Tor, dalle retrovie la sfida ai big

Grande prova di Luca Negri alla prima esperienza nel trail

Dopo 283 di gara sulle gambe il tratto di 20 km che porta dalla base vita di Ollomont a Saint-Rhemy, con i suoi 1.450 metri di dislivello positivo e 1.255 negativo, rappresenta ogni anno un buon punto punto d’osservazione per valutare le doti di endurance di tutti i Geants. Si esce dall’ultima base vita della gara e si affrontano gli ultimi 50 km.

La prima parte del tratto è costituita da 10 km che partendo da Ollomont (1.385 m), prevedono prima la salita al Rifugio Letey-Champillon (2.375 m) e poi la successiva discesa Ponteilles Desot (1.807 m). La seconda parte sono 10 km in leggera discesa che portano a Saint Rhemy (1621 m). Da quel punto, ancora 4 km di falsopiano e poi inizia l’ultima salita della gara che porta ai 2.925 m del Col Malatrà.

CONTRO LE PREVISIONI – In un tratto simile, a quel punto della gara, si potrebbe essere indotti a pensare che influisca sulla prestazione oltre che la dote fisica, anche l’esperienza sul campo acquisita in anni di gare. Nell’edizione di quest’anno, con una rincorsa avvincente alla prima posizione, si poteva anche immaginare che il tempo migliore fosse stato fatto registrare dai primi in classifica, ovvero gli spagnoli Iker Karrera e Oscar Perez. Quest’anno, invece, c’è stata l’eccezione che in qualche modo conferma la regola. L’eccezione che, forse, dimostra ancora una volta come sia la testa l’aspetto principale nelle gare di ultra distanza. 

PRESTAZIONE DI ALTO LIVELLO
– Il concorrente che ha fatto registrare il miglior tempo assoluto, con un parziale di 3h55’ è Luca Negri, quattordicesimo nella classifica finale e dal curriculum immacolato nel mondo del trail running in generale. Una prestazione di altissimo livello che ha consentito a Negri di scavalcare sette posizioni  in classifica e di entrare nella top 15. I distacchi sono impietosi, 34’ a Iker Karrera,  16’ a Oscar Perez, 32’ a Franco Collè, 1h07’ a Lionel Trivel e 1h17’ a Patrick Bohard , ovvero i primi cinque classificati del Tor. Roberto Beretta, uno che di ultra distanze ci ha ormai fatto l’abitudine, uscito da Ollomont 18’ prima di Negri, deve averlo visto sfrecciare visto che ha poi chiuso quel tratto di gara impiegandoci 1h03’ in più. Nulla hanno potuto neanche le doti di endurance della campionessa Francesca Canepa che nello stesso tratto si è presa 1h20’.   

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