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Il numero di ottobre 2021 di Skialper.

Diciamoci la verità, non ne potevamo più. Sciare abbiamo anche sciato un po’ l’inverno scorso, ma abbiamo tutti voglia di guardare alla vita con occhi diversi. Non sappiamo se sarà possibile, ma da parte nostra c’è la volontà di farlo. Skialper 138 celebra questo desiderio e lo fa nell’unico modo che conosciamo: con bellissime storie, disegni e fotografie.

Leggi sotto per scoprire i principali contenuti!


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Descrizione

Skialper 138, con occhi diversi

Abbiamo scelto una celebre frase di Marcel Proust per collegare con un filo rosso i principali articoli del numero di ottobre-novembre di Skialper: «Il vero viaggio di scoperta non è cercare posti nuovi, ma avere occhi nuovi». Perché quella neve fresca l’abbiamo cercata e sciata per anni, con tutti i mezzi. Spesso ci siamo imbattuti in crosta, ghiaccio, pappa. Ma quante volte ci siamo chiesti perché lo facevamo e quali sensazioni ci trasmetteva quel galleggiare sulla polvere? E così tutto acquista un valore nuovo, in un numero di 192 pagine da leggere con attenzione prima di rimettere sci e pelli. La copertina è firmata da Mattias Fredriksson e lo sciatore è Nikolai Schirmer, sui pendii nei dintorni di Romsdal, dove vive Kilian Jornet. 

SESSO, DROGA E LA CURVA PERFETTA
«Quando si arriva al dunque, surfare la neve fresca non riguarda l’esperienza esteriore, ma quella interiore. Riguarda quell’intersezione cruciale di mente e corpo, dove pensiero e sentimento non possono essere separati. Fermarsi in fondo a un pendio e guardare indietro verso una linea che sei convinto sia stata la migliore discesa della tua vita, appoggiandoti alla fettuccia dei bastoncini e sorseggiando l’aria attraverso un sorriso, non appartiene solo a te, ma a tutti quelli che sono stati per qualche minuto in piedi con le gambe che tremano così tanto e hanno vissuto quella stessa esperienza». Leslie Anthony va alla radice di quello che trasmette una sciata in neve fresca, delle emozioni che solo un fluff sulla faccia può darti. Sedici pagine tra neve e filosofia, con le spettacolari foto di Mattias Fredriksson.

NIMSDAI, LA SPERANZA È DIO
Ventiquattro ore alle calcagna dello scalatore più vorace del mondo: Nirmal Purja, reduce dalla prima invernale al K2, oltre che primo uomo ad avere scalato tutti i 14 ottomila in poco più di sei mesi. Lo abbiamo incontrato a Cortina d’Ampezzo a fine agosto. Il Nimsdai (questo il suo soprannome) pensiero dalla A alla Z, dal passato nei corpi speciali militari, alle critiche per l’approccio agli ottomila. Un ritratto oltre gli stereotipi di un uomo che ha rotto gli schemi dell’himalaysmo. 

WINTER HOME
Perché andare lontano quando puoi trovare il grande nord sopra casa? È quello che ha fatto Aaron Durogati lo scorso inverno montando un campo base nel cuore del Parco Naturale Gruppo di Tessa, vicino a Merano. E usandolo per tutta la stagione (da record per innevamento) per andare alla scoperta di linee inaspettate. «Niente di speciale, tante piccole cose speciali». C’è da credergli. 

CHANTEL ASTORGA, UNA DONNA FORTE
«In questi ultimi anni ho passato tanto tempo sola in montagna e non mi dispiace stare con me stessa». Ed ecco spiegato perché Chantel Astorga, nella vita previsore valanghe per l’autostrada dell’Idaho, negli Stati Uniti, ha chiuso la prima solitaria femminile della Cassin Ridge al Denali. Con uno stile minimale e sci per avvicinamento e discesa. Andrea Bormida l’ha intervistata per Skialper. 

LONTANO DAL RUMORE
Nel Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, in Val Ridanna o in Val Martello. Il lato B dell’Alto Adige, dove sci fa rima con silenzio. O fluff. Federico Ravassard è partito alla scoperta di valli silenziose che sembrano scolpite per uno scialpinismo plaisir. Tre destinazioni, tre gite molto diverse, in compagnia delle Guide alpine locali. Dalle pareti di Dolomia, allo zucchero a velo dei grandi panettoni, fino ai ghiacciai della Val Martello.

LOST IN MONTENEGRO
Attraversare cinque frontiere in tempo di pandemia? Roba da fare desistere anche il più grande appassionato. Invece Manuel, Matteo, Oswald e Cristof ci hanno creduto e, in poco più di 15 ore di auto, sono passati dalle Dolomiti a Kolašin, nel cuore del Montenegro. «Lo sguardo spaziava su una teoria infinita di cime, nessuno si sarebbe aspettato un paesaggio così alpino. Noi eravamo a 2.200 metri di quota, ma le vette raramente superano i 2.500 – scrive Matteo Agreiter – Abbiamo subito capito che in Montenegro l’altitudine conta relativamente e le montagne non sfigurano con le vette più alte delle Alpi». Quindici pagine di scialpinismo di scoperta, tra creste, couloir, boschi e valli popolate da pastori. In un Paese in bilico tra i ricordi della guerra e le nuove autostrade per collegare i porti con la Serbia.

TITLIS RUNDTOUR XL
Si sale in funivia al Titlis e poi si scende sul versante opposto e infine giù fino a Engelberg, nel cuore della Svizzera, con in mezzo un paio di calate in doppia. Poi si può ampliare a dismisura il tour, fermandosi a dormire al biwak, oppure nella hütte, magari andando alla ricerca di una secret line. Due sci e una split alla scoperta del lato B di una delle destinazioni cult dello sci fuori.

ANATOMIA DI UN FASTEST KNOWN TIME
Del record di Manuel Merillas al Monte Bianco, salendo da Courmayeur, si è già scritto tanto. Ma poco si sapeva sul dietro le quinte, su come il runner spagnolo ha affrontato le parti su ghiacciaio. E così l’abbiamo chiesto a Denis Trento, la Guida che l’ha seguito in quei tratti. 

TUTTO È LONTANO FINCHÉ NON CI SIAMO VICINI
Trentotto anni in due. In bici da Firenze alla Val Veny e poi su fino al Monte Bianco. Novemilatrecentoventi metri di dislivello e un viaggio per scoprire se stessi e l’amicizia. È stata la vacanza di Francesco Bruschi e Francesco Tomè. «Ci è voluto un po’ per renderci conto di ciò che abbiamo fatto – scrive Francesco Bruschi – Salire una montagna rivela più di uno specchio chi siamo. Lassù regnano la natura, la bellezza, la fatica, la solitudine e il silenzio. Il contrario della città, sinonimo di tecnologia, squallore, folla e confusione. Quando si scala ci si rende conto di quanto sia semplice: si parte dal basso e si deve arrivare fino in cima e poi ritornare in basso. Se non ce la fai, il solo responsabile sei tu, invece nella nostra società incolpiamo gli altri quando qualcosa va come non dovrebbe andare». 

FULGIDO TABONE, CUSTODE DEL ROCCIAMELONE
1.220 volte, 8 Natali e 5 Capodanni sulla montagna dei torinesi. Una storia che dura da 45 anni quella di Fulgido Tabone, gestore del rifugio Ca’ d’Asti, sul Rocciamelone. È la persona che è stata più volte in vetta. «Un ricordo speciale? Forse la recente salita dal canalino verso Novalesa, durante la quale abbiamo ritrovato la croce in legno che nell’800 era posta sulla cappella di vetta» ha detto a Veronica Balocco. Ma di ricordi ne ha mille, anzi, milleducentoventi. 

VELOCE MA NON TROPPO
Sono l’icona del fast and light e hanno rivoluzionato il nostro modo di andare in montagna e di sciare. Parliamo naturalmente degli attacchini. Eppure per progettarne uno ci vuole tanto tempo. È quello che abbiamo scoperto visitando il riparto ricerca e sviluppo di Dynafit ad Aschheim, nei dintorni di Monaco di Baviera. 

MUST HAVE E ATTREZZATURA
Il consueto servizio must have, con le novità di abbigliamento e attrezzatura, è ambientato nel bosco del Pampalù, in Val Susa, distrutto da un incendio nel 2017. Uno spunto per riflettere. Poi siamo saliti a Bormio per fare il punto su come gli sci si stanno trasformando per venire incontro alle esigenze dello skialp race moderno e ne abbiamo parlato con Robert Antonioli e Daniele Trabucchi di Ski Trab. Per provare il nuovo sportwatch Garmin Enduro, pensato per l’endurance e le prove ultra, lo abbiamo messo al polso di un concorrente del Tor des Géants.

OPINIONI
Nella rubrica Pensieri ospitiamo l’intervento di Fabio Meraldi, oltre che grande ex scialpinista e skyrunner, presidente della FISky, la federazione dello skyrunning, sulla visione diversa di questa disciplina e sulle prospettive per il futuro. Nell’Outro la Guida alpina Alessio Cerrina riflette sul modo di affrontare sci e pelli dei teen-ager. 

Informazioni aggiuntive
Peso 0.7 kg
Mese

ottobre

Anno di pubblicazione

2021

Numero di pagine

196

Recensioni

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