Vertical Sprint, Milano capitale dello skyrunning
Ieri vittoria del tedesco Dold sul grattacielo della Regione Lombardia
Ha avuto luogo ieri a Milano la quinta edizione di 'Vertical Sprint' originale corsa in salita valida come sesta prova del 'Vertical World Circuit 2011', il Campionato del Mondo che coinvolge 12 città internazionali con i loro edifici più belli e prestigiosi. 154 atleti skyrunners da 12 nazioni, si sono sfidati nell'impegnativa salita al nuovo grattacielo Palazzo Lombardia su un percorso di 39 piani e 866 gradini. Anche ques'anno il vincitore è stato il tedesco Thomas Dold, già primo nel 2008 e nel 2010; tra le donne trionfo italiano con la bravissima atleta della Valcamonica Valentina Belotti.
NUOVO RECORD - Dold ha vinto con il tempo di 3 minuti, 46 secondi e 57, nuovo primato della gara. Un tempo eccezionale se si tiene conto che l'atleta 'scala' ogni piano, di 22 gradini, in meno di 6 secondi! (5 secondi e 79' per la precisione .).
Ottimo secondo classificato il polacco Piotr Lobodzinsky (3'57'12): al terzo posto il comasco Fabio Ruga (4'04'57) che ha preceduto Alberto Gramegna (4'10'14).
Valentina Belotti ha vinto con il tempo totale di 5 minuti, 3 secondi 27 precedendo la Campionesssa del Mondo in carica Melissa Moon (5'22'80), Ivonne Martinucci (5'25'54) e Alessandra Valgoi (5'26'70); Sesta Cristina Bonacina (5'40'89). L'atleta bergamasca, che predilige percorsi e palazzi più alti, mantiene il comando della classifica generale del Campionato 2011.
IL VERTICAL WORLD TOUR - Nel Vertical World Circuit 2011 rimane al comando Thomas Dold (400 punti, 4 vittorie in 4 gare); seguono Fabio Ruga (328 punti) e Omar Bekkali (306). Nel ranking femminile al comando Cristina Bonacina (328) seguita da Valentina Belotti (200 punti, 2 vittorie in 2 gare); terzo posto Cindy Harris (178) e 4quarto per Melissa Moon (160) che dopo il risultato di oggi risale importanti posizioni.
In 5000 lungo la diga del Vajont
Nella gara più impegnativa vittoria per Andrea Frezza e Jennifer Senik
Sul tracciato di diciassette chilometri vincono Livio De Paoli e Mirella Pergola. Manuel Bratti e Manuela Moro dominato nella gara più breve.
Sono arrivati da tutta Italia per correre lungo i "percorsi" che raccontano della tragedia del Vajont. Un ricordo vissuto grazie allo sport, una corsa che con rispetto si è insinuata, prima alle pendici delle diga e dopo ne ha attraversato il coronamento.
Alle 9.15 dalla centralissima piazza di Longarone, il lungo serpentone variopinto composto da atleti, famiglie, cani al guinzaglio, nonni e amici, ha iniziato a salire lungo i sentieri, aperti per l'occasione dall'Enel, che li avrebbero portati dinnanzi alle pareti della Diga. Ognuno con il proprio ritmo, ognuno cercando di evocare i ricordi che sono legati a quei luoghi.
Gli agonisti in lizza per la vittoria finale avevano già scoperto le carte in tavola e hanno corso secondo un preciso progetto. Manuel Bratti insieme a Giuliano De Biasi ha preso il largo nel percorso più breve. Manuela Moro, in grande spolvero, battagliava per la quinta posizione assoluta, lasciando a Monia Capelli e ad Angela De Poi la conquista della seconda piazza. Nel tracciato intermedio Livio De Paoli e Rinaldo Segat hanno corso molti tratti spalla a spalla. solo nelle discese De Paoli riusciva a staccare il bellunese del gruppo Castionese.
Nella gara più lunga Andrea Frezza è stato sempre al comando inseguito da Luciano De Lazzer e poco più dietro da Renato Camillo. Paola Dal Mas, nella competizione rosa, si è dovuta guardare le spalle dalla friulana Jennifer Senik. Nadia De Francesch ha corso cercando di mantenere la terza posizione.
Ma le altre migliaia di persone nel frattempo come hanno vissuto la "gara"? Correre o semplicemente camminare era l'ultimo dei loro pensieri, correre o camminare era il mezzo più semplice per ricordare e per vedere il Vajont, entrando in alcuni luoghi normalmente vietati al pubblico. Per una volta il guardarsi intorno è stato più forte del guardare dove mettere i piedi.
Tornado alla cronaca della gara, Andrea Frezza ha vinto i "venticinque chilometri" con il tempo di 1.46.55, alle sue spalle si è classificato Luciano De Lazzer del Giro delle Mura, mentre Renato Camillo è salito sul terzo gradino del podio con 1.49.57. Nella gara femminile la Senik, ha conquistato la prima posizione grazie alle sue preziose doti da discesista, relegando al secondo posto la Dal Mas. La friulana dell'Aldo Moro Paluzza ha tagliato il traguardo con il tempo di 1.57.43. In terza posizione si conferma Nadia De Francesch.
Livio De Paoli e Rinaldo Segat si giocano la vittoria della gara intermedia sino a un chilometro e mezzo dall'arrivo quando De Paoli inserisce il turbo e chiude i diciassette chilometri con il tempo di 1.08.02. Segat è secondo mentre Alessandro Tibolla è terzo.
Tra le donne Mirella Pergola conferma la prima posizione davanti ad Alice Perenzin e a Deborah Entilli. La prima ferma il cronometro in 1.23.21.
Nel percorso più breve Bratti chiude in prima posizione con il tempo di 35.38, alle sue spalle Giuliano De Biasi e Riccardo Ebo.
Manuela Moro vince davanti a Monia Capelli con il tempo di 40.40. La Capelli accusa un ritardo di oltre un minuto. Sale sul terzo gradino del podio Angela De Poi.
Trail degli Eroi, 46 chilometri immersi nella storia
250 atleti si sfideranno domenica prossima sul Monte Grappa
Domenica prossima si correrà la prima edizione del Trail degli Eroi, i duecentocinquanta partecipanti già accreditati partiranno dal ristorante Antica Abazzia nel comune di Borso del Grappa, per attraversare in poche ore quasi tutti i comuni del comprensorio del Brenta. Una gara di 46,5 chilometri affrontati in autosufficienza e 2900 metri di dislivello positivo che porterà i concorrenti a vivere la storia. L'itinerario segue tutti i principali crinali della Cima Grappa ricalcando, dove possibile, i tratti di trincea della Grande Guerra e l'alta via degli Eroi. Un percorso che toglie il fiato nato da un'idea di un gruppo di corridori locali coordinati da Lorenzo Doris, sarà lui a spiegarci tutto o quasi, di questa incredibile avventura.
Qual è il significato del "Trail degli Eroi"?
E' la voglia di commemorare e di ricordare, in modo diverso, forse meno celebrativo, ma sicuramente non meno toccante, migliaia di padri e figli, di molte nazionalità, che hanno perso la vita per quello che oggi chiamiamo Italia, ma più genericamente per il suolo dove in pace riusciamo a vivere. Non voglio abusare del termine Eroi, ma gli atleti che negli ultimi chilometri della gara correranno tra le trincee, affaticati dai precedenti quaranta chilometri, immersi nel silenzio più totale, potranno capire.
Come nasce l'idea?
Corro Trail da undici anni. Ne ho corsi moltissimi in Italia e all'estero, la mia zona di allenamento è stato sempre il Massiccio del Grappa ed il territorio Bassanese. Il Grappa ha un terreno di "gioco" che molte gare rinomate si sognano! Il terreno di corsa è ideale, i sentieri CAI, i paesaggi ariosi, la flora, la fauna, ma soprattutto la storia. Già, qui corriamo nella Storia! Il fatto di realizzare un Trail in questo territorio è quasi venuto da sé. Il 5 ottobre dello scroso anno da un manipolo di appassionati e di amici si è corsa l'edizione numero zero.
In che modo si unisce la Sacralità del Monte Grappa con un evento sportivo?
Perché il Trail Running è un evento sportivo sui generis. Concettualmente Trail Running significa correre nella Natura. Il popolo dei trailers ha nel dna la tipica filosofia dell'escursionista, ama il paesaggio ed essere immerso nella natura, però adora correre. Potrà sembrare strano, ma anche il silenzio e la solitudine sono elementi caratterizzanti di questo sport. Siamo di fronte a persone-atleti che sanno apprezzare dove si trovano e ne partecipano intimamente ed esternamente. L'agonismo non è dominante. Certo, i top runners puntano alla vittoria, ma anche tra loro non è difficile vedere a volte qualcuno che estrae una macchinetta fotografica e immortala il momento. In quale altro sport l'ultimo concorrente è premiato, nel Trail viene festeggiato ed applaudito! Vedrete che sulla scalinata dell'Ossario qualcuno sarà emozionato e commosso! Quale unione più indicata tra sacralità e sport.
Da cosa si caratterizza il Trail degli Eroi?
Sono tre gli elementi su cui abbiamo fortemente lavorato. Il primo: dare visibilità a una montagna e a un territorio ricco di sport, cultura, storia, gastronomia, e accoglienza. Speriamo che questi aspetti si possano cogliere da tanti particolari: la volontà di avere gli amici atleti già da sabato, il pacco gara sarà ricco di prodotti locali, attraversare le zone di lancio dei parapendii e quella del free climbing.
Il secondo: creare una gara "socialmente responsabile ed eco-compatibile". Ad esempio le frecce che indicano la via da seguire sono state realizzate da una Cooperativa d'inserimento al lavoro di persone disagiate, le medaglie dei classificati sono state prodotte dal popolo Profugo Saharawi (Algeria). Inoltre il numero di atleti in corsa è di basso impatto per una montagna così vasta. Il nostro trail aderisce alla campagna "Io Non Getto Rifiuti" (che comporta, nel caso, l'immediata squalifica). Per questo motivo, i concorrenti usufruiranno di "ecotazze", e sia i piatti sia i bicchieri sono di materiale biodegradabile.
Il terzo: abbiamo voluto realizzare una gara che per chilometraggio, dislivello e tempo massimo concesso sia il primo passo per tutti coloro (corridori di strada, maratoneti) che vogliano avvicinarsi e tentare la prima esperienza di Trail Running. Nello stesso tempo il Trail degli Eroi è una gara "severa" che può inserirsi nel panorama nazionale delle gare importanti.
Quante persone 'lavorano' per la riuscita della manifestazione?
Aggiungerei anche da quanto tempo. L'edizione 'zero' è stata corsa da un manipolo 'test' un anno fa. Ed era già da un paio di mesi che si lavorava per trovare il percorso migliore. Da quel giorno non si è più smesso! Oggi abbiamo un Comitato Organizzatore formato da nove persone, ognuna con il suo ruolo e responsabilità. Lungo il tracciato ci saranno circa sessanta volontari, mentre la zona di partenza e arrivo sarà presidiata da trenta persone. Mi piacerebbe citarli uno ad uno, perché le cose riescono bene solo se tutti ci mettono, anche poco, ma un po' del suo. Questo è il Trail degli Eroi: un grande gruppo di persone.
Quali sono le istituzioni/associazioni volontaristiche che collaborano nel progetto?
Sono orgoglioso nel dire che nessuno ci ha messo i "bastoni tra le ruote". Il territorio nel suo insieme, è stato da subito ricettivo e collaborativo, dalla Regione Veneto, alle Provincie di Vicenza e Treviso, ai Comuni di Romano e Borso, dal Consorzio Turistico Vivere il Grappa, ai Gruppi di Soccorso Alpino Pedemontana, Protezione Civile, Associazione Alpini Semonzo.
Inoltre anche gli sponsor hanno creduto nella valenza del nostro Trail, Scarpa, Montura, Alpstation, Frescolat, Finleal, Dopla, Pasta Sgambaro, e l'Antica Abbazia ci sono stati vicino sin da subito. In particolar modo una rete di amici e persone entusiaste del progetto che si sono messe a disposizione per risolvere i molteplici problemi che inevitabilmente sorgono in continuazione. Mi spiace ripetermi, ma questo è un evento corale.
Follador si aggiudica la Vertical Peniola di Moena
Nadia Scola ha la meglio su Rizzi e Benedetti
Un successo questa prima prova del "La Sportiva Vertical Trophy" con ben 105 concorrenti, che di fatto premiano la formula di correre il sabato pomeriggio. Clima di stampo estivo più che autunnale, percorso molto tecnico e nervoso con ben 1100 metri di dislivello. Follador vince con autorità, la sua vittoria non è mai stata in discussione, ha condotto una gara magistrale chiudendo in progressione e stabilendo il nuovo record del percorso. Al secondo posto un sempre più convincente Facchinelli che precede Pierantoni il quale, con un gran finale, soffia la terza posizione a Trettel quando già pregustava il podio. Scialpinisti in gran spolvero quindi, mentre per motivi di lavoro non ha potuto essere al via l'annunciato Urban Zemmer.
In campo femminile la mamma volante Nadia Scola ha la meglio sulla Rizzi e su una sorprendente Benedetti protagonista di un gran finale di stagione.
Un ringraziamento doveroso alla sezione Sat di Moena, i volontari, il Soccorso Alpino ed i Bogn da Nia per il cronometraggio. Si pensa già alle seconda prova di questo challenge, con l'appuntamento di sabato prossimo in quel di Soraga con la Ciock Vedeler, partenza confermata alle ore 14.
Classifica maschile
1. Follador Alessandro 40.41
2. Facchinelli Marco 41.18
3. Pierantoni Davide 41.48
4. Trettel Thomas 42.01
5. Zulian Ivo 43.30
6. Genuin Gianluca 44.00
7. Stainacher Dario 44.24
8. Varesco Christian 45.38
9. Guadagnini Aldo 45.58
10. Girardi Ettore 46.11
Classifica femminile
1. Scola Nadia 52.09
2. Rizzi Michela 56.31
3. Benedetti Elisabeth 56.49
4. Zanon Sabrina 58.15
5. Zulian Margit 1h.00.25
Sky Running Xtreme A Limone sul Garda
Una nuova manifestazione “estremamente” dura e panoramica
Domenica 16 ottobre a Limone sul Garda (BS) si terrà l’attesa Sky Running Xtreme 2011, una manifestazione di gran classe che si annuncia tanto tecnica quanto panoramica svolgendosi il percorso, (22,5 km per circa 2300 metri di dislivello complessivo) studiato dall’Asd Limonese, sulle montagne che si affacciano direttamente sul lago, così consentendo scorci unici in un ambiente di tipologia dolomitica, come ha, senza mezzi termini, riconosciuto il tester Paolo Larger nei giorni scorsi. La partenza è fissata alle 9.00 da Limone, nota località turistica a 60 m. slm. Da qui si scaldano i muscoli sul lungolago cittadino proseguendo per 2 km, una parentesi pianeggiante decisamente necessaria per affrontare l’impegnativa parte del percorso che segue. Dopo la “passerella” sul lungolago il percorso si snoda interamente su vie montane, dopo Sopino si costeggia il Sentiero del Sole e si imbocca il sentiero 122 salendo fino a Malga Palaer e, quindi, a Monte Palaer (1075 m). Superati i 1.157 metri di Passo Rocchetta c’è una tregua per le gambe, dopo aver toccato i 1.270 metri di altitudine si scende leggermente fino a Passo Guil. La “pausa” è breve, infatti il tracciato torna subito a puntare in alto nel vero senso della parola, con la suggestiva salita fino a Monte Carone, punto più alto della gara con i suoi 1.600 metri/slm.. La Sky Running Xtreme propone ora continui cambi di ritmo su saliscendi “nervosi”, passando per Bocca dei Fortini, Monte Traversole, e poi giù verso Corna Vecchia e Dalco, da dove si scende verso Limone su un sentiero tecnico e dal sapore “dolomitico”.
In contemporanea alla gara di skyrunning si terrà anche la Bike Xtreme, gara di mountain bike. Le due competizioni saranno accomunate non solo dall’identica partenza-arrivo a Limone e da passaggi comuni in alcune zone della splendida Val di Ledro, ma anche dalla Combined Race, una speciale classifica che somma i tempi delle due diverse discipline. Ogni skyrunner avrà anche la possibilità di scegliere un compagno di team tra i partecipanti alla corsa di mtb, iscrivendo la “coppia” presso l’ufficio gare nella mattinata della competizione.
Ma non è tutto, la sera prima della gara, oltre al consueto Briefing, serata con Roberto Ghidoni il quale racconterà le sue avventure in Alaska.
Vertical Peniola con Urban Zemmer
Al via il circuito autunnale La Sportiva Vertical Trophy
Sabato 24 settembre andrà in scena il 'Vertical Peniola', primo appuntamento del nuovo circuito La Sportiva Vertical Trophy.
Si tratta di quattro gare di pura salita, con dislivelli tra i 600 e i 1100 metri, che saranno disputate il sabato pomeriggio nelle valli di Fiemme e Fassa, in Trentino. Un circuito rivolto ai puri grimpeur, ma sono attesi alla partenza molti scialpinisti desiderosi di 'sgasare' in attesa della prima neve, anche se in questi giorni ha già fatto la sua comparsa sulle cime più alte.
Ecco gli appuntamenti: sabato 24 settembre la Vertical Peniola, sabato 1 ottobre la Ciok Vedeler, l’8 ottobre la Scaldagambe a Stava e chiusura del circuito con la Costolina a Ziano di Fiemme.
Sabato dunque a Moena andrà in scena la gara di apertura: la partenza è fissata alle 14 in Piaz de Sotegrava (apertura ufficio gare dalle 12,30, non sono ammesse iscrizioni il giorno della gara), si percorre l’impegnativo sentiero 521 fino alla cima Sass da Ciamp (219 0m) con sviluppo totale di 5,5 km e dislivello positivo di 1100 metri. L’organizzazione consiglia l’uso dei bastoncini e segnala che il rientro avverrà per lo stesso percorso; attenzione, non è previsto il trasporto degli indumenti all’arrivo pertanto si consiglia di attrezzarsi, data la quota. A seguire cena e premiazioni all’Hotel Deville.
E con questa fanno 4
Kilian vince anche in Sud Africa
Il suo progetto di vincere 5 gare in 5 continenti nel corso della stagione estiva si sta concretizzando. Il 17 settembre in Sud Africa si è aggiudicato il Table Mountain Challenge una skyrunning di 37 km con un dislivello di 1650 metri. Al via 800 runners per quella che in Sud Africa è considerata la gara di corsa in montagna più importante. I primi 10 km del tracciato sono stati molto veloci, praticamente in piano, corsi su strada sterrata. Nella parte centrale di gara invece il percorso si è fatto più tecnico, con molti cambi di pendenza su terreno pietroso e molto accidentato, una vera skyrunning con 1000 metri di dislivello racchiusi in pochi km. Poi alla fine è rimasta solo la discesa non particolarmente tecnica che ha permesso di godere dei fantastici scorci sull'Oceano Atlantico.
5 MINUTI DI VANTAGGIO - Kilian ha stabilito il record della gara fermando il cronometro su 3h41'47" distaccando di 5' Greg Vollet e di 8' Allen Ben. Kilian racconta che i primi 10 km sono stati velocissimi con ritmi forsennati, tenendo il gruppo di testa formato da 4 atleti. Ha fatto la differenza nella parte tecnica, dove è riuscito a guadagnare un buon margine che ha gestito sino sul traguardo. Temeva di non aver smaltito le fatiche dell'Utmb ed invece afferma di aver avuto ottime sensazioni ed è fiducioso per il proseguo della stagione.
OBIETTIVO KINABALU - Manca ora solo la tappa in Asia per raggiungere l'obiettivo di vincere 5 gare in 5 continenti diversi; ricordiamo infatti le vittorie in Australia alla The North Face 100k, seguita dalla vittoria alla Ws 100 negli Stati Uniti, alla Utmb in Europa ed ora alla Table Mountain in Sud Africa. Il prossimo 23 ottobre alla Kinabalu in Asia concluderà questo fantastico progetto. In bocca al lupo Campeon, poi sarà ora di mettere le pelli.
Tor des Geants 2011: un successo gigantesco
Sabato l'arrivo dell'ultimo finisher, domenica le premiazioni
Cala il sipario su questa seconda edizione del Tor des Geants ed il bilancio parla di un grandissimo successo. Sabato, poco prima dello scadere delle 150 ore a disposizione per chiudere l'endurance trail più duro al mondo, ha tagliato il traguardo l'ultimo finisher si tratta di Gianni Savoia. Ad accompagnarlo per mano AnneMarie Gross e Jules Henry Gabioud i due vincitori dell'edizione 2011. Sulla linea del traguardo di Courmayer gli sono stati riservati grandi festeggiamenti condivisi con tutti i concorrenti, sia classificati che ritirati, che turisti e cittadini. Domenica mattina invece grande festa per i 300 finisher del Tor des Geants 2011 con la consegna dei riconoscimenti "ai giganti" che hanno fatto grande, assieme all'organizzazione, ai volontari e l'intera Valle d'Aosta questa seconda avvincente edizione. C'era da assegnare anche il Trofeo delle Nazioni, un riconoscimento che vuole simboleggiare l'occasione di comunicazione, scambio e condivisione tra i popoli, di cui il Tor de Geants sta diventando un emblema. Un premio ambito, che viene assegnato al paese con il miglior risultato ottenuto sommando i tempi dei primi tre finisher senza distinzione di sesso. Se l'è aggiudicato la Francia, non è però stato consegnato, ma verrà conservato presso la stazione di Punta Helbronner delle funivie del Monte Bianco, si tratta di un trofeo costituito da un blocco di granito del Monte Bianco, il gigante tra i giganti.
Per rendersi conto del successo del Tor des Geants, elenchiamo un po' di numeri
473 concorrenti alla partenza
300 finisher
34 donne arrivate
24 anni il concorrente più giovane
70 anni il concorrente più anziano
2894 amici Facebook
337 follower su Twitter
16737 le visualizzazioni del video ufficiale
Tullio Grandelis e Silvia Serafini vincono la Cadini
Gli atleti hanno gareggiato su un percorso piu' breve
Tullio Grandelis (Atl. Comelico) e Silvia Serafini (Nuova Atl. 3 Comuni) vincono la seconda edizione della Cadini Sky Race. La pioggia caratterizza la mattinata di Misurina.
Spettacolo mondiale tra i boschi di Paluzza
Questa mattina hanno preso il via le prime categorie master
Alle 9.45, puntualissimo, è cominciato a Paluzza (Udine), il Campionato Mondiale master di Corsa in montagna. Al via, la categoria MM35 – gli atleti più giovani, che sono in tutto 99 – affronterà il doppio anello del percorso di gara, uno lungo 5,5 km e con un dislivello di 310 metri, l'altro di 3,2 km, per un dislivello totale di 183 metri: un tracciato che passa per i boschi del paese, tra saliscendi, sterrato, asfalto e terriccio di sottobosco.
Le partenze continueranno, a scaglioni, fino a questa sera, intorno alle 17.30. Poi, alle 19, si terrà la cerimonia di chiusura.
Tra le curiosità di questa undicesima edizione dei mondiali master, il record di partecipanti: 1015 (792 maschi e 223 femmine), da ben 26 nazioni (19 stati europei e 7 extraeuropei). La categoria più “affollata” è quella degli uomini tra i 45 e i 50 anni, con 150 iscritti. Tra i concorrenti più conosciuti, ci sono Marco Moretton, specialista del fuoripista; Corrado Bado di Imperia (marito di Ornella Ferrara, bronzo ai mondiali di Goteborg del 1995) e Lucio Fragona, trevigiano, più volte campione italiano di questa disciplina. Degli extraeuropei, il gruppo più lontano proviene dall'Australia (4 atleti); ci sono anche due rappresentanti dal Venezuela, uno dalla Colombia e uno dal Brasile. Massiccia la partecipazione dall'Est Europa, con in testa Slovacchia e Repubblica Ceca. Gli italiani che vengono da "più lontano" sono quelli di Santa Maria di Leuca (Lecce). I "decani" della gara sono Vlada Stevanovic (Serbia -Montenegro) e Pasqualino Benvenuto (Italia), classe 1934. Ultima a partire sarà una donna, categoria MF75, Maria Marcibalova, anche lei classe 1934.
L'organizzazione ha mobilitato circa 200 volontari. L'emergenza sanitaria è assicurata da uno staff medico e di primo soccorso della Croce Rossa Italiana, con una unità mobile e una “fissa” di fronte a Palazzo Cesfam, dal Soccorso alpino del Fvg, con 9 persone dislocate lungo il tracciato, oltre alla protezione civile regionale e agli alpini dell'Ana sezione carnica e all'associazione Carabinieri della montagna. L'evento ha comunque trainato la ricettività turistica di questo periodo in Carnia, con 400 prenotazioni alberghiere e una settantina di posti occupati in camping.
Nella categoria MM 35, la terna è stata tutta azzurra: Massimo Galliano ha chiuso in 47 minuti e 52 secondi. A seguire, Diego Filippi (49'11”) e Emanuele Marchi (49'51”).
Negli MF35, primo posto per Ivana Sekyrova (Repubblica Ceca) 57'38”; Maria Laura Fornelli (Italia) 59'39”; Jutta Brod (Germania) 59.45.
Per la categoria MM40, l'Italia conquista tutto il podio. Con Antonio Molinari (49'12”); Lorenzo Della Pietra (49'49”) e Corrado Bado (49'57”).
MF40, Oro per Maria Pia Chemello (59'59”), argento per Cristina Bonassi (60' 20”), bronzo per l'ucraina Oksana Petrova (61'10”).
MM45, primo posto Craig Roberts (Uk) 49'23”; secondo posto per l'italiano Lucio Fregona (49'54”); Rostislav Petras (50'07”).
MF45; vince il Regno Unito con Tracey Jayne Greenway in 1 ora, 1 minuto e 30 secondi. A seguire la tedesca Barbara Stich, che taglia il traguardo 47 secondi dopo. Terzo posto per Helen White, che arriva 4 minuti e 13 secondi dopo.
MM50; vince l'italiano Claudio Amati (51'08”); secondo posto per Ales Stransky (Repubblica Ceca) 52'27”; terzo posto per Matt Ebiner (52'59”).
MF50; primo posto della tedesca Mari Heilig-Duventaster 61'44”. Segue la Repubblica Ceca, con Marie Hynstova (69'28”) e l'italiana Iris Bonanni (71'09”).
Il trail degli eroi
Appuntamento il 2 ottobre sul Monte Grappa
Una corsa nella memoria e nella storia del nostro paese attraverso quei luoghi che sono stati teatro della Prima Guerra Mondiale e che hanno segnato il destino dell'Italia e quello di centinaia di uomini. Attraverso il Monte Grappa, luogo di grandi battaglie, con le sue trincee e i panorami sulla pianura veneta, sino a Cima del Monte, laddove oggi riposano le spoglie di 12.000 soldati. Un'occasione unica per trovarsi faccia a facci con la storia.
Saranno 46,5 km in autosufficienza con 2900 metri di dislivello positivo per una gara che rappresenta un vero e proprio tuffo nella storia. L'itinerario segue tutti i principali crinali di Cima Grappa ricalcando i tratti di trincea della Grande Guerra e l'alta via degli Eroi. Il percorso si svolge principalmente su sterrato e single track privilegiando i crinali e gli spazi aperti. La partenza è prevista alle ore 6 di domenica 2 ottobre dalla località Semonzo del Grappa in provincia di Treviso e il tempo limite sarà di 10 ore per completare l'intero percorso con arrivo sempre a Semonzo del Grappa. Le iscrizioni chiuderanno il 22 settembre o al raggiungimento del numero limite di 250 atleti… Un trail per non dimenticare.
Boavista Ultramarathon dal 10 al 12 dicembre
La gara di Capo Verde e' organizzata dal Fresian Team
La Boa Vista Ultramarathon fonda il proprio fascino sulle peculiarità di una competizione sportiva estrema, dove i cambiamenti last minute fanno parte della manifestazione stessa. Siamo a Capo Verde, isola all’estremo ovest dell’Africa, all’altezza dell’Equatore, per cui organizzare una trasferta a dicembre per vivere una gara di tre giorni, 150 chilometri da completare in 50 ore in assoluta autonomia, significa sapere che si va incontro a mille incognite, ma anche all’avventura più pura. Compito degli organizzatori è mettere tutti nelle migliori condizioni di sicurezza e verificare ogni attimo della trasferta ed è quello che ogni anno fanno i responsabili del Friesian Team che, in collaborazione con il Boa Vista Marathon Club, hanno dovuto rimettere mano ai giorni di trasferta e di gara per problemi logistici legati ai voli. La partenza dall’Italia sarà quindi prevista mercoledì 7 dicembre per un ritorno fissato per mercoledì 14 dicembre. La gara prenderà il via sabato 10 per concludersi due giorni dopo. Gli organizzatori stanno lavorando quotidianamente con i partner della manifestazione per la definizione precisa dei voli e dei soggiorni, che saranno comunicati a breve sul sito della manifestazione.
Ma cos’è la Boa Vista Ultramarathon? E’ una manifestazione unica nel suo genere perché si disputa interamente nel deserto, ma sempre vicino al mare, con condizioni di caldo e umidità affrontabili e con una lieve escursione termica fra i giorno e la notte. E’ soprattutto un’avventura più che una gara: alla partenza i partecipanti sono dotati di una riserva alimentare sufficiente per due giorni e un road-book dove potranno trovare tutti i check-point, ossia i punti d’incontro, dove rifornirsi di liquidi e riposare. La gara deve essere completata in 50 ore, ognuno potrà quindi gestire la propria strategia, scegliere quando e dove riposare, fermarsi per mangiare e così via, quel che conta è essere ben allenati, resistenti e soprattutto sapersi orientare. Per l’undicesima edizione gli organizzatori hanno inserito una novità: «Per stimolare la partecipazione di chi non è ancora pronto per affrontare una gara così impegnativa, abbiamo approntato un traguardo intermedio al 71esimo chilometro – ha aggiunto Pierluigi Scaramelli, presidente del Boa Vista Marathon Club e ideatore della competizione – e crediamo che questo posso dare un ulteriore impulso alla partecipazione in vista della sfida sul periplo dell’isola». Chi ha affrontato la Boa Vista UM è rimasto incantato sia dalla formula che dagli scenari assolutamente incomparabili, chi la conosce è voluto assolutamente ritornarci, chi non l’ha mai corsa non può farsi sfuggire quest’occasione che rimarrà una pietra miliare nella propria carriera sportiva e, probabilmente, nella propria vita. Inoltre, dopo l’edizione zero dello scorso anno, il Friesian Team si è convinto nel voler lanciare una prova multidisciplinare sulle distanze di 1.500 metri di nuoto, 30 chilometri di mountain bike e 10 chilometri di corsa a piedi. Nascerà così il prossimo 12 dicembre il primo Capo Verde Triathlon Trail.
Per avere aggiornamenti sugli eventi organizzati dal Friesian Team è sufficiente collegarsi ai seguenti siti internet: www.friesianteam.com e www.boavistaultramarathon.com












