Marc Pinsach Rubirola re della OCC
Settimo posto per Mattia Roncoroni
È di Marc Pinsach Rubirola il sigillo vincente alla OCC (53km e 3.300 metri di dislivello positivo con partenza da Orsieres, l’ultima nata in casa UTMB): lo skialper catalano sta andando forte in questa stagione nel running con la vittoria alla Maratón del Andorra Ultra Trail o alla Olla de Núria. Alla OCC è stata gara a due con il francese Sylvain Court, primo alla Maxi Race de Annecy. 5h21’38” il tempo di Pinsach, 5h23’25”. Completa il podio il francese Germain Grangierin 5h38’27”. Ancora Francia con Romuald De Paepe, quinto lo spagnolo Roberto Sancho, sesto il marocchino Abdelkadous Mouj Nia, settimo Mattia Roncoroni. Nei primi altri due azzurri: undicesimo Alberto Comazzi, quindicesimo Giacomo Chiolini.
#OCC first finisher 2015 #UTMB with Marc Pinsach Rubirola
Posted by Ultra Trail du Mont Blanc - UTMB on Giovedì 27 agosto 2015
Nella gara rosa podio tutto francese con l’affermazione della francese Celia Chiron in 6h41’53” su Cécile Lefebvre in 6h42’19” e Caroline Benoit in 6h42’43”, quarta un'altra francese, Virginie Govignon, quinta la spagnola Maria Bravo Zuñiga.
#OCC Départ / Start© Ultra-Trail du Mont-Blanc® - Franck Oddoux
Posted by Ultra Trail du Mont Blanc - UTMB on Giovedì 27 agosto 2015
Pau Bartolo, dopo la CCC anche la TDS
La svizzera Andrea Huser prima nella gara rosa, settima Marina Plavan
L’anno scorso ha vinto la CCC, nel 2015 si è aggiudicato la TDS: lo spagnolo Pau Bartolo ha tagliato per primo il traguardo di Chamonix, dopo 119km e 7250 metri di dislivello, partendo da Courmayeur, in 14h26’40”, lasciandosi alle spalle i francesi Cyril Cointre in 14h43’02”, Lionel Trivel e Antoine Guillon in 15h00’03” e Rémi Berchet in 15h13’40”.
The first #TDS finisher : Pau Bartolo!!!!!! Posted by Ultra Trail du Mont Blanc - UTMB on Mercoledì 26 agosto 2015
Nella gara femminile è la svizzera Andrea Huser a salire sul gradino più alto del podio in 16h35’29”, piazza d’onore per la spagnola Cristina Bes Ginesta in 17h04’52” con terza la francese Juliette Blanchet in 17h52’20”, quindi ancora Francia con Josiane Piccolet in 19h51’55” e Delphine Roux in 19h54’44”. Settima l’azzurra Marina Plavan in 20h23’24”
Posted by Ultra Trail du Mont Blanc - UTMB on Martedì 25 agosto 2015
Cordillera Blanca fast & light
Su Skialper di agosto alla scoperta delle vette peruviane
La Cordillera Blanca del Perù. Un sogno. Che Silvestro Franchini e il fratello hanno realizzato e raccontato su Skialper di agosto-settembre. «Non ci siamo certo annoiati… Non abbiate paura, non vi stuferete, il meteo in genere è sempre abbastanza stabile e se il vostro obiettivo è di salire su vette di 5.000 o 6.000 metri in stile fast & light, unendo alpinismo non troppo difficile e velocità, la Cordillera Blanca non vi deluderà» ha scritto Franchini.
VACANZA MULTISPORT - La vacanza può essere molto varia, oltre ai bellissimi trekking (Huayhuash, Santa Cruz) potrebbe valere la pena di venire fin qui solamente per scalare su roccia: big-wall e bouldering da paura… A chi piace correre le valli offrono terreno per allenamenti in alta quota mostruosi. «Una volta arrivati a Huaraz, la Chamonix delle Ande, ci siamo trovati davanti a una città di 120.000 abitanti. Al primo impatto la porta delle Ande ci è sembrata sporca e caotica, ma poi abbiamo avuto modo di conoscere i ritmi di vita peruviani e apprezzare le usanze e la cucina del luogo». L'acqua è imbevibile, meglio idratarsi con tisane e iniziare a caricarsi per la montagna con mate de coca e Inca Cola. «Abbiamo imparato un’altra lezione: evitate di andare in montagna nei giorni a cavallo di un cambio di luna, in genere il tempo è molto instabile» aggiunge Franchini.
LE GITE - Salite ‘fast & light’ quelle proposte da Silvestro Franchini. A partire dal Rifugio Huascaran (4.650 m), una gita da fare in stile skyrunning, ottima come allenamento/acclimatamento. Potrete macinarvi i 1.880 metri di dislivello che separano il rifugio dalla valle in giornata, partendo dall'abitato di Musho (3.070 m), raggiungibile con bus collettivo da Carhuaz, e proseguire fino all'inizio del ghiacciaio, a 4.950 metri. Le vere mete però sono altre: Nevado Ishinca (5.530 m), Nevado Pisco (5.752 m), Chopicalqui (6.354 m). Questa scalata a detta di molti è una delle più belle dell'intera Cordillera per il paesaggio mozzafiato che regala e per le difficoltà tecniche mai elevate: attenzione solo alla stabilità della neve a inizio stagione.
ATTREZZATURA - Tenda e sacchi a pelo, abbigliamento per affrontare un 4.000 delle Alpi nelle mezze stagioni se pensate di scalare montagne dai 5.000 ai 6.000 metri, scarpe semi-ramponabili serie e abbastanza isolanti ideale per affrontare cime fino a 6.000 metri in stile leggero e veloce. Con questi modelli potrete partire dalla calda Huaraz e affrontare l'avvicinamento talvolta lungo e pianeggiante risparmiando energie preziose per la cima ed evitando di caricarvi gli scarponi sullo zaino. Per le cime più alte ci vogliono calzature più calde, da alta quota.
GIA’ DISPONIBILE SU APP - Skialper di agosto è disponibile nelle migliori edicole a partire da inizio agosto. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app! A questo link la presentazione della rivista e degli altri articoli pubblicati.
Vertical Scalacia a Isabella Morlin e Patrick Facchini
Ben 174 i concorrenti al via
Sono stati ben 174 i concorrenti, che sfidando il maltempo, partendo da località Cadin e percorrendo il sentiero Sat n. 206 con l'arrivo posto al rifugio Denza, ai piedi della Presanella hanno preso il via alla seconda edizione della Vertical Scalacia. La competizione con 1.100 metri di dislivello positivo e uno sviluppo di 4,8 km, ha visto arrivare per primo sulla linea del traguardo Patrick Facchini con il tempo di 42'49'' che ha preceduto la volata dell’atleta di casa Davide Magnini e di Gil Pintarelli del team Crazy che l’ha spuntata con il tempo di 43’08”. Quarto Fabio Rizzi con 43’48’’ e quinta posizione per Daniele Barchetti col tempo di 45'49''.
Al femminile, invece vittoria di Isabella Morlini, col tempo di 52'19'' su Paola Gelpi 56'38" e Alessandra Valgoi in 58'05''. Quarta l'azzurra Giulia Compagnoni in 58'58'' e quinta Irene Cicolini in 59'59''.
Tra gli Under 18 partecipazione inaspettatamente numerosa con più di 40 atleti giovanissimi, provenienti da altri sport come l’atletica e lo sci di fondo, che per la prima volta si sono cimentati in questa disciplina. In campo femminile si è imposta la giovanissima fondista (classe 2003), Giulia Brusaferri in 1h 11' 27'', chiudendo in 122esima posizione assoluta. Al maschile ha vinto invece Claudio Graifenberg col tempo di 52’31'' precedendo di un minuto e venti il valtellinese Marcello Muscetti, chiude il podio l’atleta trentino Francesco Fedrizzi. Tra i Master vittoria rosa di Ida Parisi con 1h10’23'', mentre in campo maschile si impone Venanzio Compagnoni col tempo di 48'09''.
Giornata dal sapore decisamente autunnale quindi, che però non ha scoraggiato l'organizzazione forte anche dei ben oltre duecento iscritti della vigilia e di un percorso studiato e preparato nei minimi particolari dagli organizzatori Manuel Daldoss, Lodovico Magnini e dal campioncino di casa Davide Magnini.
Appuntamento quindi al prossimo anno con una gara che alla seconda edizione ha quasi raddoppiato il numero dei partecipanti nonostante il maltempo e che si preannuncia la sua entrata tra gli appuntamenti più importanti per gli amanti delle Vertical Race.
Domenica il Latemar Vertical Kilometer
Prova unica di campionato italiano giovani FISky
Domenica 30 agosto torna il Latemar Vertical Kilometer, giunto all’edizione numero 17: appuntamento a Predazzo, in località Gardonè, per la gara organizzata dall’US Dolomitica, quarta tappa delle Italy Series e prova unica di campionato italiano giovani FISky. Percorso di 3000 metri e 1000 metri di dislivello con partenza alla ore 10. Iscrizioni entro le ore 12 di sabato, on line su www.predazzoblog.it oppure all’ufficio dell’APT a Predazzo. Al termine anche estrazione a premi con in palio un paio scarponi Syborg de La Sportiva, sponsor della manifestazione.
Sabato e' tempo di Kima Trail Running
In programma anche il Minikima di 6km
Se l’appuntamento con il Trofeo Kima, i suoi 52km e gli 8400 metri di dislivello totale è fissato per agosto 2016, a fine mese, il 29 agosto l’associazione no profit della Valmasino lancia il Kima Trail Running e il Minikima, il primo su un tracciato da 14km (600m D+), il secondo un anello da 6km saliscendi su pista ciclabile
SPORT & SOLIDARIETA' - Come ogni anno gli Eventi Kima avranno uno scopo sociale. Parte del ricavato verrà infatti devoluto all’iniziativa promossa dall’ Associazione Amici del Bambino dove opera il dottor Mario Zecca. ‘Come a casa propria’ è un'azione di sostegno volta alla raccolta fondi da destinarsi all'adeguamento del Centro trapianti del reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia, necessitante di una urgente ristrutturazione. Questo progetto ha come obiettivo aiutare i piccoli malati a superare quel drammatico distacco dalla vita normale che il bambino subisce, facendolo sentire, per quanto possibile, come a casa propria. Il tutto fornendo un contributo per le più varie necessità, da quelle legate all’acquisto di attrezzature e arredi a comfort elevato a quelle connesse all’impegno del tempo libero del bimbo durante la sua lunga degenza. Una partnership non solo sulla carta. Per promuovere ulteriormente la cultura della donazione e dare un segnale tangibile della bontà di questo progetto, all’edizione 2015 del Minikima saranno al via della 6km anche diversi concorrenti trapiantati.
I TRACCIATI - Partenza e arrivo sono, come di consueto, al Centro Polifunzionale della Montagna di Filorera. Il comitato organizzatore, al fine di assecondare le esigenze di sportivi e di semplici appassionati di montagna propone due diversi percorsi disegnati ad hoc in base alla preparazione fisica di partecipanti. Il tracciato più breve, quello da 6 Km, più adatto ai giovani runner, a famiglie e bambini, prevede il raggiungimento di San Martino lungo la ciclabile che costeggia gli argini del Masino, per poi tornare al centro polifunzionale sempre seguendo il medesimo itinerario.
Più improntato ad una versione racing è invece il tracciato del Kima Trail Running: 14 km con 600m up che, partendo sempre dalla casa delle guide, raggiunge il centro di San Martino per poi imboccare il sentiero che conduce in Val di Mello. Giunti all’altezza del rifugio Rasica, si effettua il giro di boa. Da qui una caratteristica mulattiera, con tratti in leggera pendenza, porta sino al traguardo del Polifunzionale. I tempi da battere sono 57’44” di Fabio Bazzana (Team Salomon) e 1h10’38” di Michela Benzoni (Valetudo Skyrunning Italia)
ISCRIZIONE - L’iscrizione alle due gare è aperta a tutti sino alle prime ore di sabato, ma per snellire le operazioni di punzonatura e non ritardare la partenza è sicuramente consigliabile iscriversi per tempo presso la segreteria dell’Associazione Kima Fax 0342/640040. Le iscrizioni si possono effettuare anche via mail, info@trofeokima.org.
L'ITRA entra nella IAAF
Dopo il congresso di Pechino
Il trail-running è entrato ufficialmente della IAAF. In occasione del congresso di Pechino, con l’elezione del nuovo presidente Sebastian Coe, c’è stato anche il riconoscimento del trail-running con il voto favorevole di 174 membri su 187 partecipanti. Il processo di integrazione dentro l’IAAF proseguirà a novembre con l’approvazione dal parte del direttivo di un nuovo articolo, il 252, che definirà le regole del trail-running all’interno della federazione internazionale dell’atletica leggera. Una sorta di presentazione dell’ingresso dell’ITRA (International Trail Running Association) sarà mercoledì a Chamonix in occasione dell’UTMB dove è presente anche un stand ITRA al Salon'Ultra-Trail.
L'impresa di 'Cala' Cimenti
Il piemontese primo italiano su tutti i 7000 russi
Il 19 agosto alle ore 15 Carlalberto 'Cala' Cimenti, alpinista di Pragelato (To), ha raggiunto con successo la vetta del Communism Peak diventando così il primo italiano della storia a ricevere l'onorificenza Snowleopard e il primo al mondo a scendere da questa vetta con gli sci ai piedi. Questo riconoscimento, rilasciato dalla Federazione Alpinistica Russa, viene concesso esclusivamente
agli alpinisti che scalano tutte le cime oltre i 7.000 m presenti sul territorio dell'ex Unione Sovietica.Il progetto Snowleopard di Cala è iniziato nell’estate del 2013. Allora l’intento di Cimenti era quello di scalare in soli due mesi queste cinque montagne e, quando possibile, sciarle. Il tentativo gli riuscì in parte, raggiungendo la cima del Peak Lenin, del Khan Tengri e del Peak Korjenekaya ma mancando la cima delle Pobeda e del Communism Peak per un soffio. Durante la scorsa stagione estiva il progetto si è invece arricchito della cima del Pobeda,
conseguita il 13 agosto 2014.
LA CRONACA - Il 22 luglio 2015 Cala è partito per il Tajikistan con l'obiettivo di scalare il Communism Peak,montagna di 7.495, chiamata anche Pik Ismail Somoni. Purtroppo però l'inizio della spedizione non si è rivelato dei più promettenti, a causa infatti di una grave inondazione nel sud del Tajikistan il volo con l'elicottero da Djirghita al campo base è stato posticipato al 2 agosto. «Davanti a questa tragedia non ci si può arrabbiare per il fatto che non si possa prendere un elicottero in un giorno prestabilito. Rimane però il senso di frustrazione e di impotenza per l'impossibilità di perseguire il mio progetto nel migliore dei modi: arrivando al campo base il 2agosto rimanevano di fatto meno di 17 giorni per l'acclimatamento e il tentativo di vetta» ha detto Cala.
Giunto finalmente alla base del Communist Peak e trascorsi alcuni giorni in quota nei campi avanzati per abituare il corpo all'altitudine, il 14 agosto Cala è tornato al campo base per poter organizzare la settimana decisiva. Proprio in quel giorno ha preso parte a un'operazione di soccorso nella quale, insieme ad altri alpinisti presenti al campo, è riuscito a portare in salvo un ragazzo russo scomparso da 8 giorni. Il 16 agosto Cala è finalmente partito dal campo base (4.200 m) e in quattro giorni ha raggiunto con successo la vetta del Communism Peak a 7.495 m diventando così il primo ‘Italian Snowleopard’.Parallelamente alla spedizione sono già iniziate le riprese di ‘The Italian Snowleopard’, breve docu-video ideato e realizzato da Pillow Lab ( www.pillowlab.it ) e prodotto in collaborazione con Ferrino ( www.ferrino.it ) e Cébé ( www.cebe.com ).
Inizia la settimana UTMB
7.500 i concorrenti iscritti, in arrivo da 87 nazioni
La Petite Trotte à Léon - 300 km e 26 000 m di dislivello positivo in massimo 142 ore - è la prima delle gare dell'Ultra-Trail du Mont-Blanc. Con la sua partenza, lunedì alle 17.30, inizia la settimana targata UTMB. 109 squadre di 2 o 3 concorrenti, in autonomia completa, al via questa grande avventura nel cuore del massiccio del Monte Bianco. I primi arrivi sono previsti venerdì 28 agosto verso le 21.30.
Sulle quattro gare, sono 7.500 i concorrenti iscrirtti, in arrivo da 87 nazioni.
OCC - In pole position, l'americano Dylan Bowman e il campione del mondo 2015, il francese Sylvain Court, che ama in modo particolare questa gara. Gli altri favoriti sono lo spagnolo Marc Pinsach Rubirola, i francesi Bertrand Brochot e Stéphane Ricard, il marocchino Zaid Ait Malek e gli azzurri Matteo Lucchese e Mattia Roncorini. L'alpinista svizzero Ueli Steck, che ha appena scalato le 82 vette sopra i 4 000 m delle Alpi in 62 giorni, sarà anche lui alla partenza. 9° all'Eiger Ultra-Trail 2014, sarà un osso duro. Per le donne, stessa ‘battaglia’ franco-americana tra Yiou Wang, Megan Lizotte, Celia Chiron o Virginie Covignon.
CCC - Anche qui i pronostici promettono sorprese americane e francesi. Venuti d'oltre oceano, Zach Miller (5° al Grand Trail des Templiers 2014), Chris Vargo, vincitore 2014 dell'Uroc (Ultra Race of Champions) 100 e Tim Tollefson incontreranno il francese Sébastien Spehler, vincitore della 6000D 2015 e campione di Francia di trail nel 2013. Bisognerà anche stare attenti allo spagnolo Miguel Caballero Ortega. In casa Italia occhi puntati su Giuliano Cavallo e Nicola Giovanelli.
In campo femminile la statunitense Magdalena Boulet, vincitrice della The Western States 100 Mile Endurance Run 2015 è la grande favorita, con la neozelandese Ruth Croft, 2° alla Tarawera ultramarathon 2015 (103km) ed un'altra americana, Alicia Shay. Ci provano le azzurre Sonia Glarey, prima alla OCC lo scorso anno, e Daniela Bonnet.
TDS - È difficile fare pronostici. Pau Bartolo, vincitore della CCC nel 2014, vorrebbe tagliare il traguardo tra i primi, ma dovrà lottare contro Jordi Bes 3° alla TDS nel 2014, che conosce bene questa gara. I francesi sono ben presenti anche loro, con Antoine Guillon, 2° alla TDS nel 2013 e 3° alla Transgrancanaria ed alla Vibram Hong Kong100 nel 2015 ed infine Clément Petitjean, 4° all'80km du Mont-Blanc 2014. Possono sorprenderci anche Guillaume Peretti, recordman del GR 20 ed il cinese Jiagen Yang. Ci proveranno gli azzurri Michele Evangelisti, Gianluca Caimi e Gianluca Palli.
In campo femminile, occhi puntati sulla statunitense Janesa Taylor, vincitrice nel 2015 della Badger Mountain Challenge e dell'Antelope Canyon -100 mile e la svizzera Andrea Huser, prima alla Swiss Irontrail e seconda all'Eiger Ultra Trail 2015. Oltre alla francese Agnès Hervé, prima nel 2012 alla TDS o alla spagnola Cristina Bes Ginesta. Per l’Italia al via Giulia Amadori, Graziana Pe’ e Marina Plavan.
UTMB - Lo spagnolo Miguel Heras ha partecipato diverse volte all'UTMB, nel 2013 è stato secondo. Ci proverà quest’anno? Dovrà vedersela con il connazionale Luis Alberto Hernando e con Tofol Castener, secondo all'UTMB 2014. Ed anche il canadese Sage Canaday, l'americano David Laney, il sudafricano Ryan Sandes ed il lituano Gediminas Grinius. Senza dimenticare i francesi: a Xavier Thévenard non dispiacerebbe una seconda vittoria all'UTMB dopo quella del 2013; Sébastien Chaigneau torna più in forma che mai e attenzione a Julien Chorier. Gli americani Rob Krahr (vincitore della WSR 100 Miles 2015) e Anton Krupicka ci preparano una bella lotta e grandi sorprese. Senza dimenticare gli azzurri Giulio Ornati, Ivan Geronazzo, Stefano Trisconi, Stefano Ruzza, Christian Modena e Michele Graglia.
Al femminile Nuria Picas ha sempre avuto posti d'onore all'UTMB, seconda nel 2014, vincitrice dell'Ultra-Trail World Tour 2014 e del The North Face Transgrancanaria nel 2015, è arrivata quarta alla The Western States Endurance Run. La statunitense Stephanie Howe, terza alla The Western States Endurance Run 2015, è senza dubbio una delle sue principali rivali. Ma bisognerà anche tenere d'occhio le francesi Nathalie Mauclair, campionessa del mondo di trail 2015 e terza all'UTMB 2014 e Caroline Chaverot, vincitrice dell'Eiger Ultra-Trail 2015 e della The North Face Lavaredo Ultra Trail. L’azzurra Francesca Canepa, la spagnola Uxue Fraile. la statunitense Nicole Suder e la brasiliana Fernanda Maciel, altri nomi da podio. Per l’Italia anche Lisa Borzani e Virginia Oliveri. PROGRAMMA
Lunedì 24 agosto - Chamonix
17:30 : partenza della PTL
Martedì 25 agosto - Chamonix
13-19: Salon Ultra-Trail e distribuzione pettorali TDS Mercoledì 26 agosto - Courmayeur e Chamonix
6: partenza TDS, Courmayeur
10: partenza #YCC, Courmayeur
10-19 Salon Ultra-Trail e distribuzione pettorali
20:10: primi arrivi TDS
Giovedì 27 agosto - Chamonix
8:15 partenza OCC, Orsières
Tutto il giorno, arrivi TDS
16:30-17:30: Conferenza stampa ufficiale
13: primi arrivi OCC
Venerdì 28 agosto - Courmayeur e Chamonix
9: partenza CCC, Courmayeur
18: partenza UTMB
20:30: primi arrivi CCC Sabato 29 agosto - Chamonix
Tutta la mattina, arrivi CCC
14: primi arrivi UTMB
Domenica 30 agosto - Chamonix
Tutto il giorno, arrivi UTMB
10-11: conferenza stampa finale
15: cerimonia ufficiale di chiusura Ultra-Trail du Mont-Blanc
15:30: ultimi arrivi UTMB e PTL
Alpine running a due passi da Torino
Su Skialper di agosto-settembre tutte le info sulla nuova tendenza alpina
«L’anno scorso, scendendo da un’ascensione alpinistica nel massiccio francese degli Ecrins, avevo maledetto lungo tutti i 1.200 metri di dislivello da percorrere in discesa il peso del mio zaino e la scomodità degli scarponcini che avevo ai piedi. Solo pochi giorni prima ero in giro con uno zainetto da dieci litri e delle comode scarpe da trail e in quel momento rimpiangevo la leggerezza di quell’attrezzatura» Inizia così l’articolo di Federico Ravassard sull’alpine running in Val di Susa e Val Chisone sul numero di agosto-settembre di Skialper.
ALPINE RUNNING PERCHÉ - Molte salite alpinistiche, tanto più quelle che si svolgono in ambienti non glaciali, richiedono meno materiale di quello che siamo abituati a utilizzare: gli scarponcini da alpinismo sono un peso superfluo, tanto più se non si devono adoperare i ramponi e con delle calzature più leggere si potrebbe anche correre durante l’avvicinamento, o almeno in discesa, accorciando notevolmente i tempi. Idem per l’abbigliamento e lo zaino: veramente bisogna partire con pantaloni pesanti in cordura e uno zaino da 30/40 litri per una cresta da fare in giornata sotto i 3.000 metri, quando nello skyrunning gli stessi ambienti si affrontano in pantaloncini e canottiera? In questo modo si possono affrontare in mezza giornata itinerari che richiedono normalmente molto più tempo, o magari concatenare più vie, divertendosi il doppio. Un’attività che molti possono fare, soprattutto se si scelgono itinerari con difficoltà alla propria portata, tanto più se affrontati con materiale ridotto al minimo.
ISTRUZIONI PER L’USO - Per iniziare in questa evoluzione dello skyrunning, è doveroso affrontare alcune premesse: sono richieste capacità alpinistiche di base (progressione alternata, in conserva, protezione tramite friend/nut…) e soprattutto è importante sapere scegliere con cura l’itinerario e, di conseguenza, il materiale necessario. Meglio puntare su percorsi a quote relativamente basse, evitando così rischi quali freddo e terreni d’alta montagna (ghiacciai, crepacci) che richiederebbero attrezzatura extra.
COSA PORTARSI? - Prima di tutto, via gli scarponcini: dal momento che non si percorrono tratti innevati e non si utilizzano i ramponi, meglio puntare su scarpe da avvicinamento con una suola adatta ad affrontare passaggi da arrampicata o, nel caso che si abbia già una certa confidenza nel mondo verticale di appigli, fessure e tacche, possono essere sufficienti normali scarpe da skyrunning o speed hiking. Abbigliamento da corsa, portando però con sé uno strato caldo di sicurezza come un piumino o una giacca compattabile e un hard-shell. Zaino da 15/25 litri, che sia stabile durante la corsa e dotato di fettucce per fissare esternamente corda e casco. Bastoncini: solo se di tipo telescopico o a sonda, per poterli riporre nei tratti tecnici in cui è necessario avere le mani libere. Per l’imbrago, meglio optare per uno leggero e che sia poco ingombrante quando, nell’avvicinamento, lo si ripone nello zaino. Per tutto il resto, bisogna valutare a seconda dell’itinerario: a volte possono bastare 30 metri di corda e qualche rinvio oltre, ovviamente, a fettucce, moschettoni a ghiera e assicuratore/discensore, in altri casi invece bisogna utilizzare anche protezioni veloci (friend, nut), due mezze corde e altro ancora.
SCARPE AD HOC - Negli itinerari percorsi abbiamo avuto modo di testare sul loro terreno le Salomon X Alp GTX, le nuove calzature della casa francese pensate proprio per l’Alpine Running. Essenzialmente, si tratta di un ibrido fra una scarpa da speed-hiking e uno scarponcino da alpinismo, con un peso dichiarato di 460 gr: tomaia bassa e avvolgente con quick-lace, ottimo ammortizzamento su tutta la pianta, specialmente sul tallone, una protezione degna di una scarpa anti-infortunistica e una suola pensata appositamente per avere il giusto grip nei passaggi di arrampicata. In discesa la punta rinforzata e l’ottima suola le rendono adatte anche a ritmi elevati su terreni tecnici, per poi esaltarsi sui ghiaioni, dove si sono rivelate degli autentici carri armati, proteggendo quanto uno scarponcino.
DOVE - Noi abbiamo provato l’alpine running in Val Susa sul Monte Chaberton (3.130 m) e in Val Chisone, sul Monte Orsiera (2.890 m), nel parco dell’Orsiera Rocciavrè. Due itinerari davvero molto belli a pochi chilometri da Torino. Ecco perché abbiamo scelto come immagine di copertina di Skialper 101 proprio una foto tratta da questo servizio assolutamente da non perdere…
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Scudetto a Dennis Brunod ed Emanuela Brizio
Primi nella Veia Sky Race, campionato italiano Fisky
La seconda edizione della Veia Sky Race, Trofeo Giampiero Bragoni, ha assegnato i titoli di Campioni Italiani assoluti 2015 FiSky. Il meteo avverso ha costretto l’organizzazione alla modifica del percorso originale di gara che prevedeva tratti tecnici in quota ad oltre 2.400 metri resi troppo pericolosi dal fondo viscido.
Grande battaglia nella 31 km dove si assegnava lo scudetto: bagarre all’inizio, da metà gara in poi si è poi delineata una lotta a due tra Dennis Brunod (Polisportiva Mont Avic) ed il ticinese Roberto De Lorenzi (Bellagio sky team) che hanno tagliato insieme il traguardo con 3h18’43’’, al terzo posto Franco Sancassani (Bellagio sky Team) in 3h22’09’’, quindi Paolo Bert (Team La Sportiva) in 3h26’16’’, Ismail Razga (Valetudo) in 3h26’18’’, Alberto Comazzi (Ossola sky running) in 3h30’24’’, Marcello Ugazio (Atletica Bellinzago), Cristian Minoggio (Podistica Cannobio), Giacomo Chiolini (Ossola sky running), e Riccardo Faverio (G.S. Orobie).
In campo femminile successo della rumena Denisa Dragomir (Valetudo) in 4h01’07’’, seguita da Emanuela Brizio (Valetudo) in 4h10’02’’, completa il podio Martina Valmassoi in 4h11’24’’.
Nella miniskyrace si impone Mauto Stoppini (Ossola sky running) con un crono di 2h15’29’’, mentre in campo femminile vittoria per Daniela Bona (Ossola sky running) in 3h02’41’’.
Il titolo di campione Italiano è dunque stato vinto da Dennis Brunod ed Emanuela Brizio, il Trofeo Giampiero Bragoni è stato assegnato alla Bellagio ski team. Alla premiazione presenti il vicepresidente Fisky Cristiano Carpente, Fabio Meraldi presidente onorario Fisky nonché testimonial dell’evento ed il fortissimo atleta Valetudo Ionut Alin Zinca che reduce dalla prova mondiale di Zermatt si è fermato a Bognanco per sostenere i propri compagni di squadra.
Marmolada Super Vertical, buona la prima
Vittoria di Manuel Da Col e Cecilia De Filippo
Tempo di Marmolada Super Vertical: sono stati 142 gli atleti che hanno tagliato il traguardo a Punta Rocca, all’arrivo della funivia della Marmolada, dopo aver superato il dislivello di 1500 metri in poco meno di 6 chilometri. La gara, che partiva a Tabià Palazza sulla strada per andare al passo Fedaia, poco più di 2 km da Malga Ciapela, ha seguit in salita una parte della pista da discesa, per poi abbandonarla prima di arrivare al passo.Qui i concorrenti hanno imboccato il sentiero che conduce alla ferrata di Punta Serauta, per lasciarlo dopo alcune centinaia di metri per salire seguendo la linea di massima pendenza - con un impegnativo tratto su ghiaione. Dopo aver sorpassato un breve tratto attrezzato, i concorrenti sono arrivati alla zona cambio dove era obbligatorio indossare i ramponi. Quindi neve e ghiaccio, sempre in salita, fino alla stazione intermedia della funivia, dove era previsto un cancello orario. Il percorso poi continuava sulla pista, sempre in salita, per guadagnare l'arrivo a Punta Rocca.
Vittoria di Manuel Da Col, del Gruppo Marciatori Calalzo, con il tempo di 1h06’57’’, seguito da David Thoeni della Mammut in 1h07’02” e da Filippo Beccari del Team La Sportiva Bella Ladinia in 1h09’24”; in campo femminile affermazione di Cecilia De Filippo della Dolomiti Ski Alp con il tempo di 1h21’15’’, seguita da Linda Menardi dello Spirito Trail in 1h27’56” e da Simonetta Gadler della Triathlon Trentino in 1h32’15”.












