Pizolada a Martina Valmassoi e Manfred Reichegger

Quasi 200 gli iscritti tra agonisti ed escursionisti alla quarantaduesima edizione della Pizolada delle Dolomiti. Manfred Reichegger ha dominato la gara maschile con il tempo di 1h26'26'' andando via da solo fin dalla prima salita. «Giornata bellissima, tracciato perfetto, gara ottima», così Manny a fine gara. Secondo Philip Götsch del Team Bogn da Nia (1h28'59'') e terzo Christof Niederwieser del Team SkialpRace Ahrntal (1h31'41'').

Manfred Reichegger

Al femminile vittoria di Martina Valmassoi della Dolomiti Ski-Alp con il tempo di 1h52'24'' davanti a Elena Nicolini del Brenta Team (1h57'38'') e Jennifer Shelton del Team BadiaSport (2h 15' 05''). Gabriele Leonardi del Brenta Team (1h44'42'') ha conquistato la gara Junior con un vantaggio di ben 11 minuti su Ruben Del Negro della Polisportiva Timaucleulis (1h56'32'') con terzo Alessandro Morandini del Team Bogn da Nia.

Il podio femminile

Tripletta azzurra in Coppa del Mondo

Tripletta azzurra nell’individual di Madonna di Campiglio che chiude la stagione di Coppa del Mondo. Vittoria di Robert Antonioli in 1h36’06”, su Michele Boscacci in 1h36’27” con Matteo Eydallin in 1h38’12” a completare il podio. Un bel segnale per quella che sarà la squadra azzurra dell’Esercito alla Patrouille des Glaciers. Quarta piazza per William Bon Mardion, quinto e leader Espoir Davide Magnini. Completano la top ten Martin Anthamatten, Jakob Herrmann, Federico Nicolini, Xavier Gachet e Oriol Cardona Coll.

Robert Antonioli ©Pegasomedia

Al femminile Laetitia Roux aggiudica la sfida con Axelle Mollaret: 1h24’41” il crono della vincitrice, 1h28’43” per la seconda. E sul terzo gradino del podio sale Alba De Silvestro (1h29’35”), modo migliore per festeggiare la Coppa Espoir. Quarta Jennifer Fiechter, quinta Lorna Bonnel, quindi Victoria Kreuzer, Marta Garcia Farres, Sophie Mollard, con nona Katia Tomatis e decima Bianca Balzarini.
A livello junior successo di Giulia Murada su Ekaterina Osichkina e Justine Tonso (con quarta Giorgia Felicetti), la maschile vince Julien Ancay, quarto Giovanni Rossi, sesto Fabien Guichardaz, settimo Sébastien Guichardaz, ottava Stefano Confortola.

Alba De Silvestro ©Pegasomedia

Domenica si chiude la Coppa del Mondo

Domenica calerà il sipario sulla Coppa del Mondo con l’individual a Madonna di Campiglio. Il tracciato di gara sarà quello tradizionale della Ski Alp Race Dolomiti di Brenta, ovvero 18 km di sviluppo con un dislivello positivo di 1900 metri, con partenza e arrivo ai 2085 metri del rifugio Boch. Per le categorie senior e under 23 maschile il percorso prevede passaggi spettacolari nel cuore delle Dolomiti di Brenta come la Bocca dei Camosci (2790 metri) e Campanile di Vallesinella (2900 metri), con quattro salite e due tratti da affrontare con gli sci sullo zaino. Le categorie senior, under 23 donne, nonché junior maschile affronteranno un percorso con dislivello di 1500 metri. Saranno 1000 i metri di dislivello che attendono le ragazze della categoria junior femminile.
Sarà una gara decisamente spettacolare e tecnica grazie all’organizzazione del Comitato 3Tre e dell'ApT di Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, che rappresenterà una passerella per il valtellinese del Centro Sportivo Esercito Michele Boscacci, trionfatore già al termine della sprint di venerdì sera sul Canalone Miramonti. Per tutti gli appassionati ci sarà la possibilità di seguire la gara in quota, utilizzando la telecabina Grostè con accesso gratuito dalle 6.30 alle 8 per atleti e pubblico. Nella serata di sabato si è poi svolta, fra gli applausi dei 12 team nazionali presenti e dei turisti curiosi la premiazione ufficiale della gara sprint. Quindi sono stati assegnati i numeri di gara: Robert Antonioli avrà l’1, Michele Boscacci il 2, Xavier Gachet il 3, quindi a seguire Davide Magnini, William Bon Mardion, Nadir Maguet, Martin Anthamatten, Coll Oriol Cardona, Matteo Eydallin e Armin Hofl. A Damiano Lenzi il numero 11 e a Federico Nicolini il 12. Fra le donne Axelle Mollaret partirà con il 101, Laetitia Roux il 102, Alba De Silvestro il 103, Victoria Kreuzer il 104, Claudia Galicia Cotrina il 105, Katia Tomatis il 106. Gli orari di partenza di domenica prevedono lo start della competizione senior e under 23 maschile alle 8.30, quindi la junior maschile alle 8.45, per finire con le tre categorie femminili alle 9. Alle 11 le cerimonie dei fiori nei pressi del rifugio Boch e alle 14 le premiazioni al Palacampiglio.


Valtellina Vertical Tube a Hannes Perkmann

Baciati dal sole a Montagna in Valtellina più di 400 atleti che hanno sfidato il chilometro più duro al mondo. A partire dall'una ogni atleta ha iniziato a scalare i 2700 gradini della tanta condotta. Pendenze assurde e una salita che non finisce: questi gli ingredienti di questa pazza impresa.
Dopo la sorpresa dell'atleta non-elité Friedrich Daheler autore di un ottimo 15'04" la classifica ha visto dominare ancora una volta il verticalista Hannes Perkmann che si avvicina al record di gara di Bernard Dematteis (14"02). Bissa la vittoria quindi l'altoatesino del Team LaSportiva con un crono di 14'09", seguito dal giovane Alberto Vender (Valchiese- Salomon Italia) che spazza via la concorrenza con un sub-15' di 14'43". Terzo posto per l'eterno Emanuele Manzi, organizzatore di gara ma anche campione che è riuscito ancora una volta a salire sul podio. Niente top 3 per l'austriaco Jacob Mayer, spodestato dal terzo posto dello scorso anno proprio da Manzi. Dietro di lui rimane comunque in classifica Friedrich Dahler con 15'04".
Al femminile invece dominio catalano di Gisela Carrion Bertran che con 17'24" diventa la regina 2018 del Valtellina Vertical Tube. Spodestata la vincitrice dello scorso anno Katarzyna Kuzminska che ottiene comunque la seconda postazione (17'27") seguita da Antonella Confortola (17'42"). A qualche ‘gradino’ dal podio Elisa Compagnoni (18'06") seguita a ruota da Francesca Bellezza (18'12") e Dominka Wisniewska Ulfik (18'21"). Nella top ten anche l'azzurra della corsa in montagna Samantha Galassi.

Antonella Confortola ©Meneghello

 


Disponibile Skialper 117 di aprile-maggio

Proprio quando le giornate si allungano e il clima diventa più mite questo mitico inverno 2018 continua a regalarci tante belle sorprese. E allora anche il numero 117 di Skialper, già disponibile nell’edicola digitale e in distribuzione nelle migliori edicole italiane nella versione cartacea (oppure prenotabile su www.mulatero.it) è ricco di spunti per un finale di stagione indimenticabile. Un inverno - come scrive Davide Marta nell’edito - che ha finalmente unito le varie anime dello skialp e del freeride in un meltin pot dove tutine e braghe molli hanno capito che una cosa non esclude l’altra, che si può essere freerider con sci da 80 sotto il piede oppure salire veloci con aste da 110.

NON SONO UN EROE - Primo articolo della rivista dedicato a Zen, il cane del Soccorso Alpino che lo scorso 6 marzo ha salvato un escursionista travolto da una valanga nel cuneese. Siamo stati a trovarlo e abbiamo parlato con il suo conduttore Seba. Una storia per ricordare le tante persone e cani impegnati ogni giorno a garantire la nostra sicurezza, degli angeli custodi che non finiremo mai di ringraziare.

Zen ©Federico Ravassard

HOJI, IL VISIONARIO - Eric Hjorleifson, canadese, freerider, tra i primi a saltare e fare evoluzioni con gli attacchini, sviluppatore di scarponi per il freetouring (i famosi Hoji di Dynafit), ski movie star. Insomma un innovatore, un visionario, oltre gli stereotipi. Federico Ravassard lo ha intervistato per noi.

SIAMO TUTTI FIGLI DELLO STESSO DIO - Freerider, tutine, skialper tradizionali, splitboarder. Tutti sotto la stessa bandiera, tutti pronti a salire, scendere e divertirsi. È quello che succede a Les Arcs, in Francia, dove il Community Touring Club organizza il Big Up & Down. Una festa dello sci con le pelli, con raduni e gare dallo spirito particolare e un unico obiettivo: tutti insieme appassionatamente. Per divertirsi. Luca Giaccone è andato per noi a scoprire (e a raccontarvi) questa incredibile festa dello skialp.

Mathéo Jacquemoud alla Big Up & Down ©Marc Daviet

CRANS MONTANA RANDO PARC - 40 chilometri di itinerari per lo scialpinismo segnalati e suddivisi per difficoltà. Una campionessa come Séverine Pont-Combe e il marito Nicolas che amano la loro montagna e si sono battuti perché nascesse un parc per gli skialper. Crans Montana è il nuovo eldorado dello speedfit, lo skialp accanto alle piste, e Tatiana Bertera, con il fotografo Stefano Jeantet, è andata alla scoperta di queste nuove tracce.

Nel Rando Parc di Crans Montana ©Stefano Jeantet

DETERMINAZIONE MAGNINI - Davide Magnini, per molti il nuovo Kilian. Sicuramente il giovane trentino, che si divide tra skialp e corsa (anche se si definisce skialper) ha le idee chiare (e la stoffa del campione, visto che ha vinto il Tour du Rutor…). E Luca Giaccone, con la fotografa Alice Russolo, è andato a trovarlo a casa sua e a fare una gita sulle montagne attorno al Tonale.

C’ERA UNA VOLTA IL WEST - Dopo la puntata a est, Federico Ravassard è andato a ovest, alla Baitella di Zeo, vicino a Gressoney, per scoprire che il freeride è sempre esistito. E che ai piedi del Monte Rosa c’è uno dei massimi santuari mondiali dello sci off piste. Un reportage intenso, fatto di powder, luci e persone. Sedici pagine da leggere, guardare e conservare.

La luce dipinge la powder di Gressoney ©Federico Ravassard

BAR VALERUZ - Chi non conosce Tone Valeruz? L’uomo simbolo di una certa visione dello sci estremo ha dato appuntamento al nostro Andrea Bormida in un bar della sua Val di Fassa. Per parlare di quello che è stato lo sci de peinte raide, di quello che è ora, ma anche di cosa vuol dire fare il maestro di sci o la Guida alpina. Insomma, riflessioni a ruota libera con un autentico mito dello sci.

TOUR DU RUTOR, SELLARONDA & CO - La primavera è la stagione dei grandi appuntamenti agonistici e allora ecco che i nostri inviati sono stati a seguire e raccontare da un’altra prospettiva il Millet Tour du Rutor Extrême, ma anche la Pierra Menta. E poi per una volta avevamo due inviati un po’ più speciali da dentro le gare: Chiara Musso al Rutor e Jacopo Da Campo alla Sellaronda. Due appassionati che grazie alle iniziative di Skialper, Millet e Dynafit hanno potuto partecipare alle due gare e raccontarle per noi.

ANTEPRIME MATERIALI - La linea K2 Wayback e il nuovo attacco ATK Crest, ma anche la scarpa da trail New Balance Summit Unknown sono le anteprime che abbiamo provato per voi questo mese.

Correndo con la Summit Unknown ©Federico Ravassard

CONTRO VENTO - Greatest Italian Treks, vale a dire i più interessanti e curiosi trekking italiani, selezionati da Skialper e Ferrino. Questo mese vi presentiamo il trekking delle isole Eolie, tra vulcani, suggestioni cinematografiche e una natura incredibile. Che dire, voglia di mare ma… non manca qualche accenno allo sci. Leggere per credere!

La magia del tramonto alle Eolie ©Pillow Lab

AKU SPIRIT - La nota azienda veneta che produce scarpe da montagna e comodi modelli ‘mountain inspired’, per la vita di tutti i giorni, è una fucina di storie e curiosità. Siamo stati a visitare la sede di Montebelluna. Un reportage molto diverso dai soliti reportage aziendali…

Galliano Bordin, fondatore di Aku ©Andrea Salini

47 GITE DI PRIMAVERA - La sezione Tracce è giunta alla terza uscita. Trentadue pagine interamente dedicate agli itinerari con sci e pelli, suddivisi per aree geografiche alpine. Itinerari attentamente selezionati dal curatore del progetto, Andrea Bormida, in collaborazione con tanti ‘local’ molto ma molto esperti… Per ogni itinerario le indicazioni pratiche e una cartina. Quando si parte per la prossima gita?

LOG IN - È la sezione all’inizio della rivista, il log in del nostro numero, ma qui ne parliamo alla fine dell’articolo di presentazione. Eppure ci sono tanti spunti: la campagna Save The Blue Heart of Europe di Patagonia per salvare i fiumi balcanici dalla costruzione di migliaia di dighe, la rubrica dedicata ai libri, un interessante articolo sugli zaini fotografici per andare in montagna, anche quelli con airbag, la consueta rubrica sulla fauna (questa volta parliamo di scoiattoli) e tanto altro… Non resta proprio che comprare il numero 117 di Skialper!

 


Ecco la Duerocche 2018

Quarantasette anni di storia. La suggestiva cornice delle colline trevigiane tra Asolo e Cornuda. Un’emozione che si rinnova ogni anno, il 25 aprile. Scatta il conto alla rovescia in vista dell’edizione 2018 della Duerocche, presentata venerdì sera a Cornuda. Cinque diversi percorsi. Gli specialisti del trail potranno scegliere tra la 48 chilometri, con 2.300 metri di dislivello, e la 21 chilometri, con 1.000 metri di dislivello. Previsti inoltre i due tradizionali tracciati di 6 e 12 chilometri, aperti a tutti, e la prova sui 14 chilometri, riservata agli appassionati del nordic walking, che percorrerà il tragitto della Duerocche storica, da Asolo a Cornuda. I percorsi, preparati dai volontari delle Duerocche con un lavoro che dura da mesi, avranno uno sviluppo complessivo di 101 chilometri. E anche quest’anno, come già nel 2017, i tracciati di gara più lunghi saranno separati dai più brevi, in modo che gli atleti più lenti non ostacolino i più veloci (e viceversa).

Silvia Rampazzo e Simone Wegher alla presentazione insieme a Massimiliano Checuz (presidente del comitato organizzatore; a destra) e a Giampaolo Allocco (responsabile marketing)

ISCRITTI - A 18 giorni dall’evento, gli iscritti hanno già superato quota 2.500. Sono attesi a Cornuda, nel contesto di una manifestazione in continua crescita sotto il profilo organizzativo (confermati i servizi di massaggi post-gara e di baby-sitting, le t-shirt e maglia-tech in limited edition creata da Delineodesign e la felpa realizzata dalla sponsor tecnico Scarpa che andrà a tutti i finisher della 48 chilometri. Pezzi da collezione che rappresentano uno dei benefit più apprezzati dai partecipanti all’evento.
Alla Duerocche, nella versione da 21 km, prenderà parte per la prima volta anche Moreno Pesce, atleta veneziano d’adozione bellunese che, amputato alla gamba sinistra in seguito ad un incidente stradale, è diventato una celebrità nel mondo del trail e delle vertical race per il fatto di gareggiare grazie una speciale protesi in fibra di carbonio e titanio. Sono inoltre attesi al via i ragazzi del neonato Duerocche Running Team e 18 ‘senatori’ che hanno partecipato a tutte e quattro le precedenti edizioni del Trail da 48 km. I loro nomi? Antonio Barel, Michele Cinel, Diego Cortese, Adelina Cozza, Alessandro Dal Santo, Marco De Vallier, Pierluigi Fornasier, Giacomo Longo, Massimo Matteazzi, Michele Menegon, Mihai Miron, Marta Neso, Riccardo Pavan, Davide Pelllizzari, Francesco Rigodanza, Demis Todesco, Alberto Zanin, Franco Zavarise. Metà sono già iscritti anche per l’edizione 2018.



PROGRAMMA -
La Duerocche scatterà da via della Pace (zona impianti sportivi sportivi) a Cornuda: alle 7.15 la 48 km, alle 9 la 21 km, alle 9.30 la 6 e la 12 km. Avvio libero, invece, dal centro di Asolo, per la Passeggiata Storica dedicata al Nordic Walking. Quest’anno, per la prima volta, sarà anche possibile seguire le fasi salienti delle prove trail su un maxischermo che sarà allestito in zona arrivo. Spettacolo garantito.
Giovedì 19 aprile, intanto, dalle 20.30 alle 22.30, alla palestra di Montebelluna, la Duerocche sarà anticipata da una serata dedicata alla resilienza, agli aspetti fisiologici e alla prevenzione infortuni nel trail e ultra-endurance. Ospiti, due trail runners d’eccezione: Marco Zanchi e Nicola Giovanelli.


The King

Magic moment per Michele Boscacci: a marzo Pierra Menta e Tour du Rutor e leader indiscusso della graduatoria LGC, ad aprile la Coppa del Mondo ISMF. Ecco le sue impressioni dopo la sprint.


Nel segno di Michele Boscacci

Il Canalone Miramonti di Madonna di Campiglio è per una sera palcoscenico della Coppa del Mondo ISMF. Nel segno di Michele Boscacci che si aggiudica la gara sprint e pure la Coppa del Mondo overall, complice la squalifica di Robert Antonioli per aver utilizzato sci troppo leggeri rispetto al peso minimo consentito dal regolamento. Davvero emozionante la finale senior maschile con Michele Boscacci e Nicolò Canclini a fare subito l’andatura sulle inversioni, tallonati da Iwan Arnold. Nel tratto verticale con gli sci nello zaino Boscacci aumenta il ritmo, Canclini fatica, Arnold resiste e Maguet rimonta dal quinto al secondo posto, conquistato proprio nell’ultimo tratto. Nella discesa non cambiano le posizioni, anzi aumentano i distacchi. Primo Michele Boscacci, secondo Nadir Maguet, terzo Iwan Arnold, quindi il francese William Bon Mardion e Nicolò Canclini.
In campo femminile affermazione di forza della francese Laetitia Roux, che ha dominato la gara sin dalle prime battute sulla scalinata ed amministrando nel rimanente tratto del percorso, precedendo la svizzera Marianne Fatton (prima under 23) e la spagnola Marta Garcia Farres. Quarta Alba De Silvestro partita a rilento e in recupero nella parte centrale, davanti all’altra italiana Katia Tomatis.

©Pegasomedia / Paolo Bisti P

TRACCIATO - Spettacolare il tracciato di gara allestito dagli organizzatori: lungo i 600 metri di sviluppo (95 metri di dislivello) è stato predisposto un primo tratto con una serie di inversioni, quindi cambio assetto con gli sci nello zaino per affrontare una lunga scalinata realizzata con assi di legno inserite nella neve, a seguire altra breve via con 4 inversioni prima di giungere sul punto più alto, dove era previsto l’ultimo cambio pelli prima di cimentarsi nella discesa con tanto di porte da slalom gigante e fuoriuscita nel bosco.

GIOVANILI - Due podi per l’Italia nelle categorie junior. In campo femminile a trionfare è stata Giulia Murada che ha costruito la sua vittoria sul tratto più impegnativo delle scalinate, dove è riuscita a staccare la leader di Coppa, la francese Justine Tonso. Piazza d’onore al maschile invece per Giovanni Rossi, che ha avuto un inconveniente tecnico nel primo tratto di inversioni, partendo per ultimo nella finale, ma recuperando con determinazione fino alla piazza d’onore, alle spalle dello svizzero Arno Lietha. Quarto posto poi per l’altro valtellinese Stefano Confortola. Buona prova anche per Giorgia Felicetti, che ha concluso la finale quinta.

©Pegasomedia / Paolo Bisti

Prove di dialogo

Cosa ci faceva Kurt Anrather, ‘grancapo’ dell’Epic Ski Tour al Tour du Rutor? Per conoscere e prendere spunti la versione ufficiale, ma è chiaro che si è parlato di altro, visto che erano presenti tutti gli organizzatori delle gare LGC. Non che la Epic entri nella LGC, quanto piuttosto che possa partire una collaborazione in termini di calendario. Anche perché la Epic lavora a stretto contatto con il Sellaronda (Oswald Santin presidente del Sellaronda Skimarathon, è tracciatore dell’ultima tappa della Epic), a sua volta gemellata da anni con la Mountain Attack. E se Epic e Mountain Attack hanno già annunciato le date 2019 sul sito ufficiali della manifestazione (dall’8 al 10 marzo la Epic, l’11 gennaio la classica di Saalbach), Sellaronda e ci aggiungiamo anche Pierra Menta (che da due anni sono negli stessi giorni) non ancora. E nel marzo 2019 ci sono i Mondiali ISMF in Svizzera, ma anche in questo caso le date sono ancora ufficiose. Gli organizzatori svizzeri hanno proposto metà marzo perché in quel periodo hanno trovato la migliore disponibilità alberghiera a Villars, ma negli stessi giorni ci sarebbe anche la Pierra Menta e magari il Sellaronda. E allora la speranza è quella che l’assenza di date ufficiali, presupponga ancora un dialogo tra le parti. E se ci fosse un accordo, guai a considerarlo la vittoria di uno rispetto all’altro, solo una vittoria dello ski-alp.


Anche la Cina alle finali di Coppa del Mondo a Campiglio. Ma qual è la situazione dello ski-alp in Cina?

Alle finali di Coppa del Mondo di Madonna di Campiglio ci sarà anche la Cina. A guidare la squadra giovanile Andrea Gianni: bresciano, ormai parla mandarino visto che vive in Cina dal 2009. Lavora per un’azienda Italiana nel settore ferroviario e nel tempo libero si dedica allo sviluppo dello scialpinismo in Cina, visto il suo passato agonistico a livello giovanile. Con il supporto della China Mountaineering Association. Al Tour du Rutor lo abbiamo visto e incontrato in gara con Jin Yu Bo.

La Cina, sembra quasi una parola magica in questo periodo nello ski-alp: Giochi Olimpici di Pechino, la Coppa del Mondo ISMF, la prova La Grande Course sui monti Altaj. Ma com’è la situazione della ski-alp?
«Molto dispersiva. Nonostante sia un Paese con una vastissima estensione montuosa, e patria di molte vette tra i sei o gli otto mila metri (il versante settentrionale Himalayano, della catena del Pamir e del Kunlun shan), la Cina è ancora molto giovane per quanto concerne sci (se pensate che a Pyeongchang nello sci alpino si sono qualificati solo due atleti ad appena quattro anni dai Giochi in casa, ndr) e un po’ tutti gli sport invernali… E lo ski-alp resta una nicchia della nicchia. I numeri potrebbero essere importanti vista il numero di abitanti, ma è difficile ‘unire’ le tante realtà che ci sono proprio per le distanze».

Però qualcosa si muove.
«Solo nel 2008 la China Mountaineering Association ha deciso di seguire attentamente lo ski-alp: sono iniziati i primi contatti con l’ISMF. A gennaio 2009 è stato organizzato il primo corso tenuto da Adriano Greco a Beidahu, una località sciistica situata nel Nord Est del paese. Con il passare degli anni, il numero di praticanti è aumentato, anche se prevalentemente in pista. Anche le gare sono quasi sempre su piste battute».

Come sei entrato in questo mondo?
«Nel 2013 ho deciso di ricominciare ad allenarmi per partecipare a qualche gara di sci d’alpinismo in Italia e per correre con gli sci di fondo la China Vasaloppet, una 50 km che si disputa ogni anno a Changchun. Mi allenavo con le pelli proprio a Beidahu, nella regione di Changchun vicino a dove abito. Un giorno ho visto un ragazzo cinese anche lui con sci e pelli, proprio Jin Yu Bo. La comunicazione all’inizio era difficile in quanto al tempo il mio livello di cinese era limitato, comunque capimmo di avere entrambi la passione per questo sport, e da allora ci trovammo poi per altri allenamenti. Mi ha fatto conoscere altri amici cinesi ‘simpatizzanti’ dello ski alp e poi i dirigenti della China Mountaineering Association. Nel 2015 mi hanno invitato a partecipare con loro al campionato asiatico di sci alpinismo in Corea vicino a Seoul, e sempre nella stessa stagione organizzammo alcuni allenamenti in Cina dove gli diedi una mano con qualche consiglio. Nel 2017 con Jin Yu Bo, abbiamo fatto squadra insieme all’Adamello Ski Raid: è stato primo cinese a completare una gara della LGC. E adesso abbiamo concluso anche il Tour du Rutor».

Andrea ci racconta di quando è stato notato nei suoi allenamenti nella zona dove vive ai confini con Russia e Corea del Nord, da alcuni ufficiali dell’Esercito e invitato in caserma a spiegare lo ski-alp ai militari, visto che pensavamo che si muovesse con sci da fondo. L’Esercito cinese ha allora ordinato una cinquantina di sci da ski-alp. Ma i numeri in generale sono bassi: se pensate che ogni azienda di sci vende un centinaio di paio per lo ski-alp l’anno su una popolazione di oltre un miliardo di persone…

Cosa manca allora?
«I luoghi adatti ci sono, resta la distanza delle montagne dalle grandi aree urbane, poi la presenza di divieti o la necessità di permessi speciali per la risalita per alcune montagne, e non per ultimo la mancanza di assistenza locale in termini di soccorsi in assenza di stazioni sciistiche. Il clima inoltre in inverno è più rigido che sulle Alpi, con temperature a volte vicine ai -30°C e forti venti anche a bassa quota».

Dove si fa ski-alp in Cina?
«Alcune tra le principali stazioni sciistiche nel paese consentono la risalita delle piste o a bordo pista con sci e pelli. Tra queste, Wanlong, 250 km a Nord Ovest di Pechino, che sarà una delle sedi dei prossimi Giochi Olimpici 2022 e dove c’è stata la Coppa del Mondo ISMF. Poi la già citata Beidahu, Yabuli, nello Heilongjiang, vicino alla Russia orientale, Silk Road, nello Xinjiang, nella parte più occidentale della Cina.
I Monti Altay sono situati al punto di confine tra quattro nazioni (Cina, Kazakistan, Russia, Mongolia) e sono caratterizzati da immense foreste e da vette prevalentemente tra i 2 e 3000 metri. Il paesaggio è in stile alpino, ma certamente si distingue per l’aspetto più selvaggio: pochissimi abitanti in pochi villaggi, temperature medie molto rigide in inverno, e quasi totale assenza di attività umane. Hemu, il luogo scelto da La Grande Course per disputare la tappa cinese a partire dal 2019 è proprio nel cuore del Monti Altay. Segnalo poi il Monte Muztagata che tocca quota 7.509 metri e che può essere considerata la montagna più alta al mondo risalibile con sci d’alpinismo ai piedi grazie al suo versante ovest con poca pendenza, nella regione occidentale dello Xinjiang, ai confini con il Tajikistan, alla giunzione tra le catene montuose del Pamir e del Kunlun. Già da molti anni è una meta per sci alpinisti da tutto il mondo, e negli ultimi tempi anche alcuni cinesi si sono cimentati nelle sua risalita con sci e pelli. Il periodo consigliato è generalmente estivo, tra giugno e luglio.
E ancora il ghiacciaio del Gangshikam nella parte più orientale della catena montuosa del Kunlun, dove la CMA, organizza ogni anno a maggio un raduno di circa una settimana che nel 2007 ha visto la presenze di Iwan Arnold, Marti Werner, Bianca Balzarini e Daniele Cappelletti. Infine il Monte Changbaishan, sulla linea di confine con la Nord Corea, un vulcano al cui centro sorge un lago, circondato da picchi di quota media sui 2.700 metri. Grazie alla sua posizione geografica non distante da Pechino e dalle grandi città del Nord Est cinese, come Shenyang e Changchun, la montagna è meta frequente di risalite invernali fino a tarda primavera con sci e pelli, e in versione trekking nella stagione estiva».

A livello giovanile?
«In vista delle Olimpiadi Giovanili Invernali di Losanna 2020, la CMA ha creato dalla stagione 2017-18 una vera e propria squadra nazionale di sci alpinismo. I giovani sono in totale 25 tra ragazzi e ragazze, tra i 14 e 16 anni, selezionati tra praticanti di atletica leggera e corsa in montagna da due regioni della Cina, e hanno iniziato da zero l’apprendimento dello sci alpinismo a novembre nella stazione sciistica di Wanlong, con il supporto di maestri di sci da discesa. Mi sono occupato della parte tecnica dello ski alp, insegnando la progressione in salita sia su pista che fuori, e la discesa fuori pista. La rapidità di apprendimento di questi ragazzi è stata incredibile: molti di questi ragazzi non avevano mai messo gli sci in vita loro, e nel giro di tre settimane scendevano già dalle piste nere battute senza problemi. Dopo due mesi hanno iniziato anche a scendere in neve fresca. Sicuramente sono avvantaggiati per quanto riguarda la risalita, grazie alla preparazione atletica di base».


Lo ski-alp trova casa su Eurosport

Eurosport crede nello ski-alp. Per ora nello ski-alp ‘griffato’ LGC: le clip della Pierra Menta e del Tour du Rutor sono già state inserite sui canali social di Eurosport Italia, ad inizio della prossima stagione saranno una sorta di lancio per le gare in diretta, soprattutto quelle del fondo. «Confermo - ci ha raccontato ad Arvier, Luigi Filippo Ecuba direttore di Eurosport Italia - lo ski-alp andrà in programmazione con attenzione nel palinsesto della prossima stagione. Partiamo con le prove LGC per la loro spettacolarità e perché non abbiamo i vincoli della Coppa del Mondo che è legata ad Infront. Sarà sicuramente una bella vetrina, ma intendiamoci: adesso si guarda alla televisione con i canali ‘tradizionali’, ma tra pochi anni tutto sarà diverso. E in parte lo è già: lo abbiamo dimostrato proprio noi di Eurosport con i Giochi di Pyeongchang». Ma si potrà arrivare presto alla diretta? «Difficile sì, impossibile no. Ci sono ovviamente da considerare i costi di produzione». Che sarebbero al momento a carico degli organizzatori: una sorta di investimento, potremmo chiamarlo. Paghi all’inizio per avere la gara in diretta, la gara in diretta ti potrebbe portare nuovi sponsor e con nuove risorse ti puoi pagare la produzione della diretta… Di quanto si parla? 60, 70.000 euro.


Chi sono i candidati alla presidenza FISI?

Si sono chiuse il 3 aprile le candidature alla presidenza della FISI e al Consiglio federale. Elezioni che si svolgeranno il 22 aprile a Milano (l'assemblea elettiva è fissata per le ore 9.30 in prima convocazione in via Feltre 17). In lizza l'attuale presidente FISI Flavio Roda che punta al terzo mandato da presidente e da regolamento, per vincere al terzo mandato è necessario ottenere il 55% dei consensi al primo turno. Per andare al ballottaggio (in caso di più di due candidati) non basta la maggioranza relativa, ma quella assoluta del 50% + 1 dei voti. A sfidare Roda, l'ex direttore tecnico dello sci alpino Claudio Ravetto, quindi l’impiantista di Chiesa Valmalenco Franco Vismara e l’ex parlamentare di centrodestra Maurizio Paniz.


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