The Collective disponibile online

Ventisei diversi atleti di nove Paesi, sciatori e sciatrici di lingue e stili diversi, dal rail al pillow, passando per il ripido sciato in velocità, con meno curve possibili. Dai piatti parchi innevati di Helsinki ai boschi carichi di neve del Giappone, con una sosta sui quattromila della Svizzera. Star del calibro di Sam Anthamatten, Duncan Adams, Sarah Hoefflin, Alex Hall, Kelly Sildaru, Antti Ollila. Lo ski colossal The Collective, prodotto da Faction in collaborazione con Red Bull Media House, potrebbe essere uno degli altri, uno dei tanti movie tutti salti e sciate impossibili. E in parte lo è perché il livello è decisamente alto e le riprese che non lesinano nell’utilizzo di droni, Gopro & co sono spettacolari. Ma se The Collective ha fatto il tutto esaurito nelle 400 proiezioni del world tour, ha mandato in tilt il mini sito dedicato ieri a partire dalle 17, ora del lancio online, e collezionato duemila visualizzazioni sul canale Red Bull Snow di Youtube in una sola ora è perché dietro a tanti salti, kicker, pillow e ski star c’è di più, c’è un’idea. Quella che lo sci, nelle sue diverse anime, dalle pelli ai twin tip, è un’avventura incredibile, un caleidoscopio di emozioni da vivere insieme. «Non importa chi sei e da dove vieni, è bello essere parte di qualcosa di speciale». Ed è proprio il lato esperienziale, a partire dalla bella colonna sonora firmata tra gli altri da Peggy Gou, Chaka Khan e George Clanton, disponibile gratuitamente a partire da ieri e dal format scelto da Etienne Mérel per comunicare la sua idea di sci come melting pot di emozioni e sensazioni che abbattono i muri - tema decisamente attuale - a coinvolgere e a fare volare via i 49 minuti del film. In più c'è anche tanta visibilità per le donne - Kelly Sildaru, Sarah Hoefflin, Mathilde Gremaud, Giulia Tanno, Caroline Claire et Margaux Hackett insieme formano un capitale di medaglie olimpiche, mondiali e agli X Games - altro tema attuale e spesso poco in luce negli ski movie. Alla fine quello che rimane dopo tutti quei wow a guardare Anthamatten che si mangia i ripidi 4.000 della Svizzera in quattro curve e Alex Hall passare con disinvoltura dai rail di Helsinki ai pillow della British Columbia o ai kickers di La Clusaz è la forza dell’idea, ben sfruttata dal regista.

Sam Anthamatten e Andrew Pollard ©Ruedi Fluck

The Collective è un film a episodi, collegati tra di loro dall’appartenenza degli atleti al team Faction e dalla colonna sonora che ti tira da un luogo all’altro e da un salto su kicker a un atterraggio nella neve soffice del Giappone con toni sempre simili ma allo stesso tempo coinvolgenti. Le location sono il ghiacciaio di Folgefonna in Norvegia, Laterbrunnen, Leysin e Saas Fee in Svizzera, Hakuba in Giappone, Helsinki, la British Columbia e La Clusaz. Con un intelligente editing Mérel ci fa fare il giro del mondo e del calendario, iniziando con il sole che non tramonta mai e gli impianti chiusi dell’estate nordica, immergendoci nel freddo inverno per poi chiudere a fine stagione sulle Alpi francesi, con le piste ancora innevate ma gli impianti chiusi, come a dire che un anno è passato ma la ciclicità della vita saprà proporre altre emozioni, perché le più belle sono quelle che devono ancora essere vissute. La convivialità dello sci, la condivisione di passioni che vanno oltre la mera curva nella powder è rappresentata con ricorrenti inquadrature che chiudono sulle crew sorridenti dopo le session, ma anche con l’audio delle risate degli amici durante le sciate. Però è il doppio piano scelto per dividere l’azione pura dal doposci o dai momenti di convivialità sulla neve l’idea più potente. Mérel ha scelto di riprodurre l’effetto dei vecchi filmini super8, con sensazioni molto reali per chi quei filmini li ha visti proiettare e scritte fedeli allo stile dell’epoca, ma soprattutto utilizzando in questi frangenti immagini con formato quattro terzi per rappresentare giochi di società, tavolate e bevute. Così si ha quell’effetto libro dei ricordi che ognuno collega prepotentemente al proprio vissuto. Quello senza gli sci, naturalmente, almeno per la maggior parte di noi. E poi a rendere più umani i protagonisti c’è una lunga serie di blooper (gli errori) sugli sci nei titoli di coda. Ecco perché vale la pena di vedere The Collective. E di ascoltarsi la colonna sonora, anche dopo averlo visto.

Sam Anthamatten nella powder giapponese ©Mark Clinton

I 26 protagonisti degli episodi, ma rigorosamente tutti episodi ‘collettivi’, mai un solista, sono: Alex Hall, Alexis Ghisleni, Andrew Pollard, Antti Ollila, Ben Buratti, Benjamin Forthun, Caroline Claire, Cody Cirillo, Corey Jackson, Daniel Hanka, Duncan Adams, Eirik Sateroy, Giulia Tanno, Kelly Sildaru, Mac Forehand, Margaux Hackett, Markus Fohr, Mathilde Gremaud, Pablo Schweizer, Sam Anthamatten, Sarah Hoefflin, Shingo Sasaki, Taisuke Kusunoki, Tim McChesney, Timothé Sivignon, Will Berman.

The Collective, oltre che nel player video di questo articolo, può essere visto online sul sito www.thecollective.film e sul canale Youtube di Red Bull Snow in 4k. Buona visione!

Ben Buratti ©Chris Baldry
© Alric Ljunghager

Nasce il Team Ripstick Italia

Una nuova squadra per vivere avventure ancora più estreme in neve fresca, grazie alla nuova linea di sci Elan Ripstick: Cala Cimenti, Shanty Cipolli, Simon Hitthaler e Klaus Gruber. Sono loro i campioni scelti dal marchio sloveno per esprimersi al massimo in performance senza compromessi, grazie a sci leggeri, che offrono galleggiamento e stabilità su terreni non battuti e garantiscono il massimo delle prestazioni anche nei tour alpini. Il nuovo team Ripstick Italia rappresenta la conferma dell’impegno dell’azienda nel perseguire obiettivi sportivi di alto livello. 

La collezione Ripstick è all'altezza di questa sfida: un ottimo sci da freeride All Mountain, versatile, ben strutturato e performante su ogni neve, che offre il massimo in velocità e sul ripido, garantendo una sciata fluida in tutte le condizioni.

Cala Cimenti

44 anni, pratica sport a livello agonistico da sempre: prima il ciclismo su strada, poi la mountain bike, per passare in seguito alla corsa in montagna e ai trail. Inizia a sciare a cinque anni, praticando scialpinismo classico e agonistico, il freeride, lo snowboard e il telemark. Inizia molto giovane a scalare le montagne di casa: il Monte Bianco, il Monte Rosa e il Gran Paradiso e poi, fuori dall’Europa, l’Ojos del Salado, in Cile (6.891 m), il Toubkal, in Marocco (4.165 m,) il Kilimanjaro e alcune vette sopra i 6.000 metri in Nepal. Raggiunge il suo primo 8.000, il Cho Oyu, sul confine tra Cina e Nepal, nel 2005. Nel 2011 la cima del Manaslu, 8.163 m, nella catena dell'Himalaya, che scende, non integralmente, con gli sci. Scala l’Ama Dablam, in Nepal, in solitaria. Nel 2015, dopo aver scalato l’Korzhenevskaya Peak, 7.105 m, il Lenin Peak 7.134 m e il Khan Tengri Peak 7.010 m e il Pobeda 7.439 m, raggiunge la cima del Communism Peak, 7495 m, in Tagikistan, e realizza la discesa integrale con gli sci conseguendo l’onorificenza Snowleopard. Nel 2016 sale il Peak Lenin e scende con gli sci dalla parete nord. Nel 2017 raggiunge la cima del Dhaulagiri (8.156 m) sciandola parzialmente. Il 2018 è impegnato sul Laila peak, 6.096 m, in Pakistan, dove realizza la seconda discesa in sci. A luglio del 2019 sale in cima al Nanga Parbat (8.126 m, Karakorum, Pakistan) dal versante Diamir e scende con gli sci da poco sotto la cima. Realizza la prima salita del Gasherbrum VII (6.955 m) per disegnare la prima discesa integrale con gli sci. 

Shanty Cipolli

Nasce nel 1992 in Valle d’Aosta: da sempre adora scivolare sulla neve con qualsiasi attrezzo. Inizia a dedicarsi fin da piccolo allo sci. Ex atleta della nazionale di skicross, ha conquistato diversi titoli nazionali junior. Tre anni fa partecipa alla prima gara di freeride. Più volte nella top 10 del Freeride World Qualifer. Nel 2012 consegue il diploma di Maestro di Sci. Di recente passa le selezioni per il corso aspiranti Guide Alpine.

Shanty Cipolli

Simon Hitthaler

Nasce il 6 marzo del 1996. Inizia a sciare a due anni. I genitori e i fratelli maggiori sono appassionati sciatori e la famiglia condivide molte giornate sulle piste. A cinque anni inizia a gareggiare. Successivamente consegue titoli del campionato italiano e diversi successi nazionali. All'età di 18 anni smette di gareggiare, ma circa un anno e mezzo dopo, durante una giornata sugli sci con il fratello immersi nella neve fresca, torna l’entusiasmo per lo sci. Ma rigorosamente freeride. Ha uno stile sfacciato, veloce e irriverente. Gestisce un'agenzia pubblicitaria che ha dieci dipendenti. Ha molti obbiettivi per il futuro, come atleta, persona e imprenditore.

Simon Hitthaler

Klaus Gruber

Alpinista , nasce nel 1973. Vive in Alto Adige e ama la natura e le sue sfide. La sua prima spedizione è nel 2007 in Perù, quando sale sull'Alpamayo, (5.947 m). Conquista l’Huascaran, alto 6.768 metri. Scala il Nanga Parbat, nel 2008, senza raggiungere la vetta e il Makalu 2010 a 7.400 m, non arrivando in cima. Nel 2013 è sul Gasherbrum 2 (8.034 m): prima discesa in sci italiana direttamente dalla vetta. Nel 2014 conquista il K2 (8.611 m) e nel 2016 il Cho Oyu (8.211 m). Nel 2016 scala l’Everest (8.300 m) senza raggiungere la vetta. Nel 2017 è sul Nanga Parbat (8.126 m) e nel 2018 sui monti Altai, in Siberia, per praticare steep climbing & freeriding. I suoi hobby sono le spedizioni, il parapendio, il volontariato – è membro del Soccorso alpino – il teatro, la pesca, le escursioni sugli sci e l’arrampicata su ghiaccio.

Klaus Gruber

RIP Orazio Codega

Orazio Codega, classe 1939, presidente e autentica anima di C.A.M.P. dagli anni Sessanta al 2004, se ne è andato nei giorni scorsi. Lo ricordiamo con il comunicato ufficiale dell'azienda di Premana.

Ci ha salutato di notte, perché di giorno le persone come lui hanno sempre qualcosa da fare. L'operosità era il suo modo di essere, in una prospettiva di servizio che andava al di là della sua azienda. Orazio Codega era un uomo che non si accontentava, che guardava avanti mettendo a frutto il talento della lungimiranza. Sapeva cogliere con prontezza i segni dei tempi, per non farsi sorprendere dal futuro che è sempre più vicino di quanto sembri. E dentro, nel profondo dell'anima, credeva in Dio: aveva una fede radicata di cui molti, oggi, sembrano vergognarsi. Ma lui no, come il suo punto di riferimento Giovanni Paolo II. Così ci piace immaginarli, l'imprenditore e il papa, per sempre insieme lungo i sentieri del cielo: eccoli, intenti a ricordare i grandi alpinisti polacchi di cui Orazio era amico e soprattutto il giorno in cui, entrambi appassionati di montagna, si incontrarono sulla Marmolada. Era l'agosto 1979, Karol Wojtyla era salito in vetta alla regina delle Dolomiti e Orazio lo raggiunse per donargli una piccozza, frutto del suo lavoro.

Fabbricare, ecco, creare qualcosa di bello e di utile, nel miglior modo possibile. In C.A.M.P. ci crediamo perché ci credeva Orazio, entrato in azienda nel 1959 e artefice principale del cambiamento: “Perché – si è chiesto un giorno – non puntare tutto sull'alpinismo?”. Aveva capito, in quegli anni di boom economico, che andare in montagna era più di un gioco. Non c'erano soltanto Bonatti e le sue imprese ma anche tanti appassionati, sempre più numerosi, a cui la ditta di lavorazione metallica fondata da nonno Nicola e fatta crescere da papà Antonio poteva fornire l'attrezzatura necessaria: piccozze, ramponi, chiodi, moschettoni che diventano creatività, passione, servizio. Avanti così, allora, insieme ai fratelli Nicolino, Samuele e Benedetto e senza paura di allargare l'orizzonte prima in Europa e poi oltreoceano, ponendo le basi dell'attuale dimensione internazionale di C.A.M.P.: un traguardo tutt'altro che scontato per una realtà nata in un piccolo paese racchiuso tra le montagne e che oggi, grazie a scelte giuste in anticipo sui tempi, è un marchio di riferimento mondiale all'insegna dell'innovazione. E se non c'è innovazione senza ricerca e sviluppo, già decenni fa Orazio non aveva esitato a convogliare sempre maggiori risorse aziendali in questo settore, creando le solide premesse di quello che dal 2007 è l'avanzatissimo centro R&D di C.A.M.P.

C'era una volta l'alpinismo, poi è arrivata l'arrampicata e infine ecco i lavori in altezza. Prima di lasciare il timone, nel 2004, il capitano aveva compreso che altri porti potevano essere raggiunti e nuovamente non si è fermato, preparando C.A.M.P. al suo attuale ruolo nel mondo della sicurezza sul lavoro: una visione lungimirante, come detto, lasciata in eredità ai figli e ai nipoti indirizzati sulla sua strada. Un passo alla volta, con la sana prudenza tipica degli uomini di montagna ma anche con tutto il coraggio necessario per arrivare in vetta: cuore e testa insieme, all'unisono, per guardare con fiducia al futuro nel ricordo di un homo faber nel senso più bello e pieno, da prendere ad esempio come tutti quegli irresistibili sognatori che, con talento e tenacia, sono stati capaci di realizzare i propri sogni.


Donne e montagna, quale futuro?

Sono solo 16 le donne Guide alpine su 1.129 uomini: meno del 2% riesce, infatti, a trasformare la passione in un lavoro. È iniziata proprio attorno a questi dati la riflessione che ci ha spinto come Donne di Montagna a organizzare il primo Meeting delle Donne Guide alpine e il primo Women’s Climbing Day, eventi che si sono svolti il 9-10 novembre ad Arco di Trento.

La due giorni, supportata da Montura, Garda Trentino e Grivel, si è aperta con la tavola rotonda 0,1 Differenze di genere nelle professioni ad alto rischio, vantaggi e opportunità. A dare il via al dibattito la Guida alpina di Courmayer Anna Torretta (prima e unica donna della Società Guide - la più vecchia Società delle Guide in Italia):

«Non è possibile che dal 1984 con Renata Rossi le Guide alpine donne non siano cresciute, e siamo ancora un numero inferiore al 2%. Penso che le donne abbiano bisogno di incoraggiamenti e di spinte per poter cambiare il sistema moderno - ha affermato la Torretta - Noi donne Guide alpine non siamo piccoli uomini che vogliamo emulare, ma abbiamo le nostre capacità per poter affrontare le situazioni. Bisogna sradicare e sconvolgere questa idea».

Pietro Giglio, presidente nazionale delle Guide alpine, si è detto aperto a nuove idee e prospettive. Lui stesso ha invitato le Guide a mettersi in gioco: «Mi auguro che questo convegno serva a far cadere dei muri. Ben venga una Guida donna presidente».

«Quando penso alla figura della Guida alpina vedo un professionista preparato e qualificato, non importa se sia esso uomo o donna. Vedo una persona con l’esperienza e la passione necessarie per accompagnare consapevolmente persone in montagna, a 360 gradi» ha aggiunto la Guida alpina e testatore della nostra Outdoor Guide Elisabetta Caserini.

Marika Favé (oltre che Guida è anche maestra di sci da 22 anni e anche lei testatrice per Skialper, ma per la Buyer’s Guiide) ha ricordato come, anche nel mondo dello sci, si è dovuto combattere contro resistenze e incertezze: «Nella mia scuola di sci, a Campitello di Fassa, noi maestre rimaniamo la minoranza ma siamo le più richieste, perché siamo più brave con i bambini e sappiamo il russo. A livello di considerazione siamo allo stesso livello dei maschi. Così un giorno sarà anche per donne Guide alpine».

A portare la sua testimonianza anche la bresciana Giulia Venturelli, classe 1990, la più giovane donna Guida alpina che è intervenuta insieme alle colleghe Anna Monari (Piemonte), Ivana De Zanna (Veneto) e Monica Malgarotto (Veneto).  Una sorta di cordata al femminile contro il pregiudizio, in un ambiente prettamente maschile, come quello delle Guide alpine, che prevede una selezione davvero dura: prove fisiche con arrampicata su ghiaccio, roccia e di scialpinismo. Quando si è diventate Aspiranti ci vogliono ancora due anni di lavoro per potere accedere all'ultimo esame per diventare Guida alpina.

«E pensare nel 1911 l’alpinista austriaco Paul Preus riteneva che le donne fossero la rovina dell’alpinismo» ha aggiunto Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento.

Intervenuta alla tavola rotonda anche Antonella Bellutti, biolimpionica nel ciclismo su pista. Grande il suo impegno nel diffondere le pari opportunità nello sport ed è testimonial anche di Assist, l’Associazione nazionale atlete. Hanno portato il loro contributo alla tavola rotonda Marta Bonomi, vice presidente dell’Associazione degli Accompagnatori di Media montagna e Elena Guella, vice presidente della Sat.  Il giorno seguente 50 ragazze hanno partecipato al primo Women’s Climbing Day, scalando insieme alla falesia Policromuro, di Massone ad Arco. Sono arrivate perfino dalla Sardegna per fare rete, conoscere altre ragazze e scambiarsi pensieri e riflessioni sull’approccio della montagna al femminile.

Le donne Guide alpine hanno raccontato il loro percorso per accedere alla professione e messo a disposizione la loro esperienza. Hanno poi spiegato le manovre di sicurezza in parete e fatto accenni sulla tecnica di arrampicata. Era la prima volta che così tante donne si riunivano per arrampicare insieme e passare una giornata in falesia: molte le storie e le opinioni che si sono intrecciate a corde, rinvii e moschettoni.


Fischer Transalp a quota dieci

Dieci anni. Dieci anni attraverso le Alpi. Nel 2020 si festeggiano i due lustri della Fischer Transalp, organizzata dal marchio austriaco per permettere a un manipolo di fortunati scialpinisti di passare una settimana con sci e pelli e attraversare la catena montuosa. L’itinerario cambia di anno in anno. Nel 2019, per esempio, la partenza era da Livigno e l’arrivo a Innsbruck, nel 2020 invece si partirà dalla Slovenia e le date sono state anticipate rispetto alla tradizione: il kick-off è infatti previsto per il 2 marzo e l’arrivo a destinazione l’8. La partecipazione è completamente gratuita e l’azienda austriaca fornisce anche un set completo da scialpinismo oltre a pernottamenti e Guide alpine, ma i posti sono limitati e bisogna dimostrare di avere la giusta esperienza e soprattutto preparazione fisica per affrontare una settimana con migliaia di metri di dislivello e con le più varie condizioni meteo. Le richieste di partecipazione possono essere inoltrate fino al 12 gennaio tramite la pagina Internet https://www.formlets.com/forms/rdFPO1pKlHFJpNGm/


Nuova discesa sul Monte Cook per Hewitt e Serle

Nuova e probabile prima discesa di ripido per Ross Hewitt e Dave Serle sulla Caroline Face al Monte Cook, in Nuova Zelanda, nei giorni scorsi. La linea, che scende sul fianco destro dell’estetica Face, era stata adocchiata da Hewitt durante una precedente esplorazione, mentre la fall line classica è stata sciata da Enrico Mosetti, Tom Grant e Ben Briggs nell’autunno del 2017 (avrebbe dovuto esserci anche Hewitt, ma un’ernia lo aveva fermato). I due, come scrivono in alcuni post sui loro account social, sono saliti dal versante opposto e hanno trovato buone condizioni, con neve polverosa e vento molto forte. Il meteo molto variabile ha messo in forse fino all'ultimo la linea, che potete vedere nella foto qui sotto.

© Instagram Ross Hewitt

Anche Marco Camandona a MonzaMontagna

Il festival MonzaMontagna compie 15 anni e festeggia con un calendario ancora più lungo e un manifesto disegnato ad hoc dall’artista Fabio Vettori, il disegnatore delle celebri Formiche.

Dal dna fortemente alpinistico, il festival ruota attorno al mondo della montagna e unisce sport, cultura, tradizione e solidarietà. Nata 15 anni fa a Monza, una città per tradizione molto legata all’alpinismo e alla montagna, la manifestazione è ormai diventata un punto di riferimento per gli appassionati. Tutto grazie alla passione delle nove storiche società alpinistiche del territorio di Monza che ogni anno si impegnano con le proprie forze per l’organizzazione e la riuscita dell’evento, in collaborazione con il Comune di Monza. Nelle scorse edizioni sono saliti sul palco, tra gli altri, Kurt Diemberger, Simone Moro, Hervé Barmasse, Daniele Nardi, Federica Mingolla, Matteo Della Bordella, Angelika Rainer, Deborah Compagnoni, Kristian Ghedina, Simone Origone.

Dopo la tradizionale escursione al Rifugio Bogani (6 ottobre), ecco il primo incontro con un’atleta d’eccezione: il 18 ottobre l’oro olimpico di snowboard cross Michela Moioli si racconta sul palco di Monza. Il giorno successivo appuntamento per tutti con la manifestazione Montagna in Piazza. Sotto i portici dell’Arengario di Monza, in piazza Roma, verranno presentate al pubblico le attività delle società alpinistiche monzesi, ma ci si potrà anche divertire con varie attività outdoor tra cui la palestra di arrampicata assistiti dagli istruttori della Scuola di alpinismo CAI Monza. Il 23 ottobre una serata in ricordo di Tom Ballard, l’alpinista inglese scomparso lo scorso inverno sul Nanga Parbat assieme a Daniele Nardi. E proprio a Daniele e ai suoi sogni è dedicata la serata del 21 novembre, d’accordo con la famiglia: un omaggio ll’alpinista laziale con video, foto, ricordi e testimonianze di chi l’ha conosciuto veramente. Nel corso della serata verrà presentato La via perfetta – Nanga Parbat: sperone Mummery il libro scritto da Daniele Nardi con Alessandra Carati – con lui al campo base del Nanga Parbat lo scorso tragico inverno.

Neve, avventura, alpinismo e spedizioni sono da sempre ingredienti fondamentali del festival, come testimoniano anche altri due appuntamenti: il 31 ottobre sale sul palco di Monza Roberto Ghidoni, l’ultramaratoneta vincitore di più edizioni della Iditarod, la leggendaria corsa tra le nevi dell’Alaska; la Guida alpina e grande alpinista valdostano Marco Camandona chiuderà invece questa edizione il 4 dicembre con il racconto di Un viaggio al centro del Terzo Polo. Everest 8.848 m. – Lhotse 8.516 m. e della sua spedizione in Nepal durata 50 giorni.

Non mancano come tutti gli anni i classici cori di montagna (26 ottobre) e una serata dedicata al Trento Film Festival (13 novembre) con la proiezione del film Return to Mount Kennedy di Erick Becker, in concorso all’ultima edizione: docufilm che intreccia alpinismo, storia, costume e società. In linea con l’attuale tema del cambiamento climatico e dello scioglimento dei ghiacci il 29 novembre ci sarà la serata Incontro con la scienza: come stanno i ghiacciai? per fare il punto della situazione con gli esperti.

La parte artistica di MonzaMontagna quest’anno è dedicata al celebre autore delle formichine Fabio Vettori, che con la sua penna magica ha regalato al festival un bellissimo manifesto. Le sue opere saranno esposte dal 14 al 24 novembre (inaugurazione la sera del 23) nella vasca espositiva dell’Urban Center di Monza.

Dove non indicato diversamente, tutte le serate si svolgono al Teatro Binario 7 di Monza alle ore 21 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Il programma completo del festival MonzaMontagna è disponibile online sul sito www.monzamontagna.it, pagina Facebook @monzamontagna


Cala Cimenti, Nadine Wallner e Tom Belz tra gli ospiti di Milano Montagna

Si avvicina Milano Montagna Week: un’intera settimana di eventi diffusi che animeranno la città dal 14 al 20 ottobre. I Sustainable Outdoor Days, in programma dal 17 al 20 ottobre a BASE, in via Bergognone 34, saranno l’appuntamento principale: quattro giorni di film in anteprima internazionale, grandi atleti, imprese epiche, sostenibilità, storytelling e condivisione di passioni. Tra gli eventi anche alcuni interessanti appuntamenti organizzati grazie al supporto di Mammut: ci sarnno Tom Belz (giovedì 17 ottobre tra le 20 e le 21 in sala A), gli atleti Shanty Cipolli e Caro North (Break The Law Of Gravity - Be Free, sabato 19 ottobre tra le 19:30 e le 20:30 in sala A) e Cala Cimenti, che chiuderà la settimana domenica 20 ottobre (tra le 20 e le 21 in sala A). So potrà anche approfondire il tema della sicurezza in montagna durante l’incontro con Maurizio Lutzenberger, Uberto Piloni e Mattia Ortelli (sabato 19 ottobre tra le 18 e le 19 in sala C). Una line up da urlo, che vanta l’intervento dell’atleta Mammut e campionessa mondiale di freeride Nadine Wallner, che sarà presente durante la proiezione della premiere del film Decisions (giovedì 17 ottobre, dalle 22.45 alle 23.15 in sala A). Nel contesto della Milano Montagna Week, grazie all’impegno di Mammut, si inserisce anche l'European Outdoor Film Tour: le migliori avventure di sport, esplorazioni e viaggi, rigorosamente open air. Giunto alla sua diciannovesima edizione, l'appuntamento con E.O.F.T è per martedì 15 ottobre, alle 20:30 al cinema Orfeo, in viale Coni Zugna 50, a Milano.

https://www.youtube.com/watch?v=35fkCwdNcJc


Kilian rinuncia all’Everest

Dopo un lungo silenzio, Kilian Jornet annuncia l’abbandono del tentativo di salita in velocità all’Everest. Il catalano era l’unico ad essere passato oltre la Icefall, minacciata da un grande seracco, mentre il polacco Bargiel e le altre spedizioni presenti nell’area avevano rinunciato, ritenendo troppo rischioso il passaggio. Probabilmente nella scelta di Kilian ha giocato anche lo stile veloce rispetto a quello delle altre spedizioni. Kilian è arrivato a quota 8.300 metri lungo una variante della Via dei Polacchi del 1980. Il suo campo base, come ha fatto quando è salito in vetta dal versante cinese, era situato in un villaggio, a Gorak Shep, e ha potuto organizzare una spedizione molto leggera. Rimane ancora la discrezione su quelli che erano i reali obiettivi di Kilian che, secondo alcuni organi d’informazione, aveva il permesso per salire sia Everest che Lhotse. «Il meteo è stato molto bizzarro, con tanta neve e precipitazioni. Avevo alcuni progetti alpinistici, in funzione delle condizioni e della velocità, ma nessuno è stato possibile per diversi motivi, però ho apprezzato molto queste montagne (…). Anche se non c’è stata la vetta, l’esperienza di una spedizione molto leggera, di essere solo sulle montagne e provare alcune possibilità intriganti è stata molto interessante e carica di energie» ha detto il catalano che è stato seguito in Himalaya dalla compagna Emelie Forsberg e dalla figlioletta Maj, sette mesi.


Il Manaslu andata e ritorno in 17 ore e 43 minuti per Cazzanelli

Dopo il record sulla Cresta Cassin al Denali e la salita in velocità dell’integrale di Peuterey, ecco un altro primato per François Cazzanelli nel 2019. Il valdostano ha raggiunto nei giorni scorsi la vetta del Manaslu (8.162 m) ed è ritornato al campo base in 17 ore e 43 minuti. In totale sono 44 km e 3.280 metri di dislivello in salita e discesa. L’arrivo in vetta dopo 13 ore. Cazzanelli si trova in Himalaya in compagnia di Marco Camandona, dello svizzero Andreas Steindl, suo compagno di avventura altre volte, tra le quali il record alle creste del Cervino, Francesco Ratti ed Emrik Favre. Tutti hanno raggiunto la vetta e per Francesco ed Emrik era il primo ottomila, mentre Camandona ha messo la nona bandierina sulle vette più alte della terra. Steindl ha coperto salita e discesa in 21 ore e 30 minuti. Quello di Cazzanelli è il primato di salita e discesa, mentre il precedente record era del polacco Andrzej Bargiel, in 21 ore e 14 minuti, ma la discesa era stata effettuata con gli sci. Ora la spedizione di Cazzanelli & co si sposta al Pangpoche (6.620 metri).

Abbiamo intervistato François Cazzanelli su Skialper 126 di agosto-settembre, info qui


Bargiel rinuncia all’Everest

«Siamo qui da tanto tempo e non ci sono stati progressi e la possibilità di fare acclimatamento oltre il campo base (…) però dobbiamo finire la nostra spedizione, è la decisione più ragionevole. A volte bisogna fare così, stimare il rischio e se è troppo alto dire ‘stop’». Con queste parole il polacco Andrzej Bargiel, dopo avere sciato l’anno scorso il K2, ha annunciato nelle scorse ore la fine, senza successo, dell’Everest Ski Challenge. Bargiel e compagni hanno passato tre settimane al campo base ma questa estate ci sono state tante precipitazioni alte e lo zero termico è alto, così la Icefall è in cattive condizioni, con tanti crepacci. Il problema più grande è un immenso seracco alto 50 metri e largo 30, 800 metri sopra la Icefall. Camminare lì sotto è pericoloso: «Non lo farò, non posso accettare questo rischio, può rompersi in ogni momento e questo ci fa desistere dai nostri tentativi» ha concluso Bargiel.


Anche Garmin alle Safety Academy di Ortovox

Ortovox e Gamin hanno raggiunto un accordo per la collaborazione nell’ambito delle Safety Academy organizzate dal marchio tedesco specialista della sicurezza in montagna. In ognuna delle date in calendario infatti Garmin sarà presente con il suo staff tecnico per la presentazione dei prodotti e in particolare dell’ultimo dispositivo nato, il GPSMAP 66i. Ortovox ormai da sette anni propone agli appassionati di montagna invernale, nell’ambito del suo programma Safety Academy, corsi ed eventi legati alla sicurezza su neve: i corsi Safety Academy, su tre livelli progressivi, le Safety Nights, eventi serali brevi e divulgativi e i Safety Events, portati avanti in collaborazione con i negozi più tecnici. Tutti questi sono coordinati e gestiti dalle guide alpine UIAGM partner di Ortovox, a garanzia della massima qualità e uniformità didattica e operativa su tutto l’arco alpino. A completamento del mondo Safety Academy, sono nati poi negli anni altri strumenti educativi alla sicurezza in montagna, tutti a disposizione del pubblico, come i Safety Academy Guidebook Snow e Rock, piccoli ma completi manuali di base, i Safety Academy Lab Snow e Rock, piattaforme digitali interattive per la diffusione della conoscenza dei principi di base della sicurezza in montagna e le presentazioni e i video Safety Academy, a disposizione di guide alpine e club alpini per corsi e serate. La tecnologia di comunicazione satellitare Garmin inReach, risulta un fondamentale strumento di sicurezza per chiunque viva il mondo outdoor. La serie di prodotti inReach e il nuovo GPSMPA66i (con tecnologia di comunicazione satellitare integrata) permette di richiedere soccorso in caso di necessità in qualsiasi luogo ci si trovi, soprattutto quando non esiste copertura telefonica, appoggiandosi alla rete Iridium, la più performante rete di satelliti per la comunicazione. Avere a disposizione un dispositivo di questo tipo, consente di rimanere in contatto con chiunque, anche in montagna, dove spesso il nostro telefono non può funzionare, offrendo inoltre una durata estrema della batteria.

IL CALENDARIO

Solda, 9 novembre 2019: Safety Event Retailer. Partner: Mountain Spirit (Bolzano)

Livigno, 18 gennaio 2020: Safety Event Retailer. Partners: Mountain Planet, Silene, Zinnerman Livigno.

Assergi (AQ), 24 gennaio 2020: Safety Night. Partners: UIAGM Mountain Evolution

Madonna di Campiglio, 31 gennaio 2020: Safety Night. Partners: UIAGM Piergiorgio Vidi e Adriano Alimonta

Polsa Brentonico (TN), 7 febbraio 2020: Safety Night. Partners: UIAGM Guide Mmove

Asiago, 22 febbraio 2020: Safety Event Retailer. Partner Pesavento Mountain Store.

Le iscrizioni alle Safety Nights saranno possibili solo sul sito Ortovox:

www.ortovox.com/it/safety-academy/corsi-di-formazione/programma-invernale/safety-nights/

Le iscrizioni ai safety Events saranno possibili contattando i negozi indicati.


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Numero Registro Stampa 51 (già autorizzazione del tribunale di Torino n. 4855 del 05/12/1995).
La Mulatero Editore è iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione con il numero 21697

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