Partito il primo corso per allenatori di skialp
Le lezioni teoriche in questi giorni a Milano, poi a giugno allo Stelvio
Sono iniziate l'altroieri le prime lezioni teoriche del corso per allenatori di scialpinismo, a Milano. Un evento importante e atteso, il primo corso al mondo di questo tipo. A seguire il comunicato ufficiale della FISI. Non mancheremo di tornare a breve sull'argomento con approfondimenti.
È in pieno svolgimento a Milano il primo corso per allenatori di scialpinismo al mondo. L'iniziativa della Federazione Italiana Sport Invernali coinvolge l'élite del mondo scialpinistico italiano e non solo (è infatti presente un atleta francese con doppio passaporto, Toni Sbalbi). Questo primo corso permetterà la formazione di allenatori di terzo livello che saranno poi i docenti dei corsi a seguire: il primo già nel prossimo ottobre, se vi saranno richieste.
Partecipano al corso i nomi più importanti dello ski-alp azzurro: da Manfred Reichegger, a Gloriana Pellissier, a Matteo Eydallin. C'è anche il dt dello snowboard italiano, Cesare Pisoni. Poi grandi esperti di scialpinismo che sono maestri di sci di fondo, di sci alpino, di snowboard, guide alpine e tecnici che hanno sempre lavorato con la base dei praticanti di questa disciplina in grande crescita. Sono 47 gli iscritti a questo primo, storico, corso, tra cui 3 donne.
Questo primo corso ha l’obiettivo principale di formare i 'quadri' che dovranno poi dar vita ai successivi corsi per Allenatori Federali e Assistenti Tecnici Federali di scialpinismo. Da questo primo corso, che possiamo chiamare corso 'zero' dovranno uscire i futuri docenti STF per la parte tecnica relativa allo scialpinismo, che avranno l’onere di sviluppare tantissimi argomenti che riguardano questo sport. Gli attuali partecipanti rappresentano l’eccellenza dello scialpinismo nazionale, con la presenza di alcuni tecnici di riferimento segnalati dai rispettivi Comitati Regionali; sono presenti:
• Istruttori Nazionali Sci Alpino e Fondo
• Istruttori Nazionali Guide Alpine
• Guide Alpine
• Maestri di Sci
• Atleti di Coppa del Mondo (Reichegger, Eydallin, Pellissier ad esempio)
• Tecnici di riferimento dei Comitati Regionali
La particolarità e l’innovazione di questo corso è rappresentata dal fatto che nella stesura del regolamento si è tenuto conto delle peculiarità dello scialpinismo, sintesi di più componenti tipiche degli sport invernali e della pratica della montagna: per questa ragione il corso è stato aperto, oltre alle tipica figura del Maestro di sci, anche alla Guida Alpina, che sicuramente rappresenta una figura professionale di particolare importanza nel mondo dello sci alpinismo. La collaborazione che si è aperta tra FISI e Collegio Nazionale Guide Alpine potrà senz’altro giovare all’evoluzione anche nel campo dell’allenamento sportivo allo sci alpinismo italiano, già protagonista a livello internazionale come dimostrato dagli eccellenti risultati ottenuti nella scorsa stagione agonistica. Altro aspetto importante è la presenza di alcuni elementi di primissimo piano e riferimento nazionale nello sci alpinismo, che pur non possedendo la qualifica di Maestro di Sci e/o Guida Alpina, potranno ottenere la qualifica di Assistente Tecnico Federale e fornire nell’ambito della struttura sportiva federale uno straordinario contributo tecnico, per le esperienze maturate sul campo in tanti anni di pratica dello sci alpinismo.
L’esigenza di far nascere un corso per Allenatori di Sci Alpinismo era sentita in ambito FISI già da tempo, proprio per l’importanza che lo sci alpinismo riveste in Italia: tantissimi praticanti, molti agonisti di tutti i livelli, Squadra Nazionale Italiana tra le migliori al mondo da tempo, grandi tradizioni storiche e nell’organizzazione di gare importantissime. Essere riusciti a coinvolgere tutte le figure tecniche che animano il mondo dello sci alpinismo italiano è sicuramente un aspetto positivo ed esaltante: sicuramente può rappresentare un punto di partenza importante per una collaborazione sempre maggiore per sostenere gli sport invernali, con un riguardo particolare ai settori giovanili.
Il corso è sviluppato con una prima fase teorica dal 27 al 31 maggio a Milano ed una fase teorico-pratica dal 17 al 21 giugno al Passo dello Stelvio. Le materie che saranno sviluppate saranno:
MILANO FASE TEORICA
• Organizzazione Federale, norme e regolamenti
• Quadro normativo
• Metodologia dell’allenamento e preparazione atletica
• Psicologia
• Fisiologia
• Modello prestativo e tecnico
PASSO DELLO STELVIO FASE TEORICO PRATICA
• Studio della neve e fenomeno delle valanghe; analisi e prevenzione
• Progressione Italiana Sci Alpino
• Progressione Italiana Sci di Fondo
• Autosoccorso e soccorso organizzato in montagna e su valanga
• Nozioni generali di primo soccorso
• Progressione sci alpinistica – utilizzo materiali e tecniche alpinistiche
I docenti per le varie materie saranno tratti tra quelli tipicamente utilizzati dalla STF, ma integrati da altri per specifici argomenti quali quelli normativi (Avv. Saltarelli e Isp. De Podestà Corpo Forestale dello Stato), di psicologia (Dr. ssa Castelli), di fisiologia (Prof. Miserocchi Università degli Studi Milano Bicocca), studio della neve e del fenomeno delle valanghe (dr. Sterpini Presidente Servizio Valanghe Italiano). Per gli argomenti specifici relativi al soccorso in montagna e alla progressione sci alpinistica è intendimento utilizzare docenti forniti dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine.
Sauze d'Oulx festeggia il suo campione
Festa in onore di Matteo Eydallin sabato 22 giugno
SAUZE D'OULX – Sabato 22 giugno, alle ore 18.30 al Teatro d’Ou di Sauze d’Oulx, grande festa in onore di Matteo Eydallin campione di sci alpinismo, fresco vincitore del Trofeo Mezzalama. La serata si aprirà con il saluto del Sindaco, Mauro Meneguzzi, seguito dalla proiezione di un filmato sull’ultima impresa stagionale di Matteo che sarà commentato dal patron del Trofeo Mezzalama, Adriano Faure.
L’incontro proseguirà con Dario Jannon, responsabile del Soccorso Alpino che ha visto crescere agonisticamente Matteo Eydallin. Jannon ripercorrerà le tappe che hanno portato un giovane ragazzo di Sauze d’Oulx a diventare un grandissimo campione di sci alpinismo. Tutti sono invitati a partecipare alla festa che proseguirà, dalle ore 19.30 in Piazza Assietta, con un aperitivo per un brindisi di tutta Sauze d’Oulx in onore del suo grande campione
Michele Boscacci: finale di stagione inaspettato.
'E ora c'è il concorso per l'Esercito'
Parliamo con Michele Boscacci per fare il punto sulla stagione appena conclusa e sui suoi programmi. Michi ha iniziato la stagione forte, anzi fortissimo con il titolo assoluto Vertical a Caspoggio: la gara perfetta, quella in cui si riesce ad andare oltre il 100%. Senza subire il peso della responsabilità di correre in casa.
Vuol dire essere forte anche di testa, tanto da riuscire a restare libero dai condizionamenti ambientali. Poi ha avuto un calo fisiologico ma non ha saltato un appuntamento, correndo tutto anche a Pelvoux.
Infine tutta la seconda parte della stagione l'ha visto di nuovo sempre protagonista, dalla Pierra Menta corsa con Antonioli fino al Mezzalama, passando per la bella vittoria in Brenta con Holzknecht. Potenza e testa. Del resto, buon sangue non mente.
Michi, come giudichi la tua stagione?
«Sono soddisfatto. Dopo le prime gare ho avuto un calo, ma poi nella seconda parte è andata molto bene, specialmente in certe gare. Non me l'aspettavo così».
La tua gara migliore?
«A Caspoggio, il Vertical. Lì ho dato veramente tutto, e anche in quel caso non me l'aspettavo».
La peggiore?
«A Misurina. Quel giorno non c'era proprio niente da fare».
La gara che ti è piaciuta di pìù?
«Sará forse perchè è stata l'ultima e i ricordi sono più vivi, ma sicuramente il Mezzalama. È la gara più impressionante, per l'ambiente!»
Com'è stata, correre legato con il Lanfra e Holzknecht?
«E' andato tutto liscio. Non è stata una passeggiata ma non ho mai sofferto particolarmente. Siamo sempre stati equilibrati».
Cosa stai facendo in questo periodo?
«Dal lunedì mattino del Mezzalama sono tornato al lavoro, con papà, in falegnameria. Orari lavorativi normali, come tutti, ed esco ad allenarmi la sera dopo le sei. Prevalentemente bici, in mountain bike, e un po' di corse. Tutto a sensazione e per divertirmi, solo per mantenere e scaricare, niente programmi. Sicuramente farò anche qualche garetta di quelle che organizzano qui intorno. Abbiamo tante cronoscalate in bici, o anche gare e staffette corsa-bici, magari skiroll. Tra poco ne organizziamo una anche noi qui in Albosaggia. Sono manifestazioni piccole ma belle, in amicizia. Io però corro solo in mountain bike».
I progetti e le vacanze?
«Vacanze…qualche giorno ad agosto lo farò sicuramente, ma non ci penso. Quello che capita, capita. Intanto però mi preparo perchè sto aspettando il concorso per l'Esercito, che dovrebbe essere tra l'estate e l'autunno».
Primo corso per allenatori e tecnici di skialp al via
In FISI a Milano il modulo teorico da lunedì 27 maggio
Dal 27 al 31 maggio, la prossima settimana quindi, si terrà il modulo teorico del primo corso di formazione per allenatori e assistenti tecnici dello scialpinismo.
Il ritrovo è fissato a Milano presso il Palazzo delle Federazioni, in via Piranesi 46 nella sala C. Le lezioni avranno indicativamente il seguente orario: 9.00/13.00 – 14.00/18.00.
Sono stati ammessi tutti coloro che ne avevano fatto richiesta negli scorsi anni, circa 60 nomi, quando si parlava nell'ambiente della sola possibilità di un corso allenatori ma nulla era stato ancora stabilito dalla federazione. Numerose altre richieste, presentate proprio a seguito della pubblicazione effettiva del bando, sono state invece respinte per raggiunto numero massimo.
Contrariamente agli altri corsi allenatori per le discipline sciistiche, che richiedono il pre-requisito del titolo professionale di Maestro di sci, sono stati ammessi anche tecnici 'di fatto' dei club e atleti di livello nazionale. Ma anche qualche nome noto nell'ambiente a tutt'altro titolo (non tecnico).
Sono state però ammesse anche le Guide Alpine, escluse in un primo momento in quanto non riconducibili alla FISI o ad altra federazione del CONI, ma nei fatti le professionalità più affini e complementari alle caratteristiche della figura tecnica che si va a formare.
Nei corsi allenatori delle altre discipline i titoli prerequisiti costituiscono soprattutto selezione di qualità e garanzia di metodo didattico consolidato, acquisito durante i corsi professionali delle rispettive categorie. Corsi che, come è noto, sono preceduti da selezioni severe, perlomeno nelle regioni alpine, e cui è riconosciuto anche internazionalmente un livello qualitativo molto alto. Sarebbe auspicabile che in futuro, dopo questo corso 'zero' (che come tutti i corsi 'zero' di altre discipline 'nuove' - snowboard, telemark ecc - diventerà una base di lavoro ma anche una specie di sanatoria ex-ante di cui possono godere persone non titolate), gli allenatori responsabili delle successive selezioni, dei prossimi corsi di formazione, aggiornamenti ed esami, siano invece titolari di questo indispensabile background.
IL PROGRAMMA
LUNEDI’ 27/05 ORE 14.00 ACCREDITAMENTO PARTECIPANTI PRESENTAZIONE PROGRAMMA REGOLAMENTI FEDERALI
MARTEDI’ 28/05 ORE 9.00/18.00 QUADRO NORMATIVO MONTAGNA E SPORT INVERNALI
MERCOLEDI’ 29/05 ORE 9.00/18.00 METODICA/PREPARAZIONE ATLETICA
GIOVEDI’ 30/05 ORE 9.00/13.00 PSICOLOGIA ORE 13.00/18.00 FISIOLOGIA
VENERDI’ 31/05 ORE 9.00/18.00 MODELLO PRESTATIVO E TECNICO
16-21/06 PASSO STELVIO: MODULO PRATICO
Pietro Lanfranchi: 'Contento della mia stagione'
'Intanto esco sempre ad allenarmi. Per il futuro si vedrà!'
Con 'il Lanfra' siamo curiosi di sapere come giudica la sua stagione dopo il bel terzo posto al Mezzalama in team con Holzknecht e Boscacci.
In effetti questo inverno non tutto era andato per il verso giusto: due distinti incidenti in discesa l'avevano condizionato in due momenti cruciali. Il primo a Pelvoux proprio durante la Team Race di apertura dei mondiali. Il secondo aveva prodotto conseguenze più prolungate nel tempo per via dello sterno incrinato in una collisione con Reichegger durante la prima tappa della Pierra Menta.
Comunque conclusa. Accertamenti e diagnosi solo dieci giorni dopo…altro che terapia del dolore!
Pietro, questo Mezzalama porta il bilancio stagionale ampiamente in positivo.
«Alla fine sono contento, dopo la sfiga delle due botte. A parte le gare condizionate dalle problematiche conseguenti, nelle individuali sono comunque andato bene e sono riuscito a piazzarmi sempre nei primi 10»
Come si vive la passione per le gare quando c'è anche un figlio appena arrivato? Una eventuale delusione, o uno stop forzato, diventa meno stressante?
«Al contrario! In quel caso mi arrabbio perché per prepararmi avevo tolto tempo alla famiglia, e per niente!»
Le tue gare migliori? Secondo Ski-alper, Presolana e Mezzalama.
«Sì, alla Presolana ho fatto una bella gara, anche se per l'emozione di correre in casa ho commesso due o tre errori. Ci metto anche il terzo posto al Vertical di Andorra dietro a Lenzi e a Bon Mardion. E' 'solo' un Vertical, ma è un podio in Coppa!»
E il Mezzalama come si è sviluppato dopo il Castore? Avete scollinato secondi al Breithorn con 1' di margine su Jacqemoud-Bon Mardion-Kilian, poi avete anche incrementato un po'. E dopo?
«Sul Naso loro ci hanno passato con un'altra velocità. Allora ci siam guardati alle spalle e gli altri erano lontanissimi. Abbiamo parlato tra di noi per capire cosa potevamo fare e deciso di fare la nostra gara. Tanto che sono rimasto davanti nella cordata anche se ero stanco».
Cosa stai facendo in questo periodo?
«Va bene, è un bel periodo! Finalmente ho un bel po' di tempo per stare con la famiglia e dedicarmi a loro».
I tuoi propositi per la prossima stagione?
«Non lo so ancora. Sto ancora pensando a una stagione a minore intensità, a un livello più basso. Ma ogni anno non so cosa farò la stagione successiva. L'anno scorso, con la novità del bambino in arrivo, avevamo parlato e deciso di provare comunque e vedere come andava. Ma ho fatto veramente fatica! A freddo, adesso, direi di no, ma bisogna vedere quando arriva l'autunno e poi la neve».
Ma intanto non stai fermo…
«No, certo! Esco sempre, anche grazie ai miei amici Matteo e Marco che mi fanno saltar fuori la mattina. Se non ci fosse l'appuntamento con loro non riuscirei a uscire! …e poi questa estate mi aspettano le sfide in skiroll con lo Zamba e gli altri qua in giro!»
Ferie?
«Zero! Le ho usate tutte, sono in negativo. Avevo chiesto anche dei permessi non retribuiti per poter gareggiare, e ringrazio l'azienda per avermeli concessi».
Elena Nicolini: 'Stagione oltre le aspettative!'
Ben 36 gare quest'anno per la campionessa trentina
Quando Elena risponde al telefono è in compagnia degli altri soci dello 'Sci Club Nicolini': «Sono in auto, stiamo tornando da una premiazione della FISI Trentino!»
Ancora premiazioni? Ma questa stagione non finisce mai! Però non sembri stanca… quante gare hai corso quest'anno, Elena?
«36 gare! Ma la stagione mi è volata perché quest'anno ho fatto un bel po' di gare che non avevo mai fatto prima: i Mondiali, la Pierra Menta, il Mezzalama…a dir la verità ho avuto un periodo verso fine stagione in cui ero stanca di testa. Ma poi c'era il mio primo Mezzalama, la gara che andavo a vedere quando correva mio papà, e la novità mi ha ridato motivazione».
Sarai ben contenta della tua stagione, no?
«Sì, è andata sopra le aspettative! Sapevo di essermi preparata bene, ma non pensavo proprio di andare così».
Qual è stata la gara 'speciale'?
«L'argento a Pelvoux nella Team Race con Gloriana. Oltre a essere andate bene e alla nostra amicizia, è stata per me la conferma definitiva. Anche se già con il secondo posto dietro Glo al Campionato italiano individuale alla Pitturina avevo ottenuto una prima conferma del mio livello di quest'anno».
E il risultato più prestigioso?
«Be', è ovvio che il Mezzalama è la 'Gara delle Gare', ma sai com'è andata. Non che valga di meno, lo so, però…
Invece, personalmente, sono molto contenta del secondo posto alla Pierra Menta perché ce lo siamo proprio combattuto e conquistato. Due tappe a testa tra noi e le terze, il vantaggio ridotto a un minuto e poi ripreso il giorno dopo…è stata proprio una bella battaglia, vissuta! E anche quella per me era un'esperienza nuova».
Cosa stai facendo in questo periodo? Vi state preparando a riaprire il 'Tosa-Pedrotti'?
«Fermi, mai! Un po' di corsa, bici, arrampicata senza obbiettivi, per tenersi e per il piacere di farlo. Intanto sì, stiamo preparando tutte quelle cose che vanno fatte in valle per riaprire il rifugio. Il 10 giugno saliremo noi, ma resterà chiuso fino al 15 perché ci vuole una settimana di lavoro duro per riavviare un rifugio così…l'acqua, la corrente, riaprire tutto…a proposito, guarda che ti aspettiamo!»
Sicuro! Dove altro possiamo trovare una simile densità di top skiers? Ma è vero: l'arrampicata. Con un padre così non puoi che essere anche una bella climber. Che grado hai in falesia? E in montagna?
«Ah, guarda, penso che mio papà mi abbia insegnato ad arrampicare prima che a sciare! Dopo tutto l'inverno senza toccare la roccia per ora sto sul 6b, 6c. Il mio top è stato un 7b+ lavorato. In via invece ci vuole esperienza per proteggere. Dato che ci vado poco, al massimo salgo con mio papà qualche tiro da prima sul V qui in Brenta».
Obbiettivi per la prossima stagione? Su cosa pensate di lavorare con Eros Grazioli, il tuo allenatore?
«La salita! Certamente devo alzare soglia e velocità sulla distanza. Nelle sprint me la cavo, quindi la velocità di base c'è. Poi anche in discesa, e sui cambi soprattutto, si può sempre migliorare, ma per me questa era solo la terza stagione di sport di durata, quindi devo lavorare sicuramente su questo aspetto».
E le vacanze?
«Eh, mi sa che quest'anno saltiamo. Con il rinvio del Mezzalama, la settimana in Sardegna…ad arrampicare, eh?! Mica andiamo là per stare fermi!…magari a ottobre, vedremo».
8 giugno, tempo di Dachstein Triple
Alpine biking, running e ski touring. Al via anche Mireia Miro'
Sabato 8 giugno prenderà il via la terza edizione del Dachstein Triple, un triathlon che prevede la sequenza di tre discipline: Alpine Biking, Alpine Running e Ski Touring.
LA GARA - Il tracciato si sviluppa su 27 chilometri di lunghezza complessiva. La prima frazione si percorre con la mountain bike da Planet Planai a Schladming fino alla stazione di partenza delle funivia del Dachstein: sono 20 chilometri ma con 1320 metri di dislivello da superare. Al termine della frazione in mtb i partecipanti entreranno in 'zona cambio' per infilarsi le scarpe da corsa e salire a Edelgries: un percorso di 3 chilometri con una pendenza media superiore al 10% che metterà a dura prova le gambe degli atleti. Infine, la terza e ultima frazione, quella di scialpinismo con il traguardo a quota 2.687 metri per incoronare tutti coloro che riusciranno a portare a termine una gara massacrante come il Dachstein Triple.
NOVITÀ - La novità di questa edizione 2013 è la possibilità di partecipare al Dachstein Triple sia in staffetta di tre componenti che di gareggiare in prova singola. Molti gli italiani che hanno dimostrato interesse verso la competizione ed è certa la partecipazione di un team di giornalisti italiani che gareggeranno nella prova a staffetta e di un giornalista che si misurerà nella prova singola.
Le particolari condizioni del terreno sul Dachstein lo rendono il palcoscenico ideale per la formula 'alpina' del triathlon, che dopo l'Oetzi Alpin Marathon svoltosi in val Senales lo scorso 21 aprile, sta riscuotendo un grande consenso tra gli amanti delle prove multiple in alta montagna.
BIG - Come gli anni scorsi si attendono al Dachstein Triple atleti di spicco quali la campionessa spagnola di scialpinismo e trail running Mireia Mirò e il ventitreenne Marc Pinsach che l'anno scorso ha tagliato il traguardo in 2:30'36": il tempo da battere quest’anno. Il detentore del record sarà presente con il pettorale n. 1 di colui che deve difendere il titolo. La responsabilità della gara è affidata a Karl Posch, esperto organizzatore di manifestazioni come il circuito Austria Skitour Cup e anche per l'evento del prossimo 8 giugno numerose sono le aziende partner tra cui ThermoCool e la birra analcolica Erdinger: al termine della gara tutti potranno partecipare al pasta party in quota e indossare la maglia Dachstein Triple 2013 della nuova collezione Dynafit. www.dynafit.com/it/iniziative-eventi/dachstein-triple/dynafit-thermocool-dachstein-triple-2013-the-race.html
Glo Pellissier: 'Stagione ottima, tra le mie migliori'
Il bilancio e le intenzioni della grande atleta dell'Esercito
Sono passati una decina di giorni dal Mezzalama fatidico. E' ora di ascoltare Gloriana Pellissier per avere dalla sua viva voce un piccolo bilancio della stagione appena conclusa. Ma i convenevoli portano subito sull'argomento più attuale.
Glo, come stai? Assorbito la delusione del ritiro?
«Sì, assorbita ma non dimenticata. Ho capito che ci può stare. Lo sport insegna a vivere e ad accettare le giornate no, anche se si è abituati ai successi e a fare sempre il meglio possibile. Resto dispiaciuta soprattutto per le mie due compagne. Fosse stata una gara individuale non avrei dovuto fare i conti con questa responsabilità, e accettarlo per me sola sarebbe stato molto più facile. Comunque non si trattava di tensione: per tutti questi dieci giorni seguenti il Mezzalama sono rimasta K.O., a terra, debilitata. Quel giorno ho provato a tener duro ma salivo e mi spegnevo, finchè ho dovuto fermarmi. Anche ripensando a come ero 'satura' durante gli ultimi appuntamenti, credo che si sia trattato di stanchezza. Ho fatto i conti: quest'anno ho partecipato a 32 gare».
…con relativi spostamenti, preparativi, programmazione: impressionante, anche per una professionista. Come giudichi questa tua lunghissima stagione?
«Ottima! Una delle più belle mai fatte! Soprattutto perché sono sempre stata 'lì', in competizione, anche quando non prevalevo io. Laetitia Roux è un discorso a parte: è impossibile confrontarsi con una fuoriclasse così, ma con la Maude (Mathys) ho battagliato, e anche Mireia quest'anno non era così lontana come lo era invece in altre stagioni».
E adesso cosa hai in programma, per ritemprarti?
«Per prima cosa andrò al mare con tutta la famiglia. Poi per tre mesi salirò nella nostra casa in montagna e ci resterò per tre mesi con i bambini, da giugno a settembre».
Come ti regoli in estate, con gare e impegni sportivi?
«Di solito partecipo a qualche gara di corsa in montagna, ma solamente qui vicino, in valle. Dopo una stagione di continui spostamenti, non me la sento proprio di continuare a viaggiare così anche in estate! Ma adesso per un po' uscirò a correre, in bici e con gli skiroll senza particolare impegno. Per il piacere di farlo».
E per la prossima stagione?
«…eh!…non lo so ancora. Ci sto pensando bene. Ci sono la famiglia e i bambini, è dura conciliare bene tutto. Resto sempre molto motivata alle gare, ma con la famiglia diventa tutto molto difficile!»
La Pitturina unica tappa italiana di Coppa del Mondo
New-entry per Verbier e Courchevel, confermate le finali a Tromso
Il calendario 2014 della Coppa del Mondo di scialpinismo prevede una sola tappa in Italia, ma si tratta di una new-entry carica di entusiasmo: La Pitturina Ski Race. L'appuntamento è fissato per il 31 gennaio con la sprint in notturna, mentre il 2 febbraio si correrà la prova individuale.
ORGANIZZATORI GIA' AL LAVORO - Entusiasmo alle stelle in Val Comelico, dove già da tempo si pensa alla prossima edizione della gara. «Per noi è un sogno che si realizza - ha commentato Michele Festini, presidente del comitato organizzatore - dato che già da qualche stagione ci eravamo prefissati l'obiettivo di portare in valle un appuntamento di valenza internazionale, per dimostrare che anche le nostre montagne sono all'altezza di grandi eventi e in grado di offrire scenari paesaggistici suggestivi». Come detto, c'è già fermento a Sega Digon. «Il Comitato Organizzatore si è allargato e ci siamo già incontrati due volte per valutare progetti e iniziative. È ancora presto, per certi aspetti, ma la macchina organizzativa è già a pieno regime». C'è da attendersi dunque il solito grande coinvolgimento popolare per la Coppa del Mondo, quello che è un po' il marchio di fabbrica della Pitturina. «Effettivamente la comunità locale ha questa caratteristica e tutti si fanno in quattro per rendere più piacevole possibile la permanenza di atleti e addetti ai lavori durante i giorni della gara. A breve non mancheranno le sorprese!».
TUTTO IN UN MESE - La Pitturina è inserita in un 'filotto' di tre week-end consecutivi di gare: l'apertura è prevista il 18 e 19 gennaio a Verbier in Svizzera con un vertical e una prova individuale, quindi il 25 e 26 gennaio a Courchevel in Francia (vertical e prova individuale), quindi l'appuntamento con La Pitturina. Dal 14 febbraio i Campionati Europei ad Andorra. Tutto in un mese, verrebbe da dire, forse per soddisfare le esigenze delle federazioni che vengono da fuori delle regioni alpine che in questo modo possono concentrare la maggior parte di appuntamenti in un'unica trasferta. Chiusura della stagione con la tappa elvetica di Les Diableretes (vertical + individuale), prima delle finali del 12 e 13 aprile che per la terza volta saranno ospitate dalla località norvegese di Tromso. La nostra attenzione, naturalmente, sarà concentrata sulla tappa italiana che si preannuncia davvero scoppiettante!
Presente e futuro dello scialpinismo
Tra sicurezza, sponsor e sogno olimpico
Sono stati resi disponibili gli atti del convegno-tavola rotonda tenutosi il 18 aprile scorso a Bolzano, come evento collaterale a Prowinter 2013. 'Sci alpinismo quo vadis? Sponsor, brand, Olimpiadi, allenamenti… - Esaltazione o distruzione dei valori dello sci alpinismo?”
È emerso un quadro dinamico, con aspetti in divenire che riguardano le regole necessarie per muoversi con consapevolezza anche nell'ambito dei comprensori sciistici i quali, a loro volta, dimostrano maggior sensibilità alle esigenze di questa particolare nicchia di utenti.
La disciplina sta crescendo anche nella prospettiva di diventare sport olimpico, il che comporta una definizione ufficiale delle varie specialità. Mentre, a gratificare anche la professionalità degli organizzatori, cresce l’interesse sul fronte degli sponsor.
IL CONVEGNO - A riunirsi attorno a un unico tavolo a Prowinter 2013 sono stati Armando Mariotta e Rebecca Vernon (rispettivamente Presidente e Vice presidente della ISMF), Helmut Sartori (direttore Funivie Val Senales), Matteo Eydallin (atleta della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI), Maurizio Dalla Libera (presidente della CNSASA - Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata), Oscar Angeloni (tecnico della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI). In rappresentanza degli organizzatori sportivi: Marco Camandona (Tour du Rutor e rappresentante della Grande Course) e Alessandro Mottinelli (Adamello Ski Raid e Grande Course).
Obiettivo: definire le basi per uno sviluppo futuro di una disciplina in forte espansione, praticata da un numero sempre maggiore di sportivi e seguita da un pubblico crescente di appassionati, chiamando in causa tematiche quali la sicurezza e le regole delle aree sciabili, le sponsorizzazioni, la candidatura olimpica e le grandi classiche.
“Ringrazio Fiera Bolzano che ci ha ospitati nella splendida cornice di Prowinter per parlare del futuro dello sci alpinismo e discutere assieme sullo sviluppo della disciplina - ha esordito Armando Mariotta, presidente ISMF -. In chiusura di stagione è importare tracciare il punto della situazione, per trovare una convergenza di pensiero riguardo le principali tematiche e pianificare efficacemente le azioni future”.
SCIALPINISMO E SICUREZZA: L'UTILIZZO DELLE PISTE - Le nuove generazioni di scialpinisti non si limitano a percorrere la montagna libera, ma ormai frequentano anche i comprensori sciistici, di cui utilizzano i servizi: risalite per portarsi in quota, piste per completare la discesa a valle e comunque per godere di una sciata più rilassata, rifugi... luoghi facilmente accessibili da condividere anche con la famiglia.
“Il target dell'appassionato di questa disciplina è ormai in gran parte dei casi quello di uno sportivo amante degli sport della fatica, che cerca nuovi orizzonti per misurarsi con la propria efficienza fisica e i propri limiti. In un ambiente capace di regalare emozioni genuine e intense, in una natura incontaminata. Molti sono valligiani, con la tessera stagionale”.
Questo è il quadro tracciato puntualmente da Alessandro Mottinelli, poliedrico operatore del comparto montano del Passo Tonale, a premessa del primo punto affrontato dalla tavola rotonda. In questo quadro, si delinea anche la volontà di trovare nuove soluzioni per consentire agli scialpinisti la risalita in sicurezza ai bordi delle piste (come già normato per ora solo in Trentino e in alcune località del Veneto), rispettando le disposizioni di legge che, nell'ambito delle responsabilità dei gestori funiviari, regolamentano anche il comportamento dei frequentatori delle skiarea, nonché l'impiego dei mezzi meccanici impegnati nella battitura serale e notturna dei tracciati.
Molti scialpinisti dediti all'attività agonistica, ma anche normali appassionati, possono dedicarsi agli allenamenti solo dopo il tramonto. E, dati i tempi a disposizione, scelgono zone sciistiche, di facile accesso. “L’attuale normativa, pur con lievi differenze a livello locale, vieta la risalita delle piste – dichiara Alessandro Mottinelli –; nessun gestore funiviario può dunque autorizzare questa pratica. Serve buonsenso da parte degli sportivi, nella scelta degli itinerari di salita all'interno di un comprensorio sciistico, per scongiurare situazioni di pericolo implicite anche nella gestione quotidiana delle piste. È essenziale divulgare a tutti questo messaggio”.
“La battitura delle piste nelle prime ore della notte è infatti una pratica difficile da rimandare - conferma Helmut Sartori, Direttore delle Funivie Val Senales -. Ritardare questo intervento, soprattutto quando le temperature non sono particolarmente rigide, rappresenta un problema. Potremmo magari discutere sull’opportunità di riservare alcuni tratti o tracciati, rinunciando all'intervento regolare dei gatti, ma attualmente la legge vieta la risalita delle piste da sci, di giorno come di notte, anche lungo i bordi. Mentre la discesa è consentita solo negli orari di esercizio degli impianti a fune. Il tutto è dettato da criteri di sicurezza e tutela degli utenti”.
“Il quadro normativo attualmente in vigore in Italia è molto chiaro, e stabilisce precise responsabilità in capo a chi viola le disposizioni di legge - aggiunge il Colonnello Marco Mosso, comandante del Centro sportivo Esercito che vanta una squadra di scialpinisti di prestigio internazionale -. Una possibilità potrebbe essere quella di riunire tutti gli enti che svolgono sci alpinismo agonistico a vario titolo, per cercare di trovare una collaborazione con il mondo dei gestori funiviari, nell'ambito delle normative”.
IL CONTRIBUTO DEL CAI - Educazione alla sicurezza è anche il leitmotiv dell’attività svolta dalla Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo, Sci alpinismo e Arrampicata libera del CAI: “Lo sci alpinismo è un’attività che presenta rischi e chi lo pratica se ne assume la responsabilità – afferma il presidente Maurizio Dalla Libera –; oltre i confini di competenza delle aree sciistiche, la montagna deve restare un luogo di frequentazione in libertà, senza norme di legge che regolano i comportamenti. La CNSASA ha lo scopo di promuovere e favorire lo sviluppo dell’alpinismo, con particolare attenzione ai problemi della prevenzione degli infortuni. Come responsabili del CAI siamo chiamati ad esercitare una grande vigilanza e ad intervenire presso le autorità competenti, al fine di evitare ogni intervento limitativo nell'uso degli spazi di montagna”.
UN CONTRIBUTO DAL PUBBLICO PRESENTE IN SALA - Una possibile soluzione per estendere la fruizione dei comprensori sciistici anche alle esigenze di allenamento dei praticanti dello sci alpinismo competitivo viene suggerita da Omar Oprandi: “Bisogna comunicare agli scialpinisti che non si può salire lungo le piste e che qualsiasi cosa succeda, la colpa è loro. È inoltre auspicabile che i gestori degli impianti prendano l'iniziativa d'individuare e creare specifici corridoi per gli sci alpinisti, con piste o strade forestali dedicate: percorsi segnalati, con mappe che indicano la traccia di salita e un’apposita segnaletica possono rappresentare una valida soluzione, come già hanno iniziato a fare nel comprensorio della Paganella”.
SCIALPINISMO E SOGNO OLIMPICO... - Il processo di candidatura dell’ISMF a Federazione olimpica è presentato con entusiasmo dal Presidente federale Armando Mariotta: “La marcia verso le Olimpiadi è iniziata. Ci siamo impegnati molto e abbiamo preparato un dossier di candidatura con interessanti dati e informazioni riguardanti la nostra disciplina. A fine maggio, a San Pietroburgo, sapremo se la nostra diventerà una Federazione olimpica”. Soddisfazione per il percorso intrapreso dalla Federazione è stata espressa da tutti i relatori intervenuti, pur nella convinzione che un’eventuale investitura dello sci alpinismo a disciplina olimpica - che potrebbe scattare con il 2022 - non debba prescindere dall’importanza delle grandi classiche, grazie alle quali il movimento è sino ad oggi cresciuto nella sua componente agonistica.
“Lo sci alpinismo ha tutte le carte in regola per entrare a far parte delle Olimpiadi, perché rappresenta appieno tutti i valori che sono alla base dei Giochi - afferma il Colonnello Marco Mosso –. Certo, bisognerà adattare i modelli di gara alle esigenze di un grande evento mondiale, mantenendo in primo piano le grandi competizioni classiche che rappresentano la storia dello sci alpinismo”.
…E LA VISIONE DE 'LA GRANDE COURSE' - Definire con precisione i contenuti della disciplina è un must per Alessandro Mottinelli: “Occorre prestare molta attenzione a non snaturare ciò che rappresenta lo sci alpinismo. Dobbiamo essere d’accordo: lo scialpinismo è la sprint, formula olimpica, o sono le grandi classiche come la Grande Course? Gare come le nostre non potranno mai essere olimpiche, quindi è essenziale definire bene quale formula rappresenta meglio la disciplina”.
Dello stesso parere anche Marco Camandona (Tour du Rutor e rappresentante della Grand Course): “La Grande Course in questo momento rappresenta un evento di grande importanza e di riferimento per gli appassionati della disciplina; dobbiamo decidere quale forma di sci alpinismo agonistico vogliamo portare avanti”.
L'INTERVENTO DEL D.T. ANGELONI - “Qualcosa andrà inevitabilmente rivisto, ma l’Olimpiade sarebbe un momento importante sia per gli atleti sia per i Centri sportivi militari – aggiunge Oscar Angeloni, tecnico della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI -. Naturalmente ci devono essere anche le grandi classiche, emblema dello sci alpinismo vero, ma ritengo che Olimpiade e grandi classiche possano coesistere senza alcun problema, come avviene, ad esempio, nello sci di fondo”.
SCIALPINISMO E AZIENDE - La crescita esponenziale dello sci alpinismo ha catalizzato l’attenzione di aziende interessate ad investire su atleti e squadre, per associare la propria immagine e il proprio brand ai valori della disciplina.
“Oggi lo sci alpinismo è diventato più appetibile per gli sponsor, anche se parliamo di cifre non paragonabili rispetto ad altri sport – esordisce Matteo Eydallin, atleta della Nazionale Italiana di sci alpinismo FISI -. Ci sono segnali di interesse da parte di vari marchi nei confronti di gare e circuiti, che fanno ben sperare per la crescita dell’intero movimento”.
Impressioni confermate anche da Oscar Angeloni: “A differenza di qualche anno fa, oggi vi sono diversi sponsor che bussano alla porta di un movimento che sta crescendo sempre di più”. Oltre all’attività di ricerca di sponsor, oggi risulta fondamentale gestire in maniera professionale le sponsorizzazioni, per garantire alle aziende un ritorno di visibilità: occorre far sì che questi investimenti vengano ricompensati da una corretta esposizione dei marchi, anche con l’ideazione e l’organizzazione di attività ed eventi dedicati.
“Per finanziare la crescita di eventi e progetti servono soldi, ma anche e soprattutto grande professionalità – ribadisce Alessandro Mottinelli –”.
“È vero che il nostro è uno sport in forte espansione, ma gestire e gratificare gli sponsor è un duro lavoro per gli organizzatori – aggiunge Marco Camandona -. Dobbiamo comunque cercare partner anche al di fuori del nostro mondo, per espandere la comunicazione del nostro sport”. L’ISMF tiene costantemente monitorata l’evoluzione e l’appeal della disciplina sportiva nei confronti di potenziali aziende sponsor.
A fornire una lettura della situazione è Riccardo Selvatico, responsabile marketing e comunicazione della Federazione: “Nell’ambiente dello sci alpinismo, in Coppa del Mondo e nei grandi circuiti, si sta lavorando per arrivare a uno standard di gestione delle sponsorizzazioni, sul modello di quanto attuato in altri sport. Ci sono molte aziende che credono nel cammino intrapreso dallo sci alpinismo, e confermo i segnali di interesse a investire da parte di grandi marchi. La nostra disciplina è stata per anni un prodotto di nicchia; ma oggi, con una gestione strutturata, possiamo ambire ad avere più aziende interessate e un finanziamento più importante delle attività”.
“Occorre trovare aziende che desiderano associare il proprio marchio al messaggio dello sci alpinismo – conclude il Presidente Mariotta –. Dobbiamo perciò diffondere tutti insieme questo messaggio. Oggi lo sci alpinismo è un fenomeno con un suo pubblico e con appassionati che sono conquistati dall'appeal di testimonianze fotografiche e video emozionanti. Per sviluppare progetti credibili e pensare di arrivare un giorno all’ambizioso traguardo delle Olimpiadi, abbiamo bisogno anche degli sponsor”.
PROWINTER E LO SCIALPINISMO - Da due anni la promozione dello sci alpinismo quale disciplina sportiva invernale emergente passa anche attraverso Prowinter, l’unica fiera b2b in Europa dedicata al noleggio e ai servizi per gli sport invernali: “Prowinter ha intercettato il trend positivo di praticanti e appassionati dello sci alpinismo, dedicando a questo sport la piattaforma Skitouring – afferma Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano SpA –; siamo fiduciosi che in futuro la nostra fiera possa diventare sempre più un chiaro punto di riferimento, di incontro e di confronto per tutti coloro che amano lo sci alpinismo e ne intendono promuovere la crescita”.
Walser Winter Triathlon a Lenzi-Galizzi-Boscacci
La gara Iron ad Andrea Corsi
42 Staffette e 36 Iron hanno partecipato alla 1° edizione del Walser Winter Triathlon con partenza alle Terme di Premia e arrivo ai 2950 m del Rifugio 3A, in Alta Valle Formazza.
LA STAFFETTA - Nella prova in staffetta netto dominio, come da pronostico, del trio Damiano Lenzi - che dopo la recente vittoria al Mezzalama si è cimentato nella prima frazione, quella ciclistica - Davide Galizzi e Michele Boscacci, 3° al Mezzalama 2013; già Lenzi si era presentato primo ai 1684 mslm della Cascata del Toce, dove terminava la prova ciclistica; GalIzzi e Boscacci hanno amministrato e anzi incrementato il vantaggio sugli inseguitori. Al secondo posto si è classificato il trio composto da Giulio Molinari, Marcello Ugazio e Marco Tosi, che hanno sempre corso nelle posizioni di testa; terza posizione i giovani Marco Provera, Alessandro Turroni e Mauro Darioli.
In campo femminile, dove le posizioni acquisite nella prova ciclistica si sono cristalizzate anche nelle altre frazioni, la vittoria è andata al trio composto dalla presidente dell'UC. Valdossola Pedretti, da Maria Giovanna Ceretti e Gisella Bendotti; secondo posto per Elena Brovelli, Elena Ferraris e Chiara Iulita; in terza posizione si sono classificate Patrizia Turtora, Silvia Conti e Greta Mancini.
IL TRIATHLON - La gara Iron è stata invece vinta da Andrea Corsi, al termine di bel duello con il sette volte campione del mondo di canottaggio Stefano Basalini: dopo essere rimasti leggermente indietro nella prova ciclistica, Corsi - 5° in bici - e Basalini - 6° nel frazione ciclistica - hanno recuperato nella prova podistica, passando rispettivamente in 3° e 2° posizione al cambio tra la 2° e 3° frazione. Corsi si è poi scatenato nella prova scialpinistica, andando a stabilire il miglior tempo di manche e staccando di oltre 5' Basalini. Al terzo posto si è piazzato Michele Lunghi, che dopo un'ottima prova con la specialissima, era in testa, ha pagato nella prova di corsa, dove ha stabilito l'undicesimo tempo, per poi riprendersi nella prova di skialp.
Dominio tra le donne per Raffaella Canonico, che ha nettamente vinto la prova Iron staccando di oltre mezz'ora Marta Poretti e di quasi quaranta minuti Maddalena Sesiani.
IL SUCCESSO DELLA PRIMA EDIZIONE - Buone le condizioni atmosferiche, anche se un fastidioso vento freddo ha caratterizzato l'intera giornata; fortunatamente si è messo a nevicare solo al termine della gara. Grande la soddisfazione di Maria Ludovica Pedretti, presidente atleta dell'Uc Valdossola, che ha organizzato l'evento in collaborazione con Formazza Event, Atletica Cistella, Sci Club Valle Antigorio e Veja di Cubtrabandiè: «Abbiamo avuto un bel numero di partecipanti - commenta Pedretti -e di alto livello qualitativo; buona anche la partecipazione femminile, a riprova delle crescita del movimento anche in questo tipo di manifestazioni; ovviamente qualcosa da registrare c'è ma direi che, forti anche dell'apprezzamento degli atleti, abbiamo posto le basi perché il Walser Winter Triathlon diventi una classica non solo a livello nazionale, ma anche internazionale».
A Camandona e Brera Molinaro la combi Tor-Mezzalama
Ferrino Endurance Run premia i migliori atleti delle due gare valdostane
Ferrino Endurance Mention. Un premio voluto dallo sponsor tecnico del Trofeo Mezzalama per premiare chi ha fatto meglio non solo al Mezzalama ma anche al Tor des Géants, l'endurance run di 330 km che percorre tutta la Valle d'Aosta lungo le alte vie. In pratica il riconoscimento è una combinata che somma i tempi delle due gare. Chi ha vinto? Tra gli uomini Marco Camandona, guida alpina, patron del Tour du Rutor, e tra le donne Rosalba Brera Molinaro. Camandona si è classificato ventottesimo al Mezzalama e quattordicesimo al Tor, Brera Molinaro dodicesima della classifica femminile al Tor e duecentoventinovesima al Mezzalama.












