Bettelmatt Sky Race: appuntamento il 20 luglio

Percorsi immutati, iscrizioni dal primo febbraio

Mentre a Riale Formazza lo sport del momento è ovviamente lo sci di fondo, lo staff di Formazza Event sta già lavorando alla settima edizione dell'International Bettelmatt Sky Race che nel 2014 si terrà il prossimo 20 luglio. I percorsi, uno da 33 km e uno da 22 km, resteranno immutati rispetto all'edizione 2013. La speranza è che nel 2014 la neve, che quest'anno ha reso durissimo il percorso della gara lunga, sia presente solo come elemento del paesaggio sulle alte vette che fanno da sfondo al tracciato della Bettelmatt Sky Race. Lo scorso anno i vincitori furono: nella gara lunga Maurizio Mora ed Ester Scotti; nella gara corta Ennio Frassetti ed Arianna Matli; gli ultimi tre atleti menzionati si erano imposti anche nel 2012. Confermata anche la corsa non competitiva di circa 8 km 'Dalla Formazza alle Ande' che nel 2013 ha toccato il proprio record di iscritti con ben 120 atleti: come sempre, parte della quota d'iscrizione di questa gara sarà devoluta all'Operazione Mato Grosso, il movimento che si propone l'educazione dei giovani attraverso il lavoro gratuito per i più poveri in alcuni paesi dell'America Latina. Le iscrizioni dell'International Bettelmatt Sky Race apriranno il primo febbraio. Il primo appuntamento con Formazza Event sarà però il 16 marzo con la classica ciaspolata Meitzä Lauf, giunta all'ottava edizione. A breve saranno disponibili tutte le informazioni sul sito www.formazzaevent.com


UTMB, quote maggiorate del 30 %

A pochi giorni dalle iscrizioni, spiacevole sorpresa in vista

L’organizzazione dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc, a pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni per il 2014, ha annunciato alcune novità importanti in merito alle sue gare.

AUMENTA IL BUSINESS - La prima, forse quella di maggior rilievo, riguarda le quote d’iscrizione che rispetto alle passate edizioni vedono registrare un incremento abbastanza consistente, nell’ordine del 30%. La quota dell’UTMB® passa da 155 a 207 euro (+33,5%), quella della CCC da 106 a 128 euro (+20,7%) e quella della TDS da 106 a 142 (+33,9%). Escludendo la nuova gara di 50 km in programma e la PTL che si svolge in squadre di tre componenti, per le sole UTMB, CCC e TDS sono 5.800 i posti disponibili. Se anche per il 2014 gli organizzatori registreranno il tutto esaurito, cosa molto provabile visto l’interesse per la manifestazione, gli introiti complessivi per le sole quote d’iscrizione saliranno a 946.500 euro, ovvero 219.000 euro in più (+30%) rispetto allo scorso anno.

UN MILIONE DI EURO - Una cifra complessiva che, inserendo anche le altre due gare in programma, porterà l'UTMB a superare la fatidica soglia del milione di euro solo per le iscrizioni. A questi vanno poi aggiunti tutti gli altri introiti, dal merchandising ai servizi accessori agli atleti.

LE MOTIVAZIONI - La stessa organizzazione motiva l’aumento delle quote d’iscrizione con una mail indirizzati ai potenziali interessati e la rende quindi pubblica sul suo sito internet: “Quest'anno, dobbiamo, nostro malgrado, aumentare le quote d'iscrizione. Lo sviluppo delle nostre gare ed il numero di concorrenti che accogliamo - circa 7000 corridori attesi nel 2014 - generano un aumento significativo delle spese organizzative nell'ambito della sicurezza, dell'accoglienza, della logistica e dei trasporti. Per continuare a garantire la migliore qualità organizzativa agli atleti, ai loro cari ed agli spettatori, dobbiamo rinforzare i nostri dispositivi di sicurezza e d'accoglienza e professionalizzare alcune prestazioni. Queste decisioni, più l'evoluzione delle norme fiscali alle quali siamo sottoposti, comportano un aumento del nostro budget. Nonostante questo aumento, i prezzi che pratichiamo ed in particolare il prezzo per kilometro di gara, sono tra i più bassi rispetto a quelli dei grandi eventi internazionali di gare podistiche”.  

PROFESSIONALIZZARE ALCUNE PRESTAZIONI - E' questa la voce che desta particolare interesse nell'ambiente. In attesa di riscontri precisi, potrebbe essere l'indicazione che darà il via all'abbattimento del tabù dei premi in denaro anche per la corsa regina del trail running, la stessa che li ha sempre considerati contro l'etica del suo regolamento.


Trail di Portofino, la brutta questione dei bicchieri

Seguendo le polemiche dopo la classicissima ligure

Forza del web, i commenti sul Trail di Portofino non sono di certo mancati in rete. Sul gruppo aperto di Facebook inerente alla manifestazione, si contano infatti centinaia di interventi degli utenti in merito alla manifestazione disputatasi domenica scorsa. Tra elogi pressoché unanimi alla bellezza del territorio attraversato, non sono però mancate alcune perplessità sulla gestione della manifestazione. Il Trail di Portofino può quindi essere preso come pretesto per analizzare il movimento della corsa outdoor più in generale.

RISTORI –
Come già successo in passato per altre manifestazioni, anche domenica molti atleti impegnati in gara hanno lamentato la carenza di rifornimenti nei punti di ristoro, facendo intuire che si sia trattato di una gestione poco accurata delle scorte da parte degli organizzatori o dell’abuso di quanto messo a disposizione da parte di alcuni atleti. Il risultato finale, almeno in base alle testimonianze, è quello che ancora una volta sono stati svantaggiati gli ultimi in classifica che hanno trovato i tanto sospirati banchetti pressoché sguarniti. L’organizzazione della manifestazione, l’Atletica Due Perle, si è scusata pubblicamente per l’accaduto intervenendo sulla stessa pagina Facebook: “Ragazzi, vi chiedo umilmente scusa, è la prima volta che succede, non tutte le ciambelle vengono con il buco”.

BICCHIERI E GEL –
Su quanto emerso in merito all’abbandono di bicchieri di plastica e gel lungo il percorso, la questione è invece leggermente più delicata e merita una riflessione che riguarda in particolare modo la direzione che sta prendendo una disciplina in forte espansione come quella della corsa outdoor in generale. Stupisce infatti che i praticanti di una disciplina in natura che ne ammirano in particolare il contesto naturale in cui questa si svolge, non dimostrino poi nei fatti quanto di più bello si può leggere nei loro racconti di gara, ovvero l’amore e il rispetto per la natura. Una responsabilità che in prima battuta può essere fatta ricadere sugli atleti ma che ha invece anche riflessi sull’organizzazione stessa della gara.

ATLETI –
La questione dei bicchieri per terra è il motivo principale per cui, dopo tre edizioni disputate, non sono più tornato a correre il Trail di Portofino. Presumo quindi che quel “è la prima volta che succede” dichiarato dagli organizzatori, si riferisca alla sola questione dei ristori e non a quella più seria del rispetto dell’ambiente. Dal lato degli atleti penso che ci sia poco da aggiungere in quanto la cultura del rispetto per l’ambiente è qualcosa di particolarmente soggettivo e che spesso e volentieri ha origini lontane. Può derivare da attitudini personali ma anche dal tipo di educazione ricevuto in infanzia. Difficile, ma non impossibile, che determinati meccanismi subentrino in tarda età. Quasi impossibile che gli stessi subentrino in alcuni amatori della domenica in cerca di gloria o di auto leggitimazione sociale in una gara locale quando il cronometro scorre veloce e che per questo non consente di fermarsi per riporre un bicchiere dentro un sacco della spazzatura.  Mi piace essere consapevole che per la maggior parte degli appassionati questo non avvenga ma purtroppo, spesso e volentieri, i danni maggiori li può anche fare la minoranza. Mi piace anche ricordare un episodio che ho spesso ripetuto per il forte impatto che ha poi avuto sul mio modo di intendere la corsa in natura. Chamonix, anno 2012, Mont-Blanc Marathon, più di 2.000 concorrenti in gara. Al ristoro di Argentiere, dopo 10 km di gara, il tavolo del rifornimento è allestito con file di bicchieri di carta riempiti di acqua e pronti all'uso. Nelle vicinanze non ci sono sacchi della spazzatura o contenitori che fungono allo stesso scopo. Arriva il gruppo dei primi, a una velocità tale da far presupporre che anche pochi secondi persi siano poi difficili da recuperare. Kilian Jornet beve da un bicchiere, lo tiene in mano, si osserva intorno a rientra di qualche metro al bordo della strada per buttarlo in un bidone pubblico della spazzatura. Transitato il gruppo dei primi 40-50 atleti, non ho visto nessun bicchiere per terra. Si trattava di una strada asfaltata, non di un sentiero in uno dei più bei parchi italiani come nel caso di Portofino. Segno della trasversalità dell'atteggiamento che può coinvolgere a prescindere dalla posizione in classifica. Ogni anno ritorno molto volentieri a Chamonix come ogni anno ritorno molto volentieri nel parco di Portofino, ma solo con mia moglie e non in gara.

ORGANIZZATORI – Qui la questione è più complessa perché oltre a un discorso di rispetto per l’ambiente se ne aggiunge un altro, quello del rispetto del regolamento di gara. Alla luce delle testimonianze riportate sull’uso indiscriminato di bicchieri di plastica ai punti di rifornimento, quanto espressamente riportato nel regolamento di gara non lascia molte interpretazioni al dubbio: “è obbligatorio l'uso di borraccia o bicchiere personale in quanto nei punti di ristoro non verrà consegnato il bicchiere di plastica”. Ma lo stesso regolamento va ben oltre ponendo inquietanti dubbi sulla regolarità della stessa prova di molti atleti: “Chiunque sarà sorpreso ad abbandonare rifiuti lungo il percorso sarà squalificato dalla gara e incorrerà nelle eventuali sanzioni previste dai regolamenti comunali”. Confidando che dalle testimonianze dirette gran parte dei bicchieri siano stati abbandonati sul percorso in prossimità dei ristori, e che quindi i trasgressori siano stati facilmente identificati dai responsabili dell’organizzazione, non resta altro da fare che aspettare l’ufficialità della classica per capire quante persone hanno violato il regolamento e quante sono quindi state squalificate. Mai come in questo caso un regolamento di gara si è dimostrato essere sensibile all’ambiente e mai come in questo caso gli organizzatori sono stati agevolati nelle dovute verifiche.  


Ultra, sorteggi americani e scenari futuri

Le partecipazioni nei 15 giorni più affollati della stagione

Come ogni anno, il periodo che va dall’ultima settimana di giugno alla seconda di luglio sarà quello più affolllato di tutta la stagione in termini di gare di outdoor running di livello internazionale. Nell’arco di 15 giorni il calendario conta infatti, tra le altre, 6 gare di primaria importanza.

SCELTA DIFFICILE - Si parte il fine settimana del 27-30 giugno con la 80 km di Chamonix (Skyrunner World Champs), la Lavaredo Ultra Trail (Ultra-Trail World Tour), la Western States Endurance Run (Ultra-Trail World Tour) e la Marathon du Mont-Blanc (Skyrunner World Champs). Dopo un fine settimana di tregua, dall’11 al 13 luglio sarà poi la volta dell’Hardrock 100 Endurance Run e della Ice Trail Tarentaise (Skyrunner World Series). A seguire, ma con riflessi in funzione delle partecipazioni precedenti, il 20 luglio sarà poi la volta della Dolomites SkyRace (Skyrunner World Series).

ESTRAZIONI AMERICANE - Dopo gli esiti delle lotterie americane inerenti alla Western States e alla Hardrock, è già tempo di una prima analisi che delinea i possibili scenari futuri in termini di presenze di atleti elite. La partecipazione a una delle due gare americane, entrambe di 100 miglia, esclude infatti a livello teorico la partecipazione alle altre gare in calendario, perlomeno a quelle di lunga distanza.

HARDROCK - L’estrazione della prestigiosa gara americana come ogni anno ha regalato gioie e dolori agli appassionati che speravano nell’estrazione, elite compresi. Se il francese Seb Chaigneau, vincitore di quest’anno, aveva il posto riservato e se lo spagnolo Kilian Jornet, rifiutato nelle due passate edizioni, aveva già in partenza molte probabilità di essere sorteggiato per il meccanismo dei tickets, la fortuna è invece stata dalla parte di Julien Chorier, Dakota Jones e Timothy Olson. Non è invece andata bene, tra gli altri, a Iker Karerra, Anton Krupicka, Cameron Clayton, Mike Foote, Ian Sharman, Mike Wolfe e Nick Clark. Salvo ripensamenti o colpi di scena, Jornet, Chaigneau e Olson non parteciperanno quindi alla 80 km di Chamonix, alla Lavaredo Ultra Trail e alla Ice Trail di Val d’Isere.  A questo punto per Kilian Jornet è ipotizzabile una partecipazione alla Mont-Blanc Marathon ma sulla carta è compromessa la partecipazione alla Dolomites SkyRace. Pensare di presentarsi nell’arena di Canazei una sola settimana dopo l’Hardrock è infatti un’ipotesi perlomeno azzardata.

Tra i 140 fortunati estratti dell’Hardrock non compare nessun italiano.

WESTERN STATES - A fronte di 2.705 richieste, tra i 365 atleti estratti figurano anche Rob Krar, Miguel Heras, Ian Sharman, Nick Clark, Karl Meltzer, Jez Bragg tra gli uomini e Stephanie Howe, Pam Smith, Nikki Kimball, Amy Sproston, Meghan Arbogast, tra le donne. Tra gli esclusi figurano invece Joe Grant, Darcy Africa, Helen Cospolich.  

Tra gli iscritti alla Western States figura anche, come unico italiano, Alberto Lazzerini, già finisher della Western States quest’anno.

GLI SCENARI FUTURI - In attesa di poter leggere la lista definitiva degli iscritti alle gare di Chamonix, Lavaredo e Ice Trail, si delineano però dei possibili scenari futuri per gli atleti interessati a competere nello Skyrunner World Champs, nell’Ultra-Trail World Tour e nelle Skyrunner World Series. Almeno Kilian Jornet, Seb Chaigneau, Julien Chorier, Dakota Jones, Timothy Olson, Rob Krar e Miguel Heras non saranno infatti presenti a una delle prove in programma lasciando di fatto il campo aperto agli esclusi dai sorteggi americani. Non resta quindi di aspettare prossime mosse dei vari Krupicka, Hernando, Canaday, D’Haene e Thevenard, tra gli uomini e Bosio, Canepa e Forsberg tra le donne, solo per citare alcuni dei possibili protagonisti della prossima stagione.  


Portofino, Martin Dematteis detta legge

Grande prova del piemontese in Liguria

Consueta grande partecipazione di atleti al Trail di Portofino, uno degli ultimi appuntamenti annuali che lascia il posto alla stagione dei winter trail. Sono stati infatti 754 gli atleti che hanno portato a termine la prova su un percorso inedito rispetto alle passate edizioni.

MARTIN DEMATTEIS - Rispetto alla tradizionale Corsa in Montagna si possono allungare le distanze ma se in gara c’è un talento come Martin Dematteis allora il risultato può essere scontato anche nel più classico dei trail. E’ quello che è avvenuto ieri a Santa Margherita Ligure lungo i 21 km e 1.580 metri di dislivello positivo del Trail di Portofino.  Non potendosi giocare in questo finale di stagione le vittorie finali con il fratello Bernard, a riposo per problemi fisici, ieri Martin ha vinto con il tempo di 2h03’04’’ e un vantaggio di 6’ su Manuel Solavaggione e di oltre 7’ su Carlo Ratti. Il piemontese Paolo Bert, già protagonista della gara ligure nelle passate edizioni, si deve accontentare della quarta piazza con più di 8’ di ritardo.

MARCELLA BELLETTI - Tra le donne, dominio assoluto di Marcella Belletti in 2h36’43’’ che termina la sua prova con un vantaggio di 8’ su Elena Bagnus e addirittura di 18’ su Cecilia Mora. Per la Belletti grande finale di stagione dopo la vittoria al Trail delle Terre Rosse e i due secondi posti al Trail del Monte Casto e alla Biella Nonte Camino.

TOP UOMINI

1. De Matteis Martin 02:03:04 
2. Solavaggione Manuel 02:09:58 
3. Ratti Carlo 02:10:32 
4. Bert Paolo 02:11:35
5. Cavalletti Davide 02:11:55
6. Carrara Luca 02:16:45
7. Maiello Giovanni  02:17:36 
8. Miotti Emanuele 02:18:48
9. Ghisellini Alberto 02:19:32
10. Toniolo Mauro 02:21:44 

TOP DONNE

1. Belletti Marcella 02:36:43
2. Bagnus Elena 02:44:33
3. Mora Cecilia 02:48:11
4. Pezzarossa Maria 02:52:17
5. Boi Gabriella 02:52:39 


San Francisco, Krar non concede sconti a nessuno

Finale di stagione da protagonista per l’americano

Metteteci un parterre di grande livello, una location suggestiva come quella della baia di San Francisco, un montempremi di tutto rispetto e non puotrà che venirne fuori una grande gara. Se il fato poi ci avesse aggiunto del suo con qualche decina di spettatori sulla linea d’arrivo, allora l’evento sarebbe addirittura potuto trasformarsi tra quelli più prestigiosi dell’intera stagione. Sul fato però non sempre si può fare affidamento ma questi 80 km della The North Face Endurance Cahallenge San Francisco corsi sabato, gli ultimi della stagione, hanno comunque offerto agli appassionati un grande spettacolo agonistico.

ROB KRAR - Se la prima parte di stagione delle ultra distanze americane ha portato il nome di Rob Krar, la seconda parte porta invece quello di Rob Krar. Aveva già fatto vedere il suo talento alla Western States di fine giugno con il secondo posto dietro  a Timothy Olson ma i 38’ minuti di distacco non avevano convinto del tutto. Erano però bastati a convincere The North Face per arruolaro nel suo super team delle ultra distanze. Questo avveniva alla vigilia dell UROC, a fine settembre. In quell’occasione Krar non deluse le aspettative mostrando a tutti che quando si tratta di correre veloci neanche le quote elevate lo possono fermare. Vinse con 3’ su Dakota Jones, 37’ su Cameron Clayton e 50’ su Kilian Jornet. Dal Colorado alla California,  dai 3.000 metri del Vail Pass alla baia di San Francisco, il risultato non è cambiato. Nella prima parte di gara sembrava che lo spagnolo Miguel Heras fosse seriamente intenzionato ad andare a cogliere la sua terza vittoria californiana ma poi ha dovuto alzare bandiera bianca in segno di resa come già successo recentemente ai Templiers. Tra malattie di stagione e infortuni vari, Krar ha lavorato ai fianchi tutti i suoi avversari ed è andato a imporsi con 10’ di vantaggio su Cameron Clayton e 12’ su Chris Vargo. Lo fa in 6h21’ che potrebbe essere il nuovo record del percorso originario. In una giornata che ha visto il dominio assoluto degli atleti a stelle e strisce, l’unico a riuscire ad entrare nella top 10 è il sudafricano Ryan Sundes, nono con 24’ di ritardo da Krar.

MICHELE YATES - In campo femminile, s’impone Michele Yates in 7h21’51’’e si concede il lusso di rifilare quasi 10’ a Magdalena Boulet e addirittura 25’ a Emelie Forsberg. Nel suo primo anno nelle ultra distanze, la Yates si va quindi a prendere la rivincita sulla stessa Forsberg dopo il terzo posto e i 40’ di distacco alla UROC e dopo la vittoria di metà settembre alla Run Rabbit va a cogliere il secondo successo di prestigio in carriera.

DUE STECCHE A TESTA - Il finale di stagione sembra essere stato caratterizzato dalle doppe debacle di molti dei protagonisti stagionali nelle loro ultime partecipazioni nelle ultra distanze. La lista parte con Kilian Jornet e i quei 50’ della UROC e le 7h30’ alla Réunion,  continua con Sage Canaday, con 1h30’ sempre alla UROC e la sparizione a San Francisco, con Miguel Heras, sparito ai Templiers e sempre a San Francisco e termina con Emelie Forsberg e le 2h45’ della Réunion e i 25’ a San Francisco. Vedremo cosa accadrà nel corso della ultima stagione, potrebbe addirittura essere che il crescente livello in termini di performance costringa gli atleti a dare il giusto peso alla programmazione. 

TOP UOMINI 

1. Robert Krar 06:21:10
2. Cameron Clayton 06:31:17
3. Chris Vargo 06:33:33
4. Daniel Kraft 06:35:56
5. Dylan Bowman 06:37:14
6. Mike Wolfe 06:38:19 
7. Jorge Maravilla 06:43:14
8. Dave Mackey 06:44:20
9. Ryan Sandes 06:45:01
10. Ryan Ghelfi 06:51:57

TOP DONNE

1. Michele Yates 07:21:51 08:51
2. Magdalena Boulet 07:31:12
3. Emelie Forsberg 07:46:24
4. Aliza Lapierre 07:46:58 09:21
5. Cassandra Scallon 07:50:42  


San Francisco, ultima sfida tra America ed Europa

Al via della 50 miglia anche l’alpinista Simone Moro

A leggere la lista “elite wawe” della The North Face Endurancee Challenge Championship, il rischio è quello di perdersi tra i tanti nomi riportati. Quella di San Francisco, una gara di 50 miglia in programma sabato 6 dicembre, come ogni hanno riesce infatti ad attirare atleti da ogni parte del mondo. La prima notizia di rilievo è che saranno presenti ben 8 dei primi 10 atleti maschili dello scorso anno. Segno che la gara piace agli atleti e che vi ritornano con piacere. 

L’AMERICA ATTACCA - Sul fronte americano saranno presente praticamente tutti gli specialisti dell’ultra distanza, a partire da Rob Krar, Dakota Jones, Cameron Clayton, Ryan Ghelfi, Sage Canaday  e Jason Wolfe che se le sono già date di santa ragione nell’ultima apparizione comune alla UROC. Ma la lista è molto lunga e comprende anche Timothy Olson, reduce da una stagione straordinaria, Alex Nichols, rivelazione stagionale nello skyrunning, Mike Foote, quest’anno quinto all’UTMB, Matt Flaherty, secondo alla JFK due settimane fa, Rickey Gates, all’esordio sulla distanza ma dato in ottima condizione, l’ex campione del mondo di corsa in montagna Max King e poi alcune autentiche leggende delle 100 miglia come Karl Meltzer e Hal Koerner . La lista degli atleti americani elite però contiene più di trenta nominativi e molti di questi sono praticamente semi sconosciuti nella corsa outdoor ma hanno già ottenuto tempi velocissimi nella maratona o su distanze superiori ma sempre su strada.

L’EUROPA RISPONDE – Sul fronte europeo, gli atleti non sono sicuramente da sottovalutare. A partire dallo spagnolo Miguel Heras che a San Francisco ha già vinto due volte, una lo scorso anno con il tempo di 5h33’13’’ e una nel 2010. Sempre dal fronte europeo sarà poi al via anche il francese Francois D’Haene che lo scorso anno arrivò secondo a 13’ dallo stesso Heras. L’Europa chiede con il francese Martin Gaffuri che quest’anno vanta un ottavo posto alla UROC e un settimo alla Ice Trail Tarentaise. Tra i partenti ci sarà anche l’alpinista italiano Simone Moro che però non è al suo esordio in questo tipo di manifestazioni.   


Anche nel Lesotho e' tempo di Ultra...

Oggi si e' corso sulle Maluti Mountains

Oggi nel Lesotho si è corsa la prima Ultra Skymarathon africana, la Lesotho Ultra Trail, che curiosamente, abbreviata, suona LUT, come la Lavaredo Ultra Trail. Si correva sulle Maluti Mountains con 55 km di lunghezza e 3.173 di dislivello positivo. La vittoria è andata al sudafricano Andrew Hagen (6.07.22) davanti allo spagnolo Diez Raobago (6.22.14) e all'altro sudafricano Quinton Honey (6.23.10). Tra le donne vittoria della sudafricana Tracy Zunckel davanti a Robyn Kime e alla canadese Stacie Carrigan. 


World Series 2014, il Vertical sbarca in USA

Annunciato il calendario con molte prime assolute

 La ISF (International Skyrunning Federation) ha annunciato il calendario delle prossime Skyrunner® World Series.

LE SERIE - Come già avvenuto  nel corso del 2013, anche per il prossimo anno la formula delle World Series prevede cinque gare per disciplina e i titoli finali contempleranno i migliori tre risultati di ciascun atleta. Le finali assegneranno inoltre il consueto abbuono del 20% sui punteggi.

VERICAL - La serie conta tre novità esclusive, il Transvulcania Vertical, nello stesso fine settimana della Ultra, il Face de Bellevarde a Val d’Isére e il Lone Peak Vertical in Montana. Quest’ultimo costituisce una prima assoluta per il continente americano che in questo modo si avvicina alla disciplina del Vertical Kilometer.

SKY - Per il 2014 esce dal circuito la Pikes Peak in Colorado e torna la Sierre Zinal in Svizzera per quello che diventa un circuito interamente made in Europe. Rispetto allo scorso anno, complice Canazei che era campionato europeo, nel 2014 la serie Sky vede il ritorno a più prove sotto i 42 km, nella fattispecie, oltre alla Limone Extreme di 23 km, anche la Dolomites di 22 km e la Sierre-Zinal di 33 km.

ULTRA - Il 2014 sarà l’anno del ritorno del Trofeo Kima in Italia. Viene confermata la tappa americana della SpeedGoat ed entra la Big Sky, la finalissima americana nello stato del Montana.

QUATTRO SUPER FINE SETTIMANA - Si conferma la tendenza a concentrare più appuntamenti in un unico fine settimana in un'ottica di ottimizzazione dei costi per il trasferimento degli atleti. Oltre a Canazei e Limone sul Garda, con il Vertical e la Sky, ci saranno infatti i fine settimana a La Palma e in Montana, con il Vertical e la Ultra.

LE ALTRE NOVITA' IN PROGRAMMA - La ISF nei prossimi mesi annuncerà un nuovo progetto volto a soddisfare al meglio le esigenze degli atleti. In programma una carta multiservizi con convenzioni e copertura assicurativa studiata appositamente per le attività outdoor e valevole in tutto il mondo.

VERTICAL

1. SPAIN: Transvulcania Vertical Kilometer® - May 8   
2. FRANCE: VK Face de Bellevarde, Val d’Isère – July 11
3. ITALY: Dolomites Vertical Kilometer®, Canazei - July 18
4. USA: Lone Peak Vertical Kilometer® - September 12
5. ITALY:  Vertical Grèste de la Mughéra, Limone sul Garda - October 10

SKY

1. SPAIN: Maratòn Alpina Zegama-Aizkorri – 42 km - Zegama - May 25
2. ITALY: Dolomites SkyRace® - 22 km - Canazei – July 20
3. SWITZERLAND: Course de Sierre-Zinal – 31 km - Valais - August 10
4. SWITZERLAND: Matterhorn Ultraks – 46 km -Zermatt - August 23
5. ITALY: Limone Extreme SkyRace® - 23 km - Limone sul G. - October 12

ULTRA

1. SPAIN: Transvulcania Ultramarathon – 83 km - La Palma - May 10
2. FRANCE: Ice Trail Tarentaise – 65 km - Val d’Isère - July 11
3. USA: Speedgoat 50K - Snowbird, Utah - July 19 
4. ITALY:  Kima Trophy - 50 km - Valtellina, August 30
5. USA: The Rut 50K - Big Sky, Montana - September 14  


A Repetto e Bellezza il Vertikal Punta Martin

Tra le donne successo Valetudo con Francesca Bellezza

Domenica 24 novembre ad Acquasanta, a 165 metri sul livello del mare, frazione di del comune di Mele, in provincia di Genova si è corso il Vertikal di Punta Martin con arrivo sullo sperone di punta Martin a 1.001 metri  e vertiginosa vista sul Mar Ligure. Il tracciato prevedeva uno sviluppo di 4,73 km con alcuni passaggi tecnici di 1° e 2° grado di arrampicata. Nella scalata femminile ha vinto l’aquila della Valetudo skyrunning rosa Francesca Bellezza in 56’49”, seconda Patrizia Mutti n 57’46”, terza Lidia Rebora in 1h00’54”. Nella scalata maschile primo Matteo Repetto in 50’25”, 2° Paolo Piano in 51’04”, terzo Marco Molinari 51’36”. Sesta l’aquila Valetudo skyrunning Italia Moreno Rossi in 52’56”. 


La prima edizione della Calvario Alpin Run

Successo dei fratelli Moretton e di Aleksandra Fortin

Va ai fratelli Moretton e ad Aleksandra Fortin la vittoria della prima edizione del Calvario Alpin Run in programma nei boschi del Monte Calvario e nel parco di Piuma a Gorizia. Percorso di pura corsa in montagna con tanto fango a causa della pioggia, anche se nel giorno della gara splendeva il sole.
Subito in fuga Marco e Andrea Moretton che si presentano a metà percorso distanti pochi metri l’uno dall’altro e già con un buon vantaggio sui tre inseguitori Dario Turchetto, Paolo Massarenti e Marco Visintini. Il margine aumenta sulla lunga salita del Calvario: Marco e Andrea Moretton tagliano il traguardo dopo 17,5 km e 620 metri di dislivello, mano nella mano. con un tempo di 1h16’ e con quasi 3’ di vantaggio su Turchetto. Quarto Paolo Massarenti che termina la gara zoppicando per uno strappo alla coscia. La quinta posizione è per l’atleta di casa Marco Visintini.
In campo femminile, come da pronostico, è battaglia tra Aleksandra Fortin, Anna Finizio e Paola Romanin. La prima va forte sul piano e in salita mentre le due atlete dell’Aldo Moro si portano sotto nelle discese. A Piuma la slovena scala l’ultima salita con una progressione devastante e va a vincere in 1h30’. Sul secondo gradino del podio Anna Finizio e sul terzo Paola Romanin. Nel trofeo Tullio Poiana, dedicato ai partecipanti Alpini si è imposto Andrea Interbartolo della sezione Gorizia su Francesco Coceano di Cividale e Massimo Rizzi di Udine.


Il Tor des Geants dal 7 al 14 settembre 2014

Le pre-iscrizioni dal 1 febbraio

E' già tempo di pensare al Tor des Géants: ufficiali le date della quinta edizione che si svolgerà dal 7 al 14 settembre 2014. Le pre-iscrizioni si apriranno il 1° febbraio: confermato il numero di 660 partecipanti (escluse le Wild Cards). Sul sito www.tordesgeants.it tutte le modalità: tra le novità anche quella di garantire un 'ricambio' progressivo dei corridori e così i concorrenti iscritti per tre edizioni consecutive non potranno partecipare alla quarta (sono esclusi i cosiddetti 'Senatori', chi ha portato a termine tutte le quattro edizioni del Tor).  


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