne, come nel segreto dei loro appartamenti in città, può esprimere tutta la sua ‘voglia di occidente’».
DALLA CARTA AL VIDEO - Il diario di viaggio iraniano porterà alla realizzazione di un video della serie ‘I Diari del Brac’, documentari legati allo sport, al viaggio e alla scoperta di nuove terre, svelate attraverso racconti carichi di emozione e passione. A questo link tutto il progetto svelato attraverso aneddoti, curiosità e schede biografiche dei componenti del team grazie anche a un ricco portfolio fotografico: www.idiaridelbrac.com Un progetto documentaristico nato dalla collaborazione e amicizia di Massimo Braconi, classe 1962, sciatore professionista, e Paolo Aralla, regista e direttore della fotografia di Bergamo, fondatore della Bapufilm.
GIA’ DISPONIBILE SU APP - Skialper di ottobre sarà disponibile nelle migliori edicole a partire da questa settimana. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
A questo link una presentazione completa di Skialper 102 di ottobre-novembre.
In arrivo Skialper 102 di ottobre-novembre
Un numero ricco di proposte sulla neve e a secco, aspettando l’inverno
In autunno si corre e si va in montagna a camminare, magari con gli splendidi colori dell’estate indiana, ma la mente è già proiettata sul bianco inverno. Ecco perché il numero di ottobre di Skialper (192 pagine con l’inserto Up & Down, dedicato al mondo delle gare) ha una copertina che solo a guardarla mette voglia di inverno e di freddo: uno sciatore nella polvere profonda delle montagne dell’Iran. Un numero molto ricco, già proiettato sull’inverno ma con ancora tante proposte ‘fast & light’ senza gli sci ai piedi.
IRAN - Un Paese lontano, sulle cronache dei giornali per tutto tranne che per lo sci. Eppure l’antica Persia ha montagne alte e ricoperte da una polvere bianca e secca da fare invidia al Colorado. Con pendii da sogno che finiscono proprio alla periferia della capitale Teheran. Un interessante racconto di viaggio, dallo sci alla vita quotidiana in questo Paese dalle mille sfaccettature, firmato da 14 mani e corredato dalle splendide fotografie di Damiano Levati.
ALTRA NEVE - Vi è venuta voglia di sciare ma l’Iran è troppo lontano? Niente paura, abbiamo pensato a tante altre proposte per chi ama scivolare sulla prima polvere. A cominciare da una serie di itinerari nei dintorni di Bormio in compagnia di Roberta Pedranzini e Francesca Martinelli. Itinerari ‘easy’ per iniziare la stagione senza strafare e su pendii che non presentano pericoli. Si tratta, oltretutto, di salite ‘fuori’ e discese ‘dentro’ per sfruttare la neve programmata delle piste che a inizio stagione garantisce sciate doc senza distruggere le solette degli sci. Se preferite le Alpi Occidentali, non potete perdere l’articolo di Marco Romelli sulle opportunità autunnali della Val Varaita, dove la leggenda vuole che Dio e il Diavolo abbiano creato le montagne sfidandosi. Oppure ci sono i canali della Sueur e del Mezzodì, a pochi passi da Bardonecchia, tutte linee interessanti. Ce ne sono una decina nel raggio di pochi metri… un vero e proprio luna park. Se invece abitate in Lombardia e tutte le mattine guardate quella piramide quasi perfetta della Grignetta, scoprirete che sul versante est ci sono una serie di canali niente male…
NON SOLO SCI - In autunno e in inverno si corre meglio. Certo, le temperature sono più rigide ma proprio per questo, quando non sono troppo fredde, il nostro organismo reagisce meglio e le prestazioni sono migliori. Al winter running abbiamo dedicato un ampio reportage con i consigli del medico, del preparatore atletico e dei pro e con le migliori proposte di scarpe e abbigliamento tecnico. Massimo Massarini, medico dello sport, analizza la differenza tra corsa e skialp e come passare gradualmente dall’una all’altro. Modelli d’eccezione per indossare i capi e le scarpe due fortissimi mountain runner: Stefano Trisconi e Franco Sancassani.
COME MI VESTO? - È tempo di acquisti e i negozi sono sempre più pieni di giacche, pant e pile pensati per lo skialp. Noi li abbiamo presi e portati in un hotel di charme ai piedi del Monte Rosa per fotografarli in un ambiente molto simile alla baita dei sogni. Un ampio servizio fotografico con tante proposte ma anche l’indicazione dei trend del momento e come curare giacche a vento & co perché conservino le loro caratteristiche nel tempo.
ALPI APUANE - Prima di mettere in soffitta le scarpe da running e da trekking estive, ci sono ancora tante opportunità. Per esempio l’alta via delle Alpi Apuane che il nostro Gianluca Gaggioli ha percorso in stile fastpacking. Un itinerario relativamente corto ma ricco di suggestioni e non così banale dal punto di vista dei dislivelli e del terreno.
CORSICA - Per l’ultimo mare abbinato a un divertente (e allenante) itinerario misto in mountain bike, ecco una interessante proposta di Matteo Zanga, new entry tra i collaboratori di Skialper. Sulle due ruote nella parte settentrionale dell’isola, tra mari, deserti (sì, proprio così) e monti.
SLACKLINE SULL’ICEBERG - Da un sogno è nata un’avventura, da un’idea fantasiosa alla realtà: tendere una slackline su un iceberg. Non è stato proprio facile ma i protagonisti del Montura Iceberg Challenge ce l’hanno fatta. E noi pubblichiamo un ampio reportage di questa impresa tra gli Inuit della Groenlandia.
NOI UOMINI DURI - Non è proprio facile portare a termine la Petite Trotte à Léon, gara della serie UTMB in autosufficienza, troppo spesso considerata (a torto) un altro Tor. Tommaso de Mottoni ce l’ha fatta e la racconta da dentro. Se ci avete fatto un pensierino è un articolo assolutamente da leggere.
I SIGNORI SKYRUNNING - Sono Marino Giacometti e Lauri Van Houten, vere e proprie anime dello skyrunning e della federazione internazionale. Chi sono e da dove vengono? Dove andrà lo skyrunning?
UNO SCI PARTICOLARE - Due amici appassionati di sci fuoripista decidono, quasi per gioco, di costruirsi lo sci dei sogni, comprando materiali e macchinari su internet. Poi la passione, dopo i primi errori di gioventù, diventa un lavoro. Storia di un brand molto particolare, Whiteland Ski.
ALTRO… - Abbiamo partecipato a Dynafit Speed Transalp e Salewa Get Vertical, due iniziative interessanti e completamente gratuite per chi volesse candidarsi, abbiamo intervistato Giorgio Bavastrello, snow-alper genovese con diverse discese di livello nel curriculum, nelle rubriche parliamo di vegetazione e valanghe e di sodio, potassio e magnesio… E poi, una new entry, la sezione dedicata alla splitboard, la tavola da snow separabile per salire con le pelli.
UP & DOWN - Una sezione particolarmente ricca quella dedicata alle gare con i reportage da Tor des Geants e UTMB, interviste al nuovo prodigio dello skyrunning e dei vertical, Rémi Bonnet, agli skialper Katia Tomatis e Matteo Eydallin (in versione climber…) e l’agenda con gli appuntamenti più importanti dell’autunno.
GIA’ DISPONIBILE SU APP - Skialper di ottobre sarà disponibile nelle migliori edicole a partire da questa settimana. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!












