Trail Sacred Forests, test event mondiale

Sabato 17 settembre a Badia Prataglia

Sabato 17 settembre a Badia Prataglia appuntamento il Trail Sacred Forests, edizione questa che assegnerà i titoli nazionali FIDAL del campionato italiano ultra trail, ma che sarà anche test event in vista dei Mondiali in programma il 10 giugno 2017. «Abbiamo deciso di candidarci - ha detto il presidente del comitato organizzatore Dimitri Bonucci - perché il nostro territorio, la nostra cultura e la macchina organizzativa erano pronti per ospitare un evento del genere. Uno dei nostri obiettivi è farci conoscere a livello internazionale. In questa avventura abbiamo avuto il fondamentale l’appoggio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi rappresentato da Luca Santini che ci ha dato la possibilità di attraversare luoghi di grandissimo pregio e ha dato un importante appoggio economico».
Sabato tra le ‘foreste sacre' che si espandono tra Camaldoli, Badia Prataglia e La Verna, saranno segnalati quattro percorsi, l’ultra trail medio di 82 chilometri con 4200 metri di dislivello positivo, il trail lungo di 50 chilometri con 2800 metri di dislivello positivo, il trail di 26 chilometri con 1500 metri di dislivello positivo e lo short trail di 14 chilometri con 800 metri di dislivello positivo.
 


Il nuovo gigante è Oliviero Bosatelli, secondo Perez

Tor Live - Al bergamasco l'edizione 2016 della gara valdostana

Dunque dopo tanta attesa è partita anche una delle edizioni più attese del Tor des Géants. Il sole ha salutato gli oltre 800 atleti al via da Courmayeur. Tra di loro anche Jean Michel Touron finisher all'UTMB e al 4K e che oggi ha iniziato una nuova fatica.

DAY 1: ORE 14.15 - Dopo poco più di quattro ore di gara, quando vantaggi e posizioni contano ancora poco, al comando c'è Gianluca Galeati, passato da Deffeyes con circa 7' dull'irlabdese Dan Dogerty e 8 sul canadese Eric Breton, con lo stesso tempo di Oliviero Bosatelli. La prima donna a La Thuile era Lisa Borzani, seguita a breve da Silvia Trigueros.

ORE 22.30 - Gianluca Galeati è passato da Rhemes alle 21.03, seguito da Alexander Rabensteiner, dal francese Nahuel Passerat e da Oliviero Bosatelli a 12 minuti.  

DAY 2: ORE 7.25 - Oliviero Bosatelli è uscito dalla base di Cogne alle 5.04, seguito dallo svizzero Julien Voeffray (uscito alle 6.11) e da Alexander Rabensteiner (6.23), Gianluca Galeati (6.26) e Oscar Perez (6.27). Lisa Borzani e Silvia Trigueros sono passate a Eaux Rousses alle 2 di notte.

ORE 12.11 - Oliviero Bosatelli è arrivato a Donnas. A Chardonney è transitato secondo lo spagnola Julio Cernuda Aldecoa, alle 11.06, seguito a un minuto da Oscar Perez.

ORE 16.30 - Oliviero Bosatelli è passato a Sassa alle 15.37, mentre Oscar Perez è uscito da Donnas con più di due ore di ritardo dal leader insieme a Julio Cernuda Aldecoa.

ORE 19.30 - Oliviero Bosatelli è passato a Balma alle 19.23, mentre dietro Julio Cernuda Aldecoa è passato a Sassa alle 18.12 e Oscar Perez alle 18.13. Nona assolua Lisa Borzani che a Donnas aveva più di un'ora di vantaggio su Silvia Trigueros. Ritirati Graglia, Galeati e la Zimmerman.

DAY 3: ORE 9.30 - Sempre leader Oliviero Bosatelli primo a Champoluc alle 7.44, mentre Oscar Perez è uscito dalla base vita di Gressoney alle 7.30 davanti a Julio Cernuda Aldecoa alle 7.55. Settima assoluta Lisa Borzani attesa alla base vita di Gressoney. 

ORE 15.30 - Oliviero Bosatelli prosegue la sua marcia inarrestabile. Il bergamasco è uscito dalla base di Valtournenche alle 11.53 e il primo inseguitore, lo spagnolo Oscar Perez, alle 15.14. Al terzo posto lo spagnola Julio Cernuda Aldecoa, transitato da Champoluc alle 12.12 e atteso a Valtournenche intorno alle 17. Tra le donne sempre in testa Borzano, ottava assoluta, transitata da Champoluc alle 14.39. Seconda Stephanie Case, uscita da Gressoney alle 14.05  e terza Silvia Trgueros, uscita da Gressoney alle 15.08.

ORE 22.45 - Oliviero Bosatelli è arrivato a Oyace alle 20.34 mentre Oscar Perez è arrivato a Cuney alle 21.31. Il distacco tra i due sembra essere, secondo alcune proiezioni, intorno alle quattro ore, anche se a Cuney eravamo intorno alle tre ore, mentre lo spagnolo Cernuda Aldecoa, terzo, è uscito da Valtournenche alle 17.35, con oltre due ore di ritardo da Perez. Bosatelli ha quasi tre ore di ritardo sulla tabella di marcia di Karrera del 2013. Continua la sua marcia in testa anche Lisa Borzani, settima assoluta, uscita da Valtournenche alle 19.10. Seconda sempre Stephanie Case e terza Silvia Trigueros.

DAY 4 - ORE 6.50:  Oliviero Bosatelli è passato a Bosses alle 5.56: anche nella notte ha continuato la sua corsa al vertice. Un margine importante quello di Bosatelli: Oscar Perez è uscito dalla base vita di Ollomont alle 5.59 e si stima il passaggio a Bosses alle 11.45. Poi un terzetto ad Oyace: lo spagnolo Criado Toca transitato alle 5.58, l'altro spagnolo Cernuda Aldecoa e il francese Ressencourt alle 6.04. Lisa Borzani è sesta transitata a Cuney alle 3.27, insieme a Marco Bethaz e intorno alle 7 è previsto l'arrivo a Cuney.

ORE 13.10 - Il Tor des Géants ha un nuovo gigante: la vittoria dell'edizione 2016 è andata a Oliviero Bosatelli. Il bergamasco ha tagliato il traguardo alle 13.10 in circa 75 ore e 10 minuti. Intanto Oscar Perez è passato alle 11.27 da Bosses. Sempre in testa tra le donne Lisa Borzani, ora addirittura quinta assoluta, passata alle 12.12 da Ollomont.

ORE 19.14 - C'è anche il secondo classificato, un habituè del Tor, lo spagnolo Oscar Perez.


Patrick Facchini e Beatrice Deflorian primi sul Cermis

Tappa del circuito La Sportiva Vertical Trophy

La seconda edizione del Cermis Vertical Run ha evidenziato il positivo stato di forma dei due leader del circuito La Sportiva Vertical Trophy Patrick Facchini e Beatrice Deflorian, che con i punti messi conquistati nella sesta tappa andata in scena sull’Alpe del Cermis, consolidano il loro primato.
Subito dopo lo start ha allungato Thomas Trettel che ha mantenuto la testa con un discreto vantaggio sugli inseguitori sui primi due muri del tracciato che si sviluppava sulla pista da sci Olimpia, la più lunga del Trentino. A circa metà gara però gli si è fatto sotto Patrick Facchini, capace di gestire le energie anche grazie al suo passato agonistico nel ciclismo, che l’ha raggiunto. A questo punto Trettel ha provato nuovamente l’allungo con l’obiettivo di spezzare il ritmo del rivale, ma Facchini non si è perso d’animo. Gli è rimasto sulle caviglie e nel finale ha addirittura staccato Trettel, andando a chiudere in solitaria sul traguardo con il tempo di 35’07”3. Dietro alla coppia però ha recuperato anche il campione italiano vertical Nicola Pedergnana, skyrunner della Val di Rabbi, che nell’ultimo chilometro ha ripreso e superato Trettel, chiudendo con un ritardo di 1’19” da Facchini. Così il fiemmese si è dovuto accontentare del terzo posto, accusando un distacco di 2’03” da Facchini. Quarta piazza poi per Stefano Valentini dell’Atletica Val di Cembra a 4’39”, quindi Davide Longo della Cornacci a 5’47”, Andrea Stanchina e Tiziano Conti.
La sfida al femminile ha invece visto il dominio dal primo all’ultimo metro di Beatrice Deflorian che ha chiuso con il tempo di 42’42”, decima prestazione assoluta di giornata. La sorpresa è invece rappresentata da Veronica Bello dell’Usd Cermis, giunta seconda sul traguardo nei pressi del Rifugio Paion con un ritardo di 1’09” dalla vincitrice, e lasciandosi alle spalle atlete del calibro della fassana Nadia Scola della Bela Ladinia (a 2’43”) e la forte fondista Roberta Tarter della Stella Alpina di Carano (a 4’56”).
Il circuito La Sportiva Vertical Trophy proseguirà domenica 17 settembre con la Scaldagambe di Tesero, quart’ultima tappa.


Skyrace Monte Cavallo a Daniele Matiz

Silvia Serafini vince la gara femminile

Sigillo di Daniele Matiz sulla nona edizione della Skyrace Monte Cavallo. È il carnico dell’Atletica Moggese, classe1983,  il vincitore della gara organizzata dal Montanaia Racing: ha chiuso i 22 chilometri e 1870 metri di dislivello positivo in 2h40’55”. Pronti via e subito un quartetto a dettare il ritmo: Tiziano Moia, Daniele Matiz, Michele Sulli e Fabrizio Puntel. Il più attivo è Moia ma la situazione è fluida: salendo verso Forcella Lastè (2.040 metri di altitudine, il punto più alto della manifestazione) i quattro sono tutti nello spazio di un minuto.  Rapida discesa verso il versante bellunese e la Conca dell’Alpago: passaggio al rifugio Semenza (2.020 metri di altitudine) con Moia sempre davanti, poi transito a Malga Pradosàn (1.338 metri di altitudine, il punto più basso del percorso) e passaggio a Pian de le Lastre, dove transita in testa Puntel, autore di una discesa da manuale, seguito da Matiz, Moia e Sulli. Qui inizia la risalita verso la cresta. Cede Moia, alle prese con un problema al piede che non lascia tregua. Rimangono in tre davanti e si giocano il successo lungo la salita che porta al monte Tremol (2.007 metri di altitudine), straordinario balcone sulla pianura friulano veneta.  Il più forte si dimostra Matiz che in breve accumula un paio di minuti di vantaggio sul giovanissimo Sulli (carnico di Verzegnis, classe 1993, quinto ai recenti Mondiali Under 23 di skyrace in Abruzzo), tre su Puntel. Le posizioni sono delineate e non cambiano sulla linea del traguardo: vince Matiz davanti a Sulli (2h43’11”, che si aggiudica il titolo italiano di skyrace Under 23) e Puntel (2h43’45”).

FEMMINILE - La gara rosa ha visto il monologo di Silvia Serafini: la trevigiana del Cus Padova ha fatto corsa solitaria chiudendo la propria fatica in 3h08’25”. Alle sue spalle Martina Spangaro, friulana di Sauris (3h19’48”), mentre a completare il podio è stata Samanta Pizziconi (3h55’27”).


Corsa in montagna, grande Italia ai Mondiali

Cinque medaglie, oro a squadre per il team rosa. Nel 2017 tocca a Premana

Italia protagonista ai Mondiali di corsa in montagna a Sapareva Banya, in Bulgaria. Oro a squadre per la formazione rosa grazie a Valentina Belotti, argento individuale dietro all’austriaca Andrea Mayr e davanti alla francese Christel Dewalle, Alice Gaggi settima e Sara Bottarelli ottava, con Antonella Confortola ventiduesima. La squadra maschile senior cede il titolo mondiale agli Stati Uniti per un solo punto, con il settimo posto di Bernard Dematteis, il nono di Martin Dematteis, il decimo di Alex Baldaccini e l’undicesimo Xavier Chevrier, seguiti da Francesco Puppi (19°) e Nicola Spada (18°), mentre l’oro individuale va all’ugandese Robert Chemonges, davanti all'americano Gray e al messicano Morales. Tra gli under 20, argento al team maschile con Daniel Pattis (che chiude sesto), Davide Magnini, Riccardo Rabino e Andrea Rostan, mentre al femminile arrivano una medaglia di bronzo grazie il nono posto individuale di Francesca Franchi, oltre ai piazzamenti di Lorenza Beccaria, Valentina Gemetto e Federica Zanne. E al termine la Nazionale senior ha messo all’asta le 10 maglie indossate ai Mondiali, per aiutare chi è stato colpito dal terribile terremoto del centro Italia.
E dalla Bulgaria arriva la notizia che la WMRA ha assegnato a Premana la prossima edizione della rassegna iridata: un appuntamento doppio, il 30 luglio con la up down e il 6 agosto con la long distance, sul tracciato del Giir di Mont.

 


Aymonod e Vallet fanno loro il Gran Paradiso Vertical

Era la penultima prove del Défi Vertical valdostano

Ieri i sentieri del Parco Nazionale hanno accolto quasi 100 concorrenti per la quarta e penultima prova del Défi Vertical, circuito verticale giunto alla seconda edizione e parallelo al Tour Trail della Valle d’Aosta. Una sfida di 3,9 chilometri emozionante ed entusiasmante fin dai primi metri di corsa. Una gara breve, con 1.000 metri di dislivello positivo, ma decisamente impegnativa. Partenza dal Tètras Lyre fino al rifugio Vittorio Emanuele. Dalla Val di Rhêmes, sede di partenza e arrivo del trail, ci si è dunque trasferiti nella Valsavarenche per la prova verticale.

UOMINI -
Il più veloce è stato il runner Henri Aymonod, bravo a percorrere la distanza in 47’24” e a lasciare a 21” il secondo classificato, il trailer della Val d’Ayas, Henri Grosjacques. Ancora un valdostano sul terzo gradino del podio. Si tratta del forestale Pierre-Yves Oddone, all’arrivo con il tempo di 48’46”, a 1’22” dal vincitore. Massimo Gerard, quinto assoluto, ha vinto la classifica Veterani 1 in 50’48”, mentre la classifica Juniores è andata a Luca Pieiller, 23° in 57’54”. Angelo Nicco è invece il miglior Veterani 2: 32° assoluto in 1h 00’51”.

DONNE -
Decisamente combattuta anche la gara femminile. La vittoria è andata a Chantal Vallet in 57’13”, tallonata a 10” da Raffaella Miravalle, già vincitrice lo scorso anno del Gran Paradiso Trail. Terza posizione assoluta per Christiane Nex, ventiseiesima assoluta in 58’30”. Roberta Jacquin con il crono di 1h 02’29” è stata la prima atleta Seniores al traguardo. «Sono contento della gara, è andata molto bene – dice Mauro Cerise, organizzatore dei due eventi -. Una giornata da incorniciare sia dal punto di vista meteo, sia per il numero di concorrenti al via. Con tutte queste concomitanze e le grandi manifestazioni di queste settimane non mi aspettavo tutte queste adesioni».

ULTIMA TAPPA -
Il Défi Vertical e il Tour Trail della Valle d’Aosta si prendono l’ultima pausa prima del gran finale sui sentieri di Champdepraz e del Parco Naturale del Mont Avic. La Polisportiva presieduta da Paola Péaquin organizzerà il 30 settembre la prima edizione del Vertical du Costaz e il primo ottobre l’ormai consolidato trail du Mont Avic. A seguire la grande festa finale e la consegna dei premi ai finisher dei due circuiti.


Successo di Jimmy Pellegrini al Dolomiti di Brenta

Laura Besseghini prima nella gara rosa

Al Dolomiti di Brenta Trail vittoria di Jimmy Pellegrini: il portacolori del Team Mammut ha chiuso il tracciato di 64km e 4.200 metri di dislivello, tagliando il traguardo sul Lago di Molveno in 7h34’46”. Piazza d’onore per Christian Modena (New Balance / Mud And Snow) in 7h47’29”, con Enzo Romeri (Deboi) in 7h49’24” a complatare il podio. Quarto Oswald Wenin, quinti Mirko Miotto e Thomas Springhetti. Nella gara rosa a segno Laura Besseghini in 9h10’37” su Anna Conti in 10h01’35” e Manuela Tabarelli De Fatis in 10h08’55”
Nella 45km a segno Luca Miori in 4h58’41” davanti a Federico Nicolini in 5h04’08” e Francesco Trenti  in 5h18’52”; nella gara rosa prima Martina Valmassoi in 5h53’47; ottava assoluta.


Georg Piazza vince il Sellaronda Trail Running

Successo rosa per Anna Pedevilla

Georg Piazza ha confermato il suo feeling con il Sellaronda Trail Running, chiudendo i 61,2 km del percorso con 3.670 metri di dislivello per primo grazie al tempo di 6 ore 15 minuti e 58 secondi. Con questa vittoria raggiunge nell’albo d’oro Fulvio Dapit, entrambi forti di due successi e un secondo posto. Al femminile a segno Anna Pedevilla, capace di bissare autorevolmente l’affermazione di dodici mesi fa e, al pari di Piazza e Dapit, di entrare di diritto nella lista d’eccellenza dell’albo d’oro di questo evento, un terzetto con doppia vittoria in 6 edizioni.
Dominio altoatesino, dunque, al Sellaronda Trail Running 2016 con doppia validità,  atto conclusivo del Salomon Trail Tour Italia e tappa del circuito Skyrunner Italy Series. Sul traguardo di Colfosco Georg Piazza dell’Asv Gherdeina ha staccato di 14’16” Fulvio Dapit del Team Crazy, quindi di 23’38” Luca Carrara del Team Mammut, mentre nella sfida al femminile Anna Pedevilla del Team La Sportiva ha addirittura chiuso al settimo posto assoluto con il tempo di 7h20’12”, precedendo la trevigiana Cristiana Follador, quindi sul terzo gradino del podio troviamo la gardenese Birgit Klammer.

LA GARA - Partiti col frontalino prima dell’alba, i concorrenti subito dopo lo start di Colfosco (1.561 metri) si sono diretti a Corvara per poi salire ai 233 metri del Bec De Roces, salita che ha subito fatto la selezione, tant’è che al passaggio ai 1.619 metri di Arabba al comando si era formato un terzetto composto da Fulvio Dapit, Luca Carrara e Luca Manfredi Negri, con Georg Piazza quarto ad una ventina di secondi dai leader. Nell’impegnativa salita che portava ai 2.463 metri di Porta Vescovo, passaggio più alto della competizione, anticipato dal transito ai 2.407 di Padon, si è decisa la gara. Il gardenese Georg Piazza ha aumentato il ritmo, risucchiando e staccando il terzetto che era davanti di lui, con Dapit che inizialmente è riuscito ad affiancare e a lottare alla pari con l’alfiere dell’Asv Gherdeina, cedendo poi alle falcate del rivale nel tratto di Viel del Pain. A Passo Pordoi (2.239 metri) Piazza è transitato dopo 3 ore esatte di gara, distanziando 1’28” Dapit, quindi a 3’45” Carrara, a 5’45 Manfredi Negri e a 11’28” Daniele Fornoni.
Il podio non è variato nella seconda parte della corsa. A Passo Sella sempre in testa Piazza, quindi a 6 minuti Dapit, a 10 Carrara e a 15 il rimontante Marco Menegardi. Con le risorse fisiche ormai al lumicino, i trail runner hanno stretto i denti sino al traguardo, dove Georg Piazza ha chiuso con la prestazione di 6h15’58”, tempo inferiore di 15 minuti rispetto a quello che stabilì Filippo Beccari dodici mesi fa sull’identico percorso, seppure con partenza e arrivo da Canazei. Atleta di Livinallongo che si è ritirato dopo pochi chilometri per il dolore muscolare ad un polpaccio. Fulvio Dapit è giunto con un ritardo di 14’16”, Luca Carrara a 23’38”, Marco Menegardi con 35’00”, Daniele Fornoni a 46’20”, Luca Manfredi Negri a 7’0”2.
La gara al femminile ha visto partire forte la trevigiana Cristiana Follador, che è transitata per prima al ristoro di Arabba, con una quindicina di secondi su Anna Pedevilla, quindi terza la valdostana Sonia Locatelli poco distante, ma costretta al ritiro subito dopo per una distorsione ad una caviglia. Sulla salita di Porta Vescovo la Pedevilla è riuscita a ricucire il gap dalla Follador e a staccarla nei pressi del rifugio Viel del Pan. Il resto della gara non ha cambiato le posizioni di vertice, con l’atleta di casa che ha chiuso con il tempo di 7h20’12”, di tre minuti più veloce rispetto alla sua prestazione di dodici mesi fa. Sul traguardo di Colfosco in seconda piazza è transitata Cristiana Follador, con un ritardo di 29’22”, quindi terza ad 1h03’50”  la gardenese di Santa Cristina Birgit Klammer.
Il Sellaronda Trail Running ha pure assegnato il premio speciale Felix per i primi transitati al cinquantesimo km in località Selva Gardena, vinto da Piazza e dalla Pedevilla.


Sellaronda Trail Running, ci siamo

Sabato alle 5.30 il via da Colfosco

Sabato alle 5.30 nei pressi della chiesa di Colfosco al via il Sellaronda Trail Running: sarà la finale del circuito Salomon Trail Tour Italia e come tappa delle Skyrunner Italy Series. 270 i concorrenti al via,  provenienti da ben 14 nazioni, che dovranno affrontare 61,2 km e un dislivello di 3670 metri, attraverso i quattro passi Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena e le valli ladine dolomitiche Badia, Livinallongo, Fassa e Gardena. Un tracciato spettacolare ma decisamente impegnativo, con i passaggi più in quota rappresentati da Bec de Roces (2333 metri), da Padon (2407 metri) e Porta Vescovo (2463 metri), quindi Passo Pordoi (2239), Passo Sella (2255) e Dantercepies (2302), mentre il punto più basso sono i 1462 metri di Canazei. Un tracciato che è gestito da staff tecnici per ogni valle, coordinati da Ivan Tschaffert, Giampaolo Soratroi, Ivano Ploner e Josef Mussner.

FAVORITI - Proprio poco prima del briefing il lotto dei partenti si è arricchito di altri due runner di livello: la vincitrice della passata edizione, Anna Pedevilla e Lara Mustat del Team La Sportiva, sul secondo gradino del podio dodici mesi fa.
La sfida per la vittoria al maschile si annuncia decisamente interessante, con il vincitore uscente Filippo Beccari che ha confermato la propria presenza dopo l’infortunio ad una caviglia, che però dovrà ben guardarsi dal detentore del record della competizione Fulvio Dapit, vincitore dell’edizione 2012 e 2013, oltre a Georg Piazza, che trionfò sul traguardo nel 2014. Non mancheranno i protagonisti della classifica generale dei due circuiti, Davide Cheraz e Sonia Locatelli. È inoltre previsto un premio speciale, lo Sprint Felix, che verrà assegnato ai due atleti che transiteranno per primi al cinquantesimo chilometro a Selva Val Gardena. Per loro un premio di 100 euro a testa. Per quanto riguarda la chiusura dei cancelli è prevista alle 8 al km 12 di Arabba, alle 11.30 ai 34,9 kmdi Canazei, alle 14.30 al km 49,8 di Selva Val Gardena e alle 17.30 sul traguardo di Colfosco.

 


Tutto pronto per la K42 Italia

Al via domenica sulla Maiella anche Emanuele Manzi

Lo start è fissato per domenica mattina alle ore 8.00, quando dal centro di Sant’Eufemia a Maiella prenderà il via la seconda edizione di K42 Italia, gara di trail running e prova italiana del circuito internazionale K42 Series. Una vera e propria marathon sulla distanza di 42 chilometri disegnata nel cuore dell’Abruzzo dove i concorrenti dovranno superare un dislivello di 2.258 metri.
Numerosi gli atleti di rilievo internazionale, tra cui l’argentino Diego Simon e la spagnola Sofía García Bardoll, che promettono di dare grande spettacolo sul percorso tracciato tra le montagne del Parco Nazionale della Majella. Non potevano naturalmente mancare i portabandiera del tricolore come Emanuele Manzi, Campione Italiano di Trail Lungo 2015, Barbara Bani, Francesco Puppi e Gloria Giudici.

PERCORSO - I concorrenti della K42 lasceranno gli 878 metri di quota della partenza per toccare i 2.061 metri del Monte Morrone, per poi valicare il Passo San Leonardo e rientrare a Sant’Eufemia, passando per altri tre comuni, ovvero Caramanico, Sulmona e Pacentro. 
Ma non è tutto, perché seguendo il format proposta da K42 Patagonia dove si terrà la finale del circuito a novembre, verrà proposta una competizione ridotta per chi vuole avvicinarsi al podismo off-road. A fianco della prova sulla distanza della maratona, gli organizzatori infatti propongono la K21 di 21 chilometri e una prova KKIDS riservata ai campioni della corsa off-road del futuro.
I vincitori delle classifiche maschile e femminile si aggiudicheranno, oltre al titolo della prova italiana del circuito, la possibilità di partecipare alla tappa conclusiva del circuito e volare a Villa la Angostura in Argentina dal 18 al 20 novembre 2016, per gareggiare a fianco dei migliori trail runner a livello mondiale.

EVENTI DI CONTORNO - La città di Sant’Eufemia a Majella è pronta ad accogliere non solo gli atleti, ma anche tutti gli appassionati di questo sport che coniuga passione per la corsa e per la natura. Una vera e propria festa che inizierà già da oggi con l’apertura del K-Village con numerosi stand dove si potranno degustare prodotti e prelibatezze locali, oltre che scoprire la tradizione artigianale del luogo. Previsti anche eventi collaterali inseriti all'interno della manifestazione come concerti, escursioni a cavallo e gite in mountain bike.


Tor, tanti giganti al via

Tra gli uomini anche Perez, Graglia, Galeati e Bosatelli

Si scaldano i motori per il Tor des Géants, che partirà domenica prossima da Courmayeur. Folta la lista dei big previsti al via dal comitato organizzatore. Tra gli stranieri una vecchia conoscenza del Tor, Oscar Perez, vincitore nel 2012 e poi Michele Graglia, ligure del quale si è interessato anche Vanity Fair. La sua storia è curiosa. Classe 1983, trasferitosi negli Stati Uniti giovanissimo per portar avanti l’attività di famiglia nel settore florovivaistico e per sfilare sulle passerelle internazionali nel ruolo di modello per conto delle grandi firme della moda, forgiato da una lunga militanza giovanile nell’atletica leggera, nel 2011 Graglia ha partecipato alla sua prima ultramaratona, la Keis, 160 km negli Usa, e da allora non si è più fermato. Corre ormai in ogni parte del mondo, gare lunghe di tutti i generi, dalla Milano-Sanremo alla Badwater, 135 miglia nella Death Valley, alla Yukon Arctic Ultra, in Canada. Il più delle volte vinte.

DAL FREDDO - A proposito di gare ‘al freddo’, saranno in partenza al Tor 2016 anche alcuni alaskani come sono ormai identificati i finisher dell’Iditaroad Invitational: Marco Berni (team Ferrino), per due volte sul podio della distanza di 1000 miglia, Sebastiano Favaro e Ausilia Vistarini (nel team dell’inglese Montane, main sponsor del Tor). La determinatissima atleta della Lomellina, che si divide tra corsa e fat-bike, è la primatista al femminile dell’Iditaroad Invitational di 350 miglia. Il team Montane sarà rappresentato anche da Petra Mückov,la forte atleta della Repubblica Ceca, recente vincitrice dell’Orobie Ultra Trail 2016. Per il team Eolo, l’altro main sponsor del Tor, saranno al via Andrea Macchi, primo italiano all’Utmb del 2015, Marta Poretti, per ben tre volte vincitrice della Grande Corsa Bianca.

TANTE DONNE TOP - Dunque molte le runner di grande valore, che si dovranno confrontare con le ‘vecchie conoscenze’ del Tor, Denise Zimmerman e Lisa Borzani, rispettivamente prima e seconda lo scorso anno, con Silvia Trigueros Garrote, cuore e motore spagnolo. Ma ci sono ancora altre regine che proveranno a puntare, oltre alle cime valdostane, anche alle vette della classifica: l’azzurra Scilla Tonetti (già tre Tor in carriera, con un terzo posto nel 2013), l’inglese Jenn Gaskell e altre due fuoriclasse che stanno quasi ai capi opposti degli emisferi, la sudafricana Linda Doke, oltre 25 ultra vinte in carriera tra cui la Addo Elephant Trail Run, a fine febbraio di quest’anno, 100 miglia coperte in poco più di 29 ore e settima nella classifica assoluta, e la trentunenne islandese Elisabet Margeirsdottir, che quest’anno ha corso egregiamente, oltre che nel suo Paese, anche sulle lunghe distanze di Cortina e Hong Kong. Ancora grandi firme per il podio maschile. Oltre agli atleti citati ci saranno infatti anche l’emiliano Gianluca Galeati, secondo al Tor per un soffio lo scorso anno e vincitore della 90 km del Gran Trail Courmayeur, e Oliviero Bosatelli, primo all’Orobie Ultra Trail sulla distanza dei 140 km. Altri italiani da tenere d’occhio sono Alexander Rabensteiner, di Chiusa (Bz), che ha stravinto un’edizione della Südtirol Ultra Skyrace a tempo di record (121 km in 18 ore e 36 minuti), il giovane Matteo Colombo, Silvano Fedel, forte trentino, e il veneto Paolo Pajaro, già in passato nelle zone molto alte delle classifiche, così come il lombardo Simone Musazzi.

STRANIERI - Imanol Alesom, basco, secondo alla PGTA Peneda-Geres Trail Adventure 280 nel 2015; il norvegese Sondre Amdhal, nel 2015 quarto all’Ultra-Trail Mt Fuji e alla Transgrancanaria e quest’anno già nella top ten della Marathon des Sables; l’irlandese Dan Doherty, già protagonista di primissimo piano al Tor dello scorso anno; Christian Fatton, svizzero, terzo assoluto all’ultima Nove Colli Running; Nauhel Passerat, francese, capace nel 2015 di salire sul podio dell’Andorra Ultra Trail Ronda dels Cims e del Grand Raid des Pyrénées. A seguire, un altro quartetto forte: il tedesco Jens Lukas, classe 1966, con un primo posto alla Sparthatlon, in Grecia, già nel 1999, il russo Vladimir Kot, il neozelandese Kieron Berry (che nei dati personali del suo profilo Facebook ha scritto: Mission: Tor des Géants 2016) e lo spagnolo Jul io Hernuda. E poi c’è Pablo Criado Toca, del team Grivel, quattro volte finisher a Courmayeur e sempre nelle primissime posizioni.


Denis Trento in 9h27' su Rochefort e Jorasses

Anello di 21 km con partenza e arrivo al Rifugio Torino

21,2 chilometri x 3.487 m D+, spesso sopra i 4.000 metri e su cresta di difficoltà D. È quello che ha fatto a inizio settembre Denis Trento alle Grandes Jorasses. Un’impresa in stile Kilian o Steck con una filosofia e considerazioni ‘umane’: «Con questa credo che sia proprio ora di cambiare giro, andare più veloce vorrebbe solo dire prendere rischi che non posso accettare» ha scritto sui suoi account social l’atleta del Centro Sportivo Esercito e Guida alpina.

GIRO - L’itinerario seguito da Trento è quello Rifugio Torino - cresta Rochefort, Grandes Jorasses, Boccalatte, Planpincieux e poi ancora su fino al Torino. Tempo totale 9 ore e 27 minuti. I parziali: «1h15 per la Rochefort, 2h40 Canzio, 4h50 Walker, 6h10 Boccalatte, 6h55 Planpincieux e poi ho strisciato fino al Torino (9h27) con un caldo da Marathon des Sables».

PRECEDENTI -
Trento aveva provato un giro simile, con partenza e arrivo a Planpincieux a fine agosto, chiudendo in 11 ore. Ecco le sue considerazioni: «11 ore sono un tempo lunghissimo o cortissimo a seconda di quel che si sta facendo. Esaminando la mia salita, sono convinto che Kilian o Steck possano stare comodamente sotto le 9 ore: durante la giornata con le varie soste ai rifugi sono stato fermo per quasi un'ora. Togliendo qualche kg dallo zaino e dai piedi si può guadagnare qualcosa in salita, molto in discesa e essere più freschi durante tutta la traversata. Fare i due tirelli della Young slegato farebbe guadagnare altri 20 minuti minimo. Lo lasceremo fare a chi di dovere, oppure no?».


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