Ski-alp, le date della Vinschgau Cup
Cinque gare: quattro in notturna, la finale di giorno
Già pronte le date per la Dynafit Vinschgau Cup: cinque le prove in calendario, quattro in notturna tutte il venerdì sera, l’ultima di giorno.
Si parte l’8 gennaio a Schöneben, il 22 gennaio appuntamento a Kanzel, poi a febbraio altre due tappe: il 5 a Nauders, il 19 a Haider Alm. La finale è in calendario sabato 5 marzo a Watles.
Matheo Jacquemoud prepara il rientro
Dopo un anno sabbatico il francese sembra pronto per tornare alle gare
Dopo un anno sabbatico, con qualche presenza da ‘turista’ alle gare, per esempio alla Pierra Menta, Mathéo Jacquemoud sembra pronto al rientro. Nessun comunicato ufficiale sul suo sito internet, neppure alla domanda di un appassionato ‘Yes!!! De retour sur le circuit Mathéo?’ ha dato una vera risposta, ma solo un ‘Mi piace’, dopo che nel post parla di un 'ottimo allenamento per la ripresa'. Ma proprio dai post della sua pagina Facebook, sembra che la direzione sia quella: allenamenti con Laetitia Roux, visita agli sponsor valtellinesi, Ski-Trab e Crazy idea, e uscita allo Stelvio sugli sci, sempre con Laetitia Roux, con tanta voglia di sci....
C'est une journée parfaite pour clôturer un excellent stage de reprise... des sensations de dingues comme au bon vieux temps :) #garaaero #scarpaspa #skitrab #JulboAthlete #crazyidea #lapattelegere #çagicle Posted by Mathéo Jacquemoud on Sabato 17 ottobre 2015
Encore une très bonne séance ce matin :) içi il commence à y avoir un bon gros paquet de peuf ... #JulboAthlete #skitrab #scarpaspa #brouillard #snow @skitrab_france Posted by Mathéo Jacquemoud on Venerdì 16 ottobre 2015
Je connais qu un seule personne capable de me donner du plaisir comme ça :) et elle se reconnaîtra .. Mais reprendre le... Posted by Mathéo Jacquemoud on Mercoledì 14 ottobre 2015
Du bon boulot :) #skiroue #semnoz #enjoy Posted by Mathéo Jacquemoud on Sabato 10 ottobre 2015
Bonnet superstar
Su Skialper di ottobre-novembre un’intervista al giovane runner svizzero
È stato lui stesso a dire che no, non è il nuovo Kilian e per ora ogni paragonare è inappropriato. Però… gli ultimi mesi di Rémi Bonnet, il giovanissimo (classe 1995) skyrunner e skialper svizzero, sono stati da capogiro: vittoria con record abbassato di diversi minuti al K3, doppia vittoria alla The Rut, successo a Hong Kong e doppietta alle finali di Limone. Chi è, un marziano. Prevedendo la parabola ascendente, su Skialper di ottobre-novembre l’abbiamo intervistato… ecco qualche anticipazione.
OBIETTIVO FULLY - «Vorrei migliorare il mio tempo e, perché no, cercare di battere il record se le condizioni sono buone».
INSEGUENDO KILIAN - «Per me è un punto di riferimento. Ha vinto tutte le più belle gare, ma soprattutto perché è una persona che ama la montagna e vive con passione tutti i giorni in montagna». La corsa che vorresti vincere? «Pierra Menta». E le Olimpiadi? «Penso che lo skialp perderebbe il suo spirito ‘montagnard’ se entrasse nelle discipline olimpiche».
25 ORE - «Mi alleno una volta al mattino e una al pomeriggio. Di solito faccio anche bicicletta, ski-roll e arrampicata. Durante la settimana vado da un minimo si 15 a un massimo di 25 ore dedicate alla preparazione. Non faccio troppi programmi per il futuro: preferisco vivere il presente al 100%. E poi vedremo cosa accadrà..».
GIA’ DISPONIBILE SU APP - Skialper di ottobre sarà disponibile nelle migliori edicole a partire da questa settimana. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!.
A questo link una presentazione completa di Skialper 102 di ottobre-novembre.
A Milano Montagna premiata l'attrezzatura del futuro
Innovativi progetti e attrezzi gia' in vendita in evidenza negli award
Sono una trentina le aziende che hanno preso parte alla mostra ‘Leggeri, veloci e sicuri: 100 oggetti di design per il prossimo inverno’ di MilanoMontagna, evento in programma dall’8 al 10 ottobre nel capoluogo lombardo, con i loro prodotti di punta e le novità assolute come, ad esempio, lo scarpone da gara Alien 3.0 prodotto da Scarpa. In modo simile a quanto già avviene in altri settori, questa seconda edizione di Milano Montagna ha organizzato anche Milano Montagna Vibram Factory, un incubatore d’idee per offrire un’opportunità ai giovani innovatori capaci di sviluppare validi progetti e prototipi riguardanti attrezzature e tecnologie per andare in alta quota.
AWARD - Due concorsi erano legati a queste iniziative. Una giuria d’eccezione (presieduta da Alberto Meda e composta da Riccardo Blumer, Marc Sadler, Mario Varesco, Silvia Nani. Massimo Randone, e Robert Fliri per Vibram) ha premiato con i Milano Montagna Design Awards le aziende presenti in mostra che meglio si sono distinte per industrial design, innovazione, sicurezza e funzionalità delle loro produzioni. Il premio per l’industrial design è andato a Völkl, per la linea di sci V-Werks. A Völkl è stato riconosciuto il merito di avere creato una nuova tridimensionalità all'oggetto sci che risulta particolarmente affascinante sia dal punto di vista del design industriale che dal punto di vista estetico. Il premio per l'innovazione è andato a Black Diamond per lo zaino Air Force, la nuova serie di pantaloni Ski Pants e la giacca Deployment hybrid boody. Lo zaino airbag Air Force rappresenta una notevole innovazione nel campo della sicurezza per la prevenzione dei traumi e del soffocamento da valanga. Si basa su una nuova ventola che sostituisce la classica bombola ad aria compressa o gas e rappresenta un meccanismo industriale particolarmente attraente ed elegante, potenzialmente capace di costituire un nuovo standard dopo adeguati test sul campo.
ABBIGLIAMENTO - Nuovi standard anche nel campo dell’abbigliamento per Black Diamond cui la giuria di Milano Montagna ha apprezzato i Mission Ski Pants con il nuovo imbrago degli artva nella tasca e la giacca Deployment hybrid hoody che rappresenta un nuovo ibrido tra hardshell e softshell con un range di utilizzo allargato alle quattro stagioni. Il premio per la sicurezza è andato a Ski Trab per l'attacco TR2. Gli esperti hanno riconosciuto a questo nuovo attacco un miglioramento della sicurezza sia nel puntale, ora elastico, sia nella talloniera che lavora su una superficie significativamente più ampia rispetto al precedente standard e permette la fuoriuscita del solo tallone senza dovere disimpegnare il puntale. Il premio per la funzionalità è andato a Cober per il guanto 10 Peaks: una semplice zip, posizionata con intelligenza, cambia la funzionalità del classico guantone da sci permettendo di usare con grande facilità le dita quando diventa utile o necessario. Un’idea elegante e d’impatto, giudicata anche molto ben risolta dal punto di vista del design.
VIBRAM FACTORY - La stessa giuria ha selezionato inoltre i migliori lavori che hanno partecipato alla Milano Montagna Vibram factory, premiando il progetto 60 DEGREE di Matthias Gruber che ha reinventato la tavola da snowboard rendendola multi-funzionale e in grado di offrire all’atleta nuove possibilità di movimento e variazioni nella guida e di compiere trick inediti per il massimo divertimento sulle piste e negli snowpark. Il progetto FREJA di Germana Lunghi, Davide Marmonti e Andrea Pedulli: una giacca che garantisce la massima sicurezza in casi estremi. Tre interfacce sono attivate contemporaneamente da un compressore: l’airbag esterno che si adatta alle forme del corpo e dello zaino, con lo scopo di garantire il galleggiamento durante la fase di coinvolgimento da valanga e di proteggere l'utente da eventuali urti; le sacche in nylon longitudinali all’interno della giacca, che, raccogliendo aria, hanno lo scopo di gonfiarsi e garantire, durante la sommersione da neve fresca, una corretta espansione della gabbia toracica; la maschera di protezione che separa le vie respiratorie (naso e bocca) dalla neve fresca, garantendo la possibilità di respirare anche sotto metri di neve ed evitando, in questo modo, il pericoloso fenomeno dell'ice masking. Dopo cinque minuti dall'attivazione dell'intero sistema, un timer fa sgonfiare l'airbag esterno e le sacche interne della giacca, incanalando aria respirabile all'interno della maschera (la quale rimarrà gonfia per tutto il processo). L'utente in questo modo, oltre a possedere più spazio di libertà sotto la valanga (prima occupato dall'airbag esterno) e a poter espandere la propria gabbia toracica, sarà anche in grado di respirare aria per un totale di venticinque minuti circa. Vibram, sponsor dell’iniziativa, ha attribuito i Milano Montagna Vibram Special Prize a tre team di progettazione per l’impegno e la serietà degli studi di particolare interesse per l’azienda. Si tratta del team composto da Martino Colonna, Nicola Pugno e Stefano Signetti, per l’approfondimento tecnico sul composto in gomma strutturata con fibre (una ricerca sulle quale l’azienda ha promosso sviluppato test e per la quale si appresta alla commercializzazione); dell team composto da Francesco Cavaliere, Marco Potenza e Valter Maggi, che con la progettazione della loro particolare tenda hanno compiuto un importante lavoro sul tema della sicurezza e dell’emergenza in condizioni estreme (tematica che avvicina l’habitat di temperature sotto-zero al mondo di riferimento delle performance di molti prodotti Vibram); di Carolina Suels, per l’eleganza con cui ha impostato il tema del packable shoe (tematica su cui Vibram lavora da anni e sulla quale è sempre interessata a condividere interpretazioni d’uso o di design).
Val Varaita, powder autunnale
Su Skialper di ottobre-novembre consigli per le prime sciate nel Cuneese
Un giorno lontano il Diavolo, di passaggio in Val Varaita, volle sfidare Dio al lancio del peso. «Scommetto che non riesci a prendere un pezzo di Pelvo di Chiabrera e lanciarlo giù nella valle». Dio invece, ovviamente, ci riuscì, e l’enorme frammento di roccia da lui scagliato si piantò dritto ai piedi della montagna. Allora il Diavolo, infastidito, volle a sua volta provare: ma la sua roccia, appena toccò terra, si frantumò in mille pezzi dando origine a un enorme ghiaione. Che si trova ancora là, nel bel mezzo dell’alta Val Varaita, e viene chiamato pietraia di Prefiol. Oltre le leggende, la Val Varaita (Cn) può diventare un incredibile parco giochi della powder già in autunno. È quello che racconta Marco Romelli sul numero di Skialper in edicola.
ALLA RICERCA DELLA NEVE - «A novembre, mese in cui normalmente rimettiamo gli sci, la neve scarseggiava. Alla ricerca di un luogo favorevole dove tracciare le prime curve di stagione, abbiamo rilevato su internet un movimento notevole in Val Varaita: là aveva nevicato abbondantemente e le temperature ancora miti avevano favorito la trasformazione del manto, generando una strana condizione primaverile in autunno, molto promettente» scrive Romelli.
La prima tappa autunnale in Val Varaita potrebbe essere il belvedere del Bric Rutund. Le pendici nord occidentali di questa elevazione, riparate dai boschi e dalle pareti circostanti, conservano spesso una splendida polvere. Altra gita dal Rifugio Melezè alla Rocca la Marchisa. Solo una delle tante possibilità offerte da questa magnifica valle a inizio stagione…
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Tempo di premiazioni per La Grande Course
Venerdì 30 ottobre in Francia
Tempo di premiazioni per La Grande Course: i vincitori della stagione 2015 - con Adamello Ski Raid, Pierra Menta e Trofeo Mezzalama - sfileranno venerdì 30 ottobre alle ore 17 a Le Signal di Les Saisies nel Beaufortain francese. Oltre alla Coppa del Mondo ISMF, infatti, i punti delle gare LGC continuano a fare classifica a parte: nella graduatoria maschile 2015 protagonisti assoluti gli azzurri. Primi con il massimo del punti - e dunque sempre sul gradino più alto del podio -, Damiano Lenzi e Matteo Eydallin, terzo Michele Boscacci a 557, quarto Robert Antonioli a 542. Quinti Xavier Gachet, William Bon Mardion, settimo Filippo Beccari, ottavo Marcel Marti, nono Pierre-françois Gachet, decimi Anton Palzer e Martin Anthamatten.
Nella classifica femminile prime Mireia Miró Varela e Laetitia Roux con 585 punti, seguite da Axelle Mollaret ed Emelie Forsberg a 570, quindi Marta Riba, Marta Garcia Farrés, Nahia Quincoces, Jennifer Fiechter, Séverine Pont Combe ed Elisabeth Bonetto a completare la top ten, con undicesima la prima azzurra Katia Tomatis.
Intanto gli azzurri dell’Esercito proseguono la settimana di allenamento a Courmayeur: e dalle foto postate su Facebook, la preparazione anche sulla neve è stata davvero intensa…
La preparazione continua...... In giornate come queste e in posti simili è più facile anche allenarsi@Jeep @Montura @Scarpa @Ferrino @Kong @Sportful @Fiocchi @Mico @Salice
Posted by Sq. Sci Alpinismo - Centro Sportivo Esercito on Mercoledì 14 ottobre 2015
Oggi giornata di test al Rifugio Bertone 650m di dislivello x 2,4 km di sviluppo: Boscacci 26'20", Lenzi 23'31", Maguet...
Posted by Sq. Sci Alpinismo - Centro Sportivo Esercito on Martedì 13 ottobre 2015
Elisa Desco pronta a giocarsi le sue chance a Limone
"Ma è una gara dove ho sempre faticato"
Lotta serrata anche a livello femminile per la generale del circuito sky delle World Series. Sono in cinque per il titolo, da Laura Orguè in testa con 364, Elisa Desco a 350, Maite Maiora a 322, Megan Kimmel a 300 a Stevie Kremer a 254. Vale ovviamente il regolamento dei tre migliori risultati delle Skyrunner World Series e il migliore delle Skyrunning Continental per stabilire la classifica finale.
Elisa Desco è pronta a giocarsi le sue chance.
«Pronta sì, - spiega l’azzurra del team Scott Sports-Compressport - ma, sembrerà strano, non ho ancora smaltito completamente il jet-lag da Hong-Kong. Limone è una gara che conosco, può essere un vantaggio, ma è al tempo stesso un percorso che non amo in modo particolare: ho sempre faticato, soprattutto nella prima ora di gara, quando si affronta la salita. Anche l’anno scorso sono arrivata a podio solo nei chilometri finali, dopo una grande sofferenza».
Quale sarà l’avversaria più temibile?
«Per la vittoria ho visto in grande forma ad Hong-Kong la norvegese Yngvild Kaspersen, per quella finale siamo tutte vicine e con il 20% in più di Limone i giochi sono apertissimi. Orguè, Kimmel, ma anche Maite Maiora che ad Hong-Kong ha fatto una grande gara che le ha permesso di scartare il settimo posto delle Dolomites. Insomma ci sarà da lottare dal primo all’ultimo metro senza fare tanti conti».
Mezzodì e Sueur: 10 canali da non perdere
Su Skialper di ottobre un anfiteatro di discese mozzafiato
«Alle cime slanciate è quasi sempre associato un nome affascinante ed evocativo, mentre per battezzare quelle tozze, chiatte e sbeccate s’è spesso pescato nella mediocrità». Partendo da questo concetto Andrea Fornelli, su Skialper di ottobre-novembre, presenta una decina di canali sui monti Mezzodì e della Sueur, nomi non certo top, che non hanno nulla da invidiare a discese più blasonate. Una decina di linee per tutte le esposizioni, mai banali, con difficoltà dal BS al 5.1 e dislivelli massimi nell’ordine dei 1.200 metri, a pochi passi da Bardonecchia (To) e meno frequentate delle ‘line’ con nomi altisonanti… A seguire pubblichiamo le schede degli itinerari che, per un errore grafico, non sono state inserite nell’articolo sulla rivista. Due i punti di partenza: il Pian del Colle (frazione di Melezet, Bardonecchia) e il piccolo abitato di Plampinet e immediate vicinanze (Nevache, Vallée de la Clarée - Francia).
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Guglia del Mezzodì m 2.621
Canale E/NE (Spaccacorna) e Canale E
Itinerari caratteristici il cui unico difetto è forse quello di offrire una sezione intrigante relativamente breve rispetto allo sviluppo sciistico. In ogni caso una bella spidocchiata giù per lo Spaccacorna e qualche numero da circo per uscire in cresta lungo il Canale E giustificano ampiamente la giornata. Raccomandabile, soprattutto per lo Spaccacorna, un innevamento abbondante.
Partenza
Partenza da Pian del Colle oppure dall’arrivo dello skilift del Vallon Cros (Melezet). Volendo anche da Plampinet attraverso il Col des Acles, ma la parte alta del lungo Vallon des Acles non è propriamente un paradiso dello sci.
Itinerario
Canale E/NE Spaccacorna. Da Pian del Colle salire per sentiero alla baita Guiaud (1.786 m) e proseguire sul fondo del vallone in direzione del Col des Acles. A quota 2.050 m circa salire tra le ripide conoidi in direzione del canale. La parte bassa monta verso W tortuosa tra le balze (brevi tratti 40/45°). Dopo aver svoltato verso NE su una rampa ed aver superato una strettoia (45°), la pendenza s’abbatte e si entra in pendio aperto (rischio di ‘gonfie’). Raggiungere la dorsale quindi la cima. Discesa per l’itinerario di salita.
Canale E. Proseguire fin nei pressi del Col des Acles (2.212 m), dove il canale appare evidente. Salire l’ampia conoide (35°) puntando al ramo più a destra che, con percorso lineare, esce sulla cresta S a monte della torre Maria Celeste Viano (pendio 40°/45°, uscita delicata con poca neve). Da qui in mezzacosta sul versante SW, per pendio ripido, raggiungere la cima. Discesa per l’itinerari di salita.
Volendo sfruttare gli impianti del Melezet, dalla punta dello skilift del Vallon Cros portarsi in cresta raggiungendo la Punta della Mulattiera (2.466 m). Scendere sull’ampio pendio S/SW verso il Col des Acles e reperire gli itinerari come descritto in precedenza.
Difficoltà
4.2/E2 per il Canale E/NE - 4.1/E2 per il Canale E
Materiale
Piccozza, ramponi e casco
Dislivello e tempo di salita
1.200 m circa, 3h 30’ per entrambe i canali
Rocce della Sueur - m 2.200 circa
Canali della Grotta (di Destra e di Sinistra)
Lo scenario delle enormi grotte e delle guglie sbilenche di roccia ocra tarlata è incredibile, i canali sono larghi il giusto per una sciata fluida, qualche breve sezione tecnica tiene alto il livello delle endorfine, l’approccio è immediato e volendo si portano a casa entrambe le Grotte in un colpo solo!
Partenza
Pian del Colle
Itinerario
Da Pian del Colle attraversare la pista di fondo e puntare alla Comba della Gorgia, risalirne il fondo lungo la mulattiera sulla sinistra orografica (muri di contenimento nel torrente), superare una guglia isolata (Torre Virginia, attacco del Canale della Falce) e raggiungere la base di un evidente canale che sale a destra in direzione W. Rimontarlo (35°) fin sotto una guglia caratteristica sulla sinistra, punto in cui il canale si biforca.
A destra si segue la ripida rampa che dopo un centinaio di metri piega verso N/NW (impennata 50°, attenzione agli accumuli) proseguendo poi lungo una rampa lineare (40/45°) fino alla grotta.
A sinistra si risale un ampio canale fino a che questo si restringe e la pendenza aumenta (45°). Superata la strettoia si prosegue, a seconda delle condizioni, uscendo sui pendii aperti a destra (esposti sulle balze) e puntando dritti alla Grotta, oppure ancora nel canale tagliando un centinaio di metri più in alto. È possibile uscire a sinistra della Grotta raggiungendo, per ripido pendio boscoso, il crinale della Sueur. Discesa per gli itinerari di salita.
Difficoltà
4.2/E2 per il Canale di Destra - 4.1/E2 per il Canale di Sinistra
Materiale
Piccozza, ramponi e casco
Dislivello e tempo di salita
750 m circa, 2h 30’ per entrambi i canali
Rocce della Sueur - 2.655 m
Canali N
La Comba della Gorgia è gagliarda e brevi sessioni di dry-skiing, di wood-skiing o di non-skiing non sono da escludere. Imboccata però la rampa giusta, la faccenda diventa davvero intrigante per ambiente e qualità della sciata. Il canale di sinistra (visto da sotto) è ampio e lineare, quello di destra più sinuoso: attenzione che l’ingresso in cornice, in entrambI i casi, potrebbe risultare non banale. Consigliabili in primavera con neve portante.
Partenza
Pian del Colle
Itinerario
Risalire la Comba della Gorgia fino a quota 1.900 m circa, dove il vallone si restringe (parete di sfasciumi sulla destra). Una breve, ripida conoide a sinistra, dopo un restringimento (> 45°), immette su una lunga rampa ascendente (max 40°) che termina sulla dorsale boscosa. Senza perdere quota, attraversare il bosco e portarsi nel centro del vallone che si sviluppa sulla sinistra, risalendolo fino ad affacciarsi alla comba di fronte ai Canali N (a questo punto si può anche arrivare, con percorso meno eccitante, dalla baita Guiaud). Scendere nella comba, svoltare a sinistra (S) e, su pendio ripido (40°), raggiungere l’ampia sella del Pas des Rousses (2.518 m). Da qui percorrere la dorsale verso W fino all’imbocco del primo canale, oppure proseguire aggirando sul lato francese il torrione roccioso e raggiungere l’imbocco del secondo canale.
Difficoltà
4.1/E2 per entrambe
Materiale
Piccozza, ramponi e casco
Dislivello e Tempo di salita
1.200 m, 3h/3h30’
Cima della Sueur (Sommet du Guiau) - 2.655 m
Canale NW
Il budello NW non si vede ma c’è, eccome! Seicento metri di canale incassato, pochi metri di larghezza, tre cambi d’orientamento e quattro/cinque balze belle dritte rendono la salita entusiasmante e la discesa impegnativa il giusto. Immancabile con neve invernale assestata. Chapeau all’intuito di F. Negri e L. Demaria che per primi lo scesero nel 1989 senza averlo salito!
Partenza
Imbocco della strada per il Colle della Scala (poco prima di Nevache, 1.550 m circa)
Itinerario
Dal parcheggio seguire la strada per il Colle della Scala fino al tornante della Cappella di Notre Dame de Bon Rencontre (1.695 m). Attraversare il bosco in direzione E puntando all’imbocco del canale, che si raggiunge per i ripidi pendii boscosi sulla sinistra orografica delle balze rocciose del torrente. L’imbocco presenta subito una ripida strettoia (50°), seguita da un lungo tratto rettilineo (45°) in direzione E, fino a una decisa piega verso SE. Da qui il canale sale rettilineo intervallato da un paio di rampe (50°) fino a un nuovo cambio di direzione verso E (potrebbero affiorare 5/6 metri di ghiaccio vivo, meglio avere 20 m di corda e materiale per allestire sosta/Abalakov). Oltre quest’ultima rampa il pendio si allarga salendo (40/45°) fino alla spalla a W della punta. Discesa per l’itinerario di salita.
Difficoltà
5.1/E2
Materiale
Piccozza, ramponi e casco (eventuale materiale per una breve calata)
Dislivello e tempo di salita
1.100 m, 3h
Cima della Sueur (Sommet du Guiau) - 2.655 m
Ravin de la Casse
La gran classica della zona: un ripido vallone ampio e regolare chiuso da bellissime pareti calcaree. L’esposizione in pieno SE impone un’attenta scelta del momento: pieno inverno con tempo freddo e neve fresca assestata, oppure primavera con zero termico basso e partenza decisamente mattutina. Il canale è molto ben visibile dal primo tornante verso sinistra scendendo dal Monginevro verso Briancon (piccola area di sosta).
Partenza
Plampinet (1.500 m circa)
Itinerario
Dal paese risalire la mulattiera per gli Chalet des Acles fino a che questa spiana ed entra nel Vallon des Acles. Alla piccola cappella di St. Roch svoltare verso N e risalire l’evidente canalone con pendenze regolari (35°, max 40° in uscita). La Sueur/Guiaiu si può raggiungere, con percorso meno remunerativo, anche dal vallone dell’itinerario successivo.
Difficoltà
3.3/E1
Materiale
Coltelli ed eventualmente piccozza e ramponi
Dislivello e tempo di salita
1.150 m, 3h
Guglia del Mezzodì (Rocher du Barabbas) - 2.621 m
Vallone S/SE
L’itinerario più semplice della selezione ma non per questo sciisticamente minore, valido sia come gita in sé che come approccio ai canali descritti in precedenza. Da praticare in primavera con basse temperature e neve trasformata (attenzione che la parte bassa del vallone è un naturale collettore di slavine portentose).
Partenza
Plampinet (1.500 m circa)
Itinerario
Come per il Ravin de la Casse proseguendo però ancora qualche centinaia di metri fino a incontrare il marcato sentiero che, salendo a mezzacosta, porta al Col des Acles (a sinistra la mulattiera continua per gli Chalet). Seguire il sentiero per circa 500/600 metri fino a incrociare il vallone di salita orientato in pieno S. Inizialmente ampio, si restringe (max 35°) verso quota 2.000 m per riaprirsi poi nuovamente, formando un ampio anfiteatro. Puntare al Pas des Rousses (2.518 m) e, prima di raggiungerlo, piegare a destra (E) tendendosi sotto la dorsale e raggiungendo in breve la cima. Discesa per l’itinerario di salita.
Difficoltà
BS
Materiale
Coltelli
Dislivello e tempo di salita
1.100 m, 3h
Un film per il futuro della Jumbo Valley
Ecco Jumbo Wild con il sostegno di Patagonia
Dopo la proiezione a Milano Montagna, quest’autunno Patagonia distribuisce Jumbo Wild, il film documentario della Sweetgrass Productions, che racconta la vera storia della battaglia, ormai decennale, per decidere il futuro della Jumbo Valley nella British Columbia, con il conflitto tra la tutela di un’area selvaggia, cara agli amanti del backcountry, e gli interessi sempre crescenti dell’imprenditoria edile con il progetto di realizzare un comprensorio sciistico su vasta scala. Siano nella regione dei Monti Purcell, nella British Columbia, meta molto amata da chi pratica sci e snowboard backcountry, nonché territorio sacro per le popolazioni delle ‘Prime Nazioni’ e sede di uno dei più importanti corridoi del Nord America per gli orsi grizzly.
Diretto da Nick Waggoner e Sweetgrass Productions, Jumbo Wild documenta il braccio di ferro che vede impegnati membri della comunità, 'Prime Nazioni0 e ambientalisti da un lato, e politici e imprenditori dall’altro sul futuro della valle del Jumbo. Sullo sfondo di incredibili riprese di sci e snowboard backcountry, Jumbo Wild offre per la prima volta agli spettatori le argomentazioni di tutte le parti in causa in questa controversa diatriba.
IL SOSTEGNO DI PATAGONIA - Contemporaneamente alla distribuzione del film Jumbo Wild, Patagonia e i partner locali di Wildsight lanciano inoltre una campagna mondiale per coinvolgere il maggior numero di persone contro la creazione di un resort sciistico e a favore dell’istituzione di una tutela permanente che salvaguardi il valore ecologico e culturale di questa regione. La versione di otto minuti del film, disponibile ora su patagonia.com, lancia un diretto appello al pubblico: Patagonia vuole sfruttare inoltre la propria rete internazionale e i propri canali di marketing affinché il messaggio venga condiviso il più ampiamente possibile. Fin dal 2012 Patagonia supporta finanziariamente gli attivisti di Wildsight negli sforzi intrapresi per mantenere l’area del Jumbo libera e incontaminata, secondo il motto della campagna ‘Keep Jumbo Wild’ che, già questa estate, ha messo a segno una vittoria significativa con la revoca della certificazione ambientale per il proseguimento dei lavori di edificazione. Il passo successivo sarà la tutela permanente della Jumbo Valley.
Il cortometraggio di 8 minuti Jumbo Wild, ora disponibile gratuitamente su patagonia.com (solo in inglese), offre al pubblico un’idea della complessità della lotta per la tutela della Jumbo Valley. Il documentario completo, della durata di circa un’ora, verrà invece proiettato a rotazione in svariate location europee (è previsto un'ulteriore proiezione per il 29 ottobre al Patagonia Store in corso Garibaldi a Milano). Il video, il cui ricavato delle vendite andrà interamente a sostegno di Wildsight, potrà essere acquistato su Vimeo e iTunes a partire dall'11 dicembre.
Tadei Pivk a caccia del titolo
"Dovrò fare attenzione a Merillas e Anthamatten"
Nella generale delle World Series guida Tadei Pivk: a Limone, dunque la possibilità di laurearsi campione. Il portacolori del Team Crazy Idea guida con 366 punti davanti a Manuel Marillas a 332, con Aritz Egea a 272, quindi Tom Owens e Ionut Zinca a 268 e Martin Anthamatten a 266. Per la classifica finale valgono i tre migliori piazzamenti delle Skyrunner World Series e il miglior risultato nelle Skyrunning Continenal, mentre alla Limone Extreme ci sarà un 20% in più a livello di punteggio. Nelle Continenal i 100 punti, tra gli atleti al vertice della classifica, li hanno solo Pivk, primo a Zegama, e Anthamatten, vincitore alla Flagstaff. Nelle World Series i successi sono andati ancora a Pivk, primo alla Dolomites, e Anthamatten, a segno nella Matterhorn Ultraks, mentre il vincitore delle ultime due gare, The Rut e Lantau 2 Peaks, Rèmi Bonnet, anche vincendo a Limone si fermerebbe a 320 punti.
Tadei Pivk è pronto a giocarsi le sue chance.
«Sto bene - conferma il portacolori del Team Crazy Idea - è stata una bellissima stagione, sarebbe perfetta con il titolo, ma so che non sarà certo facile. Ma è chiaro che arrivati a questo punto ci provo sino in fondo».
Limone è una gara che conosci.
«Mi piace, l’ho fatta altre tre volte e so quali sono le sue caratteristiche e le sue insidie».
Ti sei messo a fare i conti?
«Arrivati all’ultima prova è chiaro che i conti li fai, altra cosa è ‘applicarli’ quando sei dentro la gara. So che potrebbe bastare un piazzamento, ma in una skyrace è molto difficile gareggiare sull’uomo. Insomma meglio non pensarci e andare forte».
Avversari principali per la generale?
«Manuel Merillas, prima di tutto: a Hong Kong l’ho visto in condizione, si è piazzato davanti a me: sarà un osso duro. E poi Anthamatten: ha corso meno di tutti, facendo solo l’ultima parte di stagione: i punti che farà a Limone andranno tutti in classifica, senza scarti, visto che ha disputato sinora solo tre prove».
Ski-alp, raduno dell'Esercito a Courmayeur
Una settimana di lavoro per la squadra del Centro Sportivo
Settimana di allenamento per la squadra di ski-alp del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur: da lunedì sino a venerdì gruppo al completo con Manfred Reichegger, Damiano Lenzi, Matteo Eydallin, Robert Antonioli, Michele Boscacci e Nadir Maguet (recentemente arruolato), per ottimizzare la preparazione atletica e sfruttare la neve fresca scesa sui pendii del Monte Bianco per svolgere qualche allenamento specifico con gli sci.
Slackline nel castello stregato
Su Skialper di ottobre la storia di un’impresa estrema sugli iceberg
«Tempesta a Tasiilaq vuol dire anche un cambiamento delle correnti, bassa pressione e fiordo chiuso per il troppo ghiaccio trasportato dalla corrente artica verso sud. Due giorni di attesa per noi ‘occidentali’ sembrano una vita. Per gli inuit non sono nulla. In Groenlandia non sono l’orologio e una buona organizzazione a scandire le giornate, bensì il meteo e le condizioni atmosferiche, tutte variabili all’infuori della nostra portata» Scrive così Alice Russolo nell’articolo sul Montura Iceberg Challenge pubblicato su Skialper di ottobre-novembre. Un’avventura nata quasi per scherzo.«Mattia, pensa che figo se andassimo a scalare in Groenlandia». «Sì, ma Fede, a quel punto sarebbe bello scalare un iceberg». «…E farci sopra una slackline! Pensi di riuscirci!?» «Beh….ci proviamo!».
OVERWEIGHT - Tre fotografi, un videomaker, due atleti, un responsabile dei social-media e 230 chili di overweight. Lo scopo del Montura Iceberg Challenge era quello di sbarcare in Groenlandia, cercare un iceberg, quello perfetto, per scalare e tirare una line, una slackline. Facile a dirsi ma difficile a farsi. «Dal primo istante in cui siamo atterrati a Kulusuk, ancora prima di raggiungere la nostra meta finale, Tasiilaq e la Red House, le cose non sono state facili. Cinque chilometri separavano il minuscolo aeroporto e la sua pista sterrata dal paese di Kulusuk dove avremmo preso una piccola barca per poter arrivare nel fiordo di Tasiilaq. Ma questi 5 chilometri da fare rigorosamente a piedi con tutti quei chili di overweight sono stati più distruttivi del previsto. Nessuna slitta per noi… l’estate era appena iniziata e il sentiero, in inverno ricoperto di neve, ora era invece solo fango». Poi l’avvistamento di un iceberg gigantesco, si può dire mastodontico, con tre vette di oltre trenta metri, un vero e proprio castello di ghiaccio. «Era quasi spettrale, aveva un’apertura verso la sua corte interna su un lato, una specie di portico che conduceva nel cuore del castello, e dall’altra parte le pareti con le due torri».
L’IMPRESA - La tensione era alta, il rischio pure. Se qualcosa fosse andato storto Benny e Mattia sarebbero finiti nell’acqua gelata. Se le cose fossero andate ancora peggio il castello avrebbe ceduto! Lo skipper era ancora più teso: la sua barca avrebbe dovuto toccare la parete dell’iceberg per permettere a Mattia e Benny di scendere. Per fortuna è andato tutto bene come potrete leggere nell’articolo su Skialper.
UN PO’ DI NUMERI - 200 metri di corda, 90 metri di slackline, 2,5 terabite di materiale video e foto prodotto in 14 giorni, 2 highline, 4 waterline, 2 slackline sull’iceberg, 22 chiodi da ghiaccio, 10 rinvii, 25 moschettoni a ghiera, 8 lattine di birra al giorno, 2 droni, 2 telecamere, 8 macchine fotografiche reflex…
GIA’ DISPONIBILE SU APP - Skialper di ottobre sarà disponibile nelle migliori edicole a partire da questa settimana. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
A questo link una presentazione completa di Skialper 102 di ottobre-novembre.












