Un caso di doping al Mezzalama?

Un atleta riscontrato positivo ad un diuretico. Doping o disattenzione?

Notizie che non fanno certo piacere… Riportiamo il comunicato stampa diffuso dall'organizzazione della gara valdostana.

È giunta in questi giorni nella sede della Fondazione Trofeo Mezzalama la lettera da parte della società Antidoping Suisse, che gestisce i controlli anti-doping per le gare Grande Course, in cui si annuncia una positività riscontrata durante i prelievi effettuati il 4 maggio 2013. La sostanza riscontrata nei test è il Furosemide. L’Antidoping Suisse ha inoltrato il fascicolo agli organi preposti, che informeranno l’atleta interessato. «Questa positività l’abbiamo appresa da pochi giorni - ha detto Adriano Favre, direttore tecnico del Trofeo Mezzalama e non avremmo mai voluto ricevere una notizia simile. La sostanza che è stata rilevata fa parte del gruppo dei diuretici e l’atleta risultato positivo non è tra i top skiers. Anche se la positività esiste, posso pensare a una mera superficialità dell'atleta, non finalizzata al miglioramento della prestazione sportiva. Nei prossimi giorni seguiremo attentamente gli sviluppi della vicenda». 


Giulia Compagnoni non si ferma mai

Dallo skialp alla corsa, non smette di vincere

Parliamo con la giovanissima Giulia Compagnoni, recente vincitrice sul percorso breve in Val Poschiavo: comunque quasi due ore di gara. Dopo la stagione dello skialp per lo Sci Club Alta Valtellina e per la squadra nazionale, senza rivali tra le cadette specialmente in salita, sta occupando i mesi caldi con le gare di corsa in montagna.

Giulia, ti avevamo lasciato con gli sci alla Pierra Menta jeunes: cosa hai fatto, dopo?
«Con gli sci ho smesso proprio con la Pierra Menta, è stata l'ultima volta. Poi ho iniziato a correre e ho partecipato alle gare regionali Fidal qui in zona. Ho 16 anni, ne compirò 17 a ottobre, e corro tra le Allieve: la distanza standard è di 3km e la gara termina generalmente in 15' al massimo».

E ieri come ti sei trovata, su una distanza molto più lunga? 
«Domenica è durata per me circa 46', ma mi sono sentita bene. In salita mi sono risparmiata molto, direi quasi che mi impegnavo al 70%. L'ho anche camminata tanto, anche perché dopo la stagione di skialp sono abituata al passo con i bastoncini e fatico un po' a riprendere la corsa in salita. Ma poi in discesa sono andata bene, essendomi risparmiata prima. In salita avevo ancora poco vantaggio sulla seconda, che vedevo due tornanti sotto».  

Quali distanze preferisci, a questo punto?
«Preferisco le lunghe, che riesco a gestire meglio perché ho una buona resistenza. Invece faccio più fatica sulle corte, anche perché quando mi alleno non faccio ripetute vere e proprie».  

E allora quali lavori privilegi nella tua preparazione? E quali ti piacciono di più?
«Guarda, io sto fuori un'ora al massimo, due-tre volte a settimana più la gara, non di più. Ho provato anche ad allenarmi di più ma salto. Specialmente dopo la gara devo recuperare tanto, in genere1-2 giorni. Dopo quella di ieri, due giorni di sicuro. E vado sui saliscendi, variando la velocità a sensazione. Qualche volta uso anche la mountain bike, per variare».   

Per quale società corri, a piedi? e chi ti segue?
«Sono tesserata Fidal per l'Atletica Alta Valtellina, e mi dà indicazioni mio papà Luciano, che corre da anni. Comunque mi sento spesso anche con il ' Tojo' (Davide Canclini, tecnico SCAV per lo scialpinismo), che mi dà qualche raccomandazione su come gestirmi».  

Sugli sci sei fenomenale in salita ma la discesa è un vero tallone d'Achille per te. E nella corsa?
«Ecco, nella corsa invece mi diverto di più in discesa, e si fa ancora più differenza che in salita. Comunque sto lavorando anche sulla discesa in sci: sulla muscolatura dei quadricipiti specialmente, e a fine stagione sugli sci mi sono dedicata alla tecnica. Appena arriverà la neve in autunno ricomincerò proprio da quello».  

Ma lo sai che c'è ancora una neve bellissima, anche vicino a casa tua? Non ti vien voglia di una bella scampagnata con le pelli ogni tanto?
«Eh, lo so! …mi piacerebbe, l'ho anche proposto a papà, di portarmi a fare un bel giro magari allo Stelvio».   

Come va lo studio?
«Ho appena finito l'anno, la terza liceo scientifico, ed è andata bene. Ora salirò al monte ad aiutare mia nonna che ha un ristoro in Val Zebrù, il primo che si incontra finito il tratto pianeggiante. Dò una mano per un'oretta a mezzogiorno, poi sono libera di andare a fare i miei giri».  

Vacanze?
«Quest'anno no! Niente mare, l'ho già detto ai miei, non mi piace!» 


Dachstein Triple rinviata: si correra' il 6 luglio

Pessime condizioni meteo sull'Austria. Percorso invariato.

La Dachstein Triple è posticipata a dsabato 6 luglio. Il cambiamento di data è causato delle cattive condizioni meteo che hanno colpito l'Austria, e la Stiria in particolare.

PERCORSO INVARIATO - Il posticipo permetterà agli organizzatori di mantenere il percorso invariato: 27 km e 2.000 metri di dislivello da superare in un triathlon alpino che vede mountain bike, corsa a piedi e scialpinismo uniti in una unica prova. Il percorso porterà i "triatleti del mountaineering" dal Planet Planai di Schladming fino alla stazione a monte della funivia del Dachstein a quota 2.700 metri. Si potrà partecipare in staffette da tre componenti, ma sono molti gli atleti che hanno deciso di sfidare il Dachstein Triple nella prova singola.  

RIAPERTE LE ISCRIZIONI -
Lo spostamento della gara può essere un occasione per chi non era riuscito a iscriversi di mettersi in gioco in questo speciale triathlon alpino. È possibile farlo on-line fino al primo luglio sul sito www.dynafit.com  

La responsabilità della gara è affidata a Karl Posch, esperto organizzatore di manifestazioni come il circuito Austria Skitour Cup. Numerose sono le aziende partner della competizione tra cui ThermoCool e la birra analcolica Erdinger: al termine della gara tutti potranno partecipare al pasta party in quota e indossare la maglia Dachstein Triple 2013 della nuova collezione Dynafit.   


Concluso il modulo teorico del primo corso allenatori

La parte pratica si terrà allo Stelvio da lunedi' 17 giugno

Si è concluso venerdì 31 maggio la parte teorica del primo corso per allenatori e tecnici di scialpinismo, tenuto nella sede della FISI a Milano, in via Piranesi, a cura della Scuola Tecnici Federali (STF). 
Negli ultimi giorni sono intervenuti e sono stati particolarmente apprezzati Lucia Castelli sui temi della didattica e Sepp Chenetti su argomenti tecnici.

Lucia Castelli partecipa spesso come docente a corsi per tecnici e professionisti della neve, incrociando le proprie competenze professionali con la passione per l'agonismo sugli sci da fondo e da alpinismo.

Sepp Chenetti, uno dei migliori tecnici italiani dello sci di fondo, è particolarmente attento all'analisi biomeccanica del gesto e ha già avuto modo di confrontarsi con gli atleti sulle tematiche specifiche dello scialpinismo.  

Restano in sospeso, tra le altre, le domande sul 'dopo' primo corso, nel quale si è partiti senza la base di una progressione tecnica condivisa specifica della disciplina . Come auspicato dal colonnello Marco Mosso, la strada dovrebbe essere la formazione di gruppi di lavoro tra gli allenatori formati con questo corso, che definiscano una base tecnica uniforme da cui partire per lavorare sul campo e nei prossimi corsi allenatori.  

Appuntamento per tutti i 47 partecipanti lunedì 17 giugno alle 8.30 presso l'Hotel Thoeni 3000 al passo dello Stelvio.   


Gignoux: 'Noi eravamo amatori rispetto a Jacquemoud'

Il grande ski-alper francese racconta il suo record sul bianco del 2003

Lo scorso 14 maggio Mathéo Jacquemoud ha battuto il record di salita e discesa dal Monte Bianco che resisteva da 10 anni e apparteneva alla coppia Pierre Gignoux-Stéphane Brosse. Mathéo ha fermato il cronometro a 5h05'. Il 30 maggio 2003 Pierre e Stéphane ci avevano messo esattamente 10 minuti in più. Proprio in occasione del decimo anniversario dell'impresa Pierre Gignoux, sul suo sito, ha voluto raccontare i retroscena di quell'impresa.

PERCHÉ - Il primo motivo che aveva portato alla decisione dei due francesi erano le immagini viste in tv di Laurent Smagghe che aveva stabilito il record di 5h29' il 5 agosto 1988 e poi la voglia di battere il record di Pierre-André Gobet del 1990 (a piedi) di 5h10. 

LE REGOLE - Salire in due con delle regole di sicurezza e lungo l'itinerario classico utilizzato da chi aveva già fatto il record (Chamonx-La Jonction-Grand Plateau-Col du Dome). Questi i punti fissi. I dubbi? Prendere e lasciare gli sci dove iniziava la neve oppure portarli con sé? Alla fine ha vinto questa seconda ipotesi. Però i due hanno potuto godere di un servizio di rifornimento cibo e bevande lungo il percorso. E la preparazione? Specifica per l'alta quota ma… «Inutile perché abbiamo dovuto rinviare la data del tentativo di un mese a causa delle condizioni meteo».

IL MATERIALE - «Prototipi di scarponi in fibra di vetro e carbonio di mia fabbricazione del peso di circa 680 grammi a scarpa. Sci Dynastar da 170 cm e 950 grammi ad asta e attacchi misti: il puntale Dynastar e la talloniera prototipo per un peso totale di 230 gr (180 gr + 50 gr). Oggi si possono guadagnare 600 gr a piede (200 gr in meno di scarpone, 250 grammi in meno di sci e 155 di attacco».

LA PAURA - Durante la discesa Stéphane Brosse è caduto in un crepaccio mente cercava di recuperare lo sci che si era sganciato, un'avventura per fortuna finita bene perché si è fermato a 3-4 metri su un ponte di neve. 

UN RECORD RESISTITO 10 ANNI - «Ci sono stati molti tentativi. La preparazione richiede molto tempo tra ricognizione del percorso, acclimatazione, preparazione. Bisogna poi essere liberi nel giorno giusto, quando il meteo è favorevole perché ci sono poche finestre positive». Potrà essere battuto il record di Jacquemoud? «Prima di tutto bravo Mathéo, non è solo un atleta eccezionale ma anche un grande montanaro. Noi rispetto a lui eravamo degli amatori, ha un livello nettamente superiore e materiali più performanti. Il giorno con tutte le condizioni positive, vale a dire bel tempo senza vento, buon rigelo nella parte bassa, buona traccia, La Jonction in un buono stato, potrà battere il suo record. Con queste condizioni di innevamento eccezionali forse c'è ancora tempo per battere il record quest'anno. Spero che Kilian sia con lui questa volta perché era anche loro volontà essere insieme». 


Partito il primo corso per allenatori di skialp

Le lezioni teoriche in questi giorni a Milano, poi a giugno allo Stelvio

Sono iniziate l'altroieri le prime lezioni teoriche del corso per allenatori di scialpinismo, a Milano. Un evento importante e atteso, il primo corso al mondo di questo tipo. A seguire il comunicato ufficiale della FISI. Non mancheremo di tornare a breve sull'argomento con approfondimenti.

È in pieno svolgimento a Milano il primo corso per allenatori di scialpinismo al mondo. L'iniziativa della Federazione Italiana Sport Invernali coinvolge l'élite del mondo scialpinistico italiano e non solo (è infatti presente un atleta francese con doppio passaporto, Toni Sbalbi). Questo primo corso permetterà la formazione di allenatori di terzo livello che saranno poi i docenti dei corsi a seguire: il primo già nel prossimo ottobre, se vi saranno richieste.

Partecipano al corso i nomi più importanti dello ski-alp azzurro: da Manfred Reichegger, a Gloriana Pellissier, a Matteo Eydallin. C'è anche il dt dello snowboard italiano, Cesare Pisoni. Poi grandi esperti di scialpinismo che sono maestri di sci di fondo, di sci alpino, di snowboard, guide alpine e tecnici che hanno sempre lavorato con la base dei praticanti di questa disciplina in grande crescita. Sono 47 gli iscritti a questo primo, storico, corso, tra cui 3 donne.

Questo primo corso ha l’obiettivo principale di formare i 'quadri' che dovranno poi dar vita ai successivi corsi per Allenatori  Federali e Assistenti Tecnici Federali di scialpinismo. Da questo primo corso, che possiamo chiamare corso 'zero' dovranno uscire i futuri docenti STF per la parte tecnica relativa allo scialpinismo, che avranno l’onere di sviluppare tantissimi argomenti che riguardano questo sport. Gli attuali partecipanti rappresentano l’eccellenza dello scialpinismo nazionale, con la presenza di  alcuni tecnici di riferimento segnalati dai rispettivi Comitati Regionali; sono presenti:
•    Istruttori Nazionali Sci Alpino e Fondo
•    Istruttori Nazionali Guide Alpine
•    Guide Alpine
•    Maestri di Sci
•    Atleti di Coppa del Mondo (Reichegger, Eydallin, Pellissier ad esempio)
•    Tecnici di riferimento dei Comitati Regionali

La particolarità e l’innovazione di questo corso è rappresentata dal fatto che nella stesura del regolamento si è tenuto conto delle peculiarità dello scialpinismo, sintesi di più componenti tipiche degli sport invernali e della pratica della montagna: per questa ragione il corso è stato aperto, oltre alle tipica figura del Maestro di sci, anche alla Guida Alpina, che sicuramente rappresenta una figura professionale di particolare importanza nel mondo dello sci alpinismo. La collaborazione che si è aperta tra FISI e Collegio Nazionale Guide Alpine potrà senz’altro giovare all’evoluzione anche nel campo dell’allenamento sportivo allo sci alpinismo italiano, già protagonista a livello internazionale come dimostrato dagli eccellenti risultati ottenuti nella scorsa stagione agonistica. Altro aspetto importante è la presenza di alcuni elementi di primissimo piano e riferimento nazionale nello sci alpinismo, che pur non possedendo la qualifica di Maestro di Sci e/o Guida Alpina, potranno ottenere la qualifica di Assistente Tecnico Federale e fornire nell’ambito della struttura sportiva federale uno straordinario contributo tecnico, per le esperienze maturate sul campo in tanti anni di pratica dello sci alpinismo.

L’esigenza di far nascere un corso per Allenatori di Sci Alpinismo era sentita in ambito FISI già da tempo, proprio per l’importanza che lo sci alpinismo riveste in Italia: tantissimi praticanti, molti agonisti di tutti i livelli, Squadra Nazionale Italiana tra le migliori al mondo da tempo, grandi tradizioni storiche e nell’organizzazione di gare importantissime. Essere riusciti a coinvolgere tutte le figure tecniche che animano il mondo dello sci alpinismo italiano è sicuramente un aspetto positivo ed esaltante: sicuramente può rappresentare un punto di partenza importante per una collaborazione sempre maggiore per sostenere gli sport invernali, con un riguardo particolare ai settori giovanili.

Il corso è sviluppato con una prima fase teorica dal 27 al 31 maggio a Milano ed una fase teorico-pratica dal 17 al 21 giugno al Passo dello Stelvio. Le materie che saranno sviluppate saranno:
MILANO FASE TEORICA
•    Organizzazione Federale, norme e regolamenti
•    Quadro normativo
•    Metodologia dell’allenamento e preparazione atletica
•    Psicologia
•    Fisiologia
•    Modello prestativo e tecnico
PASSO DELLO STELVIO FASE TEORICO PRATICA
•    Studio della neve e fenomeno delle valanghe; analisi e prevenzione
•    Progressione Italiana Sci Alpino
•    Progressione Italiana Sci di Fondo
•    Autosoccorso e soccorso organizzato in montagna e su valanga
•    Nozioni generali di primo soccorso
•    Progressione sci alpinistica – utilizzo materiali e tecniche alpinistiche

I docenti per le varie materie saranno tratti tra quelli tipicamente utilizzati dalla STF, ma integrati da altri per specifici argomenti quali quelli normativi (Avv. Saltarelli e Isp. De Podestà Corpo Forestale dello Stato),  di psicologia (Dr. ssa Castelli),  di fisiologia (Prof. Miserocchi Università degli Studi Milano Bicocca), studio della neve e del fenomeno delle valanghe (dr. Sterpini Presidente Servizio Valanghe Italiano). Per gli argomenti specifici relativi al soccorso in montagna e alla progressione sci alpinistica è intendimento utilizzare docenti forniti dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine. 


Sauze d'Oulx festeggia il suo campione

Festa in onore di Matteo Eydallin sabato 22 giugno

SAUZE D'OULX – Sabato 22 giugno, alle ore 18.30 al Teatro d’Ou di Sauze d’Oulx, grande festa in onore di Matteo Eydallin campione di sci alpinismo, fresco vincitore del Trofeo Mezzalama. La serata si aprirà con il saluto del Sindaco, Mauro Meneguzzi, seguito dalla proiezione di un filmato sull’ultima impresa stagionale di Matteo che sarà commentato dal patron del Trofeo Mezzalama, Adriano Faure.

L’incontro proseguirà con Dario Jannon, responsabile del Soccorso Alpino che ha visto crescere agonisticamente Matteo Eydallin. Jannon ripercorrerà le tappe che hanno portato un giovane ragazzo di Sauze d’Oulx a diventare un grandissimo campione di sci alpinismo. Tutti sono invitati a partecipare alla festa che proseguirà, dalle ore 19.30 in Piazza Assietta, con un aperitivo per un brindisi di tutta Sauze d’Oulx in onore del suo grande campione  


Michele Boscacci: finale di stagione inaspettato.

'E ora c'è il concorso per l'Esercito'

Parliamo con Michele Boscacci per fare il punto sulla stagione appena conclusa e sui suoi programmi. Michi ha iniziato la stagione forte, anzi fortissimo con il titolo assoluto Vertical a Caspoggio: la gara perfetta, quella in cui si riesce ad andare oltre il 100%. Senza subire il peso  della responsabilità di correre in casa.

Vuol dire essere forte anche di testa, tanto da riuscire a restare libero dai condizionamenti ambientali. Poi ha avuto un calo fisiologico ma non ha saltato un appuntamento, correndo tutto anche a Pelvoux.

Infine tutta la seconda parte della stagione l'ha visto di nuovo sempre protagonista, dalla Pierra Menta corsa con Antonioli fino al Mezzalama, passando per la bella vittoria in Brenta con Holzknecht. Potenza e testa. Del resto, buon sangue non mente.  

Michi, come giudichi la tua stagione?

«Sono soddisfatto. Dopo le prime gare ho avuto un calo, ma poi nella seconda parte è andata molto bene, specialmente in certe gare. Non me l'aspettavo così».  

La tua gara migliore?

«A Caspoggio, il Vertical. Lì ho dato veramente tutto, e anche in quel caso non me l'aspettavo».  

La peggiore?

«A Misurina. Quel giorno non c'era proprio niente da fare».  

La gara che ti è piaciuta di pìù?
«Sará forse perchè è stata l'ultima e i ricordi sono più vivi, ma sicuramente il Mezzalama. È la gara più impressionante, per l'ambiente!»  

Com'è stata, correre legato con il Lanfra e Holzknecht?

«E' andato tutto liscio. Non è stata una passeggiata ma non ho mai sofferto particolarmente. Siamo sempre stati equilibrati».  

Cosa stai facendo in questo periodo?

«Dal lunedì mattino del Mezzalama sono tornato al lavoro, con papà, in falegnameria. Orari lavorativi normali, come tutti, ed esco ad allenarmi la sera dopo le sei. Prevalentemente bici, in mountain bike, e un po' di corse. Tutto a sensazione e per divertirmi, solo per mantenere e scaricare, niente programmi. Sicuramente farò anche qualche garetta di quelle che organizzano qui intorno. Abbiamo tante cronoscalate  in bici, o anche gare e staffette corsa-bici, magari skiroll. Tra poco ne organizziamo una anche noi qui in Albosaggia. Sono manifestazioni piccole ma belle, in amicizia. Io però corro solo in mountain bike».  

I progetti e le vacanze?

«Vacanze…qualche giorno ad agosto lo farò sicuramente, ma non ci penso. Quello che capita, capita. Intanto però mi preparo perchè sto aspettando il concorso per l'Esercito, che dovrebbe essere tra l'estate e l'autunno».   


Primo corso per allenatori e tecnici di skialp al via

In FISI a Milano il modulo teorico da lunedì 27 maggio

Dal 27 al 31 maggio, la prossima settimana quindi, si terrà il modulo teorico del primo corso di formazione per allenatori e assistenti tecnici dello scialpinismo.
Il ritrovo è fissato a Milano presso il Palazzo delle Federazioni, in via Piranesi 46 nella sala C. Le lezioni avranno indicativamente il seguente orario: 9.00/13.00 – 14.00/18.00.  

Sono stati ammessi tutti coloro che ne avevano fatto richiesta negli scorsi anni, circa 60 nomi, quando si parlava nell'ambiente della sola possibilità di un corso allenatori ma nulla era stato ancora stabilito dalla federazione. Numerose altre richieste, presentate proprio a seguito della pubblicazione effettiva del bando, sono state invece respinte per raggiunto numero massimo. 

Contrariamente agli altri corsi allenatori per le discipline sciistiche, che richiedono il pre-requisito del titolo professionale di Maestro di sci, sono stati ammessi anche tecnici 'di fatto' dei club e atleti di livello nazionale. Ma anche qualche nome noto nell'ambiente a tutt'altro titolo (non tecnico).
Sono state però ammesse anche le Guide Alpine, escluse in un primo momento in quanto non riconducibili alla FISI o ad altra federazione del CONI, ma nei fatti le professionalità più affini e complementari alle caratteristiche della figura tecnica che si va a formare.   

Nei corsi allenatori delle altre discipline i titoli prerequisiti costituiscono soprattutto selezione di qualità e garanzia di metodo didattico consolidato, acquisito durante i corsi professionali delle rispettive categorie. Corsi che, come è noto, sono preceduti da selezioni severe, perlomeno nelle regioni alpine, e cui è riconosciuto anche internazionalmente un livello qualitativo molto alto.  Sarebbe auspicabile che in futuro, dopo questo corso 'zero' (che come tutti i corsi 'zero' di altre discipline 'nuove' -  snowboard, telemark ecc - diventerà una base di lavoro ma anche una specie di sanatoria ex-ante di cui possono godere persone non titolate), gli allenatori responsabili delle successive selezioni, dei prossimi corsi di formazione, aggiornamenti ed esami, siano invece titolari di questo indispensabile background.        

IL PROGRAMMA


LUNEDI’ 27/05
ORE 14.00 ACCREDITAMENTO PARTECIPANTI PRESENTAZIONE PROGRAMMA REGOLAMENTI FEDERALI  

MARTEDI’ 28/05
ORE 9.00/18.00 QUADRO NORMATIVO MONTAGNA E SPORT INVERNALI 

MERCOLEDI’ 29/05
ORE 9.00/18.00 METODICA/PREPARAZIONE ATLETICA

GIOVEDI’ 30/05 ORE 9.00/13.00 PSICOLOGIA ORE 13.00/18.00 FISIOLOGIA   

VENERDI’ 31/05
ORE 9.00/18.00 MODELLO PRESTATIVO E TECNICO   

16-21/06 PASSO STELVIO:
MODULO PRATICO  


Pietro Lanfranchi: 'Contento della mia stagione'

'Intanto esco sempre ad allenarmi. Per il futuro si vedrà!'

Con 'il Lanfra' siamo curiosi di sapere come giudica la sua stagione dopo il bel terzo posto al Mezzalama in team con Holzknecht e Boscacci.
In effetti questo inverno non tutto era andato per il verso giusto: due distinti incidenti in discesa l'avevano condizionato in due momenti cruciali. Il primo a Pelvoux proprio durante la Team Race di apertura dei mondiali. Il secondo aveva prodotto conseguenze più prolungate nel tempo per via dello sterno incrinato in una collisione con Reichegger durante la prima tappa della Pierra Menta.
Comunque conclusa. Accertamenti e diagnosi solo dieci giorni dopo…altro che terapia del dolore!  

Pietro, questo Mezzalama porta il bilancio stagionale ampiamente in positivo.
«Alla fine sono contento, dopo la sfiga delle due botte. A parte le gare condizionate dalle problematiche conseguenti, nelle individuali sono comunque andato bene e sono riuscito a piazzarmi sempre nei primi 10»  

Come si vive la passione per le gare quando c'è anche un figlio appena arrivato? Una eventuale delusione, o uno stop forzato, diventa meno stressante?

«Al contrario! In quel caso mi arrabbio perché per prepararmi avevo tolto tempo alla famiglia, e per niente!»  

Le tue gare migliori? Secondo Ski-alper, Presolana e Mezzalama.

«Sì, alla Presolana ho fatto una bella gara, anche se per l'emozione di correre in casa ho commesso due o tre errori. Ci metto anche il terzo posto al Vertical di Andorra dietro a Lenzi e a Bon Mardion. E' 'solo' un Vertical, ma è un podio in Coppa!»  

E il Mezzalama come si è sviluppato dopo il Castore? Avete scollinato secondi al Breithorn con 1' di margine su Jacqemoud-Bon Mardion-Kilian, poi avete anche incrementato un po'. E dopo? 

«Sul Naso loro ci hanno passato con un'altra velocità. Allora ci siam guardati alle spalle e gli altri erano lontanissimi. Abbiamo parlato tra di noi per capire cosa potevamo fare e deciso di fare la nostra gara. Tanto che sono rimasto davanti nella cordata anche se ero stanco».  

Cosa stai facendo in questo periodo?

«Va bene, è un bel periodo! Finalmente ho un bel po' di tempo per stare con la famiglia e dedicarmi a loro».  

I tuoi propositi per la prossima stagione?

«Non lo so ancora. Sto ancora pensando a una stagione a minore intensità, a un livello più basso. Ma ogni anno non so cosa farò la stagione successiva. L'anno scorso, con la novità del bambino in arrivo, avevamo parlato e deciso di provare comunque e vedere come andava. Ma ho fatto veramente fatica! A freddo, adesso, direi di no, ma bisogna vedere quando arriva l'autunno e poi la neve».  

Ma intanto non stai fermo…

«No, certo! Esco sempre, anche grazie ai miei amici Matteo e Marco che mi fanno saltar fuori la mattina. Se non ci fosse l'appuntamento con loro non riuscirei a uscire! …e poi questa estate mi aspettano le sfide in skiroll con lo Zamba e gli altri qua in giro!»  

Ferie?

«Zero! Le ho usate tutte, sono in negativo. Avevo chiesto anche dei permessi non retribuiti per poter gareggiare, e ringrazio l'azienda per avermeli concessi».    


Elena Nicolini: 'Stagione oltre le aspettative!'

Ben 36 gare quest'anno per la campionessa trentina

Quando Elena risponde al telefono è in compagnia degli altri soci dello 'Sci Club Nicolini': «Sono in auto, stiamo tornando da una premiazione della FISI Trentino!»  

Ancora premiazioni? Ma questa stagione non finisce mai! Però non sembri stanca… quante gare hai corso quest'anno, Elena?

«36 gare! Ma la stagione mi è volata perché quest'anno ho fatto un bel po' di gare che non avevo mai fatto prima: i Mondiali, la Pierra Menta, il Mezzalama…a dir la verità ho avuto un periodo verso fine stagione in cui ero stanca di testa. Ma poi c'era il mio primo Mezzalama, la gara che andavo a vedere quando correva mio papà, e la novità mi ha ridato motivazione».  

Sarai ben contenta della tua stagione, no?

«Sì, è andata sopra le aspettative! Sapevo di essermi preparata bene, ma non pensavo proprio di andare così».  

Qual è stata la gara 'speciale'?

«L'argento a Pelvoux nella Team Race con Gloriana. Oltre a essere andate bene e alla nostra amicizia, è stata per me la conferma definitiva. Anche se già con il secondo posto dietro Glo al Campionato italiano individuale alla Pitturina avevo ottenuto una prima conferma del mio livello di quest'anno».  

E il risultato più prestigioso?

«Be', è ovvio che il Mezzalama è la 'Gara delle Gare', ma sai com'è andata. Non che valga di meno, lo so, però…
Invece, personalmente, sono molto contenta del secondo posto alla Pierra Menta perché ce lo siamo proprio combattuto e conquistato. Due tappe a testa tra noi e le terze, il vantaggio ridotto a un minuto e poi ripreso il giorno dopo…è stata proprio una bella battaglia, vissuta! E anche quella per me era un'esperienza nuova».  

Cosa stai facendo in questo periodo? Vi state preparando a riaprire il 'Tosa-Pedrotti'?

«Fermi, mai! Un po' di corsa, bici, arrampicata senza obbiettivi, per tenersi e per il piacere di farlo. Intanto sì, stiamo preparando tutte quelle cose che vanno fatte in valle per riaprire il rifugio. Il 10 giugno saliremo noi, ma resterà chiuso fino al 15 perché ci vuole una settimana di lavoro duro per riavviare un rifugio così…l'acqua, la corrente, riaprire tutto…a proposito, guarda che ti aspettiamo!»  

Sicuro! Dove altro possiamo trovare una simile densità di top skiers? Ma è vero: l'arrampicata. Con un padre così non puoi che essere anche una bella climber. Che grado hai in falesia? E in montagna?

«Ah, guarda, penso che mio papà mi abbia insegnato ad arrampicare prima che a sciare! Dopo tutto l'inverno senza toccare la roccia per ora sto sul 6b, 6c. Il mio top è stato un 7b+ lavorato. In via invece ci vuole esperienza per proteggere. Dato che ci vado poco, al massimo salgo con mio papà qualche tiro da prima sul V qui in Brenta».  

Obbiettivi per la prossima stagione? Su cosa pensate di lavorare con Eros Grazioli, il tuo allenatore?

«La salita! Certamente devo alzare soglia e velocità sulla distanza. Nelle sprint me la cavo, quindi la velocità di base c'è. Poi anche in discesa, e sui cambi soprattutto, si può sempre migliorare, ma per me questa era solo la terza stagione di sport di durata, quindi devo lavorare sicuramente su questo aspetto».  

E le vacanze?

«Eh, mi sa che quest'anno saltiamo. Con il rinvio del Mezzalama, la settimana in Sardegna…ad arrampicare, eh?! Mica andiamo là per stare fermi!…magari a ottobre, vedremo».  


8 giugno, tempo di Dachstein Triple

Alpine biking, running e ski touring. Al via anche Mireia Miro'

Sabato 8 giugno prenderà il via la terza edizione del Dachstein Triple, un triathlon che prevede la sequenza di tre discipline: Alpine Biking, Alpine Running e Ski Touring. 

LA GARA -
Il tracciato si sviluppa su 27 chilometri di lunghezza complessiva. La prima frazione si percorre con la mountain bike da Planet Planai a Schladming fino alla stazione di partenza delle funivia del Dachstein: sono 20 chilometri ma con 1320 metri di dislivello da superare. Al termine della frazione in mtb i partecipanti entreranno in 'zona cambio' per infilarsi le scarpe da corsa e salire a Edelgries: un percorso di 3 chilometri con una pendenza media superiore al 10% che metterà a dura prova le gambe degli atleti. Infine, la terza e ultima frazione, quella di scialpinismo con il traguardo a quota 2.687 metri per incoronare tutti coloro che riusciranno a portare a termine una gara massacrante come il Dachstein Triple.

NOVITÀ - La novità di questa edizione 2013 è la possibilità di partecipare al Dachstein Triple sia in staffetta di tre componenti che di gareggiare in prova singola. Molti gli italiani che hanno dimostrato interesse verso la competizione ed è certa la partecipazione di un team di giornalisti italiani che gareggeranno nella prova a staffetta e di un giornalista che si misurerà nella prova singola.
Le particolari condizioni del terreno sul Dachstein lo rendono il palcoscenico ideale per la formula 'alpina' del triathlon, che dopo l'Oetzi Alpin Marathon svoltosi in val Senales lo scorso 21 aprile, sta riscuotendo un grande consenso tra gli amanti delle prove multiple in alta montagna.

BIG - Come gli anni scorsi si attendono al Dachstein Triple atleti di spicco quali la campionessa spagnola di scialpinismo e trail running Mireia Mirò e il ventitreenne Marc Pinsach che l'anno scorso ha tagliato il traguardo in 2:30'36": il tempo da battere quest’anno. Il detentore del record sarà presente con il pettorale n. 1 di colui che deve difendere il titolo. La responsabilità della gara è affidata a Karl Posch, esperto organizzatore di manifestazioni come il circuito Austria Skitour Cup e anche per l'evento del prossimo 8 giugno numerose sono le aziende partner tra cui ThermoCool e la birra analcolica Erdinger: al termine della gara tutti potranno partecipare al pasta party in quota e indossare la maglia Dachstein Triple 2013 della nuova collezione Dynafit. www.dynafit.com/it/iniziative-eventi/dachstein-triple/dynafit-thermocool-dachstein-triple-2013-the-race.html  


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SKIALPER
è una rivista cartacea a diffusione nazionale.

Numero Registro Stampa 51 (già autorizzazione del tribunale di Torino n. 4855 del 05/12/1995).
La Mulatero Editore è iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione con il numero 21697

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