Glen Coe Skyline, a segno Jonathan Albon
Nella gara rosa si impone Jasmin Paris
Ultimo atto del circuito Extreme delle Skyrunning World Series in Scozia con la Salomon Glen Coe Skyline: 55km e 4.750 metri di dislivello. Vittoria e titolo per il britannico Jonathan Albon che ha chiuso in 6h33’, precedendo il connazionale Tom Owens e lo svizzero Marc Lauenstein. Assente il vincitore del Kima, il nepalese Bhim Gurung che non ha ottenuto il visto. Undicesimo Nicola Giovanelli.
Nella gara rosa, non c’è Emelie Forsberg, prima lo scorso anno, che sta completando il corso di yoga. Così fa doppietta Jasmin Paris: la britannica vince la gara scozzese in 8h’15” e si aggiudica il titolo Extreme. Seconda alla Glen Coe e seconda nella generale la norvegese Marlene Blikken Haukøy (8h23') con terza Sarah Ridgway (8h44’). Quarta Ruth Croft, terza nella generale, quinta Martina Valmassoi.
Breath in. Breath out. Let go. Open up. Yoga teaching training is wonderful. And intense! Namaste and love to all ❤ pic.twitter.com/kVXihwGuc1
— Emelie Forsberg (@TinaEmelie) 10 settembre 2016
Il keniano Julius Rono Kipngetic primo sul Mombarone
Katarzyna Kuzminska a segno nella prova femminile
Alla quarantesima edizione dell'Ivrea-Mombarone detta legge il Kenia. Julius Rono Kipngetic forse non aveva mai visto il Mombarone fino alla partenza in piazza Ottinetti, poi è salito in scioltezza andando a vincere in 1h56'35”. Piazza d’onore per il valdostano Xavier Chevrier in 1h57'02” con terzo il giovane ruandese Felicien Muhitira in 1h58'09. Quarto posto per Marco Moletto, vincitore di due edizioni del Mombarone, che firma sigla il suo personale in 1h58'28”. Completano la top ten Max Di Gioia, Massimo Farcoz (vincitore della combinata con l'Aosta-Becca di Nona corsa a metà luglio) Enzo Mersi, Edward Young, Henri Grosjacques e Pierre Yves Oddone.
Nella gara rosa si impone la polacca, canavesana d'adozione e di squadra, Katarzyna Kuzminska in 2h31'20” bissando così il successo del 2013, dopo un testa a testa con Chiara Giovando, seconda a 37” e prima nella combinata con l'Aosta-Becca di Nona, mentre sul terzo gradino del podio sale Barbara Cravello con il distacco di un minuto; quarta Elisa Almondo, quinta Nadia Re.
Da segnalare anche la presenza in gara di Don Franco Torresani, il prete 'volante' del Trentino, che ha vinto la categoria Master50, stabilendo con 2h16' la miglior prestazione di categoria delle 40 edizioni.
Antonioli e Dragomir si confermano alla Zacup
Quarta prova delle Skyrunner Italian Series
Una quarta edizione della Zacup corsa su un percorso alternativo per colpa delle avverse condizioni meteo nonostante poi la pioggia abbia graziato i concorrenti: gli organizzatori del Team Pasturo hanno saputo variare creando comunque un bel tracciato: 23 km e 1800 metri di dislivello hanno trasformato la Skyrace del Grignone in una gara più veloce ma comunque molto impegnativa, senza strappi e molto corribile.
A vincere i due favoriti della vigilia: Daniel Antonioli e Denisa Dragomir. L'atleta del Cs Esercito dei Resinelli ha saputo regolare con un certo distacco il premanese del Team Crazy Mattia Gianola e Gyorgy Szabolcs del Team Valetudo imponendosi con un tempo di 2h03'33". Dopo la volata per il secondo posto, deciso all'ultima discesa, sale al quarto posto Franco Sancassani, vincitore della prima edizione della Zacup, davanti a due atleti LaSpo, Christian Varesco e Davide Invernizzi, nelle vesti di atleta-organizzatore. Settima piazza per Stefano Butti, ottavo Manuel Cristini, nono Erik Gianola e Walter Trentin chiude i dieci.
2h24'24" è il tempo con il quale la rumena del Team Valetudo Denisa Dragomir sale sul gradino più alto del podio. Alle sue spalle Katrine Villumsen del Team Dynafit a quattro minuti di distacco ed Ingrid Mutter in 2h33'. Quarta piazza di grande valore per Martina Brambilla (Carvico Skyrunning), quinta per Debora Benedetti del Team Pasturo e sesta Chiara Gianola del Team LaSpo.
Maguet-Antonioli, vittoria per due alla Misurina
Silvia Serafini prima nella Sky Marathon rosa
Vittoria per due alla Misurina Sky Marathon: dopo 30km e 1.600 metri di dislivello (un percorso ridotto a causa del meteo) arrivano insieme Nadir Maguet e Robert Antonioli. I due portacolori del Centro Sportivo Esercito tagliano il traguardo mano nella mano con il tempo di 3h19’51”, con Luca Miori in 3h22’54” a completare il podio. Nella top ten Daniele Carrera, Apollonio Larese, Anton Eisenstecken, Manuel Gietl, Adam Jankura e Simone Corsini. Silvia Serafini in 3h56’59” si aggiudica la gara rosa davanti a Barbara Oberhauser (4h17’36”) e Monica Penzo (4h19’09”); quarta Silvia Tomasini, quinta Giulia Vinco.
Sul podio maschile della Cadini Sky Race Nicola Spada, Eddj Nani e Daniele Andreis (con quarto Manfred Reichegger), su quello rosa Debora Pomare, Paola Gelpi e Anna Finizio.
Giacomo Forconi vince la prima Frasassi Sky Race
Monica Dalmasso a segno nella gara rosa
Quando ha tagliato il traguardo, dopo solo due ore e 43 secondi, Giacomo Forconi è stato accolto da un pubblico che non ha risparmiato applausi e cori nemmeno per gli atleti che sono arrivati dopo il campione assoluto di skyrunning delle Marche. Così è stato difatti anche per Vittorio Lanternari, secondo classificato (2h07’32”), e per Luca Balducci, terzo in 2h11’43”. I favoriti Guido Barbuscio, Corrado Lampa e Carlalberto “Cala” Cimenti (fortissimo alpinista e primo italiano a ricevere la prestigiosa onorificenza Snow Leopard della Federazione Alpinistica Russa) hanno concluso la gara rispettivamente in ottava, nona e decima posizione. Il pubblico radunatosi al Frasassi Climbing Festival ha accolto altrettanto calorosamente Monica Dalmasso che ha conquistato il gradino più alto del podio in rosa in 2h27’13”, seguita da Raffaella Tempesta in 2h34’16” e la campionessa assoluta di skyrunning delle Marche Martina Terstarmata, che ha concluso la gara “in casa” in 2h40’24”.
Sono stati 150 i partecipanti della prima edizione di Frasassi Sky Race che, sul countdown di Maurizio Marini di Total Training società organizzatrice dell’evento, sono partiti alla volta del percorso di 21 km con un dislivello di 1350 metri, immersi nella naturadel Parco Naturale Regionale della Gola Rossa, dove per tutta la giornata il sole non si è fatto desiderare. Un percorso affascinante, caratterizzato da tratti facili e veloci, single track molto tecnici con un passaggio con corda fissa con la supervisione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, l’emozionante lastricato che conduce all’eremo di Santa Maria in Frasaxa e alla grotta del Tempietto di Valadier, senza dimenticare i ‘gradoni’ del monte Frasassi.
Trail Sacred Forests, scudetto a Mustat e Carrara
La 50km valida come campionato italiano trail
A Badia Prataglia in programma il trail nelle Foreste Sacre del Casentino. La carica dei 500 trailer si è divisa lungo quattro percorsi a cavallo dell’Appennino Tosco-Romagnolo, l’Ultra Trail Medio di 82 chilometri con 4200 metri di dislivello positivo, il Trail Lungo di 50 chilometri con 2800 metri di dislivello positivo, il Trail di 26 chilometri con 1500 metri di dislivello positivo e lo Short Trail di 14 chilometri con 800 metri di dislivello positivo. I titoli tricolore sono stati assegnati nella gara di 50 chilometri.
Nella gara che assegnava gli scudetti la vittoria è andata a Luca Carrara (Libertas Vallesabbia) con il tempo di 4h40’11’’, alle sue spalle Davide Cheraz (Atletica Sandro Cavesi) che ha fermato il cronometro in 4h47’07". Il podio è completato da Giulio Ornati (Bognanco).
Nella gara rosa Lara Mustat (Circolo Minerva) ha vinto con il tempo di 5h40’20’’ davanti alla fortissima atleta veneta Cristina Follador (Aldo Moro Paluzza) e a Marta Miglioli (Vivo).
ALTRE DISTANZE - Nella gara più lunga il bergamasco Carlo Salvetti (Bergamo Stars Atletica) bissando il successo conquistato lo scorso anno nella 70 chilometri ha entusiasmato i pubblico vincendo con il tempo di 9h09’14’’. In seconda posizione è transitato sotto l’arco d’arrivo di Badia Prataglia Alex Tucci (Gruppo Podistico il Crampo) con il tempo di 10h16’40’’, Claudio Lotti (ASD San Patrignano) sale sul terzo gradino del podio.
Nella gara di 26 chilometri la vittoria è di Cristina Carli e Antonio Guadagnino, la Carli ha concluso la propria gara con il tempo di 2h49’22’’, mentre Guadagnino ha fermato il cronometro in 2h20’56’’. Dietro a Cristina Carli si sono classificate Sandra Doria e Camelia Barboi. Nella gara maschile Riccardo Pianesi e Federico Matteoli sono rispettivamente secondo e terzo.
Nella gara più breve tra gli uomini ha dominato Giovanni Caini con il tempo di 1h13’58’’ davanti a Angelo Mattoni e a Simone Menechetti. Monica Casadio ha vinto tra le donne con il tempo di 1h35’09. Alle sue spalle Lucia Brizzi e Alice Bassi.
MONDIALI - Questa competizione il prossimo anno il 10 giugno assegnerà le medaglie del campionato del mondo di trail. «Eventi come il Trail Sacred Forest, che si tiene in uno dei boschi più belli d'Italia, sono elementi di grande soddisfazione per la nostra Agenzia, da tempo impegnata nella promozione del turismo naturalistico e sportivo - ha commentato Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione Turistica -. Appuntamenti come questo e come il mondiale che si terrà a Badia Prataglia il prossimo anno, rappresentano infatti, altrettante occasioni per far scoprire il nostro territorio e per dare ai turisti sempre nuove motivazioni per tornare in Toscana».
Da Col da record sulle Dolomiti
Nell'Auronzo Vertical Contest al via numerosi azzurri dello skialp
Conferma con record per Manuel Da Col ieri nella prova di sola ascesa dell’Auronzo Vertical Contest griffata, davanti agli alpini Davide Magnini e Michele Boscacci. Nella gara in rosa, come da pronostico, la forte scialpinista veneta Alba De Silvestro ha invece messo in fila Giulia Scardoni e Francesca Di Sopra.
AZZURRI AL VIA - Come lo scorso anno l’Auronzo Vertical Contest ha aperto ufficialmente il weekend di corse a fil di cielo Tre Cime Experience by Scarpa. Ai nastri di partenza diversi big della nazionale italiana di scialpinismo e molti amatori delle corse podistiche. Obiettivo comune testare gambe e condizione sui 780 m di pura salita che da Piazza Santa Giustina, nel cuore di Auronzo di Cadore, li ha portati al traguardo posto dinnanzi al Rifugio Monte Agudo. Sfogliando la lista partenti, oltre al vincitore Manuel Da Col del Team Scott, spiccavano i nomi degli alpini Matteo Eydallin, Michele Boscacci, Robert Antonioli, Damiano Lenzi, Manfred Reichegger, Nadir Maguet e Davide Magnini. Una starting list che prometteva vera bagarre. E così è stato. Infatti, nonostante il fondo reso pesante e scivoloso dalla pioggia, è saltata la migliore prestazione cronometrica 2015. A battere se stesso è stato, ancora una volta, Manuel Da Col che è riuscito a fermare il cronometro sul tempo di 31’30” (20” in meno rispetto al precedente record). Sul podio anche gli atleti del CS Esercito Davide Magnini - 31’39”- e Michele Boscacci - 31’58” -. Nella top ten di giornata si sono invece piazzati Nadir Maguet, Manfred Reichegger, Damiano Lenzi, Robert Antonioli, Matteo Eydallin, Olivo Da Prà e Francesco Gentilucci.
GARA ROSA - Salvo il record femminile di Francesca Rossi (38’39”). Per vincere la gara in rosa alla talentuosa campionessa di casa Alba De Silvestro è infatti bastato un 42’07”. Secondo posto per Giulia Scardoni - 43’32 ”-, terzo posto per Francesca Di Sopra - 43’46” -. Nelle cinque anche Elisa Valmassoi e Giulia Titton. Messa in archivio la prima gara, domenica mattina sarà la volta delle due prove regine della Tre Cime Experience by Scarpa, la Misurina SkyMarathon, 42 chilometri con oltre 3.000 metri di dislivello positivo che si svilupperanno dalle sponde del lago di Misurina passando poi per il Lago Antorno, toccando in quota le forcelle dei Cadini, le Tre Cime di Lavaredo e il gruppo del Paterno. Il traguardo sarà allestito sempre a Misurina davanti al Bar Ristorante La Baita. Il percorso della gara più breve, la Cadini SkyRace, 20 chilometri e 1.600 metri di dislivello, partirà dal lungolago e toccherà poi il Rifugio Città di Carpi, dopo dei tratti di ripide salite e discese tecniche arriverà al Rifugio Fonda Savio e condurrà poi i concorrenti fino al traguardo, dopo un ultimo tratto molto corribile e senza particolari difficoltà.
Ivrea-Mombarone: domenica la quarantesima edizione
Una classica della corsa in montagna
Appuntamento da non perdere la Ivrea-Mombarone, la gara di corsa in montagna simbolo del Canavese, giunta alla quarantesima edizione. Una prova sempre più seguita dagli appassionati: negli ultimi 500 metri, dal rifugio alla vetta, si corre sempre tra due ali di folla che fa un tifo rumoroso che ti trascina al traguardo,
Partenza alle ore 8,30 dai 220 metri di quota di piazza Ottinetti a Ivrea, per correre i 20 km e 2100 metri dislivello fino al traguardo della Colma del Mombarone. Mario Fornero, presidente degli Amici del Mombarone, la società organizzatrice dell'evento: «Siamo ormai arrivati a 450 iscritti, il numero che ci eravamo prefissi. Sono orgoglioso di essere il presidente di un gruppo che ha preso il testimone dai precedenti organizzatori, arrivando a 40 edizioni. A questo proposito abbiamo invitato tutti i vincitori per una festa ad Andrate dove faremo le premiazioni nel pomeriggio dopo la gara. 40 anni per una gara di corsa in montagna sono tanti, uno stimolo a portare avanti questa manifestazione che deve essere considerata un fiore all'occhiello per lo sport e il territorio canavesano».
FAVORITI - Al via per portarsi a casa l'ambita coppa di rame e il nutrito montepremi ci sarà il valdostano Xavier Chevrier, che quest'anno ha rappresentato l'Italia sia ai recenti Mondiali di corsa in montagna dove ha vinto l'argento a squadre che agli Europei di mezza maratona, dove ha vinto il bronzo sempre a squadre. Campione italiano in carica di corsa in montagna lunghe distanze, dovrà vedersela con il giovane ruandese Felicien Muhitira, vincitore questa estate del Giro Podistico di Castelbuono. Con lui al via anche il keniano David Kiplaghat. Bisognerà vedere la loro attitudine ai percorsi di montagna, per capire se saranno in grado di ripetere le gesta dei ruandesi Uwgeneza e Simukeka, rispettivamente primo e secondo della passata edizione. Poi un trio di scalatori che sicuramente daranno battaglia nella parte alta del percorso, il cuneese Marco Moletto, il biellese Enzo Mersi entrambi già vincitori di due edizioni e il valdostano Massimo Farcoz. Sarà presente anche il campione mondiale master di corsa in montagna, don Franco Torresani, 4 titoli mondiali per lui e 6 maglie azzurre assolute, l'unico caso di un prelato che ha vestito la maglia della Nazionale di uno sport in Italia Quindi i migliori corridori canavesani Edward Young e Juan David Orozco Sanchez, che sicuramente non saranno comprimari sui sentieri di casa.
Gara dal pronostico aperto al femminile, con la campionessa uscente Barbara Cravello che se la dovrà vedere con Katarzyna Kuzminska, Chiara Giovando e Sonia Glarey.
COMBINATA - Questa gara prevede anche una classifica combinata con l'Aosta-Becca di Nona, con una classifica che sarà stilata sommando i tempi delle due prove, che vede favoriti i vincitori dell'Aosta-Becca di Nona Massimo Farcoz e Chiara Giovando.
I conti si faranno sotto la statua del Redentore verso le 11 di domenica 18 settembre. Ultimi pettorali presso il negozio Gymmy Sport di Ivrea.
Novità del 2016 è la distribuzione dei pettorali sabato dalle 15 alle 18 in piazza Ottinetti a Ivrea. Per le ultime iscrizioni e informazioni www.amicidelmombarone.it
Super Lisa sul tetto del Tor
Tor Live - La Borzani prima donna a Courmayeur
Per lei l'ora x è stata alle 5.09 di questa mattina. Non certo un orario da grandi festeggiamenti in una assonnata Courmayeur, però Lisa Borzani, già seconda al Tor nel 2014 , ha molti motivi per festeggiare. La sua è stata una cavalcata solitaria in poco più di 91 ore, con un settimo posto assoluto di grande sostanza. La sua porima avversaria, Stephanie Case, dovrebbe arrivare al Bertone intorno alle 9.55, con una proiezione di arrivo a Courmayeur con oltre cinque ore di ritardo. Una gara dunque simile a quella del gigante Bosatelli la sua, senza nessuno a mordere le caviglie.
PALMARES TOP - La vittoria al Tor si aggiunge a un armadio già ricco di medaglie e coppe per la runner classe 1979. Nel 2016 vittoria al Long Tour des 4 Massifs, Andorra Ultra Trail e Dolomiti Extreme Trail, secondo posto all'ULtra Trail del Migello e alla Hong Kong 100, terzo alla Maxi Race d'Annecy. Andando indietro negli anni spiccano le vittorie all'Orobie Ultra Trail, Maremontana, The Abbots Way e il secondo posto alla TDS (nell'anno del secondo posto al Tor).
Si completa il podio del Tor
Alle spalle di Bosatelli, due spagnoli: Oscar Perez e Pablo Criado Toca
Si completa il podio del Tor des Géants. Oscar Perez è secondo sul traguardo a sei ore da Oliviero Bosatelli. Dunque in 81 ore o poco più. Il trailer spagnolo conferma di essere un abbonato fedele al podio del Tor, con una vittoria e due secondi posti. Abbracci, interviste, foto, dichiarazioni, soprattutto di fedeltà al Tor e alle genti delle vallate valdostane. Ora un meritato riposo per riprendersi dalle fatiche (“Ho provato a mettere sotto pressione Bosatelli, ma non ha funzionato. Troppo forte! Allora ho deciso di fare la gara a un ritmo più controllato”) fino alla premiazione di domenica mattina.
Nel pomeriggio dovrà affrontare 12 ore alla guida per raggiungere il suo paese montano di 20 abitanti (“Ci si sposta solo a piedi, per questo sono allenato!”, ironizza Oscar) nel cuore dei Pirenei, nei pressi della storica cittadina di Huesca e a una ventina di chilometri dal confine francese. Lì svolge la sua
professione, riguardante il controllo, la manutenzione e la sicurezza degli apparati elettrici che fanno funzionare gli impianti sciistici.
Terza piazza per l’altro spagnolo Pablo Criado Toca, quindi il francese Eric Ressencourt e il tedesco Lukas Jens.
Tor, Oliviero Bosatelli: “Non ero il favorito”
Grande prestaizone dell’atleta bergamasco
Oli Bosa, come lo chiamano i suoi fans, al secolo Oliviero Bosatelli, ha infiammato il Tor. L’atleta, anzi, il Gigante, di Gandino, 25 km da Bergamo, ha messo il motore al massimo a Cogne, dopo 106 chilometri di gara, e non ha mai più scalato le marce. Il quarantasettenne atleta lombardo ha tagliato il traguardo, in via Roma, nel cuore di Courmayeur, da dove il Tor era partito domenica mattina alle 10, nel tempo complessivo di 75h10’.
«Non pensavo di vincere, non ero il favorito - speiga Bosatelli - Ho patito nella zona dell’Entrelor e ho cercato di fare tutto come nella vita normale, dall’alimentazione alla gestione dei ritmi. Poi mi sono trovato da solo, ma solo quando il vantaggio aumentava ha capito che potevo vincere. All’inizio dell’ultima notte ho provato a riaccelerare anche se poi in realtà lo spagnolo ha perso terreno. La gestione dell’alimentazione non è stata semplice, nei pressi delle basi vita sono spesso andato vicino alla crisi di fame».
Domenica la quarta edizione della Zacup
Tappa delle Skyrunner Italy Series
La Zacup, giunta alla sua quarta edizione, è ormai una tappa fissa per i corridori del cielo: 27,5 km con 2.650 metri di dislivello positivo e negativo per la Skyrace del Grignone, nata dalle ceneri del mitico Trofeo Scaccabarozzi (una gara fenomenale, purtroppo non più in calendario). Tutto è pronto, si partirà domenica 18 settembre dal centro di Pasturo alle ore 8.30, tappa delle Skyrunner Italy Series 2016.
I ragazzi del Team Pasturo, insieme al CAI di Lecco e di Ballabio, hanno saputo rivalutare un territorio come quello della Grigna Settentrionale andando a ripescare dei sentieri quasi in disuso, come la salita al Passo dello Zapel, organizzando una gara di grande successo.
Una skyrace vera e molto tosta per gli oltre 400 concorrenti troveranno: piccoli strappi di salite e discese si alterneranno dal centro del paese fino ad arrivare al Gpm posto al Rifugio Brioschi, in cima al Grignone dopo 15.5 km di percorso, passando per Rifugio Riva (ristoro, al settimo chilometro), per la Val Cugnoletta e il Rifugio Bogani (dov'è posto un cancello orario a 3h e 15' dopo 13 km). Dal Brioschi una ripida e tecnica discesa porta ai Comolli e da lì si scende al Pialeral dove è posto il secondo cancello orario dopo 5h al ventesimo chilometro; dopo la mulattiera inizia un tratto nel bosco in discesa fino alla Cornisella prima di un lungo saliscendi che riporta al traguardo in paese.
FAVORITI - Tra i favoriti alcuni atleti di casa, su tutti l'atleta del Cs Esercito di Ballabio Daniel Antonioli già sul gradino più alto del podio a Pasturo, ma anche il lecchese Stefano Butti dopo una prova eccezionale al Kima chiusa con un decimo posto, Davide Invernizzi del Team La Sportiva. Poi il forte rumeno Gyorgy Szabolcs del Team Valetudo Racer, il compagno di squadra Clemente Belinghieri e Cristian Varesco del Team LaSpo.
Anche al femminile già confermati grandi nomi, a partire dalla pattuglia Valetudo guidata da Denisa Dragomir (vincitrice alla Rosetta due settimane fa), Katrine Villumsen, regina della Resegup, Emanuela Brizio e Debora Cardone, la premanese Chiara Gianola (prima al Moltrasio Imperial Trail corto la scorsa domenica).












