Preparare l'Ultra-Trail du Mont Blanc

Abbiamo chiesto agli atleti del Team Vibram come si stanno allenando

Poco più di una settimana alla The North Face UTMB, gara cult che la scorsa edizione ha visto la presenza di 2369 concorrenti, di cui 186 donne. Solo 1133 partecipanti, meno della metà, ha tagliato il traguardo, a sottolineare la complessità e le difficoltà di una gara che è sempre più amata dai professionisti della specialità. Come ci si prepara? Sia per durata che tipologia di percorso (166 km, 9500 m D+, 7% asfalto ,15% sterrato, 78% sentieri) che per imprevedibili condizioni meteo come vento, pioggia, gelo, la gara mette a dura prova il fisico dei partecipanti e la loro tenuta. Abbiamo voluto saperne di più e abbiamo coinvolto in una serie di domande specifiche il Trailrunning  Team Vibram, per capire come 'atleti non atleti', gente comune,  come sottolinea la filosofia del loro gruppo 'ordinary people being extraordinary si sta preparando.


COME TI ALLENI PER L’UTMB?
«Per una gara simile bisogna aver già acquisito una notevole capacità di 'fondo' - dice 
Beppe Marazzi quindi tanti chilometri già fatti negli anni. Io mi sto allenando per 'situazioni' particolari, con allenamenti mirati a riprodurle: uscite di notte, corse a stomaco pieno, sotto la pioggia. Percorro fra gli 80 e i 130 chilometri per settimana, curando la qualità, correndo spesso a ritmi sostenuti». Diverso l’approccio di Francesca Canepa: «Come allenamenti lunghi ci sono le gare, alle quali partecipo ogni due settimane. Svolgo quindi allenamenti di circa un’ora, al mattino salvo quando ho la fortuna di condividere un percorso con Renato Jorioz, il mio coach; allora possiamo spingerci fino a tre ore percorrendo 20-25 km».
«Rientrato dall’Argentina non ho ancora trovato un lavoro - risponde Nicola Bassi - situazione che agevola la pianificazione degli allenamenti: 15-25 km  per tre volte la settimana, su terreno sterrato e ondulato, e anche qualche classica salita alpinistica. Il tutto alternato con uscite in bici da un centinaio di chilometri e forse qualche uscita di notte». Per Sébastian Nain «un grande mese di luglio in termini di chilometri e dislivello, sia a piedi che in bicicletta, con quattro giorni di allenamento su Chamonix: 170 km/D+11.000, ai quali si è aggiunta una grande uscita sulla Sky Race Les  Ecrins (48 km/D+3100, diciannovesimo posto) giusto per far fiato». E per agosto? Sébastian si è allenato nell’Aixoise, a un’ora dagli Ecrins, dal Champsaur e dal Ventoux, con partenze di una o due giornate per fare piccoli blocchi di allenamenti  in montagna: 5-6 ore per giorno.
«Ora sono in vacanza - confessa Ronald Moalic - quindi provo ad affrontare percorsi  semplici. Cerco di migliorare le mie velocità e le mie uscite in bici. Sicuramente farò qualche allenamento più lungo e corposo,  in montagna, in corsa rando, anche per verificare le mie performance in certe situazioni».
David Gatti si è infortunato ai primi di maggio e non ha potuto allenarsi sino a fine giugno «quindi la mia preparazione rischia di essere inadeguata. I miei  percorsi in luglio hanno registrato  fra i 10 e i 15 km per settimana, con 3000/5000 metri di dislivello; non il massimo, insomma».

TI ALLENI DA SOLO O CON QUALCUNO?


Tutti gli atleti si allenano da soli, e le ragioni sono evidenti: gli impegni di ognuno, gli orari, ma soprattutto le diverse finalità dell’allenamento. A nessuno fa piacere dover
limitare o stressare i ritmi della corsa in funzione del compagno di giornata. 
Fanno eccezione, in minima parte, Francesca Canepa che a volte condivide l’uscita con il suo coach, Renato Jorioz, e Ronan Moalic che non esclude uscite con i compagni occasionali, pastori, montanari, guardiani di rifugi. 

QUANDO TI ALLENI?
Beppe Marazzi cerca dei compromessi accettabili, la pausa pranzo è un'opportunità per fare 30 minuti a ritmo veloce. A questo aggiunge un’uscita serale un paio di volte la settimana e le gare durante i week-end. Se non ci sono gare, uscite lunghe in montagna, per 4-5 ore. Francesca Canepa  è mamma, quindi preferisce l’allenamento al mattino «così riesco a conciliare la gestione  dei bambini». Questo fatto comporta che non si allontani mai troppo da casa e che i percorsi siano brevi. Non avendo ancora trovato un lavoro Nicola Bassi è il più agevolato fra i componenti del Trailrunning Team Vibram. Quindi molto tempo a disposizione per crearsi e gestirsi le sue uscite a piedi o in bici. Sébastien Nain è pompiere del reparto nucleare e lavora con un ciclo di 24 ore di guardia e 48 di riposo. ”Provo a scaglionare i miei allenamenti durante la settimana Impegnandomi di meno durante il week end per passare del tempo con i figli e mia moglie, cercando di lasciarle spazio per i suoi allenamenti di thriatlon». Per Ronald Moalic, chirurgo, in una settimana tipo è difficile allenarsi più di 3 o 4 volte; proprio per questo preferisce due uscite di un'ora, un'ora e mezza anziché una di 3-4 ore. Naturalmente tutto il mese di agosto è un'abbuffata di allenamenti. Il mattino presto o la sera tardi sono i momenti in cui David Gatti, Responsabile del mercato professionale per Polartec, ruba il tempo per allenarsi. A questi periodi pre-post lavoro aggiunge il fine settimana.

COM’E’ LA TUA ALIMENTAZIONE DURANTE L’UTMB?
«Inserirò in modo più calcolato gli zuccheri, con l’assunzione programmata di gel e barrette - prevede Beppe Marazzi - ma ho verificato che non mi bastano e mi danno nausea. Quindi, nei ristori principali, assumerò cibi salati e caldi (pasta, brodo e zuppe)».
«Di base cercherò di marciare il più possibile a zuccheri liquidi, gel e bevande - prevede Francesca Canepa - poi l’assistenza personale del mio coach ai punti ristoro mi farà decidere se integrare con  yogurt o pizza od altro ancora. A mio parere è importante, nei momenti di estrema fatica, poter contare su qualche 'cibo coccola' che hai davvero 
voglia di mangiare». «Frutta secca: noci, albicocche, uvetta, qualche banana e alcuni gel». Quest0 il menu di Nicola Bassi, in parte testato alla Lavaredo. «L’UTMB è decisamente più lunga e impegnativa, ma un corretto incremento di questi elementi non dovrebbe crearmi grossi problemi».
«Ḕ un segreto - scherza Sébastien Nain - grazie a Vibram posso prevedere e portare quello che veramente desidero mangiare: un pezzo di formaggio, dell’acqua St Yorre e così via. Il fatto di essere seguiti ai ristori cambierà molte cose e aumenterà il nostro comfort». Ḕ la mia prima UTMB e non sono un professionista - sottolinea Ronan Moalic - ma
ho capito che bisogna variare molto, zuccherato e salato, sperando di non soffrire troppo per questa sensazione di disgusto che può arrivare dopo qualche ora di gara.  Vedremo, sarà una ulteriore scoperta di sé e della montagna». Per David Gatti è tutto da imparare, perché si considera il meno esperto di tutti: «Faccio affidamento sui consigli di tutto il team, non ho ancora le idee chiare e non ho ancora deciso come procedere. Ma sono sicuro che avrò buoni consigli».


A De Gasperi i Mille Metri del Guardaparco

La gara femminile di Ceresole vinta da Ornella Bosco

Un Ferragosto diverso. Così a Ceresole Reale, sul versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il 15 agosto è andata in scena la quinta edizione del Km Verticale 'Mille Metri del Guardaparco' Memorial Alberto Vittone, organizzato dal nostro collaboratore Andrea Basolo. Si è corso sul sentiero che dal lungo lago, a quota 1600 metri, s’inerpica fino ai 2600 metri del traguardo posto di fronte alla parete della Cima Courmaion. Quattro chilometri scarsi di sviluppo ma 1000 metri di dislivello. Quest’anno a Ceresole si è imposto un grande, Marco De Gasperi, a soli tre giorni dalla vittoria nella Sierre-Zinal. Tempi record per De Gasperi e il secondo classificato Marco Moletto, rispettivamente  di 35’ 50” e 37’ 38”, con Francesco Bianco sul terzo gradino del podio in 40’ 27”, seguito dal vincitore della scorsa edizione Jean Pellissier, Juan David Orozco Sanchez, Andrea Basolo, Stefano Giaccoli, Massimiliano Di Gioia, Maurizio Fenoglio e Mario Moletto. Tra le donne vittoria di Ornella Bosco della Libertas Forno in 46’ 43” davanti all'atleta di casa Raffaella Miravalle (48’ 22”) con Francesca Bellezza terza, seguita dalle valdostane Tatiana Locatelli ed Enrica Perico.


Silvia Serafini non si ferma piu'

La veneta vince anche la Marathon du Montcalm

Un'altra vittoria per Silvia Serafini. Dopo il brillante secondo posto al Giir di Mont e la vittoria alla Red Rock, la veneta del Team Salomon Carnifast si è imposta sabato alla Marathon du Montcalm, in Francia, più precisamente ad Auzat. La gara (42,5 km e quasi 2.600 m di dislivello positivo) ha attirato qualche big tra i 300 partecipanti, soprattutto per la presenza di due cime oltre i 3.000 metri. Tra gli uomini da segnalare Jokin Lizeaga, Miguel Caballero e Marc Pinsach, tra le donne, oltre alla Serafini, Nuria Dominguez. Alla fine si è imposto Lizeaga (4h 12' 54'') con circa due minuti di vantaggio su Pinsach e al terzo posto il francese Pierre-Laurent Viguier. Al femminile grande prova di Silvia Serafini (5h 01' 17'') davanti a Nuria Dominguez (5h 21' 11'').
 


Thomas Lorblanchet eroe della Leadville 100

Al francese l'endurance statunitense

Sabato e domenica gli Stati Uniti, oltre alla Pikes Peak, hanno ospitato la Leadville 100, una delle 100 miglia più prestigiose. Ad aggiudicarsi la gara il francese Thomas Lorblanchet (16h 29' 28'') davanti a Zeke Tiernan (16h 44' 20'') e Nick Clark (17h 11' 16''). Quarto Anton Krupicka. Tra le donne da segnalare la prestazione di Tina Lewis (19h 33' 45'') davanti a Liza Howard (20h 44' 08'') e Ashley Nordell (20h 47' 58'').
 


Ultra Trail du Mont Blanc in tv

Sul web 84 ore di diretta

L'indirizzo da segnare è: www.ultratrail.tv. Ecco la nuova web tv dedicata all'evento che si terrà dal 27 agosto al 2 settembre attorno al Monte Bianco. Con più di 6.000 runner da 73 Paesi, la The North Face® Ultra-Trail du Mont-Blanc® consentirà a tifosi, amici e familiari degli atleti in gara di ascoltare, guardare e condividere la gioia, la fatica e la tensione delle quattro gare che compongono il calendario di questo evento e che sono considerate tra le più avvincenti al mondo. Le prime immagini della Web TV saranno trasmesse in inglese e in francese e documenteranno la partenza della Petite Trotte à Léon (PTL), prevista lunedì 27 agosto alle 22.00. Dal 28 al 29 agosto sarà possibile scoprire il dietro le quinte della gara cliccando sui video dedicati alla preparazione degli atleti, ai segreti per recuperare dopo una gara così impegnativa ed ai consigli tecnici offerti dagli special guest dell'evento. 84 ore non stop di webcast live, da giovedì 30 agosto alle 6.00 con la partenza della TDS?, per seguire poi i runner impegnati nella CCC® e nella gara regina, la UTMB®, fino alle 22.00 di domenica 2 settembre. Ogni giorno, da giovedì a domenica alle 9.00, alle 13.00 e alle 20.00, l'anchorman Gilles Chappaz presenterà un notiziario live di 15 minuti per fornire aggiornamenti sulla gara. Gilles sarà in compagnia di numerosi ospiti tra cui i meteorologi di Météo France e alcuni atleti vincitori delle edizioni precedenti della gara. Verranno inoltre trasmesse live anche le due conferenze stampa: quella pre-evento, giovedì 30 agosto dalle18.00 alle 19.30 e quella post evento, domenica 2 settembre dalle 11.30 alle 12.30, con la partecipazione dei vincitori di ogni gara.
 


Kilian e Marco, amici-nemici

Un nuovo, interessante episodio della Salomon Running TV

La Salomon Running Tv si arricchisce di un altro avvincente episodio. Questa volta le telecamere hanno filmato Kilian Jornet Burgada e Marco De Gasperi mentre si allenano insieme in Valtellina: immagini spettacolari e tanti consigli. Marco dice che Kilian ha un grande talento ma non è imbattibile, Kilian che Marco è al top da 15 anni e 'si sa ascoltare'. Non resta che guardare il filmato cliccando sull'immagine…
 


Kilian, vittoria alla Pikes Peak

Il catalano ha preceduto Nichols e King

Veni, vidi, vici. Ḕ proprio il caso di Kilian Jornet che ieri, alla sua prima partecipazione alla Pikes Peak Marathon, negli Stati Uniti, ha vinto senza però riuscire a infrangere il record della gara, quell'impressionate 3h 16' 39'' di Matt Carpenter che resiste da 19 anni. 3h 40' il tempo di Kilian sul percorso di 42 chilometri e 2.382 metri di dislivello positivo. La gara statunitense, da Manitou Springs alla Pikes Peak Mountain (4.302 metri), ha visto Kilian precedere gli statunitensi Alex Nichols (3h 47') e Max King (3h 50').

TERRENO MONOTONO - «Mi sentivo bene fisicamente, dall'inizio mi sono portato davanti con Alex e a metà della prima salita sono passato in testa. Dalla cima, grazie al vantaggio, ho potuto scendere senza forzare e mantenendo il distacco. Il terreno non era molto tecnico e un po' monotono e non era facile mantenere la concentrazione, io preferisco terreni dove si passa dalla corsa al salto e alla camminata» ha detto Kilian al traguardo. La Pikes Peak Marathon fa parte delle main races delle World Series. La prossima prova sarà il 14 ottobre a Borneo (Mount Kinanbalu Climbathlon)

OBIETTIVO KIMA - Oggi Kilian torna in Europa. Resterà pochi giorni a Chamonix perché domenica 26 agosto sarà al via del Trofeo Kima.
   


Forsberg, dopo la Dolomites ecco la Pikes Peak

La svedese davanti Enman e Miro'

Emelie Forsberg si è imposta ieri nella Pikes Peak Marathon femminile. La svedese ha preceduto la statunitense Kasie Enman, protagonista al Giir di Mont a fine luglio, e Mireia Mirò. Proprio la catalana è stata la sorpresa e la sfortunata protagonista della gara. Certo, definire sorpresa una fuoriclasse come Mireia è un po' bizzarro, ma dopo il ritiro alla Sierre-Zinal a causa di un fastidio al ginocchio, era difficile prevedere la Mirò al comando fino a 10 chilometri dal traguardo. La catalana si è dovuta arrendere non al ginocchio ma… al mal di pancia. «Sono salita a un ritmo costante fino alla cima Pikes Peak, a oltre 4.000 metri, con un vantaggio di 3-4 minuti. L'idea era di fermarsi, ma visto che stavo bene e ho lavorato molto con il fisioterapista in settimana, sono andata avanti. Stavo molto bene fisicamente, purtroppo però a 10 chilometri dalla fine ho iniziato ad avere un forte mal di pancia e facevo fatica a correre» ha dichiarato Mireia al traguardo. 


Il sole splende sul Giir dei record

Oltre 830 iscritti, tanti big e bel tempo domani a Premana

E' tutto pronto a Premana (Lc) per la ventesima edizione del Giir di Mont, unica prova italiana della Skyrunner World Series. Un'edizione da record con 830 pettorali per la corsa che si arrampica sui 12 alpeggi premanesi per un totale di 32 chilometri e 2.400 metri di dislivello.
Quella di quest’anno sarà un’edizione tutta da incorniciare, per i numeri da record, per la presenza dei top runners (se si esclude Kilian Jornet che sta correndo alla SpeedGoat, nello Utah) e per oltre 90’ di diretta su RAI Sport2 (dalle 10.55 alle 12.30). A rendere ancora più speciale la giornata anche le previsioni meteo, inizialmente incerte e ora tendenti al bello.

NUMERO UNO PER HERNANDO - Il numero uno domattina lo indosserà Luis Alberto Hernando, numero uno anche nella Coppa del Mondo dello scorso anno e attuale leader. Numero due invece per lo scozzese Tom Owens, mentre il pettorale n. 3 sarà per il rumeno Ionut Zinca. È su di loro che sono rivolti i riflettori, anche se i nomi che contano sono tanti. Si corre in terra lecchese e allora i due skyrunners locali Stefano Butti e Nicola Golinelli partono con gli occhi puntati addosso, proprio come Fulvio Dapit, miglior azzurro in questo torneo mondiale. Di stranieri pronti a recitare un ruolo da protagonista ce ne sono molti, dalla Spagna soprattutto, ma anche da Giappone, Francia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Andorra, Ungheria, Russia e Australia.
Mancando Jornet Burgada i pronostici si aprono e lo stimolo di segnare il nuovo record di gara è forte. Quest’anno infatti il tracciato si allunga di quasi un chilometro con un po’ di dislivello in più.

SPAGNA VS FORSBERG -
La gara femminile si prospetta forse ancora più avvincente di quella maschile. C’è una sola concorrente scandinava, la svedese Emelie Forsberg, che fa paura allo squadrone spagnolo forte di Blanca Maria Serrano, Nuria Picas Albets, Nuria Dominguez e della detentrice della Coppa del Mondo Oihana Kortazar Aranzeta, ma l’Italia non si nasconde, c’è Emanuela Brizio pronta a dire la sua su un percorso che conosce bene e che l’ha vista trionfare nel 2007. Da tenere d'occhio Silvia Serafini che su un terreno abbastanza congeniale per le sue caratteristiche, potrebbe dire la sua.
La gara premanese è parte integrante del nuovo circuito La Sportiva-Gore-Tex Mountain Running Cup e, fatto non secondario, Giir di Mont significa anche solidarietà, l’evento infatti sostiene Telethon con un aiuto concreto per la ricerca contro le malattie rare.
Partenza domani da Premana alle 7.50 della Mini SkyRace e alle ore 8.20 il via al Giir di Mont. I primi sono attesi al traguardo poco dopo le 11.30. Stay tuned!


Giuseppe Marazzi e Sergio Vallosio, sognando la UTMB

Faccia a faccia tra i due atleti in vista della gara di fine mese

Abbiamo messo Giuseppe Marazzi (1974) e Sergio Vallosio (1972) uno di fronte all’altro cercando per una volta di scalfire la loro modestia. Due ragazzi per certi aspetti simili che negli ultimi anni sono diventati un riferimento del trail running nazionale. Saranno al via per il secondo anno consecutivo all’Ultra Trail du Mont Blanc (166 km) in programma a fine agosto a Chamonix. Entrambi pronosticano l’altro 'finisher' in 25 ore.

Ciao Beppe (ciao Sergio) ci racconti qualcosa, per come lo conosci, di Sergio (Beppe) come uomo e come atleta?



Beppe: «Definire Sergio come atleta è facile, basta guardare la sua continua crescita degli ultimi anni e i suoi risultati... Poche storie, è fortissimo! Non abbiamo fatto tante gare insieme ma quelle poche volte mi ha costantemente sverniciato, quindi non posso conoscere il suo stile di corsa o i suoi punti forti e deboli... L'unico modo che ho per vedere Sergio all'opera è andare a fare lo spettatore! (cosa che ho fatto pochi giorni fa) Come uomo dovrei dire che è simpatico e sembra una persona pacata e tranquilla... ma in realtà sono molto invidioso perché lui ha il fans club su Facebook con un sacco di tifosi e io no!»

Sergio: «Beppe l'ho conosciuto durante l'UTMB 2011 ma non siamo riusciti a dirci un molto in gara. Poi i nostri sentieri si sono incrociati nuovamente al Monte Casto dove abbiamo rimediato e così tra una birra e l'altra non abbiamo potuto che diventare subito amici. Mi piacerebbe rivederlo più spesso, a Cima Tauffi il piacere di incontrarlo ai ristori è stato davvero grande. Grazie Beppe!»

Manca circa un mese all’Ultra Trail du MontBlanc di fine agosto. Vi capita già di pensare alla corsa e, se
sì, in quali momenti della giornata?



Beppe: «Ci penso abbastanza spesso. Quando sento una bella canzone per radio incomincio a fantasticare di qualche punto 'strategico' della gara... Oggi ad esempio ascoltavo 'Where the Streets Have No Name' degli U2 e pensavo che sarebbe stato bello averla nelle orecchie 'volando' allo scollinamento del Gran Ferret con un bel sole negli occhi e il vento forte nei capelli... Quando mi capita mi segno il titolo della canzone e il punto: ormai la playlist per l'UTMB è pronta! Altre volte mi ritrovo a pensarmi al traguardo tra due ali di folla... di solito arrivo quarto! E' un'idea talmente pazza che non si può neanche definire sogno. Ma non mi costa nulla e mi fa stare bene... quasi come fosse vero. Poi però mentre mi alleno torno subito con i piedi per terra perché mi tocca fare i conti con la fatica, quella vera che nel sogno naturalmente non c'era».


Sergio: «Sì, il pensiero è spesso ricorrente perché so cosa mi aspetta ma non è ansia, anzi. Durante il lavoro sono piuttosto impegnato per cui mi è difficile pensare ad altro ma al di fuori mi capita spesso di ripassare mentalmente i vari tratti e le strategie da adottare in gara. Vorrei arrivare preparato al meglio, questa è una grande occasione per noi, dobbiamo giocarcela bene».



Rispetto a un anno fa esatto, come vivete l’ultimo mese di attesa prima del grande evento?



Beppe: «Da un certo punto di vista è tutto diverso: l'anno scorso ero appena uscito da un infortunio che mi aveva tenuto fermo per tutto maggio e parte di giugno. Ero consapevole che mi mancavano i chilometri sulle gambe ed ero molto incredulo sulla reale possibilità di riuscire a finire l'UTMB. Quest'anno invece so che finire l'UTMB è possibile, ma questa volta non mi accontento di finire... voglio fare un bel risultato! Quindi da un certo punto di vista non è cambiato nulla: l'anno scorso l'incertezza di finire, quest'anno l'incertezza di riuscire a fare il risultato. Però io sono un improvvisatore: un mese prima sento l'evento ancora lontanissimo, la tensione della gara per me arriva solo negli ultimi giorni, se non nelle ultime ore».


Sergio: «Sono estremamente sereno. L'anno scorso ero più agitato e preoccupato. Oggi so che sarà durissima e starà solo a me arrivare preparato».


Avete cambiato qualcosa nella vostra programmazione stagionale rispetto allo scorso anno?

Beppe: «Quest'anno fisicamente mi sento molto bene e sono riuscito a fare molte gare medio lunghe (dai 70 ai 120 km) nel periodo tra maggio e luglio che ho sempre affrontate in ottica UTMB cercando di volta in volta di mettere a punto uno specifico dettaglio. Ad esempio test sull'alimentazione, sui materiali (soprattutto le scarpe), sulla strategia di gara, sulla gestione dei ristori, ma soprattutto alla ricerca del ritmo giusto da impostare per affrontare l'UTMB. Mi sono sempre sforzato di tenere un po’ di energie da spendere nel finale dove sono sempre riuscito a correre molto bene specialmente in discesa. Nello stesso tempo quando mi sono accorto che qualcosa non andava non ho esitato ad abbandonare la competizione per evitare di raschiare il fondo del barile e allungare a dismisura i tempi di recupero. In alcune occasioni ho avuto l'impressione di aver imparato a gestire molto bene la reazione del mio corpo dopo 12-15 ore di montagna con 100-120 km e di questo sono molto contento».

Sergio: «Sì molto... La mia allenatrice (nonchè moglie) Alessandra sta facendo un ottimo lavoro e ho piena fiducia nei suoi consigli. La parola d'ordine per me è  'progressività' e per il momento mi ha portato bene. Ho cominciato a correre da 5 anni e 15 chili fa e sono pronto a migliorarmi ancora, so  che posso farlo».



A fine agosto con quale massimale in un singolo allenamento (km e durata) vi presenterete alla partenza?



Beppe: «Se parliamo di vero allenamento non ho mai superato i 40 km in 5/6 ore. Mi è anche capitato di fare lunghi giri in compagnia a ritmo molto lento anche di 8/9 ore. Se invece consideriamo anche le gare, quest'anno sono arrivato a 15 ore. Come rifinitura finale ho in programma un giro molto lento nei prossimi giorni da una ventina di ore».

Sergio: «Il massimale per l'UTMB l'ho già fatto al Cro-Magnon a fine giugno. Sono consapevole di allenarmi poco, il lavoro  e la casa non mi permettono di fare grandi lunghi. Prediligo distanze più brevi ma in montagna per cui con più dislivello. Penso che difficilmente supererò i 40 km in una singola uscita prima dell'UTMB».

Vedete l’UTMB più come un viaggio e/o esperienza personale o più come una competizione sportiva?



Beppe: «Quest'anno non ho dubbi: competizione sportiva! L'anno scorso però avrei risposto esattamente il contrario. Oggi mi sento più maturo grazie all'esperienza del 2011 ma so anche che affrontare l'UTMB con spirito competitivo è molto pericoloso. Infatti se l'obiettivo è 'solo' quello di arrivare in fondo e fare un bel viaggio e se non subentrano particolari problemi fisici non è poi così difficile: ci sono 46 ore di tempo e psicologicamente si può sempre avere una spinta positiva perché 'comunque vada sarà un successo'. Viceversa un obiettivo di tipo agonistico costringe a confrontarti continuamente durante la gara con la possibilità di dover constatare ben prima del traguardo che il risultato diventa realisticamente irrealizzabile... e in un caso del genere immagino che la voglia di mollare diventi davvero grande. Quest'anno ci vorrà davvero una grande ostinazione!»

Sergio: «Entrambe le definizioni sono corrette dal mio punto di vista. Sarà però in primis un grande viaggio. Le emozioni e  i ricordi che ci porteremo per sempre con noi saranno indescrivibili. Ancora oggi mi viene la pelle d'oca nel pensare all'UTMB dello scorso anno».

Lo scorso anno Sergio è arrivato 38° in 29h 12’ e Beppe 49° in 30h 17’ su circa 2.550 concorrenti. Oggi firmereste per ottenere lo stesso risultato?

Beppe: «Davanti a un mostro come l'UTMB dovrei usare tutta la modestia possibile e rispondere sì: comunque arrivare in fondo è una bella soddisfazione. Ma mentirei prima di tutto a me stesso! Questa volta ho delle aspettative di netto miglioramento: l'esperienza dello scorso anno mi è servita proprio a questo. Oggi so che posso limare tranquillamente 3/4 ore... No: 30 ore non mi bastano!»


Sergio: «Assolutamente no. Metterei solo la firma per arrivare a Chamonix sulle mie gambe, quello sì ... sarei già contento per ora! In una gara come  questa può accadere qualunque cosa, l'unica certezza è che nessun partente può esser certo di arrivare».

Qual è il risultato di tempo e di classifica che oggi vi farebbe pensare che avete fatto la gara, se non della vita, della stagione?
Beppe: «E' molto difficile stabilire un obiettivo per l'UTMB perché ci sono tantissime variabili che possono far sballare tutti i conti. Pianificare la gara sul tempo è pericoloso perché avvicinandoti al traguardo potresti accorgerti di non farcela e mollare con la testa. D'altra parte gestire la gara sulla posizione e quindi sugli avversari è ancora più pericoloso specialmente all'inizio per il rischio di bruciarsi troppo in fretta inseguendo qualche avversario troppo veloce... Se proprio devo sbilanciarmi arrivare prima della prima donna sarebbe la gara della vita, 26 ore la gara della stagione, 27 ore un buon risultato».

Sergio: «Credo sinceramente che se riuscirò a finire l'UTMB avrò comunque fatto un buon risultato a 
prescindere da tempi e piazzamenti. All'UTMB come ogni anno partiranno i più forti atleti del mondo e Dio solo sa quanti di loro si  fermeranno o quanti avranno difficoltà, quale sarà il meteo che affronteremo. Le incognite sono troppe per poter azzardare un posizionamento in classifica, sarà già tanto entrarci!»

E quello, sempre in termini di tempo e classifica, che oggi considerate un bel sogno che non siete ancora in grado di realizzare?

Beppe: «24 ore, che potrebbe voler dire finire nei primi 10... un podio all'UTMB... può bastare come sogno?»


Sergio: «Se proprio devo sognare allora tanto vale farlo bene... 18esimo in 25 ore abbondanti. Stare al di sotto della ventesima posizione nel 2012, vista l' escalation degli ultimi anni, sarebbe davvero un sogno. Chiudere in 25 ore sul percorso originale invece credo sia assolutamente possibile. Magari non ancora quest'anno ma ci si può lavorare».

Sergio (Beppe) secondo te quale risultato è nelle potenzialità di Beppe (Sergio)? E quello che più verosimilmente raggiungerà?

Beppe: «Questa risposta è facile!! Quest'anno Sergio ha dimostrato di essere fortissimo e di avere a disposizione un motore eccezionale. Credo che potenzialmente possa avere nelle gambe 23 ore se non qualcosa meno... Sergio è anche molto esperto e l'anno scorso ha fatto una gara bellissima con una partenza cauta e una rimonta progressiva fino alla fine. Però per sfruttare tutto il proprio potenziale bisogna osare qualcosa di più fin dall'inizio e così aumenta il rischio di saltare. Per riuscire a dosare bene le forze in modo da non sprecarne ma neanche conservarne troppe serve ancora più esperienza. Quindi quest'anno credo che Sergio starà attorno alle 25 ore».

Sergio: «Beppe è un duro e sono convinto farà bene. Non abbiamo mai  corso insieme quest'anno ma credo che più o meno abbiamo una preparazione simile per cui anche a lui auguro un 25 ore e sotto la ventesima posizione!!»

Siamo in gara. Come lo scorso anno, transitate al centesimo chilometro del Gran Col Ferret vicini e appena iniziata la discesa vi ritrovate insieme. Per voi, ottime sensazioni e una buona regolarità che vi portano a rimontare in classifica e ad arrivare a Les Contamines in ventesima posizione assoluta. Davanti a voi, a vista, un gruppetto di 3 atleti e poco più avanti vi dicono che il quindicesimo è transitato da appena 3 minuti. Uscite dal ristoro insieme e arrivate al Col des Montets, con più di 50 chilometri fatti insieme. Sulla salita che porta alla Tète aux Vents ti accorgi che il tuo compagno accusa la stanchezza mentre tu stai bene e nella tua testa hai l’obbiettivo di raggiungere e superare il quindicesimo. Saluti il tuo compagno o cerchi di aiutarlo terminando l’avventura insieme?

Beppe: «Premesso che stiamo ragionando per assurdo, provo a ribaltare lo scenario sul finale: se fossi io in crisi sull'ultima salita e mi accorgessi che Sergio in gran forma mi sta aspettando rinunciando a guadagnare posizioni non mi farebbe piacere. E nello stesso tempo non mi aiuterebbe affatto, anzi mi farebbe sentire come una palla al piede, facendomi sprofondare ancora più nella crisi. Lo inviterei ad andare con il suo ritmo... E se lui non lo facesse mi fermerei qualche secondo (magari a un ristoro) per lasciarlo andare. Poi vedendolo sparire davanti a me, riprogrammerei il cervello inserendo un mirino di precisione e incomincerei a rielaborare un obiettivo: 'adesso pian piano faccio finire la crisi, poi cambio ritmo e incomincia la caccia... quando scolliniamo avrò già cominciato a riavvicinarmi, poi in discesa lo ripiglio'. Questo potrebbe servirmi per reagire! E comunque vada mi farebbe sentire bene: grandissimo mio risultato se riesco a riprenderlo, nessun rimpianto e grande onore a lui se non ci riesco».

Sergio: «Beh... a parte che sarà ben difficile giocarsi la quindicesima posizione, magari!! Comunque è una situazione che  ho già vissuto parecchie volte ma in senso opposto: io in crisi e gli amici che mi raggiungono e sorpassano. Ma per mia indole e natura ho sempre rifiutato di farmi aspettare o aiutare (se non per rialzarmi dopo catastrofiche cadute), ho sempre incitato gli altri a proseguire con il loro passo e lo stesso farei con Beppe perché sono  sicuro la pensa come me. Farei di tutto per incoraggiarlo a tenere il mio passo,  questo sì, ma non rallenterei perché potrei andare in crisi io in  discesa e perderemmo entrambi tempo e posizioni se ci aspettassimo. Viaggiare in coppia significa adeguarsi sempre al passo più lento. Ben diverso è se avessimo lo stesso passo e insieme arrivassimo a Chamonix, sarebbe una grande gioia tagliare insieme il traguardo».

Salutatevi e fatevi un in bocca al lupo a modo vostro.

Beppe: «Sergio, comunque vada a Chamonix ci beviamo una birra insieme... ma mentre scendi dalla Tète aux Vents stai attento, perché ad un certo punto sentirai avvicinarsi sempre più forte rumore di passi... Inutile che ti giri per guardare chi è: sono io che ti sto riacciuffando! E dopo... nessuna pietà fino alla fine!!!»

Sergio: «Vai Beppe e ..... SPACCA!!!  Scherzi a parte... il mio più grosso e sincero in bocca al lupo!!  Questa è il nostro UTMB.... allora andiamo e prendiamocelo!!!!»


Gigante SkyRace e Cusna Vertical K 

Il 2 settembre due gare alla scoperta dell'Appennino Emiliano

Ci troviamo nel Parco Nazionale Tosco Emiliano ai piedi del monte Cusna, sommità di un crinale appenninico detto 'Il Gigante' per un evidente somiglianza ad un gigante addormentato. L'appuntamento è per il 2 settembre con due gare inserite nel calendario FSA, una skyrace di 26 km per 2000 metri di dislivello positivo e un Vertical Kilometer con 1000 metri di dislivello positivo riassunti in 3,9 km di sviluppo. Il via sarà dato all’imbocco della strada che dall’abitato di Monte Orsaro porta a Passo Cisa (1250 m) da cui inizia una breve salita fino al Rif. Monte Orsaro; tratto di discesa verso la Peschiera Zamboni (1150 msl). Qui inizia una salita impegnativa (sentiero 617) di 3,8 km per 900 metri di dislivello, al termine della quale sarà posto un cancello orario. Si prosegue lungo il Crinale, poi in picchiata verso Presa Alta passando dal Rif. C.Battisti e dal Rif. Bargetana.
Una seconda lunga salita porterà fino alla vetta del Cusna (2120 m) tramite il sentiero 627: qui il panorama è assicurato! Discesa dallo spallone della Contessa, ricovero Rio Grande, per finire con il sentiero  623A e arrivo al Rifugio di Monte Orsaro. Non volendo escludere nessuno ci sarà anche la versione non competitiva di circa 6 km sul monte Prampa. www.alpensportshop.it


Sabato al via la SpeedGoat 50

Kilian Jornet in gara nell'impegnativa ultra statunitense

Alle 6,30 di domani mattina, un giorno prima del Giir di Mont, a Snowbird, negli Stati Uniti (Utah), prenderà il via la SpeedGoat50, seconda tappa del circuito Ultra Sky Marathon della World Series. La gara, disegnata dallo statunitense Karl Meltzer, è una delle 50 miglia più dure, con 3.000 metri di dislivello. Al via di Snowbird ci sarà anche Kilian Jornet Burgada che dovrebbe fermarsi negli Stati Uniti fino alla Pikes Peak. Dall'Europa anche Thomas Lorblanchet e Philipp Reiter. Tra le donne è attesa anche Anna Frost, vincitrice della Transvulcania, al rientro dopo un periodo di riposo per affaticamento.
 


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