Powder to the people

La storica rivista di sci americana barometro culturale dello sci fuoripista ha cessato le pubblicazioni con il numero uscito lo scorso 20 novembre. Su Skialper 133 il nostro tributo

© Federico Ravassard

Facciamo un gioco di parole per gli auguri del 2021. Powder to the people. Eh sì, questo terribile 2020 – come effetto collaterale rispetto a lutti e disagi, sia chiaro – si è portato via anche una delle riviste simbolo di un modo di interpretare la montagna e lo sci, la statunitense Powder. Anche per uscire di scena ci vuole stile. E l’ultimo numero di Powder, in distribuzione dallo scorso 20 novembre, è come una linea inaspettata e da fuoriclasse disegnata da Doug Coombs nella powder dell’Alaska. Powder 40.2 esce con una copertina che è la celebrazione moderna della prima cover, del 1972: uno sciatore che volteggia in aria, sullo sfondo della luna. Virata in bianco e nero, con lo stesso logo e lo stesso strillo annual portfolio of the other ski experience. L’alfa e l’omega, quella forza rivoluzionaria dell’uscita 1 del volume 1 celebrata con uno scatto di Nic Alegre che aggiorna lo stile sciistico e cita alla perfezione la foto originaria, con il dettaglio da intenditori della luna duplicata più piccola nell’angolino in alto a sinistra.

Su Skialper 133 di dicembre-gennaio abbiamo voluto dare il nostro tributo a un media che era diventato barometro culturale del mondo della neve con un’intervista all’ultimo capo redattore, Sierra Shafer, e pubblicando alcune delle copertine più originali.

«Nei nostri 49 anni come The Skier’s Magazine, abbiamo cercato di essere una rappresentazione onesta dello sci in neve fresca. A volte abbiamo mancato il bersaglio, ma nel nostro sforzo di trovare e raccontare le storie più essenziali dello sci, avere una voce autentica – da parte degli sciatori e per gli sciatori – è stato l’obiettivo» ha detto Shafer. «Non ci sarà mai più un altro Powder Magazine. Però, se vinceremo la nostra battaglia contro il cambiamento climatico e il coronavirus, ci sarà sempre lo sci. Finché ci saranno sciatori, ci saranno storie da raccontare – chi siamo, come lo facciamo, perché lo facciamo -. Nell’industria dello sci si comincia a vedere la luce in termini di inclusione di storie su sciatori provenienti da contesti più diversi. Non possiamo smettere di farlo; c’è ancora tanto lavoro per rendere lo sci un luogo sicuro e inclusivo non solo per sciatori bianchi, ricchi ed eterosessuali. Ecco perché perdere qualsiasi piattaforma, non solo Powder, sarebbe devastante per l’industria dello sci e per la nostra comunità». Chiudiamo l’anno con questo augurio, che lo sci «diventi un luogo sicuro e inclusivo non solo per sciatori bianchi, ricchi ed eterosessuali».

Noi di Skialper ci siamo e andremo avanti per la nostra strada, cercando di andare oltre l’apparenza delle cose, cercando le storie e l’autenticità. E contiamo anche sul vostro sostegno. Buon 2021 e, visto che là fuori la neve non manca, powder to the people!

la prima e l’ultima copertina di Powder

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