Suunto Vertical 2, long term review

Nel mondo dell’outdoor moderno, l’orologio sportivo non è più soltanto uno strumento per registrare un’attività, ma un vero compagno di avventura. Deve orientare, resistere, durare nel tempo e fornire dati affidabili anche nelle condizioni più impegnative. È in questo contesto che Suunto rinnova il Vertical, progettato per chi vive la montagna con continuità e cerca un dispositivo capace di unire tecnologia, autonomia e solidità senza compromessi.

Nel panorama degli orologi sportivi dedicati all’outdoor, il Suunto Vertical 2 segna un passaggio chiave per il marchio, puntando con decisione su robustezza, autonomia e navigazione avanzata. L’idea è quella di evolvere uno strumento pensato per affrontare allenamenti e avventure di lunga durata, capace di accompagnare ogni uscita grazie a un hardware solido e dall'affidabilità rinomata, a soluzioni moderne come il display AMOLED da 1,5 pollici e a una torcia LED integrata.

La costruzione è uno dei punti di forza: la cassa (disponibile sia in acciaio che in titanio) trasmette solidità in uno spessore ridotto rispetto alla concorrenza, i materiali sono di qualità e il vetro zaffiro (equipaggiato su entrambe le versioni) protegge efficacemente il display da urti e graffi. Il peso in linea con la categoria e l’ergonomia consentono di indossare il Vertical 2 senza affaticamento anche durante attività prolungate. Il display AMOLED, vera novità di questo modello, offre un’ottima leggibilità in tutte le condizioni di luce, compreso il sole diretto, garantendo però una varietà cromatica e un’interfaccia sempre chiara. I vantaggi di uno schermo AMOLED emergono fin dal primo utilizzo, l'esperienza d'uso è simile a quella di un moderno cellulare, le mappe risultano molto più contrastate e facili da utilizzare e i diversi colori utilizzati dalle schermate sono molto più vividi. Una scelta in linea con i trend del mercato che migliora sensibilmente l’esperienza d’uso, senza sacrificare troppo la durata della batteria.

Dal punto di vista funzionale, il Suunto Vertical 2 conferma una vocazione marcatamente outdoor. Le mappe offline, il GPS ad alta precisione (equipaggiato con tutti i sistemi di geoposizionamento), l’altimetro barometrico, la bussola e il barometro mettono a disposizione un pacchetto completo per la navigazione e la gestione di itinerari complessi. Con più di 100 ore di allenamenti e lunghe uscite con gli sci e scarpe da trail ho potuto riscontrare una sorprendente precisione dei dati, basti pensare che nei diversi allenamenti effettuati su i miei percorsi benchmark l'orologio ha riportato praticamente sempre i stessi dati di distanza ed elevazione, anche paragonando i dati altimetrici con quote note sul territorio i dati sono sempre stati molto precisi, un dato non scontato per diversi competitor.

Il nuovo sensore ottico della frequenza cardiaca garantisce rilevazioni più stabili e affidabili rispetto al passato, sia durante l’attività sia a riposo, integrando un monitoraggio efficace dell’allenamento e del recupero. Lo stesso sensore è equipaggiato con un sensore ottico per la misurazione della saturazione dell'ossigeno, dato molto interessante soprattutto per allenamenti o permanenze in quota. La torcia LED integrata, con diverse modalità tra cui luce rossa e SOS, è una funzione concreta e realmente utile che vi ritroverete ad usare molto più spesso di quanto possiate immaginare, anche se la gestione tramite menu potrebbe essere resa più immediata.

La navigazione tramite le mappe risulta estremamente fluida e reattiva, l'orologio al polso indica sempre la direzione giusta ed è praticamente assente ogni sorta di lag. Le mappe sono scaricabili gratuitamente direttamente dall'applicazione e sono morfologicamente molto accurate. La mancanza che salta più all'occhio, soprattutto se paragonato alla concorrenza diretta, è la completa assenza di toponimia sulle mappe, in poche parole la mappa mostra fedelmente la morfologia (tramite isolinee e colori del terreno) e la griglia dei sentieri (i più noti, come la concorrenza) ma mancano completamente i nomi, sia delle vette che delle città e i numeri/nomi dei sentieri e delle strade. Proprio questo compromette la possibilità di avere un buon ricalcolo della navigazione, che funziona benissimo tramite l'importazione di tracce GPX, quando si esce dal percorso prestabilito. Anche la funzione Back Home è limitata a una semplice indicazione della direzione da seguire per ritornare al punto di partenza e non a un vera riprogrammazione del percorso.

Il dispositivo è dotato di funzioni per gli allenamenti, programmabili tramite applicazione, e le attività registrabili sono moltissime, difficilmente non troverete la modalità di registrazione per il vostro sport. Le varie schermate delle attività sportive sono inoltre completamente personalizzabili.

Nonostante l’adozione del display AMOLED, l’autonomia resta uno degli aspetti più convincenti del Vertical 2: si arriva a circa 65 ore con GPS attivo in modalità performance, oltre 20 giorni in modalità smartwatch e diversi giorni utilizzando modalità GPS più conservative. Un risultato che rende questo orologio adatto a uscite di lunga durata senza l’ansia della ricarica. Il vero limite rimane il software, che in alcune aree risulta ancora poco rifinito, con menu non sempre intuitivi e funzioni che richiedono un periodo di adattamento. I menù e sottomenù più scarni possono essere una facilitazione per gli utenti meno smanettoni ma allo stesso tempo un limite per chi preferisce personalizzare il dispositivo. L'interfaccia utente è facilmente utilizzabile tramite i tre tasti posti sul lato destro (facili da adoperare anche con i guanti) ed un touchscreen particolarmente veloce e reattivo.

Nel complesso, il Suunto Vertical 2 si propone come uno strumento con una forte identità tecnica: robusto, completo e pensato per l’endurance e l’outdoor, capace di offrire prestazioni convincenti in termini di qualità costruttiva, autonomia e affidabilità dei sensori. Con un ulteriore affinamento del software, potrebbe esprimere appieno un potenziale che già oggi è evidente.

Perfetto per chi passa molte ore in montagna, sia che si tratti di puro allenamento che di esplorazione, un affidabile compagno anche sotto l'aspetto dell'autonomia.

Si posiziona nella fascia alta degli orologi outdoor con un prezzo di 599 euro per la versione in acciaio e 699 euro per quella in titanio, che risultano più competitivi dei top di gamma di altri brand.

Suunto.com


Milano corre con i Giochi Olimpici Invernali

Appuntamento il 21 febbraio con Salomon New Shapers Run, 10 km non competitiva durante l’evento a cinque cerchi

Anche se saranno Giochi olimpici invernali, non sono mancate e non mancheranno le occasioni per portare a Milano i valori dello sport oltre la neve. Per esempio quelli della corsa. Ci ha pensato Salomon, Premium Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che aveva già ideato una staffetta per cento runner a cento giorni dal via dei Giochi. Ora si guarda a Salomon New Shapers Milano 2026 la corsa non competitiva di 10 chilometri che il prossimo 21 febbraio animerà il centro di Milano durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali. L’evento – promosso da Fondazione Milano Cortina 2026 e patrocinato dal Comune di Milano – rappresenta un’iniziativa senza precedenti: per la prima volta, una corsa urbana aperta al pubblico si svolgerà nel cuore della città durante il periodo dei Giochi Olimpici Invernali. Un’occasione straordinaria che permetterà a 10.000 persone di vivere la città e lo spirito unico dei Giochi Olimpici Invernali da protagonisti.

 

La Salomon New Shapers Milano 2026 sarà una 10 km non competitiva, pensata per condividere il piacere del movimento. Un percorso urbano – il cui tracciato ufficiale sarà rivelato a breve – guiderà i runner attraverso alcuni luoghi iconici della città di Milano.

«La NewShapers Run è il culmine di anni di lavoro e visione: un sogno che si realizza per far vivere a tutti – e a ognuno – il modo in cui Salomon immagina lo sport: libero, inclusivo, condiviso. Non contano i cronometri, conta l’energia collettiva che muove le persone e genera impatto reale”, dichiara Ilaria Cestonaro, Marketing Manager Salomon Italia».

Lungo il percorso, momenti di intrattenimento e attivazioni accompagneranno i partecipanti, contribuendo a creare un’atmosfera dinamica e coinvolgente.  La corsa porta il nome New Shapers perché nasce per celebrare tutte le persone che contribuiscono a dare forma al futuro, dentro e fuori lo sport. Non solo atleti, ma anche la gente comune che, con passione e impegno quotidiano, rende possibili le grandi imprese. Le iscrizioni sono aperte sul sito salomonnewshapersrun2026.it. I posti disponibili sono 10.000. Ad attendere i partecipanti saranno un percorso esclusivo, la t-shirt ufficiale dell’evento e un’esperienza pensata per rendere i Giochi Olimpici Invernali un patrimonio condiviso e accessibile.


Garmin introduce la funzione Nutrition

Disponibile da inizio gennaio in Garmin Connect, permette di visualizzare le calorie bruciate e assunte in un'unica app per scoprire come l'alimentazione influisce sulla salute e sulla forma fisica.

Con questa nuova feature, Garmin risponde a una tendenza che si è andata consolidando negli ultimi anni: l’attenzione verso un’alimentazione sana ed equilibrata, nella quale frutta e verdura prevalgono su zuccheri, carne rossa e cibi pronti e informarsi sulla qualità degli ingredienti diventa un passaggio fondamentale della propria routine alimentare.

Parallelamente, cresce la consapevolezza del ruolo cruciale che un corretto monitoraggio di calorie e macronutrienti ha nel mantenimento dell’equilibrio metabolico, nella prevenzione di sovrappeso e malattie croniche e nella costruzione di uno stile di vita realmente sostenibile. Nonostante la diffusione ancora elevata degli alimenti ultra-processati, il mercato mostra una chiara evoluzione: i consumatori chiedono scelte più trasparenti, naturali e funzionali al benessere quotidiano.

Questa tendenza riflette un cambiamento culturale profondo: mangiare bene non è più solo un’abitudine salutare, ma un investimento nel futuro. Una dieta bilanciata, ricca di nutrienti e adattata ai bisogni personali, contribuisce a un invecchiamento più sano, alla riduzione del rischio di malattie e a una maggiore qualità della vita nel lungo periodo. In questo scenario, educazione nutrizionale, innovazione alimentare e informazione chiara diventano leve fondamentali per sostenere scelte consapevoli e accompagnare le persone verso una vita più lunga, attiva e in equilibrio.

Ed è in questo scenario che Garmin annuncia il più recente di una serie di aggiornamenti per gli abbonati a Garmin Connect+. Nutrition consente infatti di monitorare le calorie e i macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati) e di ricevere approfondimenti quotidiani dall'Active Intelligence per raggiungere i propri obiettivi nutrizionali. Grazie al monitoraggio dell’alimentazione in Garmin Connect, che si integra ai dati relativi alla salute e alla forma fisica, si ha a disposizione una visione ancora più più olistica del proprio benessere generale.

Quando si utilizza uno smartwatch Garmin compatibile, si ha a disposizione una rapida panoramica della propria alimentazione, oltre alla possibilità di tenere traccia dei cibi preferiti e di quelli registrati di recente. Inoltre, alcuni smartwatch Garmin con speaker e microfono integrati consentono di aprire l'app Nutrition sul proprio orologio utilizzando i comandi vocali, fornendo un accesso rapido alla registrazione dei cibi.

Monitorare l'alimentazione tramite l'app Garmin Connect per rimanere in linea con i propri obiettivi di salute e fitness è semplice e intuitivo:

  • Grazie a un database alimentare globale che include opzioni confezionate, ristoranti e alimenti regionali, è possibile cercare gli alimenti, scansionare i codici a barre o utilizzare la fotocamera di uno smartphone compatibile per il riconoscimento delle immagini basato sull'intelligenza artificiale per registrare gli alimenti.
  • Consente di creare alimenti e pasti personalizzati per monitorare i pasti e le ricette.
  • Mostra report giornalieri, settimanali, mensili e annuali sulle calorie e sui macronutrienti consumati e ipotizzati come obiettivo, per avere un'idea più chiara dei propri progressi.
  • Fornisce consigli personalizzati su calorie e macronutrienti in base all'altezza, al peso, al sesso, al livello di attività e alle calorie medie attive. Questi obiettivi possono anche essere personalizzati in base ai propri target di salute, come aumentare l'apporto proteico giornaliero.
  • Condivide approfondimenti dall’Active Intelligence basati sull'intelligenza artificiale, per comprendere meglio come l'alimentazione influisce sulla salute e sull'allenamento. Per esempio, indicano come la qualità del sonno sia stata influenzata dal mangiare a tarda notte e incoraggiano a riflettere ed eventualmente modificare le proprie abitudini, qualora sia necessario.
  • Consente di aggiungere dettagli nutrizionali alla dashboard delle prestazioni per avere consapevolezza di come l'allenamento e le prestazioni sono influenzati dalle calorie consumate e dai macronutrienti assunti.

Design outdoor: il difficile equilibrio tra funzione e look

Intervista al responsabile dei Prowinter Award 2026 dedicati al mondo outdoor

Cresce l’attesa per l’assegnazione dei Prowinter Award, i riconoscimenti assegnati da una giuria multidisciplinare nell’ambito della manifestazione in programma a Bolzano dall’11 al 13 gennaio. I premi riguardano i prodotti del mondo dello sci e dell’outdoor e si basano su un sistema di valutazione articolato in sette criteri: innovazione, vendibilità, tecnologie, design, funzionalità, storytelling e responsabilità ambientale, quest’ultima introdotta come novità per l’edizione 2026.

Per i premi del mondo outdoor, la giuria è guidata da Fabio Deon, professionista con una lunga esperienza nella progettazione di prodotto e fondatore di uno studio di design e consulenza attivo dal 1996. Il criterio legato alla responsabilità ambientale è stato inserito con un coordinamento tecnico dedicato, mentre Deon porta nel confronto anche il punto di vista maturato nel lavoro quotidiano con le aziende e nel ruolo di componente del direttivo della Fondazione Sportsystem.

L'introduzione della sostenibilità come criterio si inserisce in una discussione più ampia e importante, all'interno di un mondo che non può più permettersi di “non essere sostenibile”, almeno a livello di comunicazione. Come avete affrontato l'argomento?

«L’introduzione della responsabilità ambientale come criterio di valutazione nasce dalla volontà di avviare un percorso serio e credibile. In questa fase il suo peso all’interno del giudizio complessivo è stato volutamente calibrato: non per ridurne l’importanza, ma per accompagnare il settore in una fase di crescita e di maggiore consapevolezza.

La sostenibilità è un tema complesso, che coinvolge materiali, processi produttivi, prestazioni, costi e durata del prodotto. Proprio per questo non ci siamo limitati a una lettura puntuale del singolo articolo, ma abbiamo cercato di osservare anche la visione complessiva dell’azienda e l’attenzione reale che dimostra verso questi aspetti.

L’obiettivo non è creare una distinzione rigida tra chi è già strutturato e chi è all’inizio di questo percorso, ma stimolare una riflessione condivisa e positiva, destinata a diventare sempre più centrale nel tempo».

Come viene fatta la selezione dei prodotti e come è composta la giuria?

«La giuria ha avviato una selezione particolarmente rigorosa, che considero un segnale di qualità e di attenzione verso il valore dei prodotti premiati. Il livello delle candidature è stato elevato e questo ha richiesto un lavoro di valutazione approfondito, basato su criteri chiari e condivisi.

Il valore dei Prowinter Award sta anche nella pluralità delle competenze presenti in giuria: esperti di prodotto, professionisti che operano sul campo e rappresentanti del mondo retail. Questo permette di leggere il prodotto in modo completo, tenendo insieme progetto, funzione e reale utilizzo».

Il design riveste un ruolo importante nei prodotti del mondo outdoor, sia sotto l'aspetto funzionale che sotto quello del look puro. Sulla base di quali principi valutate questo aspetto?

«L’outdoor è, per sua natura, il mondo del design funzionale: la forma nasce dalla funzione. Allo stesso tempo è evidente che oggi una parte crescente di consumatori, anche nei negozi specialistici, è molto attenta all’estetica, alle proporzioni e al linguaggio visivo dei prodotti.

Questo non significa mettere in secondo piano la tecnica, che resta imprescindibile, ma riconoscere che il mercato si sta evolvendo. I produttori di prodotti tecnici sono chiamati sempre più a dialogare anche con questi nuovi codici, mantenendo però intatta la qualità progettuale. In questo senso il design diventa un elemento di sintesi tra funzione, identità e vendibilità».

E l'aspetto prestazionale?

«Parliamo di prodotti destinati ad ambienti dove la prestazione è fondamentale. Allo stesso tempo credo che, come è successo per la sostenibilità, anche il concetto di performance sia stato talvolta semplificato nella comunicazione.

La vera prestazione è quella che risponde a un’esigenza reale, che funziona nel tempo e che nasce da un progetto coerente. Non è solo una questione di spingere il limite tecnico, ma di offrire soluzioni affidabili, comprensibili e realmente utilizzabili sul campo».

Dove ci sono gli esempi più interessanti di design e innovazione in questo momento?

«Gli esempi più interessanti di innovazione emergono spesso dove il design è chiamato a risolvere problemi concreti: ergonomia, protezione, integrazione di materiali avanzati, sistemi che migliorano l’esperienza dell’utente in modo reale.

È in questi ambiti che il design esprime il suo valore più autentico, traducendo complessità tecnica in funzionalità, semplicità d’uso e affidabilità nel tempo».

Prowinter Award


Un’altra traversata delle Alpi con gli sci

Thomas Séramour è partito dall’Austria il 31 dicembre: direzione Mentone, in Costa Azzurra

Si chiama Thomas Séramour, è un accompagnatore di montagna francese e lo scorso 31 dicembre è partito da Losenheim, in Austria, per la traversata delle Alpi in compagnia della collega Elisa. Punto d’arrivo: Mentone, in Costa Azzurra.

I numeri? 1.650 km e 120.000 m D+. Thomas, che secondo gli ultimi aggiornamenti è arrivato all'ottava tappa, a Eisenert, prevede 22 notti in tenda, 44 in bivacco, 8 in rifugio e 22 a valle. Peso medio dello zaino: 18 kg. Séramour non è nuovo imprese simili: nell’estate 2020 ha attraversato a piedi le Alpi, dal Lago di Ginevra a Nizza, per un totale di 580 km e 34.000 m D+.

Nel 2018 Bernhard Hug, David Wallmann, Philipp Reiter e Janelle e Mark Smiley avevano realizzato la traversata da Vienna a Nizza (Red Bull Der Lange Weg, 1.721 km e 90.000 m D+) in 36 giorni, sulle tracce del team austriaco del 1971 composto da Robert Kittl, Klaus Hoi, Hansjörg Farbmacher e Hans Mariacher. La versione italiana della traversata, da Tarvisio al Col di Nava, per un totale di 1.700 km e 136.000 m D+, è stata portata a termine nel 1956 dal gruppo formato da Fortunato Donini (alternatosi ad Alberto Righini, fermato da un congelamento), Catullo e Bruno Detassis e da quello di Walter Bonatti, Luigi Dematteis, Alfredo Guy e Lorenzo Longo. I due gruppi erano partiti separatamente per poi firmare un accordo per proseguire insieme fino al Col di Nava, pur mantenendo autonomi i due team.

© Thomas Séramour


Regali di Natale: RAB Microlight Jacket

Si cerca sempre di più il capo versatile, da usare per le nostre passioni outdoor, ma anche in viaggio e, perché no, in città. Microlight Jacket di RAB è una giacca in piuma leggera (407 g) da usare ogni giorno, che si stia andando in falesia, in vetta o ovunque nel mondo. E un'idea interessante per i regali di Natale. Indicata in particolare per arrampicata ed escursionismo, è perfetta per un utilizzo tutto l'anno e per avere un ingombro minimo, è facile da indossare a strati o da riporre nello zaino. È realizzata con micro-baffle su corpo e spalle, mentre i baffle nano più piccoli sotto le braccia migliorano la traspirabilità. Imbottita in piuma e rifinita con tessuto esterno in nylon riciclato Pertex Quantum (è riciclata anche la fodera in poliammide), è leggera, traspirante, calda e antivento. Tra le feature, collo alto per proteggersi dal vento in cresta e tre tasche con zip per tenere gli oggetti essenziali sempre a portata di mano. L'isolamento è in piuma riciclata 700 fill-power con trattamento idrofobico Nikwax (resistente all’acqua).

 

Caratteristiche tecniche:

• I tessuti in nylon ripstop Pertex® Quantum sono morbidi e comprimibili
• Costruzione a baffle micro e nano differenziati, tramite cuciture passanti
• Colletto aderente imbottito in piuma
• Tasche per le mani con zip YKK® e ampia tasca sul petto con zip
• Polsini elasticizzati internamente e orlo regolabile con cordino
• Isolamento: piuma riciclata 700 fill-power con trattamento idrofobico Nikwax (resistente all’acqua) — 134 g nella taglia L
• SS23 – colore Light Khaki: tutte le tirette delle zip saranno aggiornate al colore Sahara. Anche il logo Rab e le piume verranno aggiornati allo stesso colore
• Vestibilità: Regular
• Lunghezza centro schiena (taglia L): 76 cm / 30 pollici
• Tessuto principale: nylon riciclato 30D Pertex Quantum, 50 g/m², con DWR
• Composizione: 100% poliammide riciclata esterna, con fodera 100% poliammide riciclata
• Fodera: nylon riciclato 20D, 38 g/m²
• Peso: 407 g

 

Fondata nel 1981 nel cuore delle spedizioni alpinistiche britanniche, Rab è oggi riconosciuta a livello internazionale per la qualità, l’innovazione tecnica e un approccio responsabile alla produzione. Ogni prodotto è creato per resistere agli ambienti più estremi, con una cura dei dettagli che nasce dall’esperienza reale di chi la montagna la vive ogni giorno.

Alla base ci sono anche valori come la sostenibilità e la trasparenza. Rab continua a innovare con progetti come le Material Facts, schede che raccontano in modo chiaro l’impatto ambientale di ogni prodotto impegnandosi a diffondere questa consapevolezza e promuovendo una cultura dell’outdoor più responsabile. La montagna è fatta di legami forti, di fiducia e di visione e il claim The Mountain People contiene tutte queste caratteristiche.

rab.equipment


Alpe Adria Trail - il Carso Triestino d’autunno

© Elisa Bessega

 

Da Duino a Muggia a passo di trekking

La stagione fredda, sul Carso, ha un modo di proporsi tutto suo: temperature miti, luce radente libera da grandi ostacoli e sentieri poco affollati. Non servono voli intercontinentali o programmi complicati per scoprire territori autentici: bastano un paio di amiche, quattro giorni liberi, uno zaino leggero e il sentiero giusto al momento giusto. Abbiamo seguito l’Alpe Adria Trail dal Golfo di Trieste a Muggia passando per il Carso, e abbiamo scoperto quanto questo tratto sia perfetto proprio fuori stagione: logistica semplice, distanze gestibili, paesaggi che cambiano rapidamente. Un piccolo viaggio d’autunno, quando il sommaco accende tutto di rosso e colli e coste si svuotano di rumore.

Dal ghiacciaio al mare

L’Alpe Adria Trail è un percorso di lunga percorrenza che collega Austria, Slovenia e Italia attraverso 43 tappe di media distanza per un totale di 750 km. Non è un trekking estremo e non richiede preparazioni particolari: la sua filosofia è quella del valorizzare il territorio attraverso tappe godibili e ben segnalate, facilmente collegate a paesi o punti di accesso ai servizi. I camminatori scelgono di affrontarne una sezione alla volta, molti tornano ogni anno a completarne un tratto diverso, i pochissimi più avventurosi lo tentano nella sua interezza

La sezione che va da Duino a Muggia è quella finale del percorso, una delle più accessibili e più godibili anche d’inverno, quando il territorio si mostra nella sua versione più autentica.

Duino – Prosecco

Partiamo da Duino con il Castello che sorveglia il golfo, il Sentiero Rilke a picco sopra le falesie e le prime folate di Bora che portano il profumo del mare prima ancora che lo si veda. È uno di quei tratti estremamente panoramici che conosci già dalle foto, ma dal vivo ha tutt’altra profondità. In autunno, fuori stagione, ci muoviamo con calma, approfittando dei punti in cui la vegetazione si apre e la costa si mostra intera, da Grado all’Istria.

Prima di arrivare a Prosecco ci concediamo una breve deviazione in un’osmiza, uno di quei locali tipici dell’altipiano del Carso. Qui non si cercano piatti ricercati: uova sode, formaggi, affettati, vino della casa. Una sosta essenziale e autentica, perfetta per spezzare la giornata.

Prosecco – Lipica

Da Prosecco si imbocca la Napoleonica, uno dei tratti più riconoscibili del Carso triestino. Non serve cercare punti panoramici: il ciglione offre una vista costante su Trieste e sul golfo mentre si cammina tra runner, qualche bici e gli arrampicatori appesi alle pareti di roccia sopra la strada.

Basovizza approfittiamo di un’apertura straordinaria per visitare il centro didattico naturalistico, punto di riferimento culturale della zona – al momento chiuso stabilmente ma meritevole di una sosta quando riaprirà. Da qui si entra in una porzione di Carso più boscosa fra un piccolo paese e l’altro. Qui la camminata diventa più regolare e si presta bene alle pause gastronomiche: la carsolina, il kranz, i dolci delle panetterie locali.

Lipica – Bagnoli – Val Rosandra

L’area di Lipica introduce una dimensione diversa: prati ampi, spazi aperti, un paesaggio più disteso. È un buon punto per iniziare la giornata, con luce piena già dal mattino. Poco dopo, il sentiero entra nella Val Rosandra, che cambia completamente registro. Una lunga e ampia gola solcata dal torrente Rosandra a fondo valle. Il sentiero percorre inizialmente il versante destro lungo i resti dell’antico acquedotto romano, attraverso gallerie e porzioni di antiche murature, forse la parte più interessante dal punto di vista paesaggistico e fotografico. Si scende poi verso il fondovalle, per risalire in costa il versante opposto lungo un sentiero più tecnico ma mai faticoso, che termina nel piccolo paesino di Bagnoli della Rosandra.

Bagnoli della Rosandra – Muggia

L’ultima tappa ha un carattere diverso: più urbano ma comunque interessante dal punto di vista del passaggio progressivo dal Carso al mare. A Muggia, il centro storico si sviluppa attorno al porticciolo, con viuzze pedonali e architetture di impronta veneziana. Una breve visita alla Casa Museo Beethoveniana aggiunge una nota culturale prima della sosta finale: un bicchiere di vino e qualche cicchetto in riva al mare.

Per rientrare a Trieste utilizziamo il traghetto Delfino Verde. Pochi minuti di navigazione permettono di guardare dall’acqua la dorsale costiera attraversata nei giorni precedenti: una sintesi visiva spettacolare con le ultime luci del tramonto, perfetta per chiudere il nostro breve viaggio. Un percorso facile, con il mare da un lato e il Carso dall’altro, che forse nei mesi freddi mostra la sua forma più nitida e autentica.

 

 

 

Centro prenotazioni Alpe Adria Trail in Friuli Venezia Giulia
Consorzio del Tarvisiano
Tel.: +39 0428 2392
E-mail: consorzio@tarvisiano.org

 

 


L’Italia si candida a capitale delle fiere Outdoor

A tu per tu con Geraldine Coccagna, brand manager di Prowinter

La fiera Prowinter, in programma dall’11 al 13 gennaio a Bolzano, si candida sempre più a evento invernale b2b di riferimento per il mondo dell’outdoor. Un’esposizione che, dopo 26 edizioni, si trova in una posizione privilegiata nel panorama fieristico europeo di settore, mentre altri eventi hanno subito trasformazioni profonde e sono in difficoltà. «Abbiamo sempre cercato di essere concreti nell’offerta: costi abbordabili, un target molto definito, legato alla montagna, e soprattutto abbiamo sempre dialogato con le aziende. Anche il cambio di data di qualche anno fa è il frutto della collaborazione con le principali aziende espositrici, fino a ora siamo riusciti a interpretare bene le esigenze dei marchi» esordisce Geraldine Coccagna, brand manager dell’evento di Bolzano, con la quale abbiamo fatto il punto sulle principali novità e i trend.

C’è qualche mercato europeo su cui puntate di più?

«Abbiamo puntato sulle aree vicine di lingua tedesca, Austria e Germania soprattutto, poi la Scandinavia, che si è sempre mossa per venire a ISPO e ora ha scelto Prowinter come fiera di riferimento. Crediamo anche nei Paesi dell’Est: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia. Sono già clienti importanti per le nostre località sciistiche e ci sono diversi marchi del settore, però non hanno una fiera di riferimento».

Anche nel 2026 riproporrete i Test Days di Carezza. Cosa avete imparato dall’esperienza di questi anni e quali novità ci sono?

«Le decisioni strategiche le sta prendendo il Pool Sci Italia. Nella prima edizione avevamo inserito anche lo scialpinismo, ma le aziende che hanno esposto hanno segnalato che in tre giorni il programma era troppo intenso e i negozianti coinvolti erano interessati prevalentemente ai prodotti da pista. Dall’anno scorso, concentrandosi solo sugli sci da pista, si è lavorato meglio e la risposta dei negozianti è stata positiva. Avere i test e la fiera insieme ha richiesto un impegno da parte dei punti vendita, però  in pochi giorni hanno avuto la possibilità di concentrare tutte le attività».

Dall’anno scorso avete aperto all’outdoor. Quanto incide sulla crescita della fiera questo segmento?

«Già l’anno scorso la collaborazione con l’Italian Outdoor Group è stata molto utile. Da questa edizione apriremo per la prima volta anche un secondo padiglione interamente dedicato all’outdoor con 90 espositori (130 nel settore dedicato allo sci in pista). Possiamo dire che il 40% della fiera è già legata al mondo outdoor. Aprendo il secondo padiglione abbiamo registrato un aumento di 50 espositori rispetto all’anno scorso. Il 30% di tutti gli espositori presenti sono stranieri».

Siete nati come fiera del noleggio, qual è lo stato di salute del segmento in Italia?

«Con il nostro osservatorio Prowinter Lab abbiamo un rapporto diretto con il settore: c’è sempre più qualità. Il numero dei noleggi, soprattutto dopo la pandemia, è diminuito, però molti negozi hanno fatto un salto nella digitalizzazione e nella qualità dei prodotti e dell’esperienza proposta. Credo che in futuro ci sarà sempre più polarizzazione attorno alle strutture più grandi e qualitative, è un’evoluzione normale del mercato. Quello italiano è cresciuto e si è avvicinato ai più maturi, come la Francia, anche grazie alla sempre maggiore presenza di turisti in arrivo da lontano, in aereo, nelle località sciistiche».

Vedete qualche attività più in salute e altre in difficoltà tra gli sport outdoor invernali?

«Lo sci alpino tiene, lo scialpinismo ha avuto un trend positivo e un boom con la pandemia, poi la crescita si è arrestata per effetto di questo grande boom, ma i numeri sono sempre importanti ed è una realtà dinamica. Lo snowboard è stabile, forse in leggera crescita: anche in questo caso c’è stato un boom con il Covid, che ha cannibalizzato la crescita negli anni successivi. Lo sci di fondo ha una presenza costante in fiera».

Il mondo cambia in modo sempre più veloce, come sarà il panorama fieristico outdoor tra cinque anni?

«Come non so, dove sarà, in Italia. Ci candidiamo a capitale dell’outdoor grazie alla fiera Outdoor di Riva del Garda, che ha appena fatto un accordo con l’European Outdoor Group per diventare la fiera di riferimento estiva. Noi abbiamo il pieno supporto dell’Italian Outdoor Group e dei marchi scandinavi, ma abbiamo contatti con diversi altri outdoor group nazionali. Non crediamo che Amsterdam, nuova sede di ISPO dal 2026, potrà diventare facilmente un riferimento per il panorama degli sport invernali. È importante fare sistema, per fortuna con gli organizzatori degli Orbdays di Riva abbiamo una bella collaborazione, ma anche con il Pool Sci Italia e le organizzazioni nazionali, noi ci crediamo».

 

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SkiAlpXperience, l'evento non evento

Gite tra Valle d'Aosta e Valle Maira, una targhetta in vetta, un selfie, un hashtag e un contest in app.

La nuova moda con sci e pelli ai piedi che è stata premiata anche da Legambiente

La montagna non ha bisogno di un altro evento con l’arco gonfiabile alla partenza. SkiAlpXperience l’ha capito e ha fatto il contrario: una targhetta in vetta, un selfie, un hashtag. Fine. Tutto il resto è neve, fiato e linee da scegliere senza nessuno che ti dica quando partire o come arrivare.

Nato nel 2021 in Valgrisenche, in pochi anni è diventato un format che funziona proprio perché non pretende niente. Sali quando vuoi, con quello che vuoi, (sci, split, ciaspole o piedi) scatti la foto e la pubblichi con #skialpxperience. Nessuna gara, nessuna classifica, nessuna ansia da prestazione. Solo il piacere di muoversi. Ed è bastato questo per trasformare una semplice idea in un linguaggio comune per migliaia di skialper.

Oggi l’evento coinvolge nove località valdostane, da Rhêmes a Bionaz, da La Thuile a Valsavarenche, passando per La Salle, Ollomont, Saint-Pierre e Aymavilles. E nel 2026 fa un salto oltre confine, conquistando la Valle Maira. Una delle culle più selvagge dello scialpinismo piemontese, perfetta per un progetto che vive di silenzi, spazi e tracce pulite. Gli itinerari occitani si aggiungono a quelli valdostani dando al format un sapore ancora più crudo e autentico.

Per l’edizione 2026 entra in gioco anche Niva, scelta come piattaforma ufficiale del progetto: uno strumento leggero che permette di consultare gli itinerari, incrociare altri partecipanti, condividere informazioni sulle condizioni e tenere traccia delle salite fatte durante la stagione, senza snaturare lo spirito libero dell’iniziativa. L’app è gratuita e al suo interno sono già caricate le tracce di tutti gli itinerari di Skialp Xperience. Insieme alla traccia gpx scaricabile si trova anche una descrizione dell’itinerario e una legenda con difficoltà, dislivello e altri dati tecnici. L’app serve anche per iscriversi al contest e segnalare tutti gli itinerari che si sono percorsi durante l’inverno. In più offre una chat della community di Skialp Xperience nella quale si possono trovare info su condizioni, meteo e neve.

I numeri spiegano meglio di qualsiasi slogan perché SkiAlp Xperience continua a crescere: oltre 800.000 interazioni social, 80.000 profili coinvolti, più di 367.000 visualizzazioni della gallery, 4.000 visite al sito e circa 150 iscritti a stagione. E tutto questo mantenendo un’impostazione minimal, sostenibile, quasi artigianale. Non a caso, nel 2021 l’iniziativa ha ricevuto la Bandiera Verde di Legambiente come buona pratica per la montagna.

SkiAlp Xperience resta così. Un pretesto intelligente per uscire di casa e salire una montagna. Una targhetta alla volta. E un promemoria semplice. La bellezza della neve non ha bisogno di un podio. Solo di qualcuno che abbia voglia di andarci.


Prowinter diventa sempre più internazionale

Appuntamento a Fiera Bolzano dall’11 al 13 gennaio. Ci sarà anche lo Scandinavian Village.

 

La fiera Prowinter di Bolzano è diventata l’appuntamento B2B di riferimento per il mondo dell’outdoor e degli sport invernali. L’appuntamento per il 2026 è a Fiera Bolzano da domenica 11 a martedì 13 gennaio (ventiseiesima edizione) con un format rinnovato, sempre più internazionale.

Tra le novità, l’apertura di un intero padiglione, che ospiterà lo Scandinavian Village, accanto all’Italian Outdoor Village. Un simbolo concreto dell’incontro tra Nord e Sud dell’Europa, dove le eccellenze internazionali del settore potranno confrontarsi in un unico momento e spazio.

Tra le altre novità del 2026 anche la partecipazione di numerosi marchi internazionali che esporranno direttamente con le proprie sedi centrali, e non più solo attraverso distributori o rivenditori italiani. Stöckli, Kästle, Ziener, Reusch, Hestra e Montura sono solo alcuni dei nomi che hanno già confermato la propria presenza con stand ampliati e team europei, rafforzando così l’identità sempre più globale di Prowinter. Una scelta che rende la fiera altoatesina un punto di riferimento anche per i professionisti di Germania, Austria, Scandinavia, area Benelux e Est Europa, interessati a incontrare direttamente i decision maker delle aziende.

©Marco Parisi

Un altro forte focus di questa venticinquesima edizione sarà la sostenibilità. Fiera Bolzano, già certificata EarthCheck Silver, prosegue il proprio percorso per diventare il centro espositivo più sostenibile d’Italia, integrando principi ESG in ogni fase organizzativa dell’evento. Durante Prowinter 2026, si terranno due importanti appuntamenti dedicati alla tematica nella filiera degli sport invernali: il Winter Sports Sustainability Network Meeting e lo Ski Industry Climate Summit (hosted by Atomic in collaborazione con Protect Our Winters Europe - POW e Wintersports Sustainability Network - WSN), che riuniranno aziende, esperti e istituzioni per discutere strategie e buone pratiche per il futuro del settore.

Inoltre, il Prowinter Award 2026, giunto alla quarta edizione, introdurrà per la prima volta un membro esterno della giuria dedicato alla valutazione della sostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi: un segno concreto dell’impegno verso un approccio sempre più responsabile e trasparente. Continua anche l’esperienza dei Prowinter Test Days, powered by ITASnow e organizzati da Pool Sci Italia, in programma lunedì 12 e martedì 13 gennaio a Carezza, che rimangono uno dei momenti più attesi della manifestazione, dove oltre 250 professionisti potranno provare in anteprima le novità della stagione 2026/2027.

A completare il programma, il Prowinter Party, evento aperto a tutti gli espositori e visitatori, che animerà la prima serata di manifestazione con sessioni di networking, pensate per favorire scambio e ispirazione tra aziende, professionisti e media di settore. Da evento dedicato principalmente al noleggio, Prowinter si è evoluta fino a diventare una fiera B2B di riferimento per l’intera filiera della montagna d’inverno. I ticket sono già disponibili online sul sito Prowinter.it

 


Per Vedrines, Lustenberger & co arriva l’Advanced Mountain Kit

Una collezione di 24 pezzi firmati The North Face per spedizioni e imprese al limite

Fa parte della Summit Series (che festeggia 25 anni) e si chiama Advanced Mountain Kit la nuova collezione nella collezione The North Face dedicata agli atleti élite. È una gamma di 24 pezzi tra abbigliamento, attrezzatura e calzature, pensata progettata con un’attenzione particolare a peso, vestibilità, comprimibilità e durata e si profila come il sistema tecnicamente più avanzato del brand per le spedizioni fast & light in alta quota.

Una collezione Athlete Tested, Expedition Proven visto che i prototipi sono stati utilizzati da diversi membri del team di atleti The North Face, tra cui Benjamin Védrines sul K2 e Christina Lustenberger nella prima discesa con gli sci sulla parete Sud del Mount Robson.

Kit specifico per donna

Le donne hanno da tempo infranto barriere sulle vette più alte del mondo, ma fino a oggi non avevano mai avuto un kit progettato specificamente per le loro esigenze. L’Advanced Mountain Kit è stato sviluppato in collaborazione con Christina Lustenberger e Chantel Astorga, e presenta modelli su misura e mappature termiche basate su test specifici per il corpo femminile.

Teoria del layering

Il nuovo Advanced Mountain Kit si basa su un sistema modulare di stratificazione che garantisce la massima versatilità in un’ampia gamma di attività alpine, tra cui lo scialpinismo. Gli atleti possono aggiungere o rimuovere facilmente gli strati per adattarsi ai cambiamenti climatici, mantenendo il controllo preciso su calore, protezione e mobilità anche negli ambienti più difficili.

Innovazione nei materiali

Il kit integra una serie di tecnologie proprietarie sviluppate per migliorare la resistenza senza compromettere leggerezza e comprimibilità. I filati Spectra, più resistenti dell’acciaio, garantiscono una durata eccezionale nei tessuti ultraleggeri, mentre l’isolamento Cloud Down elimina i punti freddi e offre ora una maggiore versatilità nelle versioni mid-loft.

La nuova membrana FUTURELIGHT elettrofilata garantisce impermeabilità e traspirabilità prive di PFAS, rinforzata con Spectra e Nanoreflect per una protezione e una termoregolazione senza precedenti. L’isolamento 50/50 migliora l’efficienza termica grazie a un esclusivo rivestimento in alluminio-titanio che riflette il calore corporeo, mentre il nuovo DotKnit Wool combina le proprietà naturali della lana – controllo degli odori e prestazioni termiche – con una gestione ottimale dell’umidità per il massimo comfort a contatto con la pelle.

Una collezione completa per le condizioni più estreme

La collezione da 24 pezzi copre l’intera gamma di esigenze per le spedizioni alpine più impegnative: dagli strati isolanti ultraleggeri come il Cloud Down Parka e la 50/50 Hoodie, alla protezione impermeabile dei gusci FUTURELIGHT, fino ai baselayer tecnici DotKnit Wool e all’attrezzatura da spedizione come lo zaino Summit Advanced Pack, il Duffel da 135 litri, la tenda Assault 2 e il sistema di riposo SUPERLIGHT. Non mancano gli scarponi Summit Verto FA, con chiusura BOA e due paia di fodere DotKnit™ intercambiabili permettono una regolazione ottimale della temperatura sia in ambienti freddi che caldi. Ogni elemento è stato progettato con un unico obiettivo: prestazioni ai massimi livelli negli ambienti più estremi del pianeta.

thenorthface.com/it-it

© Mathis-Dumas - The North Face


Gente di Montagna

Una new entry e tante conferme nello Scott Winter Pro Team

Chi vive la montagna ne conosce i ritmi, ne rispetta la forza, ne ascolta i segnali. Ama la natura senza reclamarla, accoglie le stagioni con umiltà e si lascia guidare ogni giorno da ciò che l’ambiente restituisce. È uno spirito libero, curioso, avventuriero. Parte da questa idea il concept dello Scott Winter Pro Team per la stagione 2025/26, al claim di Gente di Montagna.

Il team si conferma una risorsa fondamentale per Scott sia sul campo sia nella comunicazione del marchio. Nel 2026 c’è una new entry: Nicolò Bugatti, freerider. Gli altri sono Andrea Rosà, Guida alpina; Luca Truchet, freerider; Andrea Cismondi, Maestro di sci; Roberto Parisse, Maestro di sci e Gianandrea Lecco. I membri del team incarnano i valori di Scott in ogni attività sul campo e la loro presenza agli eventi organizzati dal marchio rafforza il legame con le comunità locali. Sul fronte sci, l'attenzione si concentra sulle famiglie Explorair e S.E.A. che saranno montate con attacchi di powered by ATK per garantire sicurezza, leggerezza e prestazioni. «Il Pro Team è un tassello importante all’interno della strategia marketing di Scott – afferma Nicola Gavardi Pr & Communication Manager Scott – Siamo sempre alla ricerca di persone che vivano con autenticità il nostro mondo e lo possano raccontare in modo diretto ispirando i consumatori e favorendo i contatti con la nostra rete vendita. Il Team Ambassador è un progetto di visibilità ma anche un valore aggiunto per promuovere la linea SCOTT Winter a livello B2B e B2C».

Curioso il servizio fotografico realizzato con il team presso l’agriturismo Ferdy Wild, in Val Brembana, nei colori autunnali.

 

© Stefano Vedovati


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