Traversata del Fitz Roy, Patagonia
Prima traversata completa per Caldwell e Honnold
Dal 12 al 16 febbraio 2014 i due alpinisti statunitensi Tommy Caldwell e Alex Honnold hanno portato a termine una delle migliori realizzazioni alpinistiche degli ultimi anni, una delle traversate più ambite ed impegnative, ossia la traversata completa di tutte le creste del massiccio del Fitz Roy in Patagonia.
In cinque giorni Caldwell e Honnold hanno effettuato la prima traversata del Fitz Roy unendo le cime dell’Aguja Guillament, dell’Aguja Mermoz, del Cerro Fitz Roy, dell’Aguja Poincenot, dell’Aguja Rafael Juarez, dell’Aguja Saint-Exupery e dell’Aguja de l’S. Il tutto per 5 km di cresta con 4000 m di dislivello e difficoltà fino al 7a, che hanno richiesto ben quattro bivacchi.
Da sottolineare il fatto che per gran parte della traversata i due hanno utilizzato scarpe da avvicinamento, tranne sul Pilastro Goretta e sulla Nord dell’Aguja Poincenot dove hanno utilizzato le scarpette d’arrampicata. Inoltre lunghi tratti sono stati percorsi in conserva, come ad esempio il Pilastro Goretta che prevede 20 tiri, percorso invece con solo 3 tiri di corda.
A tutto questo si aggiunge il fatto che l’impresa dei due statunitensi è stata portata a termine nonostante le condizioni non ottimali delle pareti che, grazie ad una estate molto umida, presentavano ancora parecchia neve e ghiaccio.
Interessante l’elenco dell’attrezzatura utilizzata da Honnold e Caldwell
- due zaini (35 e 25 litri)
- un sacco a pelo
- una tenda BD First Light
- una fornello e tre cartucce
- una piccozza
- due paia di ramponi in aluminio
- un chiodo da ghiaccio
- 2 set di Camalots fino a #2
- 1 Camalot #3
- 2 sets di nuts
- una corda da 60m 9.8mm
- una corda da 80m 6mm
- tre bloccanti / risalitori (Petzl Micro-traxion, Kong Duck e Futura)
- 6 rinvii
- 14 fettucce
Trovato il corpo di Stephanie Frigiere
Nulla da fare per la sfortunata alpinista
Questa mattina sono riprese le ricerche da parte di circa trenta uomini del soccorso, aiutati anche da un mezzo meccanico, che hanno scavato negli oltre sette metri di deposito della valanga sotto la candela basale di 'Trip in the Night', la cascata di Degioz in Valsavarenche.
Solo verso le 14 Stephanie è stata ritrovata molto in profondità nella neve del distacco delle 13 di ieri, causato da un forte e repentino rialzo delle temperature in quota, probabilmente meno percepibile in fondovalle e all'ombra.
Le ricerche erano state sospese ieri verso le 15, pomeriggio in cui si sono contate numerose valanghe staccatesi dallo stesso versante costituendo un pericolo per gli stessi soccorritori.
Nulla da fare per la sfortunata alpinista, che in questa stagione aveva abbandonato le gare di scialpinismo e si stava preparando per la selezione al corso guide.
La valanga di Degioz. Dispersa Stephanie Frigiere
Ricerche temporaneamente sospese per il pericolo di altre scariche
Poco prima delle 13 si è staccata una valanga sopra la cascata 'Trip in the Night' a Degioz in Valsavarenche. Alla sua base è stata travolta Stephanie Frigiere, 29 anni di Delebio (SO), che la stava scalando con il compagno Giovanni Ongaro, guida alpina. Sembra che la neve l'abbia travolta mentre recuperava corda, facendola cadere per diversi metri mentre il compagno, più in basso, è riuscito a salvarsi. In quel momento la cordata si stava slegando, situazione che avrebbe determinato la salvezza di Ongaro.
L'intervento del Soccorso alpino valdostano, giunto con l'elicottero e le unità cinofile, è stato sospeso verso le 15 a causa del pericolo costituito dalla neve sullo stesso versante, che proprio in quelle ore ha scaricato altre valanghe (una delle quali ha invaso alle 12 anche la strada regionale 23 della stessa Valsavarenche, che è stata chiusa al traffico da Eaux Rousses).
Le ricerche riprenderanno appena si creeranno con il freddo condizioni di maggiore stabilità del manto presente sul grosso bacino di accumulo superiore, come spiegato dal direttore dei soccorsi Adriano Favre.
Stephanie Frigiere è nota anche nell'ambiente dello scialpinismo e della corsa in montagna, e partecipa a gare soprattutto in ambito locale per i colori dello Sci Club Valtartano. Ci uniamo alla speranza di tutti.
Nuova via di ghiaccio alle Helmcken Falls in Canada
Gadd, Emmet e Premrl aprono Clash of Titans (Wl10+)
Si segnala, in questo inizio di febbraio, l'apertura di una nuova difficile via di ghiaccio alle Helmcken Falls in Canada da parte del canadese Will Gadd, dell'inglese Tim Emmet assieme allo sloveno Klemen Premrl.
I tre hanno aperto 'Clash of Titans', gradata WI10+, scalando la volta strampiombante di un grotta che gli stessi Gadd e Emmet avevano scoperto quattro anni addietro aprendo la via 'Spray On'.
La location dove salgono le due vie lascia davvero a bocca aperta per la particolarità e spettacolarità di questa grottona strapiombante completamente intasata di ghiaccio. Le vie sono state aperte a spit ma attrezzandole dal basso.
La prima ripetizione dell'ulitma nata 'Clash of Titans' è avvenuta solo qualche giorno dopo: Angelika Rainer che per caso passava da quelle parti non si è lasciata sfuggire questa spettacolare salita.
Il filmato di Alex Honnold su El Sendero Luminoso
Filmato integrale della salita free solo
Segnaliamo il video integrale della salita solitaria senza corda dello statunitense Alex Honnold sulla formidabile via El Sendero Luminoso (500 m 7b+) su El Toro in Messico.
La salita del climber americano su questa difficile e famosa via è indubbiamente una delle migliori realizzazioni di sempre in 'free solo' assieme a quelle dell'austriaco Hansjorg Auer sulla via Attraverso il Pesce in Marmolada e del tedesco Alex Huber sulla diretta Hasse-Brandler alla Cima Grande di Lavaredo.
Ragni di Lecco in Patagonia contro il maltempo
Della Bordella e Schiera si consolano con la salita di Todo o Nada
La spedizione dei Ragni di Lecco composta da Matteo Della Bordella e Luca Schiera, attualmente in Patagonia con l’intento di salire il Cerro Torre lungo la via Maestri, ha nel frattempo effettuato la salita di ‘Todo o Noda’ alla parete Est di El Mocho, una classica via di ghiaccio con tratti ad 80° e alcuni passi di misto.
Con il perdurare del maltempo che non ha permesso fin ad ora ai due di attaccare il Torre questa bella salita di ghiaccio è stata una sorta di ripiego.
La spedizione cade in concomitanza con i 40 anni della prima salita indiscussa del Torre lungo la parete Ovest ad opera dei Ragni di Lecco Casimiro Ferrari, Mariolino Conti, Daniele Chiappa e Pino Negri.
Arriva Ski-alper di febbraio, un numero 'da paura!'
Preview dei contenuti di Ski-alper 92 in edicola dalla prossima settimana
Il numero nuovo di Ski-alper è nato nel suo habitat naturale, sotto metri di neve che sono caduti in tutto l’arco alpino prorio nei giorni della chiusura. In redazione, nelle ore più concitate, guardavamo fuori dalla finestra, qualche sospiro è scappato, pensando a chi poteva godersi quella powder. Però crediamo che ne sia valsa la pena, sta per entrare in distribuzione un numero davvero ricco di contenuti. La nuova cadenza bimestrale della rivista ci consente di approfondire i servizi con un po’ più di calma e i risultati, quanto meno a nostro giudizio, sono evidenti. I primi due numeri usciti, tra l’altro, hanno fatto segnare il record di vendite in edicola della rivista e un grosso incremento di diffusione su smartphone e tablet. Avanti così, insomma, con la soddisfazione di essere i portavoce di un movimento in grandissima crescita.
UNA TRIBU’ CHE SALE - Non a caso, ironicamente, abbiamo voluto definire così in copertina il variegato mondo degli scialpinisti. C’è chi sale veloce, chi con calma, chi lo fa per sport, chi per ammirare i paesaggi e stare in compagnia, chi vuole salire forte, chi vuole godersi una sciata. Lo spirito di base, comunque, è lo stesso. Sullo sfondo, Pietro Lanfranchi in allenamento sulla neve del Presena. Un’immagine che ci piace molto - tratta dal backstage della sessione fotografica di Ralf Brunel per la copertina del libro ‘Scialpinismo, teoria dell’allenamento’ -perché trasferisce l’immagine dinamica dell’atleta, che però in quel momento è intento a godersi la sua traccia in neve fresca. Il numero 92, che troverete nelle migliori edicole d’Italia a partire da martedì/mercoledì della prossima settimana e che negli stessi giorni verrà consegnato angli abbonati, è di 144 pagine e contiene, come sempre, Up&Down in allegato gratuito (una vera e propria rivista a sé stante di 32 pagine in formato tabloid dedicato al mondo sello ski-alp race, con cronaca, attualità, approfondimenti, interviste e classifiche).
FOCUS TOURING - Tantissime proposte per scoprire le nostre montagne con sci e pelli. Abbiamo selezionato itinerari particolari, in zone meno battute, un po’ per tutte le esigenze tecniche e gli stili. Troverete una bella proposta sul massiccio del Monte Bianco a cuta di Marco Romelli, new-entry tra i collaboratori di Ski-alper, il Tour des Periades. In Valle d'Aosta parliamo di free touring con Niccolò Zarattini e Jimmy Sesana: tre idee per una bella sciata in powder. Passando alle Alpi Centrali, un approfondimento sulla Val Bedretto alternativa, con alcune idee al di fuori delle rotte più battute. Accattivante anche la salita al Lorenzhorn. Spostandoci a Est, Andrea Rizzato ci propone 7 itinerari in Val Visdende, mentre oltre confine ecco i suggeriemnti per una ‘terapia della polvere’ nei dintorni di Kitzbuehel a cura di Andrea Fornelli.
TECNICA - Quando lo scialpinista inizia a muoversi in quota, ecco che incontra tratti di misto in cresta. Abbiamo approfondito con Omar Oprandi la progressione della cordata in conserva. Consigli pratici, foto esplicative e alcuni suggerimenti su come procedere.
GHIACCIO - Continuiamo con le nostre proposte di salite su ghiaccio, sul filone di quanto già presentato il numero scorso. Questa volta Teo Tagliabue e i suoi amici sono saliti sulla Torre Innerkofler e hanno ripetuto la Goulotte sulla parete Ovest del Monte Pioda, nel complesso del Disgrazia.
CONTENUTI RACE - Per gli amanti delle gare scialpinistiche non c’è solo l’inserto Up&Down con tutta l’attualità. Ecco un’esclusiva ricognizione del percorso di gara del Tour du Rutor fatta insieme al ‘boss’ dell’organizzazione, Marco Camandona. E poi un’intervista a Dennis Brunod, atleta valdostano dal ricchissimo curriculum, per parlare di tematiche dell’allenamento basandosi sulla sua decennale esperienza e approfondire la delicata questione dell’overtraining.
IN ESCLUSIVA I NUOVI SCI ASKI - Avevamo anticipato qualcosa il mese scorso, ecco su questo numero la presentazione in esclusiva della nuova linea di sci Aski, realizzata nell’innovativo materiale CarbonShell. Guido Valota li ha anche provati in diverse condizioni e siamo in grado di dirvi come vanno.
NOVITA’ MATERIALI - Tanti nuovi prodotti provati in anteprima per i nostri lettori. Oltre ad una carrellata veloce dall’ISPO (realizzata proprio nei giorni in cui la rivista andava in stampa), vi presentiamo in anteprima la nuova collezione Dynafit per la stagione 2014/2015, direttamente dal press event internazionale di Sank Antonien. Inoltre abbiamo provato i nuovissimi Syborg di La Sportiva e intervistato Christian Hoffmann per scoprire cosa aveva sotto gli sci sui muri di Saalbach. E poi il test sulla neve del Movement Response-X, messo a dura prova in tre itinerari free touring (più un flash sulle novità 2015 di Movement in anteprima).
SPECIALE BASTONI DA SKI-ALP - Non sono un accessorio secondario. Abbiamo scelto 26 modelli da scialpinismo, monoscocca e regolabili (in due o tre pezzi) e li abbiamo meticolosamente testati, alla maniera di Ski-alper, insomma! Leggetelo attentamente per trovare il bastone più adatto alle vostre esigenze.
SUPER BINDINGS - L’attacchino dilaga, in tutti gli ambiti dello scialpinismo. Ma c’è chi pensa a soluzioni hi-tech dell’amato low-tech. Ecco dunque il test sulla neve del nuovo Diamir Vipec 12. L’abbiamo anche confrontato con il Dynafit Beast 16, con l’ATK Race Rider 12 e con il sistema Ski-Trab TR2 in abbinata allo scarpone Scarpa Spirit (in arrivo anche nella versione 4 granci!).
Vi sembra tanto? C’è molto di più… Le nostre rubriche, le opinioni (new-entry di Alessandro Gogna per parlare del concetto di liberà in montagna), una sfiziosa intervista ad Adam Ondra sul concetto di limite e di estremo, sul filone di quella con Messner dello scorso numero. E poi Emilio Previtali direttamente dal campo base del Nanga Parbat, Leonardo Bizzaro con i suoi spunti… E c’è ancora altra 'polpa' (ad esempio, per chi vuole correre anche d’inverno, la proposta della Grande Traversata Elbana in chiave fast&light). Vi basta? Allora non perdete tempo, mettete le pelli (dato il meteo degli ultimi tempi...) e subito in edicola a prenotare il nuovo numero di Ski-alper. Visti i numeri di vendita delle ultime uscite, è meglio essere sicuri di non perderlo!
Nuova cascata di ghiaccio in Vallunga, Dolomiti
Leichtfried e Purner salgono Zweite Geige (140 m WI7 M7)
Il 28 gennaio gli austriaci Albert Leichtrfied e Benedikt Purner hanno effettuato la prima salita di una nuova cascata di ghiaccio in Vallunga, Dolomiti.
‘Zweite Geige’ ovvero ‘Secondo violino’, 140 m WI7/M7, sale a destra della famosa cascata Crollo dell’Est salita nel ’92 da Giovanni Groaz e Renzo Lunzi ed è stato proprio durante la ripetizione di quest’ultima, ad inizio gennaio, che i due alpinisti austriaci hanno individuato la nuova linea.
La via dopo un tiro gradato M7 va a prendere l’evidente candelone con diversi metri strapiombanti e ghiaccio non sempre ottimo, lunghezza valutata WI7, infine l’ultimo dei tre tiri è in comune con Crollo dell’Est.
Da sottolineare che la salita è stata effettuata a vista senza l’impiego di spit o chiodi da roccia ma utilizzando solamente protezioni veloci.
Valanga in Valtournenche: travolta e uccisa una Guida
Si tratta di Simona Hosquet, trent'anni, caporale maggiore dell'Esercito
Brutta notizia dalla Valtournenche. Una massiccia valanga, con un fronte di oltre duecento metri, ha travolto una comitiva di una ventina di persone che stava sciando in neve fresca sopra Chenil, dopo esser stata lasciata in vetta dall’elicottero. Purtroppo ha perso la vita Simona Hosquet, guida alpina, caporale maggiore dell’Esercito, impegnata nell’escursione con un gruppo di clienti. Pare fosse già alla terza discesa con i clienti sullo stesso versante. La valanga ha trascinato gli sciatori per quasi cinquecento metri e sembra che la causa del decesso della Guida sia stata per i traumi riportati e non per soffocamento. Simona, trent’anni di Aosta, era era residente ad Antey.
Notevolissimo il suo curriculum: nel 2007 è diventata la prima donna soldato a conseguire la qualifica di istruttore militare scelto di sci e alpinismo; nel 2010 era diventata guida alpina di alta montagna, prima donna in forza all'Esercito. Vantava un passato di atleta nello sci di fondo; nel 2002 è entrata nelle fila dal Centro Sportivo Esercito e nelle due stagioni successive ha conseguito il titolo nazionale di staffetta e l'argento nell’individuale sui 5 km a tecnica classica. È stata poi protagonista di numerose spedizioni, tra le quali la salita sull'Aconcagua; nel 2011, era stata la prima italiana a ripetere la via Bonatti sul Cervino. È una notizia che non avremmo mai voluto trovarci a dare, come sempre avviene in questi casi. Tutta la redazione di Ski-alper si unisce al dolore della famiglia e dei suoi cari.
Il filmato di Ueli Steck dopo Everest e Annapurna
Steck racconta le sue ultime salite in Himalaya
Questo nuovo filmato ripercorre il 2013 di Ueli Steck con le sue due ultime salite di cui una rimasta incompiuta.
Il tentativo di traversata dell'Everest con Simone Moro e John Griffith, passato agli onori della cronaca per la rissa a 7.200 m e l'incredibile solitaria alla Sud dell'Annapurna compiuta nel tempo record di 28 ore, una salita che ha lasciato molti increduli e non è mancato chi ha addirittura contestato l'ascensione stessa a Steck.
Alex Honnold free solo su El Sendero Luminoso
Senza corda dal granito al calcare
Il 14 gennaio lo statunitense Alex Honnold ha salito free-solo ‘El Sendero Luminoso’ sul pilastro centrale di El Toro a Potrero Chico in Messico, via aperta nel 1994 dagli statunitensi Jeff Jackson, Pete Peacock e Kurt Smith.
Honnold non è nuovo a salite del genere senza corda ma questa volta ha davvero lasciato il segno: ‘El Sendero Luminoso’ presenta infatti difficoltà fino al 7b+ con arrampicata tecnica su piccole tacche, per una lunghezza di 500 m su ottimo calcare.
Il fatto che sia una salita su calcare stupisce ancor di più visto che lo stile di arrampicata è nuovo rispetto a quello cui è prevalentemente abituato Honnold che gira principalmente su granito.
In precedenza la via era già stata salita quattro volte dallo statunitense e durante l’ultima ripetizione, compiuta con Cedar Wright, ha provveduto a ripulire alcuni tratti sporchi togliendo anche i cactus, preparando così la via alla successiva salita in solo.
Paolo Rabbia dopo le Alpi affronta i Pirenei
Traversata in solitaria per l'alpinista cuneese
Prima settimana di viaggio per Paolo Rabbia, l'alpinista cuneese che dopo aver effettuato la traversata delle Alpi, ci prova con quella dei Pirenei. Da Sud verso Nord, dal Mediterraneo all'Atlantico, partendo dal Canigou, la montagna simbolo della Catalogna, sino al Pic d'Orby, dopo circa 700 km. Tutto con sci e pelli, in solitaria: obiettivo, 'chiuderla' un mese.
«Ha quasi sempre nevicato - spiega Paolo, via Skype -. Ma quel che è peggio, con vento. Una vera solitaria: di scialpinisti neanche l'ombra, ma tutti quelli che ho incontrato mi hanno dato una mano, perché la traversata, per lo meno in estate, è il sogno di molti. Adesso sono arrivato nel Principato di Andorra. Appena smette di nevicare riparto verso il confine francese, ma con il rischio 4 valanghe non è facile scegliere la strada».












